Destra di Popolo.net

LE VITTIME DELLA MANOVRA: “MELONI FA CASSA CON NOI”

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

CHI PAGA IL CONTO: COSI’ I SOVRANISTI COLPISCONO IL WELFARE

La prima manovra di Giorgia Meloni tra caos, intoppi e bagarre, si contraddistingue per aver scontentato decine di categorie con misure peggiorative, discutibili e inique. Con un denominatore comune: senza scostamento di bilancio ha tagliato il più possibile facendo cassa sui contribuenti. Ecco chi ci ha perso di più.
Percettori del reddito “poveri l’uno contro l’altro”
L’intervento più discusso di questa manovra sul fronte sociale è il drastico taglio del Reddito di cittadinanza: per quelli considerati “occupabili” potrà durare solo sette mesi, quindi a luglio sarà tolto a 400 mila famiglie. Inoltre, i beneficiari saranno costretti ad accettare qualsiasi offerta di lavoro, anche non “congrua” e in qualsiasi zona d’Italia altrimenti lo perderanno anche prima della nuova scadenza naturale. “Vogliono cancellarlo invece di migliorarlo”, dice Emiliano Manfredonia, presidente delle Acli che fanno parte dell’Alleanza contro la povertà. “La parte che non funziona sono le politiche attive, va bene, ma ripensare il Reddito non vuol dire spaventare milioni di persone che – prosegue Manfredonia – non avranno più nulla dall’oggi al domani; è un’infrastruttura sociale di questo Paese, ormai è essenziale che esista una norma di questo tipo, poi va migliorata ma non deve essere un modo per mettere i poveri uno contro l’altro, facendo discorsi del tipo aumentiamo le pensioni minime e leviamo il Reddito di cittadinanza”.
Medici e sanitari “favori alla sanità privata”
Due miliardi in più al Fondo sanitario nazionale, di cui 1,4 miliardi solo per coprire i maggiori costi energetici, abbassano la previsione del rapporto spesa sanitaria pubblica/Pil al 6,1% nel 2023 contro il 6,2% del Def di Mario Draghi e contro almeno il 7% stimato per l’anno in corso, già in calo sul 2022, a distanza siderale da Francia e Germania (oltre il 9%) e dalla media Ue (7,9%). La destra di governo ha gettato la maschera, se un rilancio della sanità pubblica non era alle viste, oggi si allontana ancora. “Gli ospedali continueranno a svuotarsi di medici e a riempirsi di pazienti, si allungheranno le liste d’attesa e chi può sarà costretto a rivolgersi ai privati. Il primo punto è eliminare il tetto di spesa per il personale – osserva Pierino Di Silverio che guida il sindacato dei dirigenti medici Anaao-Assomed – altrimenti le aziende ove possibile continueranno ad affidarsi alle cooperative”, cioè ai medici a gettone. Sono saltati anche i 200 milioni di euro per le indennità da versare a medici e personale dei Pronto soccorso, che scoppiano per i limiti della sanità territoriale e degli stessi reparti ospedalieri, nonché i 10 milioni del Piano oncologico. Briciole, su cui però il ministro della Salute, Orazio Schillaci, si era impegnato e invece sconta il suo scarso peso di stimato “tecnico” ai tavoli in cui si decide. “Anche quest’anno abbiamo avuto le nostre palle di Natale”, ironizza sui social Fabio De Iaco, presidente della Società italiana di emergenza-urgenza.
Pensionati “Importi miseri La misura è un bluff”
Gli interventi sulla previdenza lasciano scontenti tutti. Sia le persone che sono già in pensione, sia chi ancora lavora e sperava nell’arrivo di norme per un’uscita più semplice. I primi sono stati colpiti dalla norma che riduce l’indicizzazione all’inflazione degli assegni a partire da quattro volte il minimo. “L’emendamento che doveva ripristinare il 100% fino a cinque volte il minimo di rivalutazione si è rivelato una bufala – ha detto Ivan Pedretti dello Spi Cgil – e si passa dall’80 all’85% con un taglio ulteriore per chi ha importi superiori”.
Deludenti vengono giudicate anche le nuove norme sull’età pensionabile. La nuova Quota 103 riguarderà una platea molto risicata, dice la Cgil, e ancora meno la nuova Opzione Donna, possibilità di uscita che viene spostata a 60 anni con sconti di un anno per ogni figlio. “Non ci convince l’inasprimento dei requisiti – dice Paolo Andreani, segretario generale Uiltucs – le lavoratrici hanno bisogno di maggiorazioni contributive per ogni figlio, non uno sconto contributivo per accedere a una pensione spesso misera e insufficiente”.
Superbonus “crisi profonda per imprese e lavoratori”
Nonostante la rivolta dei costruttori, migliaia di imprese in allarme, la stessa tenuta dell’economia del Paese, il governo Meloni ha tenuto il punto sul Superbonus che dal prossimo anno passerà dalla maxi detrazione del 110% al 90%. Resterà la quota massima solo per i condomini che hanno deliberato l’inizio lavori entro il 18 novembre (e avranno una proroga al 31 dicembre per la presentazione della Cilas). “Senza la misura l’edilizia rischia di affrontare una profonda crisi. Stiamo parlando di migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori che rischiano di saltare. Questo non è ammissibile”, spiega il segretario della Filca Cisl, Enzo Pelle. Preoccupazioni che si aggiungono a quelle di Alessandro Genovesi, leader della Fillea Cgil: “Queste novità penalizzeranno le abitazioni dei ceti meno abbienti, quelli che sono partiti per ultimi e che ora non si potranno permettere di anticipare il costo dei lavori e attendere il rimborso nella dichiarazione dei redditi”. L’accusa del governo è rimasta sempre la stessa: aver creato un “buco da 38 miliardi”. “Questi interventi correttivi causeranno gravi perdite economiche per moltissimi proprietari e un enorme contenzioso fra condomini, imprese, amministratori, professionisti, oltre che con la stessa Agenzia delle Entrate”, sottolinea il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani.
Precari “spazio al caporalato”
Sul fronte del precariato, il governo non è intervenuto per ridurlo, ma per aumentarlo. La manovra estende l’uso dei voucher (ridimensionato nel 2017 dal governo Gentiloni) nei settori del turismo, commercio, discoteche e night club. “Questo ampliamento e rafforzamento nei settori più fragili renderà più precarie e ricattabili soprattutto le donne. Sono a rischio tutele come la maternità, i congedi parentali, la malattia e l’infortunio”, commenta Paolo Andreani, segretario generale Uiltucs. Quanto all’agricoltura, dopo le proteste dei sindacati il governo ha introdotto il “lavoro occasionale agricolo”, una tipologia che garantisce tutele migliori rispetto ai voucher, ma la Flai Cgil definisce ancora insufficiente, anche perché si può applicare per massimo 45 giorni all’anno: “Nelle pieghe della semplificazione per le aziende – dice Giovanni Mininni, segretario Flai Cgil – temiamo che si aprano nuovi spazi allo sfruttamento e al caporalato. Per citarne una: che senso ha fare un contratto di lavoro che dura tutto l’anno a un giovane studente o a un pensionato e poi chiamarlo a lavorare fino a 45 giornate al massimo? Vista la diffusa irregolarità del settore, risulta difficile pensare che non ci siano tanti che possano approfittarne”.
Professori “Tagli alle scuole pubbliche, aiuti alle private”
Sulla scuola, la manovra prevede il dimensionamento delle istituzioni scolastiche che si riducono di 700 unità nei prossimi anni (al ritmo del 2% in meno per 7 anni). Questo significa maggiori accorpamenti degli istituti, minore autonomia, razionalizzazione dei dirigenti e in ultima battuta anche delle strutture. In parole semplici, c’è il rischio per gli studenti che i servizi siano meno efficienti. Vengono anche scavalcate le Regioni: se non si trova un accordo sulle modalità di questi cambiamenti, sarà il governo a farlo. Di contro si assegnano 30 milioni l’anno per tre anni alle scuole paritarie come “contributo”. A protestare contro il governo sono i dirigenti, scontenti per il mancato adeguamento delle loro retribuzioni ai livelli degli altri manager pubblici: “È necessario che si onorino gli impegni presi dal governo con l’allora ministro Fedeli, con cui fu avviato il processo perequativo mai portato a termine – ha detto Attilio Fratta, presidente nazionale di Dirigentiscuola – Le condizioni retributive dei dirigenti sono a dir poco vergognose rispetto ai dirigenti amministrativi, a fronte di un carico di lavoro incomparabile”. Anche per le università e gli istituti superiori non statali legalmente riconosciuti viene innalzata dal 20% al 30% (come previsto per le università statali) la quota massima di risorse destinata a fini premiali per la qualità della didattica e della ricerca. Insomma, niente per la scuola pubblica (anzi tagli) ma nuovi aiuti per le private.
Dipendenti Pa “Binario morto per il settore”
Tra i perdenti della manovra non possono mancare i dipendenti della Pa. Per mettere una toppa alla mancata proroga dei contratti, è stato previsto un incremento dello stipendio dell’1,5% che dovrebbe far fronte alla perdita di salario dovuta all’inflazione. “È di tutta evidenza come questa mancetta sia del tutto inaccettabile a fronte di un’inflazione annua che solo per il 2022 si attesta intorno al 10%”, commenta Marco Carlomagno, segretario generale Flp. Un aumento una tantum che offre i frutti più ricchi ai dirigenti, mentre per il grosso dei dipendenti pubblici l’aumento è di circa 30 euro lordi al mese. I risparmi di spesa per il 2023, circa 3 miliardi, sono stati utilizzati altrove. “Sono risposte inadeguate di fronte alle emergenze che stanno dilaniando le pubbliche amministrazioni”, commenta la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Che aggiunge: “Così i redditi da lavoro dipendente rimarranno costanti nei prossimi anni, che a inflazione galoppante vorrà dire perdere salario, e che la spesa per il personale decresce, quindi niente assunzioni”. Insomma, il settore pubblico rischia di finire su un binario morto, le amministrazioni pubbliche sono tante e diverse hanno bisogno di personale, risorse e strumenti organizzativi per governare innovazione e digitalizzazione.
Polizia penitenziaria “condizioni indegne”
Nelle scorse settimane, il governo Meloni è riuscito a far arrabbiare anche i sindacati della polizia penitenziaria per il taglio di 36 milioni da qui al 2025 sul bilancio del Dap, 9,57 milioni solo nel 2023, su una dotazione complessiva per le carceri che nel 2021 ha superato i 3 miliardi e vale oltre il 30% dei fondi per la Giustizia. Altri tagli per oltre 1,5 milioni riguardano la Giustizia minorile. “Speravamo che dopo i proclami e le parole della premier durante il discorso per la fiducia, le cose sarebbero cambiate. E invece no, le condizioni in cui lavora il personale continueranno a essere indegne”, diceva Gennarino Di Fazio, a capo della Uil penitenziari. Il settore soffre notevolmente: solo pochi giorni fa l’ennesimo detenuto suicida ha portato il totale a 82, mai accaduto da 20 anni a questa parte. “Ci hanno detto dalla Presidenza del Consiglio che i tagli sarebbero stati cancellati”, confida invece Giovanni Battista del Sappe, sindacato autonomo certo non ostile alla destra. C’è peraltro l’impegno, già previsto, ad aumentare la pianta organica: 250 agenti in più all’anno, mille in quattro anni, rafforzeranno l’organico oggi di 37 mila. “Con le assunzioni straordinarie nel 2025 dovremmo arrivare a poco più di 42 mila”, dice Durante. Anche la Fp Cgil, critica sui tagli, è parzialmente soddisfatta.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

IL SOCIOLOGO DE MASI: “ADDIO REDDITO DI CITTADINANZA, SARA’ UN BOOM DI MANOVALANZA PER I CLAN”

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

“DURIGON NON SA DI COSA PARLA, UNA BALLA CHE GLI OCCUPABILI TROVINO LAVORO IN SETTE MESI”

Dopo aver ridotto da otto a sette mesi il periodo in cui i beneficiari del Reddito di cittadinanza avranno diritto al sussidio il governo voleva – ma a quanto pare non ci sono riusciti – togliere il concetto di “congruità” alla prima offerta che – rifiutata – farebbe perdere il diritto al beneficio. Domenico De Masi, sociologo del Lavoro, cosa ne pensa?
“Per fortuna la congruità è rimasta alla fine”.
Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha detto però che le competenze non devono valere e che un laureato deve pure accettare di fare il lavapiatti
“Certo che l’avvocato deve fare il lavapiatti ma Durigon può stare sereno perché questo avviene già da tempo. In Italia su 100 laureati dopo tre anni dalla laurea solo 52 trovano posto, mentre 48 sono disoccupati e sono costretti a fare di tutto. A prescindere dal Reddito di cittadinanza in Italia il problema vero è che il lavoro non c’è. Durigon è uno che sta alla sociologia del Lavoro come io sto all’atletica leggera. Non sa nulla. Non è perché è uno diventa sottosegretario è anche necessariamente competente. Faccia un corso di formazione pure lui e poi parli di queste cose. Tanto prende più del Reddito di cittadinanza”.
La premier Giorgia Meloni ha detto che lo Stato non può pagare chi aspetta il lavoro dei sogni.
“Ma chi è che aspetta il lavoro dei sogni? Ognuno vorrebbe il lavoro reale. Il Reddito di cittadinanza serve per far sopravvivere quelli che in questo momento non avrebbero nessun modo per campare. Si possono pure fare i corsi di formazione però bisogna mangiare nel frattempo. Ma tanto questi corsi non si faranno mai. Già tutto quello che propongono loro: cercare un altro lavoro, fare i corsi di formazione, fare otto ore alla settimana di lavoro gratuito per il Comune, era già previsto. Centinaia di percettori che hanno avuto il Reddito di cittadinanza in Toscana hanno lavorato per i Comuni. In Campania questo non è accaduto perché i Comuni non erano organizzati e non li hanno mai chiamati. Non dipende solo dal percettore del Reddito di cittadinanza trovare lavoro ma anche dalle strutture che gli stanno intorno. La stessa cosa vale per i Centri per l’impiego che non chiamano i percettori perché non ci sono offerte di lavoro”
Eppure la Meloni dice che ci sono lavori e anche dignitosi.
“Ci saranno pure ma magari non sono adatti per quelli che li cercano. Se uno fa il barbiere e c’è un lavoro per fare il calzolaio come si fa? Se sono disoccupato e c’è un lavoro per fare il chirurgo neurologico e io sono avvocato per me il lavoro non c’è. Qui stanno scomparendo i cardini del lavoro. Il lavoro è una cosa che si impara ma ci vogliono anni. Chi ha imparato una cosa non ne sa fare un’altra. Per convertirsi ci vuole tempo. E mi faccia dire un’altra cosa”.
Prego
“Congruità significa diverse cose. Congruo rispetto al mio fisico: se ho superato una certa età non ho la forza di fare un lavoro che può fare per esempio un 20enne. Se sono a Palermo e cerco lavoro come panettiere non mi si può offrire un lavoro da imbianchino a Milano. La Meloni dice che bisogna formarlo. Bene formiamolo per fare l’imbianchino ma nel frattempo dobbiamo dargli da mangiare. Il problema è più generale. Loro non si sono messi nei panni dei percettori. Ma in quelli di un governante che cerca soldi per fare altro. E quindi li toglie ai più deboli che secondo loro non si ribellano. Non li tolgono ai ministri, ai deputati, ai direttori generali dei ministeri ma li tolgono ai più fragili, ai sottoccupati, a persone che non hanno nemmeno la terza media o la quinta elementare. Che hanno difficoltà a trovare un posto di lavoro. E quindi non hanno voce. Ci vorrebbero dei partiti, dei sindacati che danno loro voce. Come stanno facendo i 5Stelle e come a suo tempo faceva Enrico Berlinguer”.
Il governo stabilisce che per i beneficiari del Reddito di età compresa tra 18 e 29 anni che non hanno terminato la scuola dell’obbligo l’erogazione del beneficio è condizionata all’iscrizione e alla frequenza di percorsi di formazione o comunque funzionali all’adempimento dell’obbligo scolastico.
“Questo va benissimo. Ma il fatto è che non ci sono i corsi di formazione. Il vero problema che loro stanno portando avanti è togliere queste attività allo Stato in modo che possano farle le agenzie private. Questo è l’unico scopo. Invece di potenziare Centri per l’impiego pubblici e seri come sono in Germania vogliono agevolare i privati. L’unico tentativo di rafforzare i Centri per l’impiego è stato quello dei navigator che hanno fatto fallire. Dicono di voler rafforzare le politiche attive e intanto licenziano 3000 giovani selezionati e formati per questo”.
Che conclusione trarre da tutto questo?
“Le destre stanno dando prova di non saper governare. Tutti all’inizio fanno gaffe ma loro ne stanno facendo a bizzeffe. I risparmi ottenuti tagliando il Reddito di cittadinanza sono quattro soldi rispetto al problema del lavoro. Non ci fanno niente. Il grosso dei percettori è fatto da un esercito di tre milioni che non possono lavorare: minori, vecchi e disabili. Che, secondo quanto ha detto il governo, non verranno esclusi dal sussidio. Poi ci sono 174mila persone che lavorano ma che ricevono salari così vergognosamente bassi che rimangono poveri e che ricevono il Reddito di cittadinanza come integrazione. Ebbene non si sa nulla di quale fine faranno questi lavoratori poveri. La soluzione per loro ci sarebbe: la legge sul salario minimo. E poi ci sono 740mila persone considerate occupabili ma questo non vuol dire che potrebbero fare il chirurgo. Non sono bocconiani, hanno, ripeto, la quinta elementare, magari non lavorano da due-tre anni. Sono queste persone che il governo vorrebbe abbandonare tra sette mesi. Se poi la Meloni è capace a trovar loro lavoro entro luglio ben venga. Ma è una gigantesca balla questa”.
Togliere il sussidio agli occupabili a luglio significa renderli disponibili per i lavori stagionali?
“Vuol dire renderli disponibili come manovalanza della mafia, della camorra, della ‘ndrangheta. Il governo sta facendo un grande favore alla criminalità organizzata. È un governo pasticcione e cinico nei confronti dei poveri. E non si capisce perché. Cosa fa sì che uno si accanisca in questo modo contro i poveri. Si tratta di cinismo morale. Ma scommetto che alla fine il Reddito di cittadinanza resterà, cambieranno nomi, ma non verrà smantellato. È l’unica cosa intelligente che c’è”.
(da lanotiziagiornale.it)

argomento: Politica | Commenta »

MELONI ORA CAMBIA IDEA E APRE ALLA RATIFICA DEL MES PER EVITARE SCAZZI CON BRUXELLES E SALVARE IL PNRR

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

TRE ANNI DI CHIACCHIERE, ORA LA SVOLTA PER CONVENIENZA

Ora dice che “il tema della riforma del Mes non è il grande tema”. E quanto però sia temerario, il candore con cui Giorgia Meloni afferma questa apparente banalità, lo rivela un deputato leghista che nel cortile di Montecitorio mostra un video d’antan.
Eccola, l’allora capa di FdI, prendere, furente, la parola in Parlamento: “Sottoscrivo le parole del collega Claudio Borghi. Con questa riforma, una nazione come l’Italia accetta di versare miliardi per salvare le banche tedesche in vista della Brexit”. Era il 28 novembre del 2019.
Tre anni dopo, la svolta, per la premier, è obbligata. Troppo alto il rischio di compromettere, con una cocciuta opera di sabotaggio sul Mes, il resto delle partite europee, a partire dal Pnrr. Ma è talmente rocambolesca, la capriola, che rischia di non essere indolore. Dallo staff di Matteo Salvini, ieri, dispensavano serenità: “Siamo come sempre d’accordo con la presidente!”. Uno zelo che tradisce i timori per il montare del risentimento nell’ala barricadera del partito.
Quella che appunto, con Borghi e Bagnai, ha già fatto sapere di non aver cambiato idea, che in Parlamento “occorrerà votare no alla ratifica”.
All’opposto di chi, in FI, rivendica invece il merito di aver indicato per tempo la strada. “Non ho mai dubitato che, da premier, Meloni avrebbe detto che la ratifica del Mes non è un problema: questo non può che farmi felice”, sorride Giorgio Mulè. “E’ la conferma che avevamo ragione a dire che si poteva procedere senza correre i rischi della troika. Perché ratificare non significa pigliare”. E l’imbarazzo della Meloni starà proprio in questo, ora. Nel suo dover condividere il buon senso di Mulè, ma nell’essere idealmente assai più vicina a Borghi.
Perché, negli anni, la leader di FdI ha sempre condannato la riforma del trattato di per sé. “Ci sono rischi enormi che l’Italia corre solamente per il fatto di sottoscrivere questo trattato, indipendentemente dalla possibilità che vi si acceda”, diceva il 9 dicembre del 2019, durante una manifestazione convocata davanti al Parlamento europeo per “dire ai signori di Bruxelles che l’Italia non è il bancomat d’Europa”. Perché, insisteva Meloni, “qui si credono che siamo cretini”. E invece a le non la si faceva mica: “E’ chiaro che con questa modifica – quella, cioè, che ora andrebbe ratificata – il Mes diventa un meccanismo perverso: una resa incondizionata dell’Italia agli interessi della Germania”.
(da il Foglio)

argomento: Politica | Commenta »

INTERVISTA AL MAGISTRATO GRATTERI: “SBAGLIAI A CREDERE A MELONI, TRADITE LE PROMESSE SU MAFIA E CORRUZIONE”

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

“RISCHIAMO ENORMI PASSI INDIETRO, BASTA FAKE SUI PM”

“Quando Giorgia Meloni si è insediata, ha indicato la lotta alla criminalità organizzata come una delle priorità del suo governo. Nonostante io non sia più un ‘giovane magistrato’, ci avevo creduto: ma evidentemente ho sbagliato”. Così reagisce Nicola  Gratteri, procuratore di Catanzaro, alle scelte del governo sulla giustizia.
Procuratore, mentre in Italia stanno smontando gli strumenti di contrasto alla criminalità (le intercettazioni in primo luogo), i magistrati del Belgio (anche grazie alle intercettazioni) hanno scoperto l’incredibile sistema di tangenti e corruzione dentro il Parlamento europeo. Lei si è meravigliato dello scandalo Europa-Qatar?
Mi meraviglio che altri si meraviglino. Il decadimento etico e morale della società civile, soprattutto di quella del mondo occidentale, è palese e riguarda tutte le categorie. Ma che la politica si scandalizzi oggi è quasi fastidioso; quello di cui la collettività ha bisogno è un impegno serio per adottare, anche a livello europeo, leggi idonee a contrastare questi fenomeni.
Ma non le sembra che in Italia stiano facendo esattamente il contrario?
Le intercettazioni sono un fondamentale e insostituibile mezzo di ricerca della prova. E non solo per il contrasto alla criminalità organizzata, ma anche per il contrasto alla criminalità comune, soprattutto in materia di reati contro la Pubblica amministrazione. Limitare l’uso delle intercettazioni ha un solo effetto: ostacolare la lotta alla criminalità, impedendo che sistemi come quello del cosiddetto Qatargate (al di là delle singole responsabilità che dovranno essere vagliate) vengano scoperchiati; significa non volere stare dalla parte dei cittadini onesti.
Ritiene che gli strumenti investigativi italiani per il contrasto alla criminalità siano idonei, in materia di intercettazioni, anche in confronto a ciò che fanno gli altri Stati?
In Italia negli ultimi anni non si è investito adeguatamente per dotare le forze di polizia di personale preparato da un punto di vista tecnologico e di risorse strumentali. La criminalità è in continua evoluzione e ricorre a strumenti tecnologici sempre più avanzati, come i cosiddetti “criptofonini”. Recentemente, molti quotidiani hanno pubblicato gli esiti di indagini ove gli investigatori hanno “bucato” questi apparati, che i criminali ritenevano non intercettabili. Ebbene questo lavoro, di fondamentale rilevanza investigativa, lo hanno fatto la Francia, l’Olanda, il Belgio, ma non l’Italia. Mentre gli altri Paesi vanno avanti, noi decidiamo di fare passi indietro, addirittura limitando le intercettazioni. Ma come si pensa di contrastare la criminalità? Si dice tanto che si vuole tornare alle indagini tradizionali. Ma secondo voi, per esempio, la corruzione si prova con accertamenti bancari o documentali? Oggi, contratti di consulenza regolarmente fatturati possono mascherare fenomeni di corruzione. Senza intercettazioni come provo gli accordi tra le parti? Come pensate che abbiano operato i magistrati belgi? Con le indagini tradizionali?
Sulla pubblicazione delle intercettazioni invece che cosa pensa?
Sulla limitazione delle pubblicazioni sono d’accordo, ma lo dico da sempre. È giusto che le trascrizioni non rilevanti non siano pubblicate per ragioni di privacy. Ma c’è già una legge, in vigore dal 1° settembre 2020, che lo prevede ed è molto stringente. Se poi vengono pubblicate telefonate segrete, il danno viene fatto principalmente a chi indaga. Ma c’è una cosa che deve essere ben chiara.
Quale?
La continua colpevolizzazione e demonizzazione del pubblico ministero. Sono veramente stanco di sentire questi continui attacchi ai pm come se lo scopo delle Procure fosse quello di andare alla ricerca di gossip e raccogliere notizie da pubblicare sui giornali, dimenticando che i pm chiedono e i giudici decidono se intercettare, e quindi esiste un vaglio per il lavoro dei primi. In magistratura, come in tutte le categorie, c’è la mela marcia, ma questa è la patologia. Procure e Tribunali lavorano seriamente per contrastare la criminalità e per dare giustizia, senza guardare in faccia a nessuno.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha detto che le intercettazioni costano troppo, che bisogna limitarne l’uso anche a causa dei costi elevati.
Guardi, tra tutti i mezzi di ricerca della prova, al netto, è quello meno caro, oltre a essere quello che assicura la raccolta “del dato” nella forma più oggettiva. Qualche anno fa, grazie a una commissione istituita proprio presso il ministero della Giustizia, della quale ho fatto parte, si è giunti ad accordi che hanno consentito di abbattere moltissimo i costi delle intercettazioni. Se si vuole risparmiare denaro, anzi se si vuole recuperare denaro, ci sono ben altri modi. Se il ministro vuole, potrà facilmente verificare che le spese maggiori non sono quelle per le intercettazioni, ma quelle per la custodia dei beni sequestrati, quelle per i risarcimenti dovuti a causa della irragionevole durata del processo, quelle per le amministrazioni giudiziarie e molte altre sulle quali non solo bisognerebbe intervenire, ma sarebbe doveroso intervenire. Ma di questo nessuno parla.
La lotta alle mafie è nell’agenda politica di questo governo?
Quando Giorgia Meloni si è insediata, l’aveva indicata come una priorità. Ci avevo creduto, ma evidentemente ho sbagliato. Allo stato non mi pare sia stato fatto nulla in positivo, ma soprattutto – se è vero quello che sento e che leggo sui giornali – si rischia di fare enormi passi indietro. Limitare la possibilità di applicare misure cautelari, limitare le intercettazioni, separare le carriere: sono tutte riforme in aperto contrasto con la lotta alla criminalità organizzata.
Che cosa si dovrebbe fare invece?
Prima cosa: riempire gli organici dei magistrati, dei cancellieri, delle forze di polizia. Oltre a questo, moltissime altre riforme si possono adottare, la maggior parte a costo zero. Ma sono anni che le enumero e sono anni che nessuno mi ascolta. Non credo, quindi, che sia utile ripeterle ancora.
Per lei che futuro vede? Hanno bocciato la sua candidatura a dirigere il Dap, ossia l’amministrazione penitenziaria.
Non so dove andrò in futuro e comunque non credo interessi a molti sapere quale sarà la mia sorte. Le posso dire che nei giorni scorsi sono stati pubblicati alcuni posti che si sono resi disponibili; credo che farò la domanda come procuratore generale di Roma. Comunque penso che per qualunque eventuale cambiamento ci vorrà ancora un po’ di tempo: il Consiglio superiore della magistratura deve decidere molti altri posti, quello di procuratore di Firenze, per esempio, è vacante da un anno e ci sono almeno altri 20-30 posti direttivi o semidirettivi che devono essere decisi con urgenza visto che il presidente Sergio Mattarella ha più volte chiesto di seguire l’ordine cronologico delle vacanze di organico. Vedremo, io non ho fretta: come ho detto tante volte, se potessi, non lascerei mai la Calabria.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

IN SERIA A DEGLI SPONSOR “OCCULTI”

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

L’OMBRA DI MOSCA SUGLI AFFARI MILIONARI DEI CLUB

Le società del massimo campionato italiano continuerebbero a fare affari con un’agenzia di scommesse sportive con legami opachi con la Russia. Unico club ad aver rescisso il contratto per la guerra in Ucraina sarebbe stato solo l’Atalanta, secondo le anticipazioni su un servizio di Report che andrà in onda lunedì 26 su Rai3
Nonostante il Decreto Dignità vieti gli spot su società del settore del gioco d’azzardo durante le partite di Serie A, i club sarebbero riusciti ad aggirare la norma per chi guarda i mach all’estero. Sul il Fatto Quotidiano, Lorenzo Vendemmiale anticipa alcuni dettagli della puntata di Report che andrà in onda su Rai3 il prossimo 26 dicembre, citando per esempio il caso del bookmaker online 1XBet.
Si tratta di un colosso delle scommesse sportive da un milione di clienti in tutto il mondo, il cui logo sarà visibile dagli spettatori che guarderanno, dall’estero, il match tra Inter e Napoli che avrà luogo il prossimo 4 gennaio. Non è tuttavia chiaro chi vi sia a capo: un’inchiesta giudiziaria ha infatti rintracciato tre imprenditori russi a Cipro come beneficiari, ma si configurerebbe come «una specie di franchise», dato in gestione in Paesi diversi ad aziende diverse.
Dubbi sui legami con Mosca
La sua genesi non risulta priva di ombre. La società detentrice di una delle licenze per esempio è stata colpita da una sentenza di bancarotta. Un’altra controversia ha avuto luogo a Kiev, dove il bookmaker avrebbe provato ad aprire un business ottenendo una licenza attraverso una società locale, poi revocata dal governo. Anche in Italia non sarebbe riuscita a ottenere le dovute autorizzazioni, almeno fino a qualche settimana fa. A gestire il sito italiano, con regolare licenza dei Monopoli, è la Cmobet Srl, azienda oggi di proprietà spagnola, ma fino a pochi mesi fa cipriota. Nel Cda era presente un manager della stessa cittadina dei tre imprenditori russi. Altrettanto opachi risultano i rapporti con la Lega calcio. 1XBet, infatti, sarebbe partner della Serie A dal 2018, attraverso l’advisor Interregional Sports Group, a cui la Lega Calcio ha venduto uno spazio commerciale poi appaltato al bookmaker. Oggi l’accordo vale circa 12 milioni l’anno. Difficile, tuttavia, capire i legami che legano il colosso al governo russo: sebbene siano stati negati i rapporti con Mosca, e anzi 1XBet sarebbe perseguito in Russia, sul posto continuerebbe ad agire indisturbato il suo clone legale 1XStavka.
Il caso Liga Stavok
Assieme a un altro sponsor, Liga Stavok, un bookmaker ufficiale di Mosca che appare all’estero sui campi della Serie A, rispetto a cui la Federcalcio ucraina ha scritto una lettera di protesta. Ma in questo caso tutto ruoterebbe attorno a rapporti individuali di sponsorizzazione di alcuni club, attraverso un altro intermediario, Infront. Le squadre nel contratto, citate da il Fatto Quotidiano, risultano essere: Lazio, Torino, Udinese, Sampdoria, Empoli, Verona, Lecce, Spezia, e Salernitana. Solo una, l’Atalanta, quando è scoppiata la guerra ha chiesto di essere esclusa dai ricavi. Da gennaio, la trasmissione sarà circoscritta al territorio russo. Ciononostante, anche se attraverso una triangolazione, la sponsorizzazione russa continua. Questo in violazione del divieto, imposto con il Decreto Dignità del 2018, di qualsiasi forma di pubblicità relativa al gioco d’azzardo. Non unicamente per tutelare i consumatori, ma anche perché, fatte le dovute eccezioni, il settore non brilla per trasparenza.
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

DRAGHI: “VOLEVO RESTARE, MA NON L’HANNO CONSENTITO”

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

“MELONI SUI RITADI NEL PNRR? ABBIAMO RISPETTATO TUTTI GLI OBIETTIVI, COME CERTIFICATO DALLA UE”

L’ex premier si chiama fuori da possibili impegni istituzionali in Italia o all’estero, almeno per ora. E per la prima volta commenta gli ultimi giorni del suo governo, prima della crisi
Da «nonno al servizio delle istituzioni», Mario Draghi oggi si accontenta di esserlo per i suoi quattro nipoti e non sembra aver alcuna intenzione, almeno per ora, di tornare a disposizione per incarichi istituzionali. Intervistato da Antonio Polito sul Corriere della Sera, l’ex premier dice di volersi godere «il diritto dei nonni di poter scegliere cosa fare. Anche per questo – ha aggiunto – ho chiarito che non sono interessato a incarichi politici o istituzionali, né in Italia né all’estero».
Per la prima volta Draghi torna sui motivi che hanno fatto cadere il suo governo, provando a scacciare le teorie secondo cui fosse stato lui a staccare la spina al governo perché ormai stufo: «Se guardo alle sfide raccolte e vinte in soli venti mesi di governo, c’è da sorridere a chi ha detto che me ne volessi andare, spaventato dall’ipotetico abisso di una recessioni che fino a oggi non ha trovato riscontro nei dati».
Draghi dice che sarebbe «rimasto volentieri per completare il lavoro, se mi fosse stato consentito». La caduta semmai è arrivata da condizioni esterne all’esecutivo: «Il governo si poggiava sul consenso di una vasta coalizione, che aveva deciso di mettere da parte le proprie differenze per permettere all’Italia di superare un periodo di emergenza. Non avevo dunque un mio partito o una mia base parlamentare. A un certo punto, la volontà dei partiti di trovare compromessi è venuta meno, anche per l’avvicinarsi della scadenza naturale della legislatura».
I consigli a Meloni
Sul governo guidato da Giorgia Meloni, Draghi non si sbilancia, per quanto qualche velata polemica tra i due non è mancata ad esempio sui presunti ritardi nella progettazione del Pnrr. L’ex premier evita commenti, «soprattutto dopo così poco tempo», ma per l’attuale presidente del Consiglio riserva ancora qualche consiglio: «Giorgia Meloni ha dimostrato di essere una leader abile e ha avuto un forte mandato elettorale. Occorre stare attenti a che non si crei di nuovo un clima internazionale negativo nei confronti dell’Italia. Mantenere saldo l’ancoraggio all’Europa è il modo migliore per moltiplicare il nostro peso internazionale. Penso anche che si debba sempre mantenere aperto il confronto con le parti sociali, con gli enti territoriali, con il terzo settore. Un confronto ispirato al dialogo, all’ascolto, alla disponibilità».
L’eredità dei ritardi sul Recovery plan
E anche sulle polemiche per i ritardi ereditati dal nuovo governo, Draghi evita lo scontro con qualche puntualizzazione: «Abbiamo rispettato tutti gli obiettivi dei primi due semestri, come ha certificato la Commissione europea. Questo è l’unico indicatore da cui dipende l’erogazione dei fondi, che infatti è avvenuta in modo puntuale – spiega l’ex premier – Mi avrebbe fatto piacere completare il lavoro che avevamo portato avanti, e qui mi riferisco in particolare agli obiettivi del secondo semestre di quest’anno: ne abbiamo raggiunti circa metà nel tempo che ci è stato dato. I rimanenti obiettivi sarebbero certamente stati raggiunti prima della fine di questo semestre, come è avvenuto nei due semestri precedenti. Credo che il governo attuale sia altrettanto impegnato, e non ho motivo di dubitare che raggiungerà tutti gli obiettivi previsti e necessari per la riscossione della terza rata».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

I MACELLAI DI PUTIN: IL “NEW YORK TIMES” SMASCHERA I RESPONSABILI DEI CRIMINI DI GUERRA COMMESSI A BUCHA, A NORD-OVEST DI KIEV, DOVE CIRCA 400 PERSONE FURONO UCCISE A SANGUE FREDDO E I LORO CADAVERI BUTTATI IN FOSSE COMUNI

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

UNA DELLE UNITÀ CHE SI SAREBBE MACCHIATA DEI CRIMINI PIÙ FEROCI È IL 234ESIMO REGGIMENTO PARACADUTISTI, COMANDATO DAL COLONNELLO ARTYOM GORODILOV… IL QUOTIDIANO AMERICANO È RIUSCITO A RISALIRE ALLE IDENTITÀ DEI MILITARI DEL REGGIMENTO

Li vedevamo arrivare nella capitale ucraina quei poveri sfollati che scappavano dai soldati russi in marzo. Spaventati, infreddoliti, con i bambini per mano, cani e gatti con loro, poche povere cose a tracolla raccolte in fretta e furia. Fuggivano da posti come Bucha, Irpin, Hostomel e tanti altri villaggi alle porte di Kiev.
Un mese dopo, ai primi di aprile, specie a Bucha, scoprimmo l’orrore dei cadaveri abbandonati per la strada: il vecchio vicino alla sua bicicletta riverso sul marciapiede con il cibo sparso sul selciato, i giovani uomini morti con le mani legate dietro la schiena, il sangue appena rappreso vicino alle tracce dei cingoli dei carri armati, le fosse comuni scavate di fresco, le abitazioni svaligiate e trasformate in bivacchi. Soprattutto c’erano le auto crivellate di colpi, con le valigie aperte, gli orsacchiotti di peluche sui sedili posteriori, vestiti da donna inzaccherati di fango, bagnati dalla pioggia.
Si parlò subito di «crimini di guerra», Putin negava, accusava la «propaganda nemica» di falsificare la realtà, anche in Italia ci fu chi accusò i giornalisti di essere strumento dei portavoce ucraini. Ma era tutto lì, concreto e crudo davanti ai nostri occhi. Sin dai primi giorni dall’inizio dell’invasione voluta da Putin fu evidente che la macchina militare russa non aveva fatto i conti con la modernità della guerra, con i social media, i sistemi satellitari, la possibilità di monitorare le conversazioni telefoniche tra soldati, le loro chiamate alle famiglie.
«I russi sono talmente primitivi che utilizzano le mappe geografiche della Seconda guerra mondiale e tra loro parlano con i cellulari, che oggi persino i nostri studenti tra i volontari al fronte possono ascoltare», dicevano i comandi ucraini. Gli abusi contro i civili erano insomma documentabili con accuratezza.
E ora il New York Times rimette insieme i pezzi di quel puzzle dell’orrore. Lo fa utilizzando i filmati delle telecamere locali, i racconti dei sopravvissuti, i video dei droni diffusi dai volontari, le memorie dei reporter sul posto. In particolare, le persone uccise a Bucha furono circa 400 e il giornale americano documenta con accuratezza le ultime ore di almeno 36 di loro.
La maggioranza delle vittime sono maschi di età compresa tra i 15 e 65 anni. Una delle unità che pare si sia macchiata dei crimini più feroci e prolungati è il 234esimo reggimento paracadutisti comandato dal colonnello Artyom Gorodilov. Sin dall’invasione le unità sul campo misero in pratica una politica di sistematica aggressione contro chiunque, anche tra i civili, potesse venire percepito come ostile. E i tanti che indugiarono prima di fuggire, nel tentativo di portare con loro i genitori anziani o malati, furono uccisi senza pietà.
(da il “Corriere della Sera”)

argomento: Politica | Commenta »

IL TRIBUNALE DI ROMA DA’ RAGIONE A FACEBOOK: “AVEVA IL DOVERE DI RIMUOVERE I CONTENUTI DI CASAPUND”

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

LA PAGINA E’ OSCURATA

«Questo contenuto non è al momento disponibile». E’ il messaggio che appare se si prova a consultare la pagina Facebook di Casapound, che è completamente oscurata.
Il tribunale di Roma, infatti, nei giorni scorsi ha riconosciuto il diritto di Meta a nascondere la vetrina social del movimento neofascista, poiché questo istiga all’odio sociale e non rispetta i diritti fondamentali della persona, tra cui, ad esempio, la dignità umana.
Secondo i giudici, «i discorsi d’odio, poiché in grado di negare il valore stesso della persona così come garantito agli articoli 2 e 3 della Costituzione, non rientrano nell’ambito della tutela della libertà di manifestazione del pensiero».
In sostanza, secondo il tribunale, Casapound istiga all’odio e così facendo, oltre alla costituzione, viola il contratto che tutti gli utenti stipulano quando si iscrivono a Facebook che quindi «aveva il dovere di rimuovere i contenuti», prosegue la sentenza.
Dopo tre anni, si arriva dunque all’ultimo atto della diatriba tra Casapound e Meta. La compagnia di Mark Zuckerberg, infatti, a settembre 2019 aveva rimosso le pagine Instagram e Facebook di Casapound, Forza Nuova, Gianluca Iannone, Simone De Stefano e Roberto Fiore, spiegando che «chi diffonde odio non trova posto nelle nostre pagine gli account che abbiamo rimosso violano la nostra poolicy a tutela della libertà individuali». Un‘ordinanza cautelare provvisoria di segno opposto era stata emessa nel 2019 dallo stesso tribunale di Roma, ma è stata ribaltata dall’ultima sentenza.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

PROCESSO SALVINI, OPEN ARMS SUL SOMMERGIBILE DELLA MARINA: “COLPEVOLE DI OMISSIONE DI SOCCORSO”

Dicembre 24th, 2022 Riccardo Fucile

LA ONG PRESENTA ESPOSTO ALLA PROCURA DI ROMA PER ACCERTARE LE RESPONSABILITA’ DEL SOTTOMARINO NEL CORSO DELLE OPERAZIONI DI SALVATAGGIO NELL’AGOSTO 2019

“La procura di Roma valuti se il sottomarino che si è limitato a intercettare Open Arms durante un’operazione di soccorso sia colpevole di omissione di soccorso”. È quanto chiedono i legali dell’ong spagnola in un esposto presentato ieri, alla luce del materiale depositato al processo che vede imputato l’attuale ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
Su richiesta del suo legale, l’avvocato Giulia Bongiorno, nel corso delle ultime udienze sono finiti agli atti del processo che vede il capo politico della Lega imputato per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio gli audio e i video registrati nel corso di una delle operazioni di salvataggio effettuate dalla nave ong nell’agosto 2019.
Ma quel materiale, sottolineano da Open Arms, dimostra che il sottomarino della Marina militare, il SMG Venuti, “si limitò a documentare con filmati e foto le operazioni di soccorso, senza fornire aiuto e senza segnalare alle autorità competenti la presenza di un’imbarcazione in difficoltà”.
E quella soccorsa lo era, senza dubbio.
Anche nei video registrati dal sottomarino si vede chiaramente, in più ad affermarla c’è una relazione tecnica disposta dalla Procura, da cui “appare chiaro come l’imbarcazione di legno fosse in condizioni precarie e di sovraffollamento e costituisse dunque un pericolo per la vita delle persone che vi erano a bordo”.
Una violazione palese delle leggi del mare e delle convenzioni internazionali, a detta dell’ong, che adesso tocca ai magistrati romani verificare.
“Dalle ore 12.00 alle ore 20.50 il mezzo militare si sè limitato a fare riprese fotografiche e video ai soccorritori, non è dato sapere in relazione a quale delle attività a cui era preposto, senza neppure segnalare alle autorità di coordinamento degli Stati costieri la presenza di persone in difficoltà a bordo”, denunciano dall’ong spagnola.
Quelle persone, sottolineano, “se non fosse stato per i soccorritori di Open Arms, si sarebbero con ogni probabilità ribaltate senza che nessuno si premurasse di intervenire”. È per questo che alla procura chiedono, “di verificare le condotte descritte per stabilire se possa essere riscontrata una condotta omissiva o negligenza”
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.203)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (290)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Dicembre 2022
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
    « Nov   Gen »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “DA MONTANELLI HO TRATTENUTO UNA LEZIONE: UN GIORNALISTA DEVE ROMPERE LE SCATOLE. SE NON SE LA SENTE, MEGLIO CHE CAMBI MESTIERE” : ALDO CAZZULLO COMMENTA LA VICENDA DEL “SECOLO XIX”, IN CUI IL GOVERNATORE LIGURE BUCCI HA TENTATO DI CONDIZIONARE LA LINEA DEL QUOTIDIANO DIRETTO DA MICHELE BRAMBILLA
    • “‘LA ZANZARA’ ERA TRASGRESSIVA. OGGI È SEMPRE PIÙ CONFORMISTA, REAZIONARIA E PREVEDIBILE, PROPRIO COME IL SUO CONDUTTORE CRUCIANI”
    • “ISRAELE LEGITTIMA LA VIOLENZA SESSUALE CONTRO I PALESTINESI”: ARCHIVIATO STUPRO DI GRUPPO A SDE TEIMAN
    • PERCHE’ LA SPAGNA DICE NO A TRUMP E NETANYAHU
    • STATE ATTENTI A CHI FREQUENTATE: TRASCORRERE DEL TEMPO CON UNA PERSONA DIFFICILE VI FARÀ INVECCHIARE PIÙ PRECOCEMENTE: SECONDO UNO STUDIO, AVERE INTERAZIONI SOCIALI CON I ROMPIPALLE NON SOLO HA UN IMPATTO NEGATIVO SUL VOSTRO UMORE IMMEDIATO, MA AGISCE ANCHE SULLA SALUTE FISICA, ACCELERANDO IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO
    • TRUMP RIFILA UN ALTRO SCHIAFFONE A JD VANCE: IL PRESIDENTE HA LANCIATO UN SONDAGGIO INFORMALE LA SERA PRIMA DELL’INIZIO DELLA GUERRA IN IRAN, IN CUI CHIEDEVA A FINANZIATORI DEI REPUBBLICANI E MEMBRI DEL GOVERNO DI DARE UNA PREFERENZA TRA IL VICEPRESIDENTE E MARCO RUBIO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA