Febbraio 24th, 2020 Riccardo Fucile
L’ESPERTO, MEMBRO DELL’ESECUTIVO OMS: “IMPORTANTE UNICA LINEA DI COMANDO SOTTO IL MINISTERO, STIAMO DANDO RISPOSTE RAPIDE ED EFFICACI”
Emergenza coronavirus, il ministro alla Salute Roberto Speranza ha nominato Walter Ricciardi, ex presidente dell’Istituto superiore di sanità e tra l’altro membro del comitato esecutivo dell’Oms, come consigliere per le relazioni dell’Italia con gli organismi sanitari internazionali.
“Il nostro Servizio Sanitario è all’altezza della situazione e la risposta che stiamo dando è rapida ed efficace come affermato dalla Commissaria europea, Stella Kyriakides, con cui sono in costante collegamento”, ha detto Speranza.
Ricciardi è già arrivato al ministero per lavorare con gli altri tecnici che si stanno occupando dell’emergenza coronavirus. “È importante tenere una unica linea di comando sotto il ministero alla Salute, che dia indicazioni chiare a tutto il territorio nazionale”, ha spiegato.
L’ordinario di Igiene del Gemelli, che ha vari altri incarichi internazionali e tra questi la presidenza del “mission board on cancer” dell’Unione Europea che gestisce un fondo da 20 miliardi di euro, a suo tempo non ha risparmiato critiche per la mancata decisione del ministero di mettere in quarantena i bambini rientrati dalla Cina. “Le disposizioni sull’isolamento prese successivamente dal ministero sono giustissime”, commenta. “Adesso è il momento di lavorare tutti per affrontare questa situazione”.
Speranza ha affrontato a margine della task force anche la questione dei rapporti con le Regioni. “È indispensabile che ci sia un solo centro di coordinamento per la gestione dell’emergenza in cui siano pienamente coinvolte tutte le regioni e con la guida del nostro coordinamento scientifico. Così sta funzionando, come dimostrano le ordinanze firmate nella giornata di ieri. Non servono scelte unilaterali di singoli territori”, ha detto.
(da agenzie)
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Febbraio 24th, 2020 Riccardo Fucile
NON DIPENDE DAL CORONAVIRUS INVECE LA MORTE DI UNA ANZIANA DONNA DI CREMA… I CONTAGIATI SONO 229, DI CUI SOLO 23 IN TERAPIA INTENSIVA
Sale a sei il numero dei deceduti con coronavirus in Italia e sono 229 i contagiati. 
Le vittime sono tutte persone anziane con un quadro clinico generale compromesso in precedenza.
Un uomo deceduto a Bergamo era ricoverato da giorni all’ospedale “Papa Giovanni XXII”. La sesta vittima è un 80enne di Castiglione d’Adda risultato positivo al Coronavirus.
L’uomo giovedì scorso era stato portato dal 118 all’ospedale di Lodi per un infarto, stesso giorno in cui era arrivato il 38enne che è stato il primo paziente risultato positivo al virus. L’ottantenne è stato ricoverato in rianimazione e poi, risultato positivo al virus, trasferito al Sacco di Milano dove è morto
Non è dovuta, invece, al coronavirus, come si era pensato in un primo momento, la morte agli Spedali civili di Brescia di una donna di Crema che era stata trasferita ieri. Si tratta di una paziente oncologica e il quadro clinico era già compromesso.
Il capo della Protezione civile e commissario straordinario nazionale per l’emergenza Angelo Borrelli ha confermato nella quotidiana conferenza stampa che contagi e decessi si riferiscono sempre ai focolai già individuati e ha aggiunto: “I focolai sono ancora quelli indicati. Non ho conferma dalle strutture regionali di un collegamento tra il focolaio del Lodigiano e quello del Padovano”.
Angelo Borrelli ha poi precisato che i casi di contagi accertati sono 172 in Lombardia (comprese le quattro vittime). Sommati ai 32 del Veneto ( compreso l’anziano deceduto), i 18 dell’Emilia Romagna (nove registrati oggi), quattro in Piemonte e tre nel Lazio (la coppia di cinesi e il ricercatore già dimesso) si ha un totale di 229 casi confermati in Italia.
Dei 229 casi confermati, 99 sono le persone ricoverate in ospedale con sintomi, 23 sono in condizioni più serie in terapia intensiva e 91 non hanno sintomi e sono a casa in isolamento. A questi si aggiungono 6 deceduti (cinque in Lombardia e uno in Veneto) e una persona guarita, il ricercatore allo Spallanzani di Roma.
(da agenzie)
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Febbraio 24th, 2020 Riccardo Fucile
IN CINA CHI DIFFONDE NOTIZIE CHE METTONO IN PERICOLO LA SICUREZZA DELLO STATO FINISCE DAVANTI AL PLOTONE DI ESECUZIONE
Anche oggi Libero, che ieri sosteneva che il governo agevolasse la diffusione del Coronavirus fa un po’ di sciacallaggio sulla situazione che in Italia è sempre più disperata e sempre meno seria.
“Follia del governo progressista — Accogliamo tutti anche il virus — Decine di migliaia di italiani in quarantena, però si spalancano i porti per 274 migranti. La sinistra esulta: “Sono sani”. Noi siamo già contagiati”, apre il giornale di Feltri.
Poi si dà la parola al noto virologo Renato Farina:
Mentre il Coronavirus afferra il respiro e schiaccia i polmoni soprattutto di cittadini del Nord (che sono pur sempre italiani), e non si è ancora compreso da dove sia arrivata la prima cellula infetta e chi l’abbia portata, il governo dispone allegramente di accogliere 274 africani presunti profughi in Sicilia.
Ora, magari a Libero non hanno presente la situazione attuale di COVID-19 nel mondo. Che è questa: un contagiato in Africa, 155 in Italia, 16 in Germania, 12 in Francia etc.
Ma soprattutto, dalle parti di Senaldi & Feltri dovrebbero aver presente che se si fa sbarcare una nave con 274 “migranti” (così li chiama) è possibile metterli in quarantena e fare il test del tampone a tutti, circoscrivendo così l’infezione.
Se li si lascia in mare invece si rischia l’accusa di sequestro di persone (fischiano le orecchie, vero?).
Anche se si lascia svolgere il Carnevale di Venezia mentre in Veneto è emergenza COVID-19 si è degli irresponsabili, ma questo Zaia e Libero non lo sanno.
Molto più pericoloso invece è non lasciare vie d’accesso controllate ma lasciar sbarcare i barchini negli sbarchi-fantasma che Matteo Salvini quand’era ministro forse non vedeva e di certo non nominava mai.
Quello può portare a una diffusione rapida e a peggiorare una situazione già difficile. Ma a Libero che ne sanno?
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 24th, 2020 Riccardo Fucile
A MEZZANOTTE E’ STATO RIAVVIATO REGOLARMENTE IL SERVIZIO DA E PER L’ITALIA
Ieri sera un treno proveniente dall’Italia è stato bloccato alla frontiera del Brennero dalle autorità
austriache per due casi sospetti di coronavirus a bordo. Il treno, partito da Venezia per Monaco con 300 passeggeri a bordo, intorno alle 15 si è fermato a Verona, dove sono state fatte scendere due persone con sintomi influenzali, giudicati però dal 118 non sospetti.
Le autorità austriache hanno comunque deciso di non far entrare il treno, che era arrivato al valico del Brennero alle 19.10 circa.
I passeggeri hanno tentato di attraversare il confine a bordo del treno successivo, che è stato comunque bloccato al Brennero.
“Prendiamo molto seriamente gli sviluppi della situazione in Italia”, ha affermato il ministro della Salute austriaco Rudolf Anschober, secondo quanto riporta il Kronen Zeitung.
Una quarantina di minuti piu’ tardi e’ arrivato l’EC 1288 e anche quello è stato fermato.
Le ferrovie austriache hanno interrotto i viaggi tra Innsbruck e il Brennero (e viceversa) con i convogli che venivano fermati alla stazione di Steinach am Brenner. Il blocco riguardava anche il regionale austriaco Rex1828 e l’Espresso D408 Nizza-Mosca. Il ministro degli Interni austriaco Karl Nehammer ha detto di essere “in stretto contatto con il governatore del Tirolo, Guenther Platter su come procedere”.
Verso la mezzanotte il blocco dei treni tra Italia ed Austria al Brennero è stato revocato. Lo hanno comunicato le ferrovie austriache Obb su Twitter. “Da domani si potrà viaggiare attraverso il Brennero. Chiunque non desideri recarsi in Italia può cancellare il proprio biglietto à–BB per l’Italia con validità 24 febbraio 2020 gratuitamente”, affermano le ferrovie.
(da agenzie)
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Febbraio 24th, 2020 Riccardo Fucile
CASO DI VO’, IL PAZIENTE ZERO ERA STATO A CODOGNO… LA ZONA RIMANE CIRCOSCRITTA, LE VITTIME AVEVANO ALTRE PATOLOGIE PREGRESSE GRAVI… ALLE MAURITIUS BLOCCATO VOLO ALITALIA, NON VOGLIONO FAR SBARCARE ITALIANI A BORDO…. RIPRESO IL TRAFFICO FERROVIARIO CON L’AUSTRIA
Durante la quotidiana conferenza stampa, il capo della Protezione civile e commissario straordinario all’emergenza, Angelo Borrelli ha annunciato la quinta vittima in Italia. “Sono 219 i contagiati e 5 i deceduti, si è aggiunto da pochissimo un decesso in lombardia, un uomo di 88 anni di Caselle Landi”, ha detto.
In tutti i casi si tratta di persone anziane con un quadro clinico generale compromesso in precedenza. Il deceduto a Bergamo era ricoverato da giorni all’ospedale “Papa Giovanni XXII”.
Borrelli ha confermato che contagi e decessi si riferiscono sempre ai focolai già individuati.
Angelo Borrelli ha poi precisato che i casi di contagi accertati sono 167 in Lombardia. Sommati ai 27 del Veneto (due nuovi casi annunciati questa mattina), i 18 dell’Emilia Romagna (nove registrati oggi), quattro in Piemonte e uno nel Lazio (due persone sono guarite) si ha un totale di 219 casi confermati in Italia.
Il nostro Paese è così il terzo al mondo per numero di contagi, dopo Cina e Corea del Sud. Secondo gli esperti tale primato è da attribuire a un controllo più capillare su pazienti che presentavano sintomi di influenza. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel commentare le misure straordinarie varate dal Governo (il decreto è stato firmato ieri dal presidente Mattarella), ha detto che il numero dei contagi potrebbe crescere.
A chi chiedeva se è sicuro venire in Italia Borrelli ha risposto: “In italia si è intervenuto con misure impegnative, c’è sicurezza e si può venire tranquillamente”.
Nessuna previsione su quanto sarà necessario mantenere le zone di contenimento nel Lodigiano e le misure straordinarie: Conte ha infatti sottolineato: “non credo che le misure di contenimento si potranno allentare in qualche giorno”.
Da ieri su disposizione di una circolare del ministero della Salute vengono sottoposti a tampone per la ricerca del coronavirus tutte le persone con sintomi «di malattia da sindrome simil influenzale e sindrome respiratoria acuta e casi sospetti di sindrome da coronavirus»
In Lombardia e Veneto sono in arrivo altri 500 donne e uomini delle forze dell’ordine per pattugliare 35 varchi nel lodigiano (10 comuni) e 8 varchi a Vo’ Euganeo, zone focolaio del contagio. I cittadini che sono passati o hanno sostato in queste zone in Lombardia e Veneto hanno l’obbligo di comunicarlo alle Asl di appartenenza.
Da questa mattina alle 8 sono attivi i varchi di accesso al comune di Vo’, come misura per contenere la diffusione del Coronavirus. Al momento sono presidiati da Carabinieri e Polizia. Il sindaco, Martini, ha però già evidenziato un problema. “Uno dei posti di blocco, al confine con Bestia, dev’essere spostato più indietro, altrimenti ‘taglia’ fuori dal contenimento una cinquantina di famiglie della frazione di Zovon”.
Con un’ordinanza, il governatore della Basilicata, Vito Bardi, ha disposto la quarantena obbligatoria per chiunque arrivi dalle regioni del Nord colpite dal contagio del Coronavirus. Prima di entrare in Basilicata dovranno stare in isolamento o a casa per 14 giorni. Il governatore della Lombardia, Fontana , ha criticato la misura: “Credo sia sbagliato generalizzare, per chi rientra dalla zona rossa ha senso, ma per chi arriva dalla Lombardia no, vorrebbe dire bloccare il Paese. A quel punto allora bisogna che ciascuno di noi rimanga nelle proprie case e che il Paese si fermi per 15 giorni”.
Dopo l’arresto del treno al Brennero di domenica in serata, fonti diplomatiche austriache precisano che oggi non c’è nessun blocco al Brennero e i treni transitano regolarmente. Ieri c’era stata l’interruzione di oltre 4 ore alla circolazione ferroviaria tra Italia e Austria dopo che un Eurocity, proveniente da Venezia e diretto a Monaco, era stato fermato al Brennero per la presenza a bordo di due casi sospetti di coronavirus. Complessivamente oltre 500 passeggeri sono stati bloccati per ore in stazione, senza potersi allontanare dal treno e senza istruzioni.
La commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, ha annunciato che domani sarà mandata in Italia, “in accordo con le autorità italiane”, una missione congiunta del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell’Organizzazione mondiale della sanità . L’Italia ha preso “tutte le misure necessarie” per tracciare la diffusione del virus e prevenire ulteriori contagi, ha detto Kyriakides. La commissaria ha anche annunciato che la Commissione europea ha deciso di stanziare 230 milioni di euro per la lotta alla diffusione del coronavirus.
L’Ecdc ha aumentato da basso a moderato-alto la valutazione sul rischio di insorgenza di cluster simili a quelli in Italia, associati a COVID-19, in altri Paesi dell’Ue e nel Regno Unito.
La ricerca dei pazienti zero
Potrebbe esserci una svolta nell’individuazione del possibile ‘paziente zero’ che ha diffuso il Coronavirus a Vo’. Un agricoltore 60enne di un paese vicino, Albettone (Vicenza), frequentatore dei bar di Vo’, era stato a Codogno e in altri centri del lodigiano, focolaio del virus in Lombardia, nelle scorse settimane, ed ora ha tosse e sintomi influenzali. Lo ha comunicato il sindaco di Vo’, Giuliano Martini: “Abbiamo avvisato l’Usl di competenza e il sindaco di Albettone, ora il 118 lo porta a fare tampone”.
Volo Alitalia bloccato alle Mauritius
I passeggeri di un volo Alitalia sono stati bloccati all’aeroporto di Mauritius. Ai passeggeri verrebbe richiesto di accettare un periodo di quarantena oppure di rientrare subito in Italia. Al momento starebbero facendo sbarcare solo quelli provenienti da zone non colpite dal contagio del coronavirus
Il ministero degli Esteri riferisce che “La Farnesina sta seguendo sin dalle prime battute la vicenda, in contatto costante con la compagnia aerea Alitalia e con l’Ambasciata a Pretoria, competente per l’area, al fine di assicurare la massima assistenza agli italiani a bordo”.
Il Ministro Stefano Patuanelli ha convocato domani al MiSE i rappresentanti di Confindustria, R.E TE. Imprese, Alleanza Cooperative Italiane e Confapi per un confronto sulle misure da adottare per fronteggiare le conseguenze derivanti dal Coronavirus sul sistema produttivo del Paese.
(da agenzie)
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Febbraio 24th, 2020 Riccardo Fucile
CON 272 SEZIONI SCRUTINATE IL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA AL 49,22%, SEGUE NAPOLITANO (M5S) AL 24,3%, POI GUANGI (CXD) 21,15%… NELLO STESSO COLLEGIO DUE ANNI FA IL M5S AVEVA IL 53%, , GUANGI IL 22,6%, IL PD IL 16,4%…BASSISSIMA L’AFFLUENZA AL 9,52%
Urne chiuse: comincia alle 23 lo spoglio per eleggere il senatore che rappresentare il collegio
uninominale di Napoli 7 dopo la morte di Franco Ortolani.
In uno scenario quasi spettrale, con i seggi deserti e l’affluenza ferma al 9,52%, meno di un elettore su dieci s’è recato al voto nei quartieri di Arenella, Barra, Miano, Piscinola-Marianella, Poggioreale, Ponticelli, San Carlo, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Scampia, Secondigliano, Vicaria e Vomero.
Cinque i candidati in campo: Giuseppe Aragno di Potere al Popolo, l’alfiere del centrodestra Salvatore Guangi, il civico Riccardo Guarino con il suo Rinascimento partenopeo, il portavoce M5S Luigi Napolitano e il giornalista Sandro Ruotolo, sostenuto dal Pd, dal movimento demA che fa capo al sindaco de Magistris e da un pezzo della sinistra.
E proprio Ruotolo è avanti nelle prime proiezioni: con 272 sezioni scrutinati, il candidato della sinistra comanda con il 49,22% davanti a Napolitano (24,3%) e Guangi (21,15%).
CONFRONTO CON IL 2018
Tornando invece al 2018, quando nello stesso collegio venne eletto Ortolani allora il Movimento Cinque Stelle prese il 53,17% dei voti.
Forza Italia con allora candidato sempre Guangi conquistò il 22,61%.
Mentre il Pd che correva con Gioacchino Alfano arrivò appena al 16,39%. Infine Potere al Popolo che ora è in campo alle suppletive con Giuseppe Aragno, prese il 2,29% candidando Patrizia Turchi.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
A DIFFERENZA DI MELONI E BERLUSCONI CHE HANNO ANTEPOSTO LA NECESSITA’ DELL’UNITA NAZIONALE DI FRONTE ALL’EMERGENZA, LO SCIACALLO SE NE FOTTE … CONTE: “NON MI MERAVIGLIA IL SUO COMPORTAMENTO, HO AVUTO MODO DI CONOSCERLO BENE”
“Non lo so” perchè Matteo Salvini chiede le scuse, “vorrebbe le scuse dallo scorso agosto, ma io io lo scorso agosto ho semplicemente detto quello che ritenevo andasse detto in Parlamento”.
Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Non è la D’Urso su Canale 5. “Ho cercato il ministro Salvini ieri su vari cellulari che ho e non mi ha risposto, ma lo conosco, ci ho lavorato 15 mesi, non mi stupisce il suo comportamento”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.
E durante tutta la giornata Salvini ha ricominciato a bombardare il governo, rompendo di fatto, e da solo, il clima di unità nazionale.
“Superati i 100 contagi. Ma per qualche genio al governo fino a pochi giorni fa il problema erano Salvini e la Lega, vergogna”, posta alle 11.
Trascorre un’ora e nel mirino finisce la ministra dell’Interno Lamorgese: “Il Viminale ha autorizzato lo sbarco in Sicilia di quasi 300 immigrati. Nemmeno nella situazione di grave emergenza il governo ritiene di dover chiudere i porti”.
Come se il coronavirus arrivasse dall’Africa e non dalla sua amata Padagna.
Avrà molto tempo in futuro per meditare dietro le sbarre.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
I VINCITORI FESTEGGIANO IL SUCCESSO IN CITTA’ AL GRIDO DI “NAZI RAUS” (FUORI I NAZISTI)
Stando ai primi risultati, l’atteso voto per il rinnovo del Landtag della città -Stato anseatica assume
un significato politico significativo per tutta la Germania.
Per i socialdemocratici il 39,2% dei consensi, pur in netto calo rispetto alle elezioni di cinque anni fa, l’esito del voto rappresenta un importante sospiro di sollievo: per il partito che fu di Brandt e di Schmidt la prima vittoria importante da anni, che assicura a Peter Tschentscher di mantenere il suo posto di sindaco.
Raddoppiano, come previsto, i Verdi che dal 12,3% del 2015 balzano con la loro candidata di punta Katharina Fegebank al 24,1% attestandosi come seconda forza politica di Amburgo: è dunque praticamente certo che l’attuale coalizione ‘rosso-verde’ continuerà la sua esperienza di governo.
E’ invece “un giorno amaro” per la Cdu di Frau Merkel, che vede anche qui un’emorragia di voti da quasi il 16% all’11,2%. Come ha ammesso lo stesso Paul Ziemiak, capo organizzativo dei cristiano-democratici, sicuramente non ha aiutato la performance del partito in Turingia, dove si è ritrovato a votare insieme all’ultradestra dell’Afd il nuovo governatore del Land.
Con esiti disastrosi: lo stesso presidente costretto alle elezioni, indignazione in tutto il Paese, la leader della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer che annuncia le proprie dimissioni nonchè la rinuncia a correre come prossima candidata alla cancelleria.
Ma l’altro essenziale dato politico uscito dalle elezioni di Amburgo è il debolissimo risultato dell’AfD: il partito dell’ultradestra guidato da Alexander Gauland, Alice Weidel e Joerg Meuthen ha il 5,2% (più di un punto sotto il risultato del 2015).
A detta dei commentatori, anche qui può avere giocato un ruolo il caso Turingia – ogni forma di collaborazione con la destra radicale è considerata la “rottura degli argini”, la violazione di un tabù per gli altri partiti – ma forse ancora di più la strage di pochi giorni fa ad Hanau, in Assia: praticamente tutte le altre forze politiche hanno puntato apertamente il dito contro l’AfD, considerata responsabile del “clima d’odio” e delle tendenze xenofobe che sono andate crescendo in Germania negli ultimi anni.
In difficoltà anche i liberali dell’Fdp, dati intorno al 5% e a rischio esclusione Landtag: non è escluso che pure su questo debole dato abbia influito “l’affaire Turingia”, dove l’Fdp ha votato insieme a Cdu e AfD per far eleggere il proprio candidato.
Stabile, infine, il partito della sinistra populista, la Linke, al 9,1%.
Esultano (pur avendo perso più di 8 punti rispetto a cinque anni fa) i socialdemocratici, che mantengono il governo di una grande città . Il vicecancelliere nonchè ministro alle Finanze, Olaf Scholz, infatti spera che il voto amburghese “sia una spinta” per il partito nazionale e si dice “superfelice” del risultato.
Esulta il ministro degli Esteri Heiko Maas, non solo per il risultato del suo partito, la Sdp, ma anche per la cattiva performance dell’AfD: “Gli istigatori d’odio e propagatori di paura sono fuori”, ha twittato Maas.
Il segretario generale dell’Spd, Lars Klingbeil, è tornato a chiedere che l’ultradestra venga messa “sotto osservazione” dall’intelligence tedesca: “Si tratta del braccio politico della destra estrema”.
Di successo “fulminante” parla il leader nazionale dei Verdi, Robert Habeck, anche perchè si tratta storicamente del secondo miglior risultato nella storia degli ambientalisti a livello regionale.
“Si tratta di una chiara indicazione per la continuazione del governo rosso-verde. Se la Spd decidesse altrimenti, non sarebbe una scelta intelligente”, ha detto Habeck.
Alla pubblicazione degli exit poll e delle prime proiezioni, alle feste di partito di Spd e Verdi i militanti hanno inneggiato alla vittoria al grido di “Nazis Raus” (fuori i nazisti). Significativo anche il notevole aumento dell’affluenza, attestatasi al 62%: cinque anni fa, con il 56,9%, aveva raggiunto il livello più basso sin dal 1949.
Anche questo il segnale del fatto che è stato un voto che andava oltre i confini della città -stato.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
CONTROLLI MINIMI, NESSUN ISOLAMENTO DEI SOGGETTI A RISCHIO SALVO CHE UNO NON SI AUTODENUNCI O ABBIA SINTOMI EVIDENTI… IN FRANCIA, GERMANIA, SPAGNA E PORTOGALLO NON CI SONO NEANCHE GLI SCANNER TERMICI
“Ho volato dalla Cina a Londra via Hong Kong e nessuno mi ha controllato”. Emblematica la storia di Andrea Mannini, commissario tecnico delle squadre olimpiche della vela cinese: a ilfattoquotidiano.it racconta il suo viaggio di ritorno da Hainan a Heathrow il 21 febbraio senza che nessuno nell’hub britannico abbia verificato il suo stato di salute.
Non è vero quanto ha detto Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale della Sanità , che ha criticato l’Italia per avere interrotto i voli diretti dalla Cina per contenere l’epidemia anzichè applicare soltanto l’isolamento dei soggetti a rischio come, dice, hanno fatto Francia, Germania e Regno Unito.
Tesi ripresa dai sovranisti nostrani per diffondere la balla che l’Italia non ha fatto abbastanza per contenere il virus, a differenza di altri Stati europei.
Da quanto ilfattoquotidiano.it ha potuto verificare non c’è nessun isolamento coatto per i passeggeri che arrivano in questi tre paesi dalla Cina, salvo quelli che si “autodenunciano” segnalando sintomi e/o possibili contagi.
Ma cosa è stato fatto davvero negli aeroporti degli altri paesi per evitare la diffusione dell’epidemia?
Sono controlli rigidi o misure porose che poggiano sul senso di responsabilità dei singoli passeggeri?
Da ricordare che anche chi è asintomatico può risultare positivo al test ed essere quindi un “portatore sano”, in grado di contagiare altre persone.
L’Italia
Per capire le misure è importante ricordare anche la cronologia. I primi due casi accertati di coronavirus risalgono al 30 gennaio: sono una coppia di turisti cinesi in viaggio a Roma. Restano tuttora ricoverati allo Spallanzani, ma sono in miglioramento. L’uomo è negativizzato e la donna non è più intubata. Erano arrivati a Malpensa con un gruppo di 20 connazionali il 23 gennaio, giorno in cui è iniziata la quarantena a Wuhan, città focolaio del virus.
Già dal 26 gennaio era stato deciso dalla task-force istituita dal ministero della Salute l’aumento del personale medico negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa. Il 30 gennaio è stato anche decretato lo stop dei voli Italia-Cina: il 31 gennaio sono atterrati a Fiumicino e a Malpensa gli ultimi sei voli. Erano decollati da Hangzhou, Chongqing, Guanzhou, Pechino e Shanghai prima che venisse ufficializzato il blocco aereo.
Il personale medico — salito a bordo con tutte le protezioni una volta atterrati — ha misurato la temperatura a tutti i quasi mille passeggeri.
Alcuni passeggeri intervistati da Corriere.it partiti da Shenzen hanno riferito di essere stati controllati anche sui mezzi pubblici in Cina (“misuravano la febbre dalla metropolitana ai mezzi pubblici, quando si entrava nell’area di residenza negli ingressi dei condomini. Là c’era un controllo pazzesco”).
Dal 3 febbraio sono iniziati a Fiumicino, Malpensa e Linate i controlli dei passeggeri in arrivo da tutti i voli internazionali con scanner termici e termometri a pistola.
Dal 10 febbraio il controllo della temperatura è stato esteso ai passeggeri in arrivo negli aeroporti italiani con un volo da Roma. Controlli tramite dispositivi, volontari e personale medico anche in altri aeroporti italiani.
Regno Unito
Già il 22 gennaio il Guardian annunciava che i passeggeri in arrivo dalla Cina sarebbero stati sottoposti a controlli medici a Heathrow.
Per i passeggeri in arrivo da Wuhan c’è un area separata nel Terminal 4 per effettuare lo screening termico.
Questo però non vale per i passeggeri in arrivo da Hong Kong, ex colonia britannica che ha registrato contagi e vittime. E magari sono proprio passeggeri che arrivano dalla Cina, come racconta Andrea Mannini, commissario tecnico delle squadre olimpiche della vela cinese, in passato allenatore delle analoghe squadre inglesi e autore dell’oro croato a Rio 2016.
Mannini è atterrato a Londra il 21 febbraio da Hainan via Hong Kong (volo BA 28) dopo avere passato quasi un mese in quarantena (precisamente dal 23 gennaio. Era arrivato in Cina il 10 gennaio).
Ma quando è sceso a Heathrow non è stato controllato: non è arrivato al terminal 4, ma al 5, dove atterrano ancora i voli dall’ex colonia della British Airways che però non opera più quelli in Cina.
“A Hainan e a Hong Kong, prima di decollare, ci è stato chiesto di compilare moduli di autocertificazione sul nostro stato di salute”, racconta Mannini.
Va diversamente sull’ultimo volo: “Venti minuti prima di atterrare a Londra un annuncio chiedeva ai passeggeri di segnalare verbalmente agli assistenti di volo eventuali problemi respiratori o stati influenzali. Non ho compilato nulla. Nessuno ha comunicato niente: mi sembra strano che non ci fosse una persona che accusasse anche solo un raffreddore, visto che sull’Airbus 380 saremo stati in 450. Abbiamo aspettato cinque minuti e poi siamo scesi”.
Una volta sbarcato, Mannini da Londra prende un altro volo e va a Nizza: “Anche lì non ho trovato nessun termoscanner e nessun sanitario a controllare i passeggeri. Poi ho preso l’auto e sono tornato in Italia. Sono la prova vivente che si può arrivare dalla Cina all’Italia senza problemi”.
Mannini racconta anche di un collega tedesco che è tornato da Pechino ad Amsterdam via Francoforte: nell’hub di Schiphol nessun controllo.
Francia
Dal 26 gennaio all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi staff medico ha iniziato a effettuare controlli (specie sulla temperatura corporea e le difficoltà respiratorie) e a dare consigli ai passeggeri in arrivo dalla Cina.
Non ci sono scanner termici, nonostante siano stati sollecitati dagli esperti come strumento per individuare persone già sintomatiche. Sul sito dell’aeroporto di Parigi tutte le istruzioni. Ai passeggeri in arrivo dalla Cina vengono fornite informazioni sulla malattia, i suoi sintomi e cosa fare in caso di contagio.
Germania e Austria
Il principio base delle autorità sanitarie è quello di contare sul senso di responsabilità dei passeggeri. Il ministro della Salute Jens Spahn ha ricordato che i piloti dei voli Cina-Germania sono tenuti a segnalare casi sospetti a bordo prima dell’atterraggio.
In caso positivo, i voli vengono dirottati verso gli aeroporti di Francoforte, Monaco, Dusseldorf, Amburgo, Berlino (Tegel e Schà¶nefeld).
Chi viene da Cina, Hong Kong e Macao deve spiegare per iscritto dove sarà nei 30 giorni successivi all’atterraggio. Deve anche specificare dove è stato in Cina, con chi è stato a contatto e l’attuale stato di salute. I documenti vengono trasmessi alle autorità sanitarie.
Personale medico è presente nei cinque scali per fornire informazioni ai viaggiatori in arrivo dalla Cina. Non ci sono scanner termici. A Vienna viene provata la febbre ai passeggeri che arrivano da Pechino.
Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia
Il 18 gennaio gli aeroporti di San Francisco, Los Angeles e Jfk a New York avevano già annunciato lo screening dei passeggeri in arrivo da Wuhan e l’arrivo di 100 operatori sanitari negli aeroporti.
In una settimana gli screening sono stati estesi a 20 aeroporti americani. Il 1° febbraio Trump ha inoltre firmato un ordine esecutivo che vieta ai cittadini stranieri di entrare negli Usa se nelle due settimane precedenti sono stati in Cina.
Quarantena di 14 giorni anche per gli americani che nei 14 giorni precedenti al rientro sono passati dalla provincia dell’Hubei, epicentro del virus.
Dal 2 febbraio anche la Nuova Zelanda — che utilizza scanner termici — ha stabilito la quarantena per i viaggiatori che arrivano dalla Cina e l’isolamento fiduciaria per i cittadini neozelandesi, australiani e gli equipaggi che provengono dalla stessa area e per chi sa di essere stato a contatto con un contagiato.
Le stesse misure vengono applicate anche dall’Australia nei confronti di viaggiatori stranieri e cittadini australiani.
Spagna e Portogallo
Al momento non sono previsti controlli specifici.
India
Screening in 20 aeroporti. I passeggeri che arrivano dalla Cina nei 14 giorni precedenti e che hanno sintomi dell’infezione dovranno fare un’autocertificazione mentre i passeggeri stranieri dalla Cina e da Hong Kong sono sottoposti agli scanner termici in aeroporto. A installare scanner termici anche Thailandia (in 28 aeroporti), India, Emirati (ad Abu Dhabi e Dubai) e in Iran, dove negli ultimi giorni sono stati registrati decine di casi di contagio.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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