Aprile 16th, 2015 Riccardo Fucile
IL GIURISTA PELLEGRINO: “BERLUSCONI NON PUO’ USARLO, CONGRESSO MAI FATTO E QUINDI NON HA TITOLO”… PERSINO “LIBERO” AMMETTE: SCHITTULLI VOLA AL 35%… E FORZA ITALIA CROLLA ALL’8%
Raffaele Fitto si prepara a presentare la lista con il simbolo di Forza Italia alle Regionali e Berlusconi
ripete che è pronto a cacciarlo dal partito, peccato non ne abbia titolo.
Ormai si va verso una battaglia legale a tutto tondo, forse persino nei Comuni dove si vota.
Attraverso un’iniziativa popolare, promossa da un migliaio di iscritti ed eletti di Forza Italia negli enti locali, che hanno raccolto altrettante firme, è stato chiesto ieri al noto giurista Gianluigi Pellegrino un parere giuridico sulla possibilità di utilizzo del simbolo, anche in vista del lavoro di verifica che a breve dovranno fare gli uffici elettorali.
«Forza Italia – ha spiegato Pellegrino – è un partito ai sensi dell’articolo 49 della Costituzione. E i partiti funzionano secondo un metodo democratico, in base al quale le liste e i simboli dei partiti possono essere utilizzati solo dai rappresentati dei partiti investiti sulla base dello statuto».
Sostenere «che Mariarosaria Rossi o lo stesso Berlusconi possano presentare simboli e liste per Forza Italia è come affermare che Prodi e sua delegata lo facciano a nome del Pd. Questo perchè Berlusconi è solo il fondatore del partito e deve operare secondo le regole democratiche».
Quando si è sciolto il Pdl, «l’intenzione era quella di ripartire da FI indicendo un congresso che non è mai stato fatto. E’ stato fatto il tesseramento, ma dopo bisognava convocare un congresso e nominare l’amministratore nazionale per utilizzare simbolo e liste».
Ora, continua Pellegrino, «i tempi sono stretti: liste e simboli devono essere presentati entro il 30 aprile e non so se entro quella data c’è il tempo per convocare d’urgenza un congresso su base nazionale, regionale e locale e svolgere le procedure legate al simbolo. Ma in mancanza di tale passaggio, nessun ufficio elettorale può accertare, come presentati da FI, un simbolo e una lista da soggetti legittimati. Chiunque potrebbe impugnare la lista».
Tramontata ogni possibilità di una ricomposizione fra le parti in contesa con una candidatura terza a governatore, si complica la composizione delle liste per il coordinatore regionale, Luigi Vitali: «chi si candiderà a rischio di non essere nemmeno ammesso?», chiosano dalle fila dei fittiani.
Un precedente pericoloso che potrebbe essere utilizzato dai Ricostruttori anche in altre regioni.
Intanto, ieri, sono arrivati altri sondaggi – questa volta on line – dal quotidiano «Libero».
«Il fittiano Schittulli è dato al 35,5%, se Berlusconi arrivasse all’accordo con Fitto – è spiegato – Schittulli potrebbe creare problemi al favorito, Michele Emiliano. Emiliano può vincere a mani basse solo se il centrodestra corre diviso”.
E secondo sondaggi in mano a Berlusconi, Forza Italia in Puglia è sprofondata all’8%, siamo al limite per entrare in Consiglio regionale.
Un voto sotto c’e’ il suidicio di massa del Cerchi magico che ha voluto fare la guerra Fitto.
(da “il Corriere della Sera“)
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Aprile 14th, 2015 Riccardo Fucile
FRATELLI D’ITALIA SCEGLIE SCHITTULLI… VINCE FITTO CHE ORA GUARDA AD ALTRE REGIONI
“Allo stato non mi pare che ci sia alcuna possibilità di trovare un accordo”. Con queste parole il senatore Altero Matteoli, presidente del tavolo per le elezioni regionali di Forza Italia, interpellato da Affaritaliani.it, mette la parola fine alla querelle in Puglia.
“Ovviamente io auspico che possa ancora prevalere il buon senso, ma è soltanto un auspicio. Mi pare che sia estremamente difficile. Molto probabilmente noi e la Lega sosterremo in Puglia la candidatura di Adriana Poli Bortone mentre Fratelli d’Italia, l’Ncd e Fitto appoggeranno Francesco Schittulli”.
Interviene anche Ignazio La Russa: “Le cose che avevamo da dire le abbiamo dette. Non abbiamo segnali di altro genere. Avremmo voluto evitare di scegliere tra una nostra candidata e un candidato già avviato. Se fosse dipeso da noi questo problema non si sarebbe posto. Si poteva anticipare di molto la candidatura della Poli Bortone e avanzarla in modo diverso. La candidatura è avvenuta in maniera anomala e tardiva, quando già c’era un ottimo candidato in pista, le cose vanno fatte nei tempi e nei modi giusti. Quella della Poli Bortone è una candidatura che nasce anche per dirimere questioni interne a Forza Italia”.
In verità l’intera vicenda vede come unico vincitore il ricostruttore Raffaele Fitto che è riuscito ad aggregare sul nome di Schittulli anche Ncd, Fdi e Forza Italia locale e a bloccare l’azione di disturbo di Berlusconi e di quel poco che Salvini rappresenta in Puglia.
Ma forse la mossa più abile è stata quella di far fare il nome del noto oncologo Schittulli proprio a Berlusconi che lo riteneva un “suo” candidato, quando sarebbe bastato informarsi per sapere che già ad ottobre, alla Leopolda di destra a Milano, Schittulli era andato insieme a Raffaele Fitto, come dimostra la foto che pubblichiamo.
Un autogol del cerchio magico destinato a lasciare il segno.
Anche perchè ora Fitto, risolto il problema in Puglia, punta a presentare una lista di appoggio a Tosi in Veneto, a valutare le scelte da fare in Campania e a interessarsi di un’altra regione top secret.
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Aprile 14th, 2015 Riccardo Fucile
IL GESTORE HA STACCATO LA SPINA AL SOCIAL NETWORK DI FORZA ITALIA: FATTURE NON PAGATE PER 200.000 EURO…E SI E’ RIVOLTO AI LEGALI PER OTTENERE IL SALDO DELL’ARRETRATO
Il portale forzasilvio.it è stato oscurato dalla società che lo gestisce a causa di fatture non pagate per oltre 200 mila euro.
Una “tegola” che si abbatte sui militanti che sostengono Silvio Berlusconi proprio nel giorno in cui i giudici del tribunale di Sorveglianza di Milano hanno dichiarato estinta la pena e l’interdizione per due anni ai pubblici uffici inflitta al leader di Forza Italia nell’ambito del processo Mediaset.
La decisione di “staccare la spina” al sito è stata presa dopo che il gestore – la Speakage di Milano – si è mosso per vie legali chiedendo di saldare l’arretrato.
“Ove perdurasse il vostro inadempimento – si legge nella lettera che i legali della Speakage hanno inviato a Forza Italia, il cui contenuto è stato reso noto dall’agenzia Ansa – senza ulteriore avviso i siti telematici oggetti del contratto saranno spenti e i dati in essi contenuti saranno restituiti alla vostra organizzazione solo a fronte del pagamento dei costi necessari per l’estrazione nonchè del debito complessivo”. Insomma, l’identità virtuale dei sostenitori di Silvio Berlusconi resta “in ostaggio” a meno che il leader di Forza Italia non decida di mettere mano al portafoglio.
Con buona pace della svolta 2.0 del partito.
“E’ un peccato”, commenta il patron della Speakage Marco Camisani Calzolari.
“Non posso dire molto di più perchè devo tutelare sia la società che il credito. Di certo – continua – c’è che forzasilvio.it, dal punto di vista della comunicazione, è stato uno dei primi ‘social network’ creati da forze politiche, uno strumento verticale per tenere i contatti con i sostenitori. Strumento innovativo che adesso Forza Italia non ha più. Ma è la mia valutazione da esperto di strategie digitali: con Speakage abbiamo curato progetti simili per Greenpeace o il Partito democratico di Londra”.
Che Forza Italia non navighi nell’oro è cosa nota.
A inizio marzo i dipendenti avevano denunciato – attraverso l’account Twitter ‘Licenziati da Silvio’ – l’inizio della cassa integrazione.
“Forza Italia è in dismissione”, scriveva il titolare dell’account.
Ora la scure si è abbattuta anche sul social network del partito. Non proprio un fulmine a ciel sereno, visto che in un messaggio inviato ai simpatizzanti di forzasilvio.it alla vigilia delle regionali si avvisavano gli utenti che “nei prossimi giorni il portale potrebbe essere temporaneamente inaccessibile, nell’ambito del lavoro di ristrutturazione della presenza online di Forza Italia che sarà in atto nelle prossime settimane”.
(da “la Repubblica”)
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Aprile 13th, 2015 Riccardo Fucile
I LEGALI DI FITTO: “TUTTO LO STATUTO E’ ILLEGITTIMO, PREVEDEVA L’APPROVAZIONE DI UN CONGRESSO CHE NON C’E’ MAI STATO”… E FITTO ANNUNCIA: “LI FARO’ IMPAZZIRE”
La rissa è destinata a finire in tribunale: “Qua — dice Fitto ai suoi — è tutto illegittimo, illegittimi gli
organi, illegittimi i dirigenti di Forza Italia. Se ci tengono fuori dalle liste, il 1° maggio faccio ricorso e ci vediamo in tribunale”.
Le fiamme dell’odio bruciano quel che resta di Forza Italia.
Silvio Berlusconi, rientrato a Milano dopo la remise en forme a Villa Certosa, pare un fiume in piena: “Ingrati, traditori, gente che mi deve tutto e gioca allo sfascio”.
Tira dritto l’ex premier che è riuscito a incassare sul suo candidato, Adriana Poli Bortone, il sostegno della Lega, ma non quello della Meloni che è in contatto diretto col capo dei ribelli: “La Russa e Giorgia — spiegano ad Arcore — si giocano con Fitto la partita del ‘dopo’, aspettano il big bang per poi marciare sulle macerie”.
Tira dritto pure Raffaele Fitto, che ha già consultato i legali per mettere nero su bianco una valanga di ricorsi: “Qua — ripete il capo dei ribelli — siamo solo all’inizio. Li farò impazzire”.
Il commissario Vitali ha già detto che Fitto è fuori da Forza Italia e non può usare il simbolo. Pronta la contromossa: appena saranno presentate le liste di Forza Italia che sanciranno l’esclusione dei fittiani, la rissa si sposta nei tribunali.
Fitto è pronto a contestare tutto, compreso l’utilizzo del simbolo di Forza Italia.
La questione è già sul tavolo dei legali dell’ex governatore: “Il punto — spiega uno di loro all’HuffPost – è che non è illegittima solo questa o questa norma, ma è illegittimo lo statuto. Perchè, sciolto il Pdl e riesumata Forza Italia, non è stato mai votato da un congresso. Mai”.
Fa notare il legale che è illegittimo pure il presidente Silvio Berlusconi.
Carta canta, all’articolo 19: “Il presidente del Movimento Politico Forza Italia è eletto dal Congresso Nazionale secondo le modalità previste dal regolamento”.
Ma il congresso non si è fatto: “L’Epurator è abusivo” mormorano i ribelli.
Ecco è questo il clima che si respira nella campagna elettorale che rischia di passare alla storia come quella del disastro totale.
Perchè la verità è che il big bang pare essere l’obiettivo di tutte le parti in causa.
Fitto in Veneto convergerà sul polo di Flavio Tosi, assieme ad Alfano. E presenterà liste anche in Campania.
Pure Silvio Berlusconi pensa alla prima mossa dopo il disastro: l’ex premier lascia trapelare dagli spifferatori ufficiali che è pronto a un ennesimo ritorno in campo e a una campagna elettorale senza risparmiarsi, ma in verità ha spiegato, nei vertici che contano — quelli con la famiglia — che non ha alcuna intenzione di metterci la faccia.
E non c’entra nulla la prudenza legata alla questione giudiziaria, si chiami Ruby ter o attesa per il certificato che attesta la fine dei servizi sociali a Cesano Boscone.
L’inabissamento è legato a una strategia precisa: “Berlusconi — sussurra una fonte livello – dice che le regionali andranno male. Sarà una catastrofe, si aspetta un 6 a 1 per Renzi. Quindi prova a starsene fuori per poi scaricare le responsabilità sulla vecchia guardia e dire il minuto dopo: colpa vostra, ora facciamo come dico io, rinnoviamo tutto”.
L’ultima suggestione è la creazione dei un nuovo contenitore, sul modello dei “Repubblicani”: “Va dicendo — prosegue la fonte — che bisogna fare come in America, da una parte i democratici, dall’altro il Repubblicani anche se è alla ricerca di un nome che non sia questo. E il 1° giugno l’idea è dire: sciogliamoci tutti in un contenitore più ampio”.
Il problema è che, nell’ora del cupio dissolvi, è già chiaro che non si scioglierà nessuno: nè Salvini, nè la Meloni, nè Alfano.
L’unico partito che rischia di arrivare sciolto dagli elettori è Forza Italia.
Gli ultimi report della Ghisleri sono da brivido: Caldoro in Campania è sotto e Giovanni Toti in Liguria pare fuori partita.
Perchè sui giornali il candidato ha fatto trapelare solo una parte del sondaggio, quello sul “nome”, omettendo che le liste della sua coalizione sono sotto di dieci punti rispetto al Pd e omettendo il sondaggio sulla credibilità del candidato, da cui non esce affatto bene.
Nemmeno la Ghisleri, che è una che ci prende sempre, ha gradito che Toti uscisse sui giornali come uno che se la gioca mentre appare avviato verso una sconfitta sicura.
Perchè la brava Alessandra sono dieci anni che non ne sbaglia una, non può mica sbagliare i dati della fine di un’epoca.
(da “Huffingtonpost“)
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Aprile 13th, 2015 Riccardo Fucile
“E’ COME TAFAZZI: PRIMA MANDA LA SARDONE IN TV PER DIRE CHE MANDA AVANTI I GIOVANI E POI CANDIDA LA POLI BORTONE, IL NUOVO CHE AVANZA”
“Berlusconi ha mandato in Puglia un proconsole per tagliare le teste ed è finita che hanno tagliato a
lui le palle. E’ andata così”.
Sono le parole pronunciate dal deputato di Forza Italia, Maurizio Bianconi, ai microfoni di 24 Mattino, su Radio 24.
“Berlusconi candida la Poli Bortone alle regionali in Puglia?” — continua — “E’ il nuovo che avanza. Prima manda la Sardone in tv per dire che manda avanti i giovani e poi candida la Poli Bortone che ha più di 70 anni. Berlusconi sembra un neo Tafazzi: prende il martello e se lo dà sulle palle. Se avesse capito che con il patto del Nazareno si sarebbe rovinato, come gli dicevamo noi, a quest’ora non farebbe tutto questo. Invece prima si e’ rovinato con il patto del Nazareno e ora si rovina buttando fuori chi dovrebbe tenere dentro per fare un buon centrodestra”.
E chiosa: “Ma purtroppo il Signore quando decide di perdere uno, gli fa perdere anche il cervello“
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Aprile 12th, 2015 Riccardo Fucile
SALVINI VOLTAGABBANA ORA APPOGGIA LA “NUOVA” CHE IERI ERA “VECCHIA”… LA BASE PUGLIESE DI FDI VUOLE APPOGGIARE SCHITTULLI, LA MELONI NON SI ASSUME RESPONSABILITA’ E CONVOCA LA DIREZIONE… LA POLI BORTONE POTREBBE LASCIARE ANCHE IL QUINTO PARTITO
Chi avanza un nome da un lato, chi lo ritira dall’altro, chi stoppa membri del proprio partito, chi propone “ticket”: c’è tutto l’occorrente per far venire il mal di testa agli elettori pugliesi
Riassumendo per il lettore che si sarà già perso nel vortice dichiarazioni contrastanti: Fitto gioca l’abile mossa di risolvere il nodo delle liste con l’idea di presentare entrambi i candidati – Schittulli, area Fitto, e Poli Bortone, area FI, Lega e FdI – alle elezioni.
Invece che accettare, visto che fino a ieri appoggiava con baci e abbracci Schittulli, la Poli Bortone, in piena overdose di poltronismo, dice no, ormai Silvio l’ha candidata a governatore, non si accontenta.
Fitto ha lanciato l’esca e i pesci abboccano: diciamo quasi tutti , salvo i più intelligenti ed esperti.
Il moderatore Matteoli invita a riflettere su una ipotesi che va perseguita e che sarebbe una soluzione equa e il capogruppo alla Camera Fdi Rampelli crede che la formula di Fitto possa essere “vincente per dare un buon governo alla Puglia”.
La pantomima non è finita, perchè in serata Vitali esce con l’ennesimo annuncio che si spera definitivo: “Mi hanno telefonato e mi hanno detto che” Poli Bortone “ha accettato la nostra proposta” precisando però di “non aver ancora parlato con lei”.
“Per noi – ha aggiunto- la partita è chiusa”.
La diretta interessata conferma con una nota: “Dopo le dichiarazioni della Lega ci sono le condizioni per arrivare in Puglia alla composizione di un centrodestra nuovo”.
Il centrodestra “nuovo” sarebbe rappresentato ovviamente da lei, reduce da cinque partiti diversi, e da Salvini che fino a ieri l’aveva accostata al vecchio ma che oggi diventa il nuovo.
Ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate: una ex missina alleata con la becerodestra antinazionale, antimeridionale e xenofoba.
Ora si aspetta l’allineamento della Meloni che fino a ieri giurava fedeltà a Schittulli e Fitto, ma la base del partito in Puglia non vuole sentire parlare della Poli Bortone.
Se la Meloni cambia versante dimostra per l’ennesima volta di essere la ruota di scorta di Berlusconi., con il rischio di rimediare un gran flop elettorale.
Non si vuole assumere la responsabilità e rimanda la decisione, convocando il direttivo di FdI per domani alle 16.
Fdi rischia di spaccarsi e si vocifera che la Poli Bortone potrebbe lasciare anche il suo quinto partito.
E’ il nuovo che avanza, tra vecchie cariatidi e rutti padani.
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Aprile 12th, 2015 Riccardo Fucile
COSI’ FITTO ESCE COME COLUI CHE HA CERCATO FINO ALLA FINE DI UNIRE E BERLUSCONI SI ASSUME LA RESPONSABILITA’ DELLA CAPORETTO: MA IN FORZA ITALIA UNO NORMALE ESISTE?
“Come ulteriore prova di buon senso e di ragionevolezza, alla luce della situazione delle ultime ore ,
avanzo l’ipotesi di un ticket Schittulli-Poli Bortone, unendo tutte le energie migliori”.
E’ la proposta di Raffaele Fitto nella giornata dell’autoconvocazione dei fedelissimi a Lecce.
“Naturalmente – aggiunge l’ex ministro -, devono cadere tutti i veti sui nostri candidati nelle liste del nostro partito Forza Italia e predisporre, come è logico che sia, liste forti e competitive. Chi non accetta neanche questa soluzione, sta giocando un’altra partita che nulla ha a che fare con le elezioni regionali. Questo è il mio personale contributo di proposta politica, di ragionevolezza, anche per togliere a tutti ogni possibile scusa o alibi e per avere un una coalizione unita e vincente. La Puglia, le elettrici e gli elettori di questa Regione lo meritano”.
Ma la mediazione di Fitto viene respinta da Luigi Vitale: ” L’ipotesi di un ticket Schittulli-Poli Bortone non sta sul tappeto. Al massimo potremmo analizzare l’ipotesi di un ticket Poli Bortone-Schittulli, nel senso che lei è il candidato presidente e lui vicepresidente”. ha dichiarato il commissario in Puglia di Forza Italia.
L’ultimo harakiri del plenipotenziario di Berlusconi che a questo punto resta inchiodato alle proprie responsabilità sullo sfascio del partito.
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Aprile 12th, 2015 Riccardo Fucile
BERLUSCONI FUORI DI SE’: “LEADERICCHIO”… FITTO: “NON PUOI CACCIARE NESSUNO, NELLO STATUTO MANCANO I PROBIVIRI, ANDAVANO NOMINATI DA UN CONSIGLIO NAZIONALE CHE NON ESISTE”
La Puglia come laboratorio di un esperimento: l’implosione di Forza Italia nelle aule dei tribunali.
A tanto arriva l’estenuante braccio di ferro tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto.
Il capo dei dissidenti studia con i suoi legali un ricorso per contendere l’uso del simbolo all’ex Cavaliere.
Una gigantesca class action politica da far sottoscrivere a un migliaio di tesserati azzurri.
«Vedrete nei prossimi giorni — promette — siamo solo all’inizio».
Proverà ad anticipare le mosse del quartier generale di Arcore, bruciando sul tempo chi vuole metterlo alla porta.
Nel bel mezzo di questo scontro furioso, intanto, si segnala pure l’ennesimo paradossale rilancio azzurro: l’investitura di Adriana Poli Bortone nella corsa alla regione. Senza il consenso, però, del partito della candidata in pectore.
Rintanato fino a ieri alla Certosa, Berlusconi non vuole neanche sentire pronunciare il nome di Fitto. Lo considera, brutalmente, «un lidericchio».
Per risolvere il rebus, allora, è costretto ad alzare la cornetta per chiamare Poli Bortone: «Stavolta tocca a te».
Peccato che in Puglia Fratelli d’Italia non ami la collega di partito. E che Giorgia Meloni apprenda la novità solo dalle agenzie. «La proposta è motivo di orgoglio, ma se finisse con l’essere ulteriore motivo di divisione non sarebbe possibile ». Una frenata brusca, un duro colpo per le ambizioni di Poli Bortone.
Per sciogliere il nodo, comunque, servirà attendere un faccia a faccia tra Matteo Salvini e la leader di Fratelli d’Italia, in agenda per oggi. Non sarà facile per Meloni scaricare Schittulli, ma un eventuale via libera del Carroccio all’ex aennina renderebbe inevitabile la scelta. Ma la Meloni rischia di perdere la base del partito che già vede troppa dipendenza del partito nei confronti della Lega.
L’implosione di Forza Italia resta uno scenario incombente.
Anzi imminente, a dare retta all’ultimo affondo di Fitto: «Caro Presidente — mette nero su bianco — stai scegliendo una linea da “cupio dissolvi”, in cui la caccia al ‘nemico interno’ vale più di ogni altra considerazione. FI gioca a perdere. Io sto nel partito, ma non prendo ordini».
E in effetti il leader dei frondisti è pronto davvero a difendersi in trincea, con una battaglia legale senza precedenti.
«In base a quali regole Forza Italia ha assunto la decisione di candidare Poli Bortone?».
Quindi sgancia la bomba: «La vita di FI è completamente extra-legale, dal Presidente in giù. È necessaria una grande iniziativa politica di iscritti, militanti e parlamentari per il rispetto in ogni sede legale dello Statuto del partito».
Come? Dopo essersi consultato con i suoi avvocati, il ras pugliese ha deciso di raccogliere mille firme tra dirigenti e tesserati.
Vuole presentare un ricorso per inibire l’uso del simbolo alla tesoriera Rossi, paralizzando clamorosamente i suoi avversari.
Lo schema sarà forse replicato in altre Regioni, facendo leva su una certezza: in assenza dei probiviri (andrebbero nominati da un consiglio nazionale che non esiste) nessuno può cacciare chi dissente.
Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica”)
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Aprile 12th, 2015 Riccardo Fucile
STAMANE CONGRESSO CITTADINO A LECCE PER ELEGGERE DEMOCRATICAMENTE COORDINATORE E DIRETTIVO DI FORZA ITALIA: FITTO FA IL PIENO CON IL SINDACO, IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI… LA MELONI FRENA SULLA POLI BORTONE: “PER ORA IL NOSTRO CANDIDATO RESTA SCHITTULLI”
er “eleggere democraticamente il coordinatore cittadino e il direttivo di FI, a seguito del contestato
commissariamento disposto da Luigi Vitali”, la “maggioranza degli iscritti al partito ha autoconvocato stamani a Lecce il congresso cittadino”. Ad aprirlo è il sindaco di Lecce, il presidente Provincia, parlamentari e consiglieri regionali.
Ormai è guerra aperta in Puglia fra Fitto e Berlusconi. Senza esclusioni di colpi.
Dopo la mossa a sorpresa del luogotenente dell’ex Cavaliere in Puglia Luigi Vitali di candidare Adriana Poli Bortone, non si è fatta attendere la risposta dei fedelissimi dell’ex “protesi” di Berlusconi.
“Per eleggere democraticamente il coordinatore cittadino e il direttivo di FI, a seguito del contestato commissariamento disposto da Luigi Vitali”, la “maggioranza degli iscritti al partito ha autoconvocato stamani a Lecce il congresso cittadino”.
Ad aprirlo il sindaco di Lecce, il presidente Provincia, parlamentari e consiglieri regionali.
“Lecce è una delle poche città – dichiarano i parlamentari salentini di Forza Italia Roberto Marti, Rocco Palese e Francesco Bruni – dove Forza Italia governa il Comune e la Provincia e ottiene da anni le percentuali di voti più alte d’Italia. Il commissariamento del Partito è dunque un atto incomprensibile e illegittimo politicamente prima ancora che statutariamente. La logica che in Forza Italia si commissari chi vince e si premi chi perde è assurda e ci sta portando a perdere ogni giorno consenso e credibilità “.
Oggi a Lecce – proseguono – ripartiamo dagli iscritti, che sono il cuore del partito e gli unici a essere legittimati a scegliere i vertici e la linea politica”.
I lavori sono stati aperti dal sindaco di Lecce Paolo Perrone, dal presidente della Provincia Antonio Gabellone, dai parlamentari Roberto Marti, Rocco Palese e Francesco Bruni e dai consiglieri Regionali.
I seggi resteranno aperti sino alle ore 18 di oggi preso l’hotel Tiziano di Lecce.
Adriana Poli Bortone non esclude del tutto l’ipotesi di accettare l’invito di candidarsi sotto le insegne di Forza Italia. Per ora i no prevalgono ma le trattative sono aperte. Giorgia Meloni, presidente di Fdi, per ora declina l’offerta senza però sbattere la porta. “Per noi quella di Adriana Poli Bortone è ovviamente una proposta da considerare se si vuole mettere Adriana Poli Bortone nelle condizioni di giocarsi una partita e vincere e non è una proposta da considerare se Adriana Poli Bortone fosse lo strumento con il quale Silvio Berlusconi pensa di combattere la sua battaglia contro Raffaele Fitto”, dice ai microfoni del Gr Rai.
“A oggi non abbiamo motivi per ritirare il sostegno” a Schittulli, spiega la Meloni, “poi se tutto insieme il centrodestra dovesse valutare un’altra candidatura che può ricompattare e Schittulli fosse disponibile a fare un passo indietro se ne parlerebbe ma ad oggi noi abbiamo sostenuto la candidatura di Schittulli e obiettivamente stiamo ancora sostenendo questa candidatura”.
E c’è anche chi fa ironia. Come Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra e vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, che su Twitter scrive: “In Puglia Farsa Italia. Grazie alla dignità dimostrata da @giorgiameloni e @adrianapolibort Berlusconi non gioca più con la destra italiana”.
(da “La Repubblica”)
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