LE CHIAVI DI CASA AGLI ARABI? IL PD INFILZA IL “PIANO CASA” TANTO SBANDIERATO DA MELONI E SALVINI, CHE CONCEDE AMPI POTERI AL “MUBADALA INVESTMENT COMPANY”, FONDO SOVRANO GESTITO DA ABU DHABI: “È SORPRENDENTE CHE PROPRIO MELONI, CHE PER ANNI HA DETTO DI VOLERSI BATTERE CONTRO LA SPECULAZIONE E I GRANDI INTERESSI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE PER PROTEGGERE LA SOVRANITÀ ITALIANA, AVALLI OPERAZIONI DI QUESTO GENERE”
L’INIZIATIVA DEL GOVERNO PREVEDE 100 MILA ABITAZIONI IN 10 ANNI A PREZZI CALMIERATI CON UN INVESTIMENTO PUBBLICO DI 10 MILIARDI, DANDO UN RUOLO CENTRALE A UN IMPRENDITORE PRIVATO, IL MANAGER 42ENNE MARIO ABBADESSA – I RISCHI DEL POTERE DI VETO DA PARTE DEGLI EMIRATI ARABI SULLA GESTIONE DEI FONDI VINCOLATI AL PIANO CASA
Il Piano casa del governo Meloni finisce nel mirino delle opposizioni dopo l’inchiesta di
Milena Gabanelli e Mario Gerevini sul Corriere della Sera, che solleva interrogativi sul ruolo del fondo sovrano di Abu Dhabi Mubadala nella gestione di investimenti immobiliari finanziati anche da società pubbliche italiane.
Al centro della vicenda c’è Add Capital, la società del manager Mario Abbadessa che guida due fondi lussemburghesi da 2,3 miliardi di euro, nei quali ha investito anche Cassa depositi e prestiti. Mubadala ha versato 600 milioni nei fondi e acquisito il 15% di Add Capital, ottenendo – secondo Dataroom – un sostanziale potere di veto sulle decisioni strategiche della società: il fondo emiratino potrebbe così bloccare operazioni che riguardano anche capitali pubblici italiani.
Il Pd chiede chiarimenti e annuncia un’interrogazione parlamentare, mentre il M5s sollecita la premier a riferire alle Camere.
“Dal Mef silenzio tombale”, attacca il deputato dem Federico Fornaro, che già a gennaio aveva presentato un’interrogazione sui “molti lati oscuri” dell’operazione. Il parlamentare chiede chi abbia scelto Abbadessa per la gestione dei fondi, senza una selezione competitiva, e perché l’operazione non sia stata affidata direttamente a Cdp.
Sulla stessa linea Antonio Misiani e Irene Tinagli, che denunciano una “corsia preferenziale” per operatori immobiliari stranieri nell’accesso a risorse di partecipate pubbliche.
“È sorprendente che proprio Giorgia Meloni, che per anni ha detto di volersi battere contro la speculazione e i grandi interessi della finanza internazionale per proteggere la sovranità italiana, avalli operazioni di questo genere”, attaccano, chiedendo alla premier di chiarire.
Ancora più duro il M5s. “La risposta all’emergenza abitativa italiana non può essere commissariata e gestita da un grattacielo emiratino”, denuncia il deputato Agostino Santillo, chiedendo che Meloni riferisca “subito in Parlamento”
(da agenzie)
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