SALVINI SA CHE I SUOI AVVERSARI INTERNI, I GOVERNATORI DEL NORD, SONO DEI PAVIDI CACADUBBI E LI HA PRESI IN CONTROPIEDE. NESSUNO DI LORO SI ASPETTAVA CHE IL LEADER DEL CARROCCIO ANNUNCIASSE, DAL PALCO DI PONTIDA, LA CONVOCAZIONE DI UN CONGRESSO FEDERALE STRAORDINARIO. E ORA SONO SPIAZZATI
L’OBIETTIVO DI SALVINI ERA STANARE I SUOI AVVERSARI CON UN CONGRESSO DA TENERE PRIMA POSSIBILE, SENZA DARE LORO IL TEMPO DI ORGANIZZARSI. ADESSO, CHE COSA FARANNO ROMEO, FONTANA, MA ANCHE ZAIA E FUGATTI? … MASSIMILIANO ROMEO, CAPOGRUPPO AL SENATO, È TENTATO DALLA SFIDA. POTREBBE ESSERE LUI IL FRONTMAN DELLA MINORANZA A SFIDARE SALVINI – ZAIA, FONTANA E FEDRIGA RESTANO IN ATTESA DI CAPIRE LE REGOLE PER LA CONSULTAZIONE, DA DEFINIRE A STRETTO GIRO
Il colpo di teatro arriva a fine comizio e ha l’effetto della svolta: «Domani convocherò il consiglio federale della Lega e proporrò a ottobre un congresso straordinario per decidere insieme e marciare compatti – è l’annuncio a sorpresa di Matteo Salvini dal palco di Pontida – Ritorno al congresso per chiedere se ho ancora la fiducia e il sostegno della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano». E ancora, per toccare la corda delle emozioni: «Sono disposto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi».
Pontida 2026 doveva essere lo showdown della Lega. Lo è stato solo per una mezz’oretta: il tempo per il derby dei cori tra nazionalisti-salviniani e “frondisti”- nordisti, “Romeo! Romeo!” gridano i secondi, “Matteo! Matteo!”, ribattono i primi.
Salvini sfida sul campo i suoi avversari interni chiedendo di andare al voto, o, pare di intuire, all’alzata di mano, dunque a un’eventuale acclamazione, ancora.
Sul pratone di Pontida – ridotto nella capienza a un ampio fazzoletto d’erba e ciò nonostante non completamente pieno, quasi più meridione che Nord – risuonavano i cori “c’è solo un capitano!” e il brano super-agonista “Eye of the Tiger” del film Rocky.
Il primo a commentare l’annuncio è il capogruppo al Senato e responsabile della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo. La punta di ariete dei “frondisti” del Nord, ovvero il fronte dei governatori, in primis il presidente lombardo Attilio Fontana, un altro che da quest’estate non lesina critiche frontali alla gestione Salvini.
«Bene il congresso, sarà l’occasione giusta per confrontare le varie sensibilità – ha detto – le varie proposte che sono state messe sul piatto ormai da un po’ di tempo a questa parte. Sarà l’occasione buona per confrontarsi e da lì rilanciare la Lega». In concreto, però, adesso c’è da capire quali saranno le contromosse dei “frondisti” anti-salviniani.
Riavvolgiamo il nastro. Ore 10: Pontida. Sul “sacro prato” scoperto e appaltato da Umberto Bossi (ricordato da quasi tutti gli interventi sul palco, è la prima adunata dopo la sua morte sei mesi fa), campeggia ovunque la scritta a caratteri cubitali “Non passa lo straniero”. Slogan nazionalista-remigrazionista che riafferma la linea attuale della Lega. Lo speaker della kermesse è Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’economia.
Si parte: video-saluto dalla Spagna di Santiago Abascal di Vox. Romeo. Sale sul palco con foulard verde al collo, partono cori anche per lui “Romeo! Romeo!”, si accendono fumogeni verdi. Nessun fischio, ma i salviniani sfoderano il “Matteo! Matteo!”. È sul federalismo e sulla “questione settentrionale” che picchiano, con toni diversi, i Romeo, gli Zaia, i Fontana, il presidente della Provincia di Trento Fugatti. Ne parlano anche i ministri, Calderoli e Giorgetti, che provano a fare da pacieri. «Fratelli di suolo non vuol dire fratelli coltelli», afferma il primo. «I nemici sono fuori, non dentro, chi non viene a Pontida la fa morire» scalda la piazza il responsabile dell’Economia.
(da Repubblica)
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