Destra di Popolo.net

ALMENO NON SI LAMENTINO

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

UN CONTRIBUENTE SU QUATTRO PAGA IL 85% DELLE TASSE

Un contribuente su quattro paga tre quarti di tutta l’Irpef. Parliamo dell’unico fesso (su quattro) che in questo Paese dichiara di guadagnare più di 29.000 euro lordi all’anno. Mi sembra di conoscerlo, forse perché ogni ricerca sul fisco (l’ultima è dell’Osservatorio Itinerari Previdenziali di Alberto Brambilla) finisce sempre per raccontarci di lui e della sua solitudine. Poiché sovente è anche l’unico dei quattro a non poter usufruire di certi servizi che egli stesso finanzia, sarebbe giusto riconoscergli almeno un diritto in esclusiva: quello di potersi lamentare delle tasse.
Capisco non sia semplice porre dei paletti a uno sport così praticato: il piagnisteo dei tartassati è parte del panorama italico come i campanili e i cartelli dei lavori in corso.
Basta entrare in un luogo pubblico e mettersi in ascolto: dopo un po’ si sentirà qualche martire del fisco associare il proprio malumore alle tasse. E sarà capitato anche a voi di rivolgere una garbata reprimenda civica («scusi, perché ha rovesciato la sua spazzatura davanti al mio portone?») e di sentirvi rispondere in tono indignato: «Pago le tasse, io!».
Ecco, a chi si lamenta o si vanta di pagare troppe tasse andrebbe chiesta la dichiarazione Irpef.
Se fa parte di quell’«uno su quattro», avrà diritto di perpetuare il suo sfogo. Ma qualora rientrasse nel variegato mondo degli altri tre, bisognerebbe invitarlo a osservare un minuto di silenzio. In memoria di chi troppe tasse le paga davvero.
(da corriere.it)

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“OMOSESSUALI COME GLI EBREI”: LE FRASI CHOC DELL’AVVOCATO PRO-VITA CHE FA IL CONSULENTE ALLA REGIONE SICILIANA

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

SUI SOCIAL RECLAMA IL DIRITTO DI ESSERE OMOFOBO… NESSUNO GLIELO VIETA, L’IMPORTANTE E’ FARSI CURARE IN TEMPO

«In questa regione l’orientamento sessuale è ancora motivo di insulti, botte, violenze fisiche e verbali. Dal 2015 giace inapplicata una legge regionale per contrastare l’omofobia. Attuarla spetterebbe all’assessorato alla famiglia e attività sociali della regione. Che, invece, sceglie di pagare come consulente un tipo che non solo sostiene il diritto all’omofobia ma rincara la dose con linguaggio da SS».
È il caso di Giovanni Amato raccontato sulle pagine de La Repubblica di oggi. Il consulente della Regione, dell’assesorato alla Famiglia ha rivendicato il diritto di essere omofobico dichiarando che «gli omosessuali sono come gli ebrei». L’articolo è stato pubblicato oggi sulle pagine di Repubblica. «Revocategli l’incarico», è l’appello lanciato dal partito democratico.
(da agenzie)

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ALLUVIONE IN SPAGNA, A VALENCIA ALMENO 62 MORTI: iNTRAPPOLATI COME TOPI”

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

I DANNI CAUSATI DAL CICLONE DANA: “L’EMERGENZA NON E’ ANCORA FINITA”

Sono almeno 62 le persone morte nelle inondazioni che hanno colpito ieri sera il sud-est della Spagna, secondo le informazioni condivise dai servizi di emergenza del Paese. Il bilancio del ciclone Dana è in continuo aggiornamento e rende queste alluvioni le più drammatiche in Spagna dall’agosto 1996.
Al momento, ci sono diversi comuni allagati, strade, autostrade e ponti interrotti e alcune località e villaggi rurali sono ancora inaccessibili per mi soccorsi. Tra le città più colpite ci sono L’Alcudia, nella regione di Valencia, e Letur, nella vicina provincia di Albacete (regione di Castilla-La Mancha), dove sei persone risultano disperse. Le autorità hanno chiesto ai residenti delle zone alluvionate di non viaggiare su strada, mentre il governo centrale ha istituito un’unità di crisi.
Allerta massima a Barcellona per rischio di tornado e grandine
Il servizio meteorologico della Catalogna, Meteocat, ha dichiarato un livello massimo di allerta a Barcellona per previsioni di grandine con chicchi di diametro superiore a 2 centimetri, venti forti e possibilità di tornado. Il quotidiano La Vanguardia scrive che l’allerta prevede la chiusura preventiva delle spiagge a tutela dei cittadini.
Il premier Sánchez: “Non abbassare la guardia, l’emergenza continua”
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez presiede il comitato di crisi per le piogge torrenziali. «Chiedo ai cittadini e alle cittadine di non abbassare guardia» ha detto il premier spagnolo in una dichiarazione dal Palazzo della Moncloa. «Ancora non possiamo dare per concluso questo devastante episodio», ha aggiunto il leader, ricordando che in Andalusia e nella Comunità Valenciana è attiva l’allerta arancione, e in altre regioni l’allerta gialla. «Chiedo ai residenti di questi territori precauzione e il rispetto delle misure di sicurezza». La «priorità assoluta» delle autorità spagnole nella gestione dell’emergenza per le inondazioni a Valencia è quella di «aiutare chi sta ancora cercando i propri cari» ha aggiunto il premier. «La Spagna intera piange con tutti voi», ha aggiunto il leader iberico, «non vi lasceremo soli». Sánchez ha anche detto che lo Stato si impegnerà ad assistere le popolazioni colpite a «ricostruire le proprie vite il prima possibile, così come le loro strade, piazze e ponti».
Vittime e dispersi
Almeno quattro delle 62 vittime finora recuperate sono bambini, secondo quanto ha confermato la Guardia civile. I corpi sono stati recuperati nelle località di Torrent, Chiva, Cheste, Alfafar e Alcudia, le più colpite dalle piogge torrenziali, secondo i servizi di emergenza citati dall’agenzia Efe. Intanto, unità dell’esercito stanno partecipando ai soccorsi. Almeno 38.000 persone sono rimaste senza luce, segnala la compagnia elettrica Ibedrola, che sta cercando di ripristinare i servizi elettrici. Decine di persone hanno trascorso la notte bloccate in auto, in aree di servizio o su ponti, a causa delle strade allagate. Molte si sono rifugiate sui piani alti di abitazioni in attesa dell’arrivo dei soccorsi. «Non siamo potuti arrivare alle vittime nel momento in cui più avevano bisogno», ha detto il capo del consorzio provinciale dei vigili del fuoco di Valencia alla radio Cadena Ser. Il sindaco della città di Utiel, Ricardo Gabaldon, ha raccontato che le persone sono rimaste «intrappolate come topi» a causa delle inondazioni improvvise
Treni e voli cancellati
Le piogge torrenziali hanno provocato la cancellazione di treni e la deviazione di una cinquantina di voli. La linea dell’alta velocità tra Madrid e Valencia è stata interrotta, così come quella tra Valencia e Siviglia. Secondo il gestore del controllo del traffico aereo Enaire, circa 50 voli sono poi stati deviati, 30 dall’aeroporto di Valencia e 19 da quello di Madrid-Barajas.
In un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolinea che «si tiene in contatto per gli aggiornamenti». Sempre su X la Farnesina invita per qualsiasi esigenza a contattare l’Unità di crisi (+39 06 36225) e a scaricare l’app Viaggiare Sicuri.
Scene di caos e panico a Valencia
I filmati postati sui social media mostrano le acque alluvionali che causano caos, abbattono ponti e trascinano auto per le strade. Altri video sembrano mostrare persone aggrappate agli alberi per evitare di essere spazzate via. Secondo quanto riferito dai media spagnoli, le stazioni radio e Tv hanno ricevuto centinaia di chiamate di aiuto da persone intrappolate in aree allagate o alla ricerca di persone care, perché i servizi di emergenza hanno difficoltà a raggiungere alcune zone. Gli operatori dei servizi di emergenza stanno utilizzando droni per cercare i dispersi nel comune più pesantemente colpito di Letur, ha detto il funzionario locale Milagros Tolon alla stazione televisiva pubblica spagnola Tve. Scene di caos e panico a Valencia dove, secondo i media locali, decine di persone hanno trascorso la notte bloccate in camion o auto, cosi’ come sui tetti e sui ponti, in attesa di essere salvate.
Allerta arancione nella regione di Valencia
L’agenzia meteorologica statale spagnola Aemet ha dichiarato, ora, un’allerta arancione nella regione di Valencia e il secondo livello di allerta più alto in alcune parti dell’Andalusia. Il municipio ha decretato che tutte le scuole, i parchi e gli eventi sportivi sono sospesi per la giornata odierna. La Comunità di Valencia ha attivato un numero telefonico per segnalare familiari di cui non si hanno notizie (900365112).
Mille soldati mobilitati
Vista l’entità dei danni causa dalla tempesta Dana nel sud-est della Spagna, oltre mille soldati dell’Unità Militare di Emergenza (Ume) saranno dispiegati nella regione di Valencia. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Margarita Robles, confermando lo spostamento di 1.034 soldati dell’Unita’ Militare di Emergenza, di cui 250 sono già in azione e gli altri 784 sono mobilitati in attesa di poter accedere alle zone più colpite, ora irraggiungibili. «Tutti sono mobilitati, con tutto ciò che è necessario e per tutto il tempo necessario», ha dichiarato Robles nelle aule del Congresso, sottolineando che si tratta di un «fenomeno senza precedenti». I 250 soldati che hanno iniziato a partecipare alle operazioni di salvataggio sono accompagnati da squadre cinofile in caso di necessità. «La valanga d’acqua è stata tremenda», ha aggiunto il ministro.
L’alluvione peggiore degli ultimi 30 anni
Quella che si è abbattuta sulla Spagna viene chiamata Dana, acronimo di «Depressione Isolata nei Livelli Alti», un sistema di bassa pressione che si isola in quota rispetto alla circolazione generale. Potrebbe durare per giorni e causare situazioni potenzialmente pericolose soprattutto se si verifica in estate o in autunno, quando la temperatura superficiale dell’acqua è ancora molto elevata. Secondo il governo spagnolo, quella di quest’anno è la peggiore degli ultimi 30 anni, paragonabile a due grandi temporali degli anni Ottanta – dell’ottobre 1982 e del novembre 1987 – che causarono decine di vittime e ingenti danni.
Madrid, Congresso e il Senato hanno osservato un minuto di silenzio
A Madrid il Congresso e il Senato hanno osservato un minuto di silenzio per le vittime delle inondazioni improvvisate nella regione sud-orientale di Valencia. La presidente del Congresso, Francina Armengol, si è rivolta «ai familiari, agli amici ea tutti i cittadini che stanno vivendo questi momenti molto delicati» e ha inviato il suo sostegno alle truppe che lavorano sul campo. Anche al Senato è stato osservato un minuto di silenzio alla ripresa della sessione plenaria, come richiesto da tutti i gruppi parlamentari.
Il presidente della Generalitat Valenciana, Carlos Mazon, ha affermato che è «impossibile» stabilire un numero esatto del bilancio finale delle vittime in questa fase poiché le operazioni di soccorso sono tutt’ora in corso.
Metsola: Ue pronta ad aiutare
Su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola esprime tutta la sua «solidarietà alla popolazione del sud e dell’est della Spagna che sta affrontando inondazioni molto gravi che stanno avendo conseguenze catastrofiche. Ringrazio gli operatori dell’emergenza che stanno facendo tutto il possibile per aiutare le persone in difficoltà. L’Europa è disposta ad aiutare».
(da La Repubblica)

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NEL LIBRO DI BRUNO VESPA, LA RICETTA DI ELLY SCHLEIN: “SE ASPETTIAMO DI STARCI TUTTI SIMPATICI, SARÀ DIFFICILE COSTRUIRE UN’ALTERNATIVA CREDIBILE A QUESTA DESTRA”

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

“NOI NON METTIAMO VETI. PRIMA DI ME CI SONO STATE NELLA SINISTRA DIVERGENZE D’OPINIONE E DIVISIONI. ADESSO STIAMO PROVANDO A METTERE IN FILA LE COSE CHE POSSIAMO FARE INSIEME: CHI CI STA CI STA”

Anticipazione del libro di Bruno Vespa “Hitler e Mussolini. L’idillio fatale che sconvolse il mondo”
Di Elly Schlein mi colpisce l’allegria «collaterale». Mi piace l’idea che guardi quel che succede ai margini della politica e quello che potrà accaderle domani o dopodomani, quando avrà giocato le sue carte per portare per la prima volta a palazzo Chigi una donna di sinistra-sinistra.
Mi piace l’idea che ami il ballo al punto da recuperare le puntate perse di «Ballando con le stelle» e che sogni di fare la regista nella sua vita futura. «Il servizio migliore che si possa fare alla politica e al paese è rimanere noi stessi, con i nostri interessi e le nostre passioni. Non bisogna perdere il contatto con la bellezza, l’arte, tutto quello che sta fuori della bolla della politica» mi dice.
E aggiunge: «Vede, io sono molto preoccupata per quanto è accaduto alle elezioni europee: serve a poco l’ottimo risultato del Pd, se più di metà degli elettori non è andata a votare. Per questo bisogna avere un ponte costante con quel che accade fuori». Per guardare con realismo a palazzo Chigi 2027, la Schlein deve costruire un campo che più largo non si può.
Solo mettendo insieme tutto ciò che non è maggioranza, l’opposizione diventa competitiva. Perciò, anche il 2-3 per cento di Italia Viva può essere determinante.
C’è una data simbolica, in questo senso: 17 luglio, L’Aquila, Partita del cuore a fini benefici della Nazionale politici contro la Nazionale cantanti. In campo, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Matteo Renzi
Ma Renzi non è un nome impronunciabile per la base del Pd? Non è quello della scissione eccetera eccetera?, chiedo alla Schlein. «Per noi le alleanze non si costruiscono da nome a nome,» risponde «anche perché, se aspettiamo di starci tutti simpatici, sarà difficile costruire un’alternativa credibile a questa destra.
Si costruiscono sui temi. Da quando sono segretaria non ho mai cambiato posizione, a prescindere da quello che accade negli altri partiti. Prima di me ci sono state nella sinistra divergenze d’opinione e divisioni. Adesso stiamo provando a mettere in fila le cose che possiamo fare insieme: chi ci sta ci sta.
Alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia abbiamo lanciato le nostre 5 priorità per il paese: difesa della sanità pubblica, contro i tagli e la privatizzazione, e della scuola pubblica, vittima di una scarsissima attenzione da parte di questo governo. (Il diritto allo studio è la prima grande leva di emancipazione sociale delle persone.) Poi il lavoro. (Con il Movimento 5 Stelle e con l’Alleanza Verdi e Sinistra facciamo una battaglia comune per il salario minimo e anche per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.) E ancora, le battaglie per i diritti sociali e civili, e politiche industriali comuni per aumentare la produttività. Su questi 5 punti siamo certi si possano costruire convergenze con le altre forze politiche e sociali
Perseguiamo tutti i mezzi per battere le destre, che sono il nostro unico avversario.» Il problema è che, quando sente pronunciare il nome di Renzi, a Conte viene l’orticaria. A «Porta a porta» il 1° ottobre 2024 il professore le ha sparate grosse: «Ci siamo trovati Renzi in mezzo senza essere informati», «Renzi, una bomba a orologeria, mai al governo con lui», «Con Renzi è un pastrocchio, serve un’alternativa seria», «Alle regionali, dove c’è lui non ci siamo noi». Fino alla botta finale: «Il campo largo non esiste più»
La Schlein fa di tutto per ricucire e liquida seccamente la questione. «Rivendico di non aver mai utilizzato l’espressione “campo largo”, ereditata da fasi politiche precedenti. Capisco l’utile semplificazione dei media, ma a noi interessa costruire una coalizione progressista intorno a temi in cui quel che ci unisce sia maggiore di quel che ci divide Noi, di veti, non ne mettiamo, ma quando li mettono altri alleati, a noi che siamo la prima forza di opposizione spetta di fare delle scelte, e le abbiamo sempre fatte.
Del resto, sulle alleanze nei territori abbiamo sempre deciso insieme: a volte eravamo tutti, a volte no.» Ma certe differenze tra di voi sono forti, obietto. «Certo che ci sono le differenze. Altrimenti staremmo tutti nello stesso partito. Avvicinarsi e ascoltarsi è un’arte» risponde.
Con il M5S e con Alleanza Verdi e Sinistra vi siete divisi nella designazione dei componenti del nuovo consiglio d’amministrazione della Rai. Non è stato un errore far occupare a Verdi e Sinistra la vostra casella?, domando alla Schlein. «Da quando sono segretaria mi batto per una riforma che garantisca la qualità del servizio pubblico, oggi piegato a strumento di propaganda. Per questo le opposizioni erano unite nell’evitare di nominare un consiglio d’amministrazione con mandato triennale, visto che entro l’8 agosto 2025 deve essere recepito anche in Italia l’European Media Freedom Act, che richiede indipendenza della Rai dai partiti. Poi è andata come è andata, ma noi restiamo in commissione di vigilanza e accanto ai lavoratori.
(da agenzie)

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CHE BRUTTA FINE PER MONTELEONE: LA RAI HA DECISO DI CHIUDERE “L’ALTRA ITALIA”, IL PROGRAMMA FLOP DEL GIOVEDÌ

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

TELEMELONI SI È DOVUTA ARRENDERE DOPO GLI ASCOLTI DA PREFISSO TELEFONICO CHE AVEVANO PORTATO RAI2 AL MINIMO STORICO DELLO 0,99% IN PRIMA SERATA

Giovedì sarà ancora in onda, ma sarà l’ultima volta (per ora) che lo vedremo in prima serata. Come anticipato in mattinata da Domani, la Rai ha deciso di chiudere L’altra Italia, il talk del giovedì sera condotto da Antonino Monteleone.
Doveva essere la scommessa del nuovo palinsesto degli Approfondimenti […] Nella nota diffusa dall’azienda, si legge che «nelle prossime settimane insieme al conduttore, con la direzione distribuzione e la direzione marketing avvieremo delle riflessioni per realizzare una nuova trasmissione con un nuovo format e una collocazione in palinsesto più efficaci».
Alla sua presentazione, il direttore di genere Paolo Corsini lo aveva definito «uno tra i programmi più attesi di questa stagione», «anche e forse soprattutto un nuovo volto, Antonino Monteleone, sul quale intendiamo puntare. Un conduttore giovane per gli standard Rai».
Verosimile, dunque, che si cambi collocazione, forse a favore di una seconda serata: il giovedì sera da tempo non porta fortuna alla Rai, che da quando Michele Santoro ha lasciato il servizio pubblico non è riuscita a trovare un prodotto che incontrasse il gusto del pubblico. Ma L’altra Italia era partito particolarmente debole (1,7 per cento di share) per arrivare al record negativo dello 0,99 per cento di dieci giorni fa. Giovedì 24 aveva fatto l’1,2 per cento. La prossima puntata, quella del 31, andrà in onda, ma sarà l’ultima.
Quel che sembra invece possibile è che il programma, che gode anche della simpatia di Fratelli d’Italia, possa tornare in un’altra veste. Per esempio, con una squadra ridotta e un’impostazione diversa, magari più servizi e meno studio. Certo, non potrà mantenere il costo attuale di 180mila euro a puntata. Mentre continuerà il contratto biennale dal 700mila euro di Monteleone, in attesa di un rientro più avanti in stagione.
(da agenzie)

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GENNY SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI: SANGIULIANO SOFFRE DI DISTURBO DA STRESS, CON ANSIA, PANICO E INSONNIA. SAREBBE L’EFFETTO DELLE PRESSIONI SUBITE DA MARIA ROSARIA BOCCIA

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

LO CERTIFICA UN REFERTO DEL PROFESSORE PAOLO GIRARDI, TRA I MASSIMI ESPERTI DI PSICHIATRIA IN ITALIA, CHE HA IN CURA L’EX MINISTRO… BOCCIA NEGA DI ESSERE L’AUTRICE DELLA FERITA SULLA TESTA DI GENNY E SI PREPARA A TORNARE IN TV

Da un certificato medico arriva la nuova verità sul caso Boccia-Sangiuliano. Lo sottoscrive il professor Paolo Girardi, luminare romano, uno tra i massimi esperti di psichiatria in Italia, che da un paio di settimane ha in cura Gennaro Sangiuliano. Un referto destinato a finire agli atti della guerra giudiziaria tra l’ex ministro della Cultura e Maria Rosaria Boccia.
Il documento certifica le gravi conseguenze sulla salute del giornalista della nota vicenda che l’ha coinvolto insieme alla ex collaboratrice del Mic. E in particolare delle pressioni e vessazioni subite dal giornalista e anche delle lesioni fisiche che ha denunciato e per cui Boccia risulta indagata. Lo specialista parla di un disturbo da stress, che causa al paziente ansia, panico e insonnia.
Lo psichiatra che ha visitato l’ex direttore del Tg2 premette che non ha veri e propri disturbi psichiatrici. Tuttavia ha riscontrato un malessere psicofisico. Poi spiega anche le cause di questa condizione di disagio. Certifica che è la conseguenza del trattamento subito, che ha portato danni a Sangiuliano, sia nella sfera pubblica sia in nella sfera privata, e alla sua famiglia.
Le nuove foto della testa sfregiata di Sangiuliano, diffuse da Report, sono diventate virali. E due giorni fa Maria Rosaria Boccia ha provato a negare di essere lei l’autrice della ferita. Su Instagram ha postato un articolo del Centro dal titolo «Boccia e Boccioni da record in tv».
Si parla della puntata del programma di Rai 3 e poi si afferma: «Secondo l’avvocato di Sangiuliano quel taglio in fronte apparso a Sanremo, e poi dissimulato da trucco e cerotto, sarebbe il frutto di un’aggressione» della consulente. Secondo «persone vicine alla Boccia, invece, sarebbe il frutto di una caduta accidentale in albergo».
Il quotidiano aggiunge che la 41enne «sta preparando una nuova uscita pubblica», forse da Formigli. Il fatto è che, tornando alla lesione alla testa, nelle ormai note chat dell’estate scorsa i due parlano della lite che hanno avuto e pure del «graffio».
Entrambi sembrano sottintendere che l’autrice sia lei. «Non voglio un altro taglio sulla fronte» scrive Sangiuliano e aggiunge: «Sfregiato… se non fossi stata tu avrei picchiato durissimo». Risponde Boccia: «Mi hai letteralmente mandato fuori di testa… mi hai portato a un punto imbarazzante… mi hai fatto diventare una iena».
Intanto ieri la Giunta per le immunità del Senato ha detto «no» alla richiesta da parte del Tribunale dei ministri di utilizzare la corrispondenza sequestrata all’ex ministro della Cultura nell’ambito del caso Boccia.
I componenti dell’organismo presieduto da Dario Franceschini hanno approvato a maggioranza la relazione di Adriano Paroli (Fi) nella quale si ravvisa il fumus persecutionis da parte dei magistrati nei confronti di Gennaro Sangiuliano. Poco dopo l’Aula del Senato ha approvato con 95 «sì» e 58 «no» la decisione della Giunta per le immunità.
(da Il Giornale)

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IL GIUBILEO AVRA’ UNA MASCOTTE IN STILE MANGA! LA MOSSA DEL VATICANO PER STRIZZARE L’OCCHIO AL MERCATO ASIATICO

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

OCCHIONI DA MANGA, CIUFFO AZZURRO, K-WAY GIALLO, LA MASCOTTE SI CHIAMA “LUCE” ED È UNA VIA DI MEZZO TRA UN FUMETTO NIPPONICO E UN FUNKO POP … A DISEGNARLA È STATO L’ILLUSTRATORE SIMONE LEGNO

Occhioni da manga, ciuffo azzurro, k-way giallo. Si chiama Luce e sarà la mascotte del Giubileo, un po’ fumetto nipponico e un po’ Funko Pop. A presentare personaggio disegnata dall’illustratore Simone Legno, creatore del brand Tokidoki e già al lavoro con la As Roma, è stato monsignor Rino Fisichella.
I dettagli rimandano alla vita dei pellegrini: l’impermeabile, stivali sporchi di terra a testimoniare il cammino già percorso, una croce missionaria al collo e il bastone del fedele.
“Particolarmente evocativa è la rappresentazione degli occhi di Luce, che brillano di una luce intensa: simboleggiano la speranza che nasce nel cuore di ogni pellegrino, incarnano il desiderio di spiritualità e di connessione con il divino e fungono da richiamo a un messaggio universale di pace e fraternità”, spiegano dal Vaticano.
La mossa è chiara: “La scelta di una mascotte come Luce si inserisce in un contesto più ampio, volto a coinvolgere le nuove generazioni e a promuovere un dialogo intergenerazionale. La mascotte non solo rappresenta il Giubileo, ma diventa anche un simbolo di comunità, di accoglienza e condivisione
(da agenzie)

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“TRUMP È INSTABILE E VUOLE IL POTERE ASSOLUTO” – KAMALA HARRIS, A UNA SETTIMANA DAL VOTO, ALZA I TONI. NEL COMIZIO A WASHINGTON CHE CHIUDE LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

DAVANTI A 50 MILA PERSONE, ATTACCA CON VIOLENZA IL TYCOON: “È UN MESCHINO TIRANNO”… È TESTA A TESTA NEI SETTE STATI IN BILICO

“Donald Trump è instabile e vuole il potere assoluto”: A una settimana dal voto negli Stati Uniti Kamala Harris lancia la sua requisitoria all’Ellipse, nel luogo simbolico di fronte al lato sud della Casa Bianca in cui l’avversario repubblicano quasi quattro anni fa, il 6 gennaio del 2021, radunò i suoi sostenitori e li invitò a “lottare come dannati”, “fight like hell”.
Un’esortazione che finì con l’assalto a Capitol Hill e la giornata più buia della democrazia americana. “E’ il momento di una nuova generazione di leader in America. E io sono pronta”, ha detto la vice presidente alla sua gente riunita nella capitale. Gli Stati Uniti non sono un luogo per “aspiranti dittatori”: i manifestanti di Seneca Falls e dello Stonewall “non hanno lottato e dato al loro vita solo per vederci cedere le nostre libertà fondamentali. Non lo hanno fatto per vederci sottomettere alla volontà di un altro meschino tiranno”, ha aggiunto.
Il “popolo di Kamala”, raccolto nello stesso luogo dei trumpiani tre anni fa, non potrebbe essere più diverso dalla folla dalla quale sono usciti gli insurrezionisti violenti che hanno attaccato il Congresso. Composto, anche troppo secondo alcuni osservatori, quasi rassegnato ad una vittoria che sembra sempre più difficile, ma che comunque ha deciso di scendere in massa a dare il suo sostegno alla candidata democratica.
Oltre 52mila persone secondo la polizia della capitale, migliaia delle quali hanno atteso circa due ore e mezza in fila, pazientemente, e altre migliaia che nonostante la lunga coda non sono riuscite ad entrare nel perimetro dell’Ellipse e si sono assiepate sul grande prato di fronte, dove sorge l’obelisco dedicato a George Washington, un altro luogo iconico della capitale Usa.
Una folla che si vede così numerosa su quel prato forse solo in un’occasione: il 4 luglio, la festa dell’indipendenza americana. Una massa allegra ma non folkloristica come i sostenitori di The Donald, che lo venerano senza se e senza ma. Forse più consapevole, più critica anche nei confronti di una candidata che non appoggiano in tutto e per tutto, vedi ad esempio la guerra a Gaza, e tuttavia conscia dell’importanza di queste elezioni e spaventata dagli scenari prospettati dai democratici in caso di vittoria del repubblicano.
“Questo voto è una scelta fra il caos e la divisione o la liberta”, ha avvertito la vice presidente. “Trump parlando da questo posto quattro anni fa, ha inviato una folla armata a ribaltare un’elezione libera e giusta. Un’elezione che aveva perso”, ha attaccato Harris per poi passare ad una nota dolente della sua campagna, la crisi al confine sud degli Stati Uniti.
“Perseguiremo i cartelli del narco traffico e gli immigrati illegali, ma allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare che siamo una nazione di migranti”, ha affermato. Quindi la democratica ha affrontato un altro tema caldo, la continuità con Joe Biden.
“La mia presidenza sarà diversa”, ha assicurato promettendo di continuare a lottare per l’aborto e i diritti riproduttivi delle donne. Harris ha anche promesso che non abbandonerà gli alleati degli Stati Uniti in tutto il mondo, altro argomento controverso con le minacce del tycoon di uscire dalla Nato e la sua vicinanza a figure autoritarie come Vladimir Putin e Kim Jon un. Harris ha anche promesso che “sarà la presidente di tutti gli americani, anche di chi non è d’accordo con lei”.
“We are not going back!”, hanno risposte donne nere e bianche, uomini, famiglie e centinaia di giovani, soprattutto studenti delle tante università di Washington. Qualcuno reggeva un cartello con la foto del tycoon con i baffi alla Hitler, qualcun altro protestava per il diritto all’aborto, alcuni per la difesa della comunità Lgtbq+.
“Io entrerò nello Studio Ovale con una lista di priorità per gli americani, Trump con una lista di nemici da punire”, ha attaccato la vice presidente accolta dall’ovazione del pubblico. Se l’America fosse Washington, Harris avrebbe la vittoria in tasca. Ma la capitale per molti gli analisti, e forse non a torto, è una bolla lontana da quella pancia del Paese che sembra preferire Trump.
Kamala Harris s Donald Trump testa a testa in Pennsylvania, stato in bilico che ha 19 grandi elettori. Secondo un sondaggio di Cbs News-YouGov, Harris e Trump hanno ognuno il 49% dei consensi.
(da agenzie)

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IN LIGURIA PASSANO GIUNTE E GOVERNATORI MA CLAUDIO SCAJOLA RESTA E DA’ LE CARTE: PARLA IL REGISTA (STAVOLTA NON A SUA INSAPUTA) DELLA CANDIDATURA E DELLA VITTORIA DI BUCCI: “HO FATTO SOLO LA MIA PARTE”

Ottobre 30th, 2024 Riccardo Fucile

I VOTI DEL FEUDO DI IMPERIA DELL’EX MINISTRO FORZISTA SI SONO RIVELATI DECISIVI E SCAJOLA E’ PRONTO A FARLI PESARE: “AL NEO-PRESIDENTE NON DISDEGNERÒ DI DARE CONSIGLI, QUANDO SARANNO RICHIESTI” … IL NIPOTE MARCO SCAJOLA È STATO IL PIÙ VOTATO IN REGIONE. SARÀ DI NUOVO ASSESSORE? “DI QUESTO NON VOGLIO PARLARE. MA…”

«Macché feudo, i voti “miei” sono tre: mia moglie e i miei due figli!». Claudio Scajola, non faccia il modesto… «Allora, sicuramente si può dire che nella provincia di Genova è andato meglio lo schieramento di Orlando e che i 16mila voti di scarto della provincia di Imperia sono stati decisivi, per compensare».
Decisivo Scajola lo è stato, sicuro, per salvare la destra da una disfatta che due mesi fa pareva certa. E invece l’ha spuntata Marco Bucci (e dunque Giorgia Meloni) grazie a questo ex diccì, ex berlusconiano, sopravvissuto alla prima e alla seconda repubblica, un paio di arresti alle spalle, un mucchio di indagini (ma da quasi tutte è uscito prosciolto, assolto o prescritto), e che è ancora su piazza: sindaco di Imperia a 76 anni, dal 2018, un ritorno, perché la prima volta con la fascia tricolore, ricorda adesso, «era il 1982».
Meloni l’ha ringraziato, al telefono, la sera dello spoglio, rivela.
«Appena è uscita la mia dichiarazione in cui dicevo: “Ha vinto Bucci”, squilla il cellulare, è Antonio Tajani. Mi mette in vivavoce e c’è anche Giorgia Meloni». Che le ha detto la premier? «Ci siamo rallegrati di avere scelto la persona giusta ». Ma l’ha scelto lei o Meloni, Bucci? «Io mi sono impegnato in tutti i modi, prima per convincere Bucci a candidarsi e poi perché tutti ne fossero convinti: serviva un tecnico, un esterno, non uno di FdI o altri. Ma certamente è stata fondamentale l’opera di Meloni. Diciamo che io ho fatto la mia parte ».
Con Toti i rapporti si erano guastati, a un certo punto. «Burrascosi », li definisce ora lui, ma le cose, prima dell’arresto dell’ex governatore, erano migliorate: «Avevamo fatto pace? No, ma avevamo trovato il modo di capirci meglio». Con questo credito politico nel taschino del gessato, Scajola giura che non vuole giocare da presidente ombra, in regione, anche se si fa fatica a credergli
Dissimula così: «Bucci ha vinto perché i liguri hanno capito che è un uomo del fare. In questo mi assomiglia». Però, la sua Imperia, fa capire, conterà di più rispetto all’era Toti: «Bucci è ben consapevole che sì, Genova ha metà degli abitanti della Liguria, ma anche che a Ponente qualche malumore c’è e si chiede più attenzione dalla Regione». Al neo presidente, aggiunge sibillino, «non disdegnerò di dare consigli, quando saranno richiesti». Insomma, chiamerà, al momento giusto.
(da La Repubblica)

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