MOSCA GONGOLA PER LE VIOLENTE PROTESTE CHE STANNO INCENDIANDO ITALIA E FRANCIA. IL CREMLINO COMMENTA CON MALCELATA SODDISFAZIONE LE GUERRIGLIE URBANE SCOPPIATE DA PARIGI E MILANO: “SONO DISORDINI CHE RASENTANO IL CAOS, MA È UNA QUESTIONE INTERNA A QUEGLI STATI”
IL “FILOSOFO” DI PUTIN, ALEXANDER DUGIN, SI SCATENA SUI SOCIAL: “PIÙ CAOS C’È, MEGLIO È. QUESTI EUROPEI VOGLIONO COMBATTERE CONTRO DI NOI: COME PENSANO CHE CIÒ POSSA ACCADERE QUANDO NON RIESCONO A GARANTIRE NEMMENO UN MINIMO DI ORDINE NELLE LORO STESSE CITTÀ?” … L’ATTACCO A GIORGIA MELONI: “È EMERSA DALL’ESTREMA DESTRA PROMETTENDO DI MIGLIORARE LA SITUAZIONE IN ITALIA. SI È LIMITATA A GIOCARE CON L’UE E A SOSTENERE IL REGIME DI KIEV. ITALIANI”
I disordini in Europa “rasentano il caos”, ma sono una questione interna dei paesi
dell’Unione Europea, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.
“Nelle principali città francesi la situazione si è già diffusa, lo stiamo vedendo in Italia e sta iniziando a diffondersi in altri Paesi. È difficile stabilire se si tratti di una crisi sistemica o non sistemica, ma, ovviamente, si tratta di una crisi grave. Si tratta di disordini che rasentano effettivamente il caos”, ma “è una questione interna a quegli Stati”, ha osservato Peskov.
«Più caos c’è, meglio è. Questi europei vogliono combattere contro di noi: come pensano che ciò possa accadere quando non riescono a garantire nemmeno un minimo di ordine nelle loro stesse città?». Firmato, Alexander Dugin, che il New York Times forse sbrigativamente definì il filosofo del Cremlino. […]
A Mosca le proteste che stanno incendiando in queste ore Parigi, Marsiglia, Torino, Milano, sono viste con grande soddisfazione e qualche speranza. Soffiarci su è una scommessa “win win”, che non costa nulla (o costa relativamente poco, siamo in grado di fare tutto da noi e metterlo a disposizione di Vladimir Vladimirovich), e porta comunque dei dividendi.
L’odio di Mathieu Kassovitz, il film del 1995 che segue 24 ore nella vita di tre amici di una banlieue parigina – Vinz, ebreo, Hubert, nero, Saïd, arabo – si chiude con Vinz che viene ucciso da un poliziotto, e un colpo di pistola enigmatico di cui non sappiamo l’esito: Hubert e l’agente si puntano le armi contro. Chi spara? Chi muore?
A Mosca va bene in entrambi i casi. Sia che muoia il poliziotto, sia che muoia il ragazzo. L’obiettivo non è stare da una parte o dall’altra, l’obiettivo è il caos innescato nel cuore dell’Europa.
Ieri Dugin, grande amico a suo tempo del governo gialloverde M5S-Lega (venne anche in tour in Itala a propagandarlo con Steve Bannon), ha scritto una serie di post sui social insolitamente violenti ideologicamente, anche per i suoi stessi standard.
«La Francia – sostiene Dugin – non viene distrutta dai conquistatori; implode dall’interno. La nazione che ha scelto Macron (due volte! Macron!) non merita di esistere. Le Pen, presto! Ora! A una rivolta si può porre rimedio solo con una controrivoluzione, con una Rivoluzione Conservatrice».
«Italiani, non siate come i francesi», esorta il neofascista eurasiano Dugin. «Ribellatevi al mondo moderno. Il grande Evola era vostro compatriota. E anche il grande ghibellino Dante». Al Cremlino ogni occasione è ormai buona anche per dare addosso alla premier italiana.
Dugin, che in un primo momento aveva riposto delle speranze in lei, ora dice che questi giovani devono ribellarsi contro di lei: «La Meloni è emersa dall’estrema destra promettendo di migliorare la situazione in Italia, creata dai liberali globalisti.
Non ha fatto nulla, limitandosi a giocare con l’Unione europea e a sostenere il regime di Kiev senza alcun risultato concreto. Ha rovinato tutto. L’Italia merita di più, molto di più. È il paese migliore d’Europa». È pieno di putiniani, e non c’è mai una manifestazione contro Putin.
(da agenzie)
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