Destra di Popolo.net

“FUORI LA MUSSOLINI”, BUFERA SUL PPE: SECONDO ALESSANDRA I POPOLARI NON LA VORREBBERO PER IL SUO COGNOME

Giugno 24th, 2014 Riccardo Fucile

AMMESSO SIA VERO, FAREBBERO MEGLIO A NON VOLERLA PER QUELLO CHE DICE… LEI CHIEDE AIUTO A RENZI: “INTERVENGA, A RISCHIO LA NOSTRA SOVRANITA'”

«Il Partito Popolare Europeo non gradisce la mia presenza nel suo gruppo per via del mio cognome. Non vuole il mio cognome nel Ppe».
Alessandra Mussolini non nasconde la sua amarezza. Il suo caso rischia di rendere ancora più tesi i rapporti tra Forza Italia e i vertici del Ppe, già  messi a dura prova dal presunto complotto ordito ai danni di Berlusconi nell’autunno del 2011.
Stando a quanto racconta la neoeletta europarlamentare azzurra, nei giorni scorsi emissari del Partito Popolare Europeo avrebbero avvicinato alcuni esponenti di primo piano di Forza Italia, tra cui il vicecommissario Ue Antonio Tajani, per esprimere la propria preoccupazione sull’eventuale iscrizione di Alessandra Mussolini nell’eurogruppo del Ppe. Tutta colpa di quel cognome «scomodo».
Onorevole Mussolini, ci racconta cos’è successo?
«Alcuni esponenti del Ppe hanno avvicinato Tajani e altri europarlamentari di Forza Italia per comunicare che non mi gradiscono nel Gruppo del Ppe. E, a tal proposito, hanno annunciato che domani (oggi, ndr), ci sarà  una contestazione a Strasburgo (oggi scade il limite per la formazione dei Gruppi per la nuova legislatura dell’Europarlamento, ndr)».
E perchè non la vogliono?
«Secondo lei?».
D’accordo, il problema è quel «Mussolini». Ma se ne sono accorti solo adesso?
«Infatti. Le liste le conoscevano da tempo, perchè non hanno manifestato il loro disagio prima? Forse perchè avevano bisogno dei nostri voti. Anzi, le dirò di più».
Prego.
«Io ho preso 82mila preferenze. Che, però, per loro evidentemente non valgono nulla. Ci sono 82mila persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda. E chi è che adesso non mi vuole nel Ppe? Gli esponenti tedeschi e finlandesi che non hanno preso neanche un voto, visto che nei loro Paesi sono previste le liste bloccate».
Si aspetta qualche gesto di solidarietà  da parte dei suoi colleghi di Forza Italia?
«Senta, io non mi aspetto solidarietà  da nessuno. E sa perchè? Il problema non è la mia persona. ma il voto degli italiani che non è rispettato dai tedeschi. E per questo che secondo me deve intervenire il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Perchè questa è una lesione della sovranità  popolare dell’Italia, non mia. Se vogliono addirittura scrivere le nostre liste elettorali, cosa potranno fare con le politiche economiche? E queste persone hanno il coraggio di definirsi democratiche?».

Car.Sol.
(da “il Tempo“)

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SCARICABARILE IMMUNITA’ SENATORI, ORA ANCHE FORZA ITALIA DICE NO: HANNO CAMBIATO TUTTI IDEA

Giugno 22nd, 2014 Riccardo Fucile

ROMANI: “NOI CONTRARI, CON LA BOSCHI NON NE ABBIAMO PARLATO, CHOEDETE A FINOCCHIARO E CALDEROLI”

Forza Italia cade dalle nuvole. Tutti la accusano, soprattutto da sinistra, di essere l’autrice della norma che prevede l’immunità  per gli inquilini del nuovo Senato ma il partito di Berlusconi garantisce di non avere la maternità  di questa iniziativa che sta spaccando il Pd e contro la quale da più parti si insorge gridando “volete come al solito difendere la casta”.
Il capogruppo dei senatori azzurri, Paolo Romani, annuncia invece, parlando con l’Huffington post: “Noi non c’entriamo. E io non ne ho mai parlato”.
Forza Italia dunque si sfila. “È una norma messa dai due relatori Roberto Calderoli (Lega Nord) e da Anna Finocchiaro (Pd) senza dire niente a nessuno”, dice lapidario. Dunque nel recente incontro con il ministro Boschi non ne avete parlato? “Assolutamente, no. Mai fatto cenno all’immunità  dei senatori”.
Anzi, “è un discorso che non ci appassiona. Noi abbiamo un’idea non positiva di questo Senato formato dai sindaci e dai rappresentanti regionali, se in più diamo loro l’immunità  parlamentare, proprio non ci siamo”, attacca il rappresentante di Forza Italia che con Boschi ha in mano il dossier riforme.
“La responsabilità  andatela a cercare altrove. Chiedete a Finocchiaro e Calderoli, sono loro ad aver deciso”.
“Abbiamo detto che potremmo accettare una mediazione sul Senato, ma ribadisco che non siamo d’accordo sul fatto che dei sindaci, che sono stati eletti per fare i sindaci e dunque hanno un potere amministrativo, abbiano anche l’immunità  parlamentare. Dunque – conclude Romani – se devono avere le stesse guarentigie dei deputati e degli attuali senatori, diciamo no”.

(da “Huffingtonpost”)

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IL PREVENTIVO

Giugno 21st, 2014 Riccardo Fucile

LA PROPOSTA PER I NUOVI LAVORI PREVISTI AL SENATO

“Spett.le ditta Renzi & C.,
a seguito dei contatti intercorsi con il nostro amm.re unico dottor Berlusconi siamo lieti di sottoporVi la nostra migliore offerta per le opere da eseguire negli stabili di Palazzo Madama e Montecitorio.
A) Lavori di ristrutturazione della seconda Camera, con demolizione dei poteri superflui.
Prezzo: n. 1 legge per depenalizzazione prostituzione minorile.
B) Progettazione e posa in opera di legge elettorale nuova, comprensiva di liste bloccate a norma.
Prezzo: n. 3 grazie presidenziali in bianco.
C) Fornitura di 127 grandi elettori pronti all’uso per Palazzo Quirinale (nome da concordare).
Prezzo: n. 1 colpo di spugna per interdizioni dai pubblici uffici.
Nel sopraccitato preventivo sono compresi materiali e manodopera.
Pagamento entro 30 gg. da pubblicazione su Gazzetta Ufficiale.

Distinti saluti,
e “Forza Italia”

Sebastiano Messina

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FORZA ITALIA, ORA SI CHIUDONO LE SEDI: “SAREMO COSTRETTI A RIUNIRCI AL BAR”

Giugno 20th, 2014 Riccardo Fucile

STA SUCCEDENDO UN PO’ DOVUNQUE: PER RISPARMIARE SI RICORRE A LOCALI PIU’ PICCOLI O A CHIUDERE LE SEZIONI… ANCHE NEL REGNO DELLA BIANCOFIORE

Anche Forza Italia inizia a risentire della crisi, e per far quadrare i conti ha deciso di risparmiare sulle spese d’affitto delle sedi.
Se il partito nazionale ha dovuto lasciare la sede di via dell’Umiltà , a livello locale in certi casi le cose vanno anche peggio.
Come in Trentino Alto Adige, dove per far quadrare i conti gli attivisti sono costretti a rinunciare del tutto ad avere una sede.
Dopo quella di Trento, adesso la stessa sorte tocca anche alla sede di Bolzano, roccaforte della pasionaria berlusconiana Micaela Biancofiore.
Ormai, degli eletti locali, «soltanto lei e il consigliere regionale Giacomo Bezzi versano al partito parte dell’indennità », spiega il coordinatore regionale Enrico Lillo. «Avevamo già  ridotto i costi, ma adesso non possiamo più permetterci neanche l’affitto dell’appartamento in cui stiamo. Il rischio è che finiremo per vederci nei bar».

(da “il Fatto Quotidiano”)

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FORZA ITALIA BOICOTTA FITTO: ANCHE A MILANO UN’INIZIATIVA PER OSCURARLO

Giugno 18th, 2014 Riccardo Fucile

“MISTER PREFERENZE” COSTRETTO A RINVIARE L’APPUNTAMENTO, COME ERA GIA’ SUCCESSO A NAPOLI: FORZA ITALIA AVEVA CONVOCATO UNA MANIFESTAZIONE ALLA STESSA ORA

Per “senso di responsabilità ” e per “risparmiare ai nostri elettori uno spettacolo che non meritano”, Raffaele Fitto sul suo blog annuncia il rinvio dell’appuntamento a Milano dopo che Forza Italia, sulla falsariga di quanto era già  successo a Napoli, ha convocato una manifestazione nella stessa giornata e nello stesso orario di quella organizzata dall’europarlamentare azzurro.
“Era successo a Napoli, e la cosa si ripete a Milano. Per la seconda volta, dopo la notizia di una mia iniziativa pubblica, giunge puntuale (stessa città , stesso giorno, stessa ora!) la convocazione di un altro appuntamento pubblico organizzato da altri colleghi di partito”, premette Fitto sul suo blog.
“Non intendo dare, in questo difficile momento, occasione per rappresentare il nostro partito diviso e rissoso. Ancora una volta, con pazienza e senso di responsabilità , decido di rinviare il mio appuntamento, per risparmiare ai nostri elettori uno spettacolo che non meritano. Per parte mia, continuerò a lavorare per il futuro di Forza Italia e del centrodestra, per programmi rinnovati, per l’emersione in tutta Italia di personalità  dotate di idee, merito e consenso, e per un partito che sappia farsi forte dei suoi uomini e delle sue donne migliori”, conclude.

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DIALOGO CINQUESTELLE-PD: FORZA ITALIA NEL PANICO

Giugno 15th, 2014 Riccardo Fucile

“SE GRILLO DIVENTA UN ALTRO ‘FORNO’ DI RENZI RISCHIAMO DI BRUCIARCI”… NCD E SCELTA CIVICA: ” I CINQUESTELLE CI PORTANO NELLA PALUDE”

Il Movimento Cinque Stelle tende la mano al Pd sulla legge elettorale: “Batta un colpo”.
I democratici il colpo lo battono con il vicesegretario Lorenzo Guerini.
E così bastano un post e una risposta mezzo agenzia di stampa per gettare nel panico sia i mini-alleati di governo sia i cofirmatari del Nazareno.
“Renzi sia coerente” intima Altero Matteoli. “Grillo è solo l’ultimo forno di Renzi” esorcizza Osvaldo Napoli. Fin qui Forza Italia.
Poi ci sono Scelta Civica e Nuovo Centrodestra, usciti nanetti dalle Europee.
“Grillo ci porta nella palude” avverte Gianfranco Librandi. “Anche Ncd vuole dire la sua” aggiunge Fabrizio Cicchitto.
Il risultato è che ora il presidente del Consiglio Matteo Renzi, costretto solo pochi giorni fa a rimuovere di peso alcuni senatori dalla commissione Affari costituzionali, rischia di non avere abbastanza orecchie per ascoltare tutti.
I primi a rivendicare un ruolo sono quelli di Forza Italia, il cui è atteggiamento è ambiguo sulla riforma del Senato (e si attende un possibile nuovo incontro tra Renzi e Berlusconi), ma non sull’Italicum, frutto di un patto messo giù quasi al dettaglio.
L’intervento inaspettato di Grillo e Casaleggio rischia di rimettere in forse quella piattaforma che sembrava accontentare tutti tranne un po’ di sinistra Pd e il Nuovo Centrodestra (che vogliono le preferenze, invise all’ex Cavaliere).
E difatti la dichiarazione di Matteoli è nel merito: “Grillo apre a Renzi e al Pd ma propone come condizione di dibattito una legge elettorale proporzionale. Ossia un modello che non garantisce nè un vincitore certo nè il bipolarismo. Probabilmente è utile solo a lasciare il Paese nel marasma. Tanto basterebbe perchè Renzi, finora convinto bipolarista e assertore della necessità  che dalle urne esca un vincitore, non perdesse altro tempo sulla legge elettorale. Sta a lui esprimersi e dimostrare di essere coerente. Auspico che Forza Italia prenda posizione netta e contraria a una simile ipotesi che ricaccerebbe il Paese indietro di venti anni”.
Quello che non viene detto è che il “bipolarismo” è un’ansia soprattutto del centrodestra che è spezzettato in 4-5 partiti il più grande dei quali — Forza Italia — non è arrivato neanche al 17% e che solo tutto unito potrebbe sperare — con le cifre di due settimane fa — di imbastire una qualche resistenza al tornado renziano.
Il consigliere politico di Berlusconi Giovanni Toti sceglie di parlare d’altro: “Renzi incontri pure chi vuole in streaming o meno, ma dedichi la sua attenzione soprattutto ai problemi dell’Italia: le tasse e il lavoro. Ben venga il dialogo sulle riforme e sul fatto che le regole del gioco siano condivise. Forza Italia ne è convinta e per prima ha accettato di partecipare al confronto per cambiare le istituzioni”. L’europarlamentare aggiunge che “più le riforme sono condivise e meglio sarà . Ma mentre i partiti si accordano su riforme per cui occorrerà  tempo, bisognerebbe fare qualcosa per ridurre le tasse e far ripartire l’economia. Altrimenti l’Italia sarà  sì un Paese con istituzioni rinnovate, ma che governano su un deserto industriale e su una nazione popolata solo da disoccupati”
In una situazione del genere Osvaldo Napoli auspica un fronte comune di tutto il centrodestra, dalla Lega a Fratelli d’Italia: “In uno scenario diventato all’improvviso tanto mutevole — aggiunge Napoli — il rischio è che le riforme finiscano bruciate se entrano nel forno sbagliato. Un risultato fin qui utile per Renzi, ma decisamente dannoso per l’Italia, è la raffica di trattative avviate con i singoli interlocutori del centrodestra senza che questo schieramento abbia potuto mettere a punto una posizione comune su Titolo V, riforma del Senato e della legge elettorale”.
E diventa una gara alla carta più alta, un’asta da Christie’s: “Ferma restando la positività  di tutti i percorsi alternativi (referendum, ddl di iniziativa popolare, ecc) — alza la posta Raffaele Fitto — La strada maestra è quella di emendare al più presto in Parlamento, di comune accordo, l’intesa Forza Italia-Pd, convincendo il Pd e la maggioranza ad accettare la nostra integrazione presidenzialista”.
Scelta Civica, che esprime un ministro e ha una pattuglia non indifferente di parlamentari ma è praticamente sparita nelle urne, mette invece Renzi in allerta.
“E’ giusto e positivo che il confronto sulla riforma della legge elettorale coinvolga tutte le forze presenti in parlamento — spiega Gianfranco Librandi — Per questo ben venga l’apertura del Movimento Cinque Stelle. A Renzi però dico di stare attento, perchè è molto probabile che si tratti di un tentativo di Grillo, ormai allo sbando dopo aver portato il M5s sulle posizioni della destra xenofoba, per rallentare il percorso delle riforme, e in particolare di quella piຠimportante, la legge elettorale. Nella palude, infatti, Grillo ci sguazza mentre con un governo che fa le cose il M5s perde ogni ragione di esistere”.
Il vicepresidente vicario e reggente del fu partito montiano, Renato Balduzzi, aggiunge: “E’ molto importante che sulle regole istituzionali ed elettorali il confronto sia a tutto campo. E siccome il Movimento 5 Stelle ha un consenso parlamentare significativo, estendere il dialogo anche a loro non può che essere un fatto positivo. E’ molto importante però che all’interno della maggioranza ci sia un grado più forte di condivisione sulle riforme, perchè andare oltre il perimetro delle forze che sostengono il governo non può e non deve significare che venga sacrificata la dinamica interna alla maggioranza attraverso rapporti preferenziali con questa o quella parte dell’opposizione”.
La sintesi forse la dà  proprio Cicchitto, ma assomiglia più a un avvertimento: “E’ evidente che al Senato è di nuovo in discussione tutto: dalla riforma del medesimo avanzata da Renzi, al problema del titolo V e alla legge elettorale. Ognuno, non solo il Pd, ma anche la Lega e Forza Italia hanno qualcosa da dire. E molto da dire ha anche il Ncd, sia per quanto riguarda la riforma del Senato sia per la legge elettorale che cosi come è uscita dalla Camera va cambiata da varie parti: dalle preferenze alle quote”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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BERLUSCONI EVITA LA RESA DEI CONTI: IL SILENZIO PER ISOLARE I RIBELLI

Giugno 11th, 2014 Riccardo Fucile

CONTINUA LA GUERRA FREDDA CON FITTO MENTRE BERLUSCONI STA PENSANDO A UN GOVERNO DI LARGHE INTESE CON RENZI

«Preparatelo pure con calma, l’aereo. Tanto. Tanto dobbiamo essere a Roma nel tardo pomeriggio. All’ufficio di presidenza non ci vado».
Come sminare la prima delle insidie disseminate nel percorso post-elettorale di Forza Italia con la semplice correzione di un «piano di volo».
Così ieri, di buon mattino, Silvio Berlusconi ha deciso di disertare la doppia riunione degli uffici di presidenza del Pdl e di Forza Italia che rischiavano di trasformarsi nel primo, vero, confronto con l’ala che fa capo a Raffaele Fitto.
«Non gli darò nè questa nè altre soddisfazioni», ha ripetuto l’ex Cavaliere ai fedelissimi.
Perchè, è la sua subordinata, «se evitiamo di polemizzare con loro, gli togliamo la visibilità  immeritata che stanno avendo in questi giorni».
Più che giocato su campo di battaglia, il confronto tra le due anime di Forza Italia si sta trasformando in una guerra fredda.
«Andrò fino in fondo», ripete il neo-europarlamentare pugliese intervenendo alla trasmissione Agorà .
Esclude tanto la «scissione» quanto «qualsiasi tipo di spaccatura», Fitto. Ma, aggiunge, «chiedo e sono convinto che sia Berlusconi a dover aprire la seconda fase del partito».
L’ordine di scuderia che arriva da Arcore è «non replicare».
C’è giusto una dichiarazione ribadita da Giovanni Toti, che sottolinea che «in Forza Italia non ci sono nè fittiani nè totiani ma solo berlusconiani».
Il resto, e cioè il summit sui rendiconti, fila via come una formalità .
Venti minuti in tutto. Denis Verdini legge le cifre (il disavanzo sarebbe salito da 67 a 83 milioni), Ignazio Abrignani stende il verbale, la plenipotenziaria Maria Rosaria Rossi firma e Fitto passa giusto per qualche minuto, saluta e se ne va.
La strategia del silenzio ha una sua giustificazione.
Perchè, che abbiano ragione o torto, Berlusconi e quelli della sua cerchia ristretta sono convinti che «se non diamo spago alla corrente di Fitto, quelli alla fine si spaccheranno». Non solo.
Ad Arcore sono convinti che «alla manifestazione di Napoli, convocata per venerdì (sempre più probabile la presenza di Francesca Pascale, con Berlusconi collegato al telefono, ndr), alla fine si farà  vedere anche Raffaele».
Lui, Fitto, giura che non sarà  così. Che l’annullamento della sua kermesse basta e avanza come segnale di distensione.
E che «alla manifestazione organizzata da Toti non andrò». Eppure, che si tratti di un gioco delle parti o di una prima crepa all’interno della fronda, sulla partecipazione all’evento di venerdì 13 Mara Carfagna ha un approccio tutto suo.
«A parte che questa storia della corrente la stanno enfatizzando un po’ troppo, almeno per quello che mi riguarda», è la premessa dell’ex ministro delle Pari Opportunità . Poi, sulla manifestazione, Carfagna sfodera un pensiero diverso da quello di Fitto. «Ho un viaggio all’estero programmato da molto tempo», scandisce. «Però sto facendo di tutto per provare a rinviarlo. E per essere presente alla manifestazione di Napoli…».
Ma non c’è soltanto il venerdì 13 nell’orizzonte di Berlusconi.
L’ex Cavaliere, in vista dell’incontro con Renzi, vuole presentarsi con un partito a ranghi compatti. «Possiamo trovare un accordo complessivo sulle riforme», ha spiegato ai suoi.
E, guarda caso, poche ore dopo quelle stesse parole sono state dette in pubblico dal ministro Maria Elena Boschi.
Segno che, sull’altro piatto della bilancia, c’è l’addio all’Italicum.
A cui il Mattinale, house organ del gruppo forzista alla Camera, aggiunge una suggestione.
Che viene chiamata «governo di salute pubblica». Ma che altro non sarebbe che l’ipotesi – per il momento astratta — di un nuovo round di «larghe intese».
Un sogno che l’ex Cavaliere sarebbe tentato di accarezzare.
Sempre di più.

Tommaso Labate

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A OTTOBRE SUL PALCOSCENICO LA LEOPOLDA DEGLI “AZZURRI”

Giugno 10th, 2014 Riccardo Fucile

SI TERRA’ A MILANO AL MOTTO “SVEGLIAILCENTRODESTRA”… UN MIGLIAIO LE ADESIONI ALL’APPELLO SUL WEB

La Leopolda del centrodestra si farà , anche se per ovvi motivi non si chiamerà  così.
Il nome –   provvisorio – è #svegliailcdx (sveglia il centrodestra), come l’hashtag che negli ultimi giorni sta spopolando su Twitter, grazie all’impegno di alcuni giovani che stanno provando a dare la scossa a un mondo, quello dei cosiddetti «moderati italiani», uscito con le ossa rotte dalle elezioni.
Tutto è nato con l’appello del direttore de La Cosa Blu, Lorenzo Castellani, lanciato su formiche.net .
Una «chiamata alle armi» che si è trasformata in un manifesto programmatico, pubblicato sul sito www.contrattoperilcentrodestra.it , che in una decina di giorni ha raccolto un migliaio di firme di sostegno.
Oltre a quelle di militanti e imprenditori, sono arrivate diverse adesioni anche dal mondo della politica.
Ad esempio quelle di Alessandro Colucci (coordinatore regionale lombardo di Ncd), Galeazzo Bignami (consigliere regionale emiliano di Forza Italia), Marco Tizzoni (consigliere regionale lombardo della Lega Nord) e tanti altri.
Una serie di endorsement trasversali che confermano come la manifestazione «non sarà  di partito, ma di area», spiega Valerio Lamorte di Assodestra.
«La convention dovrebbe tenersi la prima settimana di ottobre a Milano – spiega ancora Lamorte – perchè è da lì, con la sconfitta della Moratti alle comunali, che è cominciato “ufficialmente” il declino del centrodestra».
Lo schema sarà  in tutto e per tutto simile a quello della Leopolda renziana.
I vari «relatori» avranno al massimo cinque minuti a disposizione e a salire sul palco saranno esponenti dell’imprenditoria e dell’economia internazionale.
Adesioni «pesanti» sarebbero già  arrivate ma, al momento, gli organizzatori hanno preferito non ufficializzarle.
Giù dal palco, invece, i parlamentari. «Se vorranno – insiste Lamorte – potranno venire ad assistere ai nostri lavori».
Probabile, inoltre, la presenza di alcuni rappresentanti delle organizzazioni giovanili dei repubblicani americani e dei conservatori inglesi, così siamo a posto.
Ma di cosa si parlerà  nella Leopolda «azzurra»?
Una traccia la offre il manifesto pubblicato on line. «Il centrodestra – si legge – deve tornare a far ragionare in una logica aperta e unitaria tutti i partiti, i gruppi, le associazioni, i magazine, le persone che si riconoscono nell’area alternativa alla sinistra».
Partendo dalle riforme istituzionali in chiave presidenzialista, dall’impegno per un fisco equo, dalla lotta alla burocrazia e dal rinnovamento della classe dirigente con primarie a tutti i livelli. Leadership compresa.
Un po’ poco forse, ma in fondo basta accontentarsi .

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“SCONFITTI PER LE TROPPE LITI”: BERLUSCONI ACCUSA FITTO

Giugno 10th, 2014 Riccardo Fucile

CARFAGNA: “RISCHIAMO L’OBLIO”… CONTESTATO L’ASSE DI FERRO CON LA LEGA

Silvio Berlusconi non ci gira intorno, la chiama «sconfitta», anche se non disfatta.
Ma lo fa coi suoi, stavolta nemmeno un comunicato per commentare il bottino del resto magro, che porta al partito in senso stretto il solo grosso comune di Perugia.
«Lo sapevo, tutta colpa delle liti di queste settimane, i nostri elettori non ne possono più, ci vuole una rivoluzione, altro che primarie», è stato il primo commento a caldo.
Sta di fatto che Forza Italia torna in ebollizione come un vulcano pronto a esplodere, la tregua di dieci giorni è già  finita.
Fitto e Carfagna alzano la voce, invocano un chiarimento e una ripartenza. Che però non ci sarà . Non oggi.
Il leader vuole anestetizzare tutto, almeno per qualche giorno, evitare proprio la temuta esplosione, che la situazione gli sfugga di mano.
Tant’è che l’ufficio di presidenza convocato per oggi alle 14 resta confermato, ma da Arcore fanno sapere che il «presidente non ci sarà », resterà  a Milano come ieri, alle prese con la trattativa Mediaset-Al Jazeera e col Milan.
L’appuntamento, dunque, ruoterà  giusto attorno all’approvazione del bilancio (prima quello del Pdl poi di Fi).
L’attesa resa dei conti? Se ne dovrebbe parlare la prossima settimana, tra martedì e mercoledì, fanno sapere col condizionale dalla sede di San Lorenzo in Lucina.
I più schietti tra i dirigenti vicini al capo lo descrivono «infuriato» per come sono andate le cose.
Padova conquistata ma ad appannaggio della Lega, Potenza ai Fratelli d’Italia, il pallottoliere finale inequivocabile, con quel 20 a 8 per il centrosinistra.
«Deluso» lo è l’ex Cavaliere tanto per cominciare per la figuraccia rimediata dal rampante Alessandro Cattaneo a Pavia, dopo che su di lui e Giovanni Toti aveva investito per «reclutare mille volti nuovi» in giro per l’Italia.
Anche se in serata circolava la voce, forse più una provocazione, che vorrebbe Berlusconi in procinto di nominare l’aspirante “anti-Renzi” quale vice-consigliere politico, al fianco di Toti. Sarebbe come mettere le dita negli occhi a Fitto e agli altri che attendono ben altre risposte.
«A quel punto sì che salterebbe tutto per aria» si sfoga una parlamentare frondista. Quel che è certo, è che il leader forzista addebita la sconfitta proprio a Fitto, alla Carfagna e al loro gruppo.
«Colpa anche loro, hanno dato l’immagine di un partito in guerra al proprio interno, mentre i nostri candidati erano ancora in corsa per i ballottaggi, la gente non ne può più di liti» è il commento adirato del capo.
Disposto per ciò ancor meno ad aprire confronti e dibattiti interni. La voglia è piuttosto di «radere tutto» al suolo, per ricominciare
Per lui l’accordo con la Lega regge, nonostante la batosta soprattutto nelle roccaforti del Piemonte e della Lombardia.
Gli altri al contrario sono pronti a chiedere conto proprio dell’abbraccio con Salvini (alleato della Le Pen) prima del secondo turno, con tanto di firma dei referendum.
I deputati meridionali in rotta vogliono aprire il capitolo in ufficio di presidenza.
Non solo meridionali, se anche Laura Ravetto ammette: «Non siamo andati bene, soprattutto al Nord, occorre rinnovamento, ma partendo dalla base».
La lettura del braccio destro del leader, Giovanni Toti chiama in causa le inchieste, «è innegabile che abbiano avuto un loro peso, ma resta la necessità  di ripartire, Fi da sola non ce la può fare e c’è bisogno di nuove alleanze».
La questione morale insomma entra nel dibattito berlusconiano ed è la prima volta. §Anche la Santanchè ne parla: «I partiti che sono rimasti lontani dalla vicenda Mose sono stati avvantaggiati».
Fitto, incassata la vittoria a Potenza e Foggia, annulla la manifestazione già  convocata per sabato a Napoli per evitare la sovrapposizione con quella organizzata (dopo) dal coordinatore locale De Siano con Toti.
«Farò prevalere il senso di responsabilità , gli elettori ci chiedono unità » scrive lamentando anche il mancato invito.
I nemici dicono che starebbe già  lavorando a “Forza Sud”. Lui nega. Con lui, anche Mara Carfagna invoca unità : «Rischiamo l’oblio, bisogna cambiare ora, per onorare la nostra storia ».
La resa dei conti è solo rinviata.

Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica”)

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