Maggio 26th, 2017 Riccardo Fucile
LE REGOLE VALGONO SOLO PER GLI ALTRI… E SUL REFERENDUM SULL’EURO CAMBIA ANCORA IDEA
Luigi Di Maio rilascia oggi un’intervista al Messaggero nella quale dice due cose molto interessanti su Virginia Raggi e sul referendum sull’euro. Vediamole.
Anche Virginia Raggi è indagata per falso e abuso d’ufficio.
«Non è accusata di aver sabotato un’inchiesta sulla stazione appaltante d’Italia, ha messo una firma sotto a un foglio. In casi analoghi non abbiamo chiesto dimissioni di altri sindaci
Ma se la sindaca fosse rinviata a giudizio, in tal caso dovrebbe lasciare?
«Il nostro codice etico prevede che in caso di condanna in primo grado si venga esclusi dal M5S, o sospesi o espulsi. Ma ci riserviamo discrezionalità : ricordo che sono state adottate misure anche solo in caso di avviso di garanzia, se dalle carte legate all’avviso risultano evidenze immorali interveniamo immediatamente. Ma anche senza avviso: abbiamo espulso il sindaco di Gela perchè rifiutava di tagliarsi lo stipendio nonostante l’impegno preso».
Innanzitutto, Luigi ha ragione: è vero che i grillini non hanno chiesto le dimissioni di sindaci per un avviso di garanzia per abuso d’ufficio. Loro hanno soltanto chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno per un avviso di garanzia per abuso d’ufficio. Il che è moooolto diverso, vero?
In secondo luogo va segnalato che a Roma nessuno — nemmeno Virginia Raggi — si taglia lo stipendio.
Così non c’è rischio di doverla cacciare per non averlo fatto. Machiavellico, eh?
Ma è più interessante quello che dice Di Maio riguardo il referendum sull’euro:
Il referendum anti euro fa ancora parte del programma M5S?
«Per indirlo ci vorrà almeno un anno e in quell’anno io spero che il M5S possa portare ai tavoli europei la modifica dei trattati, come ormai chiede anche l’asse franco-tedesco. Io non sono d’accordo con Trump sugli interventi in Siria, ma quando dice “Voglio abbassare le tasse alle imprese facendo un po’ di deficit e faccio gettito per lo Stato per ripagare il debito” va in una direzione opposta a quella dell’Europa che vuole l’austerity contro le manovre espansive.
Ecco, anche noi dobbiamo investire su larga scala anche attraverso deficit e spending review, quindi nell’anno in cui indiremo il referendum speriamo che l’Europa possa tornare indietro su tutti i suoi parametri di austerity».
Di Maio infatti in un’intervista rilasciata a Ballarò disse di preferire “l’euro 2 o monete alternative”. Ora in questa risposta sembra preferire l’opzione “cambiare l’Europa”: l’argomento utilizzato da tutti i candidati moderati e democratici in campagna elettorale, contro l’austerity non contro l’Europa.
Da quel poco che si capisce dalla risposta piuttosto confusa, poi, il vicepresidente della Camera immagina che l’azione politica del M5S in Europa sia in grado di far cambiare idea all’Europa “in un anno” sotto la minaccia del referendum in Italia. Quello che succederà , invece, è l’esatto contrario.
Come ha spiegato il Financial Times dando a lui e a Grillo dei ciarlatani, infatti, nel momento in cui si annunciasse la procedura per un referendum consultivo sulla moneta unica comincerebbe una fuga di capitali che in breve tempo metterebbe in ginocchio il paese e lo farebbe precipitare di nuovo in una crisi da spread.
Quale tipo di potere negoziale possa avere l’Italia in condizioni simili è un mistero che Luigi Di Maio dovrebbe spiegare alla luce della storia recente del Vecchio Continente (la Grecia di Tsipras) e dei fondamentali dell’economia.
Ma forse stiamo chiedendo troppo.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 26th, 2017 Riccardo Fucile
“VOI MI VOTATE E POI IO COMANDO: QUESTA E’ LA PARTECIPAZIONE DAL BASSO”
«Cari cittadini. Vi scrivo questa lettera per spiegarVi meglio il concetto di partecipazione dal basso. È
molto semplice: Voi mi votate e poi io comando.Con questo intendo dire che chiunque voglia opporsi a me finirà arrestato oppure bastonato dalla polizia.Mi sento pronta a comandare e per farlo devo fare in modo che la polizia e i magistrati mi siano amici, di modo tale che se la prendano con chi non ubbidisce.
Per questo li ho ringraziati per le cariche del 1 maggio e per gli arresti all’asilo occupato di pochi giorni dopo. Ho infine ringraziato il PM Rinaudo da sempre in prima linea nel reprimere tutte le opposizioni e in particolare i No Tav.
Un ultimo avvertimento a chi si sentisse deluso dal mio operato: se siete senza casa, senza soldi, se non volete un altro supermercato sotto casa oppure se pensate che io stia solo finendo il lavoro iniziato dal PD…Vi conviene stare zitti e rigare dritto perchè io sono l’unica alternativa possibile».
Sul manifesto, insieme al simbolo del Movimento 5 Stelle, compaiono anche i loghi della Polizia di Stato, della Compagni di San Paolo, della Lavazza e di Telt, società italo-francese che si occupa della costruzione e poi della gestione della Torino-Lione. La lettera, che fino ad ora non è stata rivendicata, contiene riferimenti alle tensioni del primo maggio e all’arresto di alcuni anarchici nell’asilo occupato di via Alessandria. Scrive l’ANSA che del caso si sta occupando la Digos, che ha segnalato l’episodio alla Procura.
Potrebbe trattarsi del gesto di esponenti di area antagonista.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 26th, 2017 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DEL SINDACO MASTELLA: “E’ SCONCERTANTE FAR APPORRE UNA TARGA CON IL SIMBOLO DEL PARTITO”
La ricostruzione di una scuola danneggiata dall’alluvione del 2015 a Benevento è diventata oggetto di una contesa politica tra il sindaco ed ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e il Movimento 5 Stelle.
«È davvero sconcertante e scandaloso quanto accaduto oggi all’Istituto Rampone di Benevento. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle, guidati dall’onorevole Luigi Di Maio, hanno fatto apporre una targa con il simbolo del loro partito all’interno di una scuola a cui, con finta generosità mediatica, avevano elargito un contributo in denaro dopo l’alluvione del 15 ottobre 2015», denuncia il sindaco Mastella in una nota.
Per Mastella «è ancora più grave che ciò sia avvenuto alla presenza di un parlamentare che, rivestendo la carica di vicepresidente della Camera, avrebbe dovuto far prevalere un atteggiamento di tipo istituzionale piuttosto che l’irresponsabilità del militante politico qualsiasi. Quanto accaduto stamani conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, l’assoluta mancanza di cultura istituzionale da parte dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle».
(da “La Stampa”)
argomento: Grillo | Commenta »
Maggio 26th, 2017 Riccardo Fucile
PD 29,3%, M5S 28%, FORZA ITALIA 13%, LEGA 12,6%, FDI 4,3%, MDP 2,7%, AP 2,6% … IL MOVIMENTO ANIMALISTA TRA IL 2,5% E IL 5%
Secondo le intenzioni di voto elaborate dall’Istituto Ixè per Agorà (Raitre), nell’ultima settimana il Pd si
rafforza sul M5S, staccandolo di 1,3 punti.
Il partito guidato da Matteo Renzi guadagna lo 0,7%, raggiungendo il 29,3%. Il M5S perde, invece, lo 0,5%, scendendo al 28 per cento. Nel centrodestra, Forza Italia resta in vantaggio sulla Lega Nord (13% contro 12,6%).
Questo il sondaggio in dettaglio: Pd 29,3% (+0,7%), M5S 28,0% (-0,5%), Forza Italia 13,0% (+0,1%), Lega 12,6% (+0,2%), Fratelli d’Italia 4,3% (-0,3%), Mdp 2,7% (-0,1%), Area Popolare 2,6% (-0,2%), Si 2,4 per cento.
La forbice di voti che il sondaggio attribuisce al Movimento animalista tenuto a battesimo da Silvio Berlusconi è compresa tra il 2,5 e il 5 per cento.
Il 16% degli elettori, inoltre, prende in considerazione l’ipotesi di poter votare per il movimento, grazie (o nonostante) l’appoggio dell’ex Cavaliere.
Cresce di un punto e arriva al al 34% la fiducia nel premier Paolo Gentiloni mentre Matteo Renzi scende dal 31% al 30%. Il governo sale dal 30% al 31% di fiducia.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Maggio 26th, 2017 Riccardo Fucile
ROSATO SI DICE DISPONIBILE AL PASSO INDIETRO “SE IL GOVERNO LO VUOLE”
Palazzo Chigi smentisce i “fantasiosi retroscena” attorno all’emendamento del Pd alla manovrina che prevede i nuovi buoni lavoro per famiglie e microimprese, sottolineando che “non è certo la reintroduzione dei voucher”.
Ma il Pd, con Ettore Rosato, si dice pronto al passo indietro per salvaguardare la salute del Governo, dopo che ieri Mdp ha minacciato di non votare la fiducia su un provvedimento che faccia rientrare i voucher dalla finestra dopo aver fatto saltare il referendum Cgil. E proprio la Cgil protesta al Pantheon contro le mosse della maggioranza.
Ieri attorno ai voucher si stava consumando l’incidente che minacciava di far cadere il Governo Gentiloni. Pesanti le prime dichiarazioni del capogruppo di Mdp alla Camera, Francesco Laforgia, che affermava la volontà di uscire dalla maggioranza. Parole presto stemperate con un più cauto pronunciamento sulla volontà di non votare la fiducia su un provvedimento che contenesse l’emendamento del Pd sui nuovi buoni lavoro.
Oggi Palazzo Chigi smentisce i retroscena, specie “ogni riferimento a dubbi del presidente del Consiglio circa la proposta di buoni lavoro per le prestazioni occasionali delle famiglie e delle imprese. Si tratta di strumenti indispensabili per evitare che tali prestazioni si svolgano in nero. Non è certo la reintroduzione dei voucher che il governo aveva abrogato. È diverso lo strumento, è del tutto diversa la platea” afferma la presidenza del Consiglio in una nota.
A fronte di questo sostegno chiaro, prende tuttavia la parola Ettore Rosato, presidente dei deputati Pd, disponibile a ritirare l’emendamento se il Governo lo chiederà .
“Leggo ricostruzioni assurde sul Pd che vuole utilizzare la questione voucher per mettere in difficoltà Gentiloni. Noi difendiamo il nostro premier e abbiamo sempre concordato la linea da seguire. Siamo pronti tuttavia a ritirarlo se questo è il volere del Governo. Non cerchiamo nessun incidente parlamentare avendo sempre parlato il linguaggio della chiarezza. Adesso aspettiamo indicazioni da Palazzo Chigi” dice il capogruppo alla Camera.
Nel frattempo la Cgil, in prima linea nella battaglia contro i voucher, è schierata in presidio al Pantheon “per manifestare contro l’eventuale approvazione da parte del Parlamento di emendamenti che prefigurerebbero il ritorno dei voucher con norme peggiori” di quelle che erano in vigore e che il Governo aveva abolito proprio per scongiurare il referendum proposto dal sindacato di Corso d’Italia.
Susanna Camusso incontrerà i sindacati e potrebbe annunciare altre iniziative di protesta.
(da “La Repubblica“)
argomento: governo | Commenta »
Maggio 26th, 2017 Riccardo Fucile
SOSPETTI SU RENZI PER ARRIVARE ALLE ELEZIONI ANTICIPATE
Far perdere la pazienza a Paolo Gentiloni è impresa titanica, eppure i renziani sono sulla buona strada.
«Così rischiano di sfasciare tutto», si lamenta in privato con un paio di ministri, nelle ore frenetiche della battaglia dei voucher.
Ce l’ha con chi ha alzato al massimo la tensione, è infastidito dall’attivismo con cui l’ala dura guidata dal segretario tira incessantemente la corda.
Una preoccupazione condivisa anche con il Colle. Matteo Renzi nega ogni addebito, naturalmente. Ma è pronto comunque a capitalizzare ogni evento che lo avvicini alle urne.
Sia chiaro, Gentiloni considera sacrosanta una norma che regoli il lavoro occasionale. Però conosce anche il fragile equilibrio di una maggioranza consunta. E bada soprattutto a dribblare gli scogli all’orizzonte.
Quando qualche giorno fa qualcuno gli aveva suggerito di intervenire sui voucher con un emendamento del governo, allora, il premier aveva respinto brutalmente il “consiglio”: «Non esiste, Palazzo Chigi non farà nulla, mi sembra una trappola per metterci in crisi».
La trappola, in realtà , è scattata lo stesso. E la maggioranza è piombata nel caos. Nulla di imprevedibile, visto che già durante la convention di Milano i bersaniani avevano minacciato di togliere la fiducia nel caso di un ritorno ai voucher. È proprio a questo punto della storia che tornano in scena i renziani, con l’emendamento della discordia. Il resto è cronaca, con Gentiloni costretto a travestirsi da artificiere per disinnescare la mina Mdp: «Tranquilli, medierò io – promette al telefono in serata al capogruppo scissionista Francesco Laforgia – non fate il gioco di chi vuole far cadere il governo».
Ecco il nodo, il cuore del problema: c’è davvero un piano per ribaltare Palazzo Chigi? Ed è questo l’incidente degli incidenti?
Renzi, in viaggio per Pontassieve, nega tutto con chi riesce a contattarlo. «Un’accusa volgare», sostiene lapidario Ettore Rosato, che però non arretra di un millimetro sull’emendamento: «Mdp vota sempre contro – è la sua linea da tempo – non possiamo accettare altri compromessi». In effetti, la corda è davvero sul punto si spezzarsi. Basta ascoltare Lorenzo Guerini, di solito il più “democristiano” tra i renziani. «Le maggioranze – sostiene adesso – non si reggono sugli ultimatum». Ovunque sia la verità , un dato resta innegabile: al segretario dem non dispiace duellare con gli scissionisti, anzi. «Non sanno neanche se supereranno il 5% – ripete in privato – per questo provano a cercare il sostegno dei sindacati»
L’impressione è che la situazione stia sfuggendo di mano. E che Gentiloni faccia sempre più fatica a sedare le spinte centrifughe.
Gli scissionisti di Mdp, ad esempio, provano a tradurre in azione la tesi esposta mesi fa da Pier Luigi Bersani ai compagni di corrente: «Noi Renzi dobbiamo abbatterlo sul lavoro». L’ex premier non aspetta altro.
Sogna elezioni il prossimo 22 ottobre e nel clima elettrico di fine legislatura si muove con una certa disinvoltura. La corrida sui voucher, se possibile, lo invita a pigiare ancora di più il pedale sull’acceleratore della legge elettorale.
Questa partita è ancora tutta da giocare. Vanno consumati una serie di passaggi, dalla direzione del Pd convocata per martedì fino al fragile accordo con Berlusconi. Il leader dem ha già in agenda incontri con Matteo Salvini, Angelino Alfano e Nicola Fratoianni.
E il Cavaliere? I rispettivi staff giurano che il faccia a faccia pubblico potrebbe tenersi mercoledì prossimo (e vociferano di contatti telefonici), ma la verità è che Renzi è assai dubbioso. Mettersi in posa per far scattare la foto del Nazareno bis è davvero la scelta giusta, a poche settimane dalle amministrative? E non rischia di far gridare alla larghe intese preventive i grillini?
Per questo, il piano A è quello di limitarsi a un incontro con Gianni Letta.
(da “La Repubblica”)
argomento: governo | Commenta »
Maggio 26th, 2017 Riccardo Fucile
IL MARITO DI IVANKA POTREBBE ABBANDONARE LA VISITA IN EUROPA AL SEGUITO DEL SUOCERO-PRESIDENTE
Jared Kushner è indagato. Quella che la scorsa settimana era solo un’ipotesi fatta circolare alla vigilia del primo viaggio internazionale di Donald Trump, adesso è realtà .
Il marito di Ivanka, il genero che è diventato il più potente tra i consiglieri del presidente, è finito nell’inchiesta sulle interferenze di Putin e del Cremlino durante la campagna elettorale 2016 come ‘persona di interesse’.
Gli investigatori del Bureau ritengono che abbia “informazioni rilevanti” ai fini dell’indagine ed è probabile che Kushner sia costretto ad abbandonare la visita in Europa al seguito del suocero-presidente, un viaggio in cui – soprattutto nelle tappe in Arabia Saudita e Israele – aveva avuto un ruolo di grande rilievo accanto al presidente
Lo scoop (di Washington Post e NbcNews) arriva nel tardo pomeriggio di Washington e raggiunge The Donald, il genero e la figlia in Europa quando è già passata la mezzanotte.
Le diverse fonti del quotidiano e della rete tv sono d’accordo su un punto, Kushner al momento non è incriminato e la sua posizione nel Russiagate non è grave come quelle di Paul Manafort (l’ex direttore della campagna elettorale di Trump) e del generale Michael Flynn (il consigliere per la sicurezza nazionale costretto a dimettersi) i due ‘pesci grossi’ dell’indagine che rischiano pesanti incriminazioni (comprese quelle per reati finanziari).
Per Trump e per l’intera Casa Bianca è un brutto colpo. Gli agenti federali stanno seguendo la pista dei vari incontri che Kushner ha avuto con funzionari russi di primo piano e con uomini che fanno parte della cerchia ristretta degli amici di Putin.
In particolare gli incontri che si sono svolti a dicembre (con Trump già eletto, ma non ancora insediato) con l’ambasciatore russo negli Usa Sergey Kislyak e con un banchiere di Mosca.
Uno degli avvocati del marito di Ivanka, Jamie Gorelick, ha dichiarato al Washington Post che il suo cliente “si era già offerto volontariamente di rivelare al Congresso tutto quello che sa su questi incontri” e che quindi avrà lo stesso atteggiamento “se contattato in relazione a qualsiasi altra inchiesta”.
La scorsa settimana, proprio mentre il presidente Trump era in partenza per il suo primo viaggio all’estero, proprio il Washington Post aveva rivelato che una persona a lui vicina e che lavora alla Casa Bianca era oggetto di interesse del Fbi nell’ambito dell’inchiesta Russiagate. Non era stata resa nota l’identità ma il nome di Jared Kushner era circolato su diversi organi di stampa internazionali.
“Non posso confermare o negare l’esistenza o la non esistenza di indagini o soggetti di indagini”. Sarah Isgur Flores, portavoce del ministero di Giustizia, ha usato la classica formula che di fatto conferma quanto rivelato da Washington Post e da NbcNews ed anche il ‘no comment’ del Fbi è piuttosto indicativo. Le indagini stanno procedendo a ritmo serrato ed il ‘procuratore speciale’ (ed ex direttore del Fbi con Bush e Obama) Robert Mueller III ha garantito al Congresso che andrà fino in fondo.
Il presidente della commissione vigilanza della Camera, il repubblicano Jason Chaffetz, ha intanto chiesto all’Fbi di produrre documenti circa i contatti dell’ex direttore del Bureau James Comey con la Casa Bianca e con il dipartimento di Giustizia, compreso materiale che va indietro nel tempo fino al 2013 e quindi all’amministrazione Obama. La richiesta in una lettera inviata al direttore dell’Fbi ad interim Andrew McCabe.
(da “La Repubblica”)
argomento: Esteri | Commenta »
Maggio 25th, 2017 Riccardo Fucile
UN 24ENNE DOVRA’ RISPONDERE DI DIFFAMAZIONE AGGRAVATA PER GLI INSULTI ALLA SINDACA DI CINISELLO, REA DI ACCOGLIERE I PROFUGHI COME STABILISCE LA LEGGE NEI PAESI CIVILI
Siria Trezzi e Monica Chittò sono le sindache di Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Le due prime
cittadine hanno firmato, su proposta della prefetta Luciana Lamorgese, un patto per l’accoglienza diffusa per la redistribuzione dei migranti sul territorio della città metropolitana.
Il patto — che prevede l’arrivo di 2 migranti ogni mille abitanti — è stato sottoscritto da 76 comuni dell’area metropolitana su 104.
Una scelta che naturalmente non è stata gradita dalla solita fogna razzista.
C’è chi non accetta la presenza dei negri a casa propria. Sono persone che dimenticano che dare rifugio ai richiedenti asilo è un dovere per il nostro Paese. Sono persone che credono che la presenza di stranieri nel proprio Comune sia sinonimo di degrado, violenza o criminalità (e perchè no, anche malattie esotiche).
Per queste persone purtroppo non c’è nulla da fare. Oggi ce l’hanno con i neri e gli zingari ieri ce l’avevano con i meridionali e domani chissà .
Sicuramente troveranno una categoria di persone verso cui indirizzare il loro odio e la loro intolleranza.
In attesa che trovino uno psichiatra di quelli bravi, qualcuno comincia finalmente a ricevere la visita a casa dei carabinieri.
Dopo un messaggio nel quale un utente definiva la sindaca Trezzi “grandissima puttana” augurandosi che venisse “violentata dai negri” la prima cittadina di Cinisello Balsamo ha deciso di sporgere denuncia.
Il denunciato è un ragazzo italiano di 24 anni al quale i carabinieri hanno contestato il reato di diffamazione aggravata.
La sindaca aveva annunciato l’intenzione di pubblicare uno screen e di procedere legalmente nei confronti dell’autore del post dai contenuti sessisti e xenofobi.
La sindaca di Sesto San Giovanni Monica Chittò invece ha ricevuto una lettera anonima di insulti che contiene anche una esplicita minaccia di morte.
Il motivo è sempre lo stesso la sindaca aveva sottoscritto l’accordo per l’accoglienza dei migranti. Nella lettera si intima alla sindaca di non procedere con i permessi per la costruzione di una moschea.
Se la sindaca non avesse manifestato l’intenzione di recedere sarebbe stata bruciata.
La Chittò invita ad abbassare i toni della campagna elettorale — a giugno a Sesto San Giovanni si vota per il rinnovo del Consiglio comunale — per evitare di alimentare il clima d’odio.
Quella subita dalla sindaca non è una semplice intimidazione ma la spia del radicamento di posizioni violente e inconciliabili con il vivere civile.
Gli autori di questi commenti violenti e sessisti vengono aizzati anche da alcuni esponenti politici.
Ad esempio qualche giorno fa il consigliere comunale di Cesano Boscone Fabio Raimondo di Fratelli d’Italia ha postato su Facebook una foto della vicesindaca Mara Rubichi mentre sigla il protocollo d’intesa per l’accoglienza di sessantacinque richiedenti asilo.
Non c’è niente da ridere, commenta Fratelli D’Italia. Ma non serve aggiungere altro perchè al resto ci pensano i commentatori.
Il copione è sempre il solito.
In attesa che anche loro ricevano visite a casa.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Razzismo | Commenta »
Maggio 25th, 2017 Riccardo Fucile
IN TUTTI I CINQUE MUSEI DIRETTI DA STRANIERI AUMENTATI I VISITATORI ANCHE OLTRE IL 70%
Dopo la sentenza con cui il Tar del Lazio ha bocciato cinque dei venti direttori dei supermusei, il Mibact ha diffuso i “risultati straordinariamente positivi” ottenuti in tre anni dalla riforma Franceschini.
Prima di elencare i numeri, nella nota, il Ministero dei beni e delle attività culturali precisa che “la riforma ha costituito una vera e propria rivoluzione del sistema museale italiano, grazie alla quale le istituzioni culturali hanno conosciuto una forte innovazione gestionale e tariffaria”.
Crescono visitatori e ricavi.
Il periodo successivo alla riforma, secondo i dati, ha visto incrementare il numero di visitatori, sia quelli a pagamento sia quelli gratuiti, come anche gli “incassi dei principali musei e parchi archeologici statali”.
Dal 2013 al 2016 è di “oltre 7 milioni la crescita del numero dei visitatori, che sono passati da 38,5 milioni a 45,5 milioni (+18%), mentre gli incassi sono aumentati di quasi 50 milioni di euro, dai 126 milioni del 2013 ai 174 milioni del 2016 (+38%)”.
Visitatori singoli musei.
Quanto ai numeri dei musei oggetto della sentenza del Tar del Lazio, confrontando i dati del 2016 con quelli pre-riforma del 2014, i visitatori sarebbero aumentati in tutti e cinque i musei.
Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: aumento di 14.600 unità (pari al +7,5%),
Museo Archeologico Nazionale di Napoli: cresciuto di 102.000 unità (+29,1%),
Palazzo Ducale di Mantova: più 157.100 unità (+76,2%),
Museo Archeologico Nazionale di Taranto: 34.500 visitatori in più ( +72%),
Galleria Estense: benchè riaperta a maggio 2015 – era stata chiusa per i danni causati dal terremoto del maggio 2012 – ha segnato un +7% di visitatori solo nell’ultimo anno”
Ricavi singoli musei.
“Le forme innovative di promozione hanno riavvicinato gli italiani al proprio patrimonio culturale”, commenta il Mibact prima di riportare i ricavi al dettaglio delle cinque istituzioni.
Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: ricavi aumentati di circa 300mila euro;
Museo Archeologico Nazionale di Napoli: circa 571.500 euro in più,
Palazzo Ducale di Mantova: cresciuto di circa 880mila euro
Museo Archeologico Nazionale di Taranto: aumento dei ricavi di 102.730 euro,
Galleria Estense: +60% di ricavi solo nell’ultimo anno
(da agenzie)
argomento: arte | Commenta »