Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
COSI’ CON QUELLO CHE HAI FREGATO ALLO STATO PUOI METTERE ALTRI SOLDI NEL MATERASSO ALLA FACCIA DEGLI ONESTI CHE LE TASSE LE PAGANO
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Sostegni da 32 miliardi di euro. L’incontro è slittato
dalle 15.30 alle 18.30 a causa delle tensioni sul condono fiscale: a dividere le forze della maggioranza è stato lo stralcio delle cartelle e, dopo un braccio di ferro durato ben due ore e mezzo, è passata la proposta di mediazione sul nodo cartelle avanzata dal ministro Daniele Franco e del premier Mario Draghi.
Dunque sì alla cancellazione di vecchie cartelle, ma solo con un reddito Irpef che non superi i 30mila euro.
Il colpo di bianchetto sulle cartelle varrà fino al 2010, mentre inizialmente avrebbe dovuto coprire il periodo 2000-2015. Fino al 2015, è la mediazione raggiunta in Cdm, la cancellazione dovrebbe essere legata alla riforma per l’efficientamento del sistema della riscossione chiesta da Lega e Fi.
L’intervento in questi giorni e nelle ultime ore è stato contestato da Pd e Leu, ma veniva ritenuto ancora troppo poco incisivo da Lega, Fi e parte del M5s.
A protestare oggi in particolare, secondo quanto riferito da fonti ministeriali alle agenzie, è stata appunto la delegazione del Carroccio: i leghisti hanno addirittura minacciato di non partecipare al consiglio dei ministri e poco prima dell’inizio della riunione, c’è stato un incontro tra Mario Draghi e la delegazione della Lega.
La proposta di mediazione del presidente del Consiglio — ovvero lo stralcio per le cartelle con un reddito che non superi i 30mila euro, e fino al 2011 al massimo- sarebbe stata rifiutata dal partito di Matteo Salvini, che voleva un intervento più incisivo.
In sintesi, lasciare la proposta iniziale: un colpo di bianchetto per tutte le cartelle fino a 5mila euro, fino al 2015, senza distinzione di reddito.
Che però vedrebbe le perplessità del presidente del Consiglio — oltre che di Leu e parte del Pd — su quello che già in molti etichettano come un vero e proprio condono fiscale.
Lega e Forza Italia sostengono che il condono è una semplice “pulizia del magazzino fiscale”, necessaria per ridurre la zavorra da circa 1000 miliardi di crediti non riscossi che ingolfa l’Agenzia delle entrate riscossione. Ma, come dimostra la stessa relazione tecnica del decreto, cancellare tutte le cartelle sotto i 5mila euro risalenti al periodo 2000-2015 non svuoterebbe affatto il magazzino.
Verrebbero eliminate solo 61 milioni di cartelle su oltre 130 milioni e in pancia all’agente della riscossione resterebbero 75 milioni di ruoli per un valore contabile di 929 miliardi.
Risultato ben diverso si otterrebbe, fanno notare Pd e Leu, stralciare le cartelle davvero inesigibili, che sono circa il 90% del totale: non sarebbe un condono e in pancia all’Agenzia resterebbero solo i crediti ancora recuperabili.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
NON SERVONO LE RASSICURAZIONI DELL’EMA, LA FIDUCIA NON E’ PIU’ RECUPERABILE
“Giusto sospendere AstraZeneca?” E ancora: “Con il via libera di EMA ti faresti il vaccino
AstraZeneca?” Sono le domande poste da Index in un sondaggio rivolto agli italiani sul caso dei vaccini AstraZeneca e diffuso ieri sera da Corrado Formigli a PiazzaPulita.
E i risultati vanno al di là di ogni più tetra previsione.
Alla prima domanda, se fosse giusto, cioè, sospendere il vaccino incriminato, l’esito è stato tutto sommato prevedibile: 62,3% degli intervistati ha risposto di sì, contro il 31,4% secondo cui invece la decisione sia stata presa in modo troppo precipitoso e antiscientifico.
Ma a sorprendere di più è l’esito della seconda domanda, all’apparenza meno scontata ma che ha avuto più o meno gli stessi identici risultati.
Il 61,4% degli italiani intervistati dichiara, infatti, che non si vaccinerebbe, nonostante le rassicurazioni dell’Agenzia europea del farmaco, contro il 32,2% che, invece, si sentirebbe rassicurata.
Numeri impossibili da ipotizzare fino a solo pochi giorni fa, quando il caso AstraZeneca è scoppiato con l’eco di un bombardamento mediatico che ha pochi precedenti nella storia recente.
Un elemento da considerare nel leggere questo dato è che il sondaggio è stato eseguito prima della conferenza stampa con cui ieri Ema ha dichiarato il vaccino di Oxford “sicuro ed efficace” riavviandone di fatto la somministrazione
Ma è probabile che le opinioni non sarebbe cambiate
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
DOMANDA: MA NON ERA IL VACCINO CHE FINO A UN MESE FA ANDAVA SOMMINISTRATO SOLO A CHI AVEVA MENO DI 55 ANNI? NON CI SIAMO PROPRIO
L’Alta autorità per la salute di Parigi ha raccomandato oggi l’uso del vaccino Astrazeneca solo per chi
ha più di 55 anni.
La Francia ha ripreso oggi le vaccinazioni dopo la sospensione e il successivo parere dell’agenzia per il farmaco e il premier Jean Castex, 55 anni, riceverà proprio l’antiCovid della casa farmaceutica britannica.
Questa limitazione di età si spiega con il fatto che i gravi casi di problemi nella coagulazione del sangue che avevano motivato la sospensione del vaccino sono stati osservati unicamente su persone di età inferiore ai 55 anni, ha precisato l’autorità sanitaria francese.
Per il vaccino AstraZeneca si tratta di una decisione piuttosto sorprendente, considerando che, quando è stato aperto al pubblico, soltanto 3 mesi fa, era riservato a chi ha meno di 55 anni. “L’età – ha spiegato Dominique Le Guludec, la presidente della HAS – è il fattore principale di rischio che espone le persone a sviluppare forme gravi” di Covid.
L’Italia non ha scelto questa strada: “Le autorità regolatorie nazionali hanno un loro grado di autonomia per decidere restrizioni d’uso. Noi abbiamo valutato e non riteniamo che sussistano motivi per procedere ad una restrizione di impiego d’uso del vaccino AstraZeneca sotto i 55 anni di età come deciso in Francia” ha detto il presidente del Css Franco Locatelli durante la conferenza stampa al ministero
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
LA LEGA VUOLE CANCELLARE ANCHE I 480 MILIARDI PER CUI L’AGENZIA DELLE ENTRATE HA DISPOSTO MISURE ESECUTIVE, IL PD E LEU SOLO QUELLE RITENUTE INESIGIBILI, DRAGHI QUELLE FINO A 5.000 EURO CON REDDITI FINO A 30.000 EURO… IN PRATICA UNO CHE GUADAGNA 1.800 EURO NETTI AL MESE NON SAREBBE IN GRADO DI PAGARE A RATE 10 MULTE ARRETRATE DA 60 EURO, SIAMO ALLA FARSA
Si tenta una mediazione a poche ore dal consiglio dei ministri per una intesa sul contestato colpo di
spugna sui 60 milioni di vecchie cartelle fiscali: l’ultima proposta sul tavolo in vista del consiglio dei ministri è quella di cancellare le cartelle sotto i 5.000 euro ma solo per color che hanno un reddito Irpef sotto i 30 mila euro.
La questione, che divide la vasta maggioranza, riguarda una cifra enorme pari a 987 miliardi di crediti dello Stato nei confronti dei contribuenti che si sono cumulati tra il 2000 e il 2015 (con vecchi sistemi di esazione ancora affidati, ad esempio, alle banche). Di questi il 91 per cento sono difficilmente esigibili (il 41 per cento sono falliti, deceduti o nullatenenti) e il restante 50 per cento riguarda contribuenti sottoposti ad una azione cautelare-esecutiva o in autotutela dove l’Agenzia potrà proseguire le istanze di riscossione.
Come operare? La Lega vuole intervenire con una cancellazione dei debito sotto i 10 mila euro, i 5S (ieri la vice ministra Castelli ha invitato “mettere da parte l’ideologia”) vogliono la cancellazione dell’intero magazzino del 91 per cento (anche le azioni cautelari-esecutive), mentre il Pd vuole evitare condoni fiscali a redditi medio alti (dunque potrebbe accettare una soglia più bassa, diciamo 5.000 euro) e Leu acconsentirebbe di intervenire solo sul magazzino veramente inesigibile, ovvero falliti, deceduti e coloro verso i quali sono stati tentante azioni cautelari ma senza più possibilità di successo alcuno.
Una proposta diversa viene dal presidente della Commissione Finanze della Camera Marattin di Italia Viva: “Contrariamente alla Lega che propone un condono e a Pd e Leu che lanciano l’allarme, noi proponiamo la cancellazione del magazzino dei crediti inesigibili e proponiamo un intervento con sconto o dilazione per i crediti fiscali contratti causa-Covid”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
I SINTOMI CUI PRESTARE ATTENZIONE: MAL DI TESTA MOLTO FORTE, PROBLEMI ALLA VISTA, PESANTEZZA DEGLI ARTI INFERIORI… UNA FORMA DI TROMBOSI ASSOCIATA A CALO DI PIASTRINE, SOPRATTUTTO NELLE DONNE SOTTO I 55 ANNI
Che cosa cambierà adesso?
Nel foglietto illustrativo del vaccino di AstraZeneca verrà aggiunto un nuovo e rarissimo effetto collaterale: una forma di trombosi associata a calo di piastrine, concentrata soprattutto nelle donne al di sotto dei 55 anni.
Con quali effetti?
Per chi riceve il vaccino nessuno in particolare. Le autorità di farmacovigilanza faranno però particolare attenzione alle segnalazioni di questi casi e svolgeranno esami per capire se ci sono legami con il vaccino.
Che cosa deve fare chi ha fattori di rischio per la trombosi?
Le autorità sanitarie sconsigliano l’assunzione di farmaci anticoagulanti, che a loro volta hanno effetti collaterali (favoriscono emorragie). “È necessario monitorare con attenzione eventuali sintomi nei giorni successivi al vaccino” spiega Lidia Rota Vender, presidentessa dell’Associazione per la lotta alla trombosi.
Quali sono i sintomi?
Sono gli stessi di ogni forma di trombosi, anche non associata al vaccino, e vanno segnalati subito al medico, spiegando che si è stati immunizzati. “Mal di testa molto forte che assomiglia a una cuffia che comprime il capo e non passa con i farmaci antinfiammatori” spiega Rota Vender. “Problemi improvvisi alla vista, gonfiore o pesantezza agli arti”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 19th, 2021 Riccardo Fucile
NON HANNO NEANCHE LE PALLE DI DIRE CHE ALMENO IL 70% DI 3,4 MILIARDI DI EURO DI CARTELLE NON RISCOSSE DAL 2000 AL 2015 E’ ANCORA ESIGIBILE… L’IGNOBILE MARCHETTA ALLA LEGA DI DRAGHI, COMPLICE IL M5S CHE MINIMIZZA QUANDO IN ALTRI TEMPI AVREBBE SCATENATO L’INFERNO… PD SENZA DIGNITA’: NON SI STA IN UN GOVERNO CON CHI PREMIA GLI EVASORI FISCALI
I timori che i dubbi di palazzo Chigi e del Tesoro si possano trasformare in un ridimensionamento
dello stop alle vecchie cartelle fiscali montano a metà mattina. Tra i 5 stelle, ma anche in casa Lega.
Il ministro dell’Economia Daniele Franco è collegato in una videoconferenza affollatissima con i capigruppo della maggioranza, affiancati da sottosegretari e presidenti di commissione. C’è da chiudere, e in fretta, il decreto Sostegni, atteso venerdì sul tavolo del Consiglio dei ministri. Dentro ci sono 32 miliardi di nuovi aiuti. “Sulle cartelle – dice il ministro – è in corso una riflessione”.
La questione divide la maggioranza: Lega e quasi tutti i 5 stelle vogliono cancellare le cartelle 2000-2015 fino a 5mila euro. Leu e una parte del Pd no.
Passano poche ore dalla riunione e i timori dei grillini e dei leghisti si trasformano in pressing. Rispunta così l’alleanza gialloverde che può contare anche sul sì di Forza Italia e sul consenso, anche se con distinguo, di Italia Viva.
La quadra con tutta la maggioranza però non c’è. Dopo la riunione, Franco si mette a lavoro a via XX settembre per rivedere l’impianto del pacchetto. L’ipotesi è di mandare al macero le cartelle con importo fino a 3.000 euro (non 5.000) e relative al periodo 2000-2010, non 2000-2015.
Il riassetto viene portato avanti in totale riservatezza e questo genera ancora più tensione tra i leghisti e tra i grillini. Alle sei del pomeriggio non è arrivata neppure la convocazione di palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri atteso per l’indomani.
È l’immagine che certifica che il lavoro sul decreto è ancora in corso.
Patetica il viceministro dell’Economia in quota 5s Laura Castelli che chiama “pulizia del magazzino fiscale” quello che fino a due anni fa avrebbe chiamato sconcio condono. Affermando che il 90% delle cartelle è diventato inesigibile quando tutti sanno che fino a ieri era il 70%, il che vuol dire , su 3,4 miliardi, rinunciare a incassare almeno 1 miliardo, regalandolo agli evasori.
Non è vero che si tratta solo di cartelle che non verranno mai pagate, se fosse così non ci sarebbe neanche necessità del condono e non si spiegherebbe il fervore della Lega a favore degli evasori. Non ci vengano a raccontare balle, molti hanno un’auto e sarebbe bastato sequestrarla a tempo debito e vedreste la coda a saldare il debito.
I Cinquestelle vogliono salvare la faccia è far passare lo stop alle vecchie cartelle come una pulizia del magazzino dell’Agenzia delle Entrate e non un condono.
I 5 stelle e la Lega sanno che, oltre a Franco, anche Draghi ha più di un dubbio sull’operazione cartelle.
A iniziare dalla necessità di non passare come il capo del governo dei condoni.
Lo schema spinto dai 5 stelle e dalla Lega implica la cancellazione di 61,5 milioni di vecchie cartelle con un importo fino a cinquemila euro . E una rinuncia, per lo Stato, a 3,4 miliardi.
Il Carroccio vorrebbe ancora di più e cioè tirare dentro le cartelle fino a 10mila euro, ma anche il target più basso è considerato comunque un risultato più che buono. Con l’aggiunta che si proverà un rilancio durante il passaggio parlamentare del decreto Sostegni. Ma a ballare è il tetto dei 5mila euro: abbassarlo significherebbe ridurre sensibilmente l’obiettivo sperato. Di fatto annullarlo.
Solo alle otto e un quarto di sera da palazzo Chigi filtra un “verso il Cdm domani (venerdì ndr) alle 15”. C’è spazio anche venerdì mattina per trattare e per cercare di trovare una quadra dentro la maggioranza prima della riunione dei ministri. Per capire cioè se l’ipotesi a cui lavora Franco può avere il sì di Lega e 5 stelle. Un via libera tutt’altro che scontato dato che alle nove e mezza di sera è Matteo Salvini a rilanciare: “Noi abbiamo detto di azzerare le cartelle fino a cinquemila euro, quindi non stiamo parlando di grandi evasori. Facciamo un’enorme opera di pulizia e giustizia sociale. Per noi è fondamentale”.
Giustizia sociale? Certo premiare gli evasori che se ne sono fottuti di pagare il dovuto alla faccia di quegli italiani onesti che hanno versato il dovuto.
E’ davvero il governo dei “migliori amici dei disonesti”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
VIOLATA LA PRIVACY DEI DIPENDENTI: COME HANNO POTUTO AVERE GLI INDIRIZZI MAIL DI TUTTI?
Una mail inviata da un privato cittadino ai dipendenti della Regione Piemonte, in cui c’è l’invito a
iscriversi a una newsletter, il cui nome è “Gazzetta Tricolore, la newsletter di Fratelli d’Italia”.
Ma quando la comunicazione è arrivata su tutte le caselle di posta elettronica degli uffici regionali, in più di uno hanno fatto un salto sulla sedia.
Come è possibile? Chi l’ha inviata? Tale Luigi Songa, che del partito di Giorgia Meloni ne è esponente. Nome piuttosto conosciuto in Piemonte.
Scrive oggi il quotidiano La Stampa:
Una mail quasi di propaganda, arrivata sulle mail dei dipendenti regionali, con l’invito a iscriversi alla «Gazzetta Tricolore, la newsletter di Fratelli d’Italia». Il mittente? Luigi Songa, esponente del partito di Giorgia Meloni, nome importante della destra del Vco e in passato anche presidente dell’Atc Piemonte Nord, balzato agli onori delle cronache perchè nel suo ufficio custodiva diversi cimeli inneggianti al fascismo. Songa ieri ha fatto partire la mail, innescando in poche ore l’ennesimo putiferio: «I dipendenti ci hanno scritto allarmati e infastiditi, anche perchè purtroppo non è la prima volta che accadono cose di tal genere», protesta Marco Grimaldi, capogruppo di Luv in Regione.
Anche i rappresentanti del partito hanno “condannato” il gesto:
Informato, il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Bongioanni, dice che si tratta di «un episodio del quale eravamo all’oscuro, da cui prendiamo le distanze e di cui ci scusiamo. Anche perchè c’è una questione di privacy che non può essere sottovalutata».
Lo stesso Songa spiega: «Gestisco un sistema di messaggistica automatica e volevo effettuare una verifica del database». Peccato che nel messaggio di prova, tra i destinatari, siano stati inseriti per errore i contatti dei dipendenti. Possibile? Come ci sono finite le persone che lavorano in Regione? «Qualcuno li ha caricati erroneamente lo scorso anno», si giustifica l’ex presidente di Atc.
Spiegazione che non fa venir meno le polemiche.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
COME SI PERMETTE IL VIRUS DI CONTAGIARE ANCHE A DUE METRI SENZA IL PERMESSO DELLA SORELLA D’ITALIA?
Ora la pretesa dei sovranisti è quella di dare l’ordine pure al Covid. Come se la variante inglese dovesse contagiare di meno solo perchè l’ha deciso Fratelli d’Italia.
“La raccomandazione dell’Iss di aumentare a due metri il distanziamento nei bar e nei ristoranti è una follia assoluta. Se questa proposta dovesse diventare obbligatoria, saremmo davanti al colpo di grazia per un comparto messo in ginocchio dalla pandemia e umiliato dai decreti di Conte e Draghi. La distanza di due metri vorrebbe dire tagliare ancora i coperti: molte attività non riaprirebbero più e il fatturato per coloro che dovessero resistere sarebbe insufficiente per durare a lungo” ha scritto su Facebook Giorgia Meloni.
“È scandaloso – aggiunge la leader di Fdi – che il governo e le autorità sanitarie continuino a imporre regole senza senso”
Come succedeva con il Governo Conte, la narrazione sovranista sposta il focus dal virus alla politica. La logica dietro la distanza di due metri sta nella maggiore contagiosità del virus. Non è colpa di nessuno, se non del virus.
Questo continuare a remare contro per generare malcontento porta semplicemente a un menefreghismo per le misure di sicurezza e quindi a un persistere del contagio.
Fratelli d’Italia, con queste campagne di protesta contro i mulini a vento, arrecano un danno alla lotta contro l’unico vero nemico, ossia il virus.
(da Globalist)
argomento: denuncia | Commenta »
Marzo 18th, 2021 Riccardo Fucile
E’ MOLTO IMPROBABILE CHE IL PONTE DIVENTI LA VIA PREFERENZIALE PER GLI SPOSTAMENTI DALL’EUROPA IN SICILIA
Matteo Salvini nei suoi vari cambi di casacca oggi si è improvvisato Ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti: “Noi contiamo che nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri approvi 58 commissari per 58 grandi opere per 60 miliardi di denaro sbloccato e decine di migliaia di posti di lavoro e poi si parta per far viaggia l’Italia. Dalla Gronda al ponte sullo Stretto, dalla statale 106 ionica alla Roma-Latina, siamo qua per sbloccare e azzerare il codice degli appalti. Ne parlerò con il ministro Giovannini. Non è più il momento dei no”.
Il ponte sullo Stretto, la proposta jolly che da decenni viene puntualmente ripresentata sul tavolo come fosse la panacea di tutti i mali, non è certo un’idea originale di Salvini. Ma è originale la sua definizione, che denota un’evidente carenza geografica: “Il Ponte sullo Stretto di Messina è un’opera strategica, darebbe una grande immagine dell’Italia nel mondo e collegherebbe non solo la Sicilia alla Calabria, ma l’Italia al resto d’Europa”
Va bene la Sicilia collegata alla Calabria, ma l’Italia al’Europa? Certo, dare la possibilità di viaggiare più velocemente tra la Sicilia e il resto d’Italia sarebbe anche un vantaggio, ma è molto improbabile che quella diventi la via preferenziale per gli spostamenti dall’Europa in Sicilia.
(da Globalist)
argomento: denuncia | Commenta »