Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile
MONITO AGLI ALTRI STATI MEMBRI: “SE NON SI RISPETTANO LE NORME GIURIDICHE SAREMO PERDUTI”
“L’Italia fin dal primo giorno fa tutto ciò che può fare sulla crisi migratoria. L’Italia ha salvato e
salva l’onore dell’Europa”.
Lo ha detto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker al The State of the Union.
“Perciò – ha aggiunto – dobbiamo essere più solidali sia con l’Italia sia con la Grecia che non sono responsabili della loro posizione geografica. Sono lì dove si trovano e di questo dobbiamo tenerne conto”.
“Di fronte alle conseguenze del flusso migratorio, il Consiglio – ha ricordato Juncker – ha preso una decisione a maggioranza qualificata, ma c’è un certo numero di paesi membri che non accetta questa decisione: se l’Europa comincia a non rispettare le norme giuridiche in questo campo, noi saremo perduti”.
“Vorrei che un certo numero di Stati membri capisse: qui si tratta di mettere in pratica, e tradurre in legge, l’idea che abbiamo dell’Europa e dell’uomo. Non si può dire, ‘noi non facciamo entrare nel nostro territorio uomini e donne di colore, e che non sono cattolici’: ebbene, questo non è ciò che appartiene alla natura vera dell’Europa”, ha aggiunto Juncker.
Intanto non si placano le polemiche sui sospetti di collusioni con i trafficanti di esseri umani sollevati dal procuratore capo dei Catania Carmelo Zuccaro nei confronti dell ong che operano nel mar Mediterraneo.
“Stiamo assistendo a un processo mediatico contro chi salva delle vite umane”, ha denunciato oggi monsignor Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, intervenendo alla conferenza stampa ‘La grande balla delle navi-taxi. Le Ong e il soccorso in mare’, in corso al Senato.
Sottolineando come salvare delle vite sia “un valore umano”, il prelato ha proseguito: “Se poi il retropensiero è arrivare a rinunciare ai soccorsi in mare per evitare che queste persone raggiungano il nostro paese, allora è meglio dirlo apertamente, è meglio avere un dibattito chiaro che una ipocrisia istituzionale”.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile
PD A CACCIA DEI VOTI DEI PISTOLERI
«Capisco le sue considerazioni Inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo — leggendo il testo — ho avuto molti dubbi»:
Matteo Renzi rispondendo ai messaggi critici che sono arrivati sulla legittima difesa già boccia la legge sulla legittima difesa ieri approvata alla Camera e che prevede la circostanza dell’aggressione notturna, tradotta liberamente nella possibilità di poter “sparare” anche di notte in caso di attacco.
C’è una questione che però sembra sottovalutata.
La legge così com’è stata pensata ha trovato l’opposizione “da destra” di Salvini, Forza Italia e Meloni in quanto considerata blanda e contraddittoria; e ha ricevuto critiche da sinistra come quella di Roberto Saviano, che ha accusato il Partito Democratico di essere “come la peggiore destra”.
Se la legge deve cambiare, in quale direzione deve farlo?
Ad occhio si direbbe che il segretario del Partito Democratico voglia andare a destra: scrive infatti Tommaso Ciriaco su Repubblica che «è il passaggio sul “giorno e la notte” a non convincerlo, quel discrimine “orario” nella legittima difesa che lo lascia interdetto. Un principio va fissato, ma legarlo troppo alla visibilità dell’aggressore, determinata dalla luce e dal buio, rischia di trasformarsi, appunto, in un pasticcio». Eppure è proprio quel punto, spiega oggi Bruno Tinti sul Fatto, ad avere una difficile legittimazione e quindi ampliarlo sarebbe complicato:
La novità rispetto al passato (prima del 2006) consiste nel fatto che non è richiesta una proporzione tra il mezzo utilizzato per difendersi e quello utilizzato dall’aggressore: gli posso sparare senza se e senza ma (che è quello che interessa agli sceriffi). Legge equilibrata ed efficiente. Però c’è ancora una fastidiosa condizione: è necessario che chi si introduce in casa abbia un atteggiamento aggressivo oppure che, pur avendolo inizialmente, non decida di desistere, cioè andarsene per i fatti suoi. Così oggi è arrivata la nuova legge: “Si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”. Micidiale: chiunque si aggira di notte in una casa può essere ucciso.
Per completare il quadro, hanno modificato anche l’ipotesi di eccesso colposo in legittima difesa, cioè quando si usa un’arma in una situazione non prevista dalla legge, per esempio contro un ladro in fuga (di giorno, di notte abbiamo visto che si può, se ancora non è uscito dalla casa): “È sempre esclusa la colpa se sussiste la simultanea presenza di due condizioni: se l’errore è conseguenza di un grave turbamento psichico; se tale turbamento è causato dalla persona contro cui è diretta la reazione”. “Signor giudice, vero che stava scappando, anzi era già in strada: ma ero così turbato…”.
Di certo c’è che la legge così com’è in Senato avrebbe molte difficoltà a passare.
Il governo Gentiloni ha ottenuto a dicembre 169 voti di fiducia, otto in più della maggioranza assoluta, compresi quelli di Mdp ed escluso Ala di Denis Verdini che uscì dall’aula.
Mdp alla Camera non ha votato e, senza modifiche, non sembra intenzionata a votare nemmeno a palazzo Madama.
Ala, invece, alla Camera ha votato sì e quindi potrebbe bilanciare i voti in mendo degli ex Pd.
Mdp e Ala, infatti, sostanzialmente si equivalgono come numeri al Senato (15 gli ex Pd, 16 i verdiniani). Ma dubbi sono stati espressi anche dai socialisti di Riccardo Nencini, che contano su tre senatori.
E nello stesso Pd non si può dare per scontato il voto di tutto il gruppo, anche alla Camera c’è stata la defezione di Franco Monaco.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile
L’URBANISTA ATTACCA LA GIUNTA RAGGI: “SULLO STADIO HANNO FATTO UN’INVERSIONE A U RISPETTO A QUELLI CHE DICEVANO QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE”… “SULLE OLIMPIADI HANNO RIFIUTATO LA SFIDA”
“I 5 Stelle? Paurosi e sensibili alle lobby”. L’urbanista Paolo Berdini, ex assessore della Giunta
pentastellata di Roma torna a parlare dopo le sue burrascose dimissioni. E lo fa in un’intervista pubblicata nel numero di maggio di Valori, mensile economico e finanziario promosso dalla Fondazione Banca Etica, in cui ripercorre la sua esperienza di governo della capitale d’Italia.
“Sullo stadio della Roma i 5 Stelle e Virginia Raggi hanno fatto un’inversione a U rispetto alle posizioni nettamente contrarie all’opera espresse quando erano all’opposizione e hanno detto ‘sì’ a un progetto che soddisfa esclusivamente appetiti privati, in un’area a forte rischio idrogeologico nella quale anche un solo metro cubo di cemento è un errore”.
Un duro atto d’accusa verso chi l’aveva chiamato in giunta “per attuare un programma cementificazione-zero” ma ha poi “cambiato progressivamente rotta”.
Secondo Berdini, questa vicenda ha dimostrato come ai Cinque Stelle sia “mancata quella indispensabile cultura politica che può permettere di affrontare le sfide più difficili. Sullo stadio si sono spaventati di una eventuale richiesta di risarcimento da parte della Roma”.
E sottolinea come sia un paradosso aver accettato il progetto stadio dopo aver rifiutato un’opera pubblica come sarebbero state i Giochi olimpici: “Con le Olimpiadi avrebbero potuto dimostrare all’Italia intera come si puo’ trasformare un grande appuntamento segnato spesso da sprechi e scandali in un’opportunità di rilancio della città . Ma non hanno accettato la sfida”.
Insieme all’intervista a Berdini, Valori pubblica un’inchiesta di Paolo Mondani, storica firma del programma di Rai3, Report, nella quale vengono ricostruiti gli intrecci economici che legano le società di Luca Parnasi, proprietario dell’area di Tor di Valle su cui dovrà sorgere il nuovo stadio, la proprietà americana della Roma calcio e Unicredit, banca della quale Parnasi è tra i grandi debitori.
“Sono i debiti di Parsitalia e della Roma verso Unicredit ad aver guidato la scelta di Tor di Valle” scrive Mondani, secondo cui il gruppo bancario “mette insieme i due scassati debitori in modo che restituiscano almeno parte dei loro crediti e inventa lo stadio di Pallotta sui terreni di Parnasi”.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile
CHI E’ REALMENTE E PERCHE’ VIENE USATO COME REGISTA OCCULTO DEL “COMPLOTTO SIONISTA” DA GRILLINI E SOVRANISTI: QUELLI CHE FANNO IL GIOCO DI BEN ALTRI FINANZIERI E SPECULATORI CHE VOGLIONO L’ITALIA FUORI DALL’EURO
L’incontro tra il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e George Soros continua ad agitare il sonno degli esperti italiani di complotti e cospirazioni. Perchè dopo la morte di David Rockefeller ai teorici del complotto demo-pluto-giudaico-massonico è rimasto solo lui: Soros.
Le caratteristiche per essere considerato “altamente sospetto” ce le ha tutte.
È ebreo (e quindi solletica l’antisemitismo di ritorno), si è arricchito grazie ad operazioni di finanza internazionale, sovvenziona le ONG che soccorrono i migranti nel Mediterraneo Centrale e qualcuno lo ha pure accusato di aver finanziato la “rivoluzione” contro Donald Trump.
Salvo poi scoprire che Soros è in affari con Jared Kushner, il genero del Presidente USA.
Ma di base l’argomento contro Soros (oltre al suo cognome palindromo e quindi ipso facto diabolico) si riduce al fatto che è un ricco “colpevole” di esportare democrazia a destra e a manca con la sua Open Society Foundation.
Prima della visita a Roma il nome di Soros era comparso nella vicenda di Gabriele Del Grande, il documentarista arrestato in Turchia che — ovviamente — si diceva fosse “finanziato da Soros”.
Come sempre le coincidenze segnalano che qualcosa non va.
Ad esempio molti attenti parlamentari hanno notato che Soros fosse a colloquio con Gentiloni (oppure è viceversa??) proprio mentre Carmelo Zuccaro veniva audito in Commissione Difesa al Senato sulle Ong.
Poco importa che Zuccaro abbia candidamente ammesso di non avere prove e di non sapere praticamente nulla. Beppe Grillo, che da anni agita lo spauracchio di Soros è andato oltre.
Presidente Gentiloni, di cosa avete parlato con Soros? Il miliardario l’ha avvisata che è in vista un’altra speculazione? Vuole comprare a prezzi ridicoli qualche gioiello italiano che ancora non è passato in mani straniere? Si è lamentato per l’inchiesta del procuratore Zuccaro sulle ONG che agirebbero come taxi del Mediterraneo e che sono finanziate con milioni di dollari ogni anno da Soros stesso? Le ha chiesto di intervenire per bloccare l’inchiesta?
Per il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle Soros nella migliore delle ipotesi è venuto a fare shopping in Italia (e sappiamo che non è uno che si accontenta di via Condotti).
Ma potrebbe essere venuto pure a lamentarsi — di persona! — dell’inchiesta di Zuccaro. Inchiesta che non è nemmeno partita, trattandosi di una indagine conoscitiva.
Grillo ricorda anche di quella volta che Soros “causò una perdita del 30% del valore della lira e una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari”.
Una storia secondo la quale il magnate di origine ungherese provocò il crollo della lira con il suo fondo d’investimenti Quantum.
In realtà le cose sono andate diversamente perchè se è vero che Soros speculò sulla lira ma non fu lui “da solo” a farlo.Semplicemente Soros seppe approfittare della debolezza del nostro paese e di una fuga di capitali che era già in atto.
A dirlo è la stessa Banca d’Italia nella sua relazione del 1993 dove spiega che nel settembre 1992 dall’Italia uscirono 25.881 miliardi di lire.
La speculazione di Soros, che pure c’è stata e nessuno nega, in questo immane flusso di denaro rappresenta una minima parte.
Il fatto è che nel 1992 tutti sapevano che la lira era la moneta più debole del sistema SME e che dopo l’unificazione tedesca molti capitali vennero attirati dall’operazione della Bundesbank di alzare i tassi di interesse.
La conseguenza fu che tutti, anche gli italiani, comprarono marchi e bund tedeschi.
Lo spauracchio di Soros però venne utilizzato per mascherare e far dimenticare la dabbenaggine della politica italiana, incapace di fermare la fuga di capitali per proprie responsabilità .
Esattamente come in altre occasioni storiche e come oggi.
Fa sorridere che chi si preoccupa della speculazione di Soros sulla Lira faccia parte di un partito che vorrebbe l’Italia fuori dall’euro.
Ovvero in una situazione che consentirebbe nuove operazioni del genere.
La paura di Soros unisce MoVimento 5 Stelle, Lega Nord e personaggi noti per essere esperti di economia come Maurizio Gasparri.
Coincidenze?
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile
E GREENPEACE ISSA SULLA TORRE EIFFEL UNO STRISCIONE CONTRO LA LE PEN, RICORDANDO I VALORI PATRIOTTICI DELLA FRANCIA
Secondo un sondaggio di Elabe per BfmTv e L’Express, è previsto che a vincere il secondo turno di
elezioni dovrebbe essere il candidato presidenziale francese centrista Emmanuel Macron con il 62 per cento dei voti, mentre il candidato di destra Marine Le Pen dovrebbe ricevere il 38 per cento dei consensi.
Il sondaggio è stato condotto dopo l’ultimo dibattito televisivo tra i due candidati mercoledì.
Un dibattito acceso, a tratti rabbioso. E oggi Le Pen in un’intervista a radio Rtl ha descritto la sua rabbia come un riflesso della rabbia che vede in tutta la Francia”
La replica di Emmanuel Macron è all’opposto. La Francia, ha dichiarato oggi, deve trovare un destino comune e superare la rabbia che la sta dividendo. In un’intervista a Europe 1 radio, ha aggiunto che, se dovesse essere eletto, il suo dovere sarà quello di “garantire che il paese mantenga il suo equilibrio”.
Il 23 aprile, Macron e Le Pen sono emersi come due vincitori al primo turno delle elezioni, pronti ad affrontare il ballottaggio. Macron ha vinto con un leggero vantaggio nel primo turno, dopo aver ricevuto il 24,01 per cento dei voti, mentre Le Pen ha ottenuto il 21,3 per cento
Si prevede comunque un minimo storico di partecipazione al ballottaggio di domenica in Francia: stando ad un sondaggio Odoxa per France Info pubblicato oggi, alle urne dovrebbe infatti recarsi il 75% degli aventi diritto, il tasso più basso dal 1969, quando al ballottaggio che oppose George Pompidou de l’Union pour la dèfense de la Rèpublique e Alain Poher del Centre dèmocrate andò a votare meno del 70% degli iscritti.
L’astensione è più alta tra i simpatizzanti dei partiti a sinistra del Ps, sostanzialmente gli Insoumis (34%) mentre raggiunge il 10% tra i simpatizzanti del Ps e il 28% tra quelli della destra, spiega l’istituto, ricordando che il leader di la France Insoumise Jean-Luc Mèlenchon ha preferito non dare indicazioni di voto per il secondo turno.
Continuano le proteste contro Marine Le Pen a Parigi.
Questa mattina con un blitz di Greenpeace sulla Tour Eiffel. Alcuni militanti dell’organizzazione non governativa si sono issati sul monumento simbolo di Parigi per dispiegare un gigantesco striscione anti Front National su cui è ben visibile la scritta ‘Libertè, ègalitè, fraternitè # Resist”.
A riferirne è stato un giornalista di France Inter, che sul sito la dichiarazione rilasciata dall’organizzazione: l’iniziativa è volta a “mettere in guardia contro il progetto di Marine Le Pen e ciò che rappresenta in termini di rischi per le associazioni e altro”, ha dichiarato il direttore generale di Greenpeace France a Europe 1.
Emmanuel Macron ha detto di “aver scelto” il suo futuro primo ministro, il cui nome “verrebbe annunciato dopo il passaggio di consegne” in caso di sua elezione.
Scelta compiuta dunque, ma ‘in petto’ ha spiegato il candidato di En Marche! su Europe 1 ricorrendo a una versione in uso in Francia della formula latina ‘in pectore’. Macron ha confermato così che neanche il diretto interessato è al corrente: “Perchè è nella mia testa”, ha detto.
“Se verrò eletto, lavorerò alla finalizzazione di un governo la settimana prossima”, ha aggiunto. “Ma il primo ministro “verrà annunciato dopo il passaggio di consegne”, ha proseguito dicendo di non voler giocare agli indovinelli. Se verrà eletto, ha detto, il primo ministro “rispecchierà gli impegni che ho preso”. Questa persona “avrà un’esperienza in campo politico, le competenze per dirigere una maggioranza parlamentare”.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile
ATTIVISTA PRO-EUROPA, L’AVVOCATESSA 52ENNE VINSE LA CAUSA CHE IMPOSE IL PASSAGGIO IN PARLAMENTO.. ORA LANCIA IL SUO MOVIMENTO “BEST FOR BRITAIN”
È forte la tentazione di ribattezzarla “la Macron inglese”. Anche se il suo caso si presta pure a un altro soprannome: “l’Obama britannica”.
Di certo c’è che Gina Miller, 52nne donna d’affari, nera, immigrata, l’attivista dei diritti civili che l’autunno scorso ha vinto la causa alla Corte Suprema di Londra per esigere che il Parlamento di Westminster avesse voce in capitolo e voti sulla Brexit, è di nuovo in campo.
Per adesso con un movimento, “Best for Britain” (Il meglio per la Gran Bretagna), che mira a fare eleggere il maggior numero possibile di candidati anti-Brexit alle elezioni anticipate indette da Theresa May per il prossimo 8 giugno.
Poi, dopo le elezioni, probabilmente con un nuovo partito sullo stile del francese “En Marche”, con lei nei panni di aspirante premier. “Ora no, ma non dico mai”, afferma annunciando i suoi piani davanti a caffè e croissant in un ristorante a due passi dal parlamento
Perchè ha deciso di tornare in campo, signora Miller?
“Perchè queste elezioni sono come l’ultimo duello nel saloon. Forse è troppo tardi per impedire che le vincano i conservatori, ma sarebbe già importante evitare che la premier May ottenga una maggioranza così ampia da poter fare la Brexit che vuole”.
Quale è il vostro obiettivo minimo?
“May ha ereditato da Cameron una maggioranza di appena 15 seggi. Alcuni sondaggi predicono che l’8 giugno potrebbe ampliarla a 100 seggi. Noi speriamo che non vada oltre 20-30 seggi”.
Ma al governo è bastata la maggioranza attuale per vincere il voto sulla Brexit.
“Le cose possono cambiare. Primo, la premier ha convocato le elezioni anche perchè 13 deputati Tories sono sotto inchiesta per finanziamenti illeciti nella scorsa campagna elettorale: dunque rischiava di non avere più alcuna maggioranza. Secondo, molti deputati, anche tra i conservatori, stanno cambiando idea sulla Brexit, perchè si rendono conto di quanto è complicato attuarla e dei danni enormi che ne risulterebbero”.
Come pensate di influire sul voto?
“Con finanziamenti alla luce del sole, volontariato e campagna porta-a-porta a sostegno dei candidati di tutti i partiti disposti a resistere alla Brexit. Possiamo fare la differenza. Almeno dobbiamo provarci”.
E dopo il voto?
“Dipende da cosa accadrà . Vedremo se il Labour di Jeremy Corbyn farà un miracolo. Viceversa, vedremo che cosa farà il Labour in caso di sconfitta, se sceglierà un leader e un corso più riformisti e vincenti. In ogni caso nell’aria si sente voglia di una nuova politica e di nuovi politici”.
Come Macron in Francia?
“È sicuramente un modello che potrebbe essere replicato”.
Vuol dire che il suo Best for Britain diventerà un partito?
“Se ci saranno le condizioni giuste, l’intenzione è questa. Creare una forza progressista capace di conquistare la maggioranza. Per capovolgere la Brexit. E fermare il progetto di un Regno Unito trasformato in paradiso fiscale. Se non ora, da qui alle elezioni successive del 2020”.
Dopo due premier conservatrici, si candida a dare alla Gran Bretagna la prima donna premier progressista? Una Macron inglese? Una Obama britannica?
“La mia risposta è: ora no, ma non dico che non lo farò mai. Sono in tanti a chiedermelo”.
Avrebbe potuto sfidare Theresa May già a queste elezioni…
“Un sondaggista mi ha portato un’indagine nel collegio elettorale della premier: sembra che la batterei 60 a 40 per cento”.
La sigla Best for Britain è molto efficace per un nuovo partito. Chi l’ha creata?
“Io”.
(da “La Repubblica”)
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Maggio 5th, 2017 Riccardo Fucile
ORA I POVERI POTRANNO MORIRE SENZA CURE PER PERMETTERE AI RICCHI DI PAGARE MENO TASSE… EVVIVA I SOVRANISTI CONTRO I POTERI FORTI
Non servono molte parole per riassumere l’effetto che questa controriforma sanitaria imposta ai
repubbblicani, molti dei quali l’hanno votata senza neppure averla letta, avrà sui cittadini americani
I giovani sani, i benestanti senza problemi cronici di salute potranno fare a meno dell’assicurazione medica e risparmiare un sacco di soldi, fino a quando staranno bene.
Poi, che Dio li aiuti al momento di accendere una polizza. L’assicurazione non è più obbligatoria
I meno giovani, i portatori di patologie croniche e di varia gravità , potranno scegliere se restare senza alcuna copertura e andare al fallimento (un protocollo di terapie oncologiche per tumori in stato avanzato raggiunge i 172 mila dollari) o pagare premi astronomici, nel nome del “diritto di scegliere”.
Il via libera rischia in ogni caso di causare pesanti conseguenze per milioni di pazienti e da tempo il piano Trump aveva sollevato le critiche anche delle associazioni dei medici: ”Si rischiano gravi danni per i pazienti, milioni di americani perderanno l’assicurazione sanitaria come diretto risultato del progetto” afferma l’American Medical Association.
Conclusione: lo scandalo, la vergogna, l’ignominia della nazione più ricca del mondo — la sola nel cosiddetto Occidente – incapace di offrire a tutti i propri cittadini un servizio sanitario nazionale continua. Obamacare era un tentativo, molto difettoso, di ampliare almeno il numero degli assicurati.
E tutto questo per diminuire le tasse alle corporation e ai più ricchi, per ostinazione ideologica contro tutto quello che somiglia vagamente a un intervento dello Stato.
L’assenza di un servizio sanitario nazionale che offra a tutti un minimo di copertura è, dopo la piaga dello schiavismo sanata alla fine dell’Ottocente, la continua vergogna americana.
Si può sperare che il Senato blocchi questa ignominiosa deforma sanitaria.
(da “La Repubblica”)
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Maggio 4th, 2017 Riccardo Fucile
E SE, COME SALVINI AL CARA DI MINEO, UNO DORME CON LA LUCE ACCESA COME LA METTIAMO? VA CONSIDERATA NOTTE O GIORNO?
Persino troppo facile ironizzare sulla nuova legittima difesa che darebbe più licenza di sparare contro i ladri, purchè notturni.
Troppo facile impallinare la norma targata Pd-Ap, che sta riuscendo nel miracolo di peggiorare la legge Berlusconi-Castelli del 2006.
Meno facile dare torto a penalisti come Carlo Federico Grosso che a Repubblica dichiara: “Chi dovesse difendersi di mattina o di pomeriggio non sarebbe automaticamente colpevole”.
Sintetizzando generosità e sarcasmo, il penalista chiederebbe al legislatore “di stabilire con precisione quando un fatto può essere considerato come avvenuto di ‘notte'”.
La frase non è banale.
Tralasciando complicati fattori metabolici, non c’è dubbio che la notte sia un concetto relativo. Conosciamo persone per cui non è mai giorno, altre che scambiano la notte per il giorno, altre che, citando il poeta, “certe notti somigliano a un vizio che non voglio smettere, smettere mai”.
Così, immaginiamo ladri e vittime coordinarsi con le previsioni al minuto, su alba e tramonto.
Ovviamente d’inverno, con le notti più lunghe, sarà tutto più semplice, e la legge potrà essere presa a modello dai paesi dalle lunghe notte artiche.
Poi ci sarebbe il riposino pomeridiano, ma per quello aspettiamo un emendamento ad hoc, magari in Senato.
Ma la domanda è un’altra: come la mettiamo con Salvini che a quanto pare, almeno nei centri richiedenti asilo, dorme con la luce accesa?
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 4th, 2017 Riccardo Fucile
MENTRE 52 PERSONE ONESTE VENIVANO PORTATE IN QUESTURA, UN DISONESTO DEL CARTELLINO PRENDEVA LO STIPENDIO SENZA ESSERE A BRUXELLES E RIUSCIVA A FARLA FRANCA
Se la “retata” in Centrale a Milano voleva dimostrare che al “degrado” (equiparato a delinquenza) si
debba dare una risposta “forte”, il bilancio è stato un boomerang.
Dei 52 portati in Questura per controlli nessuno è stato denunciato e anzi, 4 persone hanno scoperto che nel frattempo la loro pratica per la concessione della protezione internazionale era stata accolta.
Ma in realtà in piazza c’era un fuorilegge, anche se il reato che stava commettendo non è stato ancora punito.
Una persona che vive dei soldi dei contribuenti, che prende ben più dei famigerati 35 euro al giorno destinati all’assistenza profughi, che non è presente sul posto di lavoro dove percepisce il lauto compenso quasi mai.
Anche se ieri l’agenda del suo datore era piena di appuntamenti e plenarie che riguardavano anche le commissioni di cui fa parte.
L’europarlamentare Matteo Salvini, che si aggirava sul piazzale della Stazione Centrale con grande “tempismo” durante il blitz di polizia, si comporta allo stesso modo di quegli impiegati comunali beccati timbrando il cartellino in bermuda, o come quei falsi ciechi che si godono la partita allo stadio.
La differenza è che lui è impunito, e mentre portavano via in Questura gente risultata al 100% in regola e onesta, il nostro riusciva a farla franca ancora una volta.
(da “Huffingtonpost”)
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