Settembre 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA CARFAGNA, NONOSTANTE LA GUERRA CHE LE STANNO FACENDO BERNINI E GELMINI, STA SCALANDO IL PARTITO
Forza Italia nel caos come al solito? No, di più: da silente che era, il travaglio oramai è conclamato. A farlo esplodere, il ciclone Mara.
Per la prima volta nella storia azzurra una dirigente si candida, di fatto, a guidare il partito senza aspettare l’investitura del sovrano.
Questo non significa che la Carfagna intenda muovere guerra a Berlusconi: protetta anche dal grande ciambellano Gianni Letta, vuole invece strappargli il beneplacito.
La cena che ha offerto l’altro ieri in un ristorante dei Parioli a una cinquantina di parlamentari è stata interpretata, a torto o a ragione, come un atto di ostilità verso il capo: comune denominatore degli invitati, la linea anti-Salvini.
La scelta vera, però, non riguardava il Capitano nè — per ora — la costituzione di gruppi autonomi quanto l’irruzione nell’area centrista della formazione di Renzi dove è appena approdata la senatrice Conzatti e altri, pare, sarebbero pronti a seguirla.
Non è un caso se commentatori e politici davano per scontato l’incontro tra la vicepresidente della Camera e il senatore di Rignano. Neanche per sogno: la tavolata pariolina tira in direzione opposta: “Nè con Salvini nè con Renzi, sempre berlusconiani”, il ritornello di Carfagna & co.
Il partito centrista già c’è, e la vittoria nello scontro con Toti l’ha di fatto reso una formazione antisovranista ed europeista; ora si tratta di completare l’opera, grazie anche al radicamento elettorale nel Sud (specie in Campania) dove donna Mara è popolarissima.
È inconfutabile che buona parte dei partecipanti al cenone, con tanto di menu napoletano, venissero dal Sud.
L’elemento che porta allo zenit la confusione ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi. Difficile anche per chi lo frequenta capire che cosa voglia veramente.
Alla vigilia della cena, pressato dalle due capogruppo Gelmini e Bernini, aveva chiamato numerosi forzisti invitandoli a disertare l’evento e facendo balenare l’ipotesi di partecipare a una “controcena”.
Quando però l’ex pupilla l’aveva contattato per cercare spiegazioni sul pressing aveva minimizzato; ieri, in una seconda telefonata, è arrivato quasi a scusarsi garantendo il suo appoggio alla legge proporzionale, elemento dirimente per i ‘maratei’ accennando all’ipotesi di affidare di nuovo alla sua interlocutrice il ruolo di coordinatore.
Ma le oscillazioni del Cavaliere vanno ben oltre l’aspirante delfina, chiamano in causa i rapporti con Salvini e con il governo.
Spie fedeli di una ambiguità con la Lega (dovuta in parte alla necessità di chiudere alleanze regionali) la mancata chiarezza sul referendum elettorale (“pensano di cambiare questa legge, ma per noi funziona”) e la manifestazione del 19 ottobre cara al leader leghista: “Andremo in piazza se il governo mette le mani nelle tasche degli italiani”.
Non basta: Silvio l’aziendalista non ha intenzione di rompere del tutto i ponti con l’esecutivo. Il tam tam di queste ore racconta di un Letta molto attivo con Palazzo Chigi: tra le 400 nomine da fare, ce ne sono alcune che interessano molto ad Arcore. C’è di più: da Strasburgo, il Cavaliere dichiara il suo sostegno al commissario “giallo-rosso” Gentiloni perchè “sarà il guardiano degli interessi dell’Italia”.
Ma per quanto tenuto a freno il disagio nelle fila azzurre cresce di giorno in giorno, alimentato dalla paura di un crollo finale. Se Berlusconi non si affretta a prendere una decisione sull’assetto del partito e sulle alleanze c’è il rischio che le forze centrifughe prendano il sopravvento e elettori e parlamentari decidano per lui.
(da “Quotidianonet“)
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Settembre 19th, 2019 Riccardo Fucile
“RENZI E’ UN NOSTRO ANTAGONISTA, SIAMO NOI CHE DOBBIAMO SVEGLIARCI SE NON VOGLIAMO MORIRE SOVRANISTI, BASTA REGALARE ELETTORI AGLI ALTRI”
La cena tra parlamentari azzurri, organizzata da Mara Carfagna per ridiscutere il ruolo di Forza
Italia all’interno della coalizione di centrodestra, ha generato diversi mal di pancia all’interno del partito. Il leader Silvio Berlusconi, intervenuto ieri da Strasburgo, ha chiarito che per lui si è trattata solo di una semplice cena fra “amici”. Ma c’è stato anche chi, come il senatore Renato Schifani in un’intervista a Fanpage.it, ha accusato Carfagna di voler “correntizzare” il partito, fatto inedito nella compagine azzurra.
Per Carfagna sono solo dicerie: “In un partito quotato sotto il 10 per cento, più che una corrente sarebbe uno spiffero. Una prospettiva così non mi interessa”
L’incontro “ha dimostrato che in Forza Italia siamo in tanti a non volerci arrendere. La frase più ripetuta a tavola è stata: ‘Svegliamoci, ricominciamo a fare politica, smettiamo di regalare gli elettori agli altri'”, dice oggi in un’intervista a ‘La Stampa’ Mara Carfagna, smentendo un possibile avvicinamento a Italia viva. Renzi per lei “è un competitor che tenta di indebolirci. Prova ne sia quella nostra senatrice che è appena trasbordata da lui”. Il riferimento è alla senatrice Donatella Conzatti, che ieri ha annunciato il suo trasferimento tra le fila dei renziani.
Carfagna nega che ci siano stati contatti con Renzi, con il quale non ci sarebbe stato “neanche un caffè”. L’azzurra crede nei “buoni rapporti con tutti, ma inciuci con nessuno”.
Berlusconi è stato avvisato della cena e “ha ben colto lo spirito dell’iniziativa. Che non era una congiura carbonara”, ma voleva essere un primo confronto per “fornire idee, ragionamenti, energie per rianimare l’intero movimento”.
Rispetto all’intenzione della Lega di promuovere un referendum pro-maggioritario sulla legge elettorale, commenta: “Prendere da soli un’iniziativa del genere e pretendere che Forza Italia aderisca a cose fatte è stato un errore. Serve un patto di consultazione preventiva, le decisioni di questo peso vanno condivise”.
“Io non sono pregiudizialmente ostile a scendere in piazza — dice a proposito di eventuali manifestazioni al fianco di Salvini — Ma a una condizione: che non siano benvenute nè Forza Nuova nè Casapound”.
Di fronte agli elettori, per il vicepresidente della Camera, bisogna dire no alle misure acchiappa-consenso e pensare invece a una vera riforma fiscale che rilanci il Nord, a una grande battaglia europea per fare del Mezzogiorno una ‘no-tax’ area, a un’azione seria per alzare stipendi e salari
(da agenzie)
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Settembre 17th, 2019 Riccardo Fucile
“NON E’ UNA RIUNIONE CARBONARA, SOLO UNA CENA TRA AMICI”… STASERA ATTESI 40 PARLAMENTARI, DA ROTONDI A BRUNETTA
Sono una quarantina i parlamentari di Forza Italia invitati stasera a cena da Mara Carfagna al ristorante Gina, ai Parioli, in un momento di grande fibrillazione tra gli azzurri per l’addio di Matteo Renzi al Pd e l’annuncio del nuovo soggetto politico Italia Viva.
Una scissione che sta scuotendo profondamente Forza Italia, dilaniata ormai da tempo tra chi guarda alla Lega e chi lavora a un rafforzamento del centro. La cena “tra amici” ha suscitato malumori tra chi teme la fuoriuscita di un certo numero di parlamentari di Fi che sarebbero tentati dalle sirene renziane.
I mal di pancia sono tali che Carfagna – riporta Adnkronos – è costretta a richiamare Silvio Berlusconi (lo aveva informato ieri della sua iniziativa invitandolo magari a farsi sentire con una telefonata) per chiarire che lei è sempre stata leale e continuerà ad esserlo e non farà nessuna cena carbonara.
Il Cav ascolta, dice di aver capito, ma per mettere a tacere ogni polemica ed evitare ulteriori liti che fanno solo male all’unità del partito, le chiede di fare una nota di precisazione. Che puntualmente arriva:
“Confermo che questa sera mi vedrò con un gruppo di colleghi a cena: sarà un’occasione amichevole e conviviale di cui in tanti sentivamo il bisogno”, dichiara la vicepresidente della Camera e deputata Fi.
“Il nostro partito ha attraversato momenti molto duri negli ultimi mesi e sono stati i rapporti umani, oltre che quelli politici, a evitare sbandamenti nei molti passaggi di incertezza che si sono susseguiti. Non nasce una corrente, nè un gruppo organizzato, nè nulla che possa impensierire il coordinamento nazionale di Forza Italia. Siamo una comunità di persone oltre che un partito e penso sia un bene ricordarsi ogni tanto il valore della lealtà reciproca e dell’amicizia”.
Tra gli invitati — secondo quanto riporta l’agenzia – ci sarebbero i due vicepresidenti del gruppo alla Camera Gianfranco Rotondi e Roberto Occhiuto; l’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini; l’ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo; Matteo Perego; Francesco Cannizzaro e Felice Maurizio D’Ettore.
Sempre a quanto risulta all’Adnkronos, alla cena sono stati invitati alcuni parlamentari della cosiddetta area sudista: i deputati Paolo Russo, Enzo Fasano e Gigi Casciello; i senatori Domenico De Siano (quest’ultimo è il coordinatore regionale in Campania) e Luigi Cesaro.
Tra i senatori, sarebbero attesi anche Urania Papatheu, l ‘ex tesoriere del partito, Maria Rosaria Rossi; Massimo Mallegni, la Ripani. E ancora: la siciliana Matilde Siracusano, la “calabrese” Iole Santelli, Micaela Biancofiore, Andrea Cangini, Mugnai e sembrerebbe anche la Conzatti.
In chiaro ha dato la sua adesione anche Renato Brunetta: ”È una cena tra amici, ci sto andando con mia moglie… Dati i tempi, è doveroso e utile fare due chiacchiere e scambiarsi opinioni…”.
Un appuntamento che non piace particolarmente a Mariastella Gelmini: “Cene, aperitivi e socialità vanno benissimo, purchè poi di politica si parli nelle sedi opportune. Non possiamo e non vogliamo minimizzare la nascita dei gruppi renziani, ma allo stesso tempo – conclude la capogruppo alla Camera – sarebbe sbagliato legittimarli”.
(da “Huffingtonpost“)
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Settembre 17th, 2019 Riccardo Fucile
UN PARTITO CENTRISTA GUIDATO DA RENZI POTREBBE TROVARE CONVERGENZE CON FORZA ITALIA
Non è stato molto semplice comprendere il tweet articolato di Mara Carfagna che parla del nuovo partito di Matteo Renzi.
Siamo a metà tra la preoccupazione per una possibile invasione di campo del nuovo soggetto politico del senatore di Rignano e tra la frenesia di trovare una convergenza con le finalità di Forza Italia.
L’esponente del partito di Silvio Berlusconi, infatti, scrive:
«Forza Italia rischia di dover competere nell’area moderata con un partito che trae origine da tutt’altra tradizione politica» — dice Mara Carfagna.
Che poi prende anche atto dell’Opa ostile di Lega e Fratelli d’Italia nei confronti di Berlusconi e invita i suoi a riprendere a fare subito politica.
Significa, insomma, che vista l’ostilità di Lega e Fratelli d’Italia, gli azzurri troveranno rifugio nella nuova casa renziana?
Significa che quel che resta di Forza Italia si dovrà affrettare a cercare un dialogo con Renzi pena la definitiva scomparsa di quella stagione politica?
Quella di Mara Carfagna sembra davvero una mezza apertura al nuovo soggetto politico di Renzi, che sembra aver scompaginato le carte su più fronti.
Il Partito Democratico, da qualche giorno, è in fibrillazione ed era schierato contro qualsiasi divisione anche nei suoi comunicati preliminari all’annuncio della scissione. Ma adesso anche Forza Italia si guarda intorno.
Del resto, il fatto che Renzi abbia affermato che questo nuovo soggetto politico altro non farà che rafforzare la tenuta dell’attuale maggioranza.
Questo significa che l’eventuale apertura di Forza Italia e la convergenza sul partito di Renzi permetterà agli ex berlusconiani di entrare nel governo Conte-2 prima o poi?
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2019 Riccardo Fucile
LA SENATRICE TRENTINA: “SONO ITALIANA, EUROPEA, LIBERALE, ATLANTISTA, IL MIO RIFERIMENTO E’ DE GASPERI: CON I SOVRANISTI NON VOGLIO AVERE NULLA DA SPARTIRE” … POTREBBE LASCIARE FORZA ITALIA E APPOGGIARE IL GOVERNO
Ieri in Senato durante il voto di fiducia per il governo di Giuseppe Conte risultavano assenti i senatori di Forza Italia Massimo Berutti, Gabriella Giammanco, Fiammetta Modena, Laura Stabile e Donatella Conzatti.
Quest’ultima ha successivamente motivato così la sua scelta: “Non voto sulla fiducia, perchè non posso con il mio voto trovarmi dalla stessa parte di coloro che professano la democrazia illiberale e si pongono così fuori dall’asse Atlantico e dall’Europa, tutto ciò per cui ha combattuto, anche dall’esilio, De Gasperi. Per coerenza ritengo necessario avviare una riflessione politica su come proseguire al meglio la mia attività parlamentare”.
E ancora: “Tra destra e sinistra c’è un enorme spazio politico che va animato, nel quale naturalmente mi ritrovo come donna delle autonomie, italiana ed europea, di cultura popolare e liberale. È uno spazio prezioso che da trentina conosco bene, perchè è quello di De Gasperi, uomo e politico che resta un esempio per tutti gli italiani. Non è mia la politica delle piazze urlanti, dei saluti a “mani alzate”, che ieri hanno spaventato chi ha rispetto delle Istituzioni e delle sue regole. Non è mia la politica che, dietro fumose rassicurazioni di facciata, non esclude l’uscita dell’Italia dall’euro. Quello che voglio è un Paese che, nel rispetto della autonomie, stia saldamente in Europa e non metta in discussione la scelta Atlantica e l’appartenenza alla Nato dell’Italia. Per questo scelgo di continuare a stare all’opposizione dei sovranisti, di chi preferisce distruggere piuttosto che costruire”
Parole che sembrerebbero preludere a un cambio di casacca.
(da “NextQuotidiano“)
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Settembre 1st, 2019 Riccardo Fucile
“IL NARCISISMO DI SALVINI NON CI HA PORTATO A NULLA, LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI E’ DI CENTRODESTRA, MA NON SONO ESTREMISTI”
Il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani ha preso definitivamente le distanze dalla Lega di
Salvini, sostenendo in un intervista al Corriere di essere d’accordo con Berlusconi: “con il sovranismo non si vince e non si governa”.
Parlando di Salvini, l’ex presidente del Parlamento Europeo ha detto: “La sua guerra antieuropeista ha portato l’Italia all’isolamento proprio nel momento di grandi sfide economiche come quella con la Cina”.
Tajani è convinto della centralità di Forza Italia nella coalizione di centrodestra: “I fatti confermano che senza di noi non si vince. Gli italiani sono in maggioranza di centrodestra, ma non estremisti”.
Tajani è anche consapevole della necessità di un cambio di rotta rispetto al sovranismo della Lega: “Questa crisi di governo dimostra che l’Italia ha bisogno di un centrodestra diverso. Non bastano i like sui social media, nè baciare un crocefisso. Il centrodestra non può avere trazione sovranista”.
Una coalizione tra le due forze politiche è in forte dubbio: “Vedremo. La Lega non ha fatto nulla per un governo di centrodestra, troppo presa da un narcisismo che non ha portato a nulla”
Tajani sottolinea gli errori del leader della Lega: “La politica di Berlusconi ha portato all’Italia Draghi alla guida della Bce; ha dialogato con Bush e Putin avendo sempre come primo alleato gli Usa e cercando di far avvicinare la Russia all’Occidente; ha conquistato per la prima volta la presidenza del Parlamento europeo. Salvini è stato disconosciuto persino da Trump. Anche da Orbà n, che è rimasto nel Ppe e ha votato come noi Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea per evitare che vincesse un socialista”.
Sul nuovo governo Tajani ribadisce la linea di Forza Italia sul nuovo esecutivo Movimento 5 stelle-Pd che sta prendendo forma: “Voteremo contro. Poi faremo un’opposizione senza compromessi, ma non andremo mai contro l’Italia”.
(da agenzie)
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Agosto 31st, 2019 Riccardo Fucile
“ANCHE BERLUSCONI HA PRESO ATTO DELLA DISTANZA POLITICA DA SALVINI”
«Sto ragionando da mesi, con tanti colleghi ed esponenti della società civile, dirigenti attivi sui territori, sulla ripartenza della destra liberal-repubblicana. Mi piacerebbe mettere a disposizione spunti nuovi, molti mi sollecitano a convocare un forum di discussione ricontattando anche tante intelligenze ed energie che si sono perse. I punti che ho chiari sono due: ridefinire l’identità popolare, liberale, europeista e garantista del centrodestra adeguandola ai tempi. E aprire le porte ai movimenti civici, all’associazionismo, ai mondi che tutti noi abbiamo trascurato. Alla fine di questo percorso potremo tornare a confrontarci da pari a pari con i possibili alleati. È un percorso impegnativo, ma non illudiamoci che possano esserci scorciatoie».
Lo afferma Mara Carfagna, vicepresidente Fi della Camera, in un’intervista a La Stampa. «Il presidente Berlusconi ha preso atto della distanza politica e, direi, anche fisica di Salvini nei suoi confronti. Sa perfettamente che la destra repubblicana e liberale ha pagato un prezzo altissimo in termini di voti, di irrilevanza politica e di reputazione anche internazionale», spiega la parlamentare azzurra.
Secondo Carfagna, Salvini «ha sbagliato anzitutto, e soprattutto, la sua strategia. Ha coltivato l’illusione che l’area sovranista potesse imporsi in Italia dopo avere distrutto l’alleanza di centrodestra. Il centrodestra ha cessato di esistere quando il sovranismo ha scelto l’ambiguità rispetto all’Occidente, ha sdoganato sentimenti d’odio ai confini col razzismo, ha cavalcato l’emergenza immigrazione per diffondere paure e messaggi destabilizzanti. E in economia ha messo il timbro su soluzioni assistenzialistiche tipo il reddito di cittadinanza, incurante di dare voce alle imprese, allo sviluppo, al Nord produttivo», conclude la vicepresidente della Camera.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA CENA DI RENZI CON MARA CARFAGNA, SONO ALMENO TRENTA I FORZISTI CHE VOGLIONO CHIUDERE CON SALVINI: TRA LORO TAJANI, GELMINI E MICCICHE’
La crisi non si è ancora formalizzata. Alla vigilia delle comunicazioni del premier Giuseppe
Conte, la scenario appare fluido.
L’ipotesi di un esecutivo istituzionale prende forma. Non a caso anche dentro Forza Italia il clima è cambiato rispetto a qualche giorno fa, quando si parlava di liste comuni con la Lega e di centrodestra unito.
Non c’è solo Gianni Letta che, parlando con i consigliere del Colle, coltiva la suggestione di un Governo istituzionale guidato nientepopodimeno che dal nipote Enrico.
Eppure, per comprendere il sentiment delle truppe di Silvio Berlusconi basta seguire le tracce di Mara Carfagna. Martedì scorso, mentre era in vacanza a Singapore, la vicepresidente della Camera ha telefonato a Silvio Berlusconi, proprio mentre l’ex premier era riunito a Palazzo Grazioli con il coordinamento nazionale.
Mara è preoccupata, ma non si arrende. Confidano che prima di volare per Singapore abbia invitato a cena Matteo Renzi con il quale, tra una tartare e un sorso di Franciacorta, ha messo a punto la strategia per costruire un contenitore centrista che dovrebbe fungere da ago della bilancia per la formazione di qualsiasi esecutivo e inglobare al suo interno renziani e azzurri.
Di più: la vicepresidente della Camera rappresenta assieme ad Antonio Tajani, Maria Stella Gelmini e Gianfranco Miccichè, il fronte popolare di Forza Italia che non desidera morire salviniano.
Eppure non ci sono solo i big a caldeggiare l’ipotesi “Orsola” del Governo istituzionale. Sarebbero una trentina i parlamentari sedotti dalle sirene renziane. Un fronte guidato da quel Gianni Letta che da giorni, come abbiamo scritto su HuffPost, suggerisce al Cavaliere di fare un’altra capriola e di isolare per sempre Matteo Salvini: “Silvio, per quale ragione non dovremmo sostenere un esecutivo istituzionale?”.
Del resto che una parte dei parlamentari azzurri sia sempre più attratta da un esecutivo con Renzi lo confermano le parole che sarebbero scappate a Massimo Mallegni. Il quale non è un senatore qualunque.
Mallegni è l’ex sindaco di Marina di Pietrasanta, ed è noto alle cronache perchè nell’estate del 2017 si sedette a tavola con Matteo Renzi al ristorante la Cantina di Marina di Pietrasanta per guastare una buona pizza. La cena venne ribattezzata “la pizzata del Nazareno” anche perchè a tarda sera il senatore azzurro avrebbe confidato: “Io e Matteo la pensiamo allo stesso modo, sembra uno dei nostri”.
Ecco, questa potrebbe essere la volta buona. Il giorno della votazione della mozione sul Tav Mallegni ha conversato a lungo con Renzi e subito dopo nel salone Garibaldi ha confidato a un collega: “Matteo mi ha detto che il primo settembre farà un nuovo partito e gli ho detto che sarò il primo ad andare con lui”.
In ogni caso l’ultima parola è sempre quella del Cavaliere che in questi giorni si trova in vacanza in Provenza, a casa della figlia Marina.
L’ex premier ascolta tutti e si mormora che sarebbe sempre più tentato dal Governo istituzionale con tutti dentro. Tranne l’ex alleato Salvini.
(da “Huffingtonpost“)
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Agosto 15th, 2019 Riccardo Fucile
“SERVE UN GOVERNO DI SOLIDARIETA’ NAZIONALE SUL MODELLO ANDREOTTI DEL 1976”
Un centrista, dichiaratamente democristiano, che non ce la fa più a tollerare la deriva estremista di destra e xenofoba di Salvini
“Il centrodestra non esiste più quello che propone Salvini è una cosa diversa e a Berlusconi conviene starne fuori”. Lo dice Gianfranco Rotondi, presidente della fondazione Dc e vice capogruppo alla Camera di Forza Italia, che lunedì è andato a Palazzo Grazioli per sostenerlo.
“Come diceva Lenin i fatti hanno la testa dura e un governo istituzionale – spiega Rotondi – sgonfierebbe la bolla speculativa di un governo che ha fatto propaganda. Berlusconi trasformò il Msi in una forza moderna. Salvini ci riporta indietro a una destra estrema alleata in Europa di Le Pen e con tratti xenofobi. Aggravati da un uso blasfemo dei simboli religiosi”.
“Ho ricordato a Berlusconi – rivela Rotondi in un`intervista per Avvenire – che in Europa il Ppe rifiuta ogni alleanza con Le Pen e con le destre. Lui deve fare lo stesso. Renzi sulla Rete è continuamente ingiuriato dagli M5S, ma da uomo di Stato dice: “Avanti l`Italia, non facciamo aumentare l`Iva al 25% abbracciamo il nemico e usciamo da questa situazione. Penso che Forza Italia debba fare lo stesso”.
Il presidente della fondazione Dc vede “un governo di solidarietà nazionale sul modello di quello che Andreotti ebbe il coraggio di fare nel 1976. In alcune aree del Paese comunisti e democristiani si picchiavano, ma Berlinguer e Moro diedero vita ad un governo degli opposti. Berlusconi è con la Merkel il leader poi importante del Ppe non può allearsi con Salvini sapendo di perdere voti ma deve accettare la sfida di un governo di solidarietà nazionale. Il Paese è avvelenato e non ha bisogno di politiche che gettano benzina sul fuoco. Ma guai – chiosa Gianfranco Rotondi – se nascesse un governo Pd-M5s. Un governo del genere deve coprirsi anche sul centrodestra. E sarebbe anche l`occasione per approvare un piano di riforme istituzionali pronto da anni, non c`è solo il taglio dei parlamentari”.
“Per fare riforme e legge elettorale serve un patto di legislatura, come dice Bettini. Ammodernare le Istituzioni è un chiodo fisso anche di Berlusconi. Occorre umiltà e assenza di pregiudizi. Prendiamo molti interventi del premier Conte. È una figura alla quale guardiamo con molta attenzione, anche per il futuro, conclude.
(da agenzie)
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