Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
“ALLENTA IL SISTEMA DELLE REGOLE RENDENDO PIU’ SEMPLICE AMPLIARE OVUNQUE”
Il ‘nuovo piano casa’ della Sardegna concede aumenti di cubature “sproporzionati” e contrari alle norme ed espone in particolare le campagne al rischio di effetti ambientali “devastanti in termini di frammentazione degli agroecosistemi”.
Non solo: la legge apre a “un condono edilizio” regionale surrettizio e a una distorsione della concorrenza nell’accesso ai fondi del superbonus edilizio. Sono queste le principali contestazioni mosse dal governo alla legge 1 del 2021 approvata lo scorso 14 gennaio dalla maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale dopo una maratona di 14 sedute cominciate prima di Natale.
La legge, nel suo complesso, allenta il sistema di regole e di tutele finora in vigore, rendendo più semplice costruire, ristrutturare e ampliare praticamente ovunque, anche nelle zone agricole in lotti minimi di un ettaro, con l’eccezione della fascia protetta dei 300 metri dal mare, dalle zone umide e da laghi, stagni e bacini artificiali. Più facile anche rendere abitabili soppalchi, sottotetti, seminterrati e pilotis. Il nuovo piano casa, inoltre, consente aumenti di cubature per seconde case e hotel, introduce una mercato dei crediti volumetrici e proroga gli incrementi di cubature fino a tutto il 2023.
Le motivazioni dell’impugnativa, decisa venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, non sono state ancora pubblicate, ma la portata della bocciatura globale, estesa a quasi tutti i 31 articoli del testo, emerge chiaramente dalle obiezioni sollevate da febbraio in poi dai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali.
Dai documenti consultati dall’AGI appare chiaro che i dubbi di legittimità costituzionale del governo investono l’intero impianto della legge, come pronosticato a più riprese dall’opposizione (centrosinistra e M5S) durante i lavori dell’Aula e dagli ecologisti, che fin da subito, anche con una petizione online (38.800 firme raccolte), avevano sollecitato l’impugnativa.
Al ministero dell’Ambiente la Sardegna, ai primi di marzo, ha risposto che le osservazioni mosse dall’ufficio legislativa erano “irrilevanti rispetto alla Regione autonoma, salvo volerne svilire l’autonomia”.
Inoltre, le controdeduzioni precisavano che gli incrementi volumetrici non erano ammessi nella fascia protetta dei 300 metri dalla battigia “ma solo nella ‘fascia costiera che rientra tra le porzioni di territorio la cui regolamentazione e’ sottratta alla copianificazione tra Regione e Stato”.
“Nessuna disposizione di legge statale”, aveva obiettato la Sardegna, “impedisce di approvare i piani urbanistici generali o attuativi se manca un piano paesaggistico regionale” e che “la valutazione della compatibilità paesaggistica possa essere fatta caso per caso”.
Non solo, il ministero dell’Ambiente ha respinto le controdeduzioni della Regione, ma ha confermato le censure, cui si sono aggiunte quelle del Mibac e della Protezione civile nazionale che hanno portato all’impugnazione davanti alla Consulta per violazione della normativa statale in materiale di tutela del paesaggio, dell’articolo 117 della Costituzione e di altre norme, incluso il testo unico dell’edilizia del 2001.
Anche il via libera all’edificazione di fabbricati residenziali riservata agli imprenditori agricoli entro i mille metri dal mare è contestata in quanto “rischia di compromettere gli ecosistemi dunali e retrodunali” ed è contro il Piano paesaggistico regionale. “Parleremo quando vedremo le motivazioni”, ha dichiarato sulla sua pagina Fb l’assessore sardista all’Urbanistica, Quirico Sanna, che aveva difeso la legge in Aula. “Per il momento voglio ricordare che la legge rimane in vigore e produce effetti legittimi fino a quando una sentenza, della corte costituzionale, stabilisca che a legge è incostituzionale”.
Alla Sardegna il governo rimprovera di aver “eluso” l’obbligo di redigere un piano paesaggistico esteso a tutto il territorio, agro compreso.
Al momento, infatti, vige solo quello che tutela le coste. Bocciata anche la proroga del vecchio piano casa fino al 2023: non solo perchè quella precedente, del giugno 2020 era già stata impugnata, ma anche perchè concedere aumenti di cubature una tantum senza standard di densità edilizia consente incrementi successivi “che portano fuori controllo l’attività di costruzione”, argomentano i ministeri.
(da “La Repubblica”)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
ELETTO CON LA LEGA E PASSATO CON LA MELONI, E’ CONSIGLIERE COMUNALE A SASSARI
Daniele Deiana è consigliere comunale per Fratelli d’Italia a Sassari. È stato eletto con la Lega ed è molto conosciuto in città . Ora ancora di più perchè è diventato virale un video in cui canta in un locale pieno senza mascherina, come tantissimi dei clienti. E dopo le polemiche è stato costretto a scusarsi.
Il locale in questione è di proprietà di Daniele Deiana. Si tratta del ristorante “Le Iene” di via Sorso a Sassari.
Sabato sera il consigliere di Fratelli d’Italia si è messo a cantare al karaoke, senza mascherina e durante la sua esibizione i clienti si sono alzati per cantare e abbracciarsi. Uno di loro ha filmato tutto e il filmato del consigliere è diventato virale, tanto che poi in un video Daniele Deiana si è dovuto scusare: “Ho commesso una leggerezza, ho sbagliato e sono pronto a chiedere perdono a tutti. Mi sono sentito a casa, con amici che conosco da una vita e negli ultimi dieci minuti della serata ci siamo lasciati andare, riconosco di aver fatto un errore di cui mi pento”
(da agenzie)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IL DOSSIER DEL GIORNALE TEDESCO RIPORTA UNA SERIA DI DOCUMENTI IMPIETOSI SULLA GESTIONE DELLA PANDEMIA IN ITALIA, ERRORI E OCCULTAMENTO DI DATI
L’Italia che nell’estate scorsa sembrava preparata e pronta ad affrontare la seconda ondata, è stata invece travolta di nuovo dal Covid in ottobre, se possibile, in maniera più violenta della prima ondata, con contagi e ricoveri alle stelle.
Ma se l’impreparazione del nostro Paese è risultata evidente e percepibile all’opinione pubblica, il famosissimo settimanale tedesco, Der Spiegel, in un’indagine, stila decumenti e report agghiaccianti che solo in parte conoscevamo, come ad esempio il caso del piano pandemico risalente al 2006.
Il giornale racconta la denuncia collettiva presentata alla Procura di Bergamo da oltre 500 famiglie. Errori fatali, verità nascoste, gestione caotica della pandemia: il ‘Der Spiegel’ lancia in apertura del suo sito web un grande reportage che mette sotto accusa la gestione in Italia della prima drammatica fase della crisi innescata dalla pandemia da coronavirus.
“I documenti mostrano che sono stati compiuti degli errori”, i quali sono stati “nascosti” dalle autorità italiane, scrive ‘Der Spiegel’, secondo cui lo stesso occultamento varrebbe per il destino di moltissime vittime: “Era possibile evitare questi morti?”, si chiede il settimanale amburghese nella sua versione online.
Secondo ‘Der Spiegel’ sulle reali dimensioni della crisi vi è stata una massiccia opera di “insabbiamento”. Il giornale riferisce di una denuncia collettiva presentata alla Procura di Bergamo da oltre 500 famiglie italiane. “Le accuse sono pesanti”, scrive, e prosegue: “L’Italia avrebbe reagito in ritardo e in modo sbagliato alla pandemia. Il Paese è stato travolto, perchè i piani di crisi erano vecchi e pieni di lacune. Gli errori commessi sono stati insabbiati. Per questo sono morte delle persone? Genitori, nonni, coniugi?”.
Aggiungono gli autori del servizio che “l’ex premier Giuseppe Conte ed il suo ministro alla Sanità sono stati già ascoltati, mentre da mesi vengono alla luce nuove omissioni. Da tempo non è più questione di tragici casi singoli, ma di un fallimento generale. E di insabbiamento”.
‘Der Spiegel’ riferisce che gli avvocati dei familiari di molte vittime hanno già consegnato agli inquirenti numerosi dossier, nei quali viene elencato un gran numero di errori ed omissioni: “Da una parte dei documenti, afferma il settimanale, che dichiara di avervi avuto accesso, emerge che gli esperti avevano avvertito già alla fine di febbraio 2020 che era in corso una epidemia con un tasso di contagio superiore a 2,0, ossia in cui ogni paziente stava contagiando almeno altre due persone
Era un allarme-slavina, che evidentemente non e’ stato ascoltato”.
Stando al reportage, “troppi pazienti dal decorso leggero hanno preso il posto ad ammalati gravi, con la conseguenza che i medici si sono trovati a combattere una battaglia persa in partenza”.
C’era anche carenza di mascherine e di altri dispositivi di protezione, così come si sarebbe mancato di individuare i focolai negli studi medici e nelle case di cura per anziani
Lo ‘Spiegel’ parla di un documento di 102 pagine “che non doveva essere una resa dei conti, ma doveva rappresentare un aiuto per gli altri Paesi”. Ed invece “è stato ritirato solo un giorno dopo la sua pubblicazione”. A breve, “la magistratura deciderà se e contro chi sarà presentata denuncia: potrebbe diventare uno dei processi del secolo”, con i parenti delle vittime “che si costituirebbero parte civile”
Molti di loro, riferisce lo ‘Spiegel’, “si erano riuniti già l’anno scorso in un gruppo Facebook da titolo ‘Noi denunceremo’, che in tempo brevissimo ha raggiunto i 70 mila iscritti. Da allora a migliaia riferiscono in quel gruppo del loro destino, per liberarsi della loro rabbia e per esprimere il loro lutto”.
Intanto, ribadisce ancora la testata amburghese, “è noto che il piano pandemico nazionale non era stato più attualizzato dal 2006, nonostante che il governo italiano si fosse impegnato in tal senso e che solo poche settimane prima della deflagrazione della pandemia del coronavirus aveva segnalato all’Organizzazione mondiale della Sanità di essere perfettamente pronta per una situazione grave”.
Senonchè, già nel maggio 2020 l’Oms constatava che “senza essere preparata ad un tale flusso di pazienti, la prima reazione degli ospedali è stata improvvisata, caotica e creativa”.
(da agenzie)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IL FLOP SUI VACCINI E’ COSTATO FINORA 22 MILIONI
Regione Lombardia ha annunciato l’intenzione di azzerare i vertici di Aria, la società partecipata regionale che è al centro di enormi polemiche per via dei tanti disservizi nella campagna di vaccinazione contro il Covid-19 in Lombardia.
Ma questa decisione non può nascondere altre responsabilità , oltre a quelle dei vertici della società che si dimetteranno: quelle della politica. E in Lombardia politica fa rima ormai da quasi 30 anni con il centrodestra: prima il lungo “regno” di Roberto Formigoni, poi l’avvicendamento proprio con la Lega di Salvini, nelle figure di Roberto Maroni prima e dell’attuale governatore, Attilio Fontana, poi.
La società Aria è stata voluta da Fontana nel 2019
È proprio sotto il governo Fontana che Aria, Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti, è nata il primo luglio 2019, inizialmente dalla fusione di altre due società regionali (Lombardia informatica, nata nel 1981 e Arca Lombardia, centrale unica per gli acquisti fondata nel 2014) e incorporando poi una terza società : Ilspa (Infrastrutture lombarde spa, fondata nel 2003).
“L’idea di unire tre ‘carrozzoni’, creando un ‘carrozzone’ unico non poteva funzionare già in partenza”, spiega a Fanpage.it il consigliere regionale di Più Europa Michele Usuelli, che questa fusione osteggiò fin dall’inizio. “C’è una parola in inglese che si chiama accountability. In Aria continuano a cambiare i tecnici, ma la responsabilità è della politica. È la giunta la responsabile di Aria”, prosegue Usuelli, che sui motivi del fallimento del progetto Aria è chiaro: “La società sconta 27 anni di sistema, prima con Formigoni e poi con Maroni, in cui si è assunto per fedeltà più che per meriti”.
Nei progetti di chi l’ha voluta “la forza di Aria” doveva essere quella “di fare sinergia fra competenze specializzate su tecnologie, infrastrutture e acquisti derivanti dalla fusione di 3 importanti società con una lunga storia ed esperienza alle spalle”, come si legge sul sito. L’esperienza concreta ha però mostrato che, al posto di sinergia, si è creato caos: “Un esempio non legato all’attualità sono le lunghe liste d’attesa nella sanità lombarda — spiega Usuelli -. Sono legate al fatto che ogni Asst ha avuto il permesso di comprare i software che volevano, ma in questa maniera i software non si parlano tra loro e la Centrale unica di prenotazione si ingolfa”. Non solo la ratio alla base della decisione di creare una società informatica regionale — cioè il “mi creo dall’interno una software house” — è venuta meno, ma si è generato anche un sistema di affidamenti esterni a consulenti su cui, come denuncia Usuelli, c’è un’opacità di fondo (l’elenco dei consulenti per l’anno 2020, sul sito web, è vuoto)
Il contratto tra Regione e Aria è costato 22 milioni di euro
La stessa opacità che Usuelli denuncia per il contratto tra Aria e Regione Lombardia al centro delle attuali polemiche: quello per il sistema regionale di prenotazione dei vaccini Covid-19 aperto attualmente agli anziani over 80 e al personale della scuola.
“È un sistema arcaico, medievale, non lo chiamerei sistema di prenotazione ma sistema di registrazione e convocazione. Quando la vice presidente Letizia Moratti in Commissione Sanità ci aveva comunicato la decisione di appoggiarsi al sistema di Poste Italiane, abbiamo scoperto che il sistema di Aria è costato 22 milioni di euro. Tuttavia non sappiamo se recupereremo parte di quei soldi perchè nel contratto c’era un qualche tipo di penale, sull’argomento c’è sempre stato un muro di gomma”.
Dal caso camici ai bandi deserti per i vaccini antinfluenzali: i flop di Aria
La breve storia di Aria è già costellata di molti scivoloni. C’è Aria dietro il cosiddetto “caso camici”, la presunta donazione di camici e altro materiale sanitario alla Regione da parte della società del cognato del governatore Fontana, Andrea Dini: una vicenda per la quale sono indagati lo stesso Fontana, Dini e Filippo Bongiovanni, ex direttore generale di Aria spa ritenuto vicino a Fontana e alla Lega e costretto a dimettersi.
Sempre Aria è il soggetto appaltatore dei bandi di gara per i vaccini antinfluenzali, che si sono rivelati un altro flop: dieci quelli andati deserti, lasciando la Lombardia in affanno in un momento in cui, complice anche la concomitanza della pandemia, vaccinarsi contro l’influenza sarebbe stato molto importante.
L’ultima inefficienza: sul sistema non ci sono i numeri di telefono dei vaccinandi
Ma certo è sul tema vaccini Covid, quello più sentito dalla popolazione, che le inefficienze di Aria stanno raggiungendo livelli intollerabili, tanto da aver spinto la Regione stessa a intervenire.
Dagli sms inviati in ritardo, agli anziani chiamati a vaccinarsi a centinaia di chilometri dalla propria residenza, fino agli errori nelle convocazioni che hanno portato o a sovraffollare i centri vaccinali o a chiamare meno persone del dovuto, lasciando poi alle singole Asst o ai sindaci il compito di arrangiarsi per risolvere i problemi.
L’ultima inefficienza la racconta Usuelli: “Ho scoperto che il sistema non inserisce i numeri di telefono dei vaccinandi. E quindi se i medici vaccinatori hanno bisogno di chiamare le persone che non hanno ricevuto l’sms di conferma, o devono rivolgersi a coloro che sono inseriti nelle liste di riserva, devono cercare i numeri sulle pagine bianche”.
(da Fanpage)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
NEL POMERIGGIO IL PASSO INDIETRO DELLA LIBRAIA ASSUNTA PER 23.000 EURO NELLO STAFF
Si è dimessa la compagna dell’assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti. Assunta come segretaria
politica da Luca Montuori, titolare del dossier Urbanistica, la libraia Silvia Di Manno nel primo pomeriggio ha scritto al Campidoglio e fatto il passo indietro chiesto domenica sera dalla sindaca Virginia Raggi.
Stop alla nomina passata in giunta mercoledì sera, stop alla parentopoli grillina. La 44enne di Pietrasanta, che giovedì mattina si era fatta vedere in assessorato per conoscere i nuovi colleghi e firmare il contratto che le avrebbe garantito circa 23 mila euro da qui alla fine della consiliatura, non lavorerà per il Comune.
Così, sfilandosi, Silvia Di Manno potrebbe aver salvato la poltrona del fidanzato. Gianni Lemmetti era stato infatti contattato dalla prima cittadina grillina.
Chiaro l’aut aut: “O la tua compagna si dimette oppure ci penso io”.
Meno la risposta dell’assessore, che avrebbe provato a difendere la compagna facendo imbufalire Raggi, assente alla seduta di giunta di mercoledì e apparentemente all’oscuro della nomina.
Alla giunta 5S verranno chieste spiegazioni anche sulla nomina “congelata” di Massimiliano Capo. L’approdo in Comune dell’amico (stretto) di Lorenza Fruci, assessora alla Cultura e compagna di classe della sindaca Raggi al liceo, è stato bloccato prima che la delibera venisse votata in giunta. Forse per questioni di opportunità : prima che le foto sparissero da Facebook, sui social i due avevano inscenato un finto matrimonio. E in un video registrato durante il lockdown si chiamavano “marito e moglie”. Dal Campidoglio spiegano che Fruci “non è sposata”. In ogni caso la nomina è stata messa in stand by.
(da agenzie)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
IL DIRIGENTE SANITARIO LO ACCUSA DI INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E ABUSO DI POTERE, MA UN PARLAMENTARE HA DIRITTO A VERIFICARE LE STRUTTURE, DAGLI OSPEDALI ALLE CARCERI… MORRA: “GLI UOMINI DELLA SCORTA POSSONO TESTIMONIARE I FATTI”
Il dirigente Asp che lamenta un blitz alla centrale operativa vaccinale di Cosenza e annuncia querele contro il senatore Nicola Morra e il parlamentare che anticipa un “video-verità ” per smentire la versione del medico perchè “non mi fido dei giornalisti”.
In mezzo, la Calabria che con il 71% delle dosi somministrate è ancora agli ultimi posti per numero di vaccinazioni, in cui la piattaforma informatica di prenotazione è entrata in funzione con più di un mese di fuso orario rispetto al resto d’Italia, e in più di un caso l’appuntamento per la somministrazione si è trasformato in un assembramento autorizzato di anziani e soggetti fragili.
È in questo quadro che sabato mattina – denuncia il dottor Mario Marino, medico legale oggi direttore Igiene pubblica Direttore dipartimento di prevenzione dell’Asp di Cosenza – il senatore e presidente della commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra avrebbe fatto “irruzione” al centro di Serra Spiga, sbraitando contro le inefficienze del servizio di prenotazione.
Risultato, racconta il dottor Marino, una vera e propria aggressione. Verbale, certo, ma così violenta da provocargli un malore. “Questo è sicuramente abuso di potere, ma credo che querelerò Morra anche per interruzione di pubblico servizio, perchè la sua ‘visita’ ha interrotto il nostro lavoro” annuncia Marino
Nel frattempo, l’episodio è diventato un caso politico. “Morra si dimetta, da tutto. Solidarietà ai medici colpiti” dice il leader della Lega, Matteo Salvini. Interviene subito anche Giorgia Meloni per Fdi, che annuncia: “Andremo fino in fondo a questa vicenda e se tutto ciò corrispondesse al vero Morra farebbe bene a dimettersi immediatamente”
Il parlamentare avrebbe lamentato l’impossibilità di prenotare telefonicamente il vaccino per i suoceri ottuagenari e lamentato l’inefficienza nella campagna vaccinale. Un incontro dai toni accesi durante il quale, secondo quanto riferito da alcuni dei presenti, gli uomini della scorta di Morra hanno anche identificato alcuni dei dipendenti dell’Asp.
Il capo della task Force, Mario Marino, ha accusato un malore tanto da mettersi in malattia come riferito oggi da La Regina. Nessun commento è venuto dal commissario per la sanità in Calabria Guido Longo
“Incapaci”. Così il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, avrebbe appellato i funzionari dell’Asp di Cosenza presenti nel dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza al momento della sua “irruzione”. A riferirlo alcuni dei presenti. Morra, secondo quanto ricostruito dai presenti, si sarebbe rivolto al direttore di Igiene pubblica e Direttore del dipartimento di prevenzione Mario Marino ed ai medici dello staff definendoli “incapaci” di gestire la somministrazione dei vaccini, incolpando Marino perchè due suoi parenti ultraottantenni non erano ancora stati chiamati per la somministrazione del vaccino e che da diversi giorni al numero verde per le prenotazioni non rispondeva nessuno. Marino avrebbe tentato di spiegare a Morra che da quattro giorni, per le vaccinazioni, è partita la piattaforma informatica regionale, dunque, il numero verde non è più attivo, ma il presidente della Commissione antimafia non avrebbe inteso ascoltare e anzi avrebbe chiesto agli agenti di scorta di identificare i dirigenti in servizio. Quindi se ne sarebbe andato sbattendo la porta.
La replica di Morra: “La scorta attesterà ciò che ha visto”.
“Io sono sempre sotto tutela e quindi i poliziotti attesteranno quello che hanno potuto vedere”. Lo dice, contattato al telefono, il senatore e presidente dell’Antimafia Nicola Morra annunciando a breve un video in cui fornirà la sua versione dei fatti dopo le dichiarazioni del dirigente della Asp di Cosenza. Sui motivi dell’ispezione dice: “L’ispezione eseguita sabato è una prerogativa di un parlamentare e penso sia dovere di qualunque rappresentante delle Istituzioni provvedere affinchè il diritto alla salute venga rispettato anche in Calabria, anche in provincia di Cosenza. Questa ispezione è avvenuta a seguito di segnalazioni di cittadini che mi chiedevano d’intervenire vista la scarsità di vaccini ricevuti dai calabresi e, quindi, anche in provincia di Cosenza. Non vedo nulla di strano se il Presidente dell’antimafia, parlamentare eletto in Calabria, si interessa ed interviene”.
(da agenzie)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
PER LORO E’ FINITA MALE, C’ERA LA DIGOS AD ASPETTARLI
A Cesenatico circa cinquanta negazionisti si sono riuniti in un parco cittadino per un “picnic negazionista”. Per loro è finita male: sono stati denunciati. Ma il sindaco è stato costretto a chiudere il parco a causa del loro comportamento inappropriato
Il sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli ha raccontato la vicenda su Facebook:
“Non avrei mai voluto farlo, non credevo ce ne fosse bisogno, ma qualche ora fa i Carabinieri, insieme alla Polizia Locale, sono dovuti intervenire nel nostro Parco di Levante a un ritrovo di circa 50 persone che non rispettavano il distanziamento e non indossavano alcun dispositivo di protezione. Era da giorni che in varie chat giravano messaggi per questo “pic-nic”, incuranti di ogni norma, del dramma che stiamo vivendo e del dolore delle persone che hanno perso i loro cari o hanno vissuto momenti difficili in ospedale. Mi rendo conto che la situazione sia difficile anche psicologicamente ma tutti dobbiamo fare la nostra parte e rispettare le regole perchè, mentre la campagna vaccinale sembra aver ingranato, manca poco alla fine di questo tunnel. Le scuole sono chiuse, tante imprese stanno soffrendo e non c’è giorno in cui io non ci pensi: rimaniamo uniti, è l’unica cosa che possiamo fare. Per evitare problemi di ogni sorta il Parco di Levante è stato chiuso e riaprirà domani mattina regolarmente. Resta inteso che se dovessero ripetersi manifestazioni analoghe saremmo costretti a tenere chiuso il parco. Intanto ringrazio i Carabinieri e la Polizia Locale per essere intervenuti prontamente oggi.”
Non si tratta dell’unico caso. Una manifestazione analoga è avvenuta a Rimini, presso il parco Marecchia. I negazionisti qui erano una ventina e, spiega Il Resto del Carlino, ad aspettarli c’era la Digos che li aveva già tenuti d’occhio su Instagram:
“Erano i negazionisti del Covid, quelli che si sono battezzati con lo slogan ‘World wide rally for freedom and democracy’. Non sapevano che i poliziotti della Digos erano già lì ad aspettarli, con il risultato che sono stati tutti denunciati per manifestazione non autorizzata e sanzionati per le violazioni alle leggi anti-Covid. Leader della ‘sezione’ locale, una trentenne riminese, ma c’era anche gente proveniente da Ravenna, Cesena, Forlì e Cesenatico”
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
DOPO IL VIDEO DI STRISCIA DI NOTIZIA INTERVENGONO LE FORZE DELL’ORDINE
In barba a tutte le leggi e norme anti covid. Varese: Francesco Tomasella, ex militante di Forza Nuova
e creatore e amministratore di una chat su Telegram dal nome “Varese Libera”, organizza la sua festa di compleanno (per la notte tra sabato e domenica), invitando tutti gli iscritti al canale. Scrivendo così:
Siete tutti invitati sabato prossimo alla festa che ho organizzato per il mio compleanno dalle ore 19! — scrive su Telegram —. Musica, balli, cibo e bevande uniche! Chi vuole partecipare mi scriva in privato entro martedì! Qui è meglio non pubblicare l’indirizzo, non sia mai lo veda qualche Sceriffo/Spione di Regime che ci voglia rovinare la festa… Grazie a tutti! Fino alla libertà !
E, fortuna (sfortuna sua!) ha voluto che tra quelle quaranta persone sia riuscita a farsi invitare anche una collaboratrice di Max Laudadio di Striscia la Notizia, Valeria Desta, che ha ripreso quanto stava succedendo e ha avvisato le forze dell’ordine. Che poi hanno identificato tutti i presenti.
Chi è Francesco Tomasella, organizzatore della festa di Varese
Definirlo complottista sarebbe poco: crede che il covid non uccida, che lo Stato controlli la popolazione con questa scusa, che i giornalisti siano servi dello Stato, che non servano restrizioni. E così via. Si tratta di un ex militante di Forza Nuova, che da quando è scoppiata la pandemia ha iniziato a scrivere sui suoi social e a pubblicare video complottisti.
Dice in un video: “Con tutte queste restrizioni è gesto eroico tenere aperto, un atto di coraggio”. Infatti Francesco Tomasella non è la prima volta che organizza feste “private” all’interno di ristoranti o locali che invece dovrebbero rimanere chiusi: ha anche sposato e condiviso la campagna dei ristoratori #ioapro, postando scatti dai diversi ristoranti in cui la sera andava a cenare. E ha scritto frasi come questa: “Ha già fatto più giovani morti il vaccino del Covid stesso! (Che non ne ha mai fatti) #TruffaVirus! #Libertà . Con tanto di hashtag “Truffavirus”.
Francesco Tomasella e l’incontro a Varese con Diego Fusaro
2 febbraio 2021: Francesco Tomasella si unisce a Vox Italia di Diego Fusaro. Che, di certo non si offenderà se verrà identificato come uno “scettico” del virus e delle restrizioni anticovid. Ed è proprio questo il motivo che spinge l’ex Forza Nuova a vendere in campo con il filosofo (firma tra l’altro del Primato Nazionale, giornale “sovranista” molto vicino ai movimenti e partiti neofascisti).
Tomasella lo annuncia così:
Dopo essere riusciti in questi mesi, come libero comitato di cittadini, ad animare il dibattito intorno a questi temi almeno in tutto il Varesotto, riteniamo oggi che sia giunto il momento di fare un passo ulteriore per sostenere la stessa battaglia su tutto il territorio nazionale. Per questo annuncio che i principali animatori del Comitato Varese Libera si uniranno da oggi al movimento politico Vox Italia, fondandone il circolo varesino che presiederò. Colgo l’occasione per annunciare che in previsione delle prossime elezioni amministrative presenteremo i nostri candidati in tutta la provincia; in particolare per la città di Varese sveleremo nelle prossime settimane una nostra lista che resterà indipendente rispetto a quelle di centrodestra e centrosinistra.
Benissimo: in bocca al lupo.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 22nd, 2021 Riccardo Fucile
CHIUDE LA STALLA QUANDO I BUOI SONO SCAPPATI: TIPICO SCARICABARILE QUANDO NON SI HANNO LE PALLE PER DIMETTERSI
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana sta provvedendo in queste ore a cambiare i vertici di Aria spa, la società della Regione sotto accusa per i disagi che si sono verificati nella campagna vaccinale.
Fontana sta azzerando tutte le cariche principali della società , dopo l’ultimo weekend in cui si sono verificati numerosi problemi nelle prenotazioni per il vaccino soprattutto a Cremona.
In Lombardia, quindi, la Regione si arrende ammette il fallimento della campagna di vaccinazione e commissaria Aria, l’azienda regionale per l’informatica e gli acquisti a cui aveva affidato la gestione del portale delle prenotazioni degli over 80.
Una decisione che certifica anche da parte dei vertici della Regione il flop della prima fase della campagna.
Attilio Fontana in mattinata ha deciso il commissariamento di Aria, in attesa del subentro di Poste Italiane che entro due settimane dovrebbe gestire il portale delle prenotazioni delle vaccinazioni sarà obbligata ad inviare le liste delle persone da vaccinare a tutti gli ospedali.
Saranno infatti le Asst a chiamare direttamente chi dovrà ricevere il vaccino. Almeno finchè non subentrerà Poste Italiane nella gestione delle prenotazioni.
La decisione è arrivata dopo il caos che dura da giorni in diversi hub lombardi dove per colpa di Aria non sono arrivati gli sms con gli appuntamenti ai cittadini che dovevano presentarsi per la somministrazione. Così nei centri vaccini non si è presentato nessuno come a Cremona, Monza e Como e medici e volontari hanno cercato di metterci una pezza chiamando direttamente a casa chi doveva vaccinarsi. Con grave disagio per molti anziani e per il personale docente e non docente delle scuole che spesso è stato avvertito all’ultimo momento e ha dovuto farsi vaccinare a decine di chilometri di distanza dal proprio domicilio.
La nuova dèbacle della Regione ha gettato altra benzina sul fuoco anche sul fronte della polemica politica. Il presidente di Anci Lombardia, Mauro Guerra sbotta: “Così non va, ci lascino aiutare. Da settimane ci negano gli elenchi per inesistenti problemi di privacy. Bisogna cambiare passo sui vaccini in Lombardia e per questo i comuni sono pronti ad aiutare se sarà loro permesso”.
Nella maggioranza di centrodestra che governa la Lombardia sale la tensione. Anche perchè il presidente di Aria, Francesco Ferri, è di Forza Italia. E’ l’ex talent scout che Silvio Berlusconi chiamò anni fa per cercare nuovi volti da indirizzare alla politica. Il regista della fusione tra Lombardia Informatica e Arca da cui è nata Aria, però, è l’assessore lombardo al Bilancio, Davide Caparini, che aveva promesso di farne il fiore all’occhiello dell’efficienza lombarda.
Davanti a questo nuovo flop le opposizioni di centrosinistra chiedono l’intervento del governo e il commissariamento della Regione.
(da agenzie)
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