Giugno 20th, 2017 Riccardo Fucile
L’ULTIMA CORBELLERIA DEL FUORICORSO SUSCITA IRONIE: “MA ANCHE SPANDAU BALLET, KEKKO DEI MODA, MAZINGA E PEPPA PIG”… “FRANCIA O SPAGNA PURCHE’ SE MAGNA”
Superare il sistema bipartitico e la “vecchia” distinzione tra destra e sinistra è da sempre uno dei punti cardine della politica pentastellata, ma per gli utenti di Twitter questa volta Luigi di Maio è andato un po’ oltre.
In un’intervista rilasciata a Porta a Porta, il golden boy di casa 5 stelle ha raccontato l’anima del Movimento, spiegando come spazi dai valori del Pci a quelli di Msi e Dc, e il social ha iniziato a ipotizzare (con ironia) future dichiarazioni, che possano garantire un ulteriore allargamento della base elettorale.
“Chi siete? Cos’è il Movimento 5 stelle?”, aveva chiesto Bruno Vespa al vicepresidente della Camera, nel salotto della sua trasmissione. “È un movimento post ideologico, ma porta con sè tante idee che erano state i cavalli di battaglia dei partiti di destra e di sinistra, valori che sono dentro ognuno di noi”, aveva risposto lui, “C’è chi si rifà a quelli portati avanti da Berlinguer, chi a quelli di Almirante, chi a quelli della Dc”.
Mentre la frase veniva pronunciata su Raiuno, in contemporanea su Twitter sono iniziati a comparire una serie di commenti, tutti pressochè con lo stesso taglio ironico. “Di Maio: ‘In noi i valori di Berlinguer, Almirante e della DC’ , ma anche qualcosa di Sandy Marton, degli Spandau Ballet e di Kekko dei Modà¡”, scrive qualcuno, “ma anche Mazinga e Peppa Pig, Albano e AC/DC”, aggiunge un altro.
“Prossimamente ‘noi eredi di madre Teresa e Moana Pozzi'”, si legge in un commento. “Come dire ‘siamo vegetariani, carnivori e fruttariani'”, ironizza un utente. “Alias: O Franza o Spagna, purchè se magna”, conclude un altro.
In altri casi i social hanno colto in fallo il candidato premier in pectore del M5s, dando vita a tormentoni nati da suoi scivoloni, e non lo dimenticano anche questa volta. “Di Maio: ‘Ci ispiriamo ad Almirante, dittatore del Cile'”, si legge in un post che riporta alla memoria la celebre gaffe su Pinochet.
Ma alla fine, per più di un utente, la sua dichiarazione era chiaramente ispirata al “pensiero positivo” di Jovanotti e in realtà l’unico desiderio di Di Maio è quello di creare un grande partito politico che passa “da CheGuevara a Madre Teresa passando da MalcomX attraverso Gandhi e San Patrignano”.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 20th, 2017 Riccardo Fucile
“BASTA FARE IL PESCE IN BARILE CON QUESTE ASTENSIONI, PER NON SCONTENTARE QUALCUNO STANNO FINENDO PER SCONTENTARE TUTTI”
Fiorella Mannoia rompe il fronte del silenzio dei VIP pro M5S sullo ius soli e oggi su
Facebook dice la sua,ovvero che sullo ius soli i 5 Stelle avrebbero dovuto votare perchè è una battaglia civile
Io penso che sulla pelle di questi disgraziati si stia giocando la campagna elettorale. Questo non è uno ius soli. È un surrogato. Meglio di niente? Si, meglio di niente. (Siamo abituati ai “meglio di niente”) E, essendo una legge sui diritti andava votata anche così e i 5S avrebbero dovuto votarla, perchè ci sono battaglie civili che non si possono ignorare anche solo simbolicamente vanno appoggiate. Dico anche che francamente sono stufa di tutte queste astensioni dei 5S, anche questo fare il pesce in barile è campagna elettorale, per paura di scontentare qualcuno dei loro elettori, hanno finito per scontentare tutti.”
Poi conclude:
“In questo momento ho una gran nausea. Di tutti quelli che sfruttano la sofferenza umana per arricchirsi o per raccattare voti, chiunque essi siano. Detto questo io rimango e rimarrò sempre a disposizione, di chiunque me lo chieda, per tutte le battaglie per i diritti civili in cui credo, a favore dei più deboli, chiunque essi siano.”
(da agenzie)
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Giugno 20th, 2017 Riccardo Fucile
TRE ANNI FA IL M5S HA PRESENTATO UNA LEGGE SULLO IUS SOLI SIMILE A QUELLA IN DISCUSSIONE, OGGI CHIEDE CHE A DECIDERE SIA L’EUROPA… E IL COMMISSARIO EUROPEO GLI RICORDA CHE L’UE NON C’ENTRA UNA MAZZA, SONO DECISIONI DEI SINGOLI GOVERNI
Volete vedere un partito politico che si arrampica sugli specchi?
Non dovete far altro che andare a leggere l’ultimo post pubblicato sul Blog di Beppe Grillo. L’argomento è quello capace di spaccare un MoVimento “postideologico” come il 5 Stelle: lo ius soli.
L’articolo è l’ennesima supercazzola che Grillo e portavoce rifilano ai loro elettori.
A partire dal titolo “per uno ius europeum” che non vuol dire nulla: perchè ius significa “diritto” e non solo cittadinanza. Con il cosiddetto ius soli non si vuole riformare il diritto ma solo le regole per cittadinanza delle persone nate in Italia da genitori stranieri.
Nel 2013 i 5 Stelle hanno avanzato la loro proposta di legge sullo ius soli. Una proposta di legge che è incredibilmente simile a quella sulla quale il MoVimento si è astenuto alla Camera nel 2015 e al Senato la settimana scorsa.
Ebbene, oggi il MoVimento e Grillo dicono che quella proposta di modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di cittadinanza per nascita e di acquisto della cittadinanza è una sòla.
Il che già è interessante perchè quella proposta era stata firmata anche dal Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio.
Ma i 5 Stelle possono e sanno fare di meglio.
Ad esempio un partito che è alleato del partito più antieuropeista del Parlamento Europeo chiede che per approvare una legge nazionale ci sia bisogno del parere della Commissione Europea.
Chissà che fine hanno fatto i buoni propositi di restituire sovranità al nostro paese dal gioco dell’Unione Europea.
Siamo ad anni luce di distanza dal referendum per l’uscita dall’euro. Anche su quello i 5 Stelle chiederanno un un orientamento alla Commissione europea per coinvolgere nel dibattito anche il Parlamento europeo e il Consiglio?
Miracoli del post-ideologico.
Improvvisamente i 5 Stelle scoprono il valore della cittadinanza europea.
La legge in discussione al Senato mette l’Italia in linea con quella già in vigore in Francia, Germania e Regno Unito.
La risposta alla tentativo del M5S di gettare fumo negli occhi degli elettori arriva dal Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza Dimitris Avramopoulos.
Il commissario europeo ha ricordato che la legge sulla cittadinanza è chiaramente una competenza nazionale. «È una responsabilità nazionale: mi chiedo per quale motivo qualcuno dice che noi dovremmo reagire su questo.
Noi non giochiamo nel campo di gioco della politica interna» ha detto Avramopoulos a margine di una conferenza a Bruxelles.
Ma è evidente che il M5S vuole solo rimandare e prendere tempo. Non si sa per cosa, perchè all’orizzonte non sono previste consultazioni online della base.
In ogni caso siamo sicuri che Alessandro Di Battista e Manlio Di Stefano potranno egregiamente condurre dei negoziati con Viktor Orbà¡n.
Possono rimanere in Ungheria per tutto il tempo che riterranno necessario.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 20th, 2017 Riccardo Fucile
A PORTA A PORTA IL BURATTINO DI GRILLO MOSTRA UNA CONFUSIONE GLOBALE E ARRIVA A CITARE INSIEME BERLINGUER, ALMIRANTE E ANDREOTTI…UN PARTITO CHE VORREBBE PRENDERE I VOTI DA TUTTI E OGNI GIORNO DICE TUTTO E L’OPPOSTO DI TUTTO, COSI’ NON SCONTENTA NESSUNO
Ieri il Vicepresidente della Camera Luigi Di Maio era ospite a Porta a Porta.
Da Bruno Vespa Di Maio ha parlato del MoVimento 5 Stelle e del posizionamento politico del partito dopo il voto al Senato sullo ius soli.
I portavoce pentastellati in questi giorni hanno un bel da fare a giustificare l’astensione del M5S. Astensione che in realtà non è una novità perchè anche durante il passaggio alla Camera il partito di Grillo si è astenuto sulla legge di riforma della cittadinanza.
Si può dire che i 5 Stelle sono stati coerenti con la scelta di non votare lo ius soli temperato alla Camera. Ma in realtà le cose sono più complesse.
Perchè nel 2013 il MoVimento aveva presentato una proposta di riforma alla legge che introduceva una forma temperata di ius soli e anche quello che viene definito ius culturae.
Quella proposta, firmata anche da Luigi Di Maio, è stata assorbita nel testo unico che poi è stato votato alla Camera. Inoltre nel preambolo il M5S spiegava che lo ius soli temperato era una legge “idonea a produrre inclusione sociale”.
Ieri invece Di Maio ha detto che ritene che «Il tema debba essere portato in un pacchetto di provvedimenti che deve interessare le istituzioni europee».
Insomma il M5S vuole solo rimandare.
Ma c’è di più, perchè al Senato il voto di astensione equivale al voto contrario. Quindi il M5S è riuscito a fare il capolavoro di votare contro la sua stessa proposta di legge (perchè le due proposte sono davvero uguali).
Ieri da Vespa Di Maio ha detto che durante la campagna delle amministrative si dovrebbe parlare di acqua pubblica, dei trasporti, delle strade e della pubblica amministrazione.
Ma così dicendo ha dimostrato due cose: la prima è che ha usato il voto in Senato per fare campagna per le amministrative. La seconda è, che votando contro, il M5S ha quindi voluto mandare un segnale ai propri elettori.
Di Maio dimentica però che — anche se ci sono le amministrative — i lavori del Senato non si possono certo fermare.
Di Maio ha detto che la votazione in Senato è stata inutile perchè il testo non è passato per la commissione. In realtà il Senato ha votato per “incardinare” la legge.
La Commissione ha rinunciato a lavorare sugli emendamenti perchè ne sono stati presentati 80 mila. La vera discussione nel merito per approvare la legge si farà dopo i ballottaggi. Chissà che in quell’occasione, non essendoci più la campagna per le amministrative, il M5S possa cambiare idea.
La questione del voto sullo ius soli però ha portato allo scoperto l’intrinseca debolezza della posizione “post-ideologica” del M5S.
Al Senato il MoVimento ha votato come la Lega e si è opposto allo ius soli trovandosi sulla stessa sponda dei neofascisti di Casa Pound e Forza Nuova che manifestavano fuori da Palazzo Madama.
Di Maio sostiene che loro non sono nè di destra nè di sinistra, ma alla Camera due anni fa il MoVimento non ha presentato emendamenti e non è mai intervenuto in commissione sul testo. C’erano le amministrative anche all’epoca?
Contrariamente a quanto cinguettò Riccardo Nuti nel 2015 la platea dei possibili beneficiari di una nuova legge sulla cittadinanza è di circa 800 mila persone nell’immediato e di quasi sessantamila ogni anno per gli anni a venire.
Il M5S avrebbe preferito dare la cittadinanza a tutti gli stranieri residenti in Italia? Dovrebbe prima spiegare cosa c’entra con con una legge che riguarda il diventare italiani “per nascita”.
Ma anche così non se ne viene fuori, perchè nel 2015 il M5S preferì non consultare gli elettori certificati tramite una votazione sul blog.
Tutta la sceneggiata del M5S sullo ius soli più che dimostrare che il 5 Stelle è un partito post ideologico, come vorrebbe farci credere Di Maio, è un partito confuso.
Di Maio ha detto che nel MoVimento coesistono i valori di destra e sinistra che al suo interno «c’è chi si rifà ai valori di Enrico Berlinguer, chi a Giorgio Almirante, e chi invece a quelli dei leader della DC».
All’occorrenza il M5S pesca a destra, a sinistra e al centro.
Nel caso della legge sullo ius soli il MoVimento ha attinto ai valori di destra, come spesso fa quando si parla di diritti civili.
E per non farsi mancare nulla ha riscoperto — in extremis — anche un certo fervore europeista. Ma è proprio la richiesta di un accordo europeo (da parte di un partito che è alleato con l’UKIP di Farage) che dimostra che post-ideologico è solo un termine per nascondere il vuoto pneumatico del MoVimento.
(da “NextQuotidiano“)
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Giugno 19th, 2017 Riccardo Fucile
ERA ANCORA PIU’ APERTURISTA DI QUELLA ATTUALE DEL PD: ECCO COSA PREVEDEVA
Il M5S si è astenuto al Senato sullo ius soli. Ci sono cose più importanti a cui pensare. 
Ad esempio la convenienza elettorale, quella di non far vedere ai propri elettori di essere “amici degli immigrati”.
Eppure c’è stato un tempo, ad inizio legislatura, in cui il M5S ha presentato una proposta di legge sulla cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia molto simile a quella discussa al Senato.
La proposta di legge in materia di cittadinanza per nascita e di acquisto della cittadinanza è stata presentata alla Camera il 14 giugno 2013.
Il primo firmatario è Giorgio Sorial ma è sottoscritta anche da Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carlo Sibilia e Danilo Toninelli.
A leggerla si ritrovano tanti punti in comune con quella avanzata dal PD che da due anni è ferma tra Camera e Senato e sulla quale i senatori a 5 Stelle si sono astenuti.
Si legge ad esempio che il testo “rende possibile l’acquisto della cittadinanza italiana a chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno vi risieda legalmente da non meno di tre anni o da genitori stranieri di cui almeno uno sia nato in Italia e vi risieda legalmente da non meno di un anno“.
La proposta sulla quale i 5 Stelle si sono astenuti al Senato prevede che la cittadinanza venga concessa ai figli di immigrati regolari che risiedono in Italia dal almeno cinque anni prima della nascita del richiedente.
Lo ius culturae secondo il M5S
Ma le somiglianze non si fermano qui, perchè la proposta del M5S parla anche di ius culturae, ovvero il riconoscimento della cittadinanza italiana a coloro che hanno compiuto un percorso scolastico nel nostro paese.
In tal senso l’articolo 3 della legge sullo ius soli a 5 Stelle prevede lo stesso tipo di ius culturae di quella in discussione in Parlamento.
Chi, entrato in Italia entro il quinto anno di età , ha compiuto positivamente un percorso di istruzione primaria diviene cittadino.
Lo stesso vale per gli stranieri che sono arrivati in Italia entro i 10 anni di età e hanno superato l’esame di terza media e per coloro — arrivati entro il diciottesimo anno di età — che hanno ottenuto un diploma di scuola superiore.
Nella presentazione del testo si legge che lo ius soli è misura di integrazione positiva, idonea a produrre inclusione sociale, e di riconoscimento del percorso di radicamento avviato nel nostro territorio dalle persone di origine straniera che vi sono nate, che stabilmente vi abitano e che intendono, con pari diritti e doveri, partecipare alla vita culturale e socio-politica del nostro Paese.
Giusto qualche giorno fa Luigi Di Maio invece parlava di manovra di propaganda elettorale e paventava il rischio che lo ius soli possa scatenare un pull factor che significa fare una legge per la cittadinanza che attragga ancora più migranti verso l’Italia e con l’Europa che se ne frega altamente. Lo Ius soli non deve essere propaganda elettorale per questo noi ci asterremo, le priorità del paese sono ben altre.
Ma come mai il M5S non ha votato una legge che sostanzialmente identica alla proposta di legge che aveva avanzato nel 2013?
I pentastellati vi diranno che il PD ha fatto di tutto per ostacolare il percorso della loro proposta di legge. In realtà nell’ottobre 2015 la Camera ha approvato un testo unificato che univa le diverse proposte di legge in materia (erano venticinque per la precisione). Anche in quel caso i 5 Stelle si sono astenuti.
Eppure poco più di una settimana fa alla Camera i 5 Stelle non hanno avuto alcun problema a votare a favore dell’emendamento Biancofiore (FI) alla legge elettorale. Perchè era identico a quello presentato dal deputato Fraccaro, hanno detto.
Ma nel caso dello ius soli non è stato sufficiente.
Evidentemente presentare proposte di legge non costa nulla, metterci la faccia e i voti per farle approvare invece sì. Se credete di aver visto una sceneggiata simile quando si è trattato di far approvare la legge sulle Unioni Civili non vi sbagliate.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 19th, 2017 Riccardo Fucile
TUTTI IN SILENZIO: CHE ABBIANO IMPARATO DA DI MAIO L’ARTE DELLA FUGA QUANDI LE COSE VANNO MALE?
Uno spettro si aggira per l’Italia, è quello degli artisti “di sinistra” che hanno abbracciato il MoVimento 5 Stelle.
Spettro nel vero senso della parola perchè dopo la figuraccia del M5S sullo ius soli personaggi del calibro di Fiorella Mannoia, Sabrina Ferilli, Antonello Venditti o Claudio Amendola sono scomparsi.
Eppure fino a non poco tempo fa invitavano a votare per il MoVimento “tradendo” la sinistra e il PD
C’è chi, come Claudio Santamaria, si è impegnato in prima persona nella campagna elettorale di Virginia Raggi. Eppure dopo l’uscita della sindaca di Roma che ha riscoperto l’accoglienza zero nemmeno lui si è fatto sentire.
Se non altro per dare un consiglio alla sindaca. E invece niente. Non una parola per commentare la posizione del M5S sullo ius soli, così come nessuno ha commentato le uscite di Luigi Di Maio contro le ONG e i taxi del mare in combutta con gli scafisti. Forse la questione non è di alcun interesse.
Oppure è solo imbarazzo?
Così sembra di capire dalla risposta data dalla Mannoia ad un fan che le chiedeva di dire qualcosa sulla posizione del MoVimento riguardo la legge sullo ius soli.
Ma questo imbarazzato silenzio dei vip di sinistra che sono passati a sostenere il M5S ci dice forse qualcosa di più.
Ovvero che forse che dietro l’adesione di tanti Vip emigrati dalla sinistra al 5 Stelle c’era più la convenienza di stare con il nuovo che avanza per opportunismo che altro. Eppure una parolina su Di Maio che dice “pensiamo ai disoccupati, non allo ius soli” non sarebbe stata poi così male.
Curiosamente l’unica che ha criticato le uscite anti migranti del M5S e di Di Maio è stata Sabina Guzzanti. Ma era l’11 maggio e la Guzzanti ancora non ha detto nulla sulla scelta del MoVimento di astenersi al Senato sullo ius soli.
Eppure che il M5S non veda di buon occhio i migranti e i loro figli non è una novità dell’ultima settimana.
Poi c’è il caso di Fedez, lui non è mai stato di sinistra anzi: ha scritto l’inno del partito di Beppe Grillo.
Qualche tempo fa Fedez ha spiegato che i 5 Stelle sono “gli unici che si oppongono al sistema“. Oggi invece è troppo impegnato ad organizzare il suo matrimonio e a sfoggiare l’ennesimo outfit per preoccuparsi di quello che succede in Parlamento. Forse non votare lo ius soli è un modo per essere contro il sistema e contro la Kasta rappresentata dai bambini “stranieri” nati in Italia.
Magari quegli adolescenti che cantano le sue canzoni ai suoi concerti.
Il comico Dado, già protagonista al raduno pentastellato di Palermo, invece se la prende con la Raggi. Ma solo per la decisione di imporre il limite di 30 chilometri orari sulla Cristoforo Colombo.
Dado insomma si occupa dei problemi concreti della Capitale, non di quisquilie come il piano per sgombrare i campi Rom, l’accoglienza dei migranti o la legge sullo ius soli.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 19th, 2017 Riccardo Fucile
E IL PADRE ATTACCA : “SE L’INCONTRO CASALEGGIO-SALVINI C’E’ STATO E DI MAIO NEGA, SIAMO IN PRESENZA DI UNA PICCOLA TESTA DI CAZZO”
Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera scrive oggi che Alessandro Di Battista potrebbe
prendersi “una pausa” dall’impegno politico in contemporanea con la nascita del figlio, decidendo di non ricandidarsi a un secondo mandato per adesso e pur rimanendo “a disposizione del MoVimento”
Tuttavia nelle ultime settimane Di Battista – che questa settimana sarà impegnato nel tour elettorale per i ballottaggi – avrebbe detto ai suoi colleghi parlamentari di volersi dedicare con impegno alla sua prossima paternità .
Niente tour estivi massacranti, quindi. Ma non solo.
Il deputato romano avrebbe confidato a una ristretta cerchia di parlamentari di meditare addirittura la necessità di un break, di una pausa, che potrebbe tradursi in uno stop volontario per le prossime Politiche. Secondo mandato rinviato, pur rimanendo a disposizione del Movimento.
Un’ipotesi solo accarezzata e difficile da far digerire agli stessi vertici pentastellati che vedono nel deputato romano uno degli uomini di punta – specie nelle piazze e in tv – dei 5 Stelle.
La decisione di Di Battista arriva dopo le parole del padre Vittorio, che a Radio24 sabato era intervenuto per sostenere il M5S sulla vicenda del presunto incontro Casaleggio-Salvini ma con qualche distinguo: «Se per caso questo incontro ci fosse stato e Di Maio o altri negano che ci sia stato, allora – aveva argomentato papà Di Battista – non si tratterebbe solo di non candidarsi premier, ma di un piccolo testa di ca… che è stato travolto dagli eventi».
Lo stesso Vittorio Di Battista in un post sul suo blog dedicato al doppio mandato se l’era presa con un deputato che non gli aveva risposto riguardo una sua proposta per Alitalia:
Quando si è parlato dell’ennesimo fallimento dell’Alitalia, ho mandato una proposta di “socializzazione” della Compagnia, ad un “deputato/a“. Al mio messaggio privato, il “deputato/a” ha risposto dopo circa un mese, quando i giochi dei Cialtroni di Stato e di sotto governo erano stati fatti.
“Non leggo spesso i messaggi privati, scusa ma su questo problema ci sono delle difficoltà anche fra di noi, ciao“.
Non ho espresso, li per li, le mie reazioni, lo faccio adesso, a mente fredda, riferendomi anche allo assordante silenzio sulle vicende del Monte dei Paschi o su quelle dei call center o su quelle dell’Ilva.
Ma vaffanculo!
Un vaffanculo che raddoppio anche perchè, credendo e sbagliando, all’altra regola del “uno vale uno“, avevo mandato, in precedenza, una proposta di “mutuo sociale” a favore di chi non può permettersi una casa, ottenendo un disarmante silenzio.
Ma pensate, portavoce, che il mandato consiste nel mandarvi alle trasmissioni televisive, belli, truccati, riverenti ed educati?
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 18th, 2017 Riccardo Fucile
VIMERCATE: COME AMMMINISTRATORE ORGANIZZA UNA KERMESSE IN CUI SI AUTOASSEGNA SPAZI E PATROCINIO DEL COMUNE
La pubblicità è in giro da settimane: Freadomland, una tre giorni-vetrina per editori indipendenti… concerti, spettacoli teatrali, ospiti importanti… da Moni Ovadia ad Antonio Rezza, da David Riondino a Stefano Disegni.
E su manifesti, articoli, volantini, sempre compare la dicitura «con il patrocinio del Comune» e tanto di stemma.
In programma dal 30 giugno al 2 luglio, a Vimercate.
A organizzare tutto la Sagoma Srl, casa editrice di Carlo Amatetti e della compagna Arianna Mauri. Che però sono anche consiglieri comunali grillini, proprio a Vimercate, la più popolosa cittadina lombarda governata dai 5 Stelle.
I due consiglieri-editori a marzo hanno chiesto al Comune che amministrano di avere il patrocinio per la loro Freadomland e per usare sala d’onore del Municipio, auditorium, biblioteca e piazze. Tutto gratis.
Intanto hanno preparato regolamento e tariffario per concedere a pagamento quegli stessi spazi agli editori e alle associazioni che parteciperanno.
La società ha assicurato che il denaro serve come contributo per le spese sostenute dagli organizzatori.
Solo che «non ci sono ad oggi atti che concedono il patrocinio – spiega il consigliere di opposizione di Noi per Vimercate Alessandro Cagliani – e Amatetti, che siede in Consiglio, non può non saperlo. Per cui di fatto sta cedendo, a pagamento, spazi comunali per una iniziativa privata della sua società . E sta dicendo di avere il patrocinio del Comune che di fatto non ha. Scandaloso per un movimento che fa della legalità e della trasparenza la sua bandiera. Già pare poco opportuno che un consigliere di maggioranza chieda patrocinio e spazi per una sua attività privata, che poi le “sub conceda” senza averne titolo è a nostro avviso illegale».
Così venerdì sera Cagliani e gli altri consiglieri di opposizione (Lista Civica Noi per Vimercate, Pd, Forza Italia e Civica Mascia Sindaco) in Consiglio comunale hanno chiesto le dimissioni della coppia.
«Se non arriveranno procederemo per vie legali», rivelano Mariasole Mascia (Pd) e Cristina Biella (Forza Italia).
La discussione è stata rinviata a domani sera. E il sindaco Francesco Sartini anticipa: «Tre le questioni: Freadomland è una manifestazione di alto livello, quindi avrebbe le caratteristiche per il patrocinio comunale. Seconda questione: di opportunità . Proprio per evitare strumentalizzazioni avevamo tenuto in sospeso la domanda. Ne parleremo in giunta martedì. Tra l’altro in quella seduta delibereremo la concessione di patrocinio ad altre due iniziative previste nello stesso weekend che ugualmente stanno facendo pubblicità dichiarando di avere il patrocinio comunale anche se non è stato ancora deliberato. La terza questione riguarda Amatetti: sarebbe stato necessario un comportamento più attento anche nell’uso dello stemma comunale, proprio per il ruolo che il consigliere riveste».
Ma il diretto interessato non valuta le implicazioni politiche e replica solo: «La risposta del Comune non arrivava per cui ho dovuto muovermi con la pubblicità . Le somme chieste per usare gli spazi servono per cercare di andare almeno in pareggio con le spese. Cose che le opposizioni sanno, benissimo».
(da “il Corriere della Sera“)
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Giugno 18th, 2017 Riccardo Fucile
MONSIGNOR DI TORA: “IL M5S SULLO IUS SOLI HA GETTATO LA MASCHERA, LASCINO STARE SAN FRANCESCO”
Monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, è presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione Cei sulle migrazioni, in un’intervista a Gianguido Vecchi pubblicata sul Corriere della Sera nota che con la posizione di astensione (che al Senato vale come voto negativo) sullo ius soli all’italiana Beppe Grillo e il MoVimento 5 Stelle gettano la maschera del francescanesimo:
I Cinquestelle si definivano i nuovi francescani…
«Quando si presentarono come tali, fu il cardinale Parolin a spiegare che era meglio lasciar stare San Francesco. Sarebbe arduo, in effetti. Avere questa posizione perlomeno ambigua, in una situazione nella quale si tratta di umanità e di diritti fondamentali, non mi pare molto coerente con lo spirito di San Francesco…».
Grillo e non solo lui parla di «buonismo». Sostenere lo ius soli, eccellenza, è buonismo?
«Il buonismo non c’entra proprio nulla. Qui si tratta di un diritto fondamentale della persona che l’Europa ha già riconosciuto nella stragrande maggioranza delle nazioni. Del resto, come cristiani, andare incontro alle persone in una realtà umana che ci unisce mi pare doveroso. Secondo gli insegnamenti di Papa Francesco, dobbiamo includere, non escludere».
Che direbbe a chi teme invasioni?
«Qui non si tratta di aprire a realtà nuove ma riconoscere una situazione che già esiste. Si tratta di riconoscere la cittadinanza a coloro che di fatto sono già italiani: figli di genitori da tempo in regola nel nostro Paese o giovani che studiano qui e, anche se non nati in Italia, sono integrati».
(da agenzie)
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