Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile
DOPO TRE MESI DI TAPPULLI, SI CONTINUA A GIOCARE CON I PASTELLI COLORATI
Il governo valuta una nuova stretta per limitare i contagi da Covid, dopo i numeri in crescita degli ultimi giorni, con il tasso di positività che ieri è rimbalzato al 17,6 per cento. Già nella giornata di oggi, secondo quanto riporta Repubblica, potrebbe essere previsto un vertice di maggioranza per stabilire le nuove restrizioni, che entrerebbero in vigore dal 7 gennaio.
L’idea è quella di istituire una zona gialla “rafforzata” subito dopo la scadenza del Decreto Natale e il ritorno al sistema delle fasce di rischio.
Un articolo di Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera conferma che “il governo potrebbe decidere di prorogare alcune restrizioni, almeno fino alla scadenza del Dpcm previsto per il 15 gennaio”.
Il riferimento è alla proroga, almeno fino al 15 gennaio, della “chiusura dei bar e dei ristoranti anche a pranzo, consentendo soltanto l’asporto e la consegna a domicilio”. Secondo il Corriere, inoltre, potrebbe essere mantenuto il divieto di oltrepassare i confini regionali, oppure l’obbligo di rimanere tutti nel proprio Comune di residenza, come già è previsto dalla fascia arancione.
Un primo cambiamento, spiega Repubblica, per la nuova stretta del governo a partire dal 7 gennaio potrebbe riguardare i criteri con cui viene valutato l’inserimento delle Regioni in fascia arancione o rossa. Si pensa di stabilire nuovi criteri per l’Rt che consentano di inserire zone arancioni e rosse regionali anche con numeri meno emergenziali.
Le chiusure scatterebbero con soglie più basse dell’Rt quando l’incidenza dei casi sulla popolazione — calcolata nelle ultime due settimane — si mostri superiore a un certo livello, ancora da fissare. Oggi la zona arancione parte dal valore di 1,25, quella rossa da 1,5, ma i due valori potrebbero scendere rispettivamente 1 e 1,25.
A finire subito in zona arancione, con questi nuovi criteri, sarebbero almeno tre Regioni (Calabria Liguria e Veneto) mentre altre tre sarebbero in bilico perchè superano l’1 ma non nell’estremo più basso della forchetta (Basilicata, Lombardia e Puglia).
La seconda ipotesi che sta valutando il governo è quella di istituire una zona rossa nei weekend sull’intero territorio italiano.
Sarebbero quindi chiusi bar, ristoranti, negozi, centri commerciali e vietati i movimenti non essenziali. Per gli altri giorni, inoltre, potrebbero essere previste ulteriori limitazioni ai movimenti regionali per tutti e, forse, limitazioni all’orario di apertura di alcune attività commerciali in tutto il Paese.
(da agenzie)
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Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile
UNA PETIZIONE FIRMATA DA 83 DOCENTI PER NON RIAPRIRE LE SUPERIORI
La riapertura della scuola, il prossimo 7 gennaio, si avvicina, e i numeri dei positivi e l’indice di
contagiosità , rimasti alti anche durante la pausa di Natale, aumentano da più parti dubbi e perplessità sull’opportunità di far tornare sui banchi tutti i ragazzi.
Ieri è stato Stefano Bonaccini, a nome delle Regioni, a chiedere un nuovo confronto con il Governo. Oggi sono i sindacati a frenare.
“La riapertura della scuola il 7 gennaio è troppo rischiosa. Stiamo prendendo atto dei problemi dell’aumento dei contagi di questi giorni. Il 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta”. A dirlo all’Ansa è Elvira Serafini, segretario dello Snals, uno dei sindacati più rappresentativi della scuola.
Per Maddalena Gissi della Cisl Scuola si legge molto sui giornali, ma “con il Ministero non c’è nessun tipo di confronto. I dirigenti scolastici sono stremati; continuano a fare e rifare orari per le attività didattiche in presenza al 50%. Le famiglie sono confuse, i docenti si stanno reinventando modalità didattiche”, mentre “non è ancora chiaro se alle Regioni sono arrivate le risorse per ampliare la mobilità con mezzi aggiuntivi”. C’è una “dissociazione schizofrenica tra quanto si dice sulla necessità di rientrare a scuola e quanto si riesce a mettere in campo realmente!”. Il 7 si rientrerà ? “La soluzione sarà estratta il giorno della Befana come succedeva un tempo con la Lotteria Italia!”.
Per Pino Turi della Uil Scuola, ”è un errore scaricare sulla scuola le evidenti inadempienze diffuse che la scuola e il futuro del paese subisce e subirà nel tempo”. La campagna di vaccinazione “deve fare perno sulla scuola e non come sta accadendo per i trasporti e lo scaglionamento, su altre sia pure importanti attività che vorrebbero la scuola in posizione ancillare, di adattamento continuo alle esigenze altrui, non volendo capire l’importanza del settore per il futuro sociale ed economico che è evidenziato solo a parole”.
Nel frattempo, sono oltre 83mila le persone, soprattutto docenti, che in pochi giorni hanno sottoscritto la petizione dell’Unsic che chiede di proseguire con la Dad per qualche altra settimana, almeno alle superiori. Entro il 7 gennaio il sindacato punta a superare le 100mila adesioni. “Una maggioranza silenziosa è preoccupata per questo rischio e vuole responsabilmente salvaguardare vite umane e attenuare le sofferenze”.
Per Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, si dovrebbero abbandonare le polemiche politiche e “ci si deve basare sulle evidenze scientifiche rappresentate dal Cts e quindi sì alla riapertura in presenza ma solo se non ci sono rischi per l’incolumità di studenti e personale. La frequenza deve essere ripristinata ma senza turnazioni dannose per l’organizzazione di vita e di studio dei ragazzi, limitando al massimo l’ampiezza degli scaglionamenti”. Per l’Anp “fondamentale requisito è che sui mezzi di trasporto vengano rispettate adeguate misure di sicurezza. Dentro le scuole le regole vengono rispettate e il rischio di contagi è minimo, come attestato da studi internazionali. Chiediamo da mesi che anche fuori dagli istituti scolastici le regole vengano rispettate e che si pratichi uno screening capillare e continuo tramite tamponi rapidi”.
(da agenzie)
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Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile
ARCURI: “SIAMO SECONDI IN EUROPA PER DOSI SOMININISTRATE”
L’Italia è seconda in Europa, dopo la Germania, per numero di vaccinati contro il Coronavirus. 
Lo fanno sapere gli uffici del Commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, in serata, mentre il totale delle somministrazioni, dopo le 22 del 2 gennaio tocca quota 67.461 vaccinazioni (20 mila in più di stamane) su 479.700 distribuite.
A due giorni dalla partenza del piano di vaccinazioni, è il Lazio a guidare la classifica degli enti locali in cui sono state somministrate più dosi del vaccino Pfizer rispetto a quelle già distribuite: 16.366.
Il totale di vaccinazioni riguarda 38.937 donne e 28.524 uomini. Nella classifica delle regioni, dopo il Lazio con il 35,7% dosi somministrate su quelle distribuite, segue Trento con il 34,8% di vaccinazioni (1.730 dosi su 4.975 distribuite), la Toscana con il 24% (6.824 su 27.920). Scende in diciannovesima posizione (stamane era la quindicesima) la Lombardia, che ha somministrato ad oggi il 3% delle dosi, cioè 2.446 su 80.595
In questa prima fase che prevede la vaccinazione per gli operatori sanitari, il personale e gli ospiti delle Rsa, la fascia d’età più vaccinata è quella tra i 50 e 59 anni (19.105), poi quella tra i 40 e i 49 anni (15.459) e quella tra i 30 e 39 anni (11.991). 57.393 sono gli operatori sanitari e sociosanitari che hanno ricevuto le prime dosi, seguiti da 4.990del personale non sanitario e 4.351degli ospiti delle Rsa.
(da agenzie)
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Gennaio 3rd, 2021 Riccardo Fucile
ACCERTAMENTI SE IL MEDICO FOSSE STATO DI RECENTE SOTTOPOSTO AL TAMPONE
Un medico in servizio all’ospedale Umberto I di Siracusa è risultato positivo al Covid19 dopo essersi
sottoposto al vaccino a Palermo sei giorni fa.
La dottoressa Antonella Franco, direttore del reparto Malattie Infettive dell’ospedale di Siracusa, si era recata, insieme a un primo gruppo di persone facenti parte del personale sanitario di Siracusa, a Palermo per la somministrazione delle dosi di vaccino.
Le autorità sanitarie locali sono al lavoro per verificare se prima di mettersi in viaggio avesse contratto il virus e se fosse stata di recente sottoposto al tampone, magari asintomatico.
Le attenzioni sono adesso per le persone entrate in contatto con la dottoressa Franco, tra cui quelle che erano con lei a bordo del pullman per la trasferta a Palermo, e gli altri che ha incontrato nel corso delle procedure per le vaccinazione.
La notizia potrebbe suscitare preoccupazioni e timori riguardo all’efficacia del vaccino. Ma il presidente dell’Istituto superiore di sanità , Franco Locatelli, rassicura ricordando che la protezione immunitaria dall’infezione è completa solo dopo la somministrazione della seconda dose.
“Negli articoli scientifici – osserva – è chiaramente riportato che anche negli studi clinici si sono infettate persone dopo la prima dose proprio perchè la risposta immunitaria non è ancora completamente protettiva. E lo diventa soltanto dopo la seconda dose. Questa è una delle ragioni per non abbandonare comportamenti responsabili dopo essere stati vaccinati”.
“Sono risultata positiva al Covid, ma rifarei il vaccino e farò il richiamo che rappresenta l’unica grande opportunità che abbiamo per vincere questa battaglia. Se non l’avessi fatto, il virus indisturbato mi avrebbe arrecato magari un danno irreversibile”, ha detto la dottoressa Franco.
“Proprio il vaccino, che produce una proteina Spike che aiuta a formare gli anticorpi anticoronavirus e blocca la progressione virulenta del virus, contribuirà a bloccare la replicazione virale e a contenere gli effetti patogeni del virus. Vi assicuro che prima di fare il vaccino avevo eseguito più di un tampone ma il virus molto probabilmente era ancora in incubazione”, ha spiegato.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2021 Riccardo Fucile
“MOLTI PRESENTANO SEGNI DI IPOTERMIA E DENUTRIZIONE, SERVE L’ASSEGNAZIONE DI UN PORTO SICURO”
“Dopo essere stata allertata ancora una volta da Alarm Phone di un imbarcazione in difficoltà , la nostra nave, la Open Arms, con a bordo personale di Emergency, ha soccorso altre 96 persone che viaggiavano su una barca di legno alla deriva. Partite da Zuwarah il 31 dicembre, dopo 2 giorni in mare aperto senza cibo nè acqua, le 96 persone soccorse (2 donne e 17 minori,) presentano segni di denutrizione e ipotermia, il personale medico in questo momento sta procedendo a verificarne le condizioni di salute”.
“Sul ponte della Open Arms si trovano ora 265 persone, che attendono, al freddo e con le previsioni meteorologiche in peggioramento, di poter sbarcare- dice Open Arms – Ribadiamo la necessità che l’assegnazione di un porto venga concessa senza ritardi in modo da garantire la tutela dei diritti e della salute dei naufraghi soccorsi così come stabilito dalle Convenzioni internazionali e dalla nostra Costituzione”.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2021 Riccardo Fucile
“CENE E RITROVI VANNO DIMENTICATI FINO ALL’ARRIVO DEL VACCINO”
Pregliasco si augura solo che “non sia un’ondona. L’anno nuovo non promette bene. I numeri di
questi giorni non consentono di stare tranquilli e prefigurano una terza ondata”.
E osserva: “Gli ultimi dati dimostrano la stanchezza del lockdown, ma ora la curva rallenta troppo lentamente per cui è urgente intervenire con nuove misure”. E inoltre “la diffusione della variante inglese rende indispensabile velocizzare la campagna di vaccinazione”.
Pertanto la situazione odierna consiglia “senza dubbio bisogna continuare in questo modo”
Ovvero, zona rossa prolungata anche dopo il 6 gennaio.
Perchè, rileva il professore, “il colore rosso è stato necessario perchè a dicembre la popolazione non era abbastanza attenta. Durante le feste è stato concesso qualche strappo, ma pranzi, cene e ritrovi vanno dimenticati fino al vaccino”.
“La vaccinazione non darà risultati a breve per cui per diversi mesi, circa fino a fine 2021”, prevede Pregliasco. Che circa la riapertura delle scuole dichiara: “Con l’attuale circolazione del virus le scuole sono pericolose sia per quello che vi succede dentro sia per il traffico che innescano, ma ha senso il tentativo di riaprirle parzialmente per valutare nel tempo gli effetti ed eventualmente ricalibrarsi”
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2021 Riccardo Fucile
DUBBI RIENTRATI DOPO LA DIFFUSIONE DEI DATI SUI VACCINI
Vaccinazione in diretta streaming per il professor Andrea Crisanti, microbiologo dell’Università di Padova.
Introdotto dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova, Daniele Donato, Crisanti si è dapprima schernito, “avrei preferito una cerimonia più sobria”, per poi spiegare che il vaccino Pfizer e quello Moderna sono sicuri, “perchè contengono informazioni che attivano il nostro sistema immunitario in caso venga a contatto con il coronavirus”.
“Come saranno sicuri i successivi – ha proseguito – che hanno bisogno di più tempo per essere rilasciati e distribuiti perchè di tipologia diversa”.
Il microbiologo aveva espresso alcuni dubbi nelle scorse settimane, “poi rientrati, in quanto sono state diffuse le informazioni sulla ricerca sia alla comunità scientifica che al pubblico”.
Secondo Crisanti, anche il rischio di reazioni allergiche è significativamente abbattuto: “Io sono allergico e mi vaccino”, ha detto senza esitazione. Al momento dell’inoculazione, però, il professore ha tradito un po’ di nervosismo, tanto che la dottoressa incaricata gli ha chiesto di “rilassarsi”.
(da agenzie)
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Gennaio 2nd, 2021 Riccardo Fucile
DOPPIO AZZARDO SUI VACCINI, PENSA DI MISCHIARLI, NONOSTANTE IL PARERE CONTRARIO DEGLI SCIENZIATI
Stretto nella morsa del virus, il Regno Unito corre ai riparti chiudendo sempre più scuole e provando
a tracciare una propria via alla vaccinazione, tra i dubbi degli esperti: non solo allungare i tempi per la seconda dose fino a 12 settimane, in modo da dare possibilità a più persone di ricevere la prima, ma anche pensare di mischiare due vaccini, ossia di utilizzare quello di Oxford per la prima dose e quello di Pfizer-BioNTech per la seconda, o viceversa, in un singolo paziente.
La variante inglese, con la sua “estrema contagiosità ”, è la grande indiziata di una curva che ogni giorno fa più paura: le nuove infezioni viaggiano al ritmo di 55mila al giorno, e giovedì sono stati riportati 964 decessi.
Sul primo fronte, il governo britannico ha deciso che tutte le scuole elementari di Londra resteranno chiuse fino al 18 gennaio a causa dei numeri preoccupanti sulla diffusione del Covid-19 nella capitale.
Ma il provvedimento del ministro all’Istruzione, Gavin Williamson, che i detrattori considerano una “imbarazzante conversione a U” rispetto alla decisione precedente di tenere chiuse fino al 18 solo le scuole delle aree più a rischio, non è sufficiente, secondo il principale sindacato degli insegnanti britannici. La National Education Union (Neu), riunito d’urgenza stamani, chiede infatti la chiusura di tutte le scuole d’Inghilterra.
Mary Bousted, segretaria del Neu, ha dichiarato – ripresa dai media, fra cui il Guardian – che il governo deve chiudere tutte le scuole in Inghilterra, sul modello di quanto fatto in Scozia, Galles e Irlanda del Nord, prima che l’infezione vada “fuori controllo”.
“Se si consente che le condizioni peggiorino – ha detto Bousted – alla fine si dovrà chiudere più a lungo”. Approvazione per il provvedimento del governo arriva dal sindaco di Londra, Sadiq Khan, secondo cui il governo ha “finalmente fatto una cosa sensata e compiuto una conversione a U” sulla decisione precedente, allargando la chiusura a tutta la capitale.
A spingere l’esecutivo a misure più drastiche sulle scuole è una ricerca dell’Imperial College di Londra, secondo cui la variante altamente contagiosa ha continuato a diffondersi rapidamente anche durante il lockdown di novembre in Inghilterra. I ricercatori — riporta il Financial Times — hanno mostrato che la nuova variante è più diffusa tra gli under 20 e si sta diffondendo rapidamente ai gruppi più anziani, sottolineando come sia improbabile che l’indice RT possa scendere al di sotto dell’unità a meno che il governo non chiuda tutte le scuole.
Lo studio dell’Imperial College arriva mentre il Servizio sanitario nazionale (NHS) si prepara a un potenziale picco di casi dopo le festività natalizie aggravato dall’elevata contagiosità della nuova variante di Covid-19. Secondo l’Imperial College, la nuova variante è “estremamente” più contagiosa della versione precedente del virus e determina un aumento dell’indice di trasmissione Rt compreso tra 0,4 e 0,7. Attualmente il tasso di contagiosità nel Regno Unito è stimato tra 1,1 e 1,3. Affinchè i casi inizino a diminuire deve essere inferiore a 1.0. “C’è un’enorme differenza nella facilità con cui si diffonde la variante del virus”, ha spiegato il professor Axel Gandy, uno degli scienziati autori dello studio, rilevando che “questa è la mutazione più grave del virus dall’inizio dell’epidemia”. Inoltre, la nuova variante risulta essere più contagiosa in tutte le fasce di età , compresi gli under 20, che finora erano stati relativamente risparmiati dalla pandemia.
Sul fronte del vaccini, intanto, fa discutere la decisione di Londra di rinviare la somministrazione della seconda dose del vaccino Pfizer in modo da allargare la platea dei riceventi della prima. Il virologo americano Anthony Fauci ha palesato il proprio disaccordo: “Sappiamo dalla sperimentazione clinica che il momento ottimale per [la somministrazione] è il giorno uno e poi aspettare 28 giorni per il vaccino Moderna e 21 per quello Pfizer”, ha dichiarato Fauci, sottolineando che nonostante si possa “discutere” sul rinvio, lui non è d’accordo.
Gli Stati Uniti, ha affermato l’esperto confermato come consigliere medico anche dal presidente eletto Joe Biden, non seguiranno l’esempio britannico e manterranno la somministrazione della seconda dose tre settimane dopo la prima.
Nonostante le critiche, i dirigenti medici britannici hanno difeso la loro decisione di allungare i tempi fino a 12 settimane per ricevere la seconda dose del vaccino, in modo da dare possibilità a più persone di ricevere la prima. Una mossa che diversi esperti considerano una scorciatoia rischiosa, ma che Londra — con circa 2 milioni e 500mila casi totali e oltre 73.500 morti — è disposta a intraprendere.
(da agenzie)
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Gennaio 1st, 2021 Riccardo Fucile
“DIO BENEDICA I LETTI D’OSPEDALE”
Iacopo Melio, consigliere regionale della Toscana e fondatore della onlus #Vorreiprendereiltreno da
sempre in prima linea nella battaglia contro le barriere architettoniche, ha pubblicato su Facebook e Instagram una foto dei fuochi d’artificio nella notte di Capodanno visti dal suo letto d’ospedale, dove si trova dopo essere risultato positivo al Covid.
«Dio benedica i letti dell’ospedale, fatti apposta per elevarsi e farti vedere fuori dalla finestra, sicuramente. Stasera i fuochi, il tuo riflesso sul vetro e un corridoio illuminato anche di notte perchè c’è sempre qualcuno a prendersi cura di chi ha bisogno», ha scritto.
Il suo pensiero è rivolto a tutti coloro che, in questi mesi, «hanno combattuto in prima linea, a chi è stato colpito e si è rialzato, a chi non c’è più e a chi invece è rimasto a sentirne il vuoto».
L’augurio, adesso, è quello di un anno fatto di «nuove speranze e serene ripartenze». «Sarà faticoso, lento, complicato, ma sarà possibile se lo vorremo insieme», ha aggiunto. E poi ha citato anche una canzone di Fabrizio De Andrè: «Passerà anche questa stazione senza far male. Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore».
«2021, confidiamo in te. Siamo in tanti, e siamo pronti a immunizzarci contro questo dolore. Non farci scherzi e fai a modino», ha concluso. In questi giorni Iacopo Melio ha scritto anche altri post e mandato un messaggio di sostegno a Claudia Alivernini, l’infermiera insultata dai No-Vax.
(da agenzie)
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