Destra di Popolo.net

LIBERAZIONE ALMASRI, OPPOSIZIONI UNITE: SI FACCIA SUBITO LUCE SUL CASO”

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

MENTRE LA STAMPA INTERNAZIONALE MASSACRA IL GOVERNO DEGLI AMICI DEI TRAFFICANTI

Il lungo silenzio delle istituzioni italiane ha generato numerose critiche, sia da parte della politica nazionale e delle associazioni per i diritti umani, sia dalla stampa internazionale, che ha evidenziato la mancanza di trasparenza del Paese. Il ministro Nordio, in passato assai critico verso alcuni rappresentanti libici definiti da lui stesso ” mafiosi”, ha rappresentato infatti l’unica voce ufficiale in merito a questa vicenda, e ciò ha aggravato ancor più l’impressione di quello che per molti pare essere un “imbarazzo istituzionale”.
Sul caso si è immediatamente espressa la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein: “Giorgia Meloni voleva inseguire i trafficanti di esseri umani in tutto il globo terracqueo, ne era stato arrestato uno libico in Italia e invece di dare seguito alle richieste della Corte penale internazionale che lo accusa di crimini di guerra e contro la dignità umana, lo hanno rimandato impunito in Libia. Il governo chiarisca immediatamente perché Almasri è stato scarcerato e lasciato andare”.
Il deputato Pd Matteo Orfini ha dichiarato: “Parliamo di una persona accusata di crimini orribili, centrale nel sistema di gestione dei flussi migratori operato dalla Libia su mandato del nostro Paese. Rimandarlo in Libia significa rendere impossibile per la Corte procedere e di fatto coprire i suoi crimini”.
Anche Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che aveva esultato per l’arresto di Almasri annunciato un’interrogazione parlamentare al governo sul perché il libico si trovasse in una città italiana, ha immediatamente dichiarato: “Se questo personaggio potrà lasciare tranquillamente l’Italia invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale per essere giudicato sarà chiaro a tutti – alla CPI, all’Interpol, alla comunità internazionale e ai cittadini del nostro Paese – che l’attuale governo italiano, Meloni, Nordio, Piantedosi proteggono i trafficanti di esseri umani e i torturatori libici”.
“Meloni non doveva fare la guerra in tutto il globo terracqueo ai trafficanti di esseri umani e arrestarli? Oggi invece ha liberato il trafficante e torturatore libico Almasri Habish e lo ha rimandato in Libia, nonostante un mandato di arresto della Corte penale internazionale”, ha invece sottolineato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs.
Sulla vicenda è intervenuto anche Riccardo Magi, segretario di +Europa: “È gravissimo che il comandante della polizia giudiziaria libica Najeem Osema Almasri Habish, arrestato domenica scorsa a Torino, sia stato rilasciato e rinviato in Libia, nonostante ci sia un mandato d’arresto della Corte penale internazionale. Presentiamo una interrogazione urgente al ministro Nordio affinché venga a riferire in Aula già nelle prossime ore”.
Matteo Renzi, leader di Italia viva, ha annunciato a sua volta l’intenzione di chiedere conto a Nordio, e anche lui presenterà un’interrogazione parlamentare in merito.
Open Arms: “Urgente far valere i diritti umani di chi attraversa le frontiere”
“La notizia della scarcerazione di Njeem Osama Elamsry, detto Almasri, che domenica scorsa era stato fermato a Torino su mandato della Corte penale internazionale per crimini di guerra, ci lascia basiti e con molte domande”, ha dichiarato Valentina Brinis, Advocacy officer di Open Arms, che ha aggiunto “Quello che ormai da anni accade in Libia è sconcertante e lo è ancor di più pensare che l’Italia si ostini ogni anno a confermare il suo supporto, in particolare rivolto ad alcuni enti come la cosiddetta Guardia Costiera. Il sostegno avviene puntualmente in due momenti: ogni anno con il finanziamento attraverso il decreto missioni e ogni tre rinnovando il memorandum Italia-Libia. Quanto e cosa dobbiamo ancora attendere per interrompere questa relazione e far valere i diritti umani di chi attraversa le frontiere?”
Le opposizioni unite: “Meloni subito in aula a riferire sulla vicenda”
“La premier Giorgia Meloni deve venire urgentemente in Aula a riferire sulla vicenda che ha coinvolto Njeem Osama Elmasry, noto come Almasri”, a chiederlo oggi, 22 gennaio, alla Camera, sono state tutte le opposizioni unite, (AVS, Pd, Più Europa, Italia viva, M5S e Azione) poco prima delle comunicazioni alla Camera del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sull’invio delle armi all’Ucraina.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

“SEI UN SARCOFAGO, UN CADAVERE CHE CAMMINA, NON SERVI A UN CAZZO”: GLI INSULTI DI SEI DIPENDENTI DELLA RSA “VILLA DANIELA”, IN PROVINCIA DI VITERBO, AGLI OSPITI DELLA STRUTTURA

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

L’INFERNO VISSUTO DAGLI ANZIANI: UNA 80ENNE SAREBBE STATA LEGATA AL LETTO, ABUSATA E SEVIZIATA CON UN BASTONE… UN OPERATORE HA AGGREDITO UNA DONNA TAPPANDOLE LA BOCCA E PRENDENDOLA A TESTATE, DOPO AVERLE SPUTATO SUI PANTALONI… GLI INSULTI E LE MINACCE: “MORIRAI PRESTO; SENTI QUANTO PUZZI; TI HANNO LASCIATO QUI PERCHÉ TUO FIGLIO NON TI SOPPORTA PIÙ”

«Sei un sarcofago, un cadavere che cammina, non servi a un ca..o, sei inutile alla società». Quando le telecamere nascoste nella casa di cura Villa Daniela hanno iniziato a trasmettere le immagini carpite all’interno i carabinieri hanno capito quanto fosse grave la situazione. E ieri hanno arrestato 3 persone indagandone altre tre.
Perché nella tranquillità delle campagne viterbesi, a Latera, sei operatori della nota Rsa legavano al letto per intere giornate gli anziani di cui avrebbero dovuto prendersi cura, lasciandoli senza cibo e acqua. E poi percosse, strattonamenti e farmaci somministrati senza prescrizione, solo per sedarli.
In un caso gli investigatori hanno anche documentato una violenza sessuale ai danni di una donna di oltre 80 anni, legata al letto e abusata, seviziata anche con un bastone.
Scene da brividi quelle descritte negli atti: come quando un operatore ha preso di mira un’anziana: «muovendola bruscamente, tappandole più volte la bocca, sputando sui pantaloni del pigiama per poi ripiegarli, afferrandole la testa, scaraventandola sulla sedia a rotelle…occludendole la bocca per impedirle di chiamare aiuto… sferrandole una testata alla nuca», si legge nell’ordinanza cautelare.
Insulti e minacce erano all’ordine del giorno: «Morirai presto», urlava un operatore. «Senti quanto puzzi», diceva un altro. Le vittime piangevano, chiedevano di poter chiamare i familiari. Inutile: «Ti hanno lasciato qui perché tuo figlio non ti sopporta più», ripetevano gli indagati.
Sono almeno 21 le vittime, ma potrebbero essere molte di più, considerando che nessuno di loro ha mai denunciato. I carabinieri di Montefiascone infatti hanno iniziato a lavorare al caso da quando, la scorsa primavera, un ex dipendente ha denunciato quello che ha visto tra le mura della struttura.
Si tratta di una casa di cura che ha iniziato l’attività già nel 2013 e fa parte infatti di una sorta di polo che si estende nei comuni di Onano e Gradoli. La stessa società che lo gestisce ha realizzato una sede anche a Poggio Spaccato, in Umbria. Oltre 150 posti letto, cinque strutture, 60 collaboratori specializzati.
(da la Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

“UN SACERDOTE GIRAVA PER LOCALI NOTTURNI IN COMPAGNIA DI FANCIULLI”: LA DIOCESI DI BOLZANO-BRESSANONE PUBBLICA IL DOSSIER CONTENENTI LE TESTIMONIANZE CHE HANNO PORTATO ALLA SCOPERTA DI 67 CASI DI ABUSI COMMESSI PER ANNI DA UOMINI DI CHIESA IN ALTO ADIGE

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

DAL PRETE CHE “A UNA DONNA, HA INFILATO LA MANO SOTTO LA CAMICETTA, AFFERMANDO ‘QUI C’È UN MONDO BELLISSIMO'”, AL RELIGIOSO CHE “HA FATTO SPOGLIARE UN CHIERICHETTO, MENTRE GLI ALTRI GIOCAVANO A CALCETTO NELLA STANZA ACCANTO, E NE HA ABUSATO”

Dopo aver reso noti gli abusi commessi per anni da uomini di chiesa in Alto Adige, la Diocesi di Bolzano-Bressanone ha compiuto un altro, importante passo verso la verità: la pubblicazione integrale sul proprio sito del corposo dossier relativo a quelle violenze. Oltre 600 pagine di testimonianze che hanno portato alla scoperta di 67 casi: 59 le vittime, 41 i sacerdoti coinvolti. Ecco alcuni casi.
A metà degli anni Novanta, un giovane insegnante si tolse la vita. In molti ricondussero il gesto agli abusi subiti da bambino. Il vicario, a conoscenza di non meglio specificate tendenze omosessuali del sacerdote sospettato, gli chiese «di non celebrare personalmente il funerale». Una disposizione che però non fu rispettata
Mezzo secolo di incarichi e trasferimenti a partire dagli anni Sessanta, fino alla rimozione dall’incarico e al processo canonico nel 2010. I parroci responsabili di questo prete hanno messo sempre in evidenza problematiche nel trattare con il genere femminile. Sul caso si è soffermato anche l’avvocato Ulrich Wastl, uno dei relatori: «In questa situazione è mancata la cultura dell’errore». Cioè: si è pensato che trasferendolo si potesse risolvere il problema.
A metà degli anni Settanta, arrivava la segnalazione di un sacerdote già trasferito tre volte che «intratteneva rapporti amichevoli». Dopo un altro trasferimento, giungono nuove lamentele circa il fatto che il sacerdote «sperperasse denaro in bevande, imposte principalmente a giovani signorine». Seguirono diversi «ricoveri in psichiatria» e «vani tentativi di affidare al sacerdote incarichi adatti».
Anni Settanta, un sacerdote era preside di una scuola media. Tra le altre cose, «si considerava preoccupante la tematizzazione in classe di argomenti di carattere sessuale». In una lettera, il sindaco del paese racconta la condotta dell’uomo di Chiesa: «Ad una sposa, in una locanda, ha pubblicamente infilato la mano sotto la camicetta, affermando “qui c’è un mondo bellissimo”». Dagli atti emerge che il sacerdote avrebbe insegnato fino agli anni Novanta e sarebbe stato impiegato come parroco fino al suo pensionamento.
Il decano responsabile di un altro sacerdote riferiva alla Curia diocesana che questo girava per locali notturni in compagnia di «fanciulli». […] Il vicario generale rispondeva di «aver preso atto della notizia e che il sacerdote avrebbe dovuto essere quindi trasferito». Tuttavia, non risultano provvedimenti presi a seguito di questa segnalazione.
Da un promemoria risulta che un prete «già anni prima avrebbe attirato l’attenzione a causa di condotte moleste nei confronti di donne». Alla fine degli anni Settanta, questo «estendeva le sue molestie a minorenni, con il conseguente intervento diretto del sindaco». Il sacerdote avrebbe «fatto spogliare un chierichetto, mentre gli altri giocavano a calcetto nella stanza accanto, e ne ha propriamente abusato. Gli altri sono scappati quando l’hanno visto». Inoltre, «sul balcone ha disposto una piscinetta di plastica per far nuotare i bambini. Cosa intenda fare è altrettanto evidente», recita la nota.
Il vescovo veniva informato che un prete «si intratteneva regolarmente a bordo della propria auto nei pressi della stazione, in cerca di giovani per scopi illegali». […] Più tardi, il sacerdote veniva allontanato dalla parrocchia in cui aveva operato fino ad allora e nominato assistente religioso presso il Centro pastorale di Bolzano. Parallelamente si occupava della preparazione alla Cresima.
(da Il Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

“FACCIO LA SPESA NEI CASSONETTI, COSI’ SPENDO APPENA 99 DOLLATI IN UN ANNO”

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

LA MODA DEL DUMPSTER DIVING E L’INFLUENCER DANESE

«Ho sempre il frigorifero pieno di cibo, ma nel 2024 ho speso solamente 99 dollari al supermercato». Il segreto di Sofie Juel Andersen, 30enne danese, è il cosiddetto dumpster diving, cioè rovistare nei cassonetti della spazzatura sul retro dei grandi negozi.
Qui spesso vengono buttati tutti i prodotti viziati (anche solo una lattina ammaccata) o scaduti da uno o due giorni, così come numerosi altri prodotti non alimentari. Di tutti questi Juel Andersen fa incetta. Una questione economica che, nel tempo, è diventata anche un «attivismo quotidiano»: educare contro lo spreco.
La curiosità iniziale: «Una volta abbiamo trovato 300 lattine integre»
Ma come si diventa dumpster diver? Sofie Juel Andersen ha iniziato per caso dopo essersi trasferita a Sydney, in Australia. Insieme a una amica è andata a guardare cosa ci fosse all’interno dei cassonetti vicini ai supermercati. «Non l’avevo mai fatto prima, quindi ho pensato di dare un’occhiata a un cassonetto e quello che ho trovato è stato pazzesco: era pieno di cibo fresco e adatto per essere consumato», ha raccontato. «Ma era la nostra prima volta, quindi non abbiamo preso tante cose». Nonostante tutti i suoi amici pensavano fosse una pratica disgustosa, la 30enne non aveva intenzione di smettere. «Spesso anche i cestini sono pieni di cibo confezionato: polli interi, caramelle, bevande. Una volta abbiamo trovato 300 lattine di bibite ancora intonse, che vengono buttate solo perché le confezioni sono danneggiate».
I vantaggi economici e ambientali
Da una semplice curiosità, rovistare nei cassonetti è diventato una «scelta di vita». «Riduce l’inquinamento», ha spiegato Sofie Juel Andersen, che ormai utilizza i supermercati solo per prodotti di igiene. «E poi mi permette di lavorare solo quattro giorni a settimana. Mi garantisce tantissima libertà personale e finanziaria». Con tutti i soldi risparmiati, la giovane danese li investe per regalarsi dei viaggi. E anche all’estero non rinuncia a questo suo impegno. Con lo scopo, nel frattempo, di creare consapevolezza riguardo allo spreco: «Può essere buono anche se ha qualche imperfezione».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

PECHINO BATTE IL RECORD MONDIALE DI INSTALLAZIONI DI RINNOVABILI, NEL 2024, VUOLE RAGGIUNGERE LA NEUTRALITÀ DEL CARBONIO NEL 2060

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

LA CAPACITÀ INSTALLATA TOTALE È ORA DI 887 GW NEL SOLARE E 521 GW NELL’EOLICO, OLTRE IL 15% IN PIÙ RISPETTO ALL’OBIETTIVO FISSATO PER IL 2030

Secondo i dati ufficiali cinesi, la Cina ha battuto il record mondiale in termini di installazioni di capacità di produzione di energia rinnovabile nel 2024.
Lo scorso anno ha installato circa 277 gigawatt (GW) di nuova capacità solare, rispetto ai 217 GW del 2023, e 80 GW di nuova capacità eolica, secondo i dati pubblicati dalla National Energy Administration.
Pechino vuole raggiungere la neutralità del carbonio nel 2060. La capacità installata totale è ora di 887 GW nel solare e 521 GW nell’eolico, oltre il 15% in più rispetto all’obiettivo di 1.200 GW installati in totale nel 2030 fissato dal presidente Xi Jinping nel 2020.
La Cina ha investito più di 50 miliardi di dollari nel settore dal 2011 al 2022. La seconda economia mondiale, tuttavia, rimane fortemente dipendente dal carbone, anche se nella prima metà 2024 ha ridotto dell’83% le autorizzazioni per costruire centrali elettriche a carbone.
(da Il Sole 24 ore)

argomento: Politica | Commenta »

MELONI VOLEVA INSEGUIRE GLI SCAFISTI PER IL “GLOBO TERRACQUEO”, NELLA REALTA’ LI METTE IN SALVO CON UN VOLO DI STATO

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

ALMASRI, IL CAPO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA DELLA LIBIA E’ LA FIGURA CHIAVE NEL TRAFFICO DI MIGRANTI VERSO L’ITALIA… RICERCATO NEL MONDO, NOI GLI DIAMO UN PASSAGGIO PER TRIPOLI CON UN VOLO DI STATO

L’11 marzo del 2023 e Giorgia Meloni è a Cutro dove si è riunito simbolicamente il Consiglio dei Ministri. Due settimane prima al largo della costa del comune jonico, era avvenuto il naufragio di una nave carica di migranti. I morti accertati sono 94, i dispersi mai restituiti dal mare un numero mai stabilito con certezza. Sull’imbarcazione partita dalla Turchia secondo le testimonianze viaggiavano almeno 160 persone, i superstiti saranno 54.
Finito il vertice del Governo con al centro il tema dell’immigrazione, la Presidente del Consiglio spiega in conferenza stampa:
Non colpire solamente quei trafficanti che noi troviamo sulle barche, ma colpire i trafficanti che ci sono dietro. E per me questo è un elemento molto importante, perché cambia completamente l’approccio del governo italiano rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi anni. Noi siamo abituati a un’Italia che si occupa soprattutto di andare a cercare i migranti per tutto il Mediterraneo. Quello che vuole fare questo governo è andare a cercare gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo perché vogliamo rompere questa tratta.
L’immagine di Meloni a caccia di scafisti per il globo terracqueo diventa subito un meme, il video virale, la frase un riferimento del programma della destra al governo. Rimane che le parole della premier sono chiarissime: colpire le organizzazioni a partire dai vertici, non dando loro tregua anche oltre i confini italiani.
La parola d’ordine dell’estrema destra europea ora è remigrazione: e il summit potrebbe tenersi in Italia
Peccato che ieri Njeem Osama Elmasry Habish, conosciuto come Almasri, uno dei personaggi considerato un perno del traffico di esseri umani è stato rimandato in Libia con tante scuse a bordo di un Falcon 900 dei nostri servizi d’intelligence. A Tripoli ad attendere il capo della polizia giudiziaria una folla in festa che lo accoglie subito fuori la pista d’atterraggio. Su Almasri pende un ordine di cattura della Corte Penale Internazionale. È accusato di torture, tratta di esseri umani e crimini di guerra.
Altro che inseguire i responsabili della tratta dei migranti per tutto il globo terracqueo! Il governo Meloni impacchetta e rimanda a casa in tutta fretta uno degli uomini che garantirebbe partenze e l’esistenza di prigioni piene di uomini, donne e bambini. In meno di 48 ore Almasri viene scarcerato e espulso a tempo di record e con tante scuse, a causa di un “errore di procedura”, perché il ministero dell’Interno non sarebbe stato informato come da prassi.
Evidentemente Almasri riteneva di non aver nulla da temere nel circolare in Italia, tanto da recarsi tranquillamente allo stadio per vedere il match di domenica tra Juve e Milan. Sull’arresto e sul rilascio ci sono ancora molte cose da chiarire. Perché la procedura anomala, qualcuno aveva paura che il Governo e l’intelligence ne garantisse la mobilità lasciandolo andare? Chi ha paura delle dichiarazioni che Almasri poteva rendere sui rapporti con esponenti politici e degli apparati di sicurezza in Italia?
La verità è che la scelta di continuare ad esternalizzare la nostra frontiera in Libia, a suon di miliardi per la cosiddetta “guardia costiera libica” lungi da inseguire gli scafisti, garantisce un sistema fatto di corruzione, violenza, riduzione in schiavitù. Con i soldi nostri.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

A SALVINI “L’HANNO RIMASTO SOLO”, IL GOVERNO ABBANDONA AL SUO DESTINO IL MINISTRO DEI TRASPORTI CHE PER SPIEGARE IL CAOS FERROVIE URLA AL COMPLOTTO E SE LA PRENDE CON GLI ANARCHICI

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

TRA I BANCHI DELL’ESECUTIVO CI SONO SOLO ESPONENTI LEGHISTI. IL SOTTOSEGRETARIO MELONIANO ANDREA DELMASTRO, CHE ERA STATO LÌ PER LA DISCUSSIONE SULLA GIUSTIZIA, TORNA FRETTOLOSAMENTE ALLE SUE OCCUPAZIONI

A un certo punto il leghista Riccardo Molinari evoca «il cattivo maestro». Un «mandante». Paventa «il rischio eversione» per spiegare il caos delle Ferrovie. «L’Italia non si farà mai intimidire», giura però Matteo Salvini. Alla Camera dei deputati c’è l’informativa del ministro. I treni non arrivano in orario e le parole per spiegarlo sono quelle degli anni Settanta. «Che la rete sia oggetto di un’operazione di sabotaggio contro le ferrovie lo aveva già detto un altro premier nel 2014, poi a quelle parole non seguirono i fatti», ricorda il ministro dei Trasporti. Come a dire: qui quello complottardo non sono io.
La prima cosa che si nota a Montecitorio alle 18,30, quando Salvini mette in piedi in aula è che sui banchi del governo hanno preso posto solo esponenti leghisti. Un ministro (Roberto Calderoli, poi arriverà anche Alessandra Locatelli), nove tra sottosegretari e viceministri, da Rixi a Durigon, da Castiello a Freni, silenziosi, fedeli, compiti come a una recita: a tutti il Capitano batte il cinque.
Il sottosegretario meloniano Andrea Delmastro, che è stato lì per la discussione sulla giustizia, torna frettolosamente alle sue occupazioni. Li lascia soli. Fa impressione questo monocolore verde. «Matteo» li ha precettati per sentirsi meno abbandonato.
«Finalmente la vediamo dal vivo, signor ministro», lo accoglie il cinquestelle Antonino Iaria. «Lo sappiamo che lei non voleva fare il ministro dei Trasporti, e si vede, e infatti sono sconvolto nel sentirla parlare di complotto». Mormorii da destra. Iaria: «Senza i soldi del Pnrr lei a quest’ora faceva i video su Tik Tok!».
Salvini ce l’ha con gli anarchici. Per l’incendio alla sede legale di Italferr. «Il 3 dicembre 2024 su alcuni blog di frange anarcoinsurrezionaliste è stato rivendicato l’attacco incendiario. Da lì in poi abbiamo assistito a un’escalation preoccupante che non abbiamo mai voluto evidenziare in attesa di raccogliere informazioni più precise». Le opposizioni non gli credono. «È venuto a raccontarci del grande complotto fatto di chiodi e chiavi inglesi», lo liquida Toni Ricciardi del Pd.
Quindi il collasso della rete è colpa degli anarchici?
Il governo non c’è, ma la maggioranza lo sostiene. Però Fratelli d’Italia ha scelto come avvocato difensore un deputato non di prima fila: Fabio Raimondo. «Lei ci mette la faccia, ai tempi di Toninelli non avveniva», lo lusinga. Salvini gli batte le mani, come fa lui: un applausino. «Gli episodi recenti di sabotaggi e intrusioni nella rete ferroviaria, rappresentano una grave minaccia alla sicurezza nazionale che non va sottovalutata». Pure Raimondo fa riferimento «agli anni più bui della Repubblica». Dai banchi leghisti partono ripetuti battimani.
Elly Schlein dice che il Pd sta raccogliendo i dati sui ritardi: 20mila minuti al giorno. «Quando si scusa con gli italiani? Quando si scusa Meloni? Lo sa vero che i cantieri sono stati finanziati dai precedenti governi?». Elon Musk entra anche qui. Perché la segretaria gli dice: «Invece che sgomitare a chi è più amico di Musk, parlate del disagio che vivono studenti e lavoratori».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

SALVINI ER CATENA: SABOTAGGI, ATTENTATI. CHIEDE LA GRAZIA MA SCHLEIN LO SBERTUCCIA

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

GUARDATO CON COMPASSIONE DA FDI, FINISCE MASSACRATO PERSINO DALLA SEGRETARIA DEL PD

Salvini è er catena: prima era il chiodo sabotatore, ora è colpa della catena di Valdarno. Si presenta alla Camera, a una settimana dai grandi guasti, dai treni fermi, e sragiona di lucchetti, ferramenta e pantografi. Parla come il brigadier Salvini: “Il 28 novembre, nella sede di Italferr, alcuni soggetti si sono indebitamente introdotti provocando un incendio… e in data 3 dicembre su alcuni blog, gestiti da frange anarco-insurrezionaliste, è stato rivendicato l’attacco incendiario… Da lì in poi abbiamo assistito a una escalation”.
Dice che dopo le sue denunce i problemi sono finiti e non si sa se sia già volato su Marte insieme a Trump e Musk. Riesce a far brillare Elly Schlein che gli spiega: “Quand’è che si scusa? Guardi che non fa più il ministro dell’Interno, non è possibile che l’unico spostamento che a lei interessa è il suo, al Viminale”. C’è un paese che lo canzona, lo sbeffeggia e lo chiama: Salvini trenità, Dont’ cry for me Tiburtina, Salvini, la febbre del sabato sera, ma Salvini e i suoi compari la buttano sull’attentatuni! Fa arrivare non solo i treni in ritardo, ma anche le sue scuse.
Renzi, da una settimana, gli dà del buffone, Schlein gli dice “dimettiti”, ma Salvini anziché rispondere, presentarsi in Aula, quando era il momento, difendersi, ribattere ‘sto lavorando’, preferiva straparlare di cronaca nera.
Arriva in Aula, alle 18,30 all’ora dell’aperitivo, per questa informativa urgente (ma in ritardo di una settimana) seguìto dal suo capo segreteria e dal vero ferroviere d’Italia, Claudio Durigon, il solo leghista che lo porterebbe in calesse, ed è pure un Salvini con il raffreddore. Eccì! Per farlo sentire a suo agio presiede l’Aula Lorenzo Fontana, mentre Federico Freni lascia il Mef per portargli un po’ di solidarietà e di j’adore, essenza di bergamotto. Parfume.
Galeazzo Bignami, che era sottosegretario ai Trasporti, da quando è capogruppo di FdI alla Camera, lontano da Salvini, è un uomo nuovo. La verità? Un leghista: “Dispiace dirlo ma Salvini ha scelto il peggior ministero possibile. Salvini è il nostro Burlando. Ricordate Burlando? Era il ministro dei Trasporti sfigatello di sinistra”. Si attende ovviamente una replica di Burlando …
Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze, di FdI, prova quasi compassione: “Salvini è un uomo buono, solo che la sorte non lo aiuta”. Si avvicina Luca Toccalini, il segretario della Lega giovani, che tiene a garantirci: “Ma certo che Salvini ha i cornetti rossi. E’ attrezzato”. Come si fa a parlare male di questo Salvini al binario? Zaia è un toro e se Salvini non gli fa avere un altro mandato sfonda con la sua locomotiva veneta, via Bellerio; Lorenzo Cesa lo sta per lasciare definitivamente per fare una cosa di centro con Gianfranco Rotondi; l’altro cugino americano che Salvini si portava nei raduni punkofasci, il suo Vivek Ramaswamy, l’unico collegamento con Trump, ha lasciato Trump anzitempo per candidarsi governatore in Ohio. E’ così dimesso che Salvini sposta l’attenzione su Ferrovie e su Renzi: “Da anni la rete è oggetto di attacchi. Lo ribadì anche un premier nel 2014…”, “i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, non meritano polemiche”.
E infatti nessuno le ha fatte con loro ma con lui. La disperazione è tale che fa sapere che “grazie alla collaborazione con la Francia si aprirà il Frejus” e che solo per senso di responsabilità, lui non avrebbe enfatizzato i sabotaggi. E’ quasi peggio ascoltarlo quando fa il Salvini pantografato e parla della “disalimentazione del 14 gennaio”, quando si vanta di aver sbloccato “l’imbuto di Firenze” o ancora quando parla dei cantieri che ha aperto, dei treni che circolano. Dice: “Nel 2022, i treni erano 8 mila mentre ora sono 10 mila”.
Si imbroglia e viene smascherato dalla deputata Maria Chiara Gadda, di Italia Viva, non appena ricorda che nel 2018 “i risultati e i ritardi erano peggiori”, al che, Gadda: “Guardi che al governo c’era lei, ministro!”. Scopre la solidarietà nazionale dopo anni di sputacchi, perché, lamenta Salvini, “in passato non c’è mai stata una campagna di questo genere”, “sulla qualità dei trasporti non si può giocare perché riguarda il futuro dei nostri figli”. Come se la “Bestia”, la Tesla social della Lega, il motore endotermico della ferocia, sia stata inventata del mite Gianni Cuperlo e non dalla sua banda.
Fa capire, a mezzabocca, che il sindaco Gualtieri viene da lui a chiedere di sbloccare cantieri, che tutta la sinistra lo adula e poi, in pubblico, lo attacca. Salvini, povera stella! Il vero guaio è che contagia come la febbre di stagione. Carmine Raimondo di FdI manca poco e chiede lo stato di assedio perché “siamo di fronte a un attentato alla sicurezza dei trasporti”. Maurizio Lupi, che ha mestiere, avverte che “l’attentato alla mobilità non va mai sottovalutato, e non è un caso che i treni sono sempre diventati il bersaglio di chi voleva sovvertire la nostra comunità”. Hanno ragione i canzonatori: con Salvini sale la febbre “del saboto sera”. Il nuovo feticcio è già questa catena, che, dice Salvini, a Valdarno sud, il personale di Fs Security ha riscontrato forzata, la catena della chiusura del cancello a protezione del passaggio carrabile”. Finisce di parlare e lo smentiscono i sindacati sul pantografo, non si capisce cosa c’entri “L’Italia che non si farà mai intimidire”. Continua a scambiare le fondine del Viminale con le vanghe dell’Anas.
(da ilfoglio.)

argomento: Politica | Commenta »

MIGRANTI, 1.500 PERSONE IN RIVOLTA NEL CAMPO NIGERIANO FINANZIATO DAL GOVERNO ITALIANO: “QUI I BAMBINI MUOIONO”

Gennaio 22nd, 2025 Riccardo Fucile

“VIVIAMO DENTRO BARACCHE IN MEZZO AL DESERTO, ESPOSTI A FORTI VENTI TRA POLVERE E SABBIA, CON SCARSISSIMI SERVIZI SANITARI”

“Il nostro passato è triste, il nostro presente brutto, e il nostro futuro incerto, allora perché dovremmo rimanere qui?”, si legge su di un pezzo di stoffa tenuto in mano da quattro donne sudanesi in mezzo al deserto, all’entrata del campo umanitario di Agadez. Hanno il volto stanco e gli occhi socchiusi per il sole che insieme alla sabbia e il vento diventano schegge per la vista. Come loro anche le centinaia di bambini e bambine che si trovano nello stesso centro, tengono gli occhi socchiusi e con le mani dei cartelli. “Siamo stanchi, vogliamo un futuro”, è la scritta che sorreggono alcuni bambini, accanto a loro anche gli uomini, i padri e i fratelli.
“Siamo i rifugiati del Centro umanitario di Agadez, nello stato del Niger – recita la lettera indirizzata all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), scritta dai rifugiati di Agadez e pubblicata da Refugees in Libya – vi scriviamo oggi dal profondo del dolore e della sofferenza che si protraggono da anni. Da oltre sette anni, infatti, viviamo in questo Centro umanitario, dove siamo sottoposti a un ambiente duro e insopportabile, privo degli elementi più basilari per una vita dignitosa. Ad ogni stagione, le condizioni cambiano, ma il dolore e la sofferenza rimangono uguali”.
“Donne, bambini e malati vivono senza speranza. Non esistono trattamenti adeguati per i malati che soffrono in silenzio, né istruzione per i bambini che hanno perso la loro infanzia tra le tende. Le donne lottano per mantenere le loro famiglie in assenza di sicurezza e assistenza”, si legge.
“Siamo rifugiati, fuggiti dai nostri Paesi a causa di minacce e sfollamenti forzati, siamo arrivati in Niger in cerca di sicurezza, ma oggi siamo minacciati dai funzionari del CNE (Commission Nationale d’Eligibilité, l’istituzione governativa nigeriana che rilascia la documentazione per i rifugiati) a causa della protesta pacifica con cui rivendichiamo i nostri diritti di rifugiati”.
Da novembre 2023 è in corso, infatti, una protesta non violenta all’interno del campo per rifugiati di Agadez, in Niger, che detiene attualmente più di 1500 persone grazie ai soldi dell’Europa e dell’Italia. Per la maggior parte si tratta di persone fuggite dal Sudan ma anche da Repubblica Centrafricana, Camerun, Etiopia ed Eritrea. Il 40% di loro sono bambini e bambine sotto i 18 anni e la maggior parte è già sopravvissuta ai centri di detenzione in Libia o alle deportazioni nel deserto del governo Saïed, in Tunisia. Da settimane, mesi o anni si trovano nel centro nigeriano, bloccati in mezzo al nulla in un centro distante 15 km dalla città, dormono in baracche, senza accesso a cure mediche adeguate e all’istruzione, ma soprattutto ai diritti relativi al loro status di rifugiato.
“Sono fuggito dal Sudan in Tunisia, li sono stato imprigionato e poi deportato al confine con l’Algeria. – Racconta a Fanpage.it K.H. uno dei migranti rinchiudo nel centro di Agadez. – Anche qui sono stato imprigionato e nuovamente deportato nel deserto del Sahara al confine tra Algeria e Niger. Allora sono entrato in Niger e mi sono registrato come rifugiato al CNE, da lì sono stato trasferito nel centro di Agadez”. K.H. è rinchiuso dentro il centro da luglio scorso, senza avere idea di quale sia il suo futuro.
“Dal 22 settembre, ogni giorno, io e gli altri rifugiati protestiamo davanti la sede dell’UNHCR all’entrata del campo per chiedere che vengano rispettati i nostri diritti , ma soprattutto delle condizioni di vita decenti e la possibilità di costruire un futuro per i nostri bambini. Da quando siamo arrivati nel centro di Agadez viviamo in un limbo, non possiamo tornare a casa, ma anche vivere qui è impossibile. Viviamo dentro baracche in mezzo al deserto, esposti a venti molto forti, polvere e sabbia durante tutte le stagioni dell’anno. Abbiamo scarsissimi servizi sanitari, da quando sono arrivato soffro di problemi respiratori a causa dell’inalazione prolungata delle polveri, i bambini qui muoiono”, continua il giovane sudanese.
I finanziamenti italiani
Nell’insegna che dà il benvenuto a quello che dovrebbe essere un centro umanitario, tra il logo dell’UNHCR e la bandiera europea, c’è quella italiana. Il centro, inaugurato nel 2017 – nello stesso anno in cui l’allora ministro dell’Interno Minniti firma un’accordo che farà del confine Libia-Niger la frontiera d’Europa – è infatti finanziato direttamente dal nostro paese, attraverso il programma RDPP (Regional Development and Protection Programme) North Africa – di cui è presente il logo nella stessa insegna del centro – nato nel 2015 e gestito dal Ministero dell’Interno italiano. Nel sito del programma si legge che l’obiettivo dello stesso è “supportare i paesi terzi in Nord Africa e lungo la rotta del Mediterraneo centrale a consolidare il loro sistema di migrazione e asilo”, per offrire “accoglienza adeguata, accesso alla protezione internazionale e soluzioni durature all’interno dei movimenti misti”. Definizione, quest’ultima, che si legge anche nell’insegna del centro, in grassetto accanto a “Centro umanitario di Agadez, progetto movimenti misti”. Definizione che secondo l’UNHCR identificherebbe i flussi di persone che viaggiano insieme, generalmente in modo irregolare, lungo le stesse rotte e utilizzando gli stessi mezzi di trasporto, ma per motivi diversi. Un tentativo evidente di distinguere ancora una volta chi si trova a migrare illegalmente perché fugge da guerre o persecuzioni da chi, invece, è costretto da motivi economici.
Nel maggio 2020, inoltre, l’Italia firma un protocollo d’intesa “sull’identificazione e il monitoraggio dei migranti e dei rifugiati nel contesto dei movimenti misti” che considera il Niger come “l’unico spazio alternativo per la protezione e le soluzioni per i richiedenti asilo e i rifugiati”. Il protocollo arriva in seguito all’approvazione di un progetto di 2 milioni di euro sottoposto da UNHCR al governo italiano sulla “protezione e assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo dentro la città di Agadez”.
Tutto questo avviene senza considerare le richieste, i bisogni ma soprattutto i lamenti di coloro che sarebbero dovuti essere i destinatari del progetto, ovvero i rifugiati. Già dal 2018, l’anno successivo all’apertura del centro, i migranti all’interno lamentavano la condizione di limbo in cui erano costretti.
Nel gennaio 2020, solo qualche mese prima che l’Italia firmi il protocollo d’Intesa, più di 1500 persone abbandonano il campo per disperazione. I ricollocamenti, dicevano, erano molto più lenti che nella capitale Niamey, e il clima e la posizione rendevano la vita nel campo insopportabile. Nessuno di questi eventi viene preso in considerazione nel progetto da 2 milioni proposto da UNHCR all’allora governo Conte II.
D’altronde neanche la morte di uno dei profughi il 25 maggio del 2022 ha in alcun modo interferito nella collaborazione dell’Italia con il centro nigeriano di Agadez. Su quell’evento costato la vita ad un profugo sudanese di 27 anni non è mai stata fatta chiarezza. Le autorità nigeriane hanno dichiarato che si sia trattato di un incidente dovuto al lancio di una pietra da parte dei profughi in rivolta, ma i rifugiati sostengono che Musab, il giovane morto, sia stata ucciso da un proiettile della polizia nigeriana. La stessa polizia addestrata dall’Italia nell’ambito del corso di “Tecniche d’Intervento Operativo” svolto dal Mobile Training Team (MTT) dei Carabinieri e terminato il 21 maggio dello stesso anno.
In un video girato il 25 maggio 2022 e pubblicato dai rifugiati di Agadez lo scorso dicembre si sente chiaramente il rumore di spari, seguito delle urla di donne e bambini in fuga, e dall’immagine del corpo di Musab a terra senza vita.
“Continuiamo ad essere minacciati e intimiditi dal CNE che gestisce formalmente il centro, solo perché chiediamo che vengano rispettati i nostri diritti più basilari”, continua K.H al telefono con Fanpage.it. Gli fa eco M., un altro profugo sudanese che vive nel centro da più di un anno: “Nonostante ciò noi continueremo a protestare finché non raggiungeremo il nostro obiettivo, il rispetto dei nostri diritti da rifugiati”.
Adesso sono più di 100 giorni che K, M e il resto dei più di 1500 rifugiati bloccati nel centro di Agadez continuano la loro protesta non violenta, da parte delle autorità però nessuna buona notizia. Solo qualche giorno fa M. ha ricontattato Fanpage.it con un messaggio: “È il 113esimo giorno di protesta davanti alla sede dell’UNHCR, e non abbiamo ancora avuto nessuna risposta. Oggi non ci è stato dato il cibo, perché? Non siamo considerati umani? Dove sono i nostri diritti? Dove sono le autorità competenti? Siamo rifugiati e ci negano il cibo. I bambini e gli anziani sono stanchi e malati. Perché l’UNHCR ci sta facendo morire di fame?”.
L’ultima notizia che abbiamo dei rifugiati di Agadez è di giovedì scorso, 116esimo giorno di protesta e sesto giorno senza cibo. Le autorità, invece, non hanno ancora accettato di parlare con fanpage.it.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.793)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (243)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Gennaio 2025
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Dic   Feb »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SU TRUMP E ORBAN SALTA IN ARIA FRATELLI D’ITALIA: GUIDO CROSETTO PRIMA GODE PER LA SCONFITTA DEL “VIKTATOR” CARO A GIORGIA MELONI: “PERDE IL DESTRA-CENTRO EUROPEO MENO CRITICO NEI CONFRONTI DELLA RUSSIA E VINCE IL CENTRO-DESTRA VICINO AL PARTITO POPOLARE EUROPEO (PPE)”
    • LA RABBIA DELLA RUSSIA DOPO LA SCONFITTA DI ORBAN: “L’UE COLLASSERA’, VEDRETE TRA QUATTRO MESI”
    • URBI ET ORBAN: IL TONFO DI VIKTOR A BUDAPEST S’È SENTITO FORTE E CHIARO ANCHE A ROMA, E APRE UNA CREPA DENTRO FRATELLI D’ITALIA. TRA VIA DELLA SCROFA E PALAZZO CHIGI, LA “FIAMMA MAGICA” È RIMASTA DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI GIORGIA MELONI A SOSTEGNO DEL SUO “AMICO” UNGHERESE
    • PREPARATE I POPCORN! MANLIO MESSINA, EX DEPUTATO DI FRATELLI D’ITALIA PASSATO AL GRUPPO MISTO, È PRONTO A VUOTARE IL SACCO: “CREDO SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI RACCONTARE PERCHÉ SONO USCITO DA FRATELLI D’ITALIA, LE VERE MOTIVAZIONI E NON QUELLE RACCONTATE CON RICOSTRUZIONI FANTASIOSE”
    • LA GENERAZIONE CHE NON VEDE UN FUTURO SPENDE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI; I PISCHELLI DELLA GENERAZIONE Z HANNO UNA PROPENSIONE AL CONSUMO PIÙ ALTA DI QUALSIASI ALTRA GENERAZIONE, AL PUNTO CHE UNO SU DUE ARRIVA A CONTRARRE DEBITI CON BANCHE O FAMILIARI
    • “A QUESTE INGIUSTIZIE CI SIAMO ABITUATI DA DIECI ANNI”: LA MAMMA DI GIULIO REGENI, AFFONDA IL COLPO DOPO IL NO AI FONDI AL DOCUFILM SUL FIGLIO TORTURATO E UCCISO IN EGITTO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA