Giugno 29th, 2019 Riccardo Fucile
LA LEGA LAMPEDUSA CONDANNA GLI INSULTI SULLA SUA PAGINA FB MA PERCHE’ ALLORA NON LI HA CANCELLATI? … L’EX SINDACA NICOLINI: “ABBIAMO VISTO TUTTI, E’ STATA LA GDF A PROVOCARE L’INCIDENTE, SI E’ MESSA DI TRAVERSO SENZA UNA RAGIONE, AVEVA ORDINE DI CREARE L’INCIDENTE”
“Spero che ti violentino ‘sti negri”. E’ solo uno degli insulti sessisti rivolti alla giovane comandante della Sea Watch Carola Rackete, al momento del suo arresto a Lampedusa. A pubblicare sulla sua pagina Facebook il video con gli insulti è il senatore Pd Davide Faraone che era a bordo nella Sea Watch. “Ti piace il ca…o dei neri”, hanno gridato. E ancora: “zingara, venduta, vattene, vergognati. Devi andare in galera”. E anche insulti ai deputati sulla nave: “Vi devono violentare le mogli”.
Intercettato dall’Adnkronos, il giovane che la notte scorsa ha gridato insulti sessisti contro la capitana ha spiegato di essere ubriaco. “Ero ubriaco stanotte, chiedo scusa alla comandante Carola per averle rivolto quegli insulti sessisti. Mi dispiace ma ero arrabbiato perchè due giorni prima dei tunisini avevano molestato la mia ragazza e ce l’avevo con loro. In ogni caso non sono leghista ma voto per il M5S”, ha detto il ragazzo, un pizzaiolo lampedusano di 23 anni.
Anche il circolo ‘Lega Lampedusa’ ha voluto precisare sulla sua pagine Facebook di “non avere niente a che fare con quelle frasi razziste e che condanniamo qualsiasi forma di razzismo. Noi non siamo contro gli immigrati, perchè purtroppo sono persone sfortunate, qualsiasi persona civile accoglierebbe una persona in difficoltà “.
“Volevamo anche specificare che, questa notte, c’era una festa su una spiaggia e che molto probabilmente sarà stato qualche ragazzino su di giri. Siamo dispiaciuti ed amareggiati per questi tristi avvenimenti”
Quanto agli insulti sessisti, Maraventano ha spiegato di non averli sentiti. “Non ho sentiti gli insulti sessisti contro la comandante Carola – ha detto all’Adnkronos – ma li condanno con fermezza. Non li voglio giustificare, magari hanno esagerato. Comunque vorrei sottolineare che quello che ha gridato non è iscritto alla Lega. Era un ragazzo lampedusano di passaggio. Lo conosco di vista, era ubriaco. Non pensò pensasse le cose ha detto”.
Secondo invece l’ex sindaca Giusi Nicolini “da parte della Guardia di Finanza c’è stata, secondo me, una provocazione nei confronti della Sea watch. Hanno obbedito agli ordini, certamente. Io ero lì, sul molo. La nave non ha speronato la motovedetta della Finanza, però mi chiedo che senso ha mettersi di traverso davanti a una nave così grossa”.
“Nessuno speronamento – dice – ho la sensazione che la Guardia di Finanza abbia provocato l’incidente”. “Se ti metti lì contro un mostro gigante che non ha l’agilità il risultato è questo – dice – Noi eravamo allibiti, eravamo convinti che la motovedetta stesse scortando la nave poi, invece, si è messa di traverso e si trovata dentro un imbuto”.
“Ora bisogna fare un cordone attorno alla comandante Carola, che è stata trattata come una criminale. Bisogna pensare alla sua incolumità “, ha concluso.
(da agenzie)
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Giugno 29th, 2019 Riccardo Fucile
IL SOLITO VIGLIACCO CHE MERITA DUE ERGASTOLI INVECE CHE UNO, NEANCHE LE PALLE DI CONSERVARE UN MINIMO DI DIGNITA’, UOMO DI MERDA
Stephan Ernst ora dice che è stato un errore, ma aveva pianificato da tempo il delitto. In Germania
fortissma la preoccupazione per la rinascita del terrorismo di destra.
L’assassino di Walter Là¼bcke, l’esponente della Cdu ucciso per aver difeso i migranti in Germania, si rammarica di quanto ha fatto.
Nella sua confessione agli inquirenti, secondo lo Spiegel, il neonazista Stephan Ernst ha detto che commettere quell’omicidio è stato «un errore», aggiungendo che pensava da tempo a come colpire Là¼bcke
Ernst, che ora è detenuto, era uno degli estremisti che che nel 2015 disturbarono l’assemblea al municipio in cui Là¼bcke aveva difeso l’accoglienza dei rifugiati, dicendo a chi contestava: «Coloro che non rappresentano questi valori possono lasciare questo Paese in qualsiasi momento».
Da tempo gli 007 e la polizia tedesca è preoccupata per la rinascita del terrorismo di destra e post nazista.
(da agenzie)
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Giugno 29th, 2019 Riccardo Fucile
E’ ORA DI ARRESTARE IL SEQUESTRATORE DI PERSONE: QUANDO LA LEGGE NON VIENE APPLICATA IL POPOLO SI FA GIUSTIZIA DA SOLO, LA STORIA LO INSEGNA
E’ scontro diplomatico con la Germania, la Francia e il Lussemburgo mentre il premier Giuseppe Conte “non si pronuncia”.
Il primo ad intervenire è il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Mass: “Salvare vite umane è un dovere umanitario” dice al ministro dell’Interno italiano.
“Soccorrere vite umane – ammonisce poi Mass – non può essere criminalizzato”. “Tocca alla giustizia italiana ora chiarire le accuse”, conclude.
Dopo Berlino, un’altra capitale europea prende posizione contro la politica del Viminale ed è un nuovo fronte di polemica con il ministro dell’Interno.
“La chiusura dei porti è una violazione del diritto del mare”, dichiara il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner.
Dopo Berlino e Parigi, interviene anche il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, che dà la sua interpretazione giuridica del caso Sea-Wacht. “Carola Rackete sia rimessa in libertà ” è il suo appello contenuto in un post su Facebook indirizzato all’ “amico” e collega Enzo Moavero Milanesi.
“Salvare vite – dice poi – è un dovere e non può mai essere un reato o un crimine. Non farlo, al contrario, lo è”.
Asselbron è stato protagonista in passato di un violento scontro con Salvini, accusandolo di “usare metodi nazisti”. E ricordandogli a muso duro “di quando migliaia di italiani cercavano lavoro in Lussemburgo”.
Anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, bacchetta il suo alleato di governo per i toni violenti. “C’è della rabbia e lo comprendo – dichiara il capo politico 5S – capirla non significa alimentarla, perchè poi altrimenti la rabbia si trasforma in insulti violenti” che “vanno sempre condannati”.
Poi anche lui si affida alle decisioni della magistratura. “La capitana – aggiunge – verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano”.
Francia: “Chiusura porti vìola legge del mare”
“È sbagliato affermare che l’Ue non ha dimostrato solidarietà con l’Italia” e comunque ora il governo italiano, con “la chiusura dei suoi porti in violazione del diritto internazionale del mare”, “sta assumendo soluzioni non concertate con i suoi partner europei”: così il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, interviene nella crisi della Sea-Watch. In un lungo comunicato pubblicato sul sito del ministero, Castaner aggiunge che la Francia è disposta ad accogliere 10 migranti di quelli sbarcati nella notte a Lampedusa dalla Sea-Watch.
Anche il Gregorio De Falco, ex comandante della Guardia Costiera e senatore ex M5s che sin dall’inizio si è schierato dalla parte della ong, continua nella difesa della capitana della Sea Watch, richiamando la legge del mare: “Il comportamento di Carola Rackete, che approvo, è stato quello di una persona che ha piena consapevolezza del gravoso onere che incombe sul comandante di una nave soccorritrice di completare l’operazione di soccorso attraverso lo sbarco delle persone. Non è liberato dai propri obblighi finchè non porta a terra le persone, lo dicono le convenzioni internazionali che sono imperativi giuridici ed entrano nell’ordinamento a un livello superiore rispetto alle leggi ordinarie. Ecco perchè non c’è violazione di legge, tuttavia scriminate dalla sussistenza dello stato di necessità : a bordo c’è una emergenza, persone salvate dall’acqua che la nave deve portare in salvo”.
(da agenzie)
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Giugno 28th, 2019 Riccardo Fucile
IL PRECEDENTE SEMPRE DELLA SEA WATCH A SIRACUSA, TRASMESSO POI ALLA PROCURA DI CATANIA
Sul caso Sea Watch 3 adesso indaga anche la Procura di Roma. Ma se in Sicilia i fari sono puntati sul comportamento della Ong tedesca, nella Capitale la situazione è diversa e i protagonisti potrebbero essere altri: l’inchiesta è mirata a capire se sia stato commesso un reato impedendo, per 15 giorni, lo sbarco a 42 migranti.
Scrive oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Valeria Pacelli:
Il fascicolo romano — affidato al sostituto procuratore Sergio Colaiocco e per ora senza indagati nè reati —è stato aperto dopo il deposito dell’esposto del Garante nazionale dei diritti dei detenuti, Mauro Palma, il quale ha chiesto di valutare “la situazione” che definisce “conseguenza” sia delle scelte della Ong battente bandiera olandese “sia delle azioni fin qui compiute dall’Autorità del nostro Paese”.
I magistrati quindi dovranno decidere se e per quali reati procedere
In fascicoli su casi analoghi, è stato configurato in passato il sequestro di persona.
È successo per esempio nel marzo scorso quando a Roma è stata aperta un’indagine su una vicenda simile: era gennaio e sempre la Sea Watch 3 ha dovuto attendere 12 giorni davanti al porto di Siracusa prima dell’autorizzazione allo sbarco.
In questo caso, i pm capitolini hanno iscritto per sequestro di persona (senza però indagare nessuno) e poi trasmesso gli atti alla Procura di Siracusa, che a sua volta, li ha immediatamente consegnati ai colleghi di Catania, dove ha sede il Tribunale dei ministri.
I motivi che hanno spinto i magistrati di Catania ad archiviare adesso però diventano fondamentali per analizzare questo nuovo caso Sea Watch.
La Procura di Roma ha infatti chiesto nei giorni scorsi copia delle motivazioni e solo dopo averle lette il pm Colaiocco —facendo un’attenta valutazione anche delle conseguenze del decreto Sicurezza bis — prenderà una decisione anche sul fascicolo appena aperto.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
POI TUTTI SU UN BARCONE E ABBANDONATI AL LARGO DELLA LIBIA: CHIAMINO I LORO AMICI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA… IL BUONISMO E’ FINITO, FUORI DAI COGLIONI
Matteo Salvini l’ha definita «una sbruffoncella che fa politica», lei è Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che dopo 14 giorni di attesa ha deciso di fare rotta su Lampedusa.
Un atto di guerra, la nave va affondata appena entra in porto (o anche prima) hanno iniziato a strepitare i patridioti. Ma c’è come al solito chi riesce a fare peggio.
Perchè è quando sono comodamente seduti nelle proprie poltrone, magari al fresco (in attesa di quando finiranno al fresco), che i sovranisti italici danno il meglio di sè.
Ci sono come al solito quelli che credono alla propaganda e pensano che davvero esista un “blocco navale” attorno a Lampedusa la cui violazione comporta l’affondamento immediato della nave.
Altri esperti di diritto internazionale ci spiegano che invece si tratta di un atto di guerra deliberato da parte di Olanda e Germania.
Ma soprattutto ci sono quelli che invece se la prendono personalmente con la capitana.
E siccome la Rackete è una donna gli insulti sessisti si sprecano. «Impalamento (con tubo d’acciaio che le entro dalla figa e le esca dalla bocca) in pubblica piazza» propone un simpaticissimo difensore dei nostri confini.
È evidente che il problema non sono i migranti. In fondo il 21 giugno ne sono sbarcati in totale 121 nell’indifferenza più generale (e altri 59 sono sbarcati due giorni fa, il 24 giugno). Dall’inizio di giugno ne sono sbarcati quasi 900.
Ma in questo caso Salvini ha deciso che la Ong e la sua capitana sono dei nemici. Ecco quindi quelli che propongono di “raparla a zero e metterla al gabbio a pane ed acqua” oppure di “andare a pijallo ‘n der culo in Africa”, così davvero potrà aiutare i poveri migranti (che sappiamo tutti che non scappano da nessuna guerra)
Il difetto principale di Carola è ovviamente quello di essere donna, una “zecca” spiegano i più esperti della terminologia mentre altri ipotizzano che l’unico suo interesse sia quello di “preservare quello che hanno clandestini tra le gambe”. Maledetti immigrati dotati di pene!
I più fantasiosi azzardano cose come “cesso di mare” ma generalmente il livello è piuttosto basso: schifosa di merda, baldracca e zecca di merda sono gli insulti più gettonati. Insomma è chiaro dove si vuole andare a parare.
Nel frattempo il bravissimo ministro dell’Interno, quello che dopo le elezioni europee ha raccontato ovunque che ora sì che in Europa ci rispetteranno definisce l’ingresso nelle acque territoriali italiane una “provocazione e atto ostile” da parte di una nave battente bandiera olandese e chiede subito che l’Olanda “si faccia carico degli immigrati a bordo”.
Difficile a questo punto tenere a bada i patridioti che subito chiedono di passare dalle parole ai fatti con azioni eclatanti come il ritiro dell’ambasciatore in Olanda e l’espulsione dei funzionari olandesi dall’ambasciata in Italia.
La narrazione tossica di Salvini dà luogo a commenti disarmanti, come quello che chiede di sparare sulla barca
Oppure quelli che dicono che «arrivati a questo punto non riconosciamo più Lampedusa come isola italiana» o che «Lampedusa è una vergogna italiana» il tutto probabilmente per il semplice fatto di trovarsi geograficamente troppo vicina all’Africa.
Se c’è una cosa che questo ennesimo sbarco rivela è che Salvini non può fare nulla per impedire gli sbarchi, che tutti i proclami bellicosi servono al limite per spaventare le Ong (non gli scafisti, perchè quelli se ne fregano) che oggi però hanno deciso di andare a vedere il bluff del Capitano.
Il nostro sicuramente riuscirà a trasformare questa colossale figura di palta in un altro grande successo.
Lo farà raccontando dei misteriosi finanziatori della Sea Watch, dell’Europa che ci vuole invadere e chissà cos’altro. I suoi gli crederanno, che motivo hanno di dubitare che Salvini non faccia i loro interessi?
Alla fine l’importante è che i negri non vengano da noi.
Ma fino a quanto Salvini, uno che non ha nemmeno avuto il coraggio di farsi processare, potrà incarnare lo spirito dell’italiano?
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
AL CONFINE TRA MESSICO E STATI UNITI TROVATI MORTI ALTRE QUATTRO PERSONE: UNA DONNA, DUE BAMBINI E UN NEONATO: UN ALTRO CRIMINE SOVRANISTA
Lo scatto shock di un padre e la sua bimba di due anni morti annegati nel Rio Grande mentre cercavano di attraversare il confine tra Messico e Stati Uniti evitando il muro indigna l’America.
Ed è destinata a diventare il simbolo della tragedia dei migranti dal Centro America così come l’immagine del corpicino di Aylan riverso su una spiaggia turca è divenuta il triste simbolo dell’immigrazione verso l’Europa.
Oramai sulla terribile immagine scattata sul fiume che separa il Messico dal Texas si sa quasi tutto. L’uomo era un cittadino salvadoregno, Oscar Alberto Martinez, la sua figlioletta Angie Valeria. I due corpi sono a faccia in giù, immersi nell’acqua di un canneto sporca di fango, trasportati a riva dalla corrente sulla sponda sud del fiume.
Si vede la bimba ancora con le scarpette, legata al padre da quella che sembra essere una maglietta con il quale l’uomo forse cercava di tenere la piccola stretta a sè nel disperato tentativo di proteggerla. Il braccio della bimba è ancora attorno al collo del padre. Non ci sono parole, i commentatori in tv a stento trattengono l’emozione e in qualche caso le lacrime.
La disgrazia sarebbe avvenuta domenica e i due corpi sono stati ritrovati lunedì. Saranno rimpatriati nei prossimi giorni. Gli agenti federali che vigilano sulle frontiere della zona hanno trovato quattro morti nei pressi del Rio Grande: si tratta di una giovane donna, di due bambini e di un neonato. Le autorità affermano che le vittime sono probabilmente decedute per disidratazione ed esposizione all’eccessivo caldo.
Le principali emittenti Usa e i media sul web ripropongono in continuazione quelle immagini che sono come un pugno nello stomaco. Ma dalle autorità americane silenzio. L’unico fragore che si può sentire è quello delle polemiche politiche, con la Camera a maggioranza democratica che stanzia 4,5 miliardi da destinare alla crisi del confine sud e la Casa Bianca già pronta al veto.
Mentre il massimo responsabile dell’agenzia federale che gestisce i campi al confine del Messico dove vengono trattenuti i bambini separati dalle famiglie illegali è costretto a dichiarare le dimissioni, dopo che un gruppo di legali ha testimoniato le condizioni terribili in cui i minori sono costretti a vivere: senza cibo adeguato, con scarsa assistenza medica, i neonati che vengono accuditi da altri minori.
Una situazione che ha destato la preoccupazione anche del presidente Donald Trump. Tanto più che nell’ultimo anno sono ben sei i bambini che hanno perso la vita.
Dall’inizio del 2019 quasi 500 mila migranti sono stati fermati nel tentativo di attraversare il confine statunitense. Nel 2018 i migranti morti al confine tra Usa e Messico furono 283.
(da agenzie)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
AL CAPO ULTRAS (UFFICIALMENTE ELETTRICISTA) SEQUESTRATI VILLETTA, BAR, SOLDI E AUTO DI LUSSO
La Polizia ha sequestrato beni per circa un milione di euro a Luca Lucci, capo ultrà del Milan già
arrestato nel maggio 2018 per spaccio in concorso. Il provvedimento ha disposto il sequestro di un complesso immobiliare di due piani con autorimessa e della gestione di un bar, storico ritrovo degli ultras del Milan.
Nel dicembre scorso alcune foto che ritraevano Lucci e il ministro dell’Interno Matteo Salvini destarono molte polemiche.
Lucci infatti aveva patteggiato una pena per traffico di stupefacenti ed era stato daspato perchè in una rissa che il suo gruppo aveva provocato, lui aveva fatto perdere un occhio a Virginio Merola, tifoso dell’Inter che poi si era tolto la vita.
Si tratta della prima applicazione in Lombardia di una misura di prevenzione patrimoniale per un esponente delle tifoserie organizzate.
Il provvedimento è della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Milano, presieduta da Fabio Roia, ed è stato eseguito dalla Divisione Anticrimine della Questura di Milano: oltre al complesso immobiliare, di recentissima costruzione, e alla gestione del locale, il sequestro riguarda anche anche un’auto di grossa cilindrata e dei conti correnti.
L’ultras amico di Salvini si era scambiato pacche sulle spalle con il ministro, dimostrando grande familiarità con lui. Ma il ministro non era sembrato molto interessato all’argomento: “Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati”, aveva detto il leader della Lega ponendo invece l’accento su altri aspetti del tifo organizzato: “Questi tifosi sono persone perbene, pacifiche, tranquille. Loro portano colore con un coro, un tamburo, una bandiera. La violenza è un’altra cosa”.
Ora alla “persona perbene” spacciatore hanno sequestrato villa, bar e auto di lusso.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 26th, 2019 Riccardo Fucile
ORRORE DELL’ITALIA CIVILE: IL CORPO PORTATO A TERRA SUL MOLO DI SCIACCA
Ha destato grande impressione e sgomento la scoperta dell’equipaggio di un peschereccio siciliano
che, a 25 miglia dalle coste agrigentine, tirando su le reti insieme al pesce vi hanno trovato impigliato il corpo di un giovane uomo, probabilmente uno delle centinaia di migranti dispersi (senza che se ne possa tenere il conto) durante la traversata verso l’Europa.
Il corpo e’ stato portato a terra sul molo di Sciacca ed e’ a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.
E’ una delle migliaia di vittime che governi criminali determinano con le loro politiche razziste e illegali di respingimento.
(da agenzie)
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Giugno 25th, 2019 Riccardo Fucile
CI VORRA’ TEMPO, MA SOTTO PROCESSO CI FINIRA’ SALVINI (E I SUOI SERVI) E NON CAROLA
La Corte europea dei diritti dell’uomo non interverrà per applicare quelle misure che
consentirebbero ai migranti ancora a bordo della Sea Watch di sbarcare. Ora rimane tutto nelle mani della comandante Carola Rackete, che già in mattinata si era detta pronta a sfidare il divieto di Matteo Salvini che le impedisce di entrare in acque italiane.
Ecco spiegato perchè stiamo dalla sua parte.
Ogni governo appartenente ad uno Stato sovrano può decidere di negare l’approdo ad un’imbarcazione presso i propri porti. Ma è un divieto che va motivato.
La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, firmata a Montego Bay nel 1982 e ratificata dall’Italia nel 1994, specifica che l’attracco ad una nave può essere impedito solo in casi particolari, fra cui il “pregiudizio alla pace, al buon ordine e alla sicurezza dello Stato costiero”.
Proprio a questo trattato fa riferimento il Decreto sicurezza bis, nel nome del quale Matteo Salvini ha firmato la proibizione di entrare, transitare e sostare in acque italiane alla nave Sea Watch, che rimane da ormai 13 giorni in balia del mare a largo di Lampedusa.
Tuttavia, non è chiaro a quali motivi stia facendo riferimento il Viminale fra i pericoli sopra citati: per quali ragioni le 53 persone inizialmente a bordo (di cui 11, fra donne incinte, bambini e malati sono poi sbarcate per questioni sanitarie) rappresentano a priori una minaccia per la pace, l’ordine o la sicurezza dell’Italia
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso di respingere il ricorso chiesto dalla Sea Watch e non applicare quelle misure che avrebbero permesso ai migranti che rimangono a bordo della nave di sbarcare.
La Cedu “conta sulle autorità italiane affinchè continuino a fornire l’assistenza necessaria alle persone a bordo di Sea Watch 3, che sono vulnerabili a causa della loro età o delle loro condizioni di salute”, ma il leader leghista ha sempre affermato che per quanto lo riguarda l’imbarcazione della Ong “può restare lì fino a Natale”.
Uno sblocco della situazione rimane ora nelle mani della capitana Carola Rackete, che già in mattinata aveva affermato di essere pronta a forzare il blocco, nonostante le conseguenze che la potrebbero colpire. In questa eventualità , la sua azione sarebbe sì in contrasto con quando ratificato dal ministro Salvini, ma starebbe dalla parte dei diritti umani.
L’incostituzionalità dei porti chiusi
Il Decreto sicurezza bis conferisce al ministero dell’Interno, “di concerto con il ministro della Difesa e con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, secondo le rispettive competenze, informandone il presidente del Consiglio”, il potere di emanare provvedimenti che vietino l’attracco a quelle navi (“salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale”) che intendono sbarcare illegalmente “persone in violazione delle leggi di immigrazione”.
Un altro riferimento ad un’indicazione contenuta nel trattato sul diritto del mare e strumentalizzata ai fini della politica dei porti chiusi. La Convenzione di Montego Bay infatti, così come il resto della normativa internazionale in materia, in primis sottolinea sempre l’obbligo di soccorrere la vita umana in mare.
Dovere a cui non può essere anteposta nessuna delle clausole sopra citate. Il diritto alla vita, all’integrità e alla dignità della persona, che viene protetto da tutti quegli attori che salvano persone vulnerabili nel Mediterraneo, non può in alcun modo venire subordinato dalle azioni politiche dei singoli Stati.
La direttiva nazionale italiana e le ordinanze di un ministero non possono risultare incompatibili con i doveri affermati dal diritto internazionale marittimo: non possono quindi essere in contrasto con le Convenzioni Unclos, Solas e Sar, i principali trattati che nel dettare la normativa internazionale da seguire in mare mettono al primo posto l’obbligo di prestare soccorso e portare i naufraghi in un porto sicuro.
Non solo, le delibere di un governo non possono contrastare la Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati e il principio di non respingimento.
Intimando alla Sea Watch di riportare i migranti soccorsi in Libia, Matteo Salvini ha contraddetto quanto affermato dalla comunità internazionale, che ha spesso documentato le atrocità a cui vanno incontro i migranti che vengono intercettati dalla Guardia costiera di Tripoli. La Libia non è un porto sicuro non solo a causa della guerra civile che ormai da mesi ha investito il Paese, ma anche in quanto non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra del 1951.
Non assicura quindi la protezione internazionale a cui potrebbero aver diritto le persone al momento a bordo della Sea Watch.
Il ministro dell’Interno, decretando un diniego di attracco e incalzando per un ritorno verso la Libia, di fatto, sta violando l’articolo 33 della Convenzione, in cui si afferma il principio di non respingimento
Una pioggia di critiche per il Decreto sicurezza bis
È per questo motivo che il Decreto di Salvini è stato bocciato da Unhcr, Onu e Consiglio d’Europa, organizzazioni internazionali che hanno criticato le delibere del Viminale, prendendo invece le parti di chi ogni giorno si opera per garantire la salvaguardia delle vite umane in mare.
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha sottolineato che le disposizioni del Decreto sicurezza “potrebbero penalizzare i soccorsi in mare di rifugiati e migranti nel Mediterraneo centrale, compresa l’introduzione di sanzioni finanziarie per le navi delle Ong ed altre navi private impegnate nel soccorso in mare. Salvare vite umane costituisce un imperativo umanitario consolidato ed è anche un obbligo derivante dal diritto internazionale. Nessuna nave o nessun comandante dovrebbe essere esposto a sanzioni per aver soccorso imbarcazioni in difficoltà “.
Le Nazioni Unite, quando il testo era ancora in fase di discussione, aveva richiamato l’Italia: “Esortiamo le autorità a smettere di mettere in pericolo la vita dei migranti, compresi i richiedenti asilo e le vittime della tratta di persone, invocando la lotta contro i trafficanti. Questo approccio è fuorviante e non è in linea con il diritto internazionale generale e il diritto internazionale dei diritti umani”. Era poi stata la volta del Consiglio d’Europa, che si era detto fortemente preoccupato per “l’atteggiamento del governo italiano nei confronti delle Ong che conducono operazioni di salvataggio nel Mediterraneo”, chiedendo agli Stati membri di interrompere qualsiasi collaborazione con la Libia, un luogo che non può essere considerato un Paese sicuro.
Non si può multare chi salva vite in mare
La capitana della Sea Watch, Carola Rackete, ha affermato di essere cosciente di quanto succederà se deciderà comunque di entrare nel porto di Lampedusa. Verrà accusata di favorire l’immigrazione clandestina. La sua nave verrà confiscata e arriverà una multa salata.
Infatti, il Decreto sicurezza afferma: “In caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, notificato al comandante e, ove possibile, all’armatore e al proprietario della nave, si applica a ciascuno di essi, salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 50.000. In caso di reiterazione commessa con l’utilizzo della medesima nave, si applica altresì la sanzione accessoria della confisca della nave, procedendo immediatamente a sequestro cautelare”.
Tuttavia, al tempo stesso la normativa italiana in materia di sanzioni specifica che non risponde della violazione chi sta adempiendo ad un dovere.
E il dovere di prestare soccorso rimane comunque in cima alla lista degli obblighi per qualsiasi natante.
In primis viene stabilito dall’Articolo 98 della Convenzione Unclos, firmata a Montego Bay, e dall’Articolo 10 della Sar, firmata invece ad Amburgo, che impongono al comandante della nave a salvare le persone che si trovano in mare in condizioni di pericolo, e condurle presso un place of safety, dove siano garantiti i loro diritti. Nemmeno l’accusa di operare a fianco dei trafficanti può far valere una sanzione, in quanto secondo il testo non sta commettendo infrazione “chi ha commesso il fatto nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità “: ammettendo anche il fatto che i migranti siano stati messi in condizioni di vulnerabilità in mare da parte di scafisti, come ha documentato un video dell’Agenzia Frontex appena qualche giorno fa, la necessità di salvare delle vite in pericolo deve essere riconosciuta prima di qualsiasi accusa di favoreggiamento di immigrazione clandestina.
(da FanPage)
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