Destra di Popolo.net

ENRICO LETTA: “NON VOTERO’ L’ITALICUM, SE LO AVESSE PROPOSTO BERLUSCONI CI SAREBBE STATA LA SOLLEVAZIONE DELLA SINISTRA”

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

“E’ UN PARENTE STRETTO DEL PORCELLUM”

L’ex presidente del Consiglio Enrico Letta torna all’attacco di Matteo Renzi.
Ospite di In 1/2, l’ex premier ha detto che con l’Italicum “abbiamo un parente stretto del Porcellum”.
Per questo voterà  “contro” il provvedimento perchè, ha spiegato, “non condivido metodo, percorsi, contenuti”.
Quanto al comportamento del presidente della Repubblica, Letta ha detto che “se Mattarella firma la legge elettorale non mi scandalizzo. Un conto è l’opportunità  politica di approvare una legge elettorale a maggioranza, un altro è valutare la costituzionalità “.
L’ex presidente del Consiglio ha criticato duramente i modi con cui l’Italicum sta per essere approvato.
“Non mi aspettavo quest’accelerazione” sulla legge elettorale, “ma sono molto libero, posso dire ciò che penso”.
“Nel 2005 facemmo discorsi durissimi su Berlusconi e la pessima legge Calderoli- h aggiunto – lo accusammo di fare da solo le regole del gioco. Lo abbiamo accusato e abbiamo detto mai più, oggi invece il centrosinistra e il Pd stanno facendo la stessa cosa: abbiamo sancito che chi ha la maggioranza si fa le regole del gioco da solo”.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Letta Enrico | Commenta »

GRANDE RISPOSTA DEI MILANESI: 15.000 IN PIAZZA CON LE SCOPE PER RIPULIRE LA CITTA’

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

PISAPIA: “IN PIAZZA LA MILANO CHE UNISCE E CHE REAGISCE”… OCCASIONE PERSA PER LA DESTRA CHE NON SA DARE L’ESEMPIO: CI SONO MOMENTI IN CUI SERVE FATICARE, NON ACCENDERE FIACCOLE

Appena dopo che i black bloc s’erano spogliati di armi e tute nere, i milanesi erano scesi, ramazza alla mano, per ripulire.
La risposta della città  agli incappucciati, che hanno rovinato per alcune ore la festa di Expo 2015, prosegue anche oggi.
Da piazzale Cadorna, dove c’è l’Expo Gate uno degli obiettivi mancati dai violenti, parte la manifestazione “Nessuno tocchi Milano”.
Il corteo diretto alla Darsena, che sta percorrendo le strade pacificamente mentre gli addetti dell’Amsa ripuliscono i muri dalle scritte, è formato da 15mila persone.
L’appello era arrivato proprio dal Comune: “Tutti i cittadini sono invitati a scendere in strada per ripulire la città  dai vandalismi compiuti da alcuni manifestanti. Ci concentreremo su quattro punti: l’istituto delle Orsoline e il Museo Archeologico in via De Amicis. Mentre in piazzale Cadorna e in piazza XXIV Maggio sarà  presente anche l’Associazione antigraffiti. Ai volontari verranno forniti pennelli e guanti”.
Megafono alla mano il primo cittadino ha ringraziato i milanesi: “Questa è la festa della Milano che unisce, della Milano che reagisce, che dice no a ogni sopruso e ogni violenza. Questa è una piazza bellissima. Noi crediamo al futuro della nostra città ”. “Milano nessuno la deve toccare perchè Milano si ribella — prosegue -. È un messaggio a tutto il Paese e a tutto il mondo e ne siamo orgogliosi. Ho ricevuto una bellissima telefaonata dal presidente Mattarella. Mi ha detto che è ammirato, entusiasta della risposta data da Milano, ha detto che debbo e dobbiamo essere orgogliosi perchè siamo esempio per tutto il paese”.
“Milano non si arrende, Milano guarda avanti senza dimenticare. Milano sarà  capitale del dibattito sull’eguaglianza sociale. Non ci hanno rovinato la festa ci hanno dato più forza per continuare”.
Per l’inaugurazione di Expo “abbiamo organizzato feste bellissime, restituito la Darsena alla città , abbiamo dato una nuova casa alla Pietà  Rondanini e ieri — prosegue — dal Castello sono passato cinque volte perchè era pieno di persone felici. Voglio ringraziare tutte le persone che in questi giorni hanno avuto uno scatto d’orgoglio per la città  è che adesso sono qui per dire no, no a chi ha cercato di rovinarci la festa. Milano sarà  al centro del mondo per sei mesi e noi siamo orgogliosi e vogliamo dire che la città  nessuno la deve toccare perchè altrimenti si ribella“.
In piazza tanti giovani, famiglie con bambini, anziani pronti a ripulire la città  dai graffiti, con attrezzatura fornita dall’Amsa.
A dare una mano è arrivato anche il cantautore Roberto Vecchioni: “La violenza non è giustificabile in alcun modo — ha detto — quello che hanno fatto a Milano è come una coltellata a un innocente”.

argomento: Milano | Commenta »

“RENZI CAROGNA FUORI DA BOLOGNA”: CONTESTATO ALLA FESTA DELL’UNITÀ

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

TAFFERUGLI TRA POLIZIA E CENTRI SOCIALI… “NON CI FAREMO FERMARE DA TRE FISCHI”

La polizia ha risposto con una breve carica quando i circa 40 esponenti dei collettivi hanno tentato l’accesso al Parco della Montagnola dove è arrivato il presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Una carica di alleggerimento, una persona contusa e tre giovani fermati, è il bilancio al momento. C’è stato anche un lancio di uova contro gli agenti ed è stato lanciato qualche fumogeno.
“Renzi carogna, fuori da Bologna” è quanto urlano i contestatori.
Renzi ha replicato dal palco: “So che ci sono persone che mi vogliono contestare sulla scuola e sono pronto a incontrare chiunque ma libertà  è rispondere con un sorriso a chi contesta e dire che non ci facciamo certo spaventare da tre fischi: abbiamo il compito di cambiare l’Italia e la cambieremo, di non mollare e non molleremo”.
La festa è “blindata” al parco della Montagnola.
Circa un centinaio gli uomini delle forze dell’ordine che presidiano gli accessi al parco per via dei due distinti presidi organizzati per contestare il governo.
Uno è quello dei centri sociali (coinvolti nei tafferugli) che si sono dati appuntamento in piazza XX Settembre, l’altro dei Cobas scuola.
In un secondo momento le manifestazioni si sono avvicinate (ma non unite).
Renzi è stato anche contestato da alcune decine di studenti, precari della scuola e insegnanti durante il suo discorso dalla festa dell’Unità .
Fuori dai cancelli del palco della Montagnola c’è stata anche una piccola, pacifica, contestazione del Cobas della scuola, che hanno protestato con pentole e cucchiai come avevano fatto, nei giorni scorsi, proprio con la Giannini.

(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Renzi | Commenta »

UN GIORNO AL LUNA PARK EXPO (CON CROLLO DI TETTO INCLUSO)

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

L’ESPOSIZIONE È APERTA, MA NEL RETRO DETRITI E LAVORI INCOMPIUTI… UNA FERITA NELLO STAND TURCO… CHIUSO IL RISTORANTE PECK: INAUGURAZIONE COL CATERING

Ha guidato il suo veliero attraverso molte tempeste, ha sbattuto la chiglia contro gli scogli delle inchieste, durante il lungo viaggio ha perso qualche uomo della sua ciurma finito in galera, ma alla fine Giuseppe Sala è arrivato in porto.
Expo ha aperto i cancelli.
Un grande luna park colorato, Gardaland multinazionale (Naviglioland?), una versione 2.0 della Fiera Campionaria degli anni Sessanta.
Le prime cifre fornite dagli organizzatori sono entusiastiche (anche se un po’ gonfiate, dice qualche esperto): 200 mila visitatori il 1 maggio, 220 il secondo giorno.
Ieri però l’aria di festa è stata rovinata dal primo incidente: una ragazza di 24 anni è rimasta leggermente ferita dal crollo di una placca metallica all’interno del padiglione turco ed è stata portata all’ospedale San Carlo, codice verde precauzionale.
La Turchia, sconfitta dall’Italia nella gara a Expo (Milano nel 2008 ha battuto Smirne 86 a 65), è stato uno degli ultimi Paesi ad aderire e il suo padiglione è stato costruito in fretta (e senza i collaudi).
Ma la corsa finale è stata comune a tutta l’esposizione, tanto che nel sito, in cui a regime dovevano lavorare 6 mila persone, negli ultimi giorni (e nelle ultime notti) ce n’erano 9 mila.
Il risultato è stato ottenuto: all’apertura tutto sembrava pronto, la facciata era lustra ebrillante, malgrado la pioggia.
Percorrendo il decumano, il lungo viale che l’attraversa tutta, Expo mostra le sue meraviglie.
Bisogna svoltare nelle vie laterali e arrivare nel retro dei padiglioni per vedere i cumuli di detriti, i materiali di scarto abbandonati, i cantieri ancora aperti con le betoniere e le gru (tra il bel Padiglione Zero e quello del Nepal).
Ma la prima cosa che si vede, arrivando a Expo, è lo stand della Technogym, l’azienda di macchine per fitness fondata da Nerio Alessandri, l’Oscar Farinetti di Cesena.
Dentro il sito, la Tecnogym ha disseminato una decina di stand più piccoli e un’area, tra la Corea e la Moldavia, dove abbiamo visto una cinquantina di ciclisti pedalare furiosamente sulla cyclette, maltrattati dal coach microfonato come sulle spiagge romagnole: “Dai, sento che ce la puoi fare”, “Forza!”, “Ora ti sto chiedendo il massimo sforzo”…
Il renzianissimo Alessandri ha preso sul serio, a suo modo, il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e offre la sua soluzione all’ipernutrizione dell’Occidente: pedalare sulla cyclette.
Per fortuna le urla del coach sono presto coperte dai suoni della parata: come a Disneyland, ma senza Minni, qui c’è Foody, la mascotte.
Tra una “Parade” e l’altra, ci pensa il corteo dei musicanti coreani a creare un incanto orientale con il suono dei timpani, dei piatti e tamburi.
I padiglioni offrono le loro meraviglie, quasi tutti pronti.
Ancora chiusi quelli della Romania e dell’Ungheria, qualcuno con allestimenti ancora non completati.
Per niente pronti alcuni cluster tematici (quelli del riso, delle spezie e dei legumi…).
Ma la ferita più grande è nel cuore dell’Expo, al Palazzo Italia.
I rivestimenti bianchi si sono fermati a metà  altezza, tra le proteste dei progettisti. L’auditorium è chiuso. Il ristorante di Peck, all’ultimo piano, non è pronto, tanto che la cena ufficiale d’inaugurazione è stata fatta con catering esterno (ma senza farlo sapere agli ospiti).
E il piano interrato? È ingombro di materiali, scatoloni, pannelli.
L’accesso è vietato, ma i cronisti del Fatto lo hanno visitato, indisturbati, per una ventina di minuti, accedendo anche ad aree delicatissime per la sicurezza come i locali di servizio con i quadri elettrici e le strumentazioni informatiche.
A pochi metri, il padiglione della Lombardia: chiuso serrato.
Di fronte, quello dell’Unione Europea, di cui l’Italia si è fatta carico: aprirà  — si spera — solo il 9 maggio, festa dell’Europa.
E il business corner della Sicilia, che doveva aprire al quarto piano di Palazzo Italia? Non c’è.
Non è agibile — allagato e sporco di fango — neppure lo spazio per la Sicilia dentro il cluster Bio-Mediterraneo.
L’assessore regionale all’Agricoltura Nino Caleca è infuriato: “Se le cose non vengono sistemate, noi non pagheremo i 3 milioni di euro previsti”.
Non ci sono ancora, a causa di una gara malfatta, neppure i punti vendita Ovs ed Excelsior, con le t-shirt e i gadget Expo che avrebbero dovuto essere una fonte di guadagno per far quadrare i conti.
Meno male che c’è l’Albero della Vita. Piace a tutti, specie ai bambini.
Ricorda tanto quella giostra delle sagre di paese che viene chiamata “calcioinculo”, ma è più grande e si anima di luci e colori, con le voci di Dalla e Pavarotti che fanno zampillare i getti d’acqua della fontana.
“Di giorno sboccia”, dice il suo progettista, Marco Balich, “e di notte fa sognare”.

Gianni Barbacetto e Marco Maroni
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: denuncia | Commenta »

DE LUCA E IL PATTO CON DE MITA CHE IMBARAZZA IL PD. E CON CALDORO TANTI INDAGATI

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

NELLE DIECI LISTE CHE APPOGGIANO DE LUCA “PERSONAGGI IMPRESENTABILI E TRASFORMISTI, CONTIGUI ALLA CRIMINALITA'”… VAGONATA DI INDAGATI NELL’NCD E UN CONDANNATO IN FRATELLI D’ITALIA CHE APPOGGIANO CALDORO

Una carovana di dieci liste.
Una carovana di uomini e donne fedeli a Ciriaco De Mita mescolati a liste sudiste e ad ex di Forza Italia legati a Nicola Cosentino.
Anche un seguace di Benito Mussolini, il consigliere regionale della Destra Carlo Aveta, che in passato ha reso omaggio alla tomba del Duce e ora ha abbandonato Francesco Storace per comporre una propria lista civica legata al candidato del centrosinistra alla guida della Regione.
Questa la squadra di Vincenzo De Luca. Nel 2010 ha perso la sfida con Stefano Caldoro, ora il duello si rinnova.
Due mesi fa De Luca, ex sindaco di Salerno e viceministro nel governo Letta, ha stravinto le primarie nonostante la legge Severino e il rischio di essere sospeso, in caso di vittoria in Regione, per una condanna in primo grado con l’accusa di abuso di ufficio.
Vinte le primarie, in poche settimane De Luca ha messo assieme una coalizione senza precedenti per il centrosinistra in Campania.
Ha attirato molta destra e ha spaccato l’area popolare stringendo un patto con Ciriaco De Mita, titolare del simbolo Udc, e facendo esplodere il caso.
Il ritorno del sindaco di Nusco nel centrosinistra segna lo sprint nella presentazione delle liste per le elezioni regionali del 31 maggio.
L’accordo, maturato in un incontro notturno a Marano, nell’area Nord della provincia di Napoli, ha fatto infuriare una parte del centrosinistra, ma De Luca è soddisfatto. Durante le primarie aveva già  chiesto consensi a tutti e ora conferma: «Per governare occorre vincere e per vincere occorre un ampio consenso. Abbiamo allargato al massimo le liste che appoggiano la mia candidatura. Un grande schieramento civico e politico. Abbiamo accettato il libero contributo di tutti coloro che sono persone perbene e condividono il programma. La squadra di governo sarà  decisa da me in autonomia perchè non ho padroni o padrini. Sono un uomo libero e con me non ci sono logiche di spartizione».
E invece i democratici, che domenica scorsa in un’assemblea pubblica hanno escluso dalle liste due sindaci sotto processo, sospettano che ci siano patti segreti.
Lo teme soprattutto la senatrice casertana Rosaria Capacchione, componente della commissione parlamentare antimafia: «Leggo con sconcerto e preoccupazione i nomi dei candidati nelle liste che sostengono De Luca. Ci sono impresentabili, trasformisti, opportunisti e oppositori strenui e feroci dei migliori uomini che il Pd aveva messo in campo appena un anno fa nei territori devastati dalla camorra e dagli scempi ambientali. Si tratta di uomini i cui nomi compaiono anche negli atti di processi di criminalità  organizzata, protagonisti o compartecipi di una stagione di affari sporchi e di spartizioni indicibili, che si sperava finita per sempre. Uomini i cui metodi ho sempre denunciato e combattuto e che oggi ritrovo sulla mia stessa strada. Se è quella che vuole imboccare De Luca, non sarà  anche la mia».
Dieci anche le liste per Stefano Caldoro dove non mancano le zone d’ombra.
In Fratelli d’Italia c’è il consigliere comunale Marco Nonno, condannato in primo grado per gli scontri dei rifiuti sei anni fa a Pianura, che ha affisso un manifesto decisamente esplicito: “A noi”.
E una vagonata di indagati soprattutto nel Nuovo centrodestra.
Oltre mille candidati in Campania per cinquanta posti di consigliere regionale.

Ottavio Lucarelli
(da “La Repubblica“)

argomento: Costume | Commenta »

SI FA LE FOTO RICORDO SULLA TOMBA DI MUSSOLINI, POI SI CANDIDA CON DE LUCA

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

CARLO AVETA E LA GRANDE AMMUCCHIATA DEL FUTURO PARTITO DELLA NAZIONE

Che le prossime regionali si siano trasformate in prove tecniche per il Partito della Nazione, è ormai assodato.
Che in particolar modo Vincenzo De Luca sia disponibile ad imbarcare pezzi di politica e società  civile fino a ieri distanti anni luce dal Partito Democratico, lo raccontano le cronache di questi giorni.
Ma forse il processo di riconversione questa volta ha oltrepassato i limiti di digeribilità  anche dei militanti con più pelo sullo stomaco.
Già , perchè nella lista “Campania in rete con De Luca” – quella che dovrebbe rappresentare la società  civile – è sceso in campo Carlo Aveta.
Che è sì consigliere regionale uscente, ma che fino a qualche giorno fa ha militato nelle file de La Destra.
Una scelta “frutto di una riflessione personale e di vita”, ha spiegato qualche giorno fa. Una riflessione che lo ha portato anni luce lontano rispetto ai suoi precedenti convincimenti.
Idee che lo hanno portato orgogliosamente a immortalare fasci littori e condeviderli con i propri sostenitori su Facebook e a fotografarsi durante un pellegrinaggio a Predappio, alle spalle un gigantesco busto di Mussolini, davanti la tomba dove riposano le spoglie mortali del Duce.
Che si rivolterà  nella tomba a vedersi assimilato a un seguace di De Luca.

argomento: denuncia | Commenta »

NON SOLO CONCERTO: L’URLO DI TARANTO SI RIPRENDE LA PIAZZA, MA IN POCHI NE PARLANO

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

200.000 PERSONE ALL’APPUNTAMENTO MUSICALE ORGANIZZATO DA MICHELE RIONDINO E ROY PACI…. OLTRE LA MUSICA, DI QUALITà€, IL DIRITTO AL LAVORO E ALLA SALUTE

“Taranto libera”. L’urlo della città  si è fatto sentire forte e chiaro.
Erano in duecentomila a gridare la propria rabbia, a chiedere giustizia, a rivendicare i propri diritti.
Duecentomila, soprattutto giovani e meridionali , che a Taranto, presso il Parco Archeologico delle Mura greche, hanno partecipato al concerto del Primo Maggio. Un evento, organizzato dal “Comitato dei Cittadini e Lavoratori liberi e pensanti”, interamente autofinanziato con donazioni volontarie e con la vendita di vino e t-shirt.
“Legalità : quale giustizia?”.
Questo lo slogan della manifestazione, il filo conduttore della giornata, che non è stata solo musica e divertimento, ma anche riflessione e informazione. Di lavoro e diritti ha parlato l’ideatore e organizzatore del “contro concerto”, Michele Riondino.
“Di fronte a uno Stato che consente la sistematica violazione dei diritti per favorire l’interesse privato, di fronte a un governo che preferisce bruciare denaro pubblico negli altiforni di un’azienda a pezzi, invece di investirli su un territorio dalle mille potenzialità  — ha spiegato l’attore — di fronte a un sindacato che parla di patto sociale ma che quando si tratta di Taranto si appiattisce sui diktat del governo Renzi e quindi sull’idea di una politica industriale, che ignora il diritto alla salute e che restituisce ai cittadini un territorio, sfruttato e abbandonato, di fronte a così tanta sfrontatezza noi precari, noi disoccupati, noi studenti, pensionati, noi cittadini e lavoratori non possiamo considerare questa una giornata di svago. Questo, per noi tutti, è un Primo Maggio di lotta.”
La manifestazione ha avuto inizio sin dal mattino, con dibattiti e incontri.
Mentre a partire dalle 14 il concerto, presentato da Valentina Petrini, Valentina Correani, Andrea Rivera e Mietta, è entrato nel vivo.
Dopo i monologhi comici dell’attore e cantautore barese Davide Ceddia, si sono esibiti prima alcune band emergenti, selezionate in diverse città  di Puglia e Campania nell’ambito del progetto #destinazioneunomaggio, poi Francesco Baccini, Davide Berardi, Officina Zoè, Iosonouncane, Velvet, Ilaria Graziano & Francesco Forni, Brunori Sas, Diodato, Bud Spencer Blues Explosion, LNRipley, John De Leo, Muro del Canto e le Bestierare con Elio Germano.
La musica è stata intervallata dalle testimonianze di Giampaolo Cassese, che gestisce una masseria, esempio internazionale di produzione zootecnica a impatto zero, padre Palmiro Prisutto, prete che lotta contro l’inquinamento nel “triangolo della morte” in Sicilia, i No Muos, i No al Carbone, il giornalista di La7 Gaetano Pecoraro insieme al pastore lucano Giovanni Grieco, vittima delle trivellazioni in Basilicata, l’associazione Antimafia e Antiracket di Brindisi, l’Abfo (Associazione Benefica Fulvio Occhinegro), gli operai dell’Ilva e della ThyssenKrupp, alcuni medici del reparto di Oncologia dell’ospedale Moscati di Taranto, le mamme della Terra dei fuochi, Raffaella Ottaviano, che si è ribellata al racket, e il sindaco di Messina, Renato Accorinti.
A scaldare il pubblico ci ha pensato il cantautore romano Alessandro Mannarino, cui è seguito l’intervento del direttore del Fatto, Marco Travaglio. “Taranto meriterebbe la medaglia d’oro per la Resistenza”, ha concluso Travaglio, dopo aver ripercorso le vicende politiche e giudiziarie legate all’Ilva.
Si è tornati a cantare sulle note dei Subsonica. Il gruppo torinese ha suonato, tra le altre, anche Up patriots to arm e Liberi tutti. Grande energia con il rock dei Marlene Kuntz, che hanno poi lasciato il palco al più atteso della serata, Caparezza.
Il concerto si è concluso con Roy Paci e gli Aretuska, il Management del dolore post-operatorio e Fido-Guido. Valentina Petrini ha anche parlato dell’Expo e dei suoi sprechi.
L’evento, passato un po’ in sordina sui media nazionali, è stato trasmesso in diretta sul digitale terrestre dalla tv locale Jo Tv, su piattaforma Sky in streaming su http://www.jotv.tv  .
Mentre le dirette radiofoniche sono state realizzate da Radio 1 e Radio Farfalla.

Mariateresa Totaro
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

DA GRANDE VOGLIO FARE IL BLACK BLOC

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

DA CO,CO.CO. (COSA COLPIRE A COTTIMO) A CO.CO.PRO (COSA COLPIRE A PROGETTO)

Salve, sono un black bloc. Vengo da fuori, ma non vi dico da dove, tanto lo sapete benissimo (mi riferisco all’intelligence italiana, che è sempre molto intelligente).
E niente, vorrei parlarvi un po’ del mio lavoro, che mi dà  tante soddisfazioni, soprattutto in Italia.
È un bell’impiego, non c’è che dire, specie con questi chiari di luna. Ben pagato, anche.
Io peraltro sono una vocazione precoce: sognavo di spaccare tutto fin da piccolo.
I miei matusa, ingenui, mi dicevano: “Così non vai da nessuna parte, devi smetterla di sfasciare ogni cosa che vedi, fatti una posizione”. Ho fregato anche loro: mi son fatto una posizione sfasciando tutto. Sono richiestissimo, indosso una divisa strafica (il nero della tuta mi slancia e acchiappo un casino), giro il mondo.
Prima, ai tempi del G8 di Genova, avevo un contratto Co.Co.Co (acronimo di Cosa Colpire a Cottimo), poi trasformato in Co.Co.Pro (Cosa Colpire a Progetto).
Ora invece, grazie al Jobs Act, mi han fatto un tempo indeterminato a tutele crescenti: più vetrine sfascio, più macchine incendio, più negozi devasto, più poliziotti meno, più le autorità  italiane mi proteggono.
Avete mai visto un black bloc manganellato o arrestato in Italia? Io mai (parlo di noi col marchio Doc, diffidate dalle imitazioni e dai franchising).
È una sensazione eccitante: accendi un fumogeno, ti cambi d’abito nella nuvola di gas, metti a ferro e a fuoco la città , e sfili indisturbato fra due ali di folla,di polizia, di cameramen e di fotografi professionisti e dilettanti: nessuno ti tocca, neppure una pieghina sulla tuta, bello lindo e liscio come l’olio.
Meglio di Mosè tra le acque del Mar Rosso.
Nel 2001, quando ho debuttato a Genova, non ci volevo credere. I miei istruttori mi avevano detto: “Andiamo là , sfasciamo tutto, non ci fanno niente e torniamo a casa”.
Parlavano anche di un contratto nero su bianco, ma io quando vidi tutta quella polizia in tenuta antisommossa pensai a una frottola per convincermi a partire.
Invece avevano ragione loro: la polizia menava i ragazzini, i vecchietti, persino qualche suora, ma a noi non ha torto un capello.
Non per nulla avevamo la divisa: per farci riconoscere. Alcuni dei nostri entravano e uscivano dalla Questura e fuori le solite zecche coi telefonini filmavano la scena.
Ho detto: “Siamo fritti”. Invece poi le zecche sono andate a dormire alla Diaz e la polizia ha distrutto tutto: crani, nasi, ossa, cartilagini, braccia, gambe, toraci, e naturalmente cellulari e filmati.
Un lavoro da manuale, roba che mi son sentito un dilettante: però ho imparato molto. Da allora, con un po’di amici,abbiamo messo su un’agenzia, la GEPI: Grandi Eventi Pronto Intervento. Siamo richiestissimi.
In Italia facciamo sempre comodo a qualcuno per sputtanare quelli che nei movimenti antagonisti si battono pacificamente (pensa quanto sono coglioni) contro le mafie e le bande nascoste dietro le sigle Tav Torino-Lione, Expo Milano 2015, Mose, ecc.
Appena si muovono, arriviamo noi e sfasciamo tutto.
All’inizio era un secondo lavoro, ora è diventato il primo: abbiamo proprio una tessera-coupon con lo strappino da staccare di volta in volta.
E i capi dei No-Qualcosa ci lasciano fare. Un po’ perchè non hanno ancora capito che a noi non frega una beneamata cippa del Tav, di Expo, del Mose (veniamo da Belgio, Germania, di qua e di là  e manco sappiamo che roba è, quella).
Un po’ perchè non hanno ancora capito che noi lavoriamo contro di loro.
O, se l’hanno capito, fanno pippa perchè hanno paura di noi, o perchè gli facciamo comodo, li facciamo sentire importanti e temuti, con tutti quei titoli sui tg e i giornali.
Se sfilassero pacificamente, non se li filerebbe nessuno. E la stampa parlerebbe d’altro: dei disoccupati che aumentano, delle bugie del governo sulla crescita, dell’Expo tutto calcinacci e cartongesso per nascondere i cantieri mai finiti, degli inquisiti candidati alle Regionali.
Noi siamo l’offerta a una domanda di mercato: facciamo comodo a tutti, al governo e agli antagonisti.
Non c’è neppure bisogno che ci chiamino: lo sappiamo noi quando serviamo, partiamo da soli senz’avvertire nessuno.
Tanto lo sanno tutti che arriviamo: gli antagonisti come il governo. Scusate, ma che altro han mai fatto i servizi segreti italiani dagli anni 60 a oggi se non infiltrare i gruppi antigovernativi di destra e di sinistra?
Nel 1969 sapevano che i fascisti avrebbero piazzato la bomba in piazza Fontana, e gliela lasciarono piazzare. Nel 1978 sapevano che le Br avrebbero rapito Moro, e glielo lasciarono rapire. Nel 2001 sapevano che avremmo distrutto Genova, e ce la lasciarono distruggere.
È una tecnica vecchia come l’Italia: si chiama “destabilizzare per stabilizzare”.
E funziona ancora: dopo 50 anni, la “pista anarchica è un evergreen. L’altro ieri lo sapevano benissimo che avremmo fatto quei danni a Milano, e ce li hanno lasciati fare.
Non parlo dei poveri e ignari poliziotti da strada, mandati allo sbaraglio con l’ordine di non caricare (tant’è che sono riuscito a incendiarne uno così, en passant).
Parlo di chi, dietro e sopra di loro, sapeva da mesi del nostro arrivo, e l’ha pure fatto scrivere dai giornali e dire dai tg per fare bella figura, poi ci ha spianato la strada come sempre.
Con la differenza che con Berlusconi l’ordine era di menare qualcuno purchessia, a caso (esclusi noi, ci mancherebbe).
Ora invece, dopo la sentenza di Strasburgo sulle torture alla Diaz, la consegna è non menare più nessuno: prenderle e basta.
Così poi le vostre solite teste di Twitter possono dare la colpa a Fedez (un rapper mandante nostro? Uahahahahah).
E quel genio di Alfano può dire che “abbiamo evitato il peggio”.
Ma come si permette di svilire così il nostro onesto lavoro? Che si aspettava, i bombardamenti di Dresda?
Comunque, messaggio recepito: al prossimo grande evento, faremo meglio.

Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

EXPO, GUERRIGLIA ANNUNCIATA E LA TESI “IMPOSSIBILE FERMARLI PRIMA”

Maggio 3rd, 2015 Riccardo Fucile

IL CAPO DELLA POLIZIA: “EVITATI GUAI MAGGIORI”… RENZI: “SONO TEPPISTELLI”, ALFANO RESISTE: “HANNO IL ROLEX”… GLI AGENTI PIÙ DURI SUL WEB: “SPARARE!”

“Sa cosa rispondo a chi adesso ci dice ‘dovevate prenderli prima’? Che finchè viviamo in uno Stato democratico, la polizia risponde alla legge. E la legge impedisce gli arresti preventivi”.
Tiene la linea un alto funzionario del Dipartimento di Pubblica sicurezza e non accetta provocazioni: “Volete davvero che si torni alla legge Reale nella sua integrità  e al fermo di polizia? O che l’istituzione tenuta a far rispettare la legge sia la prima a violarla? La democrazia vale per tutti, non ci sono eccezioni”.
Il giorno dopo la guerriglia, la devastazione, lo scempio operato da un gruppo di 500 incappucciati per le vie del centro di Milano, senza che una sola testa sia stata spaccata, lo stesso capo della polizia difende la strategia adottata: arginare i danni, non cadere nelle provocazioni dei violenti, tenere bassi i manganelli, evitare lo spargimento di sangue.
“Il fatto che le forze dell’ordine abbiano atteso e lasciato che alcune azioni violente venissero compiute — ha commentato ieri il prefetto Alessandro Pansa — è una scelta fatta a monte. Noi infatti, grazie all’attività  di intelligence, sapevamo benissimo che gli obiettivi dei manifestanti violenti erano ben altri: volevano fare danni molto maggiori, raggiungere piazza Duomo e la Scala, distruggere i simboli di Expo disposti nella città ”.
E allora a chi sostiene che i violenti (“teppistelli figli di papà ” ha detto il premier Renzi, con una definizione che stona parecchio con le immagini di roghi e barricate) potevano essere fermati, la polizia contrappone la rigidità  del “lecito”.
Suddiviso persino in una scansione temporale: prima, durante, dopo.
La legge impedisce gli arresti preventivi: quindi, anche qualora fossero stati individuati nei giorni precedenti singoli soggetti potenzialmente pericolosi, più che tenerli d’occhio a distanza e mettere sotto controllo i loro telefoni non si poteva fare. “Abbiamo operato numerose perquisizioni — racconta ancora l’alto funzionario — e sequestrato materiale contundente. Questo ha fatto arrivare un segnale preciso, ma già  così in quelle ore siamo stati accusati di aver esagerato”.
Quello che la polizia è riuscita a fare — stavolta a differenza di altre — è stato individuare l’obiettivo di questi gruppi.
Grazie ai contatti con l’Interpol e ai servizi segreti, si è compreso che i black bloc avrebbero voluto colpire i luoghi simbolo della cultura milanese e italiana, come il Duomo e la Scala, e per farlo avrebbero tentato di attirare in trappola le forze dell’ordine: veniteci a prendere in mezzo al corteo, così voi fate una mattanza e noi riusciamo a passare indisturbati.
“Abbiamo scelto di non caricare — prosegue il funzionario —, perchè avremmo dovuto farlo su interi pezzi del corteo pacifico: le operazioni chirurgiche in questi casi non sono ipotizzabili. Dovete comprendere che non si tratta di gruppi organizzati che fanno capo a pochi leader, ma di individualità  molto forti sparse per Francia, Spagna, Grecia, Italia. Conoscono benissimo le tecniche di indagine, motivo per cui non si scambiano informazioni al telefono, e conoscono le regole della guerriglia urbana. I più noti poi, sono bravissimi a reclutare ragazzini sconosciuti da mandare in prima linea”.
Non solo: per il Trattato di Schengen i cittadini europei sono liberi di circolare e quindi l’Italia non avrebbe potuto, da sola, sospendere gli accordi e controllare tutte le frontiere.
Sempre ammesso — e, allo stato delle indagini, non concesso — che i violenti siano arrivati per lo più dall’estero (alcune espulsioni di cittadini europei, peraltro, non sono state convalidate).
Sul “dopo”, il ragionamento fatto nelle stanze del Viminale ci riporta alla questione centrale: si potrebbe applicare anche alle manifestazioni di piazza il cosiddetto “arresto differito” previsto per il calcio: la flagranza di reato vale 48 ore.
Ma, appunto, servirebbe una nuova legge.
Se Renzi ha parlato di “teppistelli”, il ministro Alfano, difendendosi da chi ne chiede — ancora una volta — le dimissioni, ha dichiarato di aver visto “farabutti con il cappuccio e figli di papà  con il Rolex. Abbiamo rischiato un altro G8, ma abbiamo evitato il peggio”.
E a proposito del G8 di Genova, la nuova linea della polizia non è andata a genio ai tanti “siamo tutti Tortosa” (l’agente che si è fatto sospendere per aver scritto su Facebook di voler “rientrare alla scuola Diaz mille e mille volte”).
Sui profili e sui forum si sprecano i “C’era una volta la polizia… ma è successo tanto tempo fa”, “Sparare, sparare e ancora sparare… in America sarebbero già  all obitorio!!!!!!!” e i messaggi a Pansa: “Dare del cretino a un agente che sbaglia, poche ore. Intervenire per un ‘mi piace’, mezza giornata. Dare solidarietà  a un agente ustionato da una molotov, non pervenuto” (riferimenti al poliziotto che passò su una manifestante a terra, stigmatizzato da Pansa tempo fa, ai commenti al post di Tortosa costati il posto a un funzionario e a un episodio di ieri, ndr).
Il sindacato Coisp tende la mano alla “delusione” e alla “frustrazione” e si scatena sulle “torture di cui non frega nulla a nessuno”, cioè le violenze contro i poliziotti.

Silvia D’Onghia
(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.800)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (504)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2015
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr   Giu »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL NO AVANTI DI 5 PUNTI. L’ISTITUTO “IXÈ” CERTIFICA IL SORPASSO DEL “NO” (TRA IL 51,3-54,3%) SUL “SÌ” (45,7-48.7%) . LA PERCENTUALE DEI CITTADINI CHE HANNO INTENZIONE DI ANDARE A VOTARE È DEL 46%
    • “LA POLITICA ECONOMICA DI TRUMP È UN FALLIMENTO MISERABILE”. JOSEPH STIGLITZ, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA: “IL PRESIDENTE CERCHERÀ DI FARE TUTTO CIÒ CHE PUÒ. NON HA MAI PRESTATO MOLTA ATTENZIONE ALLA LEGGE. POTREBBE IMPORRE ILLEGALMENTE UN’ALTRA SERIE DI DAZI, CHE DARANNO ORIGINE A ELEVATI LIVELLI DI INCERTEZZA E A NUMEROSE SFIDE LEGALI”
    • ESTORSIONI, MINACCE E ARRESTI NON FATTI: LA “DOPPIA VITA” DI CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DEL PUSHER MAROCCHINO ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO
    • MIGRANTI, L’ATTACCO DEI VESCOVI AL GOVERNO: “SCELTE POLITICHE DISUMANE”
    • MENO MALE CHE C’È MATTARELLA A TENERE ALTA L’ATTENZIONE SU NISCEMI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA È ANDATO NEL PAESE CHE DA UN MESE VIVE CON IL FIATO SOSPESO: UN CENTINAIO DI FAMIGLIE HANNO PERSO LE LORO CASE PER SEMPRE, ALTRE NON SANNO QUANDO POTRANNO RIENTRARE
    • IL GRANDE VINCITORE DEI GIOCHI DI MILANO-CORTINA SI CHIAMA GIOVANNI MALAGO’: L’EX PRESIDENTE DEL CONI (A CUI IL GOVERNO MELONI HA NEGATO LA PROROGA DEL MANDATO) SI GODE IL SUCCESSO E INVITA A NON BRUCIARE LE TAPPE SULLA CANDIDATURA OLIMPICA DI ROMA NEL 2040
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA