Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
MA SEMBRA L’AGENTE 049 MISSIONE SOPPRESSATA
Agente 049 missione soppressata: potrebbe essere il primo episodio di una lunga serie di avventure
di Matteo Salvini che, complimenti per l’autostima, su TikTok ha caricato un video del suo arrivo alla Mostra del cinema di Venezia in cui lui dovrebbe essere 007 mentre a Francesca Verdini ovviamente toccherebbe quella della Bond girl.
I due arrivano in motoscafo e la musica in sottofondo è quella del tema di 007 Casino Royale. Chissà se Salvini ha visto i meme su di lui come agente segreto:
Il film scelto da Salvini, Padrenostro, a sentire il Capitano è dipesa solo dal fatto che è italiano. Ma guarda caso ha innescato una polemica con il protagonista Pierfrancesco Favino: “Salvini? Spero che non sia un viaggio a vuoto. Vedendo il film si capisce che non è pro poliziotti, così come non è pro Nap, ma è una storia di bambini e di figli”, aveva spiegato rispondendo a una domanda sulla presenza del leader della Lega alla premiere del film: “Conosciamo la capacità di Salvini di essere al centro, è un bel segnale per il film, ma non credo in questo caso ci sia possibilità di manipolazione. Io non l’ho invitato — conclude Favino — ma nessuno di noi ha il diritto di impedire di essere spettatore di un film”. A cui, ovviamente, Salvini ha risposto: “Favino mi piace molto come attore, non ho nessuna intenzione di fare manipolazioni. Voglio godermi un film italiano, con attori italiani, con produzione italiana, che racconta una storia italiana, di anni difficili”. Ma, come ricorda il Fatto, tra i due c’è ruggine o, almeno, un precedente: Salvini non gradì il monologo tratto da La notte poco prima della foresta di Koltès recitato da Favino al festival di Sanremo nel 2018 e tacciato di essere pro migranti.
Insomma Salvini alla Mostra di Venezia ci è andato per la fidanzata, per vedere un film italiano, ma scegliendo proprio quello che ha fatto parlare di lui tutto il giorno.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
SCONCIA PROPOSTA RAZZISTA DELLA LEGA NEL BERGAMASCO… SEMMAI FATE VIAGGIARE I RAZZISTI DA SOLI CHE INFETTANO LE PERSONE CIVILI
La storia, quella con la S maiuscola, si nutre di simboli. Non è un caso che, nel corso del ‘900, la lotta contro l’Apartheid e i diritti civili si alimentano anche attraverso gesti concreti, come quello di Rosa Parks una donna di colore che si rifiutò di cedere il proprio posto a sedere a un bianco.
Era il 1955 e lo scenario era quello di Montgomery, nell’Alabama. Anche da quel coraggio nacque la grande lotta per i diritti civili negli Usa e nel mondo.
A più di mezzo secolo di distanza un esponente locale del maggior partito dello schieramento politico italiano evoca scenari che pensavamo di esserci lasciati da tempo alle spalle. Nella fattispecie è quanto richiesto dalla Lega di Sedrina, paese in provincia di Bergamo che, con una richiesta esplicita al prefetto evoca di far utilizzare in orari diversi ai “richiedenti asilo” per far spazio a studenti e cittadini italiani. Una proposta assai singolare che sa apertamente di apertheid
L’obiettivo, secondo il dirigente della Lega locale è di evitare assembramenti, specie in tempi di Covid-19 e facilitare così la vita dei pendolari: «A voi, magari non fruitori dei mezzi pubblici, specie in certe ore e provenienti da certi paesi, la problematica non tange. A noi poveri valligiani sì, che spesso e volentieri vediamo tornare a casa i nostri ragazzi perchè non sono riusciti a salire sull’autobus, causa troppi ‘richiedenti asilo’ che spingendo e sgomitando (vista anche la loro stazza) riempiono tutti posti disponibili» scrive in una nota Enzo Galizzi.
Ma la proposta non può non evocare la segregazione e alcune delle pagine più buie del ‘900, come osservato da più forze politiche. E a reagire, come riporta il quotdiano BergamoNews, è anche l’assessore al Comune di Bergamo Giacomo Angeloni, che non usa mezze parole: “L’apartheid a Bergamo. La Lega sta proponendo allucinanti soluzioni sul trasporto pubblico. Viaggi differenti tra richiedenti l’asilo e italiani. La proposta arriva dalla Lega di Sedrina. I parlamentari Ribolla e Belotti sostengono l’iniziativa. Siamo nel 2020 non nel 1964 in Mississippi. Che schifo, bisogna reagire con forza”. E la polemica non sembra per nulla destinata a spegnersi facilmente.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
ALTRO CHE “PIENONE”, ECCO LA FOTO DI SALVINI MENTRE PARLA…E A TARANTO E’ STATO CONTESTATO DA CENTINAIA DI PERSONE
Solito video trionfalistico con la prima fila di fan con la maglietta “processate anche me”: Salvini a
Francavilla Fontana in provincia di Brindisi sembra aver fatto il pienone di gente in un comizio svolto di lunedì mattina. Ma le cose stanno davvero così? Basta confrontare il punto di vista della Lega con la realtà :
C’erano 44 gatti davvero. Salvini ovviamente ha puntato tutto sul suo cavallo di battaglia che questa volta è “prima i pugliesi”: “Quanti agricoltori mi hanno detto: ‘fate presto ad arrivare in Regione. Ci stanno uccidendo, in Italia l’olio tunisino’. Con la Lega l’agricoltura non sarà più l’ultima ma la prima e soprattutto verranno sempre prima i prodotti italiani. Allo champagne preferisco il primitivo.”
Ma anche quando c’è più gente una parte della realtà viene nascosta sotto il tappeto. Come ieri sera a Taranto: oltre alle persone che si sono intrattenute con il Capitano per fare i selfie c’erano parecchi contestatori
E se non li sentite o non li vedete quando il leader della Lega è perchè, come spesso è successo in questo tour elettorale, sono stati tenuti ben lontani dalle forze dell’ordine. Insomma Salvini li può anche chiamare “Sfigati che giocano a fare i contestatori”, ma non per questo smettono di esistere.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DEL NAPOLI SCENDE IN CAMPO DOPO LE ACCUSE DI CALDORO
Aurelio De Laurentiis scende in campo. E lo fa a gamba tesa, come è nel suo stile, nel corso della campagna elettorale per le amministrative in Campania.
È un De Laurentiis contro Caldoro al vetriolo, con un implicito endorsement al presidente uscente Vincenzo De Luca. Il tutto si basa su alcune dichiarazioni rese dal candidato di centrodestra nel corso di uno dei suoi ultimi appuntamenti con l’elettorato.
Nel corso di un’intervista al Corriere del Mezzogiorno, infatti, l’ex governatore della Campania e attuale candidato del centrodestra ha affermato: «De Laurentiis fa sponda a De Luca? Piuttosto compri i giocatori. Da tifoso spero che compri giocatori per vincere, invece di chiedere soldi alla Regione. Noi vogliamo la vittoria del Napoli, non di un vecchio comunista e juventino».
Parole che non sono state apprezzate dal patron del Napoli, che ha attaccato: «Caro Caldoro, è con una certa tenerezza che leggo le tue recenti dichiarazioni, dove mi hai chiesto di non aiutare lo juventino e Comunista De Luca, di cui io sono amico dal 1994. Le tue sterzate non hanno senso per un candidato che ha già perso la battaglia elettorale».
Una prima bordata arriva già al primo tweet, ma il presidente del Napoli ne usa altri due per demolire completamente la dichiarazione resa da Caldoro. Nel secondo cinguettio, infatti, De Laurentiis rincara la dose: «Inoltre, quando sei stato Presidente della Campania, hai fatto ben poco. Mi dici che devo comprare i giocatori. Certamente non sai che abbiamo acquistato Osimehn per 70 mln più 10 di bonus. Per non parlare dei giocatori arrivati a gennaio»
L’ultimo tweet è quello del ko: «Ma tu sei troppo impegnato a non farti doppiare da De Luca. Caro Caldoro, in bocca al lupo!».
Caldoro, dunque, ha definitivamente perso qualsiasi chance di condizionare il presidente del Napoli e attirarlo sul proprio terreno politico. Nel giorno in cui la notizia sull’indagine a carico di De Luca avrebbe potuto dare qualche timido segnale di ripresa alla sua campagna elettorale, i tweet di De Laurentiis suonano come una retromarcia irreversibile per la sua candidatura.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
A UN POLITICO SI CHIEDE ONESTA’ E COMPETENZA, NON LA BELLEZZA, SI PREOCCUPI DEI POLITICI CHE FREQUENTA
Da grande uomo (di cultura) qual è ieri l’editorialista del Giornale e professore di Storia
contemporanea all’Università del Molise Marco Gervasoni ha usato una poderosa argomentazione per criticare Elly Schlein.
Il professore dall’alto della sua sapienza ha ruttato, scusate, twittato: “Ma che è, n’omo?”. Il tweet dal 5 settembre è ancora lì in bella mostra:
La tesi di Gervasoni è stata poi difesa con motivazioni altrettanto ineccepibili, d’altra parte è un professore universitario, non ha mica bisogno di offendere qualcuno per il suo aspetto fisico come fanno i bulli delle medie, perchè le proprie opinioni le sa difendere con la sua dialettica. Si vede vero?
Qualcuno gli ricorda che “Lui è uno Zio Fester che non ce l’ha fatta” ma anche se vi vogliamo fornire una prova fotografica non è questo il modo giusto di difendere Elly Schlein.
Perchè Elly è una donna ma potrebbe essere anche un uomo e sarebbe la stessa cosa. Non dovrebbe essere giudicata per il suo genere, le sue fattezze o il suo look ma per quello che dice e che fa. Non è infatti una showgirl ma un politico, ed è venuto il presidente Bonaccini a ricordarlo.
Ma la cosa più bella è che lo stesso Gervasoni che qualche ora prima diceva delle donne ” racchie ecologiste e speronamotovedette” che facevano schifo e non aveva timore nell’affermarlo si aggrappa disperatamente come un naufrago al salvagente bucato che gli arriva da Dagospia. “Solo Dago poteva capire l’esperimento di psicologia sociale e politico che ho messo in atto. Bravo!”.
La finissima toppa peggiore del buco è che il fine intellettuale ha provocato volutamente offendendo la Schlein perchè sapeva che lo avrebbero insultato per il suo aspetto fisico. Ma non ce n’è mica bisogno. Basta ricordare che non è la prima volta che Gervasoni usa argomentazioni sessiste.
Ad esempio, lui che era convinto che dietro la strage di Hanau ci fosse lo zampino dei servizi segreti e di Angela Merkel, la chiama in’un altra occasione elegantemente culona; deve essere un altro esperimento sociale vero?
La faccia del professore è davvero l’ultimo dei problemi.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
QUESTE SAREBBERO LE “PERSONE PERBENE” CHE CITA SALVINI?
Non vi sarebbe stata nessuna costrizione da parte di nessuno nè tantomeno violenza sulle ragazze che partecipavano ai festini a base di sesso e droga a Villa Inferno a Bologna, è questa la tesi difensiva di Luca Cavazza, l’ex candidato alle regionali con la Lega in Emilia-Romagna finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver organizzato e partecipato, insieme ad altre sei persone, a una serie di festini con fiumi di droga e presenza di minorenni a cui sarebbero state chieste prestazioni sessuali in cambio di cocaina.
Cavazza dice “che non c’è stata nessuna costrizione, nessuna violenza fisica o psicologica. Ora valuteremo in base alla lettura delle carte se rispondere alle domande nell’interrogatorio di garanzia” ha spiegato infatti il suo legale, l’avocato Massimiliano Bacillieri che lo assiste insieme al collega Ercole Cavarretta.
Su di lui pende la pesantissima accusa di aver avuto “il compito di individuare giovani donne da avviare alla prostituzione, ovvero da condurre nei luoghi ove tale attività di prostituzione si consumava, in cambio di cocaina” così come scrive il Gip di Bologna, Letizia Magliaro, nell’ordinanza di custodia cautelare.
Per il giudice tale attività veniva svolta “con modalità quasi professionale da parte del Cavazza” usando i suoi luoghi abituali di ritrovo come l’ambiente sportivo dei tifosi della Virtus Bologna. Secondo l’accusa, la stessa 17enne da cui è partita l’inchiesta sarebbe stata avvicinata da Cavazza e reclutata a una partita di basket della Virtus Bologna. Per il Gip l’arresto di Cavazza è stato necessario in quanto “i continui contatti anche nell’ambiente sportivo dei tifosi della locale squadra di pallacanestro” e “la sua condizione di utilizzatore di sostanza stupefacente” lo ponevano “nella continuità di reiterare le condotte”.
Non solo Luca Cavazza e Davide Bacci: ci sono una trentina di persone presenti nelle carte giudiziarie sui festini con droga e sesso a Bologna in cui era presente una diciasettennte. E, spiega il Corriere, si tratta di immobiliaristi, manager, avvocati
La minorenne che con i suoi racconti ha dato la stura all’indagine sui festini di «Villa Inferno», la casa di Bacci a Pianoro con piscina e sauna ribattezzata così dagli stessi protagonisti delle orge, tiene infatti ora col fiato sospeso oltre una trentina di persone, i cui nomi pure compaiono nelle carte giudiziarie.
Le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti. E sono nomi piuttosto noti in città : immobiliaristi, manager, avvocati, figlie della buona borghesia bolognese, altri ultrà della Virtus, eppoi un tassista, un apprezzato dj, un pugno di escort parecchio gettonate e alcuni addetti alla sicurezza aziendale, oltre naturalmente ai pusher (italiani e albanesi) che rifornivano di cocaina le notti brave dei professionisti. «Villa Inferno», poi, non sarebbe nemmeno l’unica villa del piacere dove si concludevano le serate eleganti iniziate nei locali più chic di San Mamolo o della zona del Quadrilatero. Altre magioni del vizio sarebbero state individuate dagli investigatori
Durante i festini secondo il gip che ha condotto l’inchiesta Villa Inferno sono stati fatti anche video e foto: ci sono le immagini, scirve il gip «di un uomo e una donna che sniffano la cocaina sul fondoschiena della minorenne». Il materiale sarebbe poi stato caricato su siti porno. E sono propri
quei filmati che ora tengono in ansia quella trentina di nomi della buona borghesia bolognese e che documenterebbero gli incontri a base di sesso e droga.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
LE SIMPATIE POLITICHE DEI SUOI ASSASSINI PREVALGONO ANCHE SULLA CRONACA: VOMITEVOLI
La brutale aggressione e l’omicidio di Willy Monteiro Duarte non è mai avvenuta secondo alcuni
siti di informazione sovranisti, visto che non ne danno notizia.
Il Primato nazionale, quotidiano sovranista legato a CasaPound, che pure è attento alla cronaca, tanto da riservare l’apertura alla riforma del Codice della strada e riportare la notizia della signora “Coviddi” diventata influncer in un giorno, non pubblica un solo rigo sull’omicidio di Colleferro e dei suoi autori, le cui simpatie politiche erano ben note tramite i loro profili social prima che questi venissero oscurati. Il quotidiano del sovranismo italiano riporta invece quella di un “marocchino” che “cerca di stuprare senzatetto 73enne e poi la deruba”, omettendo nel titolo la nazionalità della povera vittima (ungherese). Anche Imolaoggi, sito dai contenuti contro immigrazione e Europa, diretto da Armando Manocchia (che sulla propria pagina Facebook condivide, però, un post pro pena di morte per gli assassini di Willy), non pubblica la notizia, ma solo un video del giornalista Marco Gregoretti in difesa delle arti marziali che, per principio, sostiene l’ex firma di Panorama, esperto e istruttore di discipline di lotta orientale, abiurano la violenza.
Unico sito di informazione di destra a pubblicare la notizia è il Secolo d’Italia, che riprende le dichiarazioni di un amico del ventunenne ucciso all’AdnKronos, ma non fa alcun cenno agli assassini, omettendone perfino i nomi. La notizia è posizionata molto in basso.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
POCO IMPORTA CHI HA SFERRATO IL COLPO MORTALE, PER LA FECCIA UMANA NESSUNA PIETA’… E IL FAMILIARE CHE HA DETTO: “IN FIN DEI CONTI CHE HANNO FATTO? HANNO SOLO UCCISO UN EXTRACOMUNITARIO” DEVE MARCIRE IN GALERA FINO AL SUO ULTIMO RESPIRO
Il buio della notte ha reso impossibile all’unica telecamera, quella della Stazione dei Carabinieri, di essere testimone della morte di Willy Monteiro Duarte. Ma chi è stato, dopo 20 minuti di pestaggio, a dare il colpo mortale quando Willy era già a terra? Oggi per i 4 indagati Mario Pincarelli, di 22 anni, Francesco Belleggia di 23, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, 24 e 26, si svolgerà l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Rebibbia. E loro si accusano a vicenda.
Uno dei quattro arrestati, Francesco Belleggia, parlando con il suo avvocato Vito Perugini ha pianto: «Sono disperato», avrebbe spiegato al legale nella sala colloqui di Rebibbia. E nella sua versione dei fatti non ha avuto un ruolo determinante nella rissa: «Io Willy neppure lo avevo visto. Mi sono accorto di lui quando era già a terra. Eravamo sulle scale, Pincarelli ha fatto un commento su due ragazze che passavano, il fidanzato di una delle due si è irritato. Ne è nata una discussione. Ma io mi stavo allontanando. Era tutto finito, cercavo un passaggio. Non so chi abbia chiamato gli altri. Ma non sono stato io. Poi ho visto Willy a terra. È successo l’inferno e sono andato in macchina con loro». Federica Angeli su Repubblica spiega che ci sono due testimoni che hanno visto chi ha colpito il ragazzo a morte quando ormai era completamente indifeso, a terra. E l’accusa per uno dei quattro indagati potrebbe passare da omicidio preterintenzionale a volontario
Mario Pincarelli, di 22 anni, Francesco Belleggia di 23, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi (24 e 26) e di un quinto amico, al momento solo indagato. E per uno dei quattro (sulla cui identità gli investigatori mantengono il riserbo) si profila il cambio del capo d’imputazione: da omicidio preterintenzionale a volontario.
A inchiodarlo è il racconto di due testimoni che hanno visto come ha colpito Willy, già fiaccato dalle percosse, prima di lasciarlo steso sull’asfalto: prima un calcio alla pancia («tipo mossa di karate»), poi un pugno alla testa. Sarà l’autopsia, domani, a segnare la svolta, anche se dai primi esami medici la frattura delle ossa del capo e l’emorragia all’addome sembrano confermare il racconto dei testimoni
Il terzo fratello Bianchi, Alessandro, intervistato dal Messaggero, difende Marco e Gabriele, i campioni di MMA che secondo gli amici di Willy Monteiro erano già stati coinvolti in risse e pestaggi: «Sono delle teste calde che non evitano i litigi,anzi spesso pronti a scatenare risse. Li conoscevano tutti qui quei due fratelli. Da due anni litigano e picchiano con le stesse modalità , sono stati autori di altri pestaggi — racconta Alessandro — un amico di Willy, che non riesce a darsi pace.
«Anche gli amici non sono da meno — aggiunge- con un altro degli arrestati ho litigato pochi mesi fa, perchè dava fastidio a un mio amico al bancone di un locale». Un racconto molto simile lo fa un altro ragazzo di Colleferro: «Uno degli arrestati qualche tempo fa, ad Artena, ha aggredito un vigile che lo invitava a mettersi la mascherina. Sono dei picchiatori». Alessandro Bianchi è convinto che non siano stati i fratelli a sferrare il calcio che ha ucciso Willy
Alessandro in tanti, troppi, dicono che questa morte si poteva evitare. Che Gabriele, Marco e i loro amici andavano in giro a picchiare la gente che erano una banda di più persone e che prima o poi sarebbe successo.
(da agenzie)
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Settembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
CI RIVEDIAMO MARTEDI 8 SETTEMBRE
Come avevamo da tempo programmato, ci prendiamo una breve pausa, dopo una “tirata”
ininterrotta di cinque mesi. Il blog riprenderà le pubblicazioni martedi 8 settembre, pronti a seguire le ultime due settimane precedenti le elezioni regionali.
Un grazie alle centinaia di amici, comunque la pensino, che ogni giorno visitano il nostro sito, anche dall’estero, gratificandoci del loro interesse.
Essere da 13 anni tra i primi blog di area in Italia, basando la nostra attività solo sul volontariato e senza guardare in faccia nessuno, con un impegno di aggiornamento costante delle notizie (20 articoli al giorno dal mattino a tarda sera, festivi compresi) è una sfida unica nel panorama nazionale
Orgogliosi di rappresentare una destra diversa, popolare, sociale, nazionale, antirazzista, solidale, legalitaria, attenta ai diritti civili
Un abbraccio a tutti e a presto.
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