FIAMME GIALLE PER LA “FIAMMA TRAGICA” DI PALAZZO CHIGI. LA PROROGA DI SEI MESI DEL COMANDANTE GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA, ANDREA DE GENNARO, IN SCADENZA A MAGGIO, È L’ENNESIMA RAPPRESENTAZIONE DI UN GOVERNO ALLO SBANDO, AZZOPPATO DA FAIDE E SGAMBETTI E VETI INCROCIATI DEI TRE PARTITI
PUR ESSENDO UNA NOMINA CHE SPETTA AL MINISTERO DI GIORGETTI, L’ACCORDO SUL SUCCESSORE NON È SBUCATO FUORI. A RIMETTERCI DALLA PROROGA NON È SOLO DE GENNARO, CHE VEDE COSÌ VOLATIZZARSI NEL GRAN BALLO DELLE NOMINE DELLE PARTECIPATE DI STATO (ENI, LEONARDO, ETC.) UNA DOVIZIOSA PRESIDENZA. MA ESCONO DALLA COMPETIZIONE ANCHE I CANDIDATI FABRIZIO CUNEO E BRUNO BURATTI, A BREVE DESTINATI AMBEDUE ALLA PENSIONE – RESTANO IN POLE VITO AUGELLI, LEANDRO CUZZOCREA, UMBERTO SIRICO, MA NEI PROSSIMI SEI MESI, POTRA’ SUCCEDERE DI TUTTO
Fiamme Gialle per la “Fiamma Magica” di Palazzo Chigi, ormai diventato una
rappresentazione tragica di un governo allo sbando, azzoppato da faide e sgambetti e veti incrociati di Lega e Forza Italia. La proroga di sei mesi del comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro, in scadenza a maggio, sta lì a rappresentare un governo che sbanda al di là della crisi di nervi.
Pur essendo una nomina che spetta al Ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti a decidere è Palazzo Chigi. Ma qualcosa deve essere andato storto tra i tre partiti della maggioranza e un accordo sul successore di De Gennaro non è sbucato fuori. Quindi, il Consiglio dei Ministri ha promulgato una proroga che doveva essere di un anno ma, pare, il Quirinale non era dello stesso parere ed è finita con un compromesso per sei mesi.
A rimetterci non è solo De Gennaro che vede così volatizzarsi una doviziosa poltrona di presidente in qualche azienda partecipata di Stato (Eni, Leonardo, etc.), ma escono dalla competizione a comandante generale delle Fiamme Gialle anche per i candidati Fabrizio Cuneo e Bruno Buratti, a breve destinati ambedue alla pensione.
Resta in pole il generale Vito Augelli, a seguire si vocifera di Leandro Cuzzocrea, poche chance per il candidato preferito di Giorgetti e Crosetto, Umberto Sirico, finito nel tritacarne degli accessi abusivi del caso Striano. E la proroga alimenta anche qualche speranza per i sogni di Francesco Greco. Ma nei prossimi sei mesi chissà cosa potrà succedere
(da Dagoreport)
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