Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile
NON C’E’ DA STUPIRSI, SEGUE LA LINEA DELLA MORATTI: PER I SOVRANISTI PRIMA DELLA VITA UMANA VIENE IL PIL … IL PROF. CESARI, DOCENTE ALA STATALE COMMENTA: “UNO SCHIFO”… NON SERVIREBBE A NULLA, SOLO L’1,1% DEI MORTI PER COVID HA MENO DI 50 ANNI
“Fermo restando che medici, infermieri e Rsa devono essere vaccinati, ci sta anche che si facciano gli over 80. Ma poi non si può continuare a scendere seguendo la fascia anagrafica“.
Solo l’1,1% dei morti in Italia ha meno di 50 anni e solo il 3,1% non aveva altre patologie, ma Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, ora consulente della Lombardia per il piano vaccinale è convinto che una volta terminata la campagna per gli ultra80enni si debbano somministrare le dosi a chi lavora.
La sua premessa, spiega in un’intervista all’Eco di Bergamo, è che “il Paese deve ripartire. Quindi sotto con chi lavora, chi sta in fabbrica, chi si muove, chi non ha potuto lavorare in questi mesi come bar e ristoranti”.
“Rivoluziona priorità sanitarie ed etiche: prima chi lavora, poi anziani e fragili”, è il commento critico del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta.
Su Twitter interviene anche Matteo Cesari, professore in Geriatria all’Università Statale: “Le statistiche dicono che la mortalità aumenta esponenzialmente dopo i 50 anni. Tuttavia, Bertolaso indica di cambiare le priorità sulla vaccinazione e lasciare indietro gli anziani. Solamente uno schifo…”.
Il piano vaccinale italiano prevede ad oggi che dopo la fase 1 (vaccinazione di operatori sanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani e over 80 anni), si procede con le somministrazioni alle altre categorie più a rischio, partendo dalle persone estremamente vulnerabili, che per le loro patologie hanno un rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di Covid.
Subito dopo viene la categoria di età compresa tra 75 e 79 anni per poi passare alle persone tra 70 e 74 anni.
Nel frattempo, tra l’altro, con il vaccino AstraZeneca — che per l’Aifa non può a essere somministrato a persone sopra i 65 anni — è già cominciata la vaccinazione dei lavoratori appartenenti ai servizi essenziali, come forze dell’ordine e insegnanti.
Ora però Bertolaso propone di stravolgere queste priorità :
Il piano strategico però ha individuato queste categorie sulla base dei dati su pazienti gravi e decessi: in Italia l’età media delle persone morte per Covid è 81 anni, ma soprattutto solo l’1,1% dei deceduti erano persone di età inferiore ai 50 anni (941 decessi al 27 gennaio).
Significa che vaccinare chi ha meno di 50 anni non serve a evitare nuovi morti, che invece si concentrano soprattutto tra gli over 80 e poi nelle persone poco più giovani: il 35% dei morti in Italia aveva tra 60 e 79 anni. Il piano di vaccinazione prevede inoltre che la priorità nella Fase 2 vada a chi ha gravi patologie: anche in questo caso, i dati al 27 gennaio mostrano che solo il 3,1% del totale dei morti non aveva nemmeno una patologia oltre al Covid.
La proposta di Bertolaso arriva dopo che, poco più di un mese, l’assessora al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti, aveva parlato della possibilità di inserire come parametro per la distribuzione dei vaccini il “contributo” delle Regioni al Pil nazionale.
“Dall’ipotesi Moratti — scrive Cartabellotta su Twitter — al piano di somministrazione Bertolaso che rivoluziona priorità sanitarie ed etiche: prima chi lavora, poi anziani e fragili“.
(da agenzie)
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Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile
IN OTTO INTORNO A UN TAVOLINO IN STRADA PER BRINDARE… MA I VIGILI CHI LI HA CHIAMATI?
Si è conclusa con l’intervento della Municipale la conferenza stampa indetta in mattinata a Reggio Emilia,
per raccontare il passaggio del deputato reggiano Gianluca Vinci dalla Lega a Fratelli d’Italia.
All’esterno della sede di Fdi era stato preparato un tavolino con bicchieri e bottiglie per brindare all’arrivo di Vinci nel partito guidato da Giorgia Meloni, quando sono arrivati gli agenti della Polizia locale che hanno identificato e multato i partecipanti per l’assembramento.
Non mancano ovviamente le proteste degli esponenti del partito. “Trovo estremamente grave che oggi a Reggio Emilia un plotone di agenti della Municipale abbia multato otto esponenti di Fratelli d’Italia – scrive il deputato bolognese di Fdi, Galeazzo Bignami – Non saranno queste prove di regime a soffocare l’unica opposizione al governo Draghi. Noi non ci faremo intimidire”.
“Presenteremo un’interrogazione al ministro Lamorgese e al Governo per chiedere doverose e precise spiegazioni”, conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.
E in serata interviene anche la numero uno di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “È intollerabile per una democrazia che si definisca ancor come tale che si compiano abusi di questo tipo nei confronti dell’unica forza di opposizione”.
Ma non si comprende di cosa il partito della Meloni si lamenti. Se si fossero limitati alla conferenza stampa all’interno della sede nessuno avrebbe avuto a ridire. Se metti un tavolino fuori, stappi lo spumante e intorno ci sono 8-9 persone, è chiaro che si tratta di “assembramento” non di golpe contro l’opposizione.
I vigili sono intervenuti apposta? A parte che bisognerebbe sentire anche la loro versione, sarebbe anche interessante conoscere chi li ha chiamati. e a che scopo.
(da agenzie)
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Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile
“REITHERA E’ UNA FABBRICHETTA CON FATTURATO DA RIDERE, NON E’ IN GRADO DI FORNIRE IL VACCINO IN TEMPI STRETTI E QUANTITA’ SIGNIFICATIVE”
Mentre le tre grandi multinazionali del farmaco che hanno prodotto i primi vaccini validati dagli enti
regolatori — Pfizer, Moderna e Astrazeneca — non riescono a sopperire alle richieste degli Stati, in Italia si inizia a puntare anche su un’altra casa farmaceutica: ReiThera.
La Commissione europea ha dato poche ore fa il via libera all’aiuto di Stato pari a 40 milioni di euro. Il sostegno all’azienda laziale è giustificato dallo scopo del sovvenzionamento: «Promuovere lo sviluppo di uno vaccino contro il Coronavirus», scrive Bruxelles.
«Io credo poco nella storia del vaccino nazionale», smorza gli entusiasmi Andrea Crisanti, intervistato da la Repubblica. «Per sviluppare un vaccino ci vogliono anni. Se i colossi multinazionali non riescono a produrre dosi sufficienti a soddisfare i fabbisogni delle Nazioni, le pare che ce la può fare una fabbrichetta con un fatturato da ridere e 200 mila euro di capitale?», domanda — in modo retorico — il professore ordinario di Microbiologia all’Università di Padova.
«L’errore d’investimento è stato fatto dall’Europa»
«Sono cose demagogiche, ormai siamo in una situazione in cui i politici sono diventati scienziati e purtroppo non ci capiscono nulla — incalza Crisanti -. L’errore d’investimento è stato fatto dall’Europa, che doveva investire di più su tutti e tre i colossi aziendali — Pfizer Moderna e Astrazeneca — e comprare da loro».
Il professore, sulla questione del vaccino italiano ReiThera, conclude: «Adesso, nella situazione in cui siamo, l’unica via è mettersi d’accordo con queste aziende produttrici — le tre big multinazionali — che possono fornire vaccini già validati». Nessuna speranza, per Crisanti, su ReiThera.
(da agenzie)
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Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile
SUPERATA LA SOGLIA DEI 4 MILIONI DI DOSI SOMMINISTRATE, 1,4 QUELLI CHE HANNO RICEVUTO LA SECONDA DOSE
È stata superata la soglia dei 4 milioni di dosi di vaccino contro il Covid somministrate in Italia. Secondo i dati del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, aggiornato alle 03.08 di oggi, sono 4.074.575 gli italiani vaccinati con la prima dose, mentre sono 1.377.987 quelli che hanno avuto la doppia dose.
A partire dall’inizio della campagna vaccinale (il 31 di dicembre) sono state distribuite 5.830.660 dosi di vaccino, di cui 4.537.260 Pfizer/BioNTech, 244.600 Moderna e 1.048.800 Astrazeneca.
Nel dettaglio, le dosi sono state somministrate a 2.303.030 operatori sanitari, 699.945 unità di personale non sanitario, 392.365 ospiti di strutture residenziali, 523.882 over 80, 55.108 unità delle forze armate e 100.245 unità di personale scolastico.
“A partire dalla seconda metà di gennaio si osserva un trend in diminuzione del numero di casi negli operatori sanitari e nei soggetti di età maggiore o uguale a 80 anni, verosimilmente ascrivibile alla campagna di vaccinazione in corso”. È quanto segnala l’Istituto superiore di sanità , nell’aggiornamento nazionale del 24 febbraio sull’epidemia di Covid-19.
Un dato che l’Iss evidenzia anche postando un grafico su Twitter. “La curva epidemica dei casi riportati come operatori sanitari e la curva dei casi non riportati come operatori sanitari hanno avuto un andamento molto simile fino alla seconda metà di gennaio – si legge nel passaggio del report che spiega la figura – quando le due curve hanno iniziato a divergere, mostrando un trend visibilmente in calo per gli operatori sanitari a fronte di un trend stazionario, con tendenza a un lieve aumento dall’8 febbraio”.
(da agenzie)
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Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile
MA DIFFICILMENTE L’AUTORITA’ SANITARIA DARA’ L’AUTORIZZAZIONE
È una storia di solidarietà quella che arriva da Massa e che ha come protagonisti un anziano di 91 anni e
una mamma con un figlio disabile: a compiere il gesto d’amore è stato proprio l’anziano che ha deciso di donare alla donna la propria dose di vaccino anti-Covid così che possa proteggere il figlio disabile.
L’uomo ha risposto a un appello che la mamma aveva lanciato tramite il quotidiano LaNazione affinchè anche i genitori delle persone disabili, soprattutto giovani, rientrassero nelle categorie da vaccinare quanto prima.
La donna ha infatti spiegato che nonostante il figlio, 22 anni e affetto da una grave disabilità , sia stato chiamato dal centro Anffass che frequenta a Massa per essere sottoposto a vaccinazione, hanno deciso di rifiutarla perchè “la vaccinazione potrebbe essere pericolosa” per il giovane. “In uno scenario come questo il vaccino per noi genitori che lo assistiamo potrebbe essere una soluzione alle nostre paure — le parole della mamma di Mattia in un accorato appello — e come noi anche altre famiglie vivono la nostra stessa ansia. Mattia vive in una bolla al riparo da ogni possibile contagio”.
A rispondere alla richiesta della donna è stato Giovanni, 91enne residente a Carrara, che ha spiegato di avere appuntamento presso il suo medico di famiglia per il prossimo giovedì per essere sottoposto al vaccino anti-Covid ma di aver letto l’appello di Cinzia e di aver deciso di donarlo a lei: “Ho la prenotazione per giovedì. Non so ancora l’orario. Ma di una cosa sono certo: voglio che a vaccinarsi sia lei. Ho avuto una vita lunga e una famiglia numerosa. Il vaccino credo sia più utile a Cinzia che a me”, le parole che l’uomo ha affidato al quotidiano LaNazione.
Un gesto di solidarietà che ha profondamente commosso i genitori di Mattia ma che di fatto dovrà fare i conti con l’ok dell’autorità sanitaria che potrebbe molto probabilmente non arrivare: sarebbe infatti troppo rischioso aprire le porte a uno scambio di priorità che rischierebbe di trasformarsi in un precedente
(da Fanpage)
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Febbraio 27th, 2021 Riccardo Fucile
SU RAIRADIO1 HA DETTO CHE IL MAGGIOR NUMERO DI POSITIVI DIPENDE DAL MAGGIOR NUMERO DI TAMPONI
Poche idee e anche confuse. 
Venerdì sera, in collegamento con Zapping (su Rai Radio1), il leader della Lega si produce nell’ennesima capriola sul coronavirus dimostrando di aver capito veramente poco su come si sviluppa una pandemia e quali possano essere — a livello sanitario — le evoluzioni della crescita dei contagi in quasi tutta l’Italia.
Nonostante il tentativo del conduttore, Giancarlo Loquenzi, di spiegare come il rapporto tamponi-positivi sia in crescita (a prescindere dal numero dei test effettuati), Salvini su terza ondata dice che non è il caso di preoccuparsi citando i numeri della Lombardia (dove, in realtà , la situazione è tornata a essere molto grave, non solo a Brescia).
Per fare un punto della situazione ci si può collegare al sito ufficiale RaiPlayRadio per poter riascoltare la puntata di Zapping andata in onda venerdì 26 febbraio 2021. E dal minuto 24 e 30 secondo inizia l’intervento di Giancarlo Loquenzi che sottolinea come sia evidente che tutti gli italiani vogliano tornare a una normalità , ma che i numeri di questa pandemia non ce lo permettano, vista la crescita dei nuovi positivi (e non solo, visto che in molte Regioni anche le terapie intensive sono sopra la soglia d’attenzione).
E da quando il conduttore cede la parola a Salvini, il leader della Lega impiega quattro secondi per far cadere le braccia, a un anno dall’inizio della pandemia in Italia.
«No, ma è chiaro che più tamponi fai e più positivi trovi». Sarebbe la fine dei giochi.
Una dichiarazione simile ricorda quella fatta qualche tempo fa, quando riteneva ridicolo e pericoloso parlare dell’arrivo di una seconda ondata.
Poi, quando arrivò con tutta quella scia di contagi e morte, accusò il governo dicendo che la seconda ondata era stata prevista anche dai tombini. Dai tombini sì, ma non da lui
L’esempio a caso della Lombardia
Il conduttore, Giancarlo Loquenzi, ha provato a far ragionare Salvini su terza ondata sottolineando come anche i dati percentuali (il rapporto tamponi effettuati-positivi) sia in netta crescita. Così come gli altri indicatori: dall’indice RT fino al livello di saturazione delle terapie intensive. Ma niente da fare: il leader della Lega porta in diretta l’esempio della Lombardia (ieri 4.557 nuovi casi).
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2021 Riccardo Fucile
DE LUCA CHIUDE TUTTO DOPO I CASI DI VARIANTE: “PRIMA VACCINIAMO DOCENTI E PERSONALE ATA E POI SE NE RIPARLA”… DOVE SONO QUELLI CHE SOSTENEVANO CHE LE SCUOLE SONO SICURE?
Vincenzo De Luca ha annunciato la chiusura di tutte le scuole in Campania a partire da lunedì. Il presidente della Regione ha sottolineato che, soprattutto nelle scuole di Napoli, si sono registrati diversi casi di variante inglese.
“Prima dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico e poi parleremo di riapertura”, ha detto lasciando intendere che non si tratta di una misura breve. “Per il personale scolastico abbiamo prenotazioni al 25 febbraio per 114mila unità , ad oggi 28mila persone sono vaccinate — ha detto — Di Astrazeneca abbiamo 142mila dosi a febbraio e 164mila a marzo, dunque abbiamo possibilità di completare la vaccinazione del personale scolastico per marzo”. Le classi sono quindi destinate a rimanere chiuse per almeno un mese.
Durante l’incontro con tra governo ed enti locali di giovedì, la Campania era stata una delle Regioni a chiedere con maggiore insistenza un nuovo parere del Comitato tecnico scientifico sull’apertura delle scuole alla luce della circolazione delle varianti. E anche alla luce delle ripetute bocciature delle ordinanze regionali sulle scuole da parte dei Tar, come avvenuto recentemente in Puglia.
“Oggi siamo obbligati a prendere misure drastiche”, le parole di De Luca che ha poi spiegato come nelle scuole napoletane sia stata registrata la presenza di variante inglese: “Credo sui positivi almeno 6 casi”. Quindi ha aggiunto: “Non credo che dobbiamo aspettare che ci sia un’epidemia diffusa di Covid anche fra i ragazzi di 10, 15 o 18 anni, con buona pace di qualche comitato sempre pronto a fare ricorsi al Tar. Siamo arrivati ad avere i casi. Dobbiamo far fronte alle varianti emerse e dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico. Sono due motivi precisi, chiari, che non hanno nulla di ideologico e sono indifferenti alla logica della lamentela continua”.
Quindi è partito all’attacco, parlando della “fiammata di contagio” di queste settimane come “l’esatta conseguenza di un Paese abbandonato a se stesso”, ha detto De Luca. “Fasce, controfasce, zone e controzone sono palliativi se non abbiamo un controllo rigoroso delle norme essenziali di sicurezza”, ha sottolineato riferendosi in particolare all’uso della mascherina in strada.
“Questo è possibile ottenerlo, ma occorrono misure di repressione chiare. Tutto questo non c’è. Le attività possono essere chiuse o aperte, gli orari violati o meno, non succede nulla in Italia. Possiamo dirlo al nuovo governo che se non si mette in piedi un piano di sicurezza e controllo sarà tutto inutile? O perlomeno il calvario sarà prolungato di mesi e mesi”.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2021 Riccardo Fucile
NELLE PROVINCE DI ANCONA E MACERATA CHIUSE ANCHE MEDIE E SUPERIORI… SUL GOVERNATORE DI FDI PIOVONO LE CRITICHE DEGLI “APERTURISTI”, QUELLI CHE I SOVRANISTI (QUANDO NON GOVERNANO) DI SOLITO DIFENDONO
Le Marche non attendono il semaforo arancione, già annunciato dal prossimo lunedì: la curva
dell’epidemia ha spinto il governatore Francesco Acquaroli a intervenire d’anticipo puntando però al mondo della scuola, ritenuto evidentemente un bacino di contagio per la variante inglese ampiamente diffusa in vari comuni.
Acquaroli lo aveva annunciato ieri su Facebook, e oggi è puntualmente arrivata l’ordinanza che impone la didattica a distanza al cento per cento non solo per tutti gli studenti delle superiori, ma anche per gli alunni di seconda e terza media della provincia di Ancona e Macerata, le più colpite dalla nuova ondata e dall’abbassamento repentino dell’età media dei contagiati.
“Buonasera a tutti — aveva avvertito ieri il governatore scatenando un vivace dibattito, con opinioni contrastanti e piuttosto accese – a seguito delle analisi sull’andamento epidemiologico effettuate dai servizi regionali della sanità , abbiamo verificato un incremento significativo del tasso di incidenza del contagio nella fascia d’età delle scuole secondarie, che si registra in tutta la regione e in particolare sulla provincia di Ancona e di Macerata. Per questo, onde evitare scenari peggiori e in via precauzionale, per ridurre la circolazione del virus in ambito scolastico nelle classi di età maggiormente colpite, abbiamo deciso di adottare un’ordinanza che firmerò domattina”.
Ordinanza arrivata puntualmente: a partire da sabato 27 febbraio e fino al 5 marzo (giorno di scadenza dell’attuale Dpcm), scatta la stretta sulla scuola, con l’obiettivo dichiarato di “ridurre la pressione sul sistema sanitario regionale, alla luce di un incremento di contagi covid nelle fasce di età giovanili, a partire dalla provincia di Ancona, ma anche negli altri territori”.
Ma come sempre le opinioni su quale sia la strada migliore da percorrere per reagire al Covid sono molteplici e controverse, e sono in molti a contestare la misura adottata dalla Regione ritenendola inaccettabile.
(da agenzie)
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Febbraio 25th, 2021 Riccardo Fucile
IN PARTICOLARE A PERUGIA E IN ABRUZZO
Le varianti del virus SARS-CoV-2 inglese e brasiliana sono state individuate per la prima volta nelle acque di scarico italiane.
La ricerca, prima in assoluto sulle varianti in reflui urbani in Italia e tra le prime al mondo, è stata condotta dal gruppo di lavoro coordinato da Giuseppina La Rosa, del Dipartimento Ambiente e Salute, e da Elisabetta Suffredini, del Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica Veterinaria dell’ISS, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata. I risultati dello studio dimostrano che le acque di scarico posso essere un utile strumento per valutare la circolazione delle varianti di SARS-CoV-2 nei centri urbani.
Per consentire uno screening rapido, pratico e semplice delle varianti circolanti nella popolazione italiana è stato sviluppato, infatti, un metodo che prevede l’amplificazione e il sequenziamento di una parte del gene S contenente specifiche mutazioni in grado di caratterizzarle.
Il metodo, testato inizialmente su campioni clinici (tamponi naso-faringei), è stato successivamente applicato all’analisi delle acque di scarico raccolte in fognatura prima dei trattamenti di depurazione. L’esame di questa matrice ha individuato, per la prima volta in campioni ambientali, la presenza di mutazioni caratteristiche delle varianti inglese e brasiliana in alcune aree del nostro paese dove la circolazione di tali varianti era stata accertata in campioni clinici di pazienti Covid-19.
In particolare sono state individuate sequenze con mutazioni tipiche di variante brasiliana e inglese in reflui raccolti a Perugia dal 5 all’8 febbraio e mutazioni tipiche della variante spagnola in campioni raccolti da impianti di depurazione a Guardiagrele, in Abruzzo dal 21 al 26 gennaio 2021.
“I nostri risultati — sottolinea Luca Lucentini, direttore del Reparto Qualità dell’Acqua e Salute – confermano le potenzialità della wastewater based epidemiology, non solo per lo studio dei trend epidemici, come già dimostrato in precedenti nostre ricerche e ormai consolidato nella letteratura scientifica, ma anche per esplorare la variabilità genetica del virus”. “Le prospettive sono promettenti – dice Lucia Bonadonna, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute dell’Iss – in particolare se pensiamo che la sorveglianza sui reflui è applicata in diversi paesi europei, anche se non ancora per la ricerca delle varianti. L’importanza della sorveglianza ambientale è stata riconosciuta, grazie anche al contributo dei risultati italiani, nel Piano europeo contro le varianti del COVID-19 (Hera incubator), che mira a rafforzare le difese dell’Unione davanti al crescente numero di mutazioni del virus”.
(da agenzie)
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