“LA GENTE NON STA LASCIANDO L’AMMINISTRAZIONE TRUMP, STA SCAPPANDO”. PAOLO ZAMPOLLI, L’INVIATO SPECIALE “LICENZIATO” DA TRUMP DOPO GLI SCONTRI CON IL VICESEGRETARIO DI STATO LANDAU, SPARA SILURI AD ALTEZZA TRUMP, A CUI MANDA UN PIZZINO: “HO INFORMAZIONI RISERVATE DA RIVELARE? LE INFORMAZIONI VENGONO FUORI DA SOLE”
LO SCAZZO CON LANDAU: “CON LUI HO LITIGATO PER IL FENTANYL. MI SOTTO ATTIVATO PER PROMUOVERE UNA RISOLUZIONE DELL’ ONU PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DI QUESTO VELENO CHE AMMAZZA TANTISSIME PERSONE E, A LUI, QUESTA IDEA NON È PIACIUTA” … “LA FRASE DI MELONI SULL’ACCORDO CON LA RUSSIA NON È PIACIUTA”
«La gente non sta lasciando l’amministrazione Trump, sta scappando». Paolo Zampolli non sembra troppo dispiaciuto di aver perso il posto di inviato speciale per le partnership globali, che attribuisce a una vendetta del vice segretario di Stato Christopher Landau. Vuole tornare agli affari nel settore privato, come quello discusso con il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte durante la loro colazione del marzo scorso: «Avevo un acquirente per il loro albergo, ma è finita lì».
Lei conosce Trump da quando gli aveva presentato la futura moglie Melania. Perché il presidente ha deciso di lasciarla andare?
«Era un po’ di tempo che ci parlavamo. L’incarico di inviato speciale dura un anno. Ci sono discussioni in corso anche per gli altri, come Grenell, Boulos, gli stessi Kushner e Witkoff, tutti irregolari. Il presidente mi aveva prorogato per sei mesi, ma a questo punto il dipartimento di Stato mi stava stretto». […]
Cosa vi siete detti nella conversazione col presidente?
«Prima di tutto gli ho spiegato che i leak sugli scambi di email (quelli riportati da Politico che hanno scatenato la crisi culminata con le disimissioni di Zampolli, ndr) non erano venuti da me. Sono convinto che siano venuti da Landau, anche per esporre la situazione della figlia della capo di gabinetto Susie Wiles, pagata dalla Republika Srpska (Katie Wiles era stata fotografata ad agosto nella regione serba filo-russa della Bosnia, dove Zampolli era andato in missione a febbraio, ricevendo un rimprovero di Landau, ndr). Anche Don junior ci era stato, e anche Grenell.
Il presidente odia i leak. Ci siano domandati cosa posso fare. Lui mi ha detto: “Al dipartimento di Stato l’incarico è finito, perché non vai a fare business, visto che sei capace? Almeno guadagni qualcosa”. Gli ho risposto: “Signor presidente, hai sempre ragione”».
Landau le ha rimproverato di essersi occupato di cose che non rientravano nel suo mandato, come l’energia. Voleva gestire lui queste attività?
«Sono andato nella Republika Srpska per affari sportivi. Gli altri non hanno alcun interesse per quella nazione, fanno solo i propri interessi. Io sono stato l’unico a portare soldi, non c’è una sola cosa fatta che non abbia generato ricavi per gli Usa. Gli unici problemi sono stati con la mia ex (Amanda Ungaro, deportata in Brasile per immigrazione irregolare, ndr)».
Quindi Trump le ha suggerito di tornare al business?
«Mi ha chiesto: “Cosa vuoi fare?”. Io ho domandato: “Cosa c’è da fare?”. “Business”».
Ha detto che molte persone stanno lasciando l’amministrazione: temono la sconfitta alle elezioni di midterm?
«Certo, tutti stanno lasciando. Non lasciando, scappando».
È vero che l’ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta, si era lamentato delle sue invasioni di campo?
«Questo era accaduto proprio all’inizio, ma in seguito tutto si era normalizzato. Poi è arrivato il casino della colazione con Conte, ma nessuno si è arrabbiato. Quindi gli attacchi di Report, che sono politici e finanziati, perciò mi sono dovuto difendere. Ma non ho mai detto che l’Italia era il mio territorio: non lo è mai stata, non l’ho mai chiesta. Questo è stato chiaro dal primo giorno».
Conserva un rapporto col governo italiano, la premier Meloni, il leader della Lega Salvini?
«Un rapporto cordialissimo. Ci salutiamo, punto e basta. Io non sono il loro referente per l’America. Non lo sono mai stato e non volevo esserlo».
Con Conte aveva discusso di affari?
«Una colazione. Abbiamo parlato cinque minuti di quel palazzo ed è finita li».
Si riferisce all’Hotel Plaza, che la famiglia Paladino voleva vendere?
«No, io avevo un acquirente. Poi è finita lì».
Secondo alcuni l’ex ambasciatrice in Grecia Kimberly Guilfoyle, appena dimessa, potrebbe avere informazioni dannose.
«Su cosa?».
L’amministrazione, cose imbarazzanti.
«Di sicuro non sul presidente. Magari ha informazioni su qualcuno al dipartimento di Stato».
Lei conosce Trump e la sua famiglia da molti anni. Potrebbe avere anche lei informazioni da rivelare?
«Le informazioni vengono fuori da sole».
(da Repubblica)
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