Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
L’APPLICAZIONE PER IL CONTRACT TRADING SERVE AD ALTRO E NON E’ STATA REALIZZATA IN CINA, MA IN ITALIA
Salvini è un grande utilizzatore dei social network: da Facebook a Twitter, passando per Instagram. Fino alla ‘cinesissima’ TikTok (con tutte le critiche sull’app per la gestione dei dati sensibili).
Ma non scarica Immuni perchè ha paura del furto dei dati sensibili da parte della Cina (dove è stata prodotta anche l’app TikTok).
Ma non solo questo: il leader della Lega, ospite di Tagadà (su La7), ha detto di non utilizzare l’applicazione per il contact tracing perchè ritiene di non essere un pericolo pubblico. La spiegazione di Salvini app Immuni è una lenta arrampicata sugli specchi.
Insomma, nel solito pentolone del leader del Carroccio, bolle la classica ratatouille fatta di disinformazione.
Matteo Salvini, infatti, non è obbligato a scaricare l’app Immuni, ma i concetti che accompagnano il suo ragionamento fanno acqua da tutte le parti.
Ecco cosa ha detto in collegamento con Tagadà , su La7.
Come riporta Bufale.net, la questione Salvini app Immuni parte dal minuto 2′ 53” del filmato: «Non ritengo di essere un pericolo pubblico. E se avessi problemi di sintomi sarei il primo a correre a farmi tutti i controlli del caso. Io sulla tecnologia e sulla messa a disposizione dei dati degli italiani quando c’è una potenza cinese che ormai ci è in casa, ci è sul telefono, ci è in banca e ci è in ospedale, starei molto attento perchè la Cina non è una democrazia occidentale».
Il leader della Lega, dunque, non sembra aver ben chiaro il funzionamento dell’app Immuni che non serve solamente per una persona contagiata, ma anche per chi lo circonda (ricordiamo, per esempio, che gli asintomatici sono contagiosi tanto quanto i sintomatici).
Inoltre il riferimento alla Cina — oltre a contraddire la sua presenza su TikTok — è fuorviante dato che Immuni è un prodotto tutto italiano. Insomma, quel Made in Italy tante volte esaltato.
(da agenzie)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
DOPO AVER RACCONTATO BUFALE PER TUTTA L’ESTATE, SI SARA’ ACCORTO CHE NELLE LINEE GUIDA PER LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE NON C’E TRACCIA DI PLEXIGLAS ?
Ieri è stato il primo giorno di scuola anche in Lombardia, dove vive la piccola Mirta, la figlia di
Matteo Salvini.
Se ricordate il Capitano ha passato l’estate a dire che ci sarebbe stato il plexiglas a scuola e lui la figlia così non ce l’avrebbe mandata: «E se io devo mandare mia figlia a scuola, chiusa nel plexiglas senza un contatto con i suoi amici e le sue maestre io a scuola non ce la mando»: Matteo Salvini a Codogno continuava a diffondere bufale che poi ribadiva anche a Mezz’ora in più: “Pensare di mettere il plexiglas per dividere bimbo tra bimbo e bimbo con la maestra è un fallimento educativo”.
E ancora: “I numeri fortunatamente dicono che il virus di adesso non è il virus di febbraio e quindi mi rifiuto di pensare che le scuole riaprano a settembre fra plexiglas, mascherine e classi chiuse”.
Salvini ora che è iniziata la scuola forse si è finalmente accorto che nelle linee guida per la scuola che il governo ha presentato non c’è traccia di plexiglas.
Perchè di foto della figlia ingabbiata con il plexiglas non ce ne sono, nonostante lui ne proponga tante sui suoi social.
È una strategia di comunicazione ben precisa quella del Capitano, che inventa e mette in giro fregnacce sugli avversari politici che non hanno alcun senso se non nell’ottica di fare terrorismo. Il problema è che, a sentire l’ovazione che accoglie la presa di posizione a Codogno, c’era qualcuno che ci ha creduto per tutta l’estate.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
BIAMONTE E’ CANDIDATO ALLE REGIONALI
Il capo della Lega, baldanzoso, fa sapere di non scaricare la app immuni (danneggiando se stesso e gli altri) e dice a proposito del Covid che non si può vivere di paura e di distanza. Belle frati fatte, stucchevoli e senza senso, visto che il virus gira, siamo alla seconda ondata e ci si ammala.
E infatti proprio mentre Salvini minimizzava è risultato positivo al coronavirus uno dei candidati genovesi della Lega alle prossime elezioni in consiglio regionale della Liguria.
Si tratta di Francesco Biamonti, 61 anni commerciante e consigliere comunale di Cogoleto. Ad annunciare la positività è stato lo stesso Biamonti con un post sulla sua pagina Facebook. “Buongiorno a tutti vi informo che ho il covid sono in terapia intensiva – si legge nel messaggio – per questo non sono presenti a Cogoleto”.
E’ in corso il tracciamento dei contatti
Una cosa fondamentale per circoscrivere i focolai. Un traccamento che sarebbe reso facile dalla App Immuni che Salvini ha sprezzantemente detto di non volerlo scaricare
(da agenzie)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
COSA E’ SUCCESSO VERAMENTE NELLA SCUOLA DELLA FOTO CON I BAMBINI SENZA BANCHI: E’ STATA UNA SCELTA DEI GENITORI NON ASPETTARE DUE GIORNI IN PIU’
A Giovanni Toti, presidente di centrodestra della Liguria, in corsa domenica prossima per la
riconferma a governatore, l’assist fornitogli dall’ingenuità di una maestra della scuola elementare “Maria Mazzini” di Genova non deve essere sembrato vero.
La foto di bambini di prima seduti per terra che disegnano con i figli poggiati sulle sedie perchè in classe non ci sono banchi era un’occasione fin troppo ghiotta per l’ex forzista per non sferrare un attacco alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel giorno in cui in tredici regioni gli istituti scolastici hanno riaperto per 5,6 milioni di studenti.
La foto era stata scattata in mattinata da una maestra e postata in un gruppo WhastApp dell mamme, ma il post di Toti è pubblicato su Twitter alle 17,21 di ieri, e non indica nè la città nè la scuola a cui l’immagine si riferisce.
Toti la pubblica e scrive: «Cara Azzolina, dove sono finiti i banchi che avevate promesso? Un’immagine come questa non è degna di un Paese civile come l’Italia». Ma cosa è successo veramente in quell’aula di scuola elementare ieri mattina?
A spiegarlo è stato il dirigente dell’Istituto comprensivo “Castelletto” di Genova, al quale la elementare “Mazzini” fa capo. Il preside, Renzo Ronconi, lo ha spiegato in un comunicato: «La foto ritrae bambini che stanno disegnando sereni in libertà . Un’ingenuità da parte di una maestra farla girare: voleva mettere in risalto il lavoro fatto il primo giorno di scuola nonostante le mille difficoltà . Ma è sbagliato e grave strumentalizzarla, strumentalizzando con essa tutti i bambini, in una giornata in cui avevamo riscontrato solo grande entusiasmo senza nessuna criticità . I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno oggi pomeriggio (lunedì, ndr)».
Come riporta La Stampa, «giovedì scorso, negli incontri con le famiglie, le maestre hanno spiegato ai genitori che per il problema dei banchi e per la mancanza di bidelli, la scuola avrebbe potuto ritardare l’apertura da lunedì 14 a mercoledì 16 settembre. Ma la protesta delle famiglie non si è fatta attendere». Al quotidiano, poi, il dirigente della scuola, Renzo Ronconi, spiega:
«Su richiesta della direzione scolastica ho fatto di tutto per riaprire e ho trovato questa soluzione: un orario ridotto a 2 ore per i bambini della primaria e, siccome aspettavo i banchi nuovi martedì pomeriggio, alcune aule sono state allestite solo con le sedie».
Sull’accaduto l’Ufficio scolastico regionale della Liguria ha aperto un’istruttoria. Dice il provveditore Ettore Acerra: «Di questa vicenda mi irritano due aspetti: l’uso che è stato fatto della vicenda sui media e il fatto che un’intera comunità rischia di essere messa alla berlina per un singolo episodio»
«Quella di Toti una fake news», dice il papà di un bimbo
Intanto a Toti, sempre su Twitter, ha risposto il padre di un bambino che era in quella classe ieri mattina: «Mio figlio è in questa classe, è tornato a scuola felice e sereno, non avevano i banchi, la maestra li ha rassicurati subito dicendo che domani li avranno, hanno fatto due ore di lezione seduti in cui hanno chiacchierato degli ultimi mesi. Hanno semplicemente fatto un gioco per qualche minuto e hanno scritto sulle sedie. Non si permetta di strumentalizzare i nostri bambini per la sua volgare campagna elettorale e pensi piuttosto a La Spezia dove le infezioni da Covid_19 sono fuori controllo».
(da agenzie)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
UN SISTEMA OCCULTO FATTO DI PENSIONATI, ELETTRICISTI E DONAZIONI… LA VENDITA DI UN ROLEX
«Io per il mondo Di Rubba ho sempre selezionato la casella 1, in pratica, ho sempre insabbiato tutto». Per capire come da questa inchiesta sui commercialisti della Lega si può arrivare «ai piani altissimi» del partito, bisogna fare un salto fino a Seriate, cittadina della bergamasca, duramente colpita dal Covid 19 e roccaforte leghista.
Qui, nella filiale della banca Ubi, l’ex direttore Marco Ghilardi, poi licenziato, per sua stessa ammissione per anni ha coperto un tesoretto occulto del Carroccio.
Le cui tracce sono contenute nella dettagliatissima contestazione — ora agli atti dell’inchiesta milanese — che la stessa Ubi banca muove al suo ex direttore partendo dalla vendita di «un Rolex usato» per 6000 euro, ricevuti da Alessandro Di Rubba. Un’inezia, ma è la classica pietra d’inciampo che svela e rivela agli ispettori dell’audit di Ubi e poi ai pm milanesi, il sistema finanziario occulto della Lega, fatto di elettricisti, pensionati, donazioni e liberalità che in Ubi considerano ad «altissimo rischio».
Gestito dal suo segretario amministrativo Centemero (che dal conto riceve anche due bonifici da 62 mila euro e da 6 mila euro) che come è noto risponde al segretario Matteo Salvini.
Perchè, come dice sempre Ghilardi in un verbale del 24 luglio, «le entrate provengono da Radio Padania e Baracchetti service, mentre le uscite sono destinate a Di Rubba, Manzoni, Centemero e studio Dea Consulting».
Ovvero il vecchio studio dei due commercialisti della Lega ora agli arresti, con sede a Bergamo. Scrivono gli ispettori Ubi: «La movimentazione (verso Dea Consulting, ndr) evidenzia chiari indici di anomalia che dovevano determinare la segnalazione di attività sospetta».
Si parte con un accredito di 357 mila euro a favore della “Taaac srl”, sede nell’ufficio di Michele Scillieri, società controllata dal «mondo Di Rubba», un mondo, come si vedrà che gira tutto intorno al Carroccio.
«Risulta evidente — scrivono gli ispettori — che l’ammontare degli importi e delle causali utilizzate… non trovano alcuna giustificazione… E il suo comportamento è ancora più grave se si considera che in occasione della compilazione della scheda cliente nel portale Antiriciclaggio, lei ha annotato che la movimentazione del conto corrente era “regolare”…»
Per esempio gli assegni circolari emessi nel marzo 2018 sempre dalla “Taaac” per 330 mila euro a favore di tale Giancarlo Signoretto, pensionato settantatreenne, ex socio unico e amministratore della società “Elite srl” (immobiliare fallita nel 2017), oppure 60 mila euro girati alla “Cafin spa”, società attiva nel mondo editoriale per uno strano recesso di compravendita di cui però non esiste traccia.
D’altronde, notano gli ispettori di Ubi, la movimentazione del conto Dea Consulting è di circa un milione di euro all’anno tra il 2016 e il 2017, ben superiore «al fatturato della società nel medesimo biennio».
In particolare, «in merito alla movimentazione sopra riportata, si rileva che nel periodo di analisi (2015-2018) il conto corrente dello Studio Dea ha ricevuto accrediti provenienti dal partito politico Lega Nord, Lega per Salvini Premier e da soggetti collegati al partito, per circa 700 mila euro, con causali che fanno riferimento al pagamento di fatture…». Seguono ben 85 bonifici, tutti dal partito.
(da “La Stampa”)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
MAXI BONIFICO TRA DUE NOTAI IN ORBITA LEGHISTA SCOPERTO DALLA PROCURA DI GENOVA
Nuova puntata dell’inchiesta sui fondi della Lega: questa volta le indagini della procura di Genova
battono la pista di 19 milioni di euro scomparsi e le cui tracce portato soprattutto a Cipro e in seconda battuta alle isole Cayman.
Sotto la lente dei magistrati un bonifico sospetto fra due notai vicini al partito di Matteo Salvini.
Come scrive Repubblica:
Nel 2013 la Lega Nord studia come creare un trust su cui far confluire il patrimonio del partito: svuotare i conti correnti bancari in modo che, in caso di azioni giudiziarie, i creditori e soprattutto i pm che indagano sulla sparizione dei 49 milioni di euro della truffa allo Stato messa in atto dall’ex tesoriere Francesco Belsito e dall’allora segretario Umberto Bossi, non trovassero nulla.
In particolare l’attenzione degli inquirenti genovesi si è indirizzata verso un maxi bonifico da 19 milioni di euro fatto dal notaio milanese Angelo Busani a un altro notaio, Mario Grandi – entrambi orbitano intorno alla Lega.
Quest’ultimo poi gira i 19 milioni con un altro bonifico destinazione estero, presumibilmente per farne perdere le tracce.
Il 5 luglio 2018 Grandi fa partire un bonifico di pari cifra verso la Bailican Ltd, società di Cipro con conti a Basilea, e Merchant Trust riconducibile ad una società avente sede nelle isole Cayman.
Il socio di maggioranza della Bailican è Serhiy Tihipko, ex primo ministro ucraino e delle Finanze.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
LO SFOGO DEL CANTANTE DE LO STATO SOCIALE
“Io davvero non ne posso più. Non capisci un uomo che sta con un uomo? Cazzi tuoi; Non capisci una donna che sta con una donna? Cazzi tuoi. Non capisci un uomo che era una donna? Una donna con uomo? Una donna che era un uomo con un uomo che era una donna? Un bianco con un nero? Un verde con un giallo? Un grigio con un bordeaux? Cazzi tuoi, problemi tuoi, limiti tuoi, paranoie tue”. E’ lo sfogo che Lodo Guenzi, frontman de Lo Stato Sociale, affida ad Instagram per commentare i tragici fatti di Caivano, dove ha trovato la morte la giovanissima Maria Paola.
“La gente si ama come cazzo le pare, a nessuno fotte niente nè deve fottere niente delle opinioni su come si dovrebbe amare -affonda Lodo- Fare sesso, stare insieme, vestire e sentirsi. Cazzi tuoi. Puoi anche non capire delle cose, non mi importa, basta che ti fai da parte e lasci vivere le persone come vogliono. Davvero, abbiamo così poco tempo da vivere che passarlo a sindacare come dovrebbero vivere gli altri è davvero da coglioni”. L’attore e cantautore conclude poi con una citazione illustre: ”’Ama e fa ciò che vuoì. Lo diceva un santo, e qualcuno ancora ci vede diavolo”, scrive Guenzi.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
“QUEI RAGAZZI CHE L’HANNO VIOLENTATA SONO DEI DELINQUENTI, VOGLIO GIUSTIZIA”
“Mia figlia aveva un sorriso più luminoso delle stelle. Adesso non ce l’ha più”. 
Parla così al Corriere della Sera il padre della 15enne inglese violentata insieme a un’amica da un gruppo di otto ragazzi – quattro arrestati, altri 4 indagati – durante una festa privata a Marconia (Matera).
Cosa pensa di quei ragazzi?
Che “sono degli sbandati, dei delinquenti. Ecco perchè dico loro di pentirsi, come ha chiesto anche l’arcivescovo di Matera-Irsina nella messa celebrata domenica a Marconia. Per questi giovani potrebbe essere l’occasione di chiudere con il passato e ricominciare una nuova vita. Adesso le loro famiglie, la comunità , le istituzioni devono aprire gli occhi e accorgersi per tempo del malessere che c’è in questi giovani di Marconia”.
L’uomo era partito 40 anni fa da Marconia per raggiungere l’Inghilterra, in cerca di lavoro. Oggi è proprietario di una catena di alberghi. Al momento dei fatti era in Inghilterra: “mia figlia grande al telefono cercava di raccontarmi e a malapena riusciva a parlare. Mi diceva frasi strane che non capivo. Piangeva, era sconvolta. Le dicevo: cosa è successo? E lei balbettava, senza darmi una risposta. Poi mi ha chiamato mio fratello e mi ha accennato a quanto accaduto. Mi è cascato il mondo addosso”.
(da agenzie)
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Settembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
IL “PRETE DEGLI ULTIMI” VITTIMA DI UN SENZATETTO CON PROBLEMI PSICHICI, POCO IMPORTA CHE FOSSE STRANIERO O ITALIANO
Don Roberto Malgesini è stato accoltellato a morte oggi a Como. Era molto conosciuto per il suo impegno verso gli ultimi, un “vero prete di strada”, ed è stato ucciso proprio mentre stava iniziando il suo giro di distribuzione delle prime colazioni. Sotto casa, nella canonica di San Rocco c’è ancora la sua Panda grigia con tutto il necessario.
Probabilmente il sacerdote ha trovato l’omicida ad aspettarlo: era una persona che don Roberto conosceva, un senza tetto al quale forniva assistenza e con il quale pare fosse anche in buoni rapporti.
Resta da capire cosa sia successo tra i due, perchè non vi sarebbero testimoni dell’aggressione. Don Roberto è stato colpito da varie coltellate, quella letale al collo: il corpo era a una ventina di metri dall’auto, dove c’è un piccolo spiazzo
Dopo avere ferito mortalmente il prete, l’omicida è andato a piedi a costituirsi alla caserma dei carabinieri, che dista circa 400 metri da San Rocco.
L’uomo è un senzatetto di origini straniere con problemi psichici, come spiegano dalla diocesi di Como. Il vescovo Oscar Cantoni ha benedetto la salma di don Roberto prima che fosse portata via dagli addetti ai servizi funebri.
Sul luogo del delitto, a pochi metri dall’ingresso della chiesa di san Rocco, si è formata una folla di fedeli, parrocchiani e immigrati. Molti non trattengono la commozione. “Dov’è il don? No, non può essere lui” dice un immigrato ad alta voce.
La morte di Don Roberto è una tragedia che lascia senza voce. Ma quello che è successo c’entra poco con l’immmigrazione clandestina. Chi ha colpito Don Roberto si è costituito, e ha problemi psichici. Ma per Salvini è solo “un immigrato clandestino”:
Salvini, che spesso si mette in bocca il Cuore immacolato di Maria, che cita il Vangelo, che brandisce rosari, come può nascondere la parte di verità che proprio chi era più vicino a Don Roberto ha tenuto subito a precisare?
Ancora prima che come politico, lui che si dice cristiano come giustifica quella che è una mancanza di carità verso un uomo morto mentre aiutava gli ultimi?
(da “NextQuotidiano”)
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