Dicembre 3rd, 2017 Riccardo Fucile
E LA MELONI MODIFICA IL SIMBOLO, SCOMPARE IL LOGO AN-MSI… ADERISCONO TRE RICICLATI: DUE SENATORI DI FI E UNO DI ALFANO
Accolta da Giorgia Meloni, al congresso del partito arriva Daniela Santanchè che
ufficializza la sua adesione a Fratelli d’Italia: “Sono tornata a casa, nella mia famiglia, dove Fini non mi ha permesso di stare, lui che ha distrutto un sogno. Devo dire grazie a Giorgia che ha ricostruito questa casa e mi ha permesso di tornare dove sono nata. Sono emozionata – dice ancora – metterò la mia passione per aiutare Giorgia, non voglio togliere spazio a nessuno e non chiedo nulla”.
Nuovo simbolo per Fratelli d’Italia da scompare la scritta Alleanza Nazione e sotto quella Msi ma resta la fiamma:
“E’ un simbolo che va avanti – spiega Giorgia Meloni – mantiene la fiamma ma non fa più riferimento al partito che è venuto prima di noi. La nostra storia resta ma si va avanti”.
Tre senatori in arrivo
I senatori Stefano Bertacco e Bartolomeo Amidei ex FI e Bruno Mancuso ex Ap hanno deciso di aderire a Fratelli d’Italia. L’annuncio è stato dato questa mattina dalla stessa presidente del partito Giorgia Meloni dal palco del congresso nazionale che si sta concludendo a Trieste. «Questa truppa di illustri signori – ha detto Meloni con soddisfazione – è la truppa di Fdi al Senato della Repubblica grazie all’adesione di queste tre persone che hanno creduto che noi siamo la forza più credibile».
(da agenzie)
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Dicembre 2nd, 2017 Riccardo Fucile
E NELLA LEGA SALVINI SEMPRE PIU’ ISOLATO, SI ASPETTA IL FLOP ELETTORALE, BOSSI ATTACCA, MARONI LAVORA SOTTOTRACCIA, ZAIA ASPETTA IL MOMENTO… E BERLUSCONI SE LA RIDE
Un sabato bestiale per la destra sovranista, sempre più travolta da beghe interne e
leader che tutto sono salvo che statisti con adeguato equilibrio politico.
Cominciamo da Giorgia Meloni che ha celebrato a Trieste la prima giornata del Congresso di partito tracciando le priorità e delineando le proposte di Fdi: programma condiviso, clausola antinciucio e liste pulite.
1) Programma condiviso è un luogo comune: pare evidente che qualsiasi maggioranza, anche quella impegnata nella gestione di un condominio, debba averlo. Se dopo cinque anni di opposizione, a tre mesi dal voto, si deve ancora discutere sul programma siamo proprio alla frutta.
Poi diciamo la verità : del programma ai tre leader del centrodestra non frega una mazza, a loro interessano solo i voti, come anche nel M5S e nel Pd.
Morale: evitiamo di prendere per il culo il prossimo.
2) Clausola antinciucio: qui la novità è data dal fatto che la Meloni non lo limita, come vorrebbe Salvini, solo a una futura intesa Forza Italia-Pd, ma lo estende anche a quella altrettanto reale Lega-M5S, di cui peraltro Giorgia è ben informata e non del tutto estranea fino a poche settimane fa
Ma onestà vorrebbe che si dicesse che una clausola del genere è ridicola, stante l’attuale sistema elettorale dove le coalizioni sono uno specchietto per le allodole e il giorno dopo il voto ogni partito andrà per la sua strada.
Privo di valore giuridico, senza alcun vincolo politico già parlarne è sintomo di debolezza e di scarsa fiducia negli alleati.
Un autogol .
3) Liste pulite: ha ragione la Meloni quando dice che la pulizia spetta ai partiti e non ai magistrati.
Ma allora perchè non ha costretto il suo Musumeci a farla in Sicilia? Che credibilità pensa di avere la Meloni quando nella maggioranza di Musumeci ci sono già quattro indagati e/o arrestati?
E non si dica che erano in altre liste: Ernesto Calogero e Giuseppe Zitelli erano nella lista di “Sarà bellissima” di Musumeci, non altrove.
E se Fdi non condivide la composizione della maggioranza di liste a sostegno di Musumeci perchè ha accettato un assessorato?
Non prendiamoci in giro.
4) Nel corso del suo intervento un’altra gaffe, quando per gettare veleno su Storace e Alemanno ha rimarcato “la strana alleanza tra indipendentisti e sovranisti”.
Ma se la Lega è indipendentista e quindi Storace e Alemanno, neosovranisti, si sono alleati con anti-italiani, che ci fa lei da anni a tenere lo strascico a Salvini?
La frase è rivelatrice della convinzione che il sovranismo della Lega sia solo una finzione, quindi lei si presta ad allearsi con un secessionista travestito, questo è la spiegazione della sua gaffe.
Ma se in Fdi c’e’ chi vorrebbe andare alle elezioni da soli, smarcandosi da Salvini, nella Lega l’insofferenza è ricambiata ed estesa a Berlusconi.
La temperatura politica in via Bellerio è altissima, tanto che in molti parlano di un Salvini fortemente indispettito tanto dalle mosse di Berlusconi tanto dalle ultime uscite della Meloni.
Nella Lega ci sono due minoranze che sono una spina nel fianco del leader.
Quella di Bossi e dell’assessore regionale lombardo Fava contesta la svolta nazionale e torna a rilanciare ogni giorno il verbo della Padania. Però il pericolo vero principale arriva da Roberto Maroni.
Sia sul caso degli skinhead di Como sia sul nome di Gallitelli, il Governatore lombardo ha preso le distanze dalla linea ufficiale della Lega.
E il timore dei salviniani è che il presidente della Lombardia – che comunque ha una strategia differente da quella del Senatùr – lavori per indebolire Salvini .
L’altro Governatore, il veneto Luca Zaia, resta defilato e in attesa. Una sua frase è emblematica e non lascia certo tranquillo Salvini: “tutto sta andando secondo copione e ne vedremo di tutti i colori”.
Da Arcore ovviamente Berlusconi se la ride.
Evviva il centrodestra unito.
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Dicembre 2nd, 2017 Riccardo Fucile
RAPPORTI MAI COSI’ TESI CON SALVINI, IPOTESI ROTTURA: “NON C’E’ GIORNO CHE NON CI PENSI”… MA VORREBBE DIRE RINUNCIARE ALLE POLTRONE DELL’UNINOMINALE E NON LO FARA’
I rapporti tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini non sono mai stati così tesi.
Nel primo giorno del congresso di Fratelli d’Italia, il clima che si respira a Trieste tra i 4mila “patrioti” arrivati da tutta Italia è da resa dei conti con un alleato, la Lega, sempre più scomodo e ingombrante.
A far saltare i nervi dei meloniani è stato l’accordo elettorale tra Salvini e Gianni Alemanno e Francesco Storace, due ex colonelli di An fin troppo legati all’epoca finiana per essere digeriti dai militanti di FdI.
L’irritazione della Meloni è stata palese già nell’intervista al Fatto quotidiano, quando a proposito del nuovo asse Lega-Sovranisti ha detto: “Prendo atto con serenità . Da noi sarebbe stato di certo più difficile avere garanzie, altrove mi pare di capire sono state presentate. Chi si è reso responsabile di disastri elettorali, e mi fermo a quelli – ha rintuzzato la Meloni – dovrebbe avere la misura nel richiedere una prorogatio per il suo fondoschiena”.
La Meloni potrebbe cedere a chi da tempo la tira per la giacca spingendola a correre da sola, svincolata dal centrodestra berlusconiano: “Non c’è giorno che non ci pensi”, ha ammesso, per quanto poi a mente fredda corregge il tiro: “Tutti quanti stanno facendo il loro gioco cercando ovviamente di valorizzare le loro specificità e le loro differenze: è il risultato di aver voluto una legge elettorale sostanzialmente proporzionale, sistema nel quale contano i voti che prende il partito”.
Un altro deterrente è la legge elettorale: se Meloni si smarca, il partito ne uscirebbe con le ossa rotta nei collegi uninominali, ma recupererebbe consensi nella battaglia al proporzionale.
L’idea di sfilarsi dalla coalizione esiste, ma per ora viene accantonata.
A Trieste, il secondo tempo di Fratelli di Italia comincerà con due certezze. Aprire il partito alle esperienze locali partendo da movimenti che gravitano nell’orbita della destra: dal neopresidente della Regione Sicilia Nello Musumeci a Raffaele Fitto.
Non è un caso che la scena di Trieste sia riservata innanzitutto agli amministratori locali. La seconda mossa punterà a rafforzare la presenza sul web in vista di una campagna elettorale che si sposterà dalla tv ai social.
(da agenzie)
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Dicembre 1st, 2017 Riccardo Fucile
CONTINUA LA LITE AD ALTO LIVELLO TRA STORACE E LA LEADER DI FDI CON BATTUTE SUI RISPETTIVI FONDOSCHIENA ABITUATI ALLE POLTRONE
Vediamo di ricapitolare la giornata e di aggiungere qualche altro dettaglio.
L’endorsement di Storace e Alemanno a favore di Salvini risponde a due esigenze teoriche, anzi molto virtuali, delle parti contraenti.
Da un lato i due ex destri sociali, respinti dalla Meloni, dovevano monetizzare politicamente due anni spesi a vagare nell’area sovranista senza un approdo in grado di garantire quei 3-4 seggi parlamentari che giustifichino la loro sopravvivenza (se personale o politica, decidete voi)
Dall’altro Salvini ha un disperato bisogno di alleati al centrosud dove pesca soltanto riciclati senza troppo seguito. Non dimentichiamo che alle comunali a Roma la Lega prese un misero 2,7%.
Per Salvini la soluzione è allearsi con Storace che raccolse lo 0,62%, a dimostrazione del grande stratega che è.
Se fino a ieri l’asse Meloni-Salvini era traballante, ora è terremotato, anche perchè in Sicilia il leader leghista ha preso una facciata: tre dei quattro eletti della lista comune con Fdi sono uomini della Meloni, l’unico leghista eletto è finito subito indagato, peggio di così, con un misero 1,6%, non poteva finire.
Oggi è stata la giornata dello scambio di cortesie tra la Meloni e Storace.
La Meloni al Fatto Quotidiano ha detto: “Ho sempre pensato che ci sia qualcosa di patologico in chi dopo una vita di potere e di risultati politici catastrofici pensa di essere titolare ancora di una poltrona. Da noi sarebbe stato di certo più difficile avere garanzie che altrove mi par di capire sono state prestate. Chi si è reso responsabile di disastri elettorali, e mi fermo a quelli, dovrebbe avere misura nel richiedere una prorogatio per il suo fondo schiena“.
A stretto giro la fine replica di Storace: “il mio fondo schiena ha poggiato diversi anni meno del tuo in Parlamento e al governo, giustamente accompagnata giovanissima dal consenso di Fini e non dai voti popolari. E meno di tutti i parlamentari eletti con te: La Russa, 25 anni, Cirielli 17, Taglialatela 14, tu 12, Totaro 12, Nastri 10 e via discorrendo, io solo 8” (e qui Storace dimentica gli anni in cui suo fondoschiena si è posato altrove, ovvero in Regione…n:d.:r.).”
Conclude Storace: “evita di impartire lezioncine che non puoi permetterti, semmai, accetta qualche consiglio sugli impresentabili che ti ri-chiedono posti“.
Insomma ci si avvia verso una campagna elettorale tra fondoschiena sovranisti.
E alla fine il più intelligente indivinate chi è.
Il solito cavaliere che, come ai tempi del Milan, sa gestire al meglio la sua squadra, anche quando cede un giocatore titolare in prestito un motivo c’e’.
Chi meglio della Santanchè, ultras anti-islamica e anti-immigrati, potrebbe creare problemi a Salvini al Nord se fosse nella lista concorrente?
Ed ecco l’aiutino alla Meloni per danneggiare la Lega in Padagna a vantaggio di Fdi: una Santanche’ che gira il Nord urlando più di Salvini “contro l’invasione” sottrarrà voti alla Lega e rinforzerà la Meloni, laddove è più debole.
Mentre Silvio presenterà volti moderati per raccogliere i consensi nel suo tradizionale bacino di voti.
Non dimentichiamo che l’operazione “prestito” era già stata messa in atto con “La Destra” ed era terminata con il rientro del “prestito gratuito” in Forza Italia.
E non a caso c’è già stato, se a qualcuno fosse sfuggito, l’endorsement di Rampelli in Lazio a favore del candidato proposto da Berlusconi, il giornalista Mediaset Liguori.
Favore chiama favore.
E siamo appena agli inizi.
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Novembre 28th, 2017 Riccardo Fucile
DAI DOCUMENTI UFFICIALI DEPOSITATI RISULTANO FINANZIATORI IMBARAZZANTI, ECCO I NOMI
«C’è l’Italia colpevole di Angiola Armellini, che non paga di ereditare un impero senza aver fatto nulla, nasconde due miliardi di euro al fisco».
Parola di Giorgia Meloni, che durante la campagna elettorale per diventare sindaco di Roma descriveva così la grande ereditiera da sempre in affari con il Comune capitolino (incassava più di 4 milioni all’anno per l’affitto di suoi appartamenti usati come case popolari).
I documenti analizzati da L’Espresso permettono di raccontare un inedito retroscena sul rapporto tra la Meloni e la donna accusata di evasione fiscale.
La leader di Fratelli d’Italia ha infatti ricevuto donazioni da quattro società che fanno capo alla Armellini, per un totale di 20 mila euro.
Spiccioli- ma sempre ben accetti- per “lady no tax”, che col mattone ha guadagnato miliardi.
Ai quali si aggiunge una mancetta dei costruttori romani, i Mezzaroma. Una donazione da 1.500 euro attraverso una società del gruppo.
Imprenditori che hanno sempre avuto simpatie per la destra: nel 2010 hanno versato 100 mila euro al partito di Berlusconi, nel quale la Meloni era ministro.
Tra i finanziatori della leader di destra alle elezioni comunali – 210 mila euro in totale – c’è anche la società Corallobeach.
Il titolare è Claudio Balini, ras dei lidi del litorale e parente di Mauro Balini, a cui la magistratura ha sequestrato beni per 50 milioni di euro.
Mauro Balini, per gli investigatori, ha legami con la malavita locale. Insomma, pecunia non olet.
Neppure per l’erede di Almirante.
(da “L’Espresso”)
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Novembre 17th, 2017 Riccardo Fucile
ORA I LOCALI SONO SOTTO SEQUESTRO… APPOSTA ALL’INTERNO UNA TARGA CON IL NOME DI RAMPELLI PER AVALLARE LA TESI CHE SIA IL SUO DOMICILIO PARLAMENTARE, MA PRIMA NON C’ERA, SIAMO ALLA FARSA
A pochi giorni dallo sgombero qualcuno avrebbe cambiato le serrature della storica sede di FdI-An di Colle Oppio, in via delle Terme di Traiano a Roma, da cui il Campidoglio a 5 Stelle ha sfrattato il partito di Giorgia Meloni lo scorso primo novembre.
Ad accorgersi dell’accaduto una pattuglia della polizia locale in transito che ha notato qualcosa di diverso. Scattato il controllo sarebbe stato appurato che le serrature sono state sostituite.
L’area è stata posta sotto sequestro e la polizia locale procederà con una denuncia contro ignoti.
Forzata la porta, una volta all’interno i vigili hanno riscontrato alcune anomalie, come la presenza di una bacheca con dei fogli che al momento dello sfratto non c’era. L’immobile è ora protetto da una porta blindata.
Cosa è accaduto e chi è entrato nella sede piazzando una bacheca con dei fogli?
A fornirci qualche indizio per comprendere appieno i fatti è il deputato del Movimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi, membro della giunta per le autorizzazione della Camera, che racconta in una dichiarazione: “Mercoledì scorso in giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati abbiamo discusso della questione delle sede di Fdi a Colle Oppio, fronte Colosseo, espropriata dal Comune di Roma una volta scoperto che nessuno pagava neanche la misera cifra di 13 euro al mese. L’onorevole Fabio Rampelli (capogruppo FdI alla Camera, ndr), infatti, sosteneva fosse un suo domicilio parlamentare ma a sostegno della sua tesi non ha portato alcuna prova. Per cui in quella sede gli è stato chiesto di produrre elementi probanti, che possano essere ad esempio le comunicazioni ufficiali alle autorità del domicilio parlamentare, la presenza di una targa col suo nome, suo materiale all’interno dell’edificio. Dopo neanche 48 ore scopriamo che con un blitz in quella sede, è ora presente un evidente cartello col nome del deputato di Fdi che non c’era mai stato prima, come testimoniano documenti ufficiali oltre alle numerose foto precedenti. Inoltre la sede è stata violata e sono state cambiate ben due serrature, tanto che ora il locale è stato posto sotto sequestro ed è stata aperta un’inchiesta. Ad ogni modo non mi meraviglierei più di tanto se, a questo punto, spuntassero fuori anche materiali, prima inesistenti, a sostegno di un domicilio parlamentare che i fatti stanno dimostrando non esserci mai stato. Verrebbe da sorridere se l’accaduto non fosse di una gravita’ inaudita: sono forse queste le prove che Rampelli porterà in giunta per le autorizzazioni?”.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 17th, 2017 Riccardo Fucile
TONINELLI (M5S): “MELONI E LA SUA CANDIDATA A OSTIA VICINO AGLI SPADA, PER QUESTO NON HA PARTECIPATO ALLA MARCIA PER LA LEGALITA'”… MELONI: “LO QUERELO PER DIFFAMAZIONE, SPADA SI E’ INFILATO NELLO SCATTO O L’HA MANDATO QUALCUNO”
Mentre in piazza Anco Marzio i cittadini manifestano per la libertà di stampa e contro le mafie, è scontro tra i partiti dei due candidati al ballottaggio in programma domenica, M5s e Fratelli d’Italia, su foto e presenze degli Spada su Facebook. L’immagine contesa è quella in cui appare Giorgia Meloni con Silvano Spada.
La Meloni si difende: “Tra le centinaia di foto che ogni giorno faccio in giro per l’Italia c’è anche questa foto, scattata quando ho visitato ad Ostia la sede di un’associazione che si occupa di disabili, che mi ritrarrebbe con una persona (che come chiaramente si vede si è infilata nella foto come fosse il Paolini della situazione, se non è stato mandato da qualcuno) che dicono faccia ‘Spada’ di cognome”.
La foto non è passata inosservata ai grillini, che hanno rilanciato sui social l’immagine attaccando un po’ tutti del centrodestra, dalla candidata Monica Picca alla stessa Meloni. Che ha poi annunciato querela contro il deputato grillino Danilo Toninelli.
“Ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela. Delle sue illazioni diffamatorie e infamanti ne risponderà in tribunale”, dice Meloni in riferimento al tweet in cui Danilo Toninelli scrive: “Avevamo ragione a dire che la Meloni e la sua candidata a Ostia fossero vicine agli Spada. Questa foto ne è la prova. Ecco perchè non si sono presentate alla marcia per la legalità di alcuni giorni fa! Con che faccia possono chiedere il voto ai cittadini del X Municipio?!”.
Ma cosa dice l’interessato, ovvero Silvano Spada?
In parte smentisce la Meloni, nessuno l’ha mandato e non si è imbucato: “Erano sotto casa mia, ho chiesto di fare una foto, non vedo cosa ci sia di male”.
(da “La Repubblica”)
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Novembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
LO SCATTO IMBARAZZANTE DURANTE UNA INZIATIVA DELL’ANFFAS A OSTIA… LA MELONI: “NON SAPEVO CHI FOSSE”… LA GAFFE DI RAMPELLI
Questa foto pubblicata da Fanpage e che ritrae Giorgia Meloni e Monica Picca con
Silvano Spada sta facendo esplodere gli ultimi giorni di campagna elettorale per la corsa al X Municipio.
Lo scatto è stato effettuato durante un’iniziativa dell’ANFFAS Ostia Onlus, un’associazione che si occupa di assistenza alla disabilità sul litorale, lo scorso 21 ottobre e ovviamente non può non rivestire un significato particolare dopo le tante polemiche sul clan Spada a Ostia e sulle foto di esponenti di Casapound con Roberto Spada. Ovviamente l’occasione è ghiotta per mettere anche la croce finale sul voto di Ostia, dove il M5S parte favoritissimo al ballottaggio nonostante i non lusinghieri risultati del primo turno.
La Meloni ha risposto su Facebook riguardo la vicenda:
“Tra le centinaia di foto che ogni giorno faccio in giro per l’Italia incontrando i cittadini c’è anche questa foto pubblicata dal sito Fanpage.it, scattata quando ho visitato ad Ostia la sede di un’associazione che si occupa di disabili, che mi ritrarrebbe con una persona che dicono faccia ‘Spada’ di cognome. Domani sarò a Ostia per il comizio finale a sostegno di Monica Picca e ribadirò ancora una volta che Fratelli d’Italia è contro ogni mafia e che non accetta lezioni da nessuno”
Che in Fdi regni nervosismo lo dimostra anche la gaffe del numero due di Fdi: Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera, ha infatti pubblicato la foto di Luigi Di Maio con Salvatore Vassallo, apostrofandolo come camorrista nonostante questi fosse soltanto fratello del pentito del clan dei Casalesi Gaetano.
La Picca è andata invece all’attacco promettendo querele: “Tengo a confermare che non ho nulla a che vedere con l’omonima famiglia. Fratelli d’Italia ad Ostia non ha mai preso voti dagli Spada e nemmeno li vuole, a differenza dei grillini”
Chi di Spada ferisce, di Spada perisce?
(da agenzie)
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Novembre 12th, 2017 Riccardo Fucile
IL COMMENTO DI DARIO COLOGGI SULLA PAGINA DI SPADA FATTO SPARIRE… L’IMBARAZZO DEL PARTITO DELLA MELONI: “SARA’ ESPULSO”
L’agenzia di stampa ANSA ha segnalato che un candidato di Fratelli d’Italia al municipio X di Ostia nella lista per Monica Picca presidente, Dario Cologgi, il 6 giugno rispondeva ad un commento di Roberto Spada, arrestato per l’aggressione ad un giornalista, sul suo profilo Fb “Ottobre è vicino…riprendiamoci Ostia…e quanto vorrei che fosse comune a sè”.
Il commento non sembra essere più visibile nello status di Spada, che scriveva “Grazie per la morte di Ostia” lamentandosi per l’assenza di bagnanti nel 2017 mentre negli altri anni “si era fortunati a trovare uno spazietto”.
Cologgi, secondo quanto racconta l’ANSA, commenta in romanesco: “#onestà tacciloro”. Spada gli risponde: “Onestà spiaggia sporca…e te pijano per culo con video e operazioni finte”.
A questo punto, Cologgi replica: “Se pijano per culo da soli…ottobre è vicino… riprendiamoci Ostia…e quanto vorrei che fosse comune a sè”.
Lo scambio nei commenti non è più visibile nello status di Spada, mentre c’è ancora lo scambio con Carlotta Chiaraluce, candidata di Casapound nel municipio:
Massimo Milani, commissario romano di FdI, fa sapere che per Cologgi è partita una richiesta di espulsione.
“Dario Cologgi è stato deferito alla commissione di disciplina di FdI con richiesta di espulsione appena alcuni nostri elettori ci hanno segnalato uno scambio di battute sui social con Roberto Spada”.
“Ribadiamo di non aver mai avuto, diversamente dal M5S e da CasaPound, rapporti, dichiarazioni di voto, richieste di candidatura da questo clan. FdI giorni fa ha preventivamente e radicalmente risolto il problema di un suo candidato, di cui non convinceva la confidenzialità che era emersa da un commento social. Spero che i 5 stelle facciano altrettanta chiarezza su questa vicenda torbida della palestra di via Antonio Forni e rispondano efficacemente alle accuse di avere un rapporto con la famiglia Spada come denunciato dal commissario del Pd Orfini in una recente intervista — si legge in una nota -. Ribadiamo di non avere nulla a che vedere con gli Spada e non vogliamo i loro voti”.
Lo scaricabarile tra i partiti continua.
(da “NextQuotidiano”)
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