Ottobre 30th, 2019 Riccardo Fucile
“STIAMO TRADENDO I NOSTRI VALORI, SIAMO A RIMORCHIO DEI SOVRANISTI”
“La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo.
Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle. Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centrodestra andiamo a rimorchio senza rivendicare la nostra identita’. Se l’unita’ della coalizione in politica e’ un valore aggiunto, essa non puo’ compromettere i valori veri, quelli che fanno parte della nostra storia”. Lo scrive in una nota Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, dopo il voto al Senato sulla cosiddetta mozione Segre.
(da agenzie)
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Ottobre 26th, 2019 Riccardo Fucile
“LA BUONA POLITICA DEVE SAPER DARE DELLE RISPOSTE ALLE EMERGENZE, QUESTA E’ LA DIFFERENZA TRA POPOLARI E POPULISTI”… “IO FACCIO LA MIA BATTAGLIA IN FORZA ITALIA DA TANTO TEMPO, ANCHE TROPPO TEMPO”
Tanti la danno in partenza con Renzi ma lei nega e, al contrario, resta fermamente convinta di restare
nel centro-destra.
Anche se, va detto, bisogna impegnarsi davvero per trovare le differenze di linea politica tra Renzi e Forza Italia in tema di economia, diritto del lavoro e politica internazionale
E comunque tra Renzi da una parte e Salvini/Meloni dall’altra l’assalto a ciò che resta del partito di Berlusconi è iniziato.
“Se continuiamo a rinunciare alle nostre battaglie facciamo una brutta copia della Lega, agevoliamo il compito di chi, come Renzi, vuole diventare riferimento per il nostro elettorato”.
Così la vice presidente della Camera e deputata di Fi Mara Carfagna intervenendo al convegno di Fondazione Iniziativa Europa
“Non condivido i toni e gli approcci dei populisti – ha aggiunto – sanno raccontare i problemi ma non sanno risolverli. La buona politica deve saper dare risposte alle emergenze di oggi: questa è la differenza tra populisti e popolari. Qui si gioca la sfida dei prossimi anni”
“La leadership di Salvini è il frutto di una rassegnazione di Forza Italia – ha detto ancora – non sono stata in piazza San Giovanni per difendere le ragioni della discesa in campo di Silvio Berlusconi, quelle delle difesa della libertà , dell’europeismo, del garantismo, del popolarismo europeo. Io faccio la mia battaglia in Forza Italia da tanto tempo, anche troppo tempo”, ha concluso.
(da agenzie)
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Ottobre 17th, 2019 Riccardo Fucile
“FORZA ITALIA E’ PER UNA COALIZIONE LIBERALE, EUROPEA E PLURALE, NON PER UNA DESTRA SOVRANISTA ED ESTREMISTA”
“Il 19 non sarò in piazza con Salvini. Sono sempre stato uno dei più determinati fautori del centrodestra unito e di governo. Credo però che quel tipo di coalizione non possa che essere plurale, liberale, europeo. Quella rappresentata da Salvini è invece una destra sovranista, populista e non di governo. Quindi la piazza del 19 è legittima ma non è la nostra, è una piazza egemonizzata solo dalla Lega”.
Lo ha ribadito l’ex ministro Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia,
“Sarà certamente molto frequentata ma – ha sottolineato Brunetta- estremamente minoritaria nel paese. Mentre il centrodestra unito e plurale è maggioritario”.
Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un’intervista a ‘Il Dubbio’. “Quando Berlusconi aveva i voti di Salvini e anche di più, aveva la cultura del pluralismo e della pari dignità degli alleati, basti pensare ai lunedì con Bossi. Il centrodestra egemonizzato dalla destra sovranista non può essere maggioritario. Auspico che Salvini rifletta su tutto, anche sulla politica estera. Il pieno dei voti l’ha già fatto, adesso non basta più. Servono i fatti adesso: costruire politiche economiche, fiscali e valoriali comuni a tutto il centrodestra
E se ne fa interprete Mara Carfagna, da più parti considerata l’avversaria di Salvini nel partito di Berlusconi: “È giusto manifestare contro una manovra fatta di tasse e debito pubblico – dice – ma ritrovarsi in piazza fianco a fianco con esponenti di estrema destra, che hanno annunciato la propria presenza sabato a San Giovanni, non potrebbe che creare difficoltà in chi, come me, ha vissuto e condiviso la storia e i valori rappresentati negli ultimi 25 anni da Forza Italia”.
Quindi conclude: “Per questo condivido le perplessità già esposte da autorevoli colleghi e l’invito rivolto al mio partito a riflettere sulla partecipazione a una manifestazione che sta assumendo una connotazione ben distante dalle nostre radici liberali, moderate, riformiste”.
Stesse posizioni espresse dal senatore Lucio Malan e dal deputato Osvaldo Napoli. L’ennesima prova delle divisioni all’interno del partito di Berlusconi.
(da agenzie)
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Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile
“SENZA PARI DIGNITA’ NON C’E’ CENTRODESTRA, LA LEGA RISPETTI GLI ACCORDI, LA SCELTA DEL GOVERNATORE SPETTA A NOI”
Più o meno uniti a Roma, divisi sui territori. Mentre Berlusconi invita attivisti, simpatizzanti ed elettori a
partecipare alla manifestazione contro il governo giallo-rosso convocata da Lega e Fratelli d’Italia per il prossimo 19 ottobre a Roma (ma Salvini precisa che il Cavaliere non ci sarà ) il centrodestra si sgretola in Calabria.
Motivo del contendere, l’ufficializzazione della candidatura alla presidenza della Regione Calabria dell’attuale sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, di cui il Carroccio non vuole neanche sentir parlare.
Anche grazie ai buoni uffici del fratello, il deputato di Forza Italia Roberto Occhiuto, il primo cittadino di Cosenza ha vinto, non senza dover sgomitare, il derby tutto interno al partito calabrese.
Convinto di aver ormai vinto la battaglia, il neoproclamato candidato governatore si è detto subito “soddisfatto e grato. La diatriba sulla mia candidatura non mi ha spaventato, fa parte della normale discussione politica”.
Ma Occhiuto non ha avuto neanche il tempo di gongolare, perchè subito è arrivata la doccia fredda.
L’imprimatur ricevuto dal coordinamento di presidenza di Forza Italia non è bastato a vincere le diffidenze del resto degli alleati. A pochi minuti dall’annuncio della sua candidatura, il Carroccio si è sfilato dalla coalizione.
“La Lega – hanno fatto sapere fonti interne al partito – ha già dichiarato che non sosterrà Mario Occhiuto. Ci sono tante donne e uomini calabresi, senza problemi con la giustizia, che possono rappresentare meglio il futuro di questa splendida terra dopo i disastri del Pd. La Calabria deve guardare al futuro, non al passato”.
Per Occhiuto i problemi sono giudiziari e si traducono nelle diverse inchieste che da Roma alla Calabria lo vedono indagato per associazione a delinquere transnazionale per presunte creste sui rimborsi del Comune e per l’accusa bancarotta fraudolenta della sua Ofin.
Troppi e troppo seri per il Carroccio, che pur di non mettere voti e faccia su Occhiuto ha mandato all’aria lo schema di ripartizione messo appunto all’interno del centrodestra per le regionali, secondo cui tocca a Forza Italia proporre il candidato governatore per la Calabria.
Uno sgarbo che agli azzurri non va giù. “Nel giorno in cui Forza Italia conferma l’adesione con una delegazione alla manifestazione di Matteo Salvini a Roma suscita gravi interrogativi il rifiuto della Lega di sostenere la campagna di Mario Occhiuto per la guida della Calabria, dove gli accordi prevedono che sia FI a indicare il candidato governatore”, risponde piccata Mara Carfagna. “Noi annunciamo la partecipazione a un evento che, senza la presenza di Silvio Berlusconi sul palco, rischia di rivelarsi l’atto di sottomissione a una nuova leadership del centrodestra, e loro rompono le intese sui territori? Se questo è ciò che la Lega intende per ‘alleanza’ è un dovere esprimere perplessità . Vorrei invitare anche chi sta dichiarando entusiasmo sull’evento di Piazza San Giovanni a moderare il fervore: senza pari dignità non c’è centrodestra, piazza o non piazza”.
(da agenzie)
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Ottobre 6th, 2019 Riccardo Fucile
DOPO L’AUTOSOSPENSIONE DA FORZA ITALIA IN QUANTO NON CONDIVIDE LA LINEA PRONA A SALVINI
Neanche 24 ore dopo l’annuncio di essersi autosospesa da Forza Italia, venerdì 4 ottobre la deputata Renata Polverini è andata a sentire in prima fila l’intervento di Matteo Renzi alla convention “Festival delle città ”.
Organizzata dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci, vedeva anche la partecipazione, in qualità di ex sindaco di Pavia, del parlamentare forzista Alessandro Cattaneo che ha provato a spegnere le polemiche: “L’ho invitata io, così la levo dall’imbarazzo”, ha detto.
Non è bastato però a frenare le ricostruzioni, tanto che la stessa Polverini, intercettata a margine, ha ribadito il disaccordo con la linea più sovranista della coalizione e si è detta interessata a quello che gli scissionisti dem di Italia viva hanno da dire: “Le mie posizioni sono sempre quelle, non sono io che mi avvicino a Italia Viva ma è Forza Italia che si distanzia sempre di più da quelle che erano le sue posizioni”, ha dichiarato.
“Le parole d’ordine che Renzi ha messo in campo con il suo movimento arrivano dritte a quello che è l’elettorato di Forza Italia più moderate. Non possiamo sottovalutarlo nè respingere gli elettori che non si ritrovano nelle posizioni sovraniste e populiste, spero di poterli mantenere in Forza Italia”.
Proprio nelle ore in cui si consumava lo strappo di Italia viva con il Partito democratico, erano state tante le voci che davano esponenti di peso di Forza Italia diretti verso il nuovo progetto di Matteo Renzi.
L’unica ad aver fatto il salto, fino a questo momento, è la senatrice, ormai ex Fi, Donatella Conzatti. Polverini ha annunciato la sua autosospensione il 3 ottobre scorso e lo ha fatto denunciando il comportamento del suo stesso partito in commissione Affari costituzionali.
La responsabile forzista del Dipartimento politiche del lavoro e sindacali ha dichiarato di aver “subito un grave atto di ostruzionismo da parte del capogruppo di Fi Francesco Sisto che non ha consentito, con una banale scusa che nasconde una evidente ostilità verso l’iniziativa, l’abbinamento d’ufficio, come sempre accaduto, della mia proposta di legge sullo Ius-culturae a quella della onorevole Boldrini sullo Ius-soli”.
Quindi la nota concludeva: “È la prima volta che accade una cosa simile. A questo punto ritengo di dovermi autosospendere dal gruppo di Fi anche per avviare una serena riflessione sulla possibilità di continuare le battaglie che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica e professionale in un partito che sembra aver smarrito lo spirito liberale e riformista delle origini”.
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2019 Riccardo Fucile
SE BERLUSCONI CONTINUA NELLA SUA LINEA FILO-SOVRANISTA ALLA FINE RESTERA’ SOLO CON QUALCHE MAGGIORDOMO IN LIVREA
Renata Polverini, ex sindacalista dell’UGL e presidente della Regione Lazio per il PdL, si è
autosospesa dal gruppo di Forza Italia ed è passata al misto. Il casus belli è stata una legge sullo ius culturae proposta dalla deputata.
“È la prima volta che accade una cosa simile”, ha detto la Polverini, ”A questo punto ritengo di dovermi autosospendere dal gruppo di Fi anche per avviare una serena riflessione sulla possibilità di continuare le battaglie che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica e professionale in un partito che sembra aver smarrito lo spirito liberale e riformista delle origini”. Ma alcuni raccontano che l’insofferenza di Polverini venga da lontano e quello di ieri sarebbe stata la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Molto attiva durante la crisi del governo gialloverde per favorire la costituzione di un governo istituzionale con tutti i partiti dentro al fine di evitare le urne, Polverini è stata indicata come una dei capofila dell’ala ‘responsabile’ forzista, perchè sin dal primo momento contraria a un partito subalterno alla Lega salviniana.
Polverini, che ha partecipato alla cena degli anti-sovranisti organizzata da Mara Carfagna, non ha mai nascosto la sua netta contrarietà alla linea filosalviniana sposata da una parte della classe dirigente di Fi.
Da qui le voci, diffuse dopo la scissione di Matteo Renzi dal Pd e tornate a circolare con forza in queste ore, di un possibile approdo finale dell’ex governatore a ‘Italia Viva’.
Avvicinata alla Camera, subito dopo la notizia dell’autosospensione, seduta sui uno dei divanetti di Montecitorio, Polverini ‘dribbla’ più volte la domanda su un suo addio a Fi per passare con i renziani.
Raggiunta al telefono in serata, l’esponente azzurra ”smentisce” un ‘trasloco’ a Iv e si limita a ribadire che ”si è autosospesa dal gruppo”.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
RIPRENDE L’ITER PARLAMENTARE: “BISOGNA RISPONDERE ALLE MOLTE ASPETTATIVE DEI GIOVANI CHE CHIEDONO DI DIVENTARE ITALIANI”… POLVERINI: “GRAVE ATTO DI OSTRUZIONISMO NEI MIEI CONFRONTI, IL PARTITO HA PERSO I SUOI VALORI LIBERALI, MOLTI LA PENSANO COME ME, FARO’ LE MIE VALUTAZIONI”
La Commissione Affari costituzionali della Camera ha ripreso formalmente l’esame del ddl sullo ius culturae, iniziato il 24 ottobre 2018 e subito sospeso.
Lo ha annunciato in Commissione il presidente Giuseppe Brescia, che ha anche assunto il ruolo di relatore, in sostituzione di Roberto Speranza, ora ministro. L’esame riprenderà con le audizioni di Anci e Unicef.
“La sola comunicazione della sostituzione del relatore, con la conseguente ripresa dei lavori” della Commissione del ddl sullo ius culturae, “ha suscitato nell’opinione pubblica un dibattito sociale, ancor prima che politico, molto forte. Un dibattito fatto anche di storie di speranza, come quelle che ho potuto leggere da diverse lettere che mi sono arrivate in questi giorni”. ha detto Brescia.
“Da queste lettere scritte da giovani che vivono in Italia – ha aggiunto – e chiedono di diventare italiani emergono un forte senso di appartenenza alla nostra comunità e una domanda di concretezza e di giustizia che chiama in causa la Commissione e questo Parlamento. Mi auguro che a queste legittime istanze sapremo dare con convinzione risposte di buonsenso” ha concluso.
“Lo ius culturae non era nel nostro programma di governo quindi è giusto che su un tema così delicato sentiamo gli iscritti sulla piattaforma Rousseau”, ha detto Vittoria Baldino (M5s)
Le proposte attualmente sul tappeto sono tre: quella a firma di Laura Boldrini, quella di Renata Polverini e quella del Pd Orfini.
La Polverini si è autosospesa da Forza Italia perchè non condivide la linea del gruppo.
“Questa mattina, in Commissione Affari Costituzionali, ho subito un grave atto di ostruzionismo da parte del capogruppo di Forza Italia Sisto che non ha consentito, con una banale scusa che nasconde una evidente ostilità verso l’iniziativa, l’abbinamento d’ufficio, come sempre accaduto, della mia proposta di legge sullo ius-culturae a quella dell’onorevole Boldrini sullo ius-soli. È la prima volta che accade una cosa simile ed è del tutto evidente che siamo di fronte al tentativo di affossare una legge che, invece, in questi giorni ha raccolto il consenso di altri autorevoli parlamentari del partito e non solo. A questo punto ritengo di dovermi autosospendere dal gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati anche per avviare una serena riflessione sulla possibilità di continuare le battaglie che hanno sempre caratterizzato la mia attività politica e professionale in un partito che sembra aver smarrito lo spirito liberale e riformista delle origini”.
(da agenzie)
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Settembre 22nd, 2019 Riccardo Fucile
E’ CHIARO CHE I NOTABILI DEL NORD VOGLIONO ESSERE RIELETTI E CONTINUANO A FARE I SERVI DI SALVINI… MA NEL CENTRO.SUD NE HANNO LE SCATOLE PIENE DI UN PARTITO CHE HA TRADITO I VALORI PER CUI E’ NATO… MARA PER LORO E’ L’ULTIMA SPERANZA
Mara Carfagna è sempre più ai ferri corti con il resto di Forza Italia.
E ieri è andata a parlare con Silvio Berlusconi del suo “disagio”, prefigurando un addio che sarebbe doloroso come quello di Toti.
Racconta oggi Carmelo Lopapa su Repubblica:
La vicepresidente della Camera non si è scomposta, non ha alzato la voce. Ma ieri pomeriggio ha preso un volo e al tramonto ha bussato al cancello di Villa San Martino, ad Arcore. Al suo fianco, il compagno Alessandro Ruben, ex deputato finiano. Quasi due ore a porte chiuse col padrone di casa, Silvio Berlusconi.
L’ex ministra ha vuotato il sacco, stando a quanto emerso in serata dai racconti rimbalzati fino a Roma.
Lamentando che si sente isolata, esclusa dalle alte sfere di Forza Italia, ora che è stata rimossa dal coordinamento nazionale (il tandem con Toti è stato sostituito da agosto con il poker che comprende le capigruppo Bernini e Gelmini, Tajani e Giacomoni).
Insomma, Carfagna si sente fuori dai giochi e ha intimato: «Silvio, se non sono più gradita basta dirlo».
La sensazione, ha confessato, è di pagare perchè «unica a dire le cose in faccia e ad andare contro la Lega».
Berlusconi è stato ad ascoltare a lungo e, come al solito, a smussare gli angoli. Assicura che per lei c’è sempre un posto in prima fila in Fi, che ha apprezzato l’iniziativa dell’altra sera (dopo aver chiamato decine di parlamentari per suggerire loro di non andare alla cena: invano).
Stretta di mano e bacio finale, tutto — in apparenza — torna come prima.
Ma non è detto.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 19th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA CENA DA LEI ORGANIZZATA INVECE CHE 30 PARLAMENTARI NE SONO ARRIVATI 55 E QUALCUNO AVVERTE: “LA PROSSIMA VOLTA CON MARA SAREMO IN 80”
Martedì sera, al ristorante «Gina» ai Parioli, la vicepresidente della Camera e ospite invitante si
aspettava di trovare una trentina di parlamentari azzurri. Ne sono arrivati oltre 55, tra i quali Renato Brunetta. Tutti smentiscono che si sia trattato di una riunione di corrente, dallo stesso Brunetta all’ex direttore del Quotidiano nazionale Andrea Cangini: «Solo un incontro per conoscerci meglio».
La realtà è opposta e proprio la frase di Brunetta al momento del commiato rende al meglio il senso della serata: «Oggi eravamo 50. La prossima volta saremo 80».
Una vera e propria corrente dunque, con un forte radicamento elettorale nel Sud e soprattutto in Campania, dove Mara Carfagna è popolarissima, e con un santo nel paradiso azzurro di primissima grandezza, Gianni Letta in persona.
Di fatto per la prima volta nella storia di Forza Italia è in campo un delfino, anzi una delfina, non scelta e cooptata dal capo ma autonominatasi tale. Ma con quale strategia, per fare cosa l’area di Mara serra i ranghi? Non per raggiungere Renzi.
Su questo la scelta è chiara. Tanto meno per virare la barra verso Matteo Salvini. L’obiettivo è conquistare Forza Italia, con l’approvazione dello stesso re-fondatore, per farne una formazione centrista antagonista rispetto agli umori leghisti, antisovranista, europeista, liberale e liberista in economia ma attenta ai diritti civili. Vincendo la battaglia contro Giovanni Toti, i «maratei» hanno imposto già questa linea a Forza Italia. Ora vogliono completare l’opera conquistando, e trasformando, il partito azzurro.
Proprio l’uscita allo scoperto di Mara Carfagna ha però messo in evidenza il primo e principale elemento di confusione: l’indecisione e le oscillazioni del sovrano. Silvio Berlusconi, probabilmente pressato anche dalle due capogruppo Gelmini e Bernini che ovviamente non gradiscono affatto la scalata di Carfagna, aveva telefonato a numerosi esponenti forzisti invitandoli a disertare la cena o comunque a mantenersi tiepidi. Carfagna lo ha chiamato per spiegare l’iniziativa ma anche per chiedere spiegazioni e il Cavaliere sarebbe apparso ancora una volta confuso e incerto. Tanto che ieri mattina, in una nuova telefonata tra i due, si sarebbe quasi scusato, avrebbe garantito il suo schieramento a favore del proporzionale, punto per la vicepresidente della Camera dirimente, e avrebbe persino avanzato l’ipotesi di affidare di nuovo alla stessa Carfagna l’incarico di coordinatrice unica, in precedenza condiviso con Toti.
Non sono gli unici segnali dell’indecisione del leader azzurro, che non ha ancora deciso se partecipare alla manifestazione di piazza organizzata da Salvini per il 18 ottobre a Roma. «Manifesteremo di certo. Se il governo metterà le mani nelle tasche degli italiani», dichiara sibillino. Ma soprattutto Berlusconi non riesce, e forse non può, scegliere tra l’alleanza con Matteo Salvini, che gli va strettissima ma è necessaria, e l’appoggio a Carfagna, che si è connotata come alternativa al salvinismo nella destra. Specchio dell’indecisione del leader è l’ambiguità sui referendum che Salvini mira a proporre, accentuata dai dubbi su quale modello elettorale adottare.
In una situazione simile non c’è da stupirsi se le spinte verso la dissoluzione, ancora tenute a freno, acquistano di giorno in giorno più forza. Berlusconi dovrà scegliere presto se tentare la carta indicata dalla vicepresidente della Camera o rassegnarsi all’alleanza con Salvini. Altrimenti saranno elettori e parlamentari a scegliere per lui.
(da agenzie)
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