Gennaio 21st, 2021 Riccardo Fucile
UNA VOLTA CHE UNA INIZIATIVA FUNZIONA E PIACE AGLI ITALIANI ONESTI ARRIVANO GLI SFASCISTI CHE VOGLIONO DESTINARE I FONDI AI LORO AMICI RISTORATORI
Proprio adesso che app IO aveva trovato la quadra per i pagamenti del Cashback di Stato. Dopo la
prima fase sperimentale che si è interrotta il 31 dicembre, è partito il sistema a regime, quello che può garantire fino a un massimo di 300 euro di rimborsi sulle spese effettuate con strumenti di pagamento elettronico fino al prossimo 30 giugno 2021.
C’era stato un piccolo intoppo dopo l’8 gennaio — perchè alcuni pagamenti non venivano tracciati -, ma dal 21 gennaio tutte le spese effettuate con carta sono state recuperate (anche quelle, ovviamente, effettuate tra l’8 e il 21 gennaio). Dunque, adesso, l’app IO dovrebbe funzionare a pieno regime.
Non solo: c’è anche un’altra funzionalità che adesso è disponibile sull’app IO. È quella che consente ai cittadini di capire in che posizione si trovano rispetto al quantitativo di spese effettuate, una vera e propria classifica del Cashback: per i primi 100mila utilizzatori, infatti, a giugno è previsto un super bonus da 1500 euro.
Al momento — lo fissiamo su questa pagina alla data del 21 gennaio 2021 — c’è bisogno di 27 transazioni per rientrare tra i primi 100mila utenti registrati.
Considerando che in questo conteggio sono valide proprio tutte le spese (compresa quella per un caffè al bar), la corsa al superbonus non sembra propriamente un traguardo irraggiungibile.
Eppure, qualcosa sembra muoversi e non è una bella notizia per i fan del cashback. Dopo l’uscita di Italia Viva dal governo, il gruppo di deputati e senatori che fa riferimento a Matteo Renzi sembra stia studiando tutte le mosse possibili per mettere in difficoltà l’esecutivo.
Tra queste, potrebbe esserci anche un emendamento che — per mettere a disposizione maggiori fondi per i ristori delle attività commerciali provate dalla crisi del Coronavirus — punta a sforbiciare in maniera sostanziosa le risorse destinate al cashback.
La proposta, sottolinea il Corriere della Sera, è stata avanzata dall’ex viceministro dell’Economia del governo Renzi Enrico Zanetti: l’obiettivo è portare quasi tutti i 4,7 miliardi di euro destinati alla misura del cashback di stato nell’ambito del nuovo decreto ristori, attraverso un emendamento.
Del resto, anche nel discorso fatto da Renzi al senato e nelle interviste che hanno preceduto la conta a Palazzo Madama, il senatore di Rignano aveva fatto capire che la misura del cashback non era proprio l’ideale per rilanciare l’economia.
Dopo, ovviamente, aver permesso alla compagine di Italia Viva di votare a favore del provvedimento al momento del suo lancio e della sua promozione voluta dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
Insomma, il cashback non fa in tempo a funzionare correttamente, che c’è già qualcuno che vuole farne a meno. Tanta fatica per niente o troppo rumore per nulla?
(da Giornalettismo)
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Gennaio 21st, 2021 Riccardo Fucile
IL VECCHIO ACCORDO BILATERALE CHE PERMETTEVA DI RIPORTARE IN SLOVENIA I RICHIEDENTI ASILO VIOLA LA COSTITUZIONE E LA CARTA EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO
“La prassi adottata dal ministero dell’Interno in attuazione dell’accordo bilaterale con la Slovenia è
illlegittima sotto molteplici profili”. Non sono le parole di un’associazione che tutela i diritti dei migranti o di una delle tante ong che denuncia da mesi violenze e soprusi sulla rotta balcanica.
Questa volta a dirlo, o meglio, a scriverlo in un’ordinanza a suo modo storica e che farà giurisprudenza, è una giudice della Repubblica. E’ il primo pronunciamento di questo tipo.
Un durissimo atto d’accusa che porta l’intestazione del “Tribunale ordinario di Roma – Sezione diritti della persona e immigrazione” e la data del 18 gennaio 2021. Con le riammissioni informali sul confine italo-sloveno, che si tramutano in un respingimento a catena fino alla Bosnia, il governo italiano sta violando contemporaneamente la legge italiana, la Costituzione, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e persino lo stesso accordo bilaterale.
La storia di Mahmood
L’ordinanza emessa dalla giudice Silvia Albano è l’esito di un procedimento cautelare d’urgenza. Il pakistano Mahmood contro il ministero dell’Interno. Nel ricorso presentato ad ottobre dagli avvocati dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) si chiedeva al Tribunale “di accertare il diritto del signor Mahmood a presentare domanda di protezione internazionale in Italia”.
La storia di questo 27 enne non è diversa da quella di migliaia di migranti che partecipano al Game, come nei campi profughi della Bosnia è stata beffardamente ribattezzata la pericolosa traversata dei boschi croati e sloveni.
A metà del luglio scorso Mahmood raggiunge la frontiera di Trieste dopo il viaggio lungo rotta balcanica durante il quale ha subito violenze e trattamenti inumani, provati da una serie di fotografie che ha messo a disposizione del magistrato.
E’ fuggito dal Pakistan “per le persecuzioni a causa del mio orientamento sessuale”. Giunto in Italia insieme a un gruppo di connazionali, è rintracciato dagli agenti di frontiera e portato in una stazione di polizia italiana.
“Minacciato coi bastoni dalla polizia italiana”
Nel suo ricorso Mahmood sostiene di aver chiesto esplicitamente ai poliziotti l’intenzione di presentare la domanda di protezione internazionale. Richiesta del tutto ignorata. La sua testimonianza, evidentemente ritenuta attendibile dalla giudice Albano, prosegue col racconto di quanto accaduto all’interno e nelle vicinanze della stazione di frontiera.
Si legge nell’ordinanza: “Gli erano stati fatti firmare alcuni documenti in italiano, gli erano stati sequestrati i telefoni ed erano stati ammanettati. Poi sono stati caricati su un furgone e portati in una zona collinare e intimati, sotto la minaccia di bastoni, di correre dritti davanti a loro, dando il tempo della conta fino a 5. Dopo circa un chilometro erano stati fermati dagli spari della polizia slovena che li aveva arrestati e caricati su un furgone”. Da lì in poi il suo destino del pakistano è segnato: riportato nell’affollato campo bosniaco di Lipa, ha dormito alcune notti in campagna, infine ha trovato rifugio in un rudere a Sarajevo.
Il Viminale non poteva non sapere
Secondo il Tribunale di Roma ci sono tre solide ragioni per ritenere illegali le riammissioni in Slovenia. La prima. Avvengono senza che sia rilasciato alcun pezzo di carta legalmente valido.
“Il riaccompagnamento forzato – scrive Albano – incide sulla sfera giuridica degli interessati quindi deve essere disposto con un provvedimento amministrativo motivato impugnabile innanzi all’autorità giudiziaria”.
La seconda attiene al rispetto della Carta dei diritti fondamentali, che impone la necessità di esame individuale delle singole posizioni e vieta espulsioni collettive. E’ uno dei passaggi più significativi dell’ordinanza. “Lo Stato italiano non avrebbe dovuto dare corso ai respingimenti informali. Il ministero era in condizioni di sapere, alla luce dei report delle Ong, delle risoluzioni dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati e delle inchieste dei più importanti organi di stampa internazioanale, che la riammissione in Slovenia avrebbe comportato a sua volta il respingimento in Bosnia nonchè che i migranti sarebbero stati soggetti a trattamenti inumani”.
Infine la terza ragione, che sbriciola la posizione ufficiale del Viminale, rappresentata al Parlamento dal sottosegretario Achille Variati durante un question time in cui è stato affermato che le riammissioni si applicano a tutti, anche a chi vuol presentare domanda di asilo. Scrive invece la giudice: “Non si può mai applicare nei confronti di un richiedente asilo senza nemmeno provvedere a raccogliere la sua domanda, con una prassi che viola la normativa interna e sovranazionale e lo stesso contenuto dell’Accordo bilaterale con la Slovenia”.
La condanna
Per queste tre ragioni, il Viminale è condannato a prendere in esame la domanda di asilo di Mahmood, consentendogli l’immediato ingresso nel territorio italiano, e a pagare le spese legali.
E’ la vittoria di Gianfranco Schiavone, componente del direttivo Asgi e presidente del Consorzio italiano di Solidarietà , che da mesi denuncia quanto sta accadendo sul confine italo-sloveno. Nel 2020 le riammissioni informali sono state circa 1.300. E’ la vittoria soprattutto delle due legali che hanno presentato il ricorso e sostenuto la causa, Anna Brambilla e Caterina Bove. “Siamo molto soddisfatte della pronuncia”, commenta Brambilla. “Alla luce di questa ordinanza si devono interrompere subito le riammissioni informali in Slovenia perchè sia garantito l’accesso al diritto di asilo”.
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 21st, 2021 Riccardo Fucile
PIU’ RISALTO A LADY GAGA CHE AL GIURAMENTO… NON SOPPORTANO CHE ABBIA BATTUTO IL GRANDE CRIMINALE SOVRANISTA… QUESTIONE DI TEMPO, POI TOCCA A TUTTI
C’è persino Il Tempo che — pur di minimizzare sulla notizia dell’insediamento di Joe Biden come 46° presidente degli Stati Uniti d’America — sottolinea la performance di Lady Gaga che, poco prima del giuramento, ha cantato l’inno americano direttamente da quello che può essere definito il palcoscenico di Capitol Hill.
Altre testate — come il più moderato Il Giornale -, pur concedendo uno spazio rilevante nella prima pagina, non mancano di sottolineare come il discorso di Joe Biden sia stato «divisivo».
Eppure, il nuovo presidente ha fato più volte appelli all’unità e ha affermato di impegnarsi per essere considerato il presidente di tutti.
Insomma i giornali sovranisti su Biden oggi scelgono le vie traverse per parlare di un evento che — comunque la si pensi — può essere considerato storico.
Libero, invece, sceglie volutamente di non dare alcuno spazio alla notizia in prima pagina. Come se a Washington, ieri, non fosse successo proprio niente.
La Verità di Maurizio Belpietro, al contrario, riserva uno spazio della prima, in basso a sinistra. Ma quasi non dà rilevanza all’insediamento di Biden: preferisce concentrarsi sull’addio di Donald Trump alla Casa Bianca.
A colui «che ha portato ricchezza negli Usa e un po’ di pace nel mondo». Statista, economista e pacificatore.
Immagini che stridono, soprattutto se paragonate alle scelte degli altri principali quotidiani italiani: nonostante la crisi di governo ancora in tutto il suo svolgimento, infatti, Repubblica e il Corriere — in linea con tutti i principali quotidiani del mondo — propongono le foto a tutta pagina del giuramento di Joe Biden e di Kamala Harris. Le notizie, i commenti, le analisi.
Dalla stampa sovranista, invece, sembra sia stata avviata una vera e propria opera di rimozione. Sempre per la serie: raccontare un’altra realtà . Che molto spesso non esiste.
(da Giornalettismo)
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Gennaio 21st, 2021 Riccardo Fucile
IL GIORNALE RIVELA: “RENZI E SALVINI SI SONO SENTITI PIU’ VOLTE AL SENATO PER FAR CADERE CONTE”… “NECESSITA’ DI APRIRE UN VERO E PROPRIO VIETNAM AL SENATO”…ODDIO, PIU CHE DELLA TEMPRA DEI VIETCONG HANNO QUELLA DEGLI UOMINI DI PANZA
Secondo il Giornale, il quotidiano della famiglia Berlusconi, nelle scorse ore in Senato è “nato l’asse
fra i due Matteo”. Ovvero tra Matteo Renzi e Matteo Salvini, un’intesa che si fonda sicuramente sul nemico comune Giuseppe Conte, ma che sembra poter andare oltre.
Quelli che fino a questo momento erano stati solo sospetti, vengono confermati da alcune fonti del centrodestra e di Italia viva stessa al giornalista Adalberto Signore. Nelle ore più concitate a Palazzo Madama insomma, in attesa del voto di fiducia, Renzi e Salvini si sono sentiti al telefono più volte.
L’obiettivo sarebbe stato quello di “un’azione coordinata” tra Lega e Italia viva. Matteo Renzi ha infatti valutato tutte le opzioni, anche quella di votare contro la fiducia e quindi di rischiare di far cadere l’esecutivo.
Una strada sulla quale si è confrontato, scrive sempre il Giornale, proprio con Matteo Salvini al telefono e che ha deciso di scartare dopo aver visto, nel corso della prima chiama per il voto, che comunque non avrebbe avuto i numeri necessari per far saltare tutto.
Ma l’asse è appena nato e i due leader, da una parte il segretario del Carroccio e dall’altra l’ex premier, avrebbero convenuto, è sempre la ricostruzione del quotidiano di Berlusconi, “sulla necessità di aprire un vero e proprio Vietnam al Senato”, a partire dai lavori in Commissione.
Se infatti Lega e Italia viva si accordassero per fare opposizione alla maggioranza, le cose potrebbero complicarsi per il governo Conte, ma il piano funziona al momento solo sulla carta: i gruppi di Iv sono formati da parlamentari eletti per la maggior parte con il Partito democratico e non è per niente scontato che accettino di diventare i nuovi alleati dei sovranisti.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 20th, 2021 Riccardo Fucile
“QUANDO IO HO AVUTO IL CORAGGIO DI FARLO, MOLTI DI LORO SONO VENUTI AD ABBRACCIARMI IN AULA”… “ALLA CAMERA SONO UNA TRENTINA”
Andrea Causin, da ieri ex senatore di Forza Italia dopo che ha deciso di votare la fiducia al Governo Conte, ha dichiarato che “ci sono almeno 10-15 senatori di Forza Italia che avrebbero fatto quello che ho fatto io e che si sono anche confrontati con me. Poi però non lo hanno fatto per una questione di calcolo. Non hanno avuto il coraggio di esporsi mediaticamente e non erano sufficientemente liberi”.
“Garantisco – ha sottolineato Causin – che ci sono 10-15 senatori di Forza Italia che sono esattamente in linea con quello che ho fatto io. Più di qualcuno di loro dopo che io ho votato sì è venuto ad abbracciarmi in aula”
“È chiaro che da ieri – ha proseguito Causin – non sono più un senatore di Forza Italia. In questo momento c`era un passaggio particolare della storia della Repubblica che mi ha portato a fare questa scelta. La cosa che mi ha sorpreso ieri è stata l`ansia di sapere cosa avrei votato. La colpa non è dei giornalisti ma dalle leadership attuali che si fanno condizionare da cosa scrive la stampa. Dovrebbero essere le leadership a scrivere la storia, non i giornali”.
“Non mi hanno fatto offerta nulla – ha aggiunto Causin – Sono stato molto turbato da questa crisi aperta inspiegabilmente da Renzi e Italia Viva perchè il Paese vive veramente una grandissima emergenza sanitaria ed economica. Aprire una crisi politica e una fase di instabilità istituzionale di 4 mesi nel momento di difficoltà del Paese non c`era bisogno. Abbiamo bisogno di un governo che governi. Io ho semplicemente preso sul serio l’appello di Mattarella”.
(da agenzie)
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Gennaio 20th, 2021 Riccardo Fucile
CHE STRANO, SPARANO VENTI TWEET AL GIORNO MA TENGONO NASCOSTA LA MANCATA CONDANNA DEI TERRORISTI
Twittare e postare compulsivamente, ma dimenticarsi di avvisare i propri fan-elettori del
comportamento istituzionale dei propri rappresentanti.
Sarà per i tanti impegni — tra ospitare radio-televisive e video-messaggi social — ma Salvini e Meloni si sono dimenticati di dare l’ultimo aggiornamento delle imprese di Lega e Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo.
Oggi a Bruxelles si votava un emendamento per condannare i fatti e le violenze di Capitol Hill: i rappresentanti del Carroccio si sono astenuti, quelli di FdI hanno votato contro.
Ma i due segretari hanno deciso, non se ne capisce il motivo (#ironia), di non aggiornare i followers su questo tema.
Questo il testo dell’emendamento sulla risoluzione UE con cui il Parlamento Europeo «condanna con la massima fermezza l’attacco perpetrato al Congresso degli Stati Uniti da un gruppo di rivoltosi incitati dalle teorie cospirative del Presidente Donald Trump e dalle accuse infondate di brogli nelle elezioni presidenziali del 3 novembre 2020; confida nel fatto che gli Stati Uniti garantiranno un pacifico passaggio di poteri al Presidente eletto Joseph Biden e alla vicepresidente eletta Kamala Harris; è allarmato per l’ascesa del populismo e dell’estremismo su entrambe le sponde dell’Atlantico e sottolinea l’urgente necessità di difendere la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto a livello globale».
Dimenticanze. Ovviamente l’emendamento con la risoluzione Europea per la condanna ai fatti di Capitol Hill è passato con una netta maggioranza.
Ma i due partiti sovranisti italiani hanno deciso di distinguersi dalla massa. Chi scegliendo la via dell’astensione, chi quella del voto contrario.
Insomma, a parole il leader della Lega aveva condannato (seppur in ritardo) quanto accaduto, dando anche responsabilità a Trump.
La segretaria di Fratelli d’Italia, invece, mantiene la barra dritta. L’importante, però, è nascondere la polvere sotto il tappeto. E parlano di trasparenza.
(da Giornalettismo)
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Gennaio 20th, 2021 Riccardo Fucile
“SE QUELLO CON CUI FACCIO UN CONTRATTO MI FREGA E MI MANDA UN TERZO IN MENO DI QUELLO CHE ORDINATO, SONO IO CHE HO SBAGLIATO”… PUR DI DARE COLPA AL GOVERNO ORMAI SRAGIONA E NON SA PIU’ CHE DIRE
Immaginiamoci un Matteo Salvini intento a comprare qualcosa sul tanto odiato (da lui) Amazon.
Cerca, trova quel che gli serve, paga e fa partire l’ordine. Poi, però, quel prodotto non arriva mai a casa sua.
In linea di logica, la colpa sarebbe del venditore (o di Amazon, o della società a cui è stato affidato il pacco da consegnare).
Seguendo, però, il discorso fatto martedì sera dal leader della Lega a CartaBianca (su Rai3), la colpa sarebbe di Salvini stesso. Questo è l’effetto della supercazzola del senatore del Carroccio per dare la colpa al governo sui ritardi di Pfizer nella consegna delle nuove dosi di vaccino.
Sarà stata la stanchezza di una giornata passata in Senato ad attendere il momento del suo discorso (ha fatto la dichiarazione di voto in nome della Lega poco prima del voto), poi le interviste televisive. E, alla fine, tutto è colpa del governo. Di cosa stiamo parlando?
«Se io imprenditore faccio un contratto, pago, e quello con cui faccio il contratto mi frega, e non mi dà un terzo di quello che mi deve, sono io che ho sbagliato».
Insomma, se un imprenditore trova un accordo che viene, poi, disatteso dalla seconda parte, la colpa non è del venditore, ma di chi ha acquistato.
Ovviamente questo è un discorso che fa acqua da tutte le parti, privo di ogni qualsivoglia logica stringente.
Eppure, anche con arroganza (basti vedere il tono delle sue risposte al quadro fornito da Bianca Berlinguer che cercava di farlo ragionare), il leader della Lega ha deciso di optare per la supercazzola. Ovviamente come se fosse antani. E, ovviamente, con scappellamento rigorosamente a destra. Non a caso.
(da Giornalettismo)
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Gennaio 20th, 2021 Riccardo Fucile
LO STUDIO DI ZIGNAL LABS, SOCIETA’ SPECIALIZZATA: MENO 73% DI BUFALE
Non è un caso. Dopo la decisione di Twitter di sospendere l’account di Donald Trump (e di molti sostenitori delle strampalate teorie QAnon), sul social dell’uccellino si respira un’aria ben diversa.
Uno studio di Zignal Labs, una compagnia che si occupa di media intelligence, ha evidenziato come nella sola prima settimana del blocco delle attività social dell’ormai ex numero uno della Casa Bianca, l’ecosistema della piattaforma abbia registrato un notevole calo di fake news.
Ovviamente il riferimento è puramente rivolto ai fatti made in USA. Ma questo indica anche come l’ex Presidente degli Stati Uniti fomentasse i suoi sostenitori con bufale e altro.
L’intero rapporto — che mette a confronto la scorsa settimana e quella precedente in cui non c’era il ban Twitter Donald Trump — è stato pubblicato dal Washington Post, e fa particolare riferimento alla più grande bufala sostenuta negli ultimi mesi dall’ex Presidente USA e dai suoi sostenitori, adepti della dottrina QAnon: le elezioni truccate, i voti illegali, le frodi elettorali e i voti distrutti (ovviamente quelli in favore dell’ex candidato Repubblicano).
Notizie false, come confermato dai tantissimi ricorsi respinti (perchè sostenuti da alcuna prova) dalle varie Procure in lungo e largo negli Stati Uniti.
E così dopo il ban Twitter Donald Trump — e di altri seguaci di QAnon — l’ecosistema del social dell’uccellino ha raggiunto un microclima più ordinato e — soprattutto — più incline alla realtà dei fatti. In una settimana è stato segnato un -73% di tweet che fanno riferimento alla fake news delle frodi elettorali e la gran cassa social-mediatica dell’ex numero uno della Casa Bianca ha smesso di alimentare teorie cospirazioniste e del complotto contro di lui.
(da agenzie)
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Gennaio 20th, 2021 Riccardo Fucile
LA UE STIGMATIZZA LE VIOLENZE, FDI VOTA CONTRO, LA LEGA SI ASTIENE… LA SEDICENTE “DESTRA DELLA LEGALITA'” NON CONDANNA I CRIMINALI… FORZA ITALIA VOTA SI’
Nel giorno dell’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, i sovranisti italiani eletti al Parlamento
europeo non condannano le violenze di Capitol Hill. Fratelli d’Italia vota contro, la Lega si astiene nel voto su un emendamento alla risoluzione sulla politica estera dell’Ue, presentato dal tedesco David McAllister del Ppe (Cdu, partito di Merkel).
L’emendamento schiera nettamente l’Eurocamera su una posizione di condanna dell’insurrezione da parte dei supportes di Donald Trump il 6 gennaio scorso al Congresso Usa.
Votano a favore gli eletti di Forza Italia, insieme al Pd, al M5s e la gran parte delle forze politiche presenti all’Europarlamento. Il testo passa a larga maggioranza con 523 sì, 90 no, 65 astenuti.
Ecco l’emendamento:
Il Parlamento europeo “condanna con la massima fermezza l’attacco perpetrato al Congresso degli Stati Uniti da un gruppo di rivoltosi incitati dalle teorie cospirative del Presidente Donald Trump e dalle accuse infondate di brogli nelle elezioni presidenziali del 3 novembre 2020; confida nel fatto che gli Stati Uniti garantiranno un pacifico passaggio di poteri al Presidente eletto Joseph Biden e alla vicepresidente eletta Kamala Harris; è allarmato per l’ascesa del populismo e dell’estremismo su entrambe le sponde dell’Atlantico e sottolinea l’urgente necessità di difendere la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto a livello globale”.
“Gli europarlamentari della Meloni hanno votato contro un emendamento di condanna dell’attacco perpetrato al Congresso degli Stati Uniti lo scorso 6 gennaio, mentre quelli di Salvini si sono astenuti. Incredibile ma vero, con questo voto al Parlamento europeo Fratelli d’Italia e Lega perdono l’occasione di esprimere, nel giorno della proclamazione di Biden, la doverosa solidarietà al popolo americano e rinnegano, al contempo, anche la difesa di alcuni valori intrinsechi nella alleanza Usa-Ue: quelli della democrazia, del rispetto delle sue istituzioni e dello Stato di diritto a livello globale”, commenta il vicepresidente del Parlamento europeo Fabio Massimo Castaldo
“Nell’emendamento — continua – si confidava inoltre nel fatto che gli Stati Uniti possano garantire un pacifico passaggio di poteri al Presidente eletto Joe Biden e alla vicepresidente eletta Kamala Harris. Per fortuna in Europa questo emendamento è passato grazie a una schiacciante maggioranza: il Parlamento europeo lo ha approvato con 523 voti, 90 contrari e 65 astensioni. Sui valori della libertà , della democrazia e del multilateralismo non possono esserci distinguo o eccezioni: la Lega e Fratelli d’Italia con questo loro voto hanno gettato la maschera. Queste incomprensibili posizioni dovrebbero far riflettere tutte quelle forze moderate, europeiste e atlantiste su quanto non ci sia spazio per le loro sensibilità sotto l’ala protettrice ultrasovranista: o si finisce orbaniani o, peggio ancora, amici di Jake Angeli”.
(da “Huffingtonpost”)
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