Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
SPINTONATO UN RAGAZZINO DI 11 ANNI FUORI DALLA SCUOLA… LA DENUNCIA DEL SINDACO: “NON C’ENTRA IL CORONAVIRUS, QUA SI TRATTA DI CIVILTA'”
Aggredito un bambino undicenne italiano di origini cinesi fuori dalla scuola. Era insieme a un
amico, anche lui cinese. L’episodio è avvenuto ieri in zona Bolognina, per strada. Entrambi sono stati presi di mira da alcuni coetanei con frasi di scherno e riferimenti al Coronavirus, ma solo uno sarebbe stato spintonato.
Il fatto è stato denunciato su facebook dalsindaco di Bologna Virginio Merola. “Ho saputo di un gravissimo, intollerabile, episodio accaduto a un bambino di 11 anni italiano di origine cinese, di cui ho informato il Questore. Un’aggressione teppistica a sfondo razzista da parte di alcuni ragazzi che hanno insultato e spintonato il bambino colpevole solo di avere origini cinesi” scrive il primo cittadino.
“Per fortuna il bimbo non si è fatto male – prosegue il post – Qui non c’entra il coronavirus, c’entra la civiltà . Episodi simili si stanno purtroppo ripetendo a Bologna come altrove e si aggiungono ad altri, di questi giorni, sempre a sfondo razzista. Più grave ancora, in questo episodio, è il fatto che l’aggressione abbia visto come autori altri ragazzi. La mia sincera solidarietà al bambino e alla sua famiglia. Chiedo a tutti i nostri concittadini di non tacere di fronte ad altri, eventuali, soprusi frutto del clima di odio che una politica becera e irresponsabile sta da tempo alimentando. Questa volta è il virus, un’altra l’antisemitismo o altre forme di razzismo. Opponiamoci, fermiamo questa spirale. Sono pronto, se lo vorrà , a incontrare la famiglia di questo bambino. Così come ho intenzione di andare dove sarà opportuno, a cominciare dalle scuole, per dialogare su un problema così insidioso e cruciale con i ragazzi e i loro genitori”.
La famiglia del bambino ha deciso di non sporgere denuncia.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
IL TRENO ERA IL PRIMO A PASSARE DOPO I LAVORI DI MANUTENZIONE… IL PROCURATORE DI LODI: “STIAMO VERIFICANDO L’ERRORE UMANO”
Il treno è “deragliato all’altezza di uno scambio che doveva essere posto in una certa posizione e così non era”. Lo ha detto il procuratore di Lodi Domenico Chiaro durante una conferenza stampa in Procura sul deragliamento del treno Frecciarossa avvenuto questa mattina nel lodigiano.
“Stiamo verificando l’ipotesi dell’errore umano, che in questo momento è tra le ipotesi in campo”. In quel tratto erano stati svolti nella notte lavori di manutenzione; il treno Av 9595 era stato il primo a passare di lì dopo l’intervento.
Il procuratore ha precisato che si tratta di lavori “fatti stanotte. È una linea dell’alta velocità sottoposta a controlli continui, destinataria di un’attività di manutenzione molto attenta. Non si tratta di parti verificate una volta ogni tanto, non credo ogni notte ma vedremo”.
“Escludo qualsiasi riferimento a un’attività volontaria, l’ipotesi di attentato è destituita di ogni fondamento”, ha chiarito il procuratore. Le indagini si concentrano dunque sul posizionamento dello scambio, “che sembrerebbe avere una qualche connessione con il verificarsi del fatto”. In quel tratto – ha proseguito il procuratore – ci sono state attività di manutenzione, stiamo cercando di capire quali attività sono state svolte e che tipo di nesso ci sia tra questa attività e il verificarsi del disastro. Questa è una delle ipotesi, le verifichiamo tutte”.
Sotto la lente degli inquirenti ci sono i lavori di manutenzione, che “vengono fatti perchè qualcosa si è rotto, se no non c’è motivo per essere lì alle 4 e mezza del mattino”, ha precisato il magistrato. “Se lo scambio fosse stato dritto per dritto – ha aggiunto – il treno non sarebbe deragliato, non è difficile da capire. Non era nella posizione che doveva garantire la libera percorrenza del treno”. Chiaro ha precisato che “era una parte dello scambio interessato dai lavori di manutenzione”.
Al momento dell’incidente il treno andava a quasi 300 chilometri orari. Il convoglio viaggiava su un tratto rettilineo e in alta velocità , quando, all’altezza di uno scambio, meno di un chilometro prima di dove si sono fermate le carrozze, è ‘sviato’. Potrebbe dunque essere stato un problema a uno scambio una delle cause: lo ‘sviamento’ del treno, riporta l’Ansa, sarebbe avvenuto in corrispondenza di uno scambio, dove proprio la scorsa notte, o nella tarda serata di ieri, sarebbe stato sostituito un ‘deviatoio’, ovvero un pezzo dello scambio stesso.
Le indagini si concentrano su una componente elettromeccanica, parte di un più ampio scambio, che si trova a circa 5-600 metri dal luogo dove si sono poi fermati, per inerzia, il convoglio e la motrice, quest’ultima volata letteralmente via. La presenza di uno scambio in un tratto rettilineo sarebbe dovuta allo scorrimento parallelo, in quel punto, di più binari dell’alta velocità .
Il treno si trova a poco meno di un chilometro rispetto a dove è deragliato e le indagini della Squadra specializzata dei pompieri mirano a controllare la linea e lo stato dei binari “centimetro per centimetro”, come ha spiegato il prefetto di Lodi Marcello Cardona.
(da “Huffingtonpost“)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
ERA STATO ELETTO UN CANDIDATO LIBERALE CON L’APPOGGIO DI CDU E NEONAZISTI: OGGI HA DOVUTO DIMETTERSI
Ieri in Turingia, land dell’ex Germania Est, il liberale Thomas Kemmerich si è candidato a
sorpresa contro il governatore uscente, Bodo Ramelow (Linke). Ed è passato con lo scarto di un solo voto: 45 a 44, ma sostenuto da Cdu, Fdp e AFD.
Non si è fatto in tempo a notare che il liberale Kemmerich è evidentemente fratello dei tanti liberali alle vongole che proliferano anche in Italia, che nel frattempo Kemmerich si è dimesso e l’AFD è rimasta con la proverbiale mano davanti insieme a una mano di dietro.
A neanche 24 ore dalla sua elezioni, resa possibile dai voti congiunti di Fdp, Cdu e soprattutto dell’ultradestra dell’Afd Kemmerich ha annunciato il passo indietro. L’annuncio è stato preceduto dalla richiesta dell’Fdp di sciogliere il parlamento del Land tedesco-orientale allo scopo di indire nuove elezioni.
“Thomas Kemmerich vuole così evitare all’istituzione della presidenza del Land la macchia del sostegno di Afd”, si legge in una nota del partito regionale. Si tratta di un’evidente balla visto che il partito ieri aveva esultato per l’elezione del suo rappresentante, mentre oggi è stato costretto a un passo indietro perchè sia il leader nazionale del suo partito Christian Lindner sia Angela Merkel a nome della CDU hanno sconfessato i leader dei rispettivi partiti in Turingia.
I liberali erano appena rientrati nel Landtag della Turingia, con un risultato intorno al 5% ottenuto alle elezioni dello scorso ottobre. E vista la figuraccia forse non ci sarà un bis tanto presto. Anche perchè la scelta della CDU stava mettendo in crisi il governo della Grosse Koalition: i socialdemocratici avevano chiesto un vertice d’emergenza della coalizione a Berlino.
“Non basta l’indignazione: ora Kramp-Karrenbauer deve dimostrare se riesce a imporsi oppure se è una regina senza nazione”, dice il segretario generale Lars Klingbeil. Una qualsiasi forma di cooperazione con Kemmerich “per noi non è assolutamente sostenibile”. Intanto, appariva nel caos anche l’Fdp, il cui leader Christian Lindner era oggi partito alla volta della Turingia per indurre — così scriveva il Tagesspiegel — Kemmerich alle dimissioni. Kemmerich non avrebbe potuto contare su una maggioranza se avesse rinunciato all’apporto dell’ultradestra di Hoecke. Per questo oggi è arrivato il “tutti a casa”.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
I CONSENSI DI BUTTIGIEG SONO DISTRIBUITI IN MODO PIU’ OMOGENEO, MA PER NUMERO DI VOTI SANDERS E’ DAVANTI
Perchè su tutti i giornali e i siti si legge che Pete Buttigieg ha vinto (o sta vincendo) le primarie democratiche nello Iowa, mentre col 97% dei Caucuses scrutinati è Sanders a essere nettamente in testa?
Eppure i dati sono di facile reperimento, basta andare sul sito del New York Times. Dove i voti che vengono riportati (alle 11 ora italiana, 5 ora di New York) sono i seguenti: su 172,510 voti espressi, Sanders 42,672, Buttigieg 36,718, Warren 32,007, Biden 25,699 e Klobuchar 21,896, dispersi tutti gli altri. In percentuale: Sanders 24,73%, Buttigieg 21,28%, Warren 18,55%, Biden 14,90%, Klobuchar 12,69%.
Invece, i dati che vengono riportati dalle testate italiane (e che vengono dati dal New York Times come prima apparizione, seguita solo in seconda “schermata” dai dati dei voti) riguardano non già i voti ottenuti, unica misura dell’effettivo consenso, ma i delegati che ogni candidato avrà alla Convention dell’Iowa, che sceglierà poi i 41 rappresentanti alla Convention nazionale del partito.
Lo scarto è dovuto al complicato sistema di rappresentanza. In ogni Caucus (in genere tra le 100 e le 200 persone), i partecipanti votano innanzitutto per il loro candidato preferito (votano fisicamente: disponendosi in zone diverse della palestra o chiesa o altra sede in cui il Caucus si svolge). Gli “incerti” e i sostenitori dei candidati che non hanno raggiunto il 15% dei votanti devono allora redistribuirsi tra i candidati che hanno superato quella soglia, oppure rinunciare a votare.
Ovviamente solo il conteggio del primo voto indica l’effettiva preferenza per un candidato. Ma anche se si considerano i voti finali, dopo la redistribuzione, la tabella del NYT indica che Sanders è in testa: Sanders 44,753, Buttigieg 42,235, Warren 34,312, Biden 23,051, Klobuchar 20,525
Se Buttigieg per il momento prevale di un soffio per numero di delegati (550 contro i 547 di Sanders) è perciò solo perchè i suoi consensi sono distribuiti in modo più omogeneo in tutti i Caucuses, mentre evidentemente Sanders in qualcuno non ha raggiunto il 15%.
Ora, perchè i giornali italiani non danno queste elementari informazioni? Mistero doloroso.
(da “Huffingtonpost“)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
GRANDE VITTORIA DI GIORGIA MELONI, BLOCCATI I FINANZIAMENTI ALLA CASA DELLE DONNE A TRASTEVERE… LA STRUTTURA FORNISCE GRATUTAMENTE PRESTAZIONI SANITARIE, PSICOLOGICHE, LEGALI E DI ACCOGLIENZA ALLE VITTIME DI VIOLENZA
E che non si dica che l’opposizione in parlamento non serve a niente: Giorgia Meloni esulta oggi
su Twitter perchè è riuscita nell’impresa di far bloccare i finanziamenti alla Casa delle Donne.
È stato infatti dichiarato inammissibile stamattina l’emendamento presentato dai relatori al decreto Milleproroghe per finanziare con 900 mila euro nel 2020 la Casa internazionale delle donne di Roma.
L’inammissibilità è stata annunciata in avvio di seduta congiunta delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera.
Piccolo dettaglio: la Casa Internazionale delle Donne a Trastevere era stata già affossata dal M5S Roma che aveva sfrattato la struttura che fornisce prestazioni socio-sanitarie, psicologiche, legali, di accoglienza e orientamento al lavoro.
Un punto di riferimento passato, presente e futuro per il Municipio I.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
“NON VOGLIO RASSEGNARMI A QUESTA CULTURA IMPERANTE”
La scritta antisemita a Mondovì, gli insulti a Liliana Segre, ma anche le minacce e i messaggi d’odio a Carlo Verdelli ed Eugenio Scalfari, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese non ha dubbi: «È l’odio l’emergenza di questo Paese».
«È un’emergenza culturale e civile. Nell’odio in cui siamo immersi c’è spesso assenza totale di pensiero. Inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi. Io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi», dice Lamorgese in un’intervista a Repubblica.
La ministra rivela che anche lei è stata oggetto di insulti in rete: «Io non ho account social, sono stati i miei figli a raccontarmi il florilegio di epiteti che mi è stato rovesciato addosso. “Feccia di donna” credo che sia stato il più garbato. Gli altri sono irripetibili». La sua “colpa” è l’aver autorizzato lo sbarco dei migranti a bordo della Open Arms.
Lamorgese non cita mai Matteo Salvini («di lui non parlo, è la regola che mi sono data»), ma afferma: «La politica, tutta, ha urgente bisogno di una igiene delle parole e dei comportamenti. Anche perchè la mancanza di igiene e la progressiva assuefazione all’odio hanno già prodotto come effetto l’indifferenza».
«L’indifferenza è peggio del negazionismo e del riduzionismo», dice la ministra. E cita Liliana Segre: «Tempo fa ascoltai la sua testimonianza, quello che mi colpì fu il racconto dell’indifferenza che accompagnava le famiglie di ebrei ai vagoni verso i campi di sterminio. “Eravamo invisibili”, diceva Segre. “Ci vedevano portare via, ma era come se non esistessimo. Come se fossimo trasparenti”».
Per Lamorgese quello dell’odio è un fenomeno che richiede la collaborazione di «forze dell’ordine, famiglie, scuole». «La posta in gioco è il nostro futuro».
Infine assicura: «Non sono un ministro indifferente, lavoro ogni giorno per combattere l’odio. Ho riattivato il centro di coordinamento delle attività di analisi e scambio che fa capo alla presidenza del Consiglio proprio per contrastare e contenere il contagio dell’odio. E quando posso, come ministro dell’Interno, vado nelle scuole».
«Cito ancora Segre perchè ho visto ragazzi piangere mentre raccontava il viaggio verso i campi di concentramento con i buglioli destinati agli escrementi nei vagoni piombati, che ad ogni scossone investivano del loro contenuto gli essere umani accatastati. Ecco vedendo Segre non risparmiarsi sulla sua testimonianza, mi sono convinta ancora di più che questo sia il compito non solo di chi è nelle Istituzioni, ma di ciascuno di noi. Testimoniare. Non c’è libro, non c’è giorno della memoria, o ricorrenza che tenga, al confronto», conclude Lamorgese.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
DA QUANDO IL RADICALCHIC SALVINI HA ANNUNCIATO CHE NON GUARDERA’ SANREMO SONO AUMENTATI I TELESPETTATORI
Alla fine Junior Cally è salito sul palco dell’Ariston, senza maschera e con un vestito che
ricordava molto l’orbace dei gerarchi fascisti. Ha cantato No Grazie, una canzone dove non incita al femminicidio e alla violenza sulle donne e non ci sono nemmeno insulti alle forze dell’ordine.
Perchè alla fine tutta la polemica di Matteo Salvini e dei sovranisti su Junior Cally è stata scatenata a causa di questi due versi: «Spero si capisca che odio il razzista/Che pensa al Paese ma è meglio il mojito»
Due barre dedicate al sedicente Capitano, cui per altro fanno seguito altri due versi su un certo liberista che si professa di sinistra e che ha fondato un nuovo partito (Matteo Renzi).
Alla fine della serata il brano è ultimo nella classifica. Al punto che oggi Libero lancia la notizia così: “Sanremo 2020, Junior Cally ultimissimo in classifica: al Festival il trionfo di Salvini“. E non si capisce di che trionfo si tratti, Salvini non è in gara e i suoi inviti a non guardare il Festival (la prima serata ha detto che andava a teatro, ieri che avrebbe letto un libro) non sembrano funzionare molto visto che ieri sera sono stati 9 milioni 962mila, pari al 53.3%, i telespettatori che hanno seguito in media ieri sera su Rai1 la seconda serata di Sanremo. Un anno fa, la seconda serata del festival aveva raccolto una media di 9 milioni 144mila spettatori e del 47.3%.
I sovranisti però hanno le idee confuse. Come quello che ritiene che dopo il pippone infinito e lagrimoso di Rula Jebreal sul femminicidio abbiano fatto cantare Junior Cally con una canzone in cui dice “sborro nella bara”. Ma oltre alla contraddizione di chi si lamenta contemporaneamente di un monologo contro la violenza sulle donne e di una canzone che parla di donne uccise in realtà quello non è il testo di una canzone di Junior Cally ma di un altro cantante, un rapper di nome Skioffi (che non è nemmeno a Sanremo).
E non è il solo ad avere questo problema. Anche secondo un’altra utente il canone Rai non si deve usare per pagare “violenti che inneggiano al femminicidio” nè “Rula Jebreal che offende gli italiani chiamandoci”, e qui il messaggio si interrompe.
Insomma al Festival — sembra di capire — non ci devono andare nè quelli che inneggiano alla violenza sulle donne (ma non c’è nessuna canzone che lo fa) nè quelle che ci dicono che in Italia c’è un problema: la violenza e le molestie sessuali contro le donne.
Ma forse Junior Cally non è nemmeno il vero problema visto che c’è poi chi chiede all’onorevole Gianni Tonelli (Lega) di «fare un esposto contro la Rai per la presenza a Sanremo di personaggi come Junior Cally e ancora di più per le immagini raccapriccianti di Achille Lauro vestito e truccato da donna in un orario in cui i bambini guardano la TV».
Ci sono due cose interessanti: la prima è che per “i bambini” sembra essere più pericoloso un tizio che canta con una tutina dorata di uno accusato di incitare alla violenza contro le donne. La seconda è che due sere fa Achille Lauro si è esibito intorno alle 23, non proprio l’orario in cui i bambini sono davanti alla televisione, in teoria.
Altri invece hanno le idee chiare: quello che scrive che Junior Cally «è quello che vorresti incontrare a soli, di notte, che attraversa fuori dalle striscie [sic] pedonali».
Per un tizio che si definisce ultrasovranista invece si tratta di un “delinquente di periferia” che deve stare zitto invece che dissare Salvini.
Incredibile che si sia fatto tanto casino per un brano che potrebbe benissimo essere l’inno delle Sardine così come la canzone di Fedez era stata eletta a inno del M5S.
Naturalmente la ragione per cui Junior Cally è a Sanremo è chiara a tutti: è di sinistra. Lui però ha dichiarato di aver votato per il MoVimento 5 Stelle, che era al governo con la Lega quando sono state fatte le nomine degli attuali vertici della Rai che hanno deciso l’organizzazione di questa edizione di Sanremo.
Un bel casino, non se ne esce. Soprattutto perchè quando qualcuno li accusa di “razzismo” i sovranisti non capiscono più nulla e si sentono ingiustamente discriminati. Junior Cally è «un’altro [sic] sfigato che ha capito che se vuole far carriera deve stare sotto la cappella del pd siccome sono tutti cantanti senza arte nè parte e sanno che valgono 2 centesimi bucati conoscono bene il sistema mafioso che il pd può dare degli apecorati». Dopo il partito di Bibbiano ecco il partito di Sanremo.
E si arriva alla logica conclusione: Junior Cally vincerà di sicuro (intanto è ultimo e probabilmente sarà eliminato) perchè «è lo specchio di questo viscida associazione che ci governa e che pretende la nostra accettazione al loro patetico tentativo di controlo [sic] del pensiero». La canzone? Secondo un utente è «razzista e misogina», anche se non parla di donne e dice testualmente «Spero si capisca che odio il razzista». Si tratta di “razzismo nei confronti dei bianchi”, da parte di un bianco. Ma certamente.
(da “NextQuotidianio”)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
IL BEL GESTO A SORPRESA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Un piccolo gesto per mostrare vicinanza alla folta comunità cinese che, per colpa del Coronvirus, è ad alto rischio discriminazione in Italia (e non solo).
Per questo motivo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso, questa mattina, di fare una visita a sorpresa ai bambini che frequentano la scuola Daniele Manin, al centro dello storico quartiere romano dell’Esquilino.
Una zona dove vivono molti cittadini cinesi. Un gesto semplice per mostrare la vicinanza del Quirinale e redarguire, anche con un solo sguardo, chi in questi giorni ha deciso di fare di tutta l’erba un fascio.
Il gesto del Capo dello Stato ha lasciato di sorpresa tutti i bambini che frequentano l’Istituto Comprensivo statale Daniele Manin.
Sergio Mattarella, come si può vedere nel video pubblicato dal profilo Twitter istituzionale del Quirinale, è stato accolto da un lungo applauso.
Il presidente delle Repubblica, prima di proseguire il suo incontro anche con le altre classi, si è fermato a parlare con i bambini di prima e seconda elementare, sottolineando l’importanza dei concetti di amicizia e pace. Poi l’inno di Mameli cantato in compagnia di altri ragazzi, con tanto di cartelli relativi alla Scuola e alla Costituzione.
La mattinata del presidente della Repubblica, dunque, è stata contrassegnata dalla semplicità di questo gesto. Una visita, qualche sorriso e stretta di mani con quel sottinteso che, in realtà , è abbastanza evidente. In queste settimane, infatti, alcuni italiani si sono resi protagonisti di sinofobia: quell’atteggiamento anti-cinese provocato dai timori della diffusione del Coronavirus.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2020 Riccardo Fucile
PERPLESSITA’ SULLA EFFICACIA DEGLI APPARECCHI IN FUNZIONE NEGLI AEROPORTI
I termoscanner fanno parte degli accertamenti disposti dal ministero della Salute per
“screenare” i passeggeri in arrivo negli aeroporti e individuare i potenziali casi di coronavirus.
Un tipo di misure, adottate in uscita anche dalla Cina, sulla cui efficacia, fa sapere oggi Marco Pasciuti sul Fatto Quotidiano, la London School of Hygiene and Tropical Medicine avanza dubbi
In uno studio pubblicato il 30 gennaio, il centro di ricerca dell’università di Londra e ente di riferimento in materia nel Regno Unito sostiene che solo 8 su 100 potenziali portatori del virus 2019-nCov partito dalla Cina vengono individuati attraverso lo scanning termico al momento dello sbarco.
La misura, si legge nel documento firmato da un gruppo di ricercatori guidato da Billy Quilty, “viene spesso implementata per limitare la probabilità di ingresso di casi infetti” nei Paesi che la adottano “nonostante scarse evidenze circa la sua efficacia”.
In particolare, nel caso del morbo partito dalla città cinese di Wuhan, a mettere in discussione l’utilizzo degli scanner termici è il lasso di tempo che intercorre tra l’infezione e la comparsa dei sintomi.
“Un recente articolo del Ne w England Journal of Medicine- si legge nella presentazione dello studio sul sito del dipartimento — mostra che la maggior parte delle persone infettate dal nuovo coronavirus mostrano i sintomi dopo poco più di cinque giorni”.
Una serie di presupposti che fa sì che il numero di casi individuati rischi di essere basso: secondo la simulazione realizzata dagli studiosi e aggiornata al 2 febbraio, su 100 passeggeri infettati dal virus solo 8 verrebbero individuati dagli strumenti approntati nel settore “Arrivi” degli aeroporti e 43 dagli strumenti approntati negli scali dei Paesi come la Cina che prevedono screening al momento della partenza:
“L’efficacia degli entry screening — si legge ancora — è largamente dipendente da quella dei test fatti in uscita”. In totale 49 ammalati passerebbero il controllo. Interpellati dal Fatto, gli uffici della Protezione civile fanno sapere di attenersi alle indicazioni dell’Oms, secondo cui senza sintomi non si è infettivi.
(da “NextQuotidiano”)
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