Marzo 7th, 2021 Riccardo Fucile
I GIORNALISTI PUBBLICANO NOTIZIE E DOCUMENTI, SE A QUALCUNO NON PIACE CHIEDA LA CITTADINANZA UNGHERESE DOVE C’E’ LA CENSURA CHE TANTO PIACE AI SOVRANISTI
E’ successo di nuovo: è bastato riportare con precisione e rigore professionale gli atti di una scottante inchiesta sul clan nomade di Latina per scatenare gli istinti peggiori della rete.
Questa volta ad essere preso di mira è il giornalista di Repubblica Clemente Pistilli, autore ieri mattina di un’inchiesta scoop sui contatti tra il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il clan nomade di Latina.
L’articolo riassume le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Agostino Riccardo, pentito del clan Di Silvio; alcuni dei suoi verbali sono allegati agli atti dell’inchiesta “Reset” che pochi giorni fa ha portato all’arresto di numerosi esponenti del sodalizio criminale locale e messo nuovamente in luce le anomalie della campagna elettorale per le amministrative del 2016 a Latina.
“Tu, piccolo pezzo di fango inutile, non puoi che scrivere per Repubblica, un giornale che è paragonabile ad una montagna di merda; voi inutili schiavi siete convinti di essere al di sopra del giudizio popolare; vi fate scudo del consenso di quei quattro minkioni che ancora leggono la fogna di giornale per cui scrivi, atteggiandovi a giornalisti; e invece siete solo una manica di falliti…!!!”
“Ma che giornalista (minuscolo) sei? Ma riprenditi”
“Come non ti vergogni non lo so. Sei un giornalaio. Ma non ti preoccupare, presto arriverà anche il tuo conto da pagare, tempo è galantuomo”.
Queste sono solo alcune delle molte frasi di insulti e minacce apparse sul profilo Facebook di Clemente Pistilli sotto al post che riprende l’articolo uscito sull’edizione on line di Repubblica.
“In passato queste frasi le leggevi sotto ai post di notizie sulla criminalità comune o giù di lì, adesso capita sempre più spesso quando scrivi di politica, specie se in riferimento a indagini giudiziarie. — dice Pistilli — Succede che si apre subito una gogna social, con insulti molto pesanti e minacce; vengono sfruttati tutti i canali possibili e sembra che sia proprio una batteria organizzata. Ciò ovviamente sempre condito dall’annuncio di querela da parte del politico interessato. Un automatismo che si unisce al tifo di quella parte politica”.
Il comitato di redazione e tutti i giornalisti di Repubblica respingono al mittente con fermezza e indignazione le minacce e gli insulti che hanno preso di mira il nostro cronista Clemente Pistilli, autore dello scoop sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia del clan Di Silvio, Agostino Riccardo, riguardanti presunti contatti fra esponenti del clan di Latina e la leader di Fratelli d’italia, Giorgia Meloni. Il Cdr esprime a Clemente la solidarietà convinta di tutti noi e ricorda che nessuna intimidazione potrà fermare il rigoroso lavoro di ricerca e racconto dei fatti che caratterizza da sempre Repubblica e i suoi giornalisti.
(da agenzie)
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Marzo 5th, 2021 Riccardo Fucile
L’ENNESIMO COLPO DI SPUGNA VOLUTO DAI SOVRANISTI PER I QUALI CHI PAGA LE TASSE E’ UN COGLIONE… SE FOSSE SENZA UN TETTO COSTEREBBE ADDIRITTURA 3,7 MILIARDI… 60 MILIONI DI CARTELLE ESATTORIALI BUTTATE NEL CESSO
Prende forza il pacchetto di sanatorie fiscali post-Covid che il governo si appresta a varare la prossima settimana all’interno del decreto “Sostegni”.
Il testo della bozza dell’articolato, contenente il colpo di spugna, riprende la sintesi circolata nei giorni scorsi, e conferma un maxi “annullamento automatico” di 60 milioni di atti relativi ai debiti fiscali maturati nei 15 anni tra il 2000 e il 2015, oltre a una sanatoria speciale per le partite Iva che prevede uno sconto su sanzioni e interessi per coloro che hanno fatto irregolarità nel biennio 2017-2018 e dimostrano una caduta del fatturato del 33 per cento durante l’anno dell’epidemia, il 2020
La partita è tuttavia ancora aperta
La stessa misura di pulizia del magazzino 2000-2015 che la Lega ha proposto sotto forma di “saldo e stralcio” fino a quota 5.000 euro risulta nella bozza del decreto. Sebbene il tetto sia lasciato in bianco nel testo, vengono formulate più ipotesi che vanno dall’annullamento dei vecchi debiti con il fisco fino ai 3.000 euro (costo 730 milioni), passando per i 5.000 euro (1,8 miliardi), fino ad una cancellazione senza soglie che costa 3,7 miliardi.
La misura proposta dalla Lega aveva già fatto esprimere malumori in parte del Pd e in Leu e l’ex ministro del Tesoro Vincenzo Visco ha scritto sul sito In più che l’operazione sarebbe «un errore» perchè «se è vero che il 70-80 per cento delle cartelle pendenti si riferisce a nullatenenti o falliti» non è vero che siano tutte «inesigibili».
Un tema sul quale interviene anche il mondo dei Caf: «È necessario un collegamento al reddito, attraverso l’Isee, in modo di rendere proporzionale e più giusta la sanatoria», ha dichiarato Alessandro Mastrocinque, del Caf-Cia.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
LA FAMIGLIA, COMPOSTA DA MADRE, PADRE E TRE BAMBINI, AVEVA FATTO DOMANDA D’ASILO ED ERA STATA POSTA SU UN CONTAINER DI 12 METRI QUADRATI
L’Ungheria è stata di nuovo condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo per violazione dei diritti umani, questa volta nei confronti di una famiglia di richiedenti asilo nel 2017, avendo privato il padre del cibo per 4 mesi.
La famiglia, composta da madre, padre e tre bambini, aveva fatto domanda d’asilo ed era stata posta in una zona di transito su un container di 12 metri quadrati e isolata da altri container per alcuni casi positivi all’epatite B.
Il padre, che aveva presentato la richiesta di asilo per la terza volta, “non aveva diritto ad avere le razioni di cibo dalle autorità ” in base alla legge ungherese, ha scritto la Corte in una nota
La Corte ha sottolineato che “non potendo lasciare la zona” dipendeva totalmente dalle autorità ungheresi” e “non ha avuto un accesso adeguato al cibo” e quindi si tratta di una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo e “trattamento disumano e degradante”
Tenendo poi conto “della giovane età dei bambini” (sette mesi, sei e sette anni) e dello stato di salute della madre, incinta, la Corte ha giudicato che anche il resto della famiglia è stata oggetto di trattamento disumano: mancanza di ventilazione, assenza di cure mediche e psichiatriche adeguate e la presenza di agenti di sesso maschile durante le visite ginecologiche tra le accuse mosse
La maggioranza dei giudici ha anche condannato la violazione “del diritto alla libertà e alla sicurezza”, perchè “non c’erano le basi legali definite” per la detenzione di questa famiglia e per i tempi di permanenza nella struttura. L’Ungheria dovrà pagare 4.500 euro a ciascun bambino e 6.500 euro a ognuno dei genitori “per danni morali”.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2021 Riccardo Fucile
PERQUISITE 27 ABITAZIONI, IN CAMPO 500 AGENTI, OTTO ARRESTI… GESTIVANO IL TRAFFICO DI DROGA IN TURINGIA
Pericolosi, terroristi e criminali: le autorità tedesche hanno condotto una serie di operazioni coordinate nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro di una rete di neonazisti sospettati di essere coinvolti nel traffico di droga e nel riciclaggio.
In Turingia la polizia ha riferito di avere perquisito 27 abitazioni ed esercizi commerciali, mettendo in campo oltre 500 agenti.
Analoghe operazioni sono state condotte anche Assia e in Sassonia-Anhalt. Otto sospettati, di età tra i 24 e i 55 anni sono stati arrestati
Secondo quanto riporta l’emittente pubblica Mdr, i sospettati sono membri di un’organizzazione neonazista che da anni è coinvolta nel traffico di droga in Turingia. L’operazione di polizia è frutto di una serie di intercettazioni sulle attività dell’organizzazione.
(da Globalist)
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Febbraio 26th, 2021 Riccardo Fucile
TUTTI IN FLORIDA PER PARTECIPARE ALLA RASSEGNA ANNUALE DEI CONSERVATORI AMERICANI
FdI e Lega alla corte di Donald Trump fanno a gara a chi è più sovranista.
Alcuni leghisti ed esponenti di Fratelli d’Italia sono i protagonisti della trasferta negli Stati Uniti, a Orlando in Florida, per partecipare alla nuova edizione del Cpac (Conservative political action conference), la rassegna annuale dei conservatori americani in corso fino al 28 febbraio.
Giorgia Meloni quest’anno, però, non ci sarà . La sua partecipazione sembrava scontata, dopo il suo esordio a Washington DC, nel 2019, e l’invito nel febbraio 2020, ad Oxon Hill, Maryland. E invece, il suo nome non compare nella lista di speakers di questa nuova edizione.
Si trova già in Florida, invece, il responsabile Esteri e capodelegazione di FdI al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza. Mentre per la Lega c’è Susanna Ceccardi, europarlamentare, membro della commissione Affari esteri, sconfitta alle ultime elezioni regionali in Toscana da Eugenio Giani del Pd. Con lei anche Silvia Sardone e Paolo Borchia.
Insomma, FdI, il solo partito del centrodestra all’opposizione del governo Draghi, non è però solo in America. A fargli compagnia e “concorrenza” infatti ci sono anche tre esponenti leghisti.
Così nonostante la riscoperta europeista di Matteo Salvini e la sua riconversione draghiana, il Carroccio vola negli States per partecipare alla Cpac, che quest’anno dimostrerà come Trump, nonostante i due impeachment e la sconfitta elettorale che gli ha negato il secondo mandato, rimanga il leader indiscusso del partito repubblicano per la grandissima presa che continua ad avere sulla sua base elettorale.
Una presa che dovrebbe essere confermata dallo “straw poll”, un sondaggio che si svolgerà tra tutti i partecipanti alla conclusione dei quattro giorni di lavori che con molta probabilità indicherà Trump come il candidato presidenziale in pectore del 2024. Per domenica è atteso proprio il suo intervento, il primo discorso pubblico da quando ha lasciato la Casa Bianca il 20 gennaio scorso: si concentrerà sul futuro del movimento conservatore e, secondo quanto anticipato da Fox News, non mancheranno anche duri attacchi alla presidenza Biden.
La conferenza sarà così il modo in cui Trump e i suoi alleati mostreranno che nel loro partito non c’è spazio per chi critica l’ex presidente. E tra questi, non mancano i sovranisti italiani, anche chi con il nuovo esecutivo guidato dall’ex banchiere si è scoperto europeista e ha ottenuto ministeri e sottosegretari, come appunto la Lega. Che nella competizione con i meloniani nel campo sovranista non vuole essere da meno.
Tra gli interventi della conferenza non compare nessuno dei repubblicani che hanno appoggiato l’impeachment per l’insurrezione al Congresso, come il senatore Mitt Romney e la deputata Liz Cheney, numero 3 della Camera.
Oppure ha additato le sue responsabilità , come il leader della minoranza al Senato, Mitch McConnell e l’ex ambasciatrice all’Onu, Nikki Haley. Interpellato da The Hill, l’organizzatore del Cpac Matt Schlapp ha detto che questi esponenti repubblicani non sono stati invitati perchè “semplicemente sono più moderati ed è per questo sono in contrasto con Trump e la sua agenda conservatrice”.
“Ma noi non censuriamo i discorsi – ha aggiunto – sarà veramente un esperimento per vedere a che punto è il movimento conservatore, compreso il sondaggio tra tutti i partecipanti”.
(da “La Repubblica”)
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Febbraio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
NAPOLI STA PERDENDO IL CONFINE TRA CRIMINE E LEGALITA’
Napoli è una sorta di “acceleratore”, meraviglioso e folle, nel quale i sentimenti umani si esprimono in condizioni estreme. Ma a volte la velocità è tale, che la città sbanda: come nel caso del murale dedicato al baby rapinatore Ugo Russo, freddato da un carabiniere durante un tentativo di rapina.
Un murale che in qualche modo sembra avallare l’intero sistema sociale (e criminale) che quel ragazzo ha mandato a morire, indicando in lui non una vittima di quel sistema stesso, ma del carabiniere che gli ha sparato. Cioè dello Stato.
Gli abitanti del quartiere che ospita l’opera hanno raccolto un migliaio di firme di artisti, scrittori, intellettuali, persino ex magistrati che, sostenuti dal Sindaco, la difendono.
Ma il Prefetto ha ordinato di cancellarla, e un’altra Napoli reclama il diritto a esprimere il proprio punto di vista: “Sabato 27 febbraio”, anticipa a TPI Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, da anni impegnato in una lotta senza quartiere all’illegalità , “dedicheremo due iniziative all’unica vera vittima della notte in cui fu ucciso il rapinatore quindicenne Ugo Russo: Irina, vittima di femminicidio, morta mentre amici e parenti di Russo sfasciavano il pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini di Napoli”.
Alla manifestazione parteciperà anche Eduardo Di Napoli, il giovane barista a cui il racket incendiò il bar per non essersi piegato. “Dopo aver annunciato di voler pagare le spese dei danni arrecati”, continua Borrelli, “gli autori del bestiale raid si sono tirati indietro, forse i soldi servivano per realizzare altri omaggi abusivi alla criminalità ”. In queste parole terribili, “omaggi abusivi alla criminalità ”, si sintetizza il dramma di una città che sembra aver perso ogni riferimento.
La cronaca continua a raccontare di una gioventù bruciata e violenta, di pestaggi, aggressioni, omicidi con protagonisti adolescenti. L’ombra di comportamenti criminali che viaggiano veloci sui social, si allunga sulla quotidianità perduta di una generazione senza regole. Eppure la tutela delle ragioni di chi delinque, sembra destinata sistematicamente a prevalere su quella di chi il crimine invece lo subisce.
Fin quasi a procurare, nel sentire comune della gente, la rassegnata sensazione di una involontaria ma micidiale collusione fra uno Stato imbelle e incapace, e una criminalità sempre più impunita e arrogante. Ed ecco che la città , invece di unirsi, si spacca. Napoli è una “ciudad sin ley”, scriveva qualche tempo fa un quotidiano spagnolo, ma il vero problema sembra la rimozione collettiva che i napoletani attuano dei loro problemi.
Le coltellate sul lungomare di sabato scorso, quando altri adolescenti si sono affrontati all’ultimo sangue in pieno giorno, è l’ennesimo episodio finito nelle pagine di una cronaca monotona. E tutto viene diluito dal grande nemico di questa città : una narrativa autocommiserativa che impedisce di vedere la realtà , e per la quale il Nord Italia sarebbe costantemente impegnato in una sorta di complotto antinapoletano.
Infatti, mentre Gomorra trionfa, non manca chi fa campagne di sensibilizzazione per sostituire alla statua di Garibaldi, quella di Totò… “Porteremo dei fiori sulla panchina rossa dedicata a Irina”, continuano Borrelli e Di Napoli, “e ringrazieremo i medici con tutto il personale sanitario, ricordando tutte le persone scomparse a causa della criminalità organizzata, le sole a cui dovrebbero essere dedicati gli omaggi pubblici. Alle 13 saremo alla caserma dei Carabinieri ‘Pastrengo’ per fare un lungo applauso a tutti gli uomini delle Forze dell’ordine che si sacrificano per la nostra terra. Caserma che fu presa d’assalto a colpi di pistola sempre dagli amici e dai parenti di Ugo Russo, quelle stesse persone che adesso scendono in piazza per sostenere la realizzazione dei murales criminali”.
“Chiediamo supporto alla Napoli vera, alla gente perbene, quella che ripudia il modello sociale delinquenziale e abbraccia quello della civiltà e dell’onestà . Ma è bene sottolineare che non si tratta di qualcosa in contrapposizione alla manifestazione organizzata per salvare il murale di Ugo Russo. Anzi, noi con quel modo di pensare non c’entriamo nulla e troviamo inaccettabile che una parte della nostra città elevi come modello culturale i rapinatori o addirittura idolatri un boss come Cutolo. Noi siamo per la legalità , sempre e lo vogliamo ribadire pubblicamente”.
Già , “la gente perbene”, invoca Borrelli. E ce n’è tanta, sicuramente la stragrande maggioranza: ma che non fa notizia. Gente che crede nelle Forze dell’Ordine e odia la camorra, ma che resta impantanata nell’incapacità di ritrovare, anche sul piano civile, quello slancio che la contraddistingue in altri campi. Napoli è fucina di letteratura, domina la scena della fiction italiana, è grembo inesauribile di idee, ma poi quasi tutto si perde nell’ossessiva lotta al cosiddetto “sputtanapoli”, la teoria che vorrebbe appunto la città eterna vittima di un complotto universale.
Il che, occasionalmente, intendiamoci, può anche accadere. E accade. Ma che non può e non deve mai diventare assolutorio delle proprie secolari e conclamate “colpe”. “Il problema non è se murale e serie televisive, tipo Gomorra”, spiega ancora a TPI Francesco Bellofatto, docente di Prevenzione del Cyberbullismo, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e co-autore di libri sul tema, come ‘Lo scarto’ e ‘La mia paranza’, “propaghino modelli violenti, ma l’assenza di un mediatore, e la Scuola, da sola, non basta, in grado di sviluppare una capacità critica nei giovani, tale da permettergli di distinguere il confine tra finzione e realtà , tra il bene e il male”.
“La realtà cittadina è molto più complessa rispetto alla visione di chi liquida frettolosamente questi fenomeni, facendone un distinguo pericoloso dalla criminalità organizzata, ben radicata in tutti i quartieri e nei principali centri dell’area metropolitana. La risposta delle istituzioni è debole. Manca un dialogo con la società civile. Il problema delle baby gang ci riguarda tutti. Perchè ormai il linguaggio della violenza ha contaminato anche ambiti che con la camorra nulla c’entrano”.
I principi del recupero sociale di chi delinque sono sacri. Lo Stato non può diventare un giustiziere. Ma il maternalismo oltranzista della retorica che respinge l’esistenza stessa del male, che assolve il giovane in quanto tale, che assicura impunità a chi ha spezzato un’altra giovane vita, e abbandona nella solitudine e nel dolore i suoi cari, rischia di corrodere il concetto stesso di legalità , e di cancellare ogni confine fra lecito e illecito, trascinando Napoli in un caos senza ritorno.
Un caos che annuncia, come aveva intuito con molti anni di anticipo Giorgio Bocca, quello in cui l’intero Paese rischia presto di venirsi a trovare.
(da Tpi)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
COLLUSI O COMPLICI, INDAGINI A TAPPETO SUL COMPORTAMENTO ANOMALO DI TROPPI AGENTI
La polizia del Campidoglio degli Stati Uniti ha sospeso sei agenti e sta indagando sulla condotta di altri 35 a seguito dell’assalto dello scorso 6 gennaio alla sede delle istituzioni democratiche americane.
Yogananda Pittman, che ha assunto la carica di capo ad interim della polizia “ha stabilito che qualsiasi membro del suo dipartimento il cui comportamento non è in linea con le direttive del Dipartimento sarà sottoposto a provvedimenti disciplinari”.
Il fallimento del sistema di sicurezza che ha portato all’invasione del Campidoglio ha scatenato una massiccia reazione contro la polizia e la sua leadership. Il sindacato di polizia del dipartimento ha sfiduciato i massimi vertici del dipartimento.
Inoltre decine di ufficiali che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal presidente Trump sono stati interrogati dai rispettivi dipartimenti e alcuni sono stati messi in congedo.
(da agenzie)
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Febbraio 18th, 2021 Riccardo Fucile
SUI SOCIAL ONDATA DI ODIO, INSULTI E MINACCE CONTRO LA SENATRICE A VITA CHE SI E’ VACCINATA CONTRO IL COVID
“Aveva paura di morire la stronza? Non sono riusciti neanche i tedeschi ad ammazzarla… e ora ha paura
di morire?”.
E poi: “E ora speriamo che il vaccino faccia il suo dovere (e la levi dalle palle)”.
E ancora: “Ecco lo spogliarello buonista della senatrice a vita”.
E, come se non bastasse: “VAI A LAVORARE LADRAAAAA”.
Fino a: “Ma se tirasse le cianche, quanto si risparmierebbe”.
Sono solo alcuni dei commenti spaventosi che le solite bestie hanno rivolto alla senatrice a vita Liliana Segre, nel giorno in cui si è sottoposta alla prima dose di vaccino anti-Covid all’ospedale Fatebenefratelli di Milano.
Un’ondata d’odio di una violenza irreale, tra insulti, offese sessiste, minacce e auguri di morte, vomitati nei confronti di una donna di 90 anni sopravvissuta all’Olocausto. La stessa che, appena due anni fa, ha convinto la Prefettura di Milano ad assegnare una protezione speciale e che l’ha costretta a vivere sotto scorta
Ancora una volta quell’orrore che torna, si manifesta sui social con quella banalità del male contro cui questa grande donna combatte da tutta la vita: esseri miserabili che ignorano il significato della parola dignità . Ma questo è anche il risultato di anni di politica sistematica dell’odio che ha armato, giustificato e prodotto quella centrifuga tossica di sovranismo e No-vax che sui social trova uno spazio abitabile e, tutto sommato, indisturbato. Questa è la battaglia che tutti quanti siamo chiamati a combattere.
Poche ore fa Liliana Segre aveva lanciato un appello pubblico per invitare le persone a vaccinarsi:
«Io ho 90 anni e verrò vaccinata. Credo molto nella vaccinazione. Contro un nemico invisibile abbiamo così poche armi e essere vaccinati mi sembra una grande opportunità a cui tutti dobbiamo rispondere e andare con fiducia. Sono molto contenta di avere avuto l’opportunità di fare questo vaccino, cosa di cui sono molto convinta” ha detto Segre. “Non oggi, davanti al virus, ma in tutta la mia vita. Non ho paura del vaccino, ho paura della malattia. Penso che chi si rifiuti di fare il vaccino sia purtroppo pauroso o non abbastanza informato. Quindi da nonna novantenne dico ai miei fratelli e alle mie sorelle, che arrivano a questa età , di non avere paura e di fare il vaccino”.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 18th, 2021 Riccardo Fucile
IL DELIRIO DAVANTI AGLI AGENTI: “NON MI INTERESSA NIENTE DEL COVID, L’IMPORTANTE E’ LAVORARE”
In questa pandemia di Coronavirus si è spesso parlato del dualismo tra economia e salute. C’è chi sembra
non avere dubbi su cosa sia più importante: è il caso di un piccolo imprenditore di Ghedi, nel Bresciano, che nonostante fosse positivo al Coronavirus e posto in quarantena non ha esitato ad andare a lavorare nella sua officina, tra i suoi operai, in aggiunta senza neanche indossare la mascherina.
“Non mi interessa niente del Covid, l’importante è lavorare”, avrebbe detto secondo quanto riporta la testata locale “Bresciatoday” l’uomo agli agenti della polizia locale che, grazie a un controllo, lo hanno scoperto e denunciato.
Un mix tra un tentativo di minimizzare quanto sta accadendo in tutto il mondo — incredibile dal momento che lui stesso è risultato contagiato dal virus — e una concezione della salute come totalmente subalterna all’economia, come se non si fosse ancora capito che senza salute nessuna economia è possibile.
Adesso l’imprenditore è stato denunciato e rischia la reclusione da da 3 a 18 mesi, oltre a un’ammenda da 500 a 5.000 euro, come prevedono le norme per i positivi che violano la quarantena.
La sua posizione potrebbe peggiorare se qualcuno tra i suoi operai dovesse contagiarsi per causa sua: in quel caso scatterebbe infatti il reato di epidemia colposa, che prevede una pena da sei mesi a tre anni.
Gli agenti della locale di Ghedi, diretti dal comandante Enrico Cavalli, hanno infatti accertato che l’uomo non stava indossando la mascherina al momento del controllo, mettendo così a rischio la salute dei suoi dipendenti. Sono in corso ulteriori accertamenti sull’officina con l’Ispettorato del lavoro: si stanno verificando eventuali ulteriori irregolarità .
(da Fanpage)
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