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TANTI SALUTI ALLE MANCETTE ELETTORALI: L’ISTAT CONFERMA IL DATO SUL DEFICIT ITALIANO DEL 2025, CHE SI ATTESTA INTORNO AL 3,1% DEL PIL. UNA DOCCIA FREDDA PER IL GOVERNO CHE SPERAVA DI SCENDERE SOTTO QUOTA 3% E USCIRE DALLA PROCEDURA PER DEFICIT ECCESSIVO AVVIATA DALL’UE NEL 2024

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

NON SOLO: L’ALTO INDEBITAMENTO CONSENTIRA’ MENO MARGINI NELLA PROSSIMA MANOVRA (NIENTE SPESE “ELETTORALI”) – GIORGETTI FRIGNA: “PURTROPPO L’ITALIA NON USCIRÀ ANTICIPATAMENTE GIÀ QUEST’ANNO DALLA PROCEDURA DI INFRAZIONE PER DEFICIT ECCESSIVO, COME AVEVAMO SPERATO”

L’Italia resta sotto procedura d’infrazione Ue per deficit eccessivo anche nel 2026. La conferma arriva dai dati definitivi dell’Istat sui conti nazionali al 31 dicembre 2025. L’indebitamento netto dello Stato in rapporto al Pil è stato pari lo scorso anno al 3,1%: meglio di quanto accaduto nel 2024, quando era al 3,4%, ma non abbastanza per portare l’Italia fuori dalla procedura per infrazione dei vincoli economici Ue (il tetto massimo fissato dal Patto di Stabilità è di un rapporto deficit/Pil al 3%).
L’Istat ha così confermato la stima diffusa ad aprile scorso. «Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto deficit-Pil 2025», ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027».
La beffa per il governo
La stima diffusa ad aprile dall’Istat era stata una mazzata per il governo, anche perché evidenziava come l’Italia non sarebbe rientrata come previsto dalla procedura d’infrazione per questione di centesimi percentuali. Il governo sperava ancora che i dati definitivi di inizio autunno avrebbero corretto quel tanto che bastava i calcoli. Niente da fare, invece. Anzi, la revisione dell’Istat ha evidenziato perfino un leggero peggioramento della stima. La revisione «è stata al rialzo sia per le entrate, 1.991 milioni, sia per le uscite, 2.346 milioni, con un peggioramento della stima dell’indebitamento netto di -355 milioni», fa sapere l’istituto nazionale di statistica.
Cosa succede ora
A questo punto la Commissione Ue, recepiti i dati tramite il conteggio complessivo Eurostat, non potrà che prendere atto e confermare che anche nel 2026 l’Italia resta in procedura d’infrazione. Con vincoli dunque ben più stretti di politica economica per l’ultima manovra di bilancio prima delle elezioni, da programmare nel corso del 2027.

(da agenzie)

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E’ SCATTATO IL CONTRATTACCO DELL’UCRAINA NEL DONETSK, RICONQUISTATI 85 CHILOMETRI QUADRATI

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

OPERAZIONE VIVALDI E’ IL NOME IN CODICE DELL’OPERAZIONE TENUTA SEGRETA FINO AD OGGI

Operazione Vivaldi è il nome in codice scelto dall’esercito ucraino per la controffensiva avviata nel nord della regione di Donetsk, nell’area di Lyman. Un’operazione mantenuta a lungo sotto stretto riserbo e resa pubblica da Kiev soltanto negli ultimi giorni, dopo mesi di attività sul terreno.
L’area conquistata
A illustrarne i primi risultati è stato Andrii Biletskyi, comandante del Terzo Corpo d’Armata ucraino. In un video diffuso sui social, il generale ha riferito che le proprie unità hanno riconquistato complessivamente 75 chilometri quadrati di territorio dalla presenza russa e ne hanno liberati altri 10, per un totale rivendicato di 85 chilometri quadrati. Tra questi figura Serednie, che secondo il comando di Kiev sarebbe ora interamente sotto controllo ucraino. L’area interessata comprende inoltre Novoselivka, Oleksandrivka, Yarova e le periferie di Korovyi Yar.
E il riferimento musicale del nome dell’operazione non è casuale. Il filmato con cui Biletskyi ha presentato l’operazione è accompagnato dalle note delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, e il comandante ha lasciato intendere che quanto realizzato finora rappresenti soltanto l’inizio.
Il fronte di Lyman
Le forze ucraine stanno operando a nord di Lyman, in un settore particolarmente delicato dello schieramento. Il valore dell’area dipende soprattutto dalla sua posizione rispetto alla cosiddetta “cintura delle fortezze”: una fascia urbana lunga circa 50 chilometri che comprende, oltre a Sloviansk e Kramatorsk, anche Druzhkivka e Kostiantynivka.
Il controllo di quest’area riveste un’importanza strategica nel conflitto per il Donbass. La Russia punta, infatti, a conquistare l’intera regione di Donetsk e la direttrice settentrionale di Lyman rappresenta uno degli assi attraverso cui le forze di Mosca possono tentare di avvicinarsi alle principali roccaforti ucraine.

(da agenzie)

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SALVINI CONVOCA IL CONGRESSO DELLA GRANDE PURGA, UN CONGRESSO FARSA PER ALZATA DI MANO, CON TUTII I DELEGATI DEL PARLMENTINO NOMINATI DA LUI

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

ATTACCATO ALLA POLTRONA FINO AL CROLLO FINALE: CI PENSERANNO GLI ELETTORI A MANDARE A CASA IL TRIUNVIRATO SALVINI, VERDINI, DURIGON

Un cimitero. Prepara i Sepolcri, lo chiama congresso. E’ la Pontida del “qui giace”, del Salvini “all’ombra de’ cipressi e dentro l’urne”. Sul prato, pratino, il sacro suolo, annuncia che convocherà il congresso straordinario della Lega a ottobre, e avvisa che chi lo perde, “certa gente senza dignità”, “non ritroverà più casa nostra”.
E’ una pupazzata, un’altra, un congresso per alzata di mano, e anche se fosse vero, Salvini ha le tessere di questo partito dove, come Foscolo, “e tu onore di pianti, Ettore, avrai”.
Per chi perde non ci sarà riposo, neppure sopra il cielo di Pontida. Anche le nuvole sono di Salvini, e passano aerei, a pagamento, con striscioni “forza segretario”.
Non è la tromba della democrazia che Salvini suona, ma quella del settimo sigillo, è la foiba che promette ai giornalisti “servi di regime”, di Repubblica e Foglio, quel Foglio di cui legge l’articolo di fronte al “popolo”: “Vuota, vuota, vuota. Pontida è vuota… Questo – ed è Salvini a parlare – hanno scritto. Fossi in voi, proverei vergogna. Sciacquatevi la bocca”.
Rimane asciutta quella dei governatori e di Attilio Fontana, che sul palco promette: “Io non starò zitto. Io non mi fermo. Non mi fermerà niente, e soprattutto non mi fermerà nessuno”. La sorte già lo chiama: solo un hidalgo come Fontana può sfidare a congresso il Salvini della purga zero.
Vedrete, anche Fontana sarà falciato, con onore, insieme a Zaia-Fedriga-Fugatti, come ci anticipa Gianluca Savoini, il consigliori di Salvini, il suo Salvinov: “Da domani, Matteo farà zac. I governatori sono dei senza palle. Vedrai. Zac”.
L’altro per cui si prepara il lumino politico è quel Romeo, il partigiano Romy, che viene applaudito dai lombardi “Rom-e-o, Rom-e-o”, con tanto di fumogeni verdi, un altro che, come Fontana, assicura: “Non mi fermerò”. Quando il coro dei ragazzi di Alzano, Bergamo e Brescia inizia a farsi forte, intervengono i caporali di Salvini che li spintonano.
Oh, Romeo! Sono due Leghe, Caino e Abele, con gli Abele sbranati dalla brigata nera, maglie nere, che parte dal sud, con i bus pagati, i fischietti pagati, i megafoni pagati, e il mandato: “Quando sale Matteo, iniziate a urlare Matteo, il suo nome deve sovrastare tutti”.
Sono i Cobas di Claudio Durigon, la sua quota latte, e marciano al suo ordine, soffiano al suo ordine, obbediscono quando Durigon invoca ordine e “Rispetto. Ci vuole rispetto”. E’ rimpicciolito il prato, ancora più piccolo del 2025, con il tendone, dove si cucinano rane fritte in pastella, quasi in lotta per avvicinarsi al palco.
Negli anni di Bossi, e i primi di Salvini, era festa, ma ora è un picnic di rancori, il dehors di Salvini. Dove c’erano i libri di Miglio ci sono adesso quelli di Armando Siri, l’ultimo, dal titolo “A tutto c’è un perché”. Fa sorridere anche lo striscione “Non passa lo straniero”, montato da un operaio straniero. E che pensare di Silvia Sardone, che Salvini candida a sindaco di Milano, una che rincorre Vannacci, che immagina la Lega come Alternative anti maranza, mentre Zaia propone: “Chi scappa dalla fame ha diritto a venire in Italia”.
Che pensare? Non si vede passare l’elfo, il vecchio leghista che ogni anno regalava a questa domenica la corda di colore, e non c’è neppure il lino stazzonato di Gad Lerner, quando veniva inviato a Pontida e Repubblica titolava “Cancellare Salvini”. E’ così infuriato con la stampa che Salvini rivendica quel titolo antico, ma omette che sono le urne a cancellarlo, quel Vannacci che per Riccardo Molinari, il capogruppo alla Camera, ha “lordato il pratone” e che ha un programma che sembra scritto “nelle birrerie di Monaco negli anni Venti”. Chi gli ha aperto casa, chi lo ha nominato vicesegretario della Lega? Sono arrivati al punto che Vannacci li irride e gli manda baci da Orvieto e dice pure: “Vi ho fatto un favore, ricordatevi dai diamanti non nasce niente, ma dal letame nascono i fior”.
Fanno il loro dovere in silenzio Federico Freni, che si mimetizza per vendere panini e spillare birra, come qualsiasi militante, come fa ogni anno, e Tiziana Nisini, deputata toscana, che indossa la maglia di Bossi. Le parole più vere le pronuncia Calderoli, il Calde: “Mi incazzo come una bestia perché è inutile applaudire Bossi quando poi, ieri pomeriggio, in chiesa, eravamo in quattro a ricordarlo”. Erano in quattro e non c’era Salvini che fa abuso di Bossi, che lo cita per iniziare la grande purga zero. Sono in quattro, quattro governatori, Fontana-Fedriga-Zaia-Fugatti, e si muovono insieme, scendono sul pratone, si fotografano insieme, tanto che Fontana propone “siamo i quattro moschettieri”.
Ha la bellezza dell’incosciente, e anche questo congresso farsa, questa mossa di Salvini è alla fine opera di Fontana, delle sue uscite, del suon testardo dissentire. Mi confida: “Ho un’età e mi sento legittimato a dire quello che penso”. Zaia è diverso. Ha trovato il suo Fienile ed è così abile che quando il prato lo acclama “segretario, segretario”, risponde ai giornalisti: “Si stanno rivolgendo a Salvini”.
Vuole una Lega liberale ma non la troverà in questo partito Duma, e non intende mettersi alla guida dei Morelli, i Tiziano Terzani a Ceuta. Sono passati mesi e in Veneto provano a farlo dimenticare, senza successo, come nel film “Dimenticare Palermo”. Ogni anno si srotolava il bandierone di Zaia, ma quest’anno Alberto Stefani ne ha confezionato un altro, un0 ulteriore. Due. Non bastava quello di Zaia? E’ Giorgetti che, parlando di Caino e Abele, ricorda che “Fratelli sul libero suolo vuole dire fratelli, che non sono Caino e Abele, ma un popolo che ha giurato di stare assieme. La libertà non è libertà di fare casino”.
Ma dire che la linea politica di Salvini è fallimentare, rimproverargli quel generale Feccia, con cui forse andrà da Meloni, un giorno, a proporgli l’alleanza (siete sicuri che Salvini e Vannacci non si parlano?”) è forse casino o verità?
Dice Romeo che l’anno scorso “quando nessuno ha sfidato Salvini a congresso, è stato commesso un grande errore, non lo commetteremo. Se ci sarà un congresso vero, qualcuno ci sarà”. Pochi si accorgono che Salvini parla di “congresso per alzata di mano”. Significa che si vota per mozioni, che votano gli stessi delegati che lui ha eletto. Tutt’al più, si potrà fare una mozione di minoranza, come ai tempi di Gianni Fava, il vecchio sfidante al congresso di Salvini.
Era più vero quel congresso del 2017 che quello che si prepara per ottobre. E’ da almeno dieci anni che Salvini modifica lo statuto e che stipa i suoi uomini, circa 450, nel parlamentino che deve eleggere il segretario. Sarebbe meglio dire che il congresso straordinario della Lega non eleggerà Salvini ma Durigon. E’ lui insieme a Denis Verdini e la figlia Francesca, a gestire il Pentagono della Lega. E’ Durigon che ha i voti e i delegati del sud, che ormai scelgono il segretario della vecchia Lega Nord. C’è una frase di Durigon che vale più dei pezzi che si scriveranno: “Romeo addà paga”, e anche i senatori rispondono a Durigon, tanto che quando Romeo interviene sul palco, si guardano e cercano Durigon per chiedergli: “Claudio, vuoi che dal palco lo buttiamo giù noi?”. La Lega di Salvini non è il Pd che si diverte con i congressi, in Lega un congresso serve solo per azionare la mano dal boia, per legittimare la cacciata, a pochi mesi dalle elezioni.
E’ Salvini ad anticipare il destino attende i ribelli: “La prima voce fuori posto non farà un torto a me, ma danneggia la voce dei militanti in tutta Italia. Non voglio perdere tempo e non voglio cedere il microfono a chi insulta la Lega e la infanga”. E’ un modo per indicargli l’uscita di servizio. Ma quale dialogo, road map, manifesto che prometteva da mesi? Li ha portati fino a Mosca, come fece lo zar con i francesi. Ogni settimana li faceva avvicinare con lo scopo di farli cadere nella sua trappola, morire di freddo, le tenebre. A loro i Sepolcri, a Salvini la dacia.

(da Il Foglio)

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ARABIA SAUDITA, IL CONTINGENTE ITALIANO SI SPOSTA “IN LUOGHI PIU’ SICURI”: MA SE NON SIAMO CAPACI DI IMPEDIRE ATTACCHI E DOBBIAMO RITIRARCI PER “LA SICUREZZA DEL CONTINGENTE” CHE CI SIAMO ANDATI A FARE?

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

LA DECISIONE DELLA RITIRATA STRATEGICA DOPO UN VERTICE TRA CROSETTO, MANTOVANO, VERTICI FORZE ARMATE E INTELLIGENCE

Le verifiche sui rischi dei nostri militari alla luce dell’escalation degli attacchi Houthi negli ultimi giorni portano a una rimodulazione dei contingenti italiani nel Golfo. Sul tavolo di una riunione a Palazzo Chigi finisce anche l’ultimo report stilato dai vertici della Difesa e chiesto dal ministro Guido Crosetto anche alla luce dell’attacco alla base saudita di Ta’if con la distruzione di un caccia italiano.
Dopo il summit a cui hanno partecipato l’intelligence, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e le massime autorità della Difesa, la decisione potrebbe portare a una “movimentazione di militari” verso territori più sicuri: ipotesi ritenuta più probabile rispetto alla riduzione tout court del contingente. “Sono in corso valutazioni, con principale focus sulla sicurezza dei contingenti, sulla presenza nazionale nell’area”, ha detto Crosetto.
“Come reso noto anche dal portavoce degli Houti – ha proseguito – non c’era alcuna volontà di colpire un assetto italiano. Intanto, per tutti gli assetti e in particolare per quelli aerei sono state adottate misure per incrementarne le condizioni di sicurezza. In ogni caso, sarà assicurata la continuità delle attività operative nel rispetto degli impegni internazionali assunti con la partecipazione ad Inherent Resolve e la tutela del nostro personale”.
Non si può escludere al momento che i militari si spostino all’interno dello stesso territorio saudita, pur ricordando che sul fronte mediorientale il nostro Paese è impegnato anche negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Bahrein, dove sono stati schierati anche contingenti dell’Esercito per la task force land Cerbero (sarebbero almeno un centinaio le unità impiegate).
Del resto, secondo le norme è possibile ridislocare i militari italiani in ogni momento. Gli attacchi dei ribelli yemeniti non arrivano solo internamente e da difendere c’è anche il Mar Rosso e il passaggio in sicurezza delle navi mercantili italiane, come ribadito giorni fa dallo stesso Crosetto.
Per questo è stata anche affrontata la situazione dello Stretto di Babel el-Mandeb, alla luce delle dichiarazioni dell’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, sul potenziamento della missione Aspides.
Da questo punto di vista viene ritenuto auspicabile che altri Paesi partecipino con i propri mezzi navali alle operazioni di scorta o alla sorveglianza aerea. Ma in alternativa l’Italia è pronta, eventualmente, a fornire ulteriori contributi – oltre alla fregata Bergamini, già impiegata nella missione assieme a quella greca – purché stavolta ci sia il sostegno finanziario dei vari Stati membri proporzionato all’ulteriore impegno profuso.
Gli sviluppi più imminenti riguardano però la nostra Task Force Arabia, che opera nell’hub King Fahd, finito nel mirino dei miliziani yemeniti. La priorità è la sicurezza dei nostri contingenti, a partire da quello in Arabia Saudita, ma al centro delle riflessioni ci sono anche i mezzi di difesa italiani messi in campo, che quindi in queste ore vengono spostati: dai caccia Eurofighter (dopo il recente attacco tre quelli rimasti operativi) al velivolo radar Gulfstream Caew, probabilmente il più costoso della flotta aerea. E proprio nella base King Fahd sarebbe presente anche il sistema missilistico di difesa terra-aria Samp-T di nuova generazione assieme al radar Kronos Grand Mobile High Power, così come in altri territori del Golfo sarebbe dislocato il sistema d’arma Skynex.

(da agenzie)

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“HAI EVITATO UNA STRAGE”: TORNA IN CLASSE, TRA GLI APPLAUSI, IL RAGAZZO CONGOLESE CHE A SALVATO LA PROFESSORESSA A ROMA

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

IL GIOVANE E’ STATO ACCOLTO CON GIOIA DAI COMPAGNI E DALLA PRESIDE

È tornato in classe tra gli applausi dei compagni il ragazzo di origini congolesi che venerdì scorso era intervenuto per fermare lo studente di 13 anni che aveva appena accoltellato una professoressa nella scuola media Giovanni Verga, nel quartiere Centocelle a Roma. Ad accoglierlo, lunedì 21 settembre, c’erano la preside e gli studenti dell’istituto. «È stato un abbraccio di comunità, pieno di gratitudine. Lo hanno ringraziato per aver evitato una strage, poteva andare molto peggio», ha raccontato Cecilia Fannunza, assessora alle Politiche educative e scolastiche del V Municipio.
L’incontro con gli psicologi
Durante la mattinata, gli studenti si sono riuniti in biblioteca con i docenti e con gli psicologi dello sportello scolastico per provare a elaborare l’accaduto. «Il clima era di ripartenza», ha spiegato Fannunza. «Nei prossimi giorni sono previsti altri incontri tra Asl, servizi sociali e scuole del territorio per discutere degli interventi da mettere in campo».
Sul cancello dell’istituto è stato sistemato un drappo rosso, probabilmente per proteggere gli studenti dall’attenzione dei cronisti. Anche all’uscita molti genitori hanno preferito non parlare, nel tentativo di tenere i figli lontani dal clamore seguito all’aggressione.
«Serve prevenzione sul disagio adolescenziale»
Secondo l’assessora, quanto accaduto riapre anche il tema del disagio tra gli adolescenti: «Sono in aumento fenomeni come autolesionismo, dipendenza dal web e disturbi alimentari». Per affrontarli, ha aggiunto, servono «azioni preventive» e «risorse certe», non soltanto interventi legati alle emergenze.

(da agenzie)

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SONDAGGIO AMERICAN RESEARCH GROUP: TRUMP CROLLA ANCORA, ORA E’ AL 29% DI CONSENSI

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

COSA PUO’ SUCCEDERE TRA 40 GIORNI ALLE ELEZIONI DI MIDTERM

A poco più di 40 giorni dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre per eleggere il 120esimo Congresso degli Stati Uniti, che si insedierà ufficialmente il 3 gennaio 2027, Donald Trump cala ancora nei sondaggi. Secondo una rilevazione dell’American Research Group diffusa oggi, lunedi 21 settembre, soltanto il 29% degli americani approva l’operato del presidente, mentre il 68% lo boccia.
Ad agosto, un sondaggio condotto dallo stesso istituto mostrava un indice di gradimento del 30%. La variazione è quindi di un solo punto, entro il margine d’errore del 3%.
Sull’economia il giudizio è ancora più severo: secondo l’indagine dell’ARG solo il 26% degli americani approva il modo in cui Trump sta gestendo l’economia, a fronte di un indice di disapprovazione del 71%.
Il sondaggio di Nbc news
Il 29% indicato da ARG è il dato più basso tra quelli pubblicati di recente. Gli altri sondaggi dei media americani sono meno severi, anche se tutti vanno nella direzione di un generale calo di consensi.
Le intenzioni di voto per il Congresso
Il generale malcontento si riflette anche sulle intenzioni di voto per il Congresso. Nel sondaggio Nbc, condotto tra gli elettori registrati, i democratici risultano avanti con il 50% delle preferenze contro il 45%. A una domanda di Reuters/Ipsos agli intervistati su quale partito voterebbero oggi, il 44% ha risposto i democratici e il 37% i repubblicani: è il divario più ampio da quando Trump è tornato alla Casa Bianca.
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Le elezioni di midterm e il Congresso in bilico
A novembre, gli elettori americani torneranno alle urne per le elezioni di midterm, che prevedono il rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e di circa un terzo del Senato. Il risultato non inciderà direttamente sulla permanenza di Trump alla Casa Bianca, ma potrebbe modificare gli equilibri in Congresso: una sconfitta dei repubblicani in uno o entrambi i rami del Parlamento potrebbe infatti consegnarne il controllo ai democratici, costringendo l’amministrazione Trump a cercare compromessi con l’opposizione per approvare nuove leggi.
Secondo le attuali proiezioni dei sondaggisti, i democratici avrebbero buone possibilità di riconquistare la maggioranza alla Camera. Più incerta, invece, la situazione al Senato, dove i repubblicani partono al momento da una posizione leggermente più favorevole. Le elezioni di midterm segneranno anche uno spartiacque nel dibattito politico, perché daranno ufficiosamente il via alla campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2028.

(da agenzie)

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TETTO ALUNNI STRANIERI A SCUOLA: ECCO COME FUNZIONA NEGLI ALTRI PAESI

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

NEL MONDO CIVILE VENGONO ADOTTATI CRITERI LINGUISTICI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI

Il governo italiano vuole di porre un tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi, rendendo operativa una circolare del 2010 della ministra Gelmini. Ma come funzionano le cose nel resto del mondo? Quali sono le strategie degli altri Paesi per la gestione dell’integrazione nelle aule di scuola?
La Francia adotta classi di preparazione linguistica
In Francia non esiste un tetto alla percentuale di stranieri nelle classi, ma la composizione degli alunni avviene attraverso dei criteri linguistici. L’inserimento degli studenti neoarrivati che non parlano il francese, infatti, avviene tramite le UPE2A (Unité pédagogique pour élèves allophones nouvellement arrivés).
Si tratta di classi di accoglienza ad alto supporto linguistico dove gli studenti seguono corsi intensivi di francese, integrandosi gradualmente nelle classi ordinarie per le materie non verbali come matematica, arte o educazione fisica.
Man mano che la padronanza del francese aumenta, l’orario trascorso nella classe ordinaria si estende alle materie umanistiche e scientifiche. Il percorso nelle UPE2A ha comunque una durata limitata di un anno scolastico.
Le Willkommensklassen tedesche
In Germania la gestione della scuola spetta ai singoli Stati federali, i lander e non c’è una norma nazionale. Come in Francia, tuttavia, non esistono tetti percentuali nazionali.
Prima dell’iscrizione nelle scuole, i bambini sostengono test di livello linguistico (i cosiddetti Sprachstandsfeststellung). Se il livello di tedesco è insufficiente, vengono inseriti in classi preparatorie temporanee, chiamate Willkommensklassen o Vorbereitungsklassen, con l’obiettivo di portare l’alunno alla padronanza della lingua tedesca prima dell’inserimento a pieno regime nella classe ordinaria.
A differenza del modello francese, l’alunno trascorre gran parte della giornata scolastica all’interno della classe preparatoria con un gruppo omogeneo per livello linguistico, condividendo con la classe di riferimento solo le attività sportive, artistiche o ricreative.
Il sistema distributivo spagnolo
In Spagna le Comunità Autonome regolano la distribuzione degli alunni con “necessità specifiche di sostegno educativo”, ossia i minori stranieri giunti di recente nel Paese. Anziché fissare quote per classe, la legge stabilisce una riserva di posti e tetti massimo di iscrizione per istituto, suddividendo gli studenti tra scuole pubbliche e paritarie, le concertadas, per evitare la concentrazione e la formazione di “scuole ghetto”.
Danimarca, il modello di Aarhus
La Danimarca, invece, è tra i Paesi che hanno sperimentato interventi più diretti sul piano della composizione sociale e linguistica nelle scuole. In diversi comuni, come in quello noto di Aarhus e nella scuola secondaria, si utilizzano criteri di ripartizione geografica e socio-economica affinché la presenza di studenti bilingui che necessitano di supporto linguistico non superi soglie critiche, attorno al 20-30% per plesso.
Tutti i bambini sostengono un test linguistico prima dell’iscrizione alla scuola primaria. Se l’alunno supera il test, dimostrando un danese adeguato, la famiglia ha piena libertà di iscriverlo nella scuola di quartiere. Se, invece, lo studente non supera il test, e nell’istituto non c’è un numero troppo alto di studenti con situazioni critiche, non gli viene garantita l’iscrizione automatica.
In Olanda le scuole con molti stranieri ottengono fondi statali
Infine, c’è il caso dei Paesi Bassi che non impongono tetti agli stranieri, ma applicano il modello del peso finanziario, il Gewichtenregeling. Le scuole che accolgono percentuali elevate di alunni provenienti da contesti svantaggiati o non madrelingua ricevono così fondi statali maggiorati. Questi moduli economici consentono di ridurre il numero complessivo di studenti per classe e di assumere docenti di sostegno specializzati.

(da agenzie)

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LUCA MARSELLA, PORTAVOCE NAZIONALE DI CASAPOUND, ANDRA’ A PROCESSO IL 18 GENNAIO CON L’ACCUSA DI LESIONI AGGRAVATE PER AVER AGGREDITO IL GIORNALISTA “EX IENE” ALESSANDRO SAHEBI

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

MARSELLA, IN COMPAGNIA DI ALTRI DUE MILITANTI, AVEVA PICCHIATO SAHEBI IL 24 OTTOBRE 2025 PERCHE’ INDOSSAVA UNA FELPA CON UN LOGO ANTIFASCISTA … L’AGGRESSIONE ERA AVVENUTA NEL QUARTIERE ESQUILINO DI ROMA, DOVE C’E LA SEDE DI CASAPOUND

Vorrebbe varcare le porte del parlamento con la legge sulla cosiddetta remigrazione, ma il portavoce di CasaPound, Luca Marsella, per ora deve accontentarsi del tribunale.
L’accusa è lesioni aggravate: per futili motivi (la scritta su una felpa), in presenza di un minore ovvero un bimbo di sei mesi e in concorso con altre persone. Infatti, anche Giovanni Feola e Alessio Giuliani sono accusati dell’aggressione al giornalista Alessandro Shaebi in via Merulana, nel quartiere Esquilino e a pochi passi dalla stazione Termini.
Entrambi militanti di CasaPound, che all’Esquilino ha la sua sede principale, andranno a giudizio con Marsella il 18 gennaio sempre per lesioni aggravate.
Il giornalista stava scattando una foto alla compagna e scrittrice Francesca Bubba con in braccio il figlio di soli 6 mesi. Il primo a colpire il giornalista è Giuliani «colpendogli il lato destro del mento» e intimandogli di togliere la felpa con la scritta Azione antifascista.
Poi, ricostruisce ancora l’accusa, è Marsella ad aggredire Shaebi «colpendolo violentemente al volto con uno schiaffo» per poi dirigersi «in modo intimidatorio verso la compagna che aveva in braccio il bambino rivolgendole frasi quali: “Faje toje la felpa se no…”, mentre Giuliani e Feola continuavano a intimidire Shaebi».
Giuliani in passato ha provato a candidarsi a Roma nelle liste di CasaPound , mentre Feola ha una vocazione da analista internazionale.A dare la notizia del rinvio a giudizio è stato lo stesso Shaebi che attraverso i suoi canali social è tornato su ciò che è successo e ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi «quanto tempo è necessario per sgomberare la sede di CasaPound?».

(da agenzie)

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SECONDO UN’INDAGINE DELLA CAMBRIDGE UNIVERSITY, LEGGERE PER IL PURO PIACERE DI LEGGERE FA BENE ALLA SALUTE: RIDUCE LO STRESS, DIMINUISCE IL RISCHIO DI DEMENZA E PORTA UNA VARIETÀ DI ALTRI BENEFICI ALL’ORGANISMO

Settembre 22nd, 2026 Riccardo Fucile

IN BAMBINI FRA I 7 E GLI 11 ANNI, BASTANO OTTO SETTIMANE DI LETTURA PER REGISTRARE UN AUMENTO DEL VOLUME DELLA MATERIA GRIGIA. ADULTI CHE LEGGONO REGOLARMENTE LIBRI E QUOTIDIANI ABBASSANO DEL 33 PER CENTO IL RISCHIO DI SVILUPPARE IL MORBO DI ALZHEIMER. L’EFFETTO SALUTARE VALE PER LA LETTURA DI QUALUNQUE GENERE

I libri, afferma un proverbio, curano l’anima meglio di qualsiasi medicina. Adesso uno studio scientifico rivela che curano anche il corpo. Secondo un’indagine della Cambridge University, leggere per il puro piacere di leggere fa bene alla salute, facendo scendere lo stress, diminuendo il rischio di demenza e producendo una varietà di altri benefici nell’organismo umano.
L’effetto salutare, precisa la ricerca, vale per la lettura di qualunque genere: narrativa e saggi, classici della letteratura e romanzi da spiaggia, gialli e rosa, fantasy e gossip, giornali e riviste. E il beneficio si avverte a tutte le età, dai bambini agli anziani. L’importante è acquisire l’abitudine di avere un libro aperto fra le mani: al resto provvedono quelle pagine stampate, curandoci senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.
Pubblicato sulla rivista accademica Psychological Medicine, in collaborazione con The Queen’s Reading Room, associazione di beneficenza fondata dalla regina Camilla per illustrare i vantaggi della lettura, lo studio di Barbara Sahakian e Christelle Langley, due docenti della facoltà di psichiatria di Cambridge, indica che leggere rafforza la salute mentale e il rendimento intellettuale, sviluppando maggiore empatia e abbassando il pericolo di demenza senile e altri disturbi simili. A qualunque età si cominci, continua la ricerca, leggere migliora le prestazioni cognitive e riduce il rischio di declino mentale. A qualche educatore può sembrare ovvio, ma la ricerca, basata su decine di migliaia di test, lo conferma con percentuali inoppugnabili e dati di fatto.
Risonanze magnetiche, per esempio, dimostrano che leggere cambia la struttura del cervello e migliora la connessione fra le sue parti. In bambini fra i 7 e gli 11 anni, bastano otto settimane di lettura per registrare un aumento del volume della materia grigia. Adulti che leggono regolarmente libri e quotidiani abbassano del 33 per cento il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.
Dati ricavati da un campione di 10 mila bambini mostrano che cominciare a leggere fin dall’infanzia produce una memoria migliore, maggiore capacità di risolvere problemi, un più alto rendimento a scuola e minori problemi mentali nella vita. Inoltre dormono di più e passano meno tempo davanti allo schermo di un telefonino, di un computer o della tv. Negli adulti, i dati raccolti dalle due ricercatrici indicano che la lettura è associata a minore stress, maggiore empatia verso il prossimo, un calo della solitudine, un miglioramento generale dello stato di salute e un rallentamento del declino mentale in età avanzata. Gli adulti al di sopra dei 55 anni che leggono hanno minori problemi cognitivi.
Ulteriori vantaggi, afferma la ricerca, sono visibili nei casi di lettura condivisa, lettura di gruppo, come quella dei bookclub: «I gruppi di lettura sembrano fornire addizionali benefici attraverso l’interazione sociale», osserva la professoressa Sahakian, oltre ad aiutare ovviamente le persone a sentirsi meno isolate, «hanno benefici a qualsiasi età e sono perfetti per gli anziani con ridotta mobilità», dice la ricercatrice. I TikToker di tutte le età hanno un motivo di più per riunirsi a parlare di libri.

(da Repubblica)

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