Marzo 30th, 2021 Riccardo Fucile
SFRUTTA UN VETTORE VIRALE ED E’ EFFICACE NELL’85% DEI CASI
Semplice da conservare, disponibile in moltissime dosi (se il produttore rispetterà gli impegni) e
soprattutto efficace dopo una sola dose.
Il vaccino di Janssen, compagnia di Johnson&Johnson, fa sperare nella grande svolta della campagna, ormai annunciata da settimane ma mai realmente avvenuta.
Il produttore ha chiuso un contratto con l’Europa per 200 milioni di dosi, all’Italia ne toccheranno 7,3 nel secondo trimestre e 15,9 nel terzo. Le prime consegne sono anunciate per il 19 aprile.
Il vaccino sarà prodotto in Olanda e verrà infialato anche in Italia, dalla multinazionale Catalent. La tecnologia utilizzata è quella basata sul vettore virale, cioè come quello di AstraZeneca.
Si inietta un adenovirus inattivo che viene usato per trasportare una porzione di Dna del coronavirus che, una volta inoculato, spinge le cellule a produrre la proteina spike contro la quale il sistema immunitario si organizza per essere pronto a contrastare il vero patogeno.
Secondo gli studi, il vaccino Janssen protegge nell’85% dei casi dalle forme severe di malattia. E’ stato testato su 43mila volontari e tra questi rappresentano un numero importante (oltre un terzo) le persone anziane, sulle quali quindi ci sono evidenze di efficacia simili a quelle delle classi di età più giovani.
Fondamentale è che basta una sola dose per ogni persona. Significa una raddoppiata capacità di copertura a parità di dosi rispetto agli altri vaccini. Inoltre non ci sono problemi di conservazione, visto che può restare in frigorifero per tre mesi a una temperatura tra 2 e 8 gradi.
Questo lo rende molto maneggevole ad esempio per essere utilizzato negli studi dei medici di famiglia o comunque essere conservato in piccoli ambulatori, farmacie eccetera. Riguardo alla sua capacità di funzionare contro le varianti attualmente più diffuse, dall’azienda spiegano che l’efficacia è documentata anche contro quelle modificazioni. Seppure inferiore, comunque permette di evitare le forme gravi di malattia.
Il quartier generale della multinazionale farmaceutica è a New Brunswick, nello Stato del New Jersey ma il vaccino è nato tra Massachusetts e Europa. I luoghi chiave sono stati il centro di ricerca Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, dove i ricercatori hanno lavorato in collegamento con quelli del centro vaccini Janssen Pharmaceutical di Beerse, in Belgio, e del Centro biologico Janssen di Leiden, in Olanda.
In questo triangolo si sono concentrate le tre fasi obbligatorie di sperimentazioni del vaccino sui volontari. Ma la seconda fase, quella operativa, ha visto l’allargamento della rete di produzione. Per aumentare la produzione l’azienda americana ha stretto dal 2020 una partnership con la Catalent, che ha sede in New Jersey.
L’accordo prevede che una parte della produzione dei vaccini venga fatta in Usa e in Italia, nello stabilimento di Anagni della Catalent, in provincia di Frosinone.
Un altro accordo, per la produzione quinquennale di vaccini, è stato siglato con la Emergent BioSolutions, i cui stabilimenti si trovano in Maryland. La società farmaceutica francese Sanofi ha inoltre offerto a J&J il proprio stabilimento di Marcy l’Etoile per la produzione del vaccino ad un ritmo di 12 milioni di dosi al mese.
(da agenzie)
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Marzo 30th, 2021 Riccardo Fucile
IL CANADA SEGUE LA FRANCIA: VIETA ASTRAZENICA AGLI UNDER 55
La città di Berlino ha deciso di bloccare la vaccinazione con AstraZeneca per gli under 60, citando nuovi dati su sospetti effetti collaterali.
L’ospedale Charitè della capitale tedesca aveva già fermato le vaccinazioni delle sue collaboratrici sotto i 55 anni di età . Lo riferisce la agenzia di stampa tedesca Dpa.
“Questo passo si rende necessario per la Charitè perchè nel frattempo ci sono stati altri casi di trombosi cerebrale di donne in Germania”, ha detto la portavoce della clinica universitaria Manuela Zingl.
Anche il distretto di Euskirchen in Nordreno-Vestfalia ha sospeso la vaccinazione con AstraZeneca alle donne sotto i 55 anni dopo che la settimana scorsa un’altra donna di 47 anni era morta in seguito alla vaccinazione.
Decisioni che vengono prese dopo che il Canada, già ieri, aveva preso questa strada bloccando le vaccinazioni per gli under55.
Il Canada è l’ultimo Paese a frenare l’uso del vaccino AstraZeneca, sospendendo l’uso per le persone con più di 55 anni. La decisione del Comitato nazionale sull’immunizzazione arriva dopo le preoccupazioni per i casi avvenuti soprattutto in Europa di rare forme di coaguli di sangue e trombosi, in particolare sui più giovani e in donne di mezza età .
Pur non essendoci alcun caso simile in Canada, la direttrice del Comitato sull’immunizzazione (Naci) ha spiegato che saranno necessari ulteriori studi per sgombrare il campo da ogni dubbio sulla sicurezza del vaccino sviluppato a Oxford per i soggetti più giovani, così come ha deciso di fare la Francia. Le autorità sanitarie canadesi hanno chiesto ad AstraZeneca maggiori informazioni «nel contesto canadese».
(da agenzie)
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Marzo 30th, 2021 Riccardo Fucile
SIAMO SEMPRE IN ATTESA CHE SPERANZA CI SPIEGHI PER QUALE MOTIVO VISTO CHE “LA QUARANTENA E’ GIA’ PREVISTA PER TUTTI I PAESI EXTRA UE” RENZI E’ ESENTE
Il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in mattinata un’ordinanza che dispone, per arrivi e
rientri da Paesi dell’Unione Europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. La quarantena è già prevista per tutti i Paesi extra Eu.
Intanto arrivano i dati aggiornati sui vaccinati in Italia dove è stata superata la soglia dei tre milioni di persone che hanno ricevuto la seconda dose in Italia.
Infatti secondo il report di Palazzo Chigi, il numero di persone immunizzate ha raggiunto quota 3.037.122, mentre sono 9.658.927 le somministrazioni totali pari all’85,8% di quelle finora distribuite alle regioni pari a 11.247.180.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
DI SICURO SOLO I TRE MILIONI DI DOSI ADESSO, SUL DOPO PASQUA BIG PHARMA NON DA’ GARANZIE, INUTILE FARE PROGRAMMI… ECCO QUANTE SONO LE DOSI PROMESSE PER OGNI TRIMESTRE
Di sicuro c’è che oggi un milione di dosi di Pfizer è arrivato – ed è “in corso di distribuzione nei singoli
punti vaccinali”, spiegano ad HuffPost dalla struttura commissariale – che da domani, e “nel corso di questa settimana”, arriveranno mezzo milione di dosi di Moderna e 1 milione e 300mila di AstraZeneca.
Del dopodomani, invece, non v’è certezza. Il futuro della campagna vaccinale anti Covid resta per ora imperscrutabile. Ed è impossibile escludere altri ritardi nelle consegne, nuovi tagli alle forniture.
La prova è nella dichiarazione di intenti del presidente della Conferenza delle Regioni e dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che a poche ore dall’incontro sulla campagna vaccinale, fissato per il pomeriggio, con il premier Mario Draghi, il commissario straordinario per l’emergenza, Francesco Figliuolo, e il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha annunciato: “Chiederemo la conferma di quel piano che prevede 50 milioni di dosi tra aprile e giugno e altre 80 milioni tra luglio e fine settembre”.
In realtà , fare previsioni sui quantitativi di vaccini che arriveranno è difficile. Il motivo lo ha spiegato stamattina proprio Figliuolo, sottolineando “che le aziende produttrici, che si stanno allineando” non lavorano“con scorte ma mettono sul mercato tutto ciò che producono”.
E quindi “hanno difficoltà oggettive a dare un calendario che abbia un orizzonte superiore alle due settimane. Anche perchè – ha concluso – una volta infialati i vaccini hanno più di 180 controlli e se uno non va a buon fine, tutto il lotto viene fermato”. Nelle ultime settimane, ha sottolineato il commissario,“non abbiamo avuto alcun ritardo di questo tipo”, ma nessuno può dire che non ci saranno altri stop.
Già si sa, ad esempio, che di Johnson&Johnson, il quarto vaccino autorizzato, attesissimo perchè monodose a differenza degli tre utilizzati finora, arriverà dalla metà di aprile, il 16, una quantità limitata rispetto a quella annunciata, “che poi andrà aumentando tra maggio e giugno”, ha anticipato nei giorni scorsi Figliuolo.
Quante siano le dosi di questa quantità limitata “è da definire”, rispondono ad HuffPost dalla struttura commissariale. Aggiungendo: “il calendario degli arrivi viene stilato e comunicato sulla base di previsioni attendibili”. Al momento, dunque, è possibile andare oltre la conferma dei tre milioni di dosi per la fine marzo.
Numeri che porteranno le dosi di vaccino arrivate a 14 milioni e 170, 1 milione e 430.000 in meno dei 15 milioni e 600mila stimati inizialmente,“ma che è di più rispetto ai cali che avevano paventato aziende”, ha sottolineato Figliuolo.
Nei prossimi giorni, quindi, arriveranno altri vaccini, si potrà spingere sull’acceleratore della campagna per segnare il “cambio di passo” annunciato dal Governo. Però, con il ritmo quotidiano che si va assestando su quota 250.000, la strada per arrivare a praticare 500.000 iniezioni al giorno dalla terza settimana di aprile – questo l’obiettivo fissato dal commissario Figliuolo – è ancora lunga.
Ma quante sono le dosi attese in Italia nel 2021? La stima dei milioni potenziali, divisa per trimestre, sulla base degli accordi sottoscritti con le aziende farmaceutiche produttrici, si trova nel piano vaccini. Al momento i vaccini utilizzati sono tre e tutti prevedono due iniezioni: Pfizer BioNTech, Moderna e AstraZeneca.
Il totale complessivo delle dosi potenzialmente disponibili ammonta a 242. 533.633 milioni e il “cavallo” sul quale il nostro Paese ha puntato per vincere la corsa contro Covid nel primo anno di campagna di immunizzazione è il vaccino di AstraZeneca.
In base ai calcoli, aggiornati al 24 marzo, della Fondazione Gimbe, basati sui dati del Ministero della Salute e del commissario straordinario, su 9.012.748 dosi previste di Pfizer BioNTech, finora ne sono state consegnate 6.610.500 (73,3%) e 6.478.977 (98%) sono state somministrate.
Di Moderna, invece, su 1.330.000 dosi previste, 826.600 (62,2%) sono state consegnate, 374.882 (45,4%) somministrate. Di AstraZeneca, infine, su 5.352.250 dosi previste, 2.474.000 (46,2%) sono state consegnate e 1.403.706 (56,7%) somministrate.
Dal sito del Governo – dati aggiornati a oggi, 29 marzo – risulta che il totale dei vaccini distribuiti ammonta a 11.247.180: 7.668.180 di Pfizer, 826.600 di Moderna, 2.752.400 di AstraZeneca. I vaccini somministrai sono 9.413.886.
AstraZeneca. Nel primo trimestre l’azienda farmaceutica avrebbe dovuto consegnare, come detto 5,352250 milioni di dosi, dovrà consegnarne 10.042.500 nel secondo, 24.771.250 nel terzo. Per un totale di 40.166.000 milioni
Pfizer BioNTech. Oltre alle dosi iniziali (456.000) la consegna prevista è di 7.352.000 nel primo trimestre, 8.760.000 nel secondo, 10.792.000 nel terzo. Totale: 27.360.000. Al quale vanno aggiunte altri 13.285.982 milioni di dosi aggiuntive. E ancora i 25.121.374 milioni che figurano alla voce “secondo contratto dosi base”, divisi in 9.420.515 milioni nel secondo trimestre, 9.420.515 nel terzo e 6.280.344 nel quarto.
Johnson&Johnson. Si tratta, come detto, di un vaccino monodose. Arriverà in Italia dalla seconda metà di aprile. Dosi previste: 7.307.292 nel secondo trimestre del 2021, 15.943.184 nel terzo e 3.321.497 nel quarto. Totale: 26.571.973 milioni.
Moderna. La consegna prevista nel primo trimestre era di 1.330.000, 4.650.000 nel secondo, 4.648.700 nel terzo. Per un totale di 10.628.700 milioni. Ai quali va aggiunto lo stesso numero di dosi aggiuntive – 3.320.000 milioni nel terzo trimestre, 7.308.700 nel quarto.
E poi ci sono i vaccini “Curevac” e Sanofi/Gsk. Del primo è prevista la consegna di 7.314.904 milioni nel secondo trimestre del 2021, 6.640.000 nel terzo, 7.968.000 nel quarto e 7.968.000 nei primi tre mesi dell’anno prossimo. Totale: 29.890.904.
Nel 2022 arriverà anche il vaccino Sanofi/Gsk – 20.190.000 milioni nel primo trimestre e 20.190.000 nel secondo. Per un totale di 40.380.000 milioni di dosi.
(da Huffingtonpost”)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
LA NOTA DEL VIMINALE AI TOUR OPERATOR CHE CONSENTE GLI SPOSTAMENTI IN AEROPORTO PER RAGGIUNGERE PER TURISMO MOLTE DESTINAZIONI ESTERE… ALL’ARRIVO PERO’ RESTRIZIONI PREVISTE DAI VARI PAESI E AL RITORNO TAMPONE E 14 GG DI QUARANTENA
Molte limitazioni per il periodo di Pasqua, così come previsto dal primo (e forse ultimo, per via del
cambiamento dello strumento normativo deciso da Palazzo Chigi), con l’Italia completamente in zona rossa nei giorni del 3, 4 e 5 aprile. Nessuno spostamento tra Regioni e una serie di provvedimenti restrittivi che abbiamo già imparato a conoscere lo scorso Natale.
Ma esiste un paradosso: le vacanze all’estero si potranno fare.
A certificarlo è una nota protocollata del Ministero dell’Interno che dà il via libera agli spostamenti in direzione degli aeroporti (anche in zona rossa) per recarsi in alcuni — non tutti — i Paesi stranieri.
A raccontare questo paradosso è il Corriere della Sera che spiega come il tutto sia partito lo scorzo 3 marzo, con una richiesta fatta dall’Associazione dei tour operator italiani (Astoi) al Viminale per avere una risposta alla domanda: è consentito andare in aeroporto — in zona arancione e rossa (dove sono limitati anche gli spostamenti tra i comuni) in caso di “viaggi per turismo verso destinazioni estere non interdette”?
La risposta del Ministero dell’Interno è stata affermativa.
«Sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza di questo tipo di viaggi che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento».
Per raggiungere gli aeroporti, sarà comunque necessario portare con sè il classico modello per l’autocertificazione degli spostamenti.
Il Corriere della Sera riporta anche le varie destinazioni che non sono interdette:
Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco ma rispettando le restrizioni locali e al ritorno in Italia nella maggior parte dei casi è obbligatorio sottoporsi al tampone.
Le regole per viaggiare (e tornare)
Le vacanze all’estero, nonostante la zona rossa e arancione, sono consentite verso tutti quei Paesi. E non solo. Si può andare, secondo questo regolamento, anche in Austria, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia.
Chi ritornerà da queste destinazioni, dovrà comunque sottoporsi a un periodo di quarantena (isolamento fiduciario) di 14 giorni, anche in caso di tampone negativo.
(da agenzie)
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Marzo 29th, 2021 Riccardo Fucile
“BISOGNA RIPORTARLO IN UN PERIMETRO ACCETTABILE”
Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia spiega quando dovremo convivere ancora con il Coronavirus. Ma anche perchè abbiamo gli strumenti per farcela
“Parliamoci chiaro: ormai è impossibile eliminare il virus” della Covid-19, che “si è talmente radicato. Siamo riusciti finora a eliminare con il vaccino un solo patogeno, il vaiolo, e siamo quasi al limite per eliminare la polio, ma ci sono voluti decenni e decenni di vaccinazioni. Quindi non è realistico pensare che questo virus lo eliminiamo”, ha spiegato ad ‘Agorà ‘ su Rai3 Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino.
Se non riusciremo a eliminare Sars-CoV-2, però “potremo controllarlo abbattendo la letalità ”, precisa il virologo.
“L’allarme sociale della pandemia — sottolinea infatti Crisanti — è legato al numero dei morti, quindi se si riesce a diminuire la letalità sicuramente riusciamo a riportare questa malattia in un perimetro accettabile da un punto di vista sociale”.
“Allo stesso tempo dobbiamo fare una sorveglianza sulle varianti — esorta l’esperto — Perchè se finora è vero che alcuni vaccini non proteggono contro l’infezione, ma proteggono contro le complicazioni più gravi, è possibile che il virus vari ancora e diventi ancora più aggressivo. Ormai siamo entrati in quella che si chiama giostra evolutiva del virus: dobbiamo purtroppo cercare di inseguirlo, come si fa con il virus dell’influenza”.
Poi Crisanti ha fatto una previsione sull’immunità di gregge, raggiungibile già in estate: ‘ “finalmente una previsione realistica”, ha spiegato.
“Gli esperti hanno detto sempre tra fine agosto e settembre, quindi penso che a quel punto saremo vicini all’immunità di gregge”. Attenzione, però: “L’immunità di gregge non significa che la trasmissione” virale “è bloccata — ha ribadito il virologo — Significa che si possono eliminare determinate restrizioni tenendo basso l’indice di trasmissione” Rt.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 28th, 2021 Riccardo Fucile
ATTESO IL PICCO LA PROSSIMA SETTIMANA
Sta per arrivare, la prossima settimana, il picco dei ricoveri e degli ingressi giornalieri nelle unità di terapia intensiva; se questo è un segnale positivo, la situazione è comunque critica per i livelli raggiunti e di conseguenza non bisogna abbassare la guardia: vanno quindi mantenute le misure di contenimento dell’epidemia ed è rischioso riaprire le scuole in presenza.
E’ quanto emerge dalle analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).
I dati indicano che, “raggiunto il picco della curva dei positivi ai test molecolari intorno al 14 marzo, la curva delle terapie intensive e quella dei relativi ingressi giornalieri, dopo la fase di crescita esponenziale e la successiva frenata, raggiungeranno il picco durante la prossima settimana.
Questi – osserva – sono gli effetti delle misure restrittive delle ultime settimane”.
Per questo, secondo il matematico, ”è importante continuare con questa azione di contenimento della diffusione per ridurre ulteriormente l’incidenza dei positivi. Ciò permettere di attuare la campagna di vaccinazione di massa nelle condizioni di maggior efficacia e riducendo il rischio che si sviluppino ulteriori nuove varianti, contro le quali i vaccini a disposizioni potrebbero non essere efficaci”.
Alla luce di queste considerazioni, l’esperto ritiene “rischiosa l’annunciata apertura ad aprile delle attività di didattica in presenza. Se questo accadrà , è per me molto verosimile che si replicherà quanto successo in seguito all’apertura delle scuole avvenuta a gennaio-febbraio, quando nella seconda metà di febbraio c’è stata una ripresa del contagio seguita da nuova chiusura delle scuole. Penso – rileva – che sarebbe lungimirante rimandare l’apertura delle scuole al momento in cui i valori di mortalità ed incidenza si siano ridotte in modo significativo, come fatto nel Regno Unito”
L’analisi dei dati indica inoltre che le regioni che hanno sperimentato per prime la fase di crescita esponenziale, come Abruzzo, Umbria e le province autonome di Trento e Bolzano, hanno già raggiunto il picco della curva della percentuale dei positivi ai test molecolari, di quella delle terapie intensive e di quella dei relativi ingressi; nella provincia di Bolzano, tuttavia, la curva degli ingressi in terapia intensiva ha smesso di decrescere da una settimana.
Le regioni in cui la crescita esponenziale è avvenuta un po’ più tardi, come Emilia Romagna e Lombardia, hanno raggiunto il picco della curva dei positivi ai test molecolari e si prevede che la prossima settimana raggiungeranno il picco della curva delle terapie intensive e di quella dei relativi ingressi.
(da Open)
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Marzo 28th, 2021 Riccardo Fucile
I SOLITI IRRESPONSABILI CHE CONTINUANO A FAVORIRE IL CONTAGIO
Feste in case private, barbecue, assembramenti e clienti trovati all’interno di locali che avrebbero
dovuto essere chiusi a causa della zona rossa. I controlli sul rispetto delle norme anti Covid a Milano e provincia hanno portato a decine di sanzioni negli ultimi giorni.
Diversi gli interventi dei carabinieri nel weekend.
Nel pomeriggio di sabato 27 marzo a Cologno Monzese i militari sono intervenuti in un condominio dopo che un inquilino aveva segnalato una grigliata in corso all’interno di un appartamento.
Sul posto sono state identificate sei persone maggiorenni, di cui tre italiani, due peruviani ed un rumeno, intenti a festeggiare il compleanno della moglie del proprietario. Tutti i partecipanti sono stati sanzionati.
Nella notte a Milano, in via Walter Tobagi, è stata segnalata una festa privata in abitazione con 9 persone che stavano ascoltando musica ad alto volume. Dei presenti, tutti studenti universitari di età compresa tra i 19 ed i 21 anni, solo uno è risultato residente nell’appartamento. Tutti i giovani sono quindi stati identificati e sanzionati.
Attorno all’1.30 della stessa nottata sono stati multati anche 5 ragazzi che si trovavano in strada durante il coprifuoco. Uno dei giovani, un 29enne italiano residente a Legnano, in evidente stato di ubriachezza ha insultato i carabinieri e gli ha lanciato contro il proprio telefono.
È quindi stato denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, perchè trovato in possesso di un cacciavite.
Nell’ultima settimana, a Milano, sono proseguiti anche i controlli della polizia di Stato, per verificare l’osservanza da parte degli esercenti delle disposizioni per contenere il contagio. Nella serata di giovedì 25 marzo è stato controllato il bar Niro Meet in via Nirone 7: all’interno erano presenti la titolare insieme a due dipendenti e quattro clienti, due dei quali stavano consumando cibi e bevande seduti.
Venerdì 26 marzo gli agenti si sono recati presso lo Smoke One, in via Francesco Crispi. Il locale sembrava chiuso, ma all’interno c’erano 5 persone sedute ai tavoli che stavano consumando bevande.
Sabato 27 marzo i poliziotti si sono recati al White Rabbit, in via Garigliano, dove sono stati trovati dieci clienti, privi di mascherine, che erano seduti ai tavoli e stavano consumando alimenti e bevande. In tutti i casi i titolari sono stati sanzionati e i clienti identificati. I locali sono stati chiusi per cinque giorni.
(da Fanpage)
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Marzo 28th, 2021 Riccardo Fucile
IL FONDATORE DI GIMBE: “BASTA CON TEORIE STRAMPALATE E INTERESSI POLITICI, LA GENTE MUORE”
«Le persone non vogliono ascoltare la verità perchè preferiscono non vedere distrutte le loro illusioni» scomoda il filosofo tedesco Nietzsche Nino Cartabellotta, presidente di Fondazione Gimbe, per ammonire chi preme per riaperture e vacanze estive da prenotare.
In un’intervista a la Repubblica il medico spiega come la terza ondata di contagi Covid stia risalendo con un sovraccarico ospedaliero che preoccupa più di ogni altro dato. «La domanda classica di questi tempi sarebbe: andiamo in Sicilia ad agosto? Sarebbe infatti, ma adesso nessuno nella mia famiglia se la sente di avanzarla» ha raccontato il presidente, svelando la scelta personale di non prenotare nessun tipo di viaggio per i prossimi mesi.
«Ci vorranno ancora due o tre mesi per alleggerire questa congestione» continua il presidente Gimbe, «le terapie intensive sono salite dal 36% al 40%, con punte del 60% in Lombardia e del 63% nelle Marche. La soglia sarebbe del 30%. Superarla significa, oltre ad aumentare la possibilità di decessi, anche penalizzare i malati no Covid, cioè rimandare cure indispensabili».
Queste le evidenze scientifiche per cui, secondo Cartabellotta, è il momento più sbagliato per pensare a qualsiasi alleggerimento di misure.
«La strategia che stiamo adottando in questi mesi, tenuto conto anche della stanchezza degli italiani, è quella della mitigazione» spiega il medico, «anche nelle zone più esposte, il rosso è relativo, le città non sono vuote per niente, comunque funziona, a patto di non mollare troppo presto».
L’invito ribadito da Cartabellotta è quello di non fare un solo passo indietro rispetto alla divisione in colori del territorio nazionale a seconda degli indici di contagio. «Se dopo Pasqua si riaprisse tutto, torneremmo alla casella di partenza» spiega.
«La speranza che stia per finire? Irragionevole»
La speranza che in fondo si stia uscendo dal tunnel è per Cartabellotta un desiderio comprensibile quanto, almeno per il momento, irragionevole.
Una percezione «alimentata da teorie antiscientifiche, coltivate per ragioni politiche» continua il medico. «Non è vero, anzi è gravemente falso, che bastino le terapie domiciliari o che le norme restrittive siano inefficaci. È una narrazione pericolosa, che aiuta il virus ma non il Paese».
Sul fronte vaccini invece il presidente di Gimbe non ha dubbi: «Un’arma certamente potentissima», nonostante l’incertezza scientifica che attualmente ruota attorno al dato importante del tempo di immunità .
«Non si sa con precisione quanto può durare la copertura: si stima tra gli 8 e i 9 mesi». In ogni caso sarà necessario correre con le somministrazioni e garantirsi, visto l’imminente apertura delle scuole, «e un milione di bambini di nuovo in circolazione», ulteriori «chiusure su altri fronti, ma questo Draghi sta dimostrando di saperlo bene» commenta Cartabellotta.
«Attenzione allo scetticismo dei giovani sui vaccini»
Rimanendo sull’importante fronte dei vaccini, non è solo l’arrivo di sufficiente fornitura a preoccupare Cartabellotta ma anche uno scetticismo che, «no vax a parte», sembrerebbe diffondersi sempre di più tra i giovani. «Mi pare di avvertire delle fasce importanti di diffidenza, specie tra i giovani» spiega il presidente Gimbe, «starei molto attento a loro, che sono una categoria che ha subìto nel profondo questo periodo di distanziamento sociale».
Centrale su questo argomento è secondo Cartabellotta il supporto psicologico: «Nei fondi previsti dal Recovery plan per il sistema sanitario, non c’è un euro di stanziamento per potenziare i servizi di sostegno psicologico e mentale per le ultime generazioni. È una mancanza che andrebbe colmata subito».
(da agenzie)
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