Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
SE VALESSE QUESTO PRINCIPIO PER TUTTI, CHI ARRIVA VIA AEREO E NAVE DOVREBBE ESSERE POSTO IN QUARANTENA… UNA DECISIONE DEMAGOGICA, QUANDO BASTAVA IL TAMPONE
Alla nave Ocean Viking, con a bordo 274 migranti in fuga dalla Libia, è stato assegnato come porto sicuro Pozzallo.
La nave attraccherà nella località siciliana. La nave delle Ong Sos Mèditerranèe e Medici Senza Frontiere potrà così far sbarcare le persone messe in salvo attraverso tre operazioni portate a termine nel giro di 48 ore tra martedì 18 e mercoledì 19 febbraio.
Le ultime 92 persone soccorse erano «in condizioni difficili». Tra loro c’erano anche donne e bambini «estremamente deboli e in uno stato di angoscia quando sono stati trovati in un gommone, vicino alla piattaforma petrolifera Sabratha».
La seconda operazione di salvataggio, che aveva portato a bordo 98 persone, era stata effettuata mentre il peggioramento delle condizioni meteorologiche, che minacciavano di fare affondare il gommone.
In base alle misure di prevenzione sul coronavirus, il Viminale ha disposto che i migranti a bordo della Ocean Viking: «saranno trattenuti in quarantena nell’hotspot della cittadina siciliana. Alle medesime finalità precauzionali, il personale della nave rimarrà isolato a bordo per tutto il periodo necessario».
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
LA DECISIONE METTEREBBE IN GINOCCHIO LA NOSTRA ECONOMIA
La Stampa racconta oggi in un retroscena che Stella Kyriakides, commissaria Ue alla Salute, sta
seguendo con particolare attenzione la situazione in Italia.
Nel giro di 48 ore il nostro Paese ha scalato la classifica europea dei contagi per Coronavirus, superando di gran lunga Regno Unito (9 casi), Francia (12) e Germania (16). Le vittime in Italia sono anche le prime vittime europee, visto che finora l’unico decesso — registrato in Francia — era stato quello di un turista cinese 80enne. Per questo c’è il rischio concreto che l’Europa metta in quarantena l’Italia:
Al momento nessuno parla esplicitamente dello stop alla libera circolazione di Schengen, che l’Ue vorrebbe evitare a tutti i costi.
Dieci giorni fa, al termine della riunione straordinaria del Consiglio Ue Salute, i 27 ministri avevano scritto nero su bianco di essere «pronti ad adottare misure sui viaggi», ma a una condizione: «Salvaguardando la libertà di movimento all’interno dell’Ue».
Nel frattempo, però, le cose sono cambiate notevolmente: all’epoca gli Stati stavano cercando misure per proteggersi dalla “minaccia” esterna e quindi ci si concentrava principalmente sui viaggi extra-Ue.
Ora che c’è un focolaio domestico dalle dimensioni potenzialmente significative, il problema per l’Europa è anche di natura interna.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
LE MISURE DI CONTENIMENTO ADOTTATE
Il Consiglio dei ministri, al termine di una riunione fiume nella sede della Protezione Civile, approva un decreto con misure durissime per tentare di arginare il diffondersi del coronavirus dopo l’esplosione dei focolai in Lombardia e Veneto e il primo caso registrato in Piemonte.
Il decreto prevede:
— Divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree ‘focolaio’ del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità , anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni.
-Stop alle gite scolastiche in Italia e all’estero, sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche — a partire da tutte quelle previste per domani in Lombardia e Veneto, compresa la serie A.
— Quarantena con “sorveglianza attiva” per tutti coloro che sono stati in contatto con casi confermati del virus.
E ancora, chiusura di scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone.
Le misure riguardano al momento i dieci comuni del lodigiano individuati già ieri, dove vivono oltre 50mila persone (Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano), e l’area di Vo’ Euganeo, in provincia di Padova. Saranno, a tutti gli effetti zone rosse: non si entra e non si esce. Non solo: all’interno delle zone focolaio “l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità — dice il decreto — è condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale”. E a tutti coloro che hanno avuto “contatti stretti con casi confermati” dovrà essere applicata la “misura della quarantena con sorveglianza attiva”.
Ma come si farà a far rispettare il divieto? Il decreto prevede che siano le forze di polizia a garantire “l’esecuzione delle misure” e, “ove occorra”, si potrà ricorrere anche all’utilizzo dei militari.
“Il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”, che prevede una multa e l’arresto fino a 3 mesi. Misure pesantissime, dunque, che potranno essere estese anche ad altre aree nel caso fosse necessario. “Dobbiamo essere flessibili anche perchè non è detto che le misure prese oggi siano utili domani” ha ammesso il premier.
Non ci sarà , invece, la sospensione di Schengen, come aveva chiesto Matteo Salvini quando il governo ha informato l’opposizione delle misure che sarebbero state prese. “Adotteremo sempre misure nel segno dell’adeguatezza e della proporzionalità . Ora non ci sono i presupposti per chiedere la sospensione della libera circolazione delle persone. E’ una misura draconiana e sproporzionata rispetto alla necessità di contenere contagio. E poi cosa vogliamo fare dell’Italia un lazzaretto? Non ci sono le condizioni”, ha detto chiaramente Conte rivendicando come il governo intero si assume “la piena responsabilità politica” delle scelte fatte.
Il premier ha anche annunciato che nei prossimi giorni il governo varerà un altro decreto contenente però le misure economiche e di ristoro che dovranno essere messe in campo per far fronte alla sospensione di tutte le attività nelle aree focolaio.
Il percorso per arrivare al testo approvato a tarda sera, però, non è stato così liscio. Nel corso del Cdm ci sono state diverse discussioni tra le varie anime del governo, con alcuni che chiedevano una linea dura e altri che, invece, fino alla fine hanno tentato di evitare che intere zone del paese diventassero, di fatto, delle zone off limits per tutti. Tra questi il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che proprio dal lodigiano proviene.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
LA COMPAGNIA SOVRANISTA DI GIRO NON HA LIMITI
Il sobrio (e non si usa mai a caso questo aggettivo) titolo di stamattina di Libero accusa il governo di
stare attuando “prove tecniche di strage” tramite COVID-19 e aggiunge che l’esecutivo “agevola la diffusione del virus”, che viene ribattezzato “Corona” in via confidenziale visto che è un vecchio amico dei redattori (e comunque non si mette la gente in galera per due foto, dai).
In più la compagnia di giro dice che adesso “l’esecutivo allerta l’esercito”, aggiungendo un dubbioso “Mah” per concludere la frase.
A pagina 2 invece il quotidiano auspica che la procura (quale?) indaghi “per delitto colposo contro la salute” mentre il ministro Speranza “dovrebbe dimettersi”: ovviamente prima si premette che l’uso politico della magistratura è sbagliato, poi si auspica un processo politico perchè “pòro Salvini” (che non c’entra niente ma non si sa mai…).
Si è mandato a processo Salvini per aver ritardato di alcuni giorni lo sbarco di qualche decina di immigrati, accusandolo di sequestro di persona, e in quel caso non è morto nessuno, e non si mandano a processo Speranza e Conte per verificare se sussistono delitti colposi contro la salute pubblica, in presenza già di due vittime e di decine di contagiati?
E via, di sciacallaggio in sciacallaggio.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
“CHIUDERE I VOLI NON HA BASE SCIENTIFICA, QUESTO NON CI HA PERMESSO DI TRACCIARE GLI ARRIVI PERCHE’ SI E’ POTUTO FARE SCALO ALTROVE E POI ARRIVARE IN ITALIA”
“Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perchè a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località ”, dice il professor Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Oms, intervistato da La Stampa.
“Inoltre – aggiunge -, quando vengono contagiati i medici significa che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso. Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio” e “hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso”.
“C’è il forte rischio che i focolai diventino un’epidemia. Lo sapremo tra due settimane”, avverte, spiegando che l’aumento, di colpo, del numero dei contagiati ”è un caso da manuale, in cui una o più persone vengono contagiate da chi arriva da un luogo di epidemia, e poi ci sono dei contagiati secondari con lo stesso tempo di incubazione”. Rischiamo numeri asiatici? “Il trend è chiaro, ma in Cina c’è stato un mese di sottovalutazione mentre da noi, pur con qualche svista, stiamo reagendo”.
Intervistato anche dal Sole 24 Ore, osserva che “potremmo essere di fronte alla punta dell’iceberg e quindi potrebbero esserci altri focolai in Italia come nel resto del mondo”, ora, “se metteremo in atto tutte le precauzioni del caso come si sta facendo ora isolando i casi e circoscrivendo le aree a rischio l’allarme potrebbe finire verso maggio-giugno come accade con la Sars, visto che il caldo ne rende più difficile la diffusione”
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
PARLA IL DIRETTORE PER L’EUROPA DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’
“Quello che preoccupa della situazione italiana è che non tutti i casi registrati sembrano avere una
chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati”.
Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità in Europa, sta seguendo minuto per minuto l’evoluzione della crisi da coronavirus in Lombardia e Veneto.
Ieri ha parlato con il ministro Roberto Speranza e con il direttore generale della Sanità del Veneto Domenico Mantoan. Inoltre l’Oms ha organizzato una teleconferenza con gli esperti del ministero della Salute e della Regione Lombardia.
“Gli sforzi delle autorità italiane sono ammirevoli”, dice il numero uno dell’Oms nel continente. “Noi ci siamo offerti di lavorare insieme per dare il nostro supporto, per il bene dei cittadini italiani e della comunità internazionale”.
Come valuta l’esplosione di casi di Covid-19 nel Nord Italia?
“Non è una sorpresa. Lo abbiamo già osservato in altri paesi diversi dalla Cina. Però ora è molto importante capire come si sono svolti gli eventi, identificare e tracciare i contagi: occorre che le autorità sanitarie italiane si focalizzino su questo aspetto”.
Pensa che qualcosa sia andato storto nelle misure adottate finora per limitare la diffusione del coronavirus dalla Cina all’Europa e in particolare all’Italia?
“La Cina ha adottato una strategia di contenimento nell’epicentro dell’epidemia, inclusa una grande enfasi sui controlli di chi esce dall’area. Il risultato è impressionante: solo il 2% dei casi totali è stato registrato fuori dalla Cina. Tuttavia gli spostamenti globali delle persone sono ormai tali che c’era da aspettarsi casi anche in altre aree del pianeta, Europa compresa. Ora dobbiamo limitare la trasmissione da persona a persona, attraverso misure di mitigazione. Il che significa una maggiore igiene delle mani e delle vie respiratorie”.
Cosa si sente di raccomandare agli italiani?
“Capisco la loro preoccupazione. È la stessa di mia moglie e delle mie figlie. Per questo invito tutti a documentarsi sul Covid-19 su canali informativi affidabili, quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità , dell’Organizzazione mondiale della Sanità . Sicuramente non ci proteggerà dal contagio la discriminazione di chi ha un’origine diversa dalla nostra. È il tempo della solidarietà e della cooperazione. E poi non dobbiamo mai dimenticare il contesto: il 98% dei casi sono in Cina, in più dell’80% dei casi le persone infettate hanno avuto sintomi lievi, mentre meno del 15% sono in condizione serie e solo nel 5% dei casi si registra una patologia grave. Al momento osserviamo una mortalità di poco sopra il 2%, la maggior parte persone anziane con patologie pregresse. Detto questo, nelle aree italiane colpite il rischio di infezione può essere più alto e per questo i residenti devono seguire le raccomandazioni delle autorità , compreso il non frequentare luoghi affollati”.
Ci si può mettere in viaggio, per esempio su un treno affollato?
“Nei luoghi affollati, oltre all’igiene delle mani, è sempre bene tenere una distanza di uno o due metri tra gli individui per evitare il contagio”.
L’influenza fa centinaia o migliaia di morti ogni anno in Italia. Perchè allora il Coronavirus preoccupa così tanto gli esperti che oggi lo considerano il nemico pubblico numero uno?
“Lo prendiamo molto sul serio perchè è un virus nuovo: questo significa che nessuno di noi è immune. L’influenza invece è una malattia stagionale per la quale le persone a più rischio posso essere protette adeguatamente. Eppure fa 50mila morti ogni anno in Europa. Tuttavia il vaccino esiste e funziona, e noi lo raccomandiamo agli anziani, alle donne in gravidanza, ai malati cronici e al personale sanitario. Covid-19 è un virus nuovo e noi stiamo facendo ricerca per arrivare a una cura e per predisporre un vaccino. Che però richiederà del tempo. Dunque dobbiamo puntare su misure di salute pubblica che possono essere adottate già oggi per salvare delle vite”.
Cosa intendeva dire il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus quando ha dichiarato: “Si sta chiudendo la finestra che avevamo per contenere i focolai”? Stiamo perdendo la battaglia col coronavirus?
“Intendeva dire che il basso numero di casi al di fuori della Cina ci ha finora offerto l’opportunità di contenere la diffusione internazionale. Ora, anche se i casi in altri paesi restano relativamente bassi, cominciamo a essere preoccupati per il numero di contagi che non hanno un chiaro legame con viaggi dalla Cina o con persone già malate. Questo sta restringendo la finestra. Il contenimento però è ancora possibile. A patto che ci si prepari adeguatamente, soprattutto nei paesi con sistemi sanitari vulnerabili. Ma la comunità internazionale non sta ancora agendo in questa direzione”.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
54 RICOVERATE CON SINTOMI, 26 IN TERAPIA INTENSIVA, 29 IN ISOLAMENTO DOMICILIARE
Nuovi casi di positività al coronavirus. In Italia si supera quota 130. Le stime sono del presidente della Lombardia Attilio Fontana che, parlando a SkyTg24, ha detto che le persone contagiate nella sola regione lombarda sono al momento 89.
Due le persone decedute finora, una in Lombardia e una in Veneto. Aggiungendo i 24 casi in Veneto (stamane primi due contagiati a Venezia, dove è in corso il carnevale che per il governatore è a rischio) annunciati dal presidente della regione Luca Zaia, in 9 in Emilia Romagna e 6 in Piemonte, si arriva a 131 infettati. Ventisei dei quali, fa sapere il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, sono in terapia intensiva.
Questo conto non include le due vittime e le persone colpite colpite dal virus a Roma: la coppia cinese è in via di guarigiorne e il ricercatore italiano è stato già dimesso.
Si mettono in pratica, intanto, le misure di contenimento. Sono undici i comuni del lodigiano e del Veneto in quarantena, interessati dall’emergenza coronavirus e dai relativi provvedimenti delle autorità per impedire la diffusione del virus. Sono Vò Euganeo, Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano.
In Lombardia sono state chiuse con un’ordinanza tutte le scuole. Ma non solo. Il governatore della Lombardia Fontana ha deciso “la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”, in seguito all’emergenza per il coronavirus. Sospesa anche l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.
In Friuli Venezia Giulia da domani fino al 1 marzo compreso saranno sospese tutte le attività didattiche e gli esami, e le conferenze e i dibattiti delle Università di Trieste e di Udine e della Scuola internazionale superiore di Studi avanzati del capoluogo giuliano. Saranno inoltre chiuse biblioteche e sale studio. Lo hanno deciso concordemente la Regione Fvg e le autorità accademiche regionali.
Oggi sarà una domenica diversa oggi in Lombardia, Veneto e Piemonte. Annullate le manifestazioni sportive nelle tre regioni colpite da coronavirus comprese le quattro gare di serie A Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Torino- Parma e Verona-Cagliari. Non solo. Una task force dei medici della federazione per analizzare la situazione dell’emergenza Coronavirus e dare indicazioni precise sull’attività delle squadre nazionali: è questa la decisione del presidente della Figc, Gabriele Gravina, che dopo aver ufficializzato il rinvio delle gare in Lombardia e Veneto ha convocato la riunione per domani mattina alle 10 in via Allegri. Intanto sono stati rinviati gli stage delle nazionali Under 19 maschi e femminile.
Territori dove vivono oltre 50 mila persone, trasformati in zone rosse a tutti gli effetti: non si entra e non si esce. Non solo: all’interno delle zone focolaio “l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità è condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale”. E a tutti coloro che hanno avuto “contatti stretti con casi confermati” dovrà essere applicata la “misura della quarantena con sorveglianza attiva”.
Sempre in applicazione delle direttive del governo, il Ministero dell’Istruzione informa che, “in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020”. Lo stop alle uscite didattiche e ai viaggi di istruzione, sottolinea il Miur, riguarda sia le mete in Italia sia all’estero.
“Siamo in attesa di ulteriori disposizioni da parte della Prefettura di Lodi che pubblicheremo appena possibile”, si legge sul sito del Comune di Codogno, uno dei principali centri del lodigiano, diventato una città fantasma dopo le disposizioni del governo prese ieri sera per contenere la diffusione del virus. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oggi non sarà oggi a Bari alla giornata conclusiva dell’incontro ‘Mediterraneo frontiera di pace’ organizzato dalla Cei, per seguire l’emergenza che vede l’Italia prima tra i paesi europei per numero di contagi
Il premier Giuseppe Conte, che nella serata di sabato ha illustrato il decreto legge con le misure per contenere l’emergenza dell’epidemia, ma ha escluso al momento la sospensione di Schengen (“Non trasformeremo l’Italia in un lazzaretto”, ha detto), ha anche annunciato che nei prossimi giorni il governo varerà un altro decreto contenente le misure economiche e di ristoro che dovranno essere messe in campo per far fronte alla sospensione di tutte le attività nelle aree focolaio.
Si calcola che le imprese di Codogno e Casalpusterlengo, due dei Comuni finiti in quarantena in Lombardia, fatturano da sole 1,5 miliardi l’anno. E ogni giorno di stop, pallottoliere alla mano, rischia di mandare in fumo 4 milioni di entrate. Il conto salirebbe a 18 milioni al giorno se la serrata fosse estesa a tutta la provincia di Lodi.
Con il provvedimento straordinario di ieri, è stato deciso il divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree focolaio del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità , anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Scatta il divieto per gite scolastiche in Italia e all’estero ma anche per le manifestazioni pubbliche.
Saranno chiuse scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone. “Abbiamo adottato un decreto per tutelare la salute degli italiani, che è quella che ci sta più a cuore e che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto” ha spiegato il premier ripetendo più volte che gli italiani “devono avere fiducia” della politica e delle istituzioni scientifiche, che stanno facendo tutto il possibile.
(da agenzie)
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