Giugno 10th, 2020 Riccardo Fucile
LA PROVENIENZA DEI CONSENSI: 3,7% M5S, 2,5% PD, 2% CENTRODESTRA, 3% ASTENSIONISTI
La rilevazione di Ixè indaga anche il potenziale elettorale di una lista Conte, dopo che alcuni sondaggi in questi giorni avevano fornito numeri roboanti per un raggruppamento politico con in testa l’attuale presidente del Consiglio che però non è stato mai formato nè da Palazzo Chigi sembrano avere l’intenzione di provarci
Secondo Ixè il potenziale di una lista Conte, ovvero gli elettori che valuterebbero la possibilità di votarla, è il 12%; la provenienza elettorale è in massima parte dal MoVimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, che avrebbero così tutto da perdere da questa nuova aggregazione, ma pesca anche una quota significativa di elettori dal centrodestra (sicuramente senza intaccare i voti di Salvini e Meloni, però).
Questo potenziale si accompagna ad una piccola, ma ormai confermata da circa un mese, erosione del gradimento del Governo (55%), che sconta il relativo aumento delle critiche sulla gestione della pandemia: il 61% giudica positivo l’operato del Governo nell’emergenza, ma tale quota un mese fa raggiungeva il 71%.
(da agenzie)
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Giugno 10th, 2020 Riccardo Fucile
FLORIS COSTRETTO A RICORDARGLI CHE E’ PERICOLOSO… SALVINI STA FACENDO POLITICA SULLA PELLE DEGLI ALTRI
“Ci hanno crocifissi per delle manifestazioni pulite, pacifiche, ordinate, mascherinate il 2
giugno quando prima e dopo a sinistra hanno combinato la qualunque in qualunque piazza”:
Matteo Salvini a DìMartedì parla con Giovanni Floris delle mascherine che non ama mettere e quando il conduttore gli fa notare che lui è un leader politico e dovrebbe dare l’esempio risponde: “Io ritengo che gli italiani abbiano diritto di tornare a vivere”.
E quando Floris gli fa notare che questo non c’entra niente la mascherina risponde: “Posso mentre parlo con una persona togliermi la mascherina?”.
No, se non sto a un metro e mezzo no, gli risponde il conduttore e lui torna a parlare degli altri e chiede di vedere le foto di altre manifestazioni senza mascherina.
L’atteggiamento e le risposte di Salvini sulla questione della mascherina non sono una novità . Anche qualche giorno fa in Molise ha continuato a scattarsi foto senza mascherina insieme a tante persone senza rispettare nessuna delle regole del distanziamento sociale. Anche in questo video girato a Fermo nelle Marche si vede che non le indossa mai.
E per capire le ragioni di questa scelta bisogna notare che anche altri leader politici come Jair Bolsonaro o Donald Trump sono particolarmente allergici al dispositivo di protezione individuale tanto da non farsi mai ritrarre indossandolo.
Perchè è evidente che con questo atteggiamento Salvini intende intercettare ed esprimere vicinanza alle frange che in tutti i paesi e quindi anche in Italia protestano contro l’utilizzo dei dispositivi e ritengono le regole di distanziamento sociale un’imposizione inutile o, in certi casi come gli sciachimicari presi ad esempio dal Giornale di Sallusti, pericolosa.
Non portando la mascherina Salvini non usa un gesto di cortesia nei confronti di una signora come vuole far credere, ma sta facendo politica.
Ma il suo atteggiamento, come è stato spiegato in più occasione da tutti gli organi di igiene pubblica, è pericoloso. E quindi il problema è che sta facendo politica sulla pelle degli altri.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 10th, 2020 Riccardo Fucile
NELLA LETTERA DEL 20 MAGGIO L’AMMISSIONE CHE 40 GIORNI PRIMA ERA UNA VENDITA…E LA CIFRA DELL’ACQUISTO NON CORRISPONDE A QUELLA DELLA DONAZIONE
Ieri Matteo Salvini a proposito della storia dei camici della Regione Lombardia ha scritto su Twitter che il giornalista di Report che ha firmato il servizio (Giorgio Mottola) deve fare “una donazione da 500mila euro così almeno si mette al livello del governatore Fontana”.
Davide Milosa sul Fatto Quotidiano oggi torna sulla vicenda dei camici della Regione Lombardia prima venduti e poi donati da DAMA SPA, azienda di proprietà della moglie del cognato del presidente Attilio Fontana.
E nota che:
Davanti ai dubbi di un conflitto d’interessi per un’azienda molto vicina al presidente della Regione, l’amministratore della Dama Spa spiega che fin dall’inizio questi camici dovevano essere donati. Eppure per una incomprensione dei suoi collaboratori ad Aria è arrivata un’offerta commerciale. Che sarà poi trattata dal direttore generale Filippo Bongiovanni attraverso un affidamento diretto. Ora la posizione della Dama Spa si chiarisce in una mail che Andrea Dini invia al dg di Aria. Il messaggio porta la data del 20 maggio. Si legge: “Egregio dottor Bongiovanni, come anticipato per le vie brevi, la presente per comunicarle che abbiamo deciso di trasformare il contratto di fornitura in donazione”.
Il contratto portala sigla: IA.2020.0019646.
Due cose: la data. Dal 16 aprile al 20 maggio passa oltre un mese. In questo tempo la Dama non si è accorta del fraintendimento interno spiegato da Dini.
Il verbo usato (“trasformare”) conferma che la pratica è partita da Dama come una offerta commerciale alla Regione, poi trasformata appunto in donazione.
Nella mail Dini non illustra a Bongiovanni il fraintendimento dei suoi collaboratori di cui invece parla poi a Report.
*Sempre nella mail, il presidente del Cda di Dama scrive che “emetteremo nota di credito per la fattura n. 10865 del30 aprile per un valore di 247.308 euro, nonchè emetteremo fattura per donazione di euro 112.164 per quanto riguarda i camici consegnati a maggio”.
Ora, calcolatrice alla mano, si arriva a 359.472 euro. Una bella cifra ma non uguale a quella scritta nell’ordine di fornitura firmato da Aria e cioè 513 mila euro. È vero anche che sui 513mila euro bisogna togliere il 22% di Iva, arrivando così a un cifra simile.
Sempre Dini spiega: “Certi che apprezzerete la nostra decisione, vi informiamo che consideriamo conclusa la nostra fornitura”. Se donazione è stata sembra, nei numeri, inferiore alla cifra fissata nel contratto di Aria.
E allora ecco la nostra modesta proposta: Mottola potrebbe farsi dare 500mila euro da Regione Lombardia e poi, un mesetto dopo, fare una donazione da 500mila euro a Regione Lombardia. Così sì che si metterebbe al livello di Fontana
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 10th, 2020 Riccardo Fucile
TRADOTTO: I DELINQUENTI STANNO AL SUD, NON CERTO IN LOMBARDIA “MODELLO POLITICO, MORALE ED ECONOMICO GUIDATO DA UN GOVERNATORE INTEGERRIMO E CAPACE”
Il sommario cita gli appalti truccati ma qui il concetto è invece più stocastico nonchè
interessante ed è sottolineato alla fine: “Ma lo sport nazionale è attaccare Fontana”.
Ora, non sia mai che voi pensiate che Farina e Libero stanno — appunto — cercando di cambiare discorso per non parlare di come l’acquisto di camici per 533mila euro di Regione Lombardia venduti dall’azienda della moglie e del cognato di Fontana sia diventato una donazione dopo che Report ci ha ficcato il naso.
Queste sono assolute casualità e honni soit qui mal y pense. Si tratta invece di una ponderata argomentazione di cui vi postiamo soltanto una piccola anteprima:
“E questa regione, con i suoi dieci milioni e passa di abitanti, e i suoi 16.300 morti da Covid la cui catasta non ha meritato la visita del capo dello Stato, a essere ancora sotto attacco. Non bisogna essere ingenui. L’attacco mediatico e politico, seguito subito da quello giudiziario (fascicolo senza ipotesi di reato e senza nomi di indagati, ma fa brodo anche la zampa della gallina) ad Attilio Fontana, è sì contro un singolo, maoisticamente però serve a educare tutti i lombardi. Avvocato integerrimo e capace, è da mesi assaltato, vivisezionato, appeso con Wanted sulle prime pagine perchè è il governatore di questo strano mondo superiore (in latitudine, reddito, sanità , amministrazione pubblica, produttività , occupazione) che l’idiozia italica dominante, nel momento della sua debolezza nella catastrofe da virus, vuole sottomettere al neo-statalismo giallorosso. La Lombardia come modello economico, morale e politico era (ed è) un’alternativa radicale allo status quo
(da “NextQuotidiano”)
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