Agosto 13th, 2019 Riccardo Fucile
LA RIVOLTA DI 30 PARLAMENTARI: “NON RINUNCIAMO ALLA NOSTRA STORIA PER UNA POLTRONA”…SALVINI VUOLE IN LISTA SOLO FORZISTI PRONI AI SUOI VOLERI, MA META’ PRONTI AD ADERIRE AL NUOVO PARTITO DI RENZI
La nuova alleanza tra Lega e Fi dovrebbe essere siglata dal notaio ma i berlusconiani non sono d’accordo: “Non rinunciamo alle nostre liste”.
Collegi spartiti in maniera scientifica, un listone per nascondere il logo di Forza Italia (e quindi non perdere voti) e soprattutto: il divieto di alleanza con Giovanni Toti.
Sono alcuni degli elementi della nuova alleanza che sarà siglata tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.
Un patto che — da quello che raccontano i quotidiani — dovrebbe essere addirittura siglato davanti a un notaio: il chè la dice lunga sul livello di fiducia tra i leader di Lega e Forza Italia.
“Oggi o domani Berlusconi e Salvini si incontreranno dal notaio per rispolverare una vecchia alleanza in bianco e nero. Per tornare al passato. La notizia del notaio nessuno la sta smentendo. Cosa succederà con questo accordo? Salvini svenderà la Lega a Berlusconi — come fece Bossi nel 1996 — e Berlusconi svenderà i suoi attuali parlamentari in cambio di qualche poltrona per i big di partito”, scrive su facebook Luigi Di Maio che si rivolge “agli elettori della Lega: era questo il cambiamento che volevate?”.
Il no degli azzurri: “Facciamo nostre liste”
Di sicuro non lo vogliono quelli di Berlusconi: dal coordinamento degli azzurri a Palazzo Grazioli, infatti, fanno sapere al Carroccio di essere contrari a sciogliersi in una lista unica.
“Il coordinamento di presidenza di Forza Italia — si legge in una nota diffusa dal partito azzurro — in relazione all’ipotesi di un listone di centrodestra apparsa su alcuni quotidiani, si dichiara radicalmente contrario a questa ipotesi. Forza Italia — aggiunge il comunicato — pur auspicando un accordo di coalizione con gli altri partiti di centro-destra, non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste in vista delle prossime elezioni Politiche”.
Insomma dai berlusconiani sarebbe arrivato un alt all’ex premier, pronto a siglare il nuovo patto con Salvini per garantirsi un’influenza sul futuro governo di centrodestra. Sopratutto su temi storicamente cari all’ex cavaliere come la giustizia e il conflitto d’interessi.
L’incontro saltato e l’attesa per il faccia a faccia
La strada per la nuova alleanza, per la verità , al momento sembra tutta in salita. Salvini, infatti, era atteso in tarda mattinata a palazzo Grazioli per un faccia a faccia con Berlusconi. Ma, allo stato, raccontano fonti parlamentari di centrodestra, il leader della Lega non ha ancora varcato il portone di via del Plebiscito e già c’è chi parla di colloquio rinviato di qualche ora (magari dopo l’intervento di Matteo Renzi), se non proprio annullato, perchè la trattativa tra i due leader si sarebbe impantanata Salvini fa sapere che è al Viminale al lavoro.
Listone unico e via Toti
Secondo il quotidiano Repubblica, Salvini è pronto a proporre a Berlusconi di correre all’interno di un unico listone con le insegne che invocano inequivocabilmente a “Salvini premier”.
Il segretario del Carroccio, infatti, teme di perdere consensi con questo ritorno al passato: non vuole quindi “inquinare” la coalizione col simbolo di Forza Italia. A Fratelli d’Italia, invece, sarà concesso di correre col proprio simbolo.
Secondo Denis Verdini, diventato trait d’union tra Arcore e via Bellerio, con questa composizione il centrodestra vincerebbe ovunque: anche al sud.
Berlusconi, però, ha imposto almeno un paio di richieste: una quota di collegi blindati e l’esclusione di Giovanni Toti che con la sua “Cambiamo” è recentemente uscito dal partito azzurro.
I berlusconiani contro B. pensano a Renzi
La “riserva indiana” di Forza Italia, in effetti, rischia di essere fondamentale. Berlusconi punta a ottenere “pari dignità politica” nel centrodestra. Che vuol dire un numero di colleggi legato al risultato delle europee e non quindi sui sondaggi.
Alle elezioni di maggio, infatti, Forza Italia ha preso l’8 percento, mentre le rilevazioni le accreditano un paio di punti di meno: Berlusconi, però, al momento ha 166 parlamentari. In caso di ritorno al voto si ridurrebbero al massimo a una settantina. Proprio per questo Forza Italia è in rivolta e ha detto no all’ipotesi del listone unico. Per quale motivo molti deputati attualmente in carica — e con altri tre anni e mezzo di mandato davanti — dovrebbero suicidarsi?
Già oggi — sempre secondo Repubblica — in Aula a Palazzo Madama potrebbero contarsi parecchi scranni vuoti tra i 61 banchi di Forza Italia per votare con Lega e Fdi la mozione di sfiducia a Giuseppe Conte.
I boatos parlano già di una trentina di parlamentari pronti a seguire Matteo Renzi, primo nemico del ritorno alle urne e soprattuto sponsor di un governo di scopo con i 5 stelle.
Gianfranco Rotondi è già pronto a fare il salto: “Oggi da Renzi vengono parole appropriate, da uomo di Stato: nessun calcolo elettorale giustifica la resa al cronoprogramma di Salvini. Il suo show è finito, la legislatura inizia adesso e sarà costituente perchè il solo taglio dei parlamentari non significa nulla. Fi ha il dovere di esserci e di accettare una sfida che riformi le istituzioni e quindi ridisegni il quadro politico”.
Intanto è tornato in campo Gianni Letta: il gran ciambellano di 25 anni di berlusconismo ha riaperto canali di comuniicazione tra Arcore e i renziani. È il piano B di Berlusconi: nel caso in cui le condizioni dettate da Salvini dovessero essere troppo stringenti, farebbe fallire il ritorno alle urne.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 8th, 2019 Riccardo Fucile
“DESTITUITI SUBITO DAI LORO INCARICHI E CACCIATI DAL PARTITO”
Chi partecipa a ‘Cambiamo’, l’associazione fondata da Giovanni Toti, sarà immediatamente
espulso da Forza Italia.
Così il partito di Silvio Berlusconi annuncia il pugno di ferro contro i ‘totiani’ passati, presenti e futuri. È quanto si apprende in una nota di Forza Italia:
“Il Coordinamento di Presidenza di Forza Italia prende atto della costituzione dell’associazione ‘Cambiamo’, promossa da Giovanni Toti, che nasce su presupposti divisivi e con finalità totalmente incompatibili e inconciliabili con l’iniziativa politica di Forza Italia”, si legge nella nota.
Che prosegue:
“Si ritiene quindi che, obbedendo a un principio di lealtà e trasparenza, i dirigenti di Forza Italia che abbiano partecipato alla costituzione dell’associazione ‘Cambiamo’ o che in futuro decidano di aderirvi debbano considerarsi decaduti dai loro incarichi in Forza Italia, anche per quanto riguarda gli incarichi nei gruppi parlamentari. In assenza di iniziative autonome e nel presupposto della totale incompatibilità con Cambiamo saranno inoltre immediatamente attivati gli organi statutari per l’espulsione da Forza Italia di chi ha aderito o aderirà all’associazione”, conclude la nota.
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2019 Riccardo Fucile
VINTA LA BATTAGLIA PER IL RICALCOLO DEI VOTI NEL SUO COLLEGIO: “SALVINI DOVEVA DIRE SUBITO CHE QUEL POSTO NON SPETTAVA ALLA LEGA”
“Emozionata? Mi aspettavo di esserlo anche di più. Ma sono rimasta appollaiata di settimana in settimana nella tribuna ospiti del Senato aspettando che mi proclamassero senatrice al posto di Matto Salvini. E, quando è accaduto, è stato soprattutto un sospiro di sollievo”.
Fulvia Michela Caligiuri, 46 anni, imprenditrice calabrese di Castrovillari con un’azienda agroalimentare, l’ha spuntata trascinando i seggi di Forza Italia al Senato a 62.
La maggioranza gialloverde a Palazzo Madama però non viene messa a rischio vista l’assegnazione ai 5Stelle di una senatrice umbra per il surplus di voti pentastellati in Sicilia e al leghista Stefano Corti del seggio del dem Patriarca in Emilia-Romagna.
Caligiuri, soddisfatta? È stata una battaglia contro Salvini
“Non ce l’avevo con un partito e il suo leader. Per quanto mi riguarda, avrei potuto avere contro Mario Rossi. Non mi sono accanita contro Salvini per spuntarla sul suo seggio, mi sono intestardita per via dell’errore chiaro ed evidente. Perchè un seggio veniva attribuito con tanta superficialità al ministro dell’Interno. Mi è parso un eccesso di negatività “.
Perchè un eccesso?
“Mi sarei aspettata da Salvini, proprio perchè responsabile del Viminale, un comportamento più trasparente. Mi attendevo rispetto e garanzia sulle regole, dal momento che ricopriva un seggio che non apparteneva alla Lega. Che dicesse subito: non mi spetta”.
Il seggio conteso è stato quello plurinominale di Calabria I, in che senso non apparteneva alla Lega?
“In Corte d’Appello a Catanzaro è stato compiuto un errore con un’inversione di colonna tra Fratelli d’Italia e Forza Italia che alla fine ha portato al risultato vantaggioso per Salvini”.
Ma lei aveva avuto più voti
“Per me hanno votato 67 mila persone ma in tutto in Calabria, Forza Italia ha ottenutto 183 mila consensi, mentre la Lega circa 49 mila.”
Ora Salvini risulterà eletto nel Lazio e siederà al Senato al posto della leghista Kristalia Rachele Papaevangeliu.
“Sì. La giunta per le elezioni è stata correttissima, ha fatto un lavoro egregio. Sa, io avevo quasi perso le speranze e non avevo neppure più voglia di salire da Cosenza a Roma perchè tutto si trascinava senza una conclusione. È arrivava la proclamazione e sono subito entrata nella mia funzione votando in aula”.
Quale è stato il suo primo voto
“Per la reintroduzione dell’educazione civica”.
Ma non è che alla fine anche lei tradisce Forza Italia e se ne va con la Lega?
“No, ho firmato ieri l’adesione al gruppo parlamentare di Forza Italia perchè sono convinta che siano i giusti ideali e io e il partito viaggiamo sugli stessi binari”.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
BERLUSCONI LO INCASTRA: “PRIMARIE SOLO PER GLI ISCRITTI”… E TOTI CHE CONTAVA SULLE TRUPPE CAMMELLATE DI SALVINI AI GAZEBO HA PAURA DI PERDERE… IL MAGGIORDOMO AL SERVIZIO DEI PADAGNI
Doveva essere una riunione decisiva quella di oggi per Forza Italia sul cosiddetto “tavolo delle
regole”, per la riorganizzazione del partito.
Ma Silvio Berlusconi ha deciso di spiazzare tutti. Ieri ha lanciato il nuovo soggetto politico, “L’altra Italia” che dovrebbe chiamare a raccolta tutti i moderati (guardando dunque più al centro che alla destra sovranista).
E così di fatto, con il ritorno in campo in prima persona, ha scavalcato i coordinatori Giovanni Toti e Mara Carfagna.
Ma il vero bersaglio polemico del Cavaliere è il governatore ligure. Oggi, in un’intervista al Giornale, Berlusconi dice che il nuovo progetto nasce contro Cinquestelle e sinistra, ma soprattutto stoppa Toti che ha puntato tutto su primarie aperte. Berlusconi è critico sullo strumento, dice “non lo utilizza più neppure il Pd, che non farà le primarie per le prossime elezioni regionali”.
E aggiunge: “Giusto ricorrere al voto per la scelta dei soggetti a cui affidare responsabilità , ma gli elettori dovranno essere solo gli iscritti a Forza Italia”. Insomma, chiude alla riforma su cui Toti si è impuntato (primarie aperte e azzeramento della classe dirigente).
Questo pomeriggio, dunque, Toti non potrà che prenderne atto. La prospettiva del nuovo movimento vicino alla Lega e in chiave sovranista, per il governatore ligure, è sempre più vicina. E ben si sposerebbe con i progetti di Salvini, che sembra voler imprimere un’accelerazione verso il voto.
Insomma, Toti potrebbe dar presto vita a una formazione di supporto alla Lega. Con la convention della sua area una prima selezione di dirigenti locali è d’altronde già partita. Mentre in prospettiva Carfagna potrebbe restare coordinatrice unica.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 25th, 2019 Riccardo Fucile
LA MOSSA PER CONTRASTARE AL NORD IL MAGGIORDOMO LEGHISTA
Mariastella Gelmini è stata la prima a parlare del congresso di Forza Italia e ora, con il treno delle primarie azzurre instradato su un binario libero da Silvio Berlusconi, ha deciso di rompere gli indugi: «Io mi candido…».
La cornice di questa scelta – che prescinde dal passo in avanti già fatto da Giovanni Toti e da Mara Carfagna per scalare la leadership del partito – ha solidi appigli nell’asse geografico Milano-Brescia, tra i sindaci e i consiglieri regionali in Lombardia e nel Nord, nell’associazionismo non solo cattolico, nei ceti professionali e produttivi. Tanto da far dire a Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, che la sua «candidatura sarà rappresentata da una fotografia di gruppo e non dall’immagine di una sola persona». Di tutto questo il presidente Berlusconi è al corrente.
Presidente, alle primarie, dunque sarete almeno in tre: Toti, Carfagna e lei…
«Mi permetta però di inquadrare bene questa nuova fase che sta attraversando il partito. Il presidente Berlusconi ha inaugurato un nuovo corso e, con un grande gesto di generosità , ha reso contendibile il partito. Però, ora dobbiamo essera all’altezza della sfida lanciata da Berlusconi: il dibattito non deve essere autoreferenziale e incentrato sulla selezione della classe dirigente ma deve catturare l’attenzione degli elettori».
Dentro Forza Italia si parla poco di programmi?
«Dobbiamo ripartire dall’Italia che produce non da quella che aspetta il reddito di cittadinanza. Puntare sul ceto medio indebolito dalla crisi: no al salario minimo, sì al taglio del cuneo fiscale perchè Forza Italia rappresenta il paese che lavora e che fa impresa. Gli imprenditori, non solo al nord,sono stanchi di Di Maio che li chiama prenditori».
A proposito, è orgogliosa della squadra Fontana-Malagò-Sala-Zaia che ha strappato alla Svezia le olimpiadi invernali del 2026?
«Va dato atto che ha agito una grande squadra. Ha vinto la buona amministrazione: poche chiacchiere e fatti concreti».
Forza Italia, che sul territorio governa con la Lega, sarà sempre collocata nel centro destra?
«Sì perchè Berlusconi è il fondatore del centro destra. Ma non saremo la stampella della Lega, alla quale chiediamo pari dignità , nè strizzeremo l’occhio alla sinistra come facevano i vecchi partitini di centro. Tra la destra di Salvini e la sinistra di Zingaretti c’è uno spazio enorme e Forza Italia si deve attrezzare per una grande campagna di ascolto soprattutto per intercettare quei milioni di italiani che non vanno più a votare. E penso anche al mondo cattolico, ai valori della famiglia, alla crisi della natalità , al welfare per l’infanzia e le mamme…».
Però Forza Italia sembra presa più dalle beghe interne che dai programmi. Come è partito il nuovo board di cui anche lei fa parte, con Antonio Tajani e Anna Maria Bernini, insieme ai coordinatori Toti e Carfagna?
«Toti è partito con il piede sbagliato. Il board non è ancora stato convocato dal presidente Berlusconi e lui già si è mosso comportandosi da leader dimenticando che è un nominato, come tutti noi. Anche lui è un commissario a tempo e sarebbe surreale se Forza Italia passasse dai nominati di Berlusconi ai nominati da Toti».
Toti ha evitato una scissione,rimane nel partito.
«La scissione non avrebbe fatto bene al partito. Sono contenta del suo ritorno dopo averlo visto ai comizi della Meloni e di Salvini più che a quelli di Forza Italia».
Reggerà lo schema Giovanni Toti al Nord e Mara Carfagna al Sud?
«È corretto pensare di rappresentare tutti i territori ma non siamo nè Forza Nord nè Forza Sud. Siamo Forza Italia, un partito autenticamente nazionale».
Ora lei non rischia di apparire come terzo incomodo tra i due coordinatori indicati da Berlusconi?
«Il primo a chiedere primarie aperte è stato Toti. Magari alla fine saremo anche in 4 in 5: dobbiamo tornare ad essere inclusivi – riflettendo molto sugli elettori che hanno abbandonato Forza Italia – altrimenti non saremo mai più un partito del 15-20%».
Il tavolo delle regole di cui lei fa parte deve stabilire un percorso: congressi territoriali o primarie nazionali?
«Il percorso si vedrà , non entro nei tecnicismi. È sicuro però che la sfida dovrà essere collegiale: coinvolgendo sindaci, amministratori locali e parlamentari. Poi chi si vuole candidare alle primarie lo farà liberamente. E sarà un bene: più candidati vogliono dire più opzioni politiche».
Lei ci sarà , dunque.
«Il mio curriculum – consigliera comunale e regionale, coordinatrice in Lombardia, parlamentare – mi consente di farlo».
Che succede a Forza Italia in caso di voto anticipato?
«La nuova fase è partita. Non potevamo restare fermi dopo una prova elettorale non esaltante nonostante il grande successo personale del presidente Berlusconi».
(da “il Corriere della Sera”)
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Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile
TOTI VUOLE LE PRIMARIE APERTE COSI’ SALVINI GLI MANDA UN MILIONE DI LEGHISTI A VOTARE LUI, NON CI VUOLE MOLTO A CAPIRLO… MARA DEVE DECIDERE SE VUOLE VIVACCHIARE O ROMPERE L’ASSE SUICIDA CON LA LEGA E CREARE UNA VERA LINEA LIBERALE
Mara Carfagna e Giovanni Toti: sarebbero loro i nuovi futuri coordinatori che gestiranno Forza Italia in vista del Congresso di fine settembre.
Dovrebbe essere questa la proposta, trapelata nel pomeriggio, che il Presidente Silvio Berlusconi dovrebbe avanzare all’assemblea dei gruppi parlamentari riuniti nella Sala Koch del Senato.
Una sorta di ‘ticket’ che lavorerà con un board, un comitato che dovrebbe stabilire le regole congressuali: tra queste ci sarebbe l’ipotesi di tenere delle primarie.
Sempre prima della riunione, a Palazzo Madama, s’era sparsa la voce che questo ‘board’ sarebbe stato composto da solo tre dirigenti del partito: i due capigruppo, Maristella Gelmini e Annamaria Bernini, e il Presidente del Parlamento europeo e vicepresidente del partito, Antonio Tajani.
Ma Giovanni Toti, nei mesi scorsi a più riprese critico nei confronti di Forza Italia, precisa: “Non credo che si possa fare una rivoluzione partendo da un board, si fa una rivoluzione partendo da dei contenuti e dandosi dei tempi precisi: entro la fine dell’anno un congresso o delle primarie aperte dove tutti gli amici usciti da Forza Italia possano partecipare”, ha affermato il governatore della Liguria, che oggi ha incontrato Berlusconi a pranzo.
Ovvero primarie aperte dove Salvini gli manda a votare un milione di leghisti per frlo vincere, altrimentio prendere (forse) i voti dei familiari.
Mara Carfagna ha affermato che il suo lavoro di coordinatrice inizierà il più presto possibile: “Ringrazio il presidente Silvio Berlusconi per la fiducia che mi ha espresso e per la lungimiranza con cui apre una fase nuova del nostro partito, senza calpestare ma anzi rendendo onore alla nostra storia. Storia di cui sono fiera e da cui non ho mai preso le distanze. Ringrazio anche tutti i colleghi che mi hanno espresso la loro fiducia in queste ore. Sarò al lavoro già da domani con il collega Giovanni Toti per riempire di contenuti e proposte questa nuova fase e invito tutti i dirigenti, i militanti, i semplici iscritti a riattivare la loro partecipazione alla vita del partito: mai come ora servono le energie di tutti. Le Cassandre che ci raccontavano paralizzati dall’incertezza e dagli scontri interni, sono state ancora una volta smentite. Ne sono felice: non ho mai avuto dubbi sulla capacità reattiva di Forza Italia, ora è il momento di rimboccarci le maniche insieme”.
In attesa di sapere cosa vorrà fare Mara da grande: accontentarsi di vivacchiare nel perenne equivoco di una forza alleati ai razzisti o creare una nuovo polo di destra liberale.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 13th, 2019 Riccardo Fucile
L’INFILTRATO DI SALVINI PRECISA CHE NON LASCEREBBE PERO’ LO STIPENDIO DELLA REGIONE LIGURIA
Un intervento alla radio e Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, “pensiona” Silvio
Berlusconi. “Considero il presidente Berlusconi il più grande statista che abbiamo avuto nella Repubblica – ha detto Toti a Un giorno da pecora – ma oggi secondo me deve rendersi conto che un’epoca è finita. Credo che il presidente Berlusconi debba cominciare a pensare come lascerà il suo partito, come tutti i grandi statisti in questo Paese”. “Quindi – ha proseguito – c’è bisogno di costruire un percorso che dia legittimità alla nuova classe dirigente”.
Poi aggiunge: “Se ci fossero le primarie di Forza Italia per scegliere il segretario, io mi candiderei, con le mie idee”.
E spiega che, nel caso di vittoria, non lascerebbe la Regione Liguria.
Parole pronunciate nel giorno in cui è prevista la riunione dell’ufficio di presidenza di Forza Italia. Mentre nel partito del Cavaliere si discute di come rinnovare il partito, evitando che sia travolto dal malumore legato ai risultati delle Europee e anche all’andamento dei sondaggi, che vedono Fi addirittura sotto il 7 per cento.
Gelida la replica di Berlusconi: “Lasciamolo perdere, dai – ha detto ai giornalisti che gli chiedevano una reazione – l’ho nominato io e chiede la democrazia, un nominatissimo”.
(da agenzie)
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Maggio 31st, 2019 Riccardo Fucile
BERLUSCONI ORA ATTACCA SALVINI E LA MELONI: “STIA AL VIMINALE INVECE DI FARE SEMPRE CAMPAGNA ELETTORALE E LASCI STARE LA DIVISA DELLA POLIZIA”
La domanda è: sarà troppo tardi? Forza Italia vara la sua mini-rivoluzione con il via libera al primo congresso nazionale che si terrà in autunno per decidere la linea, con un gruppo di cinque persone – nominate da Silvio Berlusconi – che preparerà l’appuntamento.
È la fine della leadership incontrastata del Cavaliere, complice il risultato deludente del voto europeo (8,8 per cento, ben sotto la soglia psicologica del 10)?
In realtà Berlusconi ha strigliato i suoi: “Basta con le dichiarazioni, le persone che mi hanno accompato in campagna elettorale le ho scelte io. Non voglio più vedere un’altra dichiarazione”.
Una difesa, insomma, dello staff finito sotto accusa: in particolare, nel mirino di molti il duo Tajani-Ronzulli.
Quello di ieri è comunque stato un comitato politico molto agitato, con diversi esponenti che hanno chiesto più spazio e più democrazia nel partito.
Insomma, le divisioni vengono sedate con la speranza che il governo giallo-verde si sgretoli e possa tornare il sogno di un centrodestra unito. Non a caso alla riunione ha partecipato il neo governatore del Piemonte, Alberto Cirio. Non si fa vedere, invece, un altro presidente di Regione, Giovanni Toti, troppo filo-leghista.
E proprio contro Lega e Fratelli d’Italia il partito di Berlusconi sembra pronto ad avere toni più duri: “Alla signora Meloni possiamo dirlo chiaro e tondo: sono stato io a metterla al governo, altro che Fini, che me ne indicò una ventina…”, avrebbe detto Berlusconi ai suoi.
E sul leader del Carroccio: “Da Salvini ho sentito molte parole fuori luogo: è stato solo 17 giorni a lavorare e 240 a fare campagna elettorale. Gli ho detto che sbagliava a mettere la tuta della polizia, lanciava un brutto messaggio. Credo di aver fatto bene. Con lui possiamo essere più duri”.
Fino a un mese dal congresso, versando un contributo di pochi euro, sarà possibile votare per la nascita del nuovo partito. Magari facendo emergere volti nuovi. Tutto potrà essere messo in discussione, tranne il ruolo del fondatore.
(da agenzie)
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Maggio 28th, 2019 Riccardo Fucile
DA TEMPO IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA, PER MANTENERE LA POLTRONA (L’ANNO PROSSIMO SI VOTA) TRAMA CON LA MELONI PER FARE DA RUOTA DI SCORTA DI SALVINI E CREARE UNA SCISSIONE IN FORZA ITALIA
Nel giorno del ritorno a Bruxelles, Silvio Berlusconi attacca il governatore della Liguria, pronosticandogli “l’invisibilità politica” se lascerà Forza Italia.
“Ha dei suoi sentieri personali che a mio parere non porteranno da nessuna parte”, ha ammonito il leader azzurro.
“Tutti coloro che sono usciti da Forza Italia si sono condannati all’invisibilità ”, ha risposto ai giornalisti che lo attendevano davanti all’hotel della capitale belga dove si sono riuniti i leader popolari
Proprio oggi Toti aveva rilasciato un’intervista a un giornale locale:
Quale sarà la sua prossima mossa?
«Lanciare una grande costituente che possa riunire, in un’unica casa, chi è di Forza Italia e vorrà partecipare e tutti quei movimenti o personalità che abbiamo perso per strada nell’ultimo anno mentre, da solo, gridavo al vento che così ci saremmo schiantati».
A chi pensa
«Penso a sindaci, consiglieri regionali, parlamentari che arrivano da Lombardia, Veneto, Piemonte, Puglia, Campania, Marche, Sicilia. E poi ai ragazzi delle civiche in Emilia Romagna, agli arancioni in Liguria, ai tanti che abbiamo perduto in questi anni. Troppi per nominarli tutti.
Toti, che in campagna elettorale per le Europee sembrava più un esponente di FdI, da tempo opera in stretto connubio con la Meloni e Salvini per “svuotare” Forza Italia di esponenti locali e portarli alla corte sovranista.
In cambio di un appoggio alla sua candidatura per le elezioni regionali, in programma il prossimo anno.
(da agenzie)
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