Destra di Popolo.net

IL 2024 ANNO DI ELEZIONI TRA EUROPEE, REGIONALI E COMUNALI

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

ECCO IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

Sarà l’anno delle Europee, ma non solo: nel 2024 si voterà in cinque regioni e in 3.700 comuni, di cui 27 capoluoghi di provincia. C’è Firenze, dove il centrodestra proverà a prendersi il dopo-Nardella; ma anche la Bari di Antonio Decaro, presidente Anci arrivato al secondo mandato da sindaco del capoluogo pugliese. Anche qua la destra proverà l’assalto, ben consapevole che nella partita parallela – quella delle Regionali – dovrà difendersi. Perché delle 5 regioni al voto – Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna e Umbria – tutte sono governate da esponenti di centrodestra. Per il governo, dunque, il 2024 sarà il primo e vero test per misurare il proprio consenso a circa un anno e mezzo dalle elezioni che hanno incoronato Giorgia Meloni. Per lei, la premier, sarà una prova decisiva affinché la navigazione dell’esecutivo continui serena. A darle una mano potrebbero essere le solite divisioni dell’opposizione, presenti anche laddove allearsi è condizione necessaria per la vittoria. Ma di litigi si parla anche nel centrodestra, diviso tra la riconferma dei governatori uscenti e il cambio di passo.
Europee, ipotesi election day
Le date sono ancora incerte. Le Europee si svolgeranno tra il 6 e il 9 giugno (ma probabilmente il 9, di domenica). Sarà un test nazionale e dunque il più affidabile per valutare lo stato dei partiti. Niente alleanze: alle Europee si vota con un proporzionale puro in cui anche i partiti di maggioranza si ritroveranno l’uno contro l’altro. I più piccoli dovranno vedersela con la soglia di sbarramento al 4 per cento. La novità è che si dovrebbe votare in un unico giorno, in controtendenza rispetto alla prassi anti-affollamento dei due giorni che ha contraddistinto tutte le elezioni a partire dall’avvento della pandemia. Non solo: la data della tornata europea potrebbe essere accorpata a quella delle amministrative. È l’idea avanzata da Matteo Salvini, secondo il quale unire temporalmente le due competizioni “ha senso per non far votare i cittadini 2 o 3 volte e per far risparmiare tempo e soldi”. Si vedrà. Nel frattempo le uniche regioni ad aver scelto sono l’Abruzzo e la Sardegna, che andranno al voto rispettivamente il 24 febbraio e il 10 marzo.
Le Regionali
Sarà dunque la Sardegna la prima Regione ad andare al voto nel 2024. Dalla competizione uscirà un verdetto che, qualunque sarà, potrebbe influenzare le elezioni successive. La situazione è ancora incerta: la corsa del governatore uscente, il leghista Christian Solinas, non è affatto scontata. L’accordo nel centrodestra non è ancora stato siglato e a quanto pare Fratelli d’Italia starebbe spingendo per piazzare uno dei suoi. Pesa il cambio dei rapporti di forza tra i partiti di maggioranza rispetto al periodo in cui fu incoronato Solinas e, soprattutto, il consenso – scarso, è il timore – su cui poggia quest’ultimo. Dalla parte opposta del campo non se la passano meglio. Perché se il centrodestra dopotutto finirà per convergere su unico candidato, il centrosinistra si è già spaccato sulla candidatura della pentastellata Alessandra Todde.
La vicepresidente del M5S è riuscita ad incassare anche il supporto del Pd, peccato che – neanche a dirlo – l’accordo abbia provocato una frattura tra i dem dell’isola. Bene che vada sarà una corsa a tre: Solinas, Todde e Renato Soru, fondatore di Tiscali nonché presidente della Sardegna in quota Pd dal 2004 al 2009. La sua richiesta di primarie è caduta nel vuoto, così ha annunciato la sua candidatura e ha lasciato il Pd sbattendo la porta: “Non è accettabile – ha detto – che il candidato del centrosinistra in Sardegna sia frutto di uno scambio tra Pd e M5s con il Piemonte”, è l’accusa di Soru. E in effetti i pentastellati dovrebbero ricambiare il favore. Solo in teoria, però. Perché anche qua tra i dem si litiga e non poco. In lizza per la candidatura alla presidenza ci sono la fedelissima di Elly Schlein Chiara Gribaudo, il consigliere regionale Daniele Valle e l’outsider Guido Saracco, rettore del Politecnico.
In Abruzzo, invece, pare che i cinque anni di opposizione abbiano compattato il campo dei partiti di minoranza. La notizia è che qui c’è già un candidato e che è supportato da tutto il fronte progressista: Pd, M5S, Azione e Italia Viva. Un unicum al momento, che porta il nome di Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo. Sarà lui a sfidare l’uscente Marco Marsilio, fedelissimo di Meloni e unico esponente di FdI finora candidato alle Regionali. Anche in Basilicata e in Umbria, salvo imprevisti, saranno ricandidati gli uscenti: il lucano Vito Bardi, azzurro già blindato da Antonio Tajani, e Donatella Tesi della Lega. Nel centrosinistra la situazione è ancora incerta
Le amministrative
Quasi 4.000 comuni, 27 capoluoghi di provincia di cui 6 di regione (Bari, Cagliari, Campobasso, Firenze, Perugia e Potenza). La data è ancora incerta, ma dalle parole di Salvini si fa largo l’ipotesi di un election day il 9 giugno. Anche le candidature sono in fase di definizione. Sarà interessante vedere dove andrà il centrosinistra a Firenze e a Bari, dove i due sindaci uscenti saranno costretti a farsi da parte per aver raggiunto il limite dei due mandati. A Bari i dem sono ancora alla ricerca del successore di Decaro (non è esclusa una sua candidatura per le prossime regionali), mentre nel capoluogo toscano molto probabilmente sarà Sara Funaro – attuale assessora al Welfare della giunta Nardella – la candidata del Pd. Niente di ufficiale nel centrodestra, ma gli alleati potrebbero puntare sul direttore degli Uffizi Eike Schmidt, autodefinitosi “antifascista” in un’intervista a Repubblica in cui, tra le altre cose, ha fatto sapere che scioglierà la riserva sulla sua candidatura non prima di gennaio. A Cagliari invece il centrodestra potrebbe confermare l’uscente di FdI Paolo Truzzu, ma l’incertezza è dovuta al fatto che quest’ultimo sarebbe in pole position per prendere il posto di Solinas qualora la coalizione decidesse di non sostenerlo nella corsa regionale.
(da la Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

C’E’ STATA VITA SU MARTE? NUOVI INDIZI DALL’ULTIMA SCOPERTA DELLA NASA

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

“L’ACQUA SCORREVA COSI’ FORTE DA TRASPORTARE ROCCE GRANDI COME AUTO”

Una delle missioni principali del rover Perseverance è cercare potenziali segni di vita passata su Marte, e pare lo stia facendo nel posto adatto
«Si ritiene che i massi arrotondati visti qui siano stati trascinati nel cratere Jezero, che Perseverance sta esplorando, da forti acque alluvionali miliardi di anni fa». Il “qui” di cui si parla è Marte e la novità descritta dalla Nasa è gigantesca. Da tempo è noto che sul pianeta rosso, un tempo, c’è stata dell’acqua, e che molto probabilmente sotto la sua superfice c’è del ghiaccio, ma fino ad ora nulla suggeriva che ce ne sia stata talmente tanta da generare inondazioni così forti da smussare gli angoli delle rocce facendoli diventare dei ciottoli, alcuni dei quali sono grandi come un’automobile. «Ciò è avvenuto durante uno dei tre periodi principali che gli scienziati hanno identificato nello sviluppo del sistema lacustre e fluviale che occupava Jezero in passato», si legge ancora nel comunicato dell’agenzia spaziale statunitense.
La ricerca della vita
Circa 3,5 miliardi di anni fa, quindi, secondo la nuova scoperta l’acqua scorreva attraverso una pianura marziana chiamata Isidis Planitia prima di entrare nel cratere. E lo faceva in maniera sufficientemente vigorosa da trasportare i massi che si vedono nella foto. Una delle missioni principali del rover Perseverance è cercare potenziali segni di vita passata su Marte. Attualmente non ci sono ancora prove che la vita sia effettivamente esistita sul pianeta rosso. Ma se microorganismi si fossero mai evoluti sul pianeta, il cratere Jezero sarebbe stato il posto ideale. Un tempo ospitava ruscelli, fiumi e un lago di 35 chilometri di diametro. La vita potrebbe aver prosperato nei terreni umidi di questa regione, in modo simile a come ha fatto miliardi di anni fa sulla Terra.
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

IL WALL STREET JOURNAL PICCHIA SULL’ITALIA: “ECONOMIA FERMA, MANCA MERITOCRAZIA”

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

“PROTEGGE TASSISTI E BALNEARI E PENALIZZA LE DONNE”

Le lunghe fila per i taxi alle stazioni di Milano e di Roma sono il simbolo della stagnazione dell’economia italiana, che da 30 anni ormai non riesce a tenere il passo delle altre economie occidentali. E tassisti, balneari come le donne discriminate sul lavoro sono effettivamente il freno a un paese che non ce la fa a crescere e a diventare davvero moderno. È un ritratto impietoso dell’Italia quello che fa Eric Sylvers sul Wall Street Journal del 26 dicembre in un lungo reportage dal titolo: «Perché l’economia italiana non riesce a ingranare? Consideriamo le fila dei taxi».
Le lunghe code per un’auto a Milano
Il racconto del Wall Street Journal parte da Milano, spiegando che «trovare un taxi nella capitale finanziaria italiana quando piove comporta lunghe file e pazienza. Durante le fiere e le sfilate di moda è ancora più difficile: la domanda aumenta, ma il numero di taxi rimane invariato». Per il giornale finanziario «per anni i tassisti italiani si sono messi al riparo dalla concorrenza facendo pressioni per limitare il numero di licenze per i taxi e per limitare le società di sharing come Uber. I sindaci che cercano di affrontare i tassisti possono andare incontro a scioperi e blocchi stradali che paralizzano le città».
Economia italiana ancora sotto il 2007
Secondo il quotidiano finanziario infatti «una delle ragioni principali della stagnazione italiana è il potere dei gruppi di interesse che ostacolano con successo gli sforzi per stimolare la concorrenza, l’innovazione e la produttività».
Ed è per questo che secondo la Banca Mondiale l’economia italiana è ancora sotto di un punto e mezzo al pil che aveva nel 2007, prima della crisi finanziaria mondiale. Però «in questo periodo l’economia tedesca è cresciuta del 17%, quella francese del 13% e quella statunitense del 28%. Gran parte della stasi italiana può essere ricondotta alla mancanza di meritocrazia che permea il settore pubblico e privato».
Mai risolto il divario di genere nel lavoro
Ma uno dei talloni di Achille dell’Italia è anche il divario di genere: «In Italia», spiega il WSJ, «il 55% delle donne in età lavorativa è occupato, il livello più basso dell’Unione Europea, secondo il servizio statistico dell’UE. Questo dato si confronta con l’80% della Germania e il 71% della Francia. Mentre vari fattori spingono verso il basso il tasso di occupazione in Italia, tra cui la mancanza di servizi di assistenza all’infanzia a prezzi accessibili, Lorenzo Codogno e altri economisti sottolineano le norme culturali in casa e sul posto di lavoro che portano molte donne a rinunciare alla carriera per crescere i figli».
Anche i giovani sono fermi al palo
Non va molto meglio con i giovani spiega il reportage impietoso con l’Italia: «Un sistema radicato che premia l’anzianità rispetto alle competenze degli individui contribuisce anche alla mancanza di progresso economico dell’Italia. Il risultato è che quasi il 21% degli italiani di età compresa tra i 15 e i 34 anni non ha un lavoro, non studia e non segue una formazione, il dato più alto dell’UE. Questo dato si confronta con il 13% della Francia e il 10% della Germania (…) Rispetto ad altri Paesi occidentali, l’Italia ha poche startup di successo internazionale e attira poco capitale di rischio. L’Italia figura a malapena nelle classifiche delle 100 migliori università del mondo e gli studenti italiani delle scuole superiori hanno risultati inferiori a quelli della maggior parte degli altri Paesi sviluppati».
I balneari simbolo della mancata concorrenza
Infine i balneari, su cui il governo di Giorgia Meloni si è scontrato con la commissione europea: «Le spiagge italiane offrono», spiega il WSJ, «un altro spaccato della mancanza di concorrenza e della resistenza al cambiamento. Anno dopo anno, le stesse aziende pagano alle autorità pubbliche una piccola tassa per ottenere concessioni lucrative per affittare ombrelloni e sedie reclinabili ai bagnanti. L’UE si è lamentata della mancanza di gare d’appalto pubbliche e delle entrate insignificanti che il governo italiano raccoglie per questi privilegi. I problemi delle spiagge e dei taxi italiani dimostrano che i problemi del Paese sono legati a leggi sbagliate, piuttosto che a una mancanza intrinseca di talento o di imprenditorialità nel Paese».
Quel tassista eroe di Bologna
L’inchiesta si chiude dove era iniziata: con i tassisti. Il Wall Street Journal spiega che «gli autisti di Uber devono essere in possesso di una licenza e di un’auto di lusso, il che rende il servizio più costoso rispetto a un normale taxi e ne smorza l’attrattiva per la maggior parte degli aspiranti utenti. In molte città italiane i tassisti hanno bloccato il rilascio di nuove licenze di taxi negli ultimi due decenni, proteggendo il valore della propria licenza ma rendendo difficile trovare un passaggio. Ma stanno perdendo la simpatia della nazione». Però il quotidiano racconta che «un tassista di Bologna è diventato un eroe di culto sui social media quando ha sfidato questa narrazione pubblicando i suoi incassi giornalieri su X, l’ex Twitter. La sua popolarità è cresciuta solo questo mese, quando la sua cooperativa di taxi lo ha sospeso per una settimana per aver danneggiato la sua immagine». Il tassista di Bologna è RobertoRedSox, un divo per il pubblico social. Per tutti, ma non per i suoi colleghi.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

NUOVE PENSIONI, LE CHIEDI NEL 2024 E LE PRENDI NEL 2025: ECCO I TRAGICI EFFETTI DELLA STRETTA MELONI

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

PALETTI, FINESTRE, TETTI, CALCOLI: LE USCITE ANTICIPATE VENGONO POSTICIPATE E L’ASSEGNO E’ PIU’ BASSO… COLPITI ANCHE I MILLENNIALS

Nel 2024 ritornano in modo pieno le regole ordinarie della legge Fornero per andare in pensione. Chi pure riuscirà ad anticipare – tra Quota 103, Opzione donna, Ape sociale – si rassegni: l’uscita slitta al 2025 per via di paletti e finestre introdotti nella seconda manovra del governo Meloni. E anche l’assegno sarà più basso con i nuovi tetti e le penalizzazioni.
I canali ordinari
Sono quelli di sempre, in vigore dal 2012. Si va in pensione di vecchiaia a 67 anni con almeno 20 anni di contributi versati. E in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne), a prescindere dall’età anagrafica.
La stretta del governo Meloni si riversa nei canali flessibili di uscita anticipata che vengono sì prorogati di un anno, ma tutti penalizzati. Vediamoli.
Quota 103
La nuova Quota 103 permette l’uscita a 62 anni con 41 di contributi versati, come succede quest’anno. La grande novità, rispetto alle Quote precedenti, è il ricalcolo contributivo dell’intero assegno, come sin qui avveniva solo per Opzione donna.
La pensione sarà dunque più bassa rispetto a Quota 100 e Quota 102 perché non terrà più conto del “sistema misto”: una parte dell’assegno retributiva (in base agli ultimi stipendi) e l’altra contributiva (in base ai contributi versati).
Scatterà poi un tetto all’assegno, pari a quattro volte il minimo: significa che la pensione non potrà essere superiore a 2.394 euro lordi mensili fino al compimento dei 67 anni, ovvero il requisito ordinario della vecchiaia. Per cinque anni dunque la pensione sarà tagliata e il taglio non verrà recuperato.
Le nuove finestre applicate a Quota 103 sono più ampie e di fatto posticipano il pensionamento di quasi tutti i “quotisti” al 2025. Per i dipendenti pubblici si passa da 6 a 9 mesi. Per i dipendenti privati da 3 a 7 mesi. Di fatto, solo chi raggiunge i requisiti per Quota 103 tra gennaio e aprile del prossimo anno andrà in pensione nel 2024. Gli altri slittano tutti all’anno dopo.
Chi ha i requisiti per Quota 103 può scegliere di restare al lavoro con una retribuzione più alta del 9,19% al mese fino a cinque anni (dai 62 ai 67 anni di età), usufruendo del “bonus Maroni” e convogliando la parte dei contributi che versa all’Inps in busta paga. Ma avrà una pensione futura più bassa, perché avrà pagato meno contributi negli ultimi anni di lavoro.
Ape sociale
Non si tratta di pensione, ma di “assegno ponte” assistenziale che traghetta alcune categorie di lavoratori più fragili – disoccupati, caregiver, invalidi, precoci – verso la pensione di vecchiaia a 67 anni. L’Ape sociale si poteva prendere a 63 anni con 30, 32 o 36 di contributi, a seconda dei casi. Dal prossimo anno l’età passa a 63 anni e 5 mesi. L’importo massimo resta a 1.500 euro lordi mensili.
Viene anche eliminata la compatibilità con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. Consentita solo la cumulabilità con redditi da lavoro subordinato fino a 5 mila euro lordi annui. Le finestre rimangono tre (marzo, luglio, novembre). Ma è come fossero state allungate di 5 mesi, visto l’aumento dell’età anagrafica di accesso alla misura.
Opzione donna
Anche qui vengono inaspriti i criteri di accesso, già resi talmente stringenti nella prima manovra del governo Meloni da rendere questo canale di pensionamento anticipato di fatto inutilizzabile dalle lavoratrici dipendenti e autonome.
Si passa dai 60 anni e 35 di contributi a 61 anni da avere al 31 dicembre 2023. Un anno in più. Sconti solo per mamme con un figlio (60 anni) e con due o più figli (59). L’assegno è da sempre tutto ricalcolato con il metodo contributivo: unico caso, finora, di penalizzazione di questo tipo esistente nel sistema previdenziale italiano.
Rimangono le categorie di donne che possono richiedere l’Opzione, introdotte l’anno scorso: caregiver, invalide almeno al 74%, licenziate da aziende con tavoli di crisi aperti al Mimit.
Millennials
La stretta del governo Meloni si abbatte poi anche su chi ha cominciato a lavorare e versare contributi previdenziali dal primo gennaio 1996, i “contributivi puri”. Il vincolo per accedere alla pensione di vecchiaia viene abbassato da 1,5 volte l’assegno sociale a una volta: si può uscire a 67 anni con 503 euro di pensione anziché 755 euro.
Ma quello per la pensione anticipata contributiva a 64 anni e 20 di versamenti viene inasprito al punto da rendere questo canale accessibile solo per i lavoratori “ricchi”, con alti stipendi. Il requisito viene infatti alzato da 2,8 volte a 3 volte l’assegno sociale (da 1.408 a 1.509 euro di pensione potenziale). Si scende a 2,8 volte solo per donne con un figlio. E a 2,6 con due o più figli.
Viene poi introdotto anche qui un tetto all’importo erogabile di pensione, pari a cinque volte il minimo Inps (2.993 euro) fino ai 67 anni di età.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

LEGAMBIENTE: “SALVINI E LA FOLLIA DEL PONTE, UN VULNUS PER IL FUTURO DEL PAESE”

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

COSTERA’ ALLO STATO CIRCA 25 MILIARDI, DESTINATI A LIEVITARE E SARA’ UN DANNO PER L’AMBIENTE MENTRE RISULTA CHIARA L’ARRETRATEZZA DEL TRASPORTO SU FERRO RISPETTO AGLI ALTRI PAESI EUROPEI

Se il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini pensa di essere ricordato dalla storia per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, farebbe meglio ad agire sui reali problemi di mobilità del Sud Italia e dell’intero Paese. È questa la vera grande partita e opera su cui deve concentrare attenzione e risorse. Nel Sud Italia, in particolare, circolano meno treni, i convogli sono più vecchi – con un’età media di 18,5 anni, – e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate. Per colmare il gap ancora esistente e superare l’annosa questione meridionale bisogna realizzare opere e infrastrutture di collegamento, moderne e sostenibili, potenziando, elettrificando ed efficientando la rete ferroviaria, aumentandone la sicurezza, acquistando nuovi treni e offrendo un maggiore servizio.
Invece cosa fa il governo Meloni in nome del Ponte sullo Stretto di Messina? Sottrae preziose risorse destinate alle vere priorità del Sud Italia e dell’intero Paese e con un emendamento alla Manovra, presentato nei giorni scorsi, dà avvio ad un’operazione di rimodulazione dei fondi a disposizione per il Ponte sullo Stretto dirottando per la realizzazione di questa inutile opera, economicamente e ambientalmente insostenibile, ben 1,6 miliardi dal Fondo di Coesione e Sviluppo gestito da Sicilia e Calabria e 718 milioni di euro dai finanziamenti gestiti dai ministeri e destinati in gran parte a progetti per il Sud Italia.
Non dimentichiamo che il Ponte sullo Stretto costerà allo Stato circa 15 miliardi di euro, tra opera principale e di collegamento, con tutta probabilità destinati a lievitare visti anche i lunghissimi tempi di realizzazione. Un vulnus insopportabile, non solo per Calabria e Sicilia, ma per l’intero Paese nel quale ci sono questioni sempre più̀ urgenti da affrontare, proprio a partire dalla sfida della decarbonizzazione del settore dei trasporti che riguarda l’intero Paese. Dai dati del nostro report Pendolaria 2023, risulta chiara l’arretratezza del trasporto su ferro rispetto agli altri Paesi europei: tra il 2018 e il 2022 le inaugurazioni di nuovi binari in città sono state totalmente inadeguate, con solo un chilometro e mezzo all’anno di nuove metropolitane e solo 2,1 km all’anno di nuove tranvie.
Per affrontare il problema è fondamentale che il tema dei pendolari e del trasporto su ferro diventi una priorità. Per questo Legambiente chiede a livello nazionale maggiori risorse economiche, pari a 500 milioni l’anno, per rafforzare il servizio ferroviario regionale e 1,5 miliardi l’anno per realizzare linee metropolitane, tranvie, linee suburbane. Si tratta complessivamente di 2 miliardi di euro all’anno fino al 2030, necessari anche per rispettare gli obiettivi del Green Deal europeo del taglio delle emissioni del 55% entro il 2030 e del loro azzeramento entro il 2050.
Servono, quindi, risorse economiche che invece diventeranno sempre più̀ concentrate verso la faraonica opera del Ponte sullo Stretto di Messina. Basti pensare che rispetto ai finanziamenti da contratto di programma RFI 2022-2026 per le opere ferroviarie da realizzarsi in Calabria e Sicilia, mancano all’appello ancora svariati milioni di euro: rispettivamente 56,7 milioni per l’upgrading infrastrutturale e tecnologico dei nodi di Reggio Calabria e 115 milioni ciascuno per quelli di Catania e Palermo, 150 milioni per la velocizzazione dell’attraversamento dinamico dello Stretto di Messina, 44 milioni per la velocizzazione Catania-Siracusa, 180 milioni per il potenziamento ed elettrificazione della linea Sibari-Catanzaro Lido-Lamezia Terme, 44 milioni per la velocizzazione Catania-Siracusa.
Alcune opere in corso di realizzazione, scontano inoltre enormi ritardi come l’elettrificazione della linea Jonica in Calabria nella tratta Sibari-Catanzaro Lido, i cui lavori dovevano concludersi entro il 2023 (per un costo di 500 milioni di euro incluse le soppressioni dei passaggi a livello e il rinnovo delle stazioni) e che ora hanno come data di realizzazione il 2026. Oppure, in Sicilia, dove la ferrovia della costa jonica attende da molti anni lavori di potenziamento e raddoppio e da decenni si attende il completamento dell’anello ferroviario di Palermo, che non vedrà la sua apertura prima del 2028. Si tratta di opere infrastrutturali necessarie a connettere il Paese e a creare, nel Mezzogiorno ma nell’interesse di tutto il sistema Italia, lavoro e sviluppo in regioni dalle quali si continua ad emigrare, per realizzare le quali le risorse economiche devono essere investite nella maniera corretta.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

VIAGGIO NEL QUARTIERE PIU’ DEGRADATO DELLA CITTA’ PIU’ PERICOLOSA D’ITALIA

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

“L’ACQUA SCORREVA COSI FORTE DA TRASPORTARE ROCCE GRANDI COME AUTO”

«Si ritiene che i massi arrotondati visti qui siano stati trascinati nel cratere Jezero, che Perseverance sta esplorando, da forti acque alluvionali miliardi di anni fa». Il “qui” di cui si parla è Marte e la novità descritta dalla Nasa è gigantesca. Da tempo è noto che sul pianeta rosso, un tempo, c’è stata dell’acqua, e che molto probabilmente sotto la sua superfice c’è del ghiaccio, ma fino ad ora nulla suggeriva che ce ne sia stata talmente tanta da generare inondazioni così forti da smussare gli angoli delle rocce facendoli diventare dei ciottoli, alcuni dei quali sono grandi come un’automobile. «Ciò è avvenuto durante uno dei tre periodi principali che gli scienziati hanno identificato nello sviluppo del sistema lacustre e fluviale che occupava Jezero in passato», si legge ancora nel comunicato dell’agenzia spaziale statunitense.
La ricerca della vita
Circa 3,5 miliardi di anni fa, quindi, secondo la nuova scoperta l’acqua scorreva attraverso una pianura marziana chiamata Isidis Planitia prima di entrare nel cratere. E lo faceva in maniera sufficientemente vigorosa da trasportare i massi che si vedono nella foto. Una delle missioni principali del rover Perseverance è cercare potenziali segni di vita passata su Marte. Attualmente non ci sono ancora prove che la vita sia effettivamente esistita sul pianeta rosso. Ma se microorganismi si fossero mai evoluti sul pianeta, il cratere Jezero sarebbe stato il posto ideale. Un tempo ospitava ruscelli, fiumi e un lago di 35 chilometri di diametro. La vita potrebbe aver prosperato nei terreni umidi di questa regione, in modo simile a come ha fatto miliardi di anni fa sulla Terra.
(da Open)
—
VIAGGIO NEL QUARTIERE PIU’ DEGRADATO DELLA CITTA’ PIU’ PERICOLOSA D’ITALIA
LE CASE OCCUPATE DEL LIBRINO DI CATANIA
Lì abbiamo incontrato Jenny, una mamma che ha occupato una casa di proprietà di due anziani per poterci vivere assieme alle due figliolette: “Qua – ci ha detto – vige la legge della giungla. Per far mangiare le mie bambine mi sono più volta prostituita”. Ecco tutta la storia
Il quartiere Librino di Catania versa in una condizione di degrado sociale unica in Italia. Qualche chilometro quadrato di cemento, privo di qualsiasi punto di aggregazione o interesse in cui – in pochi anni – sono andate ad abitare circa ottantamila persone. Un numero esorbitante di cittadini che compongono una densità abitativa che lascia senza parole. Tanti, troppi sono i problemi del quartiere più malfamato della prima città più pericolosa d’Italia e la terza in Europa dopo Bradford e Marsiglia – secondo uno studio pubblicato da Numbeo all’inizio di quest’anno -. Uno di questi è sicuramente l‘occupazione abusiva della case. Centinaia, forse migliaia di inquilini che sono impropriamente, certe volte usando la forza, entrati nelle case di qualcun altro. Noi di MOW, in trasferta proprio nella pericolosissima zona, abbiamo avuto la possibilità di parlare con Jenny, una donna e mamma di due bimbi che è a casua di una serie di terribili motivi è stata “costretta” a occupare la casa di due anziani a poche centinaia di metri dall’ospedale locale.
Il Librino di Catania
Ha una capigliatura anni ’80 con dei boccoli sulle punte e un trucco pesantissimo sul viso. Sulle labbra una canna – nonostante sia pieno giorno. Al collo una collana d’oro con una pietra rossa, forse un rubino e degli anelli che raffigurano il personaggio mitologico Medusa. Nonostante il freddo pungente Jenny indossa un vestitino corto, molto sopra il ginocchio, ai piedi dei tacchi alti almeno dodici centimetri. Mentre si avvicina sempre di più a noi, notiamo che spinge una carrozzina. Dentro riposa beata la piccola July, nata qualche mese di prima questo incontro, il padre non si sa chi sia. Dopo il primo approccio Jenny ci propone di andare a parlare a casa “sua”, ma a una condizione: non avremmo dovuto fotografare o riprendere nulla. Noi accettiamo, Jenny sorride, spegne la canna per terra pestandola col piede e ci incamminiamo.
Un palazzo popolare di oltre 15 piani
La donna abita all’ottavo piano di un diroccato palazzone del Librino senza ascensore e senza luce elettrica negli spazi comuni. La 34enne apre la porta di casa dopo una faticosissima serie infinita di scale ed entriamo. Guardando il luogo in cui abitava con le figlie viene da chiedersi: ma davvero si può vivere in quelle condizioni nella civilissima Italia? Trenta metri quadrati di casa, tre lettini da campeggio gettati nel pavimento, sporchi e puzzolenti. Nel lavabo della cucina, una ventina di pentole e posate da lavare. Poco dopo esserci seduti esce dal bagno – unica altra stanza della casa – la piccola Erika, una bimba di cinque anni, scura di carnagione e con dei capelli castani ricci. Un vero e proprio angelo in quella discarica. Ancora increduli, chiediamo alla madre come possa vivere in questo modo. Jenny si siede su una delle sue sedie di legno e inizia a raccontare. Un complesso abitativo di oltre 5 condomini
enny, perché ha occupato questa casa?
Non avevo altre alternative, non potevo dormire per strada. Il papà di Erika ci ha abbandonate dopo che ha saputo che ero incinta, la sua famiglia mi ha aggredita dopo che gli ho chiesto aiuto. Ero sola e sconsolata, allora sono stata costretta ad entrare in questa casa.
Ma lei sapeva che qui ci vivevano due anziani?
Sì, un amico mi aveva detto che erano fuori, in Germania, per curare il cancro della moglie. Pensavo che non tornassero più qui quindi ho aperto la casa scassinando la serratura, l’ho fatta cambiare a un fabbro di fiducia e sono entrata. Poco dopo è nata Erika e abbiamo iniziato a vivere qui con non poche difficoltà.
Quali difficoltà?
Niente acqua attaccata, non c’era luce elettrica, non capisco come facessero. Mi sono dovuta attaccare al palo della luce che sta nel cortiletto. Comunque sia non avevo i soldi per la spesa e non potevo lavorare, ero incinta. Poi avrei dovuto badare alla piccola, quindi…
Una situazione sicuramente complessa, ma quando i proprietari di questa casa sono tornati, cosa è successo?
Il finimondo, ecco cosa è successo. Sono stata minacciata di morte, si auguravano che mia figlia morisse di cancro, mi chiamavano troia, erano persone davvero terribili.
Erano?
Sì, se sono ancora qui è perché sono morte qualche anno dopo, erano anziani e fragili, sicuramente questa situazione ha influito e un po’ me ne dispiaccio. Dopo avermi fatto la guerra per mandarmi via sono passati a miglior vita. Non avevano figli ed eredi vicini. Ho scoperto solo poi che qualche parente lontano si era interessato a prendere in eredità questo minuscolo immobile. Dopo che il notaio gli ha spiegato la situazione però, ha preferito lasciare stare.
Non si sente un po’ in colpa ad aver influito così negativamente nella vita di queste persone? Cosa le avevano fatto di male?
Non mi avevano fatto nulla, non li conoscevo e francamente non mi interessa. Qui al Librino vige la legge della giungla non i codici civili o penali o quello che è. Se non lo facevo avrei dovuto abortire e l’altra piccolina non sarebbe mai nata. Guardate invece adesso che famiglia felice.
Famiglia felice? Le condizioni igieniche di questo posto rasentano il nulla, quando ci siamo incontrati aveva una canna d’erba in bocca mentre passeggiava con sua figlia…
Purtroppo non riesco a cambiare certi miei atteggiamenti. Ho iniziato a farmi le canne da ragazzina e adesso preferisco non comprarmi il pane ma con i cinque euro prendere il fumo vicino casa.
Quante persone come lei ci sono al Librino?
Migliaia, seriamente, tantissime. Al Librino ci sono più case occupate che abitate dai legittimi proprietari. È veramente una cosa schifosa, ma non possiamo dormire per strada. Purtroppo il lavoro non c’è quindi dobbiamo invitare ogni giorno qualcosa per poter sopravvivere in modo dignitoso, anche se questa alla fine dignità non è.
Una curiosità, sono mai venuti gli assistenti sociali qui? Hanno visto in che condizioni di degrado abitano le sue figlie?
Assistenti sociali qui? Ma state scherzando? Verrebbero presi a colpi di pietre se si avvicinassero a questo palazzo. Non hanno motivo di venire, le mie figlie stanno bene così, cresceranno forti come la loro mamma.
Come fa a far mangiare le sue figlie?
Come posso, con ogni lavoro possibile e inimmaginabile. Non vi nascondo che mi sono anche prostituita diverse volte per poter comprare un po’ di latte a mia figlia, la piccola July è stata concepita durante uno di questi incontri, infatti non ho idea di chi sia il padre, ma questo non vuol dire che non la ami…
(da mowmag.com)

argomento: Politica | Commenta »

CARCERE DURO, LAGER, MANICOMIO, REPRESSIONE E INTIMIDAZIONI: PUTIN COME STALIN

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

NON SOLO NAVALNY, C’E’ UNA REALTA’ NASCOSTA DI UN NUMERO IMPRECISATO DI PERSEGUITATI POLITICI DIETRO IL REGIME

Non solo Alexei Navalny spedito in un carcere duro al Circolo Polare Artico. Dietro il grande oppositore di Putin c’è la realtà nascosta di un numero imprecisato di prigionieri e perseguitati politici. Entrare in questa categoria nella Russia di Putin è assai facile, facilissimo con le norme applicate dopo l’avvio dell’operazione di guerra contro l’Ucraina
Oggi, se in Russia si vuole spedire qualcuno in carcere, se si vuole neutralizzare un potenziale ‘pericolo’, se si vuole intimidire, nelle pieghe delle norme si trova tutto e di più. La parola Pace è tabù, anche un foglio bianco tenuto in mano, su un marciapiede, è sicuro che veda l’intervento immediato e pesante della polizia. L’interpretazione di ogni atto o gesto umano è a discrezione assoluta del sistema di polizia.
Sistema che non riposa mai, come quello carcerario che prima ha fatto sparire Navalny per settimane, negandolo all’opinione pubblica mondiale come ai suoi legali per poi farlo ricomparire ( si fa per dire ) nel punto più freddo e remoto. Meglio ‘quasi morto’ che morto, pensa il sistema putiniano. Navalny morto, in questo momento, sarebbe ingombrante. Se poi morirà di stenti, amen, pensa sempre il sistema putiniano, mai così simile al vecchio stalinismo.
Ma, oltre a Navalny, nel tritacarne russo c’è un altro Alexei. E’ Gorinov, condannato per ‘falsità’ sull’esercito. Lui si trova in un ospedale della colonia n. 3 di Vladimir. Ne ha dato notizia il canale Telegram dei suoi sostenitori. Oggi, finalmente l’avvocato è riuscito a far visita ad Alexei.
Alexei Gorinov era stato ricoverato nell’ospedale della prigione in condizioni molto gravi, con una febbre altissima. Nelle ultime ore – dice – l’avvocato – la temperatura è scesa e questo è un elemento rassicurante, almeno per il momento. L’avvocato aveva potuto visitare l’ultima volta l’oppositore lo scorso 8 dicembre, dopodiché alcun altro contatto con lui. Lo stato di salute del deputato comunale resta pessimo. Quando gli avvocati hanno potuto varcare i cancelli della colonia penale IK-2, a Pokrov, nella regione di Vladimir, dove Gorinov sta scontando la sua pena, hanno ricevuto solo ‘informazioni contraddittorie’ sul loro assistito.
Alexei Gorinov, consigliere comunale di Mosca, è la prima persona condannata in base all’articolo sui ‘falsi’ sull’esercito russo. Nel luglio 2022 è stato condannato a sette anni di carcere per aver proposto in aula un minuto di silenzio ‘per le vittime dell’aggressione militare in corso in Ucraina’. A novembre le accuse sono diventate più pesanti, per Gorinov era subentrata l’accusa di ‘giustificazione del terrorismo’ per le opinioni espresse in carcere, parlando con altri carcerati.
Dicevamo della progressiva identificazione del sistema putiniano a quello staliniano. Se ci mettiamo nel conto il ricorso al manicomio, i due sistemi appaiono sovrapponibili.
Infatti, proprio oggi il tribunale distrettuale Kalininsky di San Pietroburgo ha condannato Viktoria Petrova, giudicata colpevole di distribuzione di ‘falsi di guerra’, ad un trattamento obbligatorio in un ospedale psichiatrico. Questo ‘trattamento’ durerà a tempo indeterminato. Intanto, Viktoria Petrova rimarrà in ospedale per almeno sei mesi, poi il periodo potrà essere prolungato o potrà essere rimandata a casa, ipotesi, questa, che allo stato appare assai improbabile.
Alla fine di ottobre, un esame psichiatrico forense aveva concluso che al momento della pubblicazione dei post contro la guerra, Petrova ‘non poteva essere a conoscenza delle sue azioni’. Questo ha offerto alla corte la possibilità di dichiararla pazza e imporle ‘misure coercitive di natura medica’. Leggasi manicomio.
L’avvocato ha detto chiaramente che questo può equivalere ad un ergastolo psichiatrico. Viktoria Petrova è già stata in manicomio dove avrebbe subito torture e umiliazioni. E il caso di Viktoria Petrova è ben lungi dall’essere il primo.
A settembre, 2023, una conclusione psichiatrica simile c’era stata contro l’imputato di in un altro caso di diffusione di ‘falsi militari’, Oleg Nepein, deputato municipale. A ottobre, stessa misura per l’attivista di Nizhny Novgorod Alexei Onoshkin. Anche in questo caso, ‘falsi militari’
(da Globalist)

argomento: Politica | Commenta »

LE PRIME PAROLE DI NAVALNY DALLA PRIGIONE NEL MAR ARTICO: “SONO UN BABBO NATALE A REGIME SPECIALE”

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

“NEL LUOGO IN CUI MI TROVO SFORTUNATAMENTE NON CI SONO RENNE”

Alexei Navalny torna a parlare sui social media dalla colonia penale nel Mar Artico dove è stato trasferito. «Non preoccupatevi per me. Sto bene», ha scritto in una serie di messaggi su X in cui ha descritto il suo trasferimento e la detenzione.
«Ora vivo sopra il circolo polare artico. Nel villaggio di Kharp su Yamal. La città più vicina ha il bellissimo nome di Labytnangi», fa sapere l’oppositore di Putin condannato per estremismo, che poi si definisce: «Un Babbo Natale a regime speciale». Navalny dice che il viaggio fino alla colonia penale è durato 20 giorni che «sono stati piuttosto estenuanti, ma sono ancora di buon umore».
Dice di essere arrivato «sabato sera. E sono stato trasportato con tale precauzione e su un percorso così strano (Vladimir – Mosca – Chelyabinsk – Ekaterinburg – Kirov – Vorkuta – Kharp) che non mi aspettavo che qualcuno mi trovasse qui prima di metà gennaio».
Per questo motivo «sono rimasto molto sorpreso quando ieri è stata aperta la porta della cella con le parole: ‘È qui per te un avvocato’. Mi ha detto che mi avevate perso e alcuni di voi erano addirittura preoccupati. Grazie mille per il vostro supporto», aggiunge. Infine, descrive le condizioni di detenzione: «Sfortunatamente non ci sono renne, ma ci sono enormi cani da pastore. Guardo fuori dalla finestra dove posso vedere la notte, poi la sera e poi di nuovo la notte».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

LA PRIGIONE NELL’ARTICO DOVE E’ FINITO NAVALNY: “E’ IL LUOGO PIU’ ISOLATO DEL MONDO, PUTIN ANCORA LO TEME”

Dicembre 26th, 2023 Riccardo Fucile

QUI SI TROVANO I PEGGIORI GULAG DI EPOCA SOVIETICA… “ANCHE DIETRO LE SBARRE POTEVA INFLUENZARE LA CAMPAGNA ELETTORALE”

Partendo da Mosca, si percorrono 2mila chilometri verso nordest. Bisogna poi superare il circolo polare artico ed essere pronti ai meno 30 di questi giorni. Qui, nel villaggio siberiano di Kharp, sorge la colonia penale IK-3, dove si ritrova detenuto il dissidente russo Alexei Navalny.
Erano tre settimane che di lui non si avevano notizie. Il più temibile avversario del presidente russo Vladimir Putin, che spesso aveva denunciato gli episodi di corruzione del Cremlino, è stato condannato nel 2021 a 19 anni di reclusione per estremismo. Era recluso in una prigione nel centro della Russia a 230 chilometri da Mosca poi, tre settimane fa, di lui si sono perse le tracce.
Il sollievo dei suoi legali per averlo ritrovato dietro alle sbarre di IK-3 è mitigato dalla durezza delle condizioni di Kharp. Navalny “sta bene, almeno per quanto è possibile nella sua condizione” ha riferito il portavoce del dissidente, Kira Yarmysch, aggiungendo che un legale ha potuto visitarlo.
Anche il Dipartimento di Stato americano si è felicitato per la ricomparsa del dissidente, ma si è detto “profondamente preoccupato” per le sue condizioni durante “l’ingiusta detenzione”.
Raggiungere Navalny, per i suoi stretti collaboratori, non sarà facile d’ora in poi. La città più vicina a Kharp, Vorkuta, si trova a 100 chilometri. La regione di Yamalo-Nenets dove il centro di detenzione si trova, ha ospitato ai tempi dell’Unione Sovietica come alcuni fra i più duri gulag associati a miniere di carbone.
“E’ pressoché impossibile raggiungere la colonia. E’ pressoché impossibile recapitare lettere lì. E’ forse il più alto livello di isolamento che sia possibile al mondo” ha aggiunto su X il responsabile della strategia di Navalny, Leonid Volkov.
Secondo Yarmish ha aggiunto che il trasferimento del dissidente è legato alle prossime elezioni presidenziali di marzo, in cui Putin punta a essere rieletto come capo del Cremlino. “Lo hanno deliberatamente mandato in quella particolare colonia per isolarlo il più possibile, per non dargli l’opportunità di comunicare con il mondo. Questo sta accadendo proprio perché, nonostante sia in prigione, resta sempre il principale oppositore di Putin”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.629)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (333)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Dicembre 2023
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Nov   Gen »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GAZA, IL RITORNO DI ROTANA: “NON CI SONO CASE NE’ CITTA’, E LA FAME HA TRASFORMATO IL VOLTO DEI MIEI CARI”
    • “COSI’ PUTIN HA UCCISO MIO MARITO”
    • PERCHE’ GLI USA POSSONO BLOCCARE LE NOSTRE CARTE DI CREDITO E RICATTARE LE BANCHE
    • A DESTRA LA SINDROME DA ULTIMA SPIAGGIA
    • VALE TUTTO
    • SUL CASO BEATRICE VENEZI, ARRIVA LA SINTESI DELL’EDITORIALISTA SOVRANISTA, EX DEPUTATO DI FORZA ITALIA, ANDREA RUGGERI: GLI ORCHESTRALI CHE LA CONTESTANO SONO “QUATTRO PIPPE SENZA CURRICULUM” E LEI HA RAGIONE PERCHE’ “E’ UNA FIGA BESTIALE”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA