“ABBIAMO FALLITO, CI SONO STATE FALLE NEI SERVIZI DI INTELLIGENCE, COSI’ NON SI PUÒ FARE DEL BUON MANTENIMENTO DELL’ORDINE”: IL MEA CULPA DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA FRANCESE, GERALD DARMANIN, DOPO LA NUOVA ONDATA DI PROTESTE NEL WEEKEND CHE HA DEVASTATO MEZZO PAESE
IL MINISTRO DELL’INTERNO, LAURENT NUNEZ, HA PRESENTATO LE DIMISSIONI, MA EMMANUEL MACRON LE HA RIFIUTATE – I “CASSEURS” PREPARANO NUOVE MANIFESTAZIONI PER SABATO E OGGI CENTINAIA DI PERSONE HANNO BLOCCATO L’INGRESSO DEL LOUVRE … IL PREMIER, SEBASTIEN LECORNU, CHIEDE AI PREFETTI DI “DECRETARE ALCUNI COPRIFUOCO – IL PRESIDENTE DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL JORDAN BARDELLA GODE PER IL CAOS E SOGNA UNA VITTORIA ALLE ELEZIONI: “IL MODO MIGLIORE PER PROTESTARE È VOTARE”… IL MODERATO DI SINISTRA GLUCKSMANN STA RECUPERANDO NEI SONDAGGI
Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, riconoscendo di avere perso il controllo della situazione, ha presentato le dimissioni, ma Emmanuel Macron le ha rifiutate. […] Il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, ha dato il suo sostegno al collega Nunez ma ha aggiunto che «abbiamo incontestabilmente fallito nel weekend. Ci sono state falle nei servizi di intelligence, e non si può fare del buon mantenimento dell’ordine senza una buona intelligence».
«I servizi francesi non sanno lottare contro l’ultra-sinistra», ha aggiunto Darmanin, alludendo al ruolo dei black bloc venuti da tutta Europa – Germania, Regno Unito, Scandinavia – per partecipare agli scontri con la polizia.
Durante il discorso di Macron di domenica sera – giudicato da tutte le forze politiche, di destra, sinistra e centro, insufficiente e inconsistente – i saccheggi sono continuati, e sono andati avanti per tutta la notte, con qualche inquietante novità: i teppisti forti del loro numero cominciano a entrare nei palazzi e tentano di svuotare anche gli appartamenti, scene di questo tipo si sono viste a Parigi, Marsiglia e Douais; Limoges e Marsiglia alcuni poliziotti sono stati filmati mentre a loro volta rubavano discretamente dai negozi devastati; di fronte all’insufficienza delle forze dell’ordine, i negozianti cominciano a organizzarsi per fare da soli, con milizie private e bastoni; Cnews, la tv del gruppo Bolloré vicina all’estrema destra, parla di kalashnikov che sarebbero nelle mani di islamisti mescolati alla folla.
L’ingresso del Louvre, lunedì mattina, è bloccato da centinaia di manifestanti con le bandiere del sindacato Cgt «in solidarietà con il movimento dei liceali», che da venerdì sono in vacanza per due settimane. Intanto da più parti si fa notare la concomitanza delle sommosse in Francia, Italia, Belgio (e Albania), con Trump e Putin che soffiano sul fuoco.
Al di là delle cause profonde comuni – il carovita, il malcontento, lo stretto di Hormuz chiuso per tutti, l’integrazione fallita delle minoranze – non è impensabile che Mosca, come minimo con i suoi bot, stia esercitando la sua influenza sull’organizzazione dei disordini perché la situazione degeneri ovunque in Europa, alla vigilia di elezioni decisive.
La prefettura del distretto di Bouche du Rhone ha decretato il divieto di qualsiasi tipo di manifestazione per il pomeriggio in tutto il comune di Marsiglia. «Divieto di ogni assembramento e manifestazione sull’intero territorio comunale, dalle 12 alle 20 di oggi, lunedì 19 ottobre 2026», si legge in un messaggio pubblicato su X dalla prefettura.
Le proteste, tuttavia, sono destinate a proseguire. I gilet gialli torneranno a scendere in piazza sabato prossimo. Il coordinamento del movimento ha annunciato il «secondo atto» delle manifestaizoni del weekend passato. Sul sito web 17octobregiletjaune.net, il movimento ha pubblicato con grande evidenza il bilancio dei cortei di sabato scorso: 800mila persone mobilitate, oltre 1.700 azioni.
Il presidente del Rassemblement national, Jordan Bardella, che sta resistendo allo scandalo delle frasi antisemite scritte in gioventù e rivelate da Mediapart, accusa esplicitamente l’ultrasinistra (come fa anche Macron) e aggiunge i giovani delle banlieue: «La Francia degli ultra e la Francia dei wallah (i musulmani, ndr) è unita solo da un sentimento di odio e di rivalsa. Una gran parte dei saccheggiatori vengono dall’immigrazione, non si sentono francesi e non perdono mai occasione per esprimere il loro odio della Francia».
Il leader della France insoumise, Jean-Luc Mélenchon, molto popolare tra i giovani soprattutto delle banlieue, accusa il governo di «impreparazione e dilettantismo che hanno lasciato degenerare la situazione», e il candidato presidenziale centrista, ed ex premier macronista, Edouard Philippe, si è rivolto al presidente Macron per esprimere la sua delusione per un discorso ai francesi «privo di soluzioni e di proposte concrete».
Dopo la vittoria alle primarie della sinistra moderata, Raphael Glucksmann sta recuperando nei sondaggi e insidia il secondo posto arrivando al livello di Mélenchon e Philippe (il primo posto resta saldamente occupato da Marine Le Pen, si vota nella primavera 2027).
«L’impressione è che lo Stato non esista più e che assistiamo a un’offensiva contro la Repubblica. Questa ultra-violenza ha trovato davanti a lei uno Stato assente, un governo incapace. Le migliaia di casseur e di saccheggiatori non possono imporre le loro regole in Francia»
Il premier francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di “decretare alcuni coprifuoco”. Una decisione presa nell’ambito del caos, delle devastazioni e dei saccheggi seguiti alle manifestazioni di sabato contro il carovita a Parigi e in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia, Lione e Bordeaux.
(da agenzie)
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