Destra di Popolo.net

“MONTECITORIO AL M5S, PALAZZO MADAMA A NOI”: IL RISULTATO DI DUE ORE DI VERTICE A PALAZZO GRAZIOLI

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

IL MERCATO DELLE VACCHE: FORZA ITALIA PUNTA SU PAOLO ROMANI PER IL SENATO E FEDRIGA DIVENTA CANDIDATO GOVERNATORE DEL FRIULI

La presidenza del Senato al centrodestra, quella della Camera ai 5 Stelle. È questo l’orientamento emerso nel corso del vertice tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni che si è tenuto a palazzo Grazioli.
Al termine della riunione, durata due ore e mezza, un comunicato stampa fa il punto della situazione.
“I leader del centro-destra che si sono riuniti oggi a Roma – si legge nella nota – si fanno promotori di un percorso istituzionale nella definizione degli assetti parlamentari a partire dalle Presidenze di Camera e Senato, che coinvolga tutte le forze politiche”.
“Il centro-destra propone quindi ai Gruppi Parlamentari un comune percorso istituzionale che consenta alla coalizione vincente (il centro-destra) di esprimere il Presidente del Senato e al primo Gruppo Parlamentare (il Cinquestelle) il Presidente della Camera, riconoscendo nel contempo in ciascun ramo del Parlamento un Vicepresidente a ogni Gruppo Parlamentare che non esprima il Presidente”, si legge ancora.
È il nome di Paolo Romani, attuale capogruppo di Forza Italia al Senato, quello su cui – riferiscono fonti azzurre – punta Silvio Berlusconi per la presidenza di palazzo Madama, che, ha detto di Forza Italia, dovrebbe spettare proprio ad un azzurro.
Il nome di Romani è stato condiviso da tutto lo stato maggiore del partito, che il Cavaliere ha incontrato prima del vertice con Salvini e Meloni.
Un nome, quello di Romani, che i 5 Stelle non vedono di buon occhio. “Da parte delle altre forze politiche considereremo inaccettabili le proposte di candidati, per qualsiasi carica istituzionale in ognuna delle due Camere, che siano condannati o sotto processo”, ha dichiarato Luigi Di Maio quattro giorni fa.
Pur senza citare direttamente Romani, il riferimento è evidente. Il senatore forzista infatti ha già  una condanna passata in giudicato per peculato per una vicenda risalente al suo mandato di assessore all’Urbanistica del Comune di Monza.
In attesa di conoscere dalla Corte d’Appello di Milano se gli sarà  concesso uno sconto della pena, Romani si è difeso, sottolineando che “il procedimento è ancora in corso”.
Durante il vertice è stato deciso di indicare il leghista Massimiliano Fedriga come candidato ufficiale del centrodestra alla presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia.
Una scelta che potrebbe favorire la convergenza di Salvini e Meloni sul nome di Romani per la presidenza di Palazzo Madama.
La decisione è stata presa unitariamente da tutti i partiti della coalizione.
La candidatura di Fedriga è stata decisa dopo lunghi negoziati tra i partiti della coalizione di centrodestra nel corso dei quali sono stati “bruciati” molti nomi sui quali inizialmente si riteneva fosse stato trovato un accordo.
L’ultimo di questi è Renzo Tondo, dato pochi giorni fa per candidato ufficiale definitivo e, contro il quale, invece, è insorta la base leghista (come sempre quando il candidato non è il loro).

(da “Huffingtonpost”)

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IL VOLANTINO CON LE OFFERTE SPECIALI PER LA DROGA A PADOVA ERA UNA BUFALA

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

E’ STATO REDATTO DAI CARABINIERI E CONTIENE PURE UN VISTOSO ERRORE MATEMATICO

La storia ha fatto ridere tutti ma era un tantino esagerata.
Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere la storia di un volantino promozionale per l’offerta di droghe che a Padova era stato diffuso in occasione di una retata che aveva portato in galera i componenti di un nucleo familiare — due coniugi e il fratello dell’uomo — di origini marocchine, che spacciavano cocaina e hashish nei pressi di esercizi pubblici e nei luoghi di aggregazione giovanile del padovano.
Il Mattino di Padova, che riportava evidentemente le affermazioni dei carabinieri, raccontava:
Gli spacciatori arrestati si caratterizzavano per il particolare attivismo nel promuovere il loro stupefacente, spronando i clienti, anche insistentemente e proponendo sconti, ad acquistarlo. Un’intensa attività  promozionale soprattutto rivolta a quei giovani, già  loro clienti, che faticosamente si erano affidati alle cure del Sert per disintossicarsi.
La particolarità¡ è che per evitare di parlare gli spacciatori avevano preparato un volantino che facevano vedere ai tossicodipendenti.
La storia però era una bufala.
In realtà , come ha raccontato Padovaoggi, Il volantino con tariffe e promozioni della droga? E’ falso, lo hanno fatto i carabinieri, è una riproduzione, un “falso” fatto dai militari sulla scorta di quanto appreso durante le indagini “per mostrare il grave comportamento degli spacciatori”.
L’ammissione dei carabinieri è arrivata dopo che in procura si è scoperto che il depliant non compare agli atti del pubblico ministero.
I pusher li avrebbero distrutti prima di finire nei guai, stando a quanto afferma l’Arma. Gli ufficiali che hanno eseguito le indagini sono stati convocati con urgenza dal pubblico ministero per chiarire la vicenda.
A questo punto rimane solo una curiosità : visto che nel volantino si affermava che 10 “pezzi” di “bianca”, ciascuno del valore di 50 euro, venivano offerti “scontati” a 900 euro, chissà  se l’errore era presente nei sedicenti volantini no recuperati o no.

(da “NextQuotidiano”)

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IN ITALIA C’E’ IL MONDO CAPOVOLTO: PROCESSIAMO GIUDICI E VITTIME, NON I RESPONSABILI

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

IL PM ZUCCA, IL G8 E LA NOSTRA IPOCRISIA

Così sul banco degli imputati rischia di finirci il pm del G8, Enrico Zucca.
Dopo anni di depistaggi, di silenzi, di omertà . Dopo che addirittura alcuni tra i (pochissimi) condannati dopo i fatti di Genova sono finiti a ricoprire posizioni di prestigio nella Polizia di Stato.
E invece adesso tutti a puntare il dito contro Zucca che per anni ha indagato con coraggio, in solitudine, sulle terribili violenze compiute dalle forze dell’ordine nel luglio del 2001.
Zucca che ieri ha detto quello che molti pensano: “Ai vertici della Polizia c’è anche chi ha coperto i torturatori del G8”.
E’ il mondo capovolto: nemico dello Stato è il magistrato che difende la giustizia, e non invece l’uomo in divisa che tortura e tradisce la Repubblica. Difendere lo Stato significa tacere i suoi abusi e non combatterli.
Adesso addirittura scopriamo che il ministro della Giustizia Andrea Orlando avrebbe chiesto di acquisire le dichiarazioni di Zucca. Se si avviasse un procedimento disciplinare — dopo tanti silenzi da parte del governo sulle violenze del G8 e le promozioni dei poliziotti condannati — sarebbe la vergogna delle vergone. Speriamo che Orlando ce la risparmi.
Ma la vicenda di Zucca va ben oltre il G8 e forse rivela il grande male della nostra Italia di oggi: l’ipocrisia.
Le ong da salvatrici diventano complici degli scafisti. Per lavarci la coscienza dal nostro razzismo (neppure più strisciante), dalla nostra indifferenza, puntiamo il dito contro chi aiuta i migranti.
Sono loro i colpevoli, non noi. Di nuovo il mondo capovolto.
E ancora: viviamo in un Paese divorato e distrutto dall’illegalità . Ma chi sono i soli responsabili? I migranti, che hanno importato in Italia la delinquenza.
Come se il nostro male non fossero la corruzione, la mafia, l’evasione fiscale.
Un cancro che ci divora e di cui siamo i responsabili.
Come se non fossimo noi — lo dimostra la storia del giornalista ucciso in Slovacchia forse dalla ‘ndrangheta — che abbiamo esportato in mezzo mondo le mafie.
Così non andremo avanti. Finchè non sapremo guardare le vere responsabilità  e non avremo il coraggio di puntare il dito su noi stessi.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Giustizia | Commenta »

“I NOSTRI TORTURATORI SONO STATI COPERTI DAI VERTICI DELLA POLIZIA”: BUFERA SUL PROCURATORE ZUCCA CHE RINCARA LA DOSE

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

PER GABRIELLI “SONO ACCUSE INFAMANTI”… ZUCCA: “LA RIMOZIONE DEL FUNZIONARIO CONDANNATO E’ UN OBBLIGO, NON UNA SCELTA POLITICA”

I «nostri torturatori sono stati coperti dai vertici della polizia»: è bufera di polemiche sulla frase detta durante un dibattito sulla morte di Giulio Regeni, dal sostituto procuratore della corte d’appello di Genova Enrico Zucca che con il pm Francesco Cardona Albini, ha condotto l’inchiesta e i processi sul massacro compiuto dagli agenti nella scuola-rifugio dei noglobal, al termine del G8 2001 e ha indagato sulle false prove e sulle calunnie che seguirono e sui depistaggi che, in gran segreto, furono orditi ai più alti livelli.
Il primo a reagire il capo della polizia Franco Gabrielli che ritiene quelle parole «accuse infamanti che qualificano soltanto chi li proferisce».
Ma il pm della Diaz non torna indietro e ribadisce: «La rimozione del funzionario condannato è un obbligo convenzionale, non una scelta politica, e queste cose le ho dette e scritte anche in passato. Il Governo deve spiegare perchè ha tenuto ai vertici operativi dei condannati. Fa parte dell’esecuzione di una sentenza».
E ancora: «Noi violiamo le convenzioni è difficile farle rispettare ai Paesi non democratici».
Poi, sulla decisione del Csm, l’organo di autogoverno della magistratura, di avviare accertamenti preliminari sulle sue frasi riportate dalla stampa, aggiunge come «è normale e doveroso, quando succedono queste cose, che Csm e ministero si accertino sui fatti».

(da agenzie)

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“ODIO I NEGRI”: RAGAZZINO 17ENNE PICCHIATO SOLO PERCHE’ NERO

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

LA VITTIMA DELL’AGGRESSIONE RAZZISTA NATO E CRESCIUTO A RIMINI… MA I CATTIVI MAESTRI CHE ISTIGANO ALL’ODIO FANNO CARRIERA

Si sono presentati, in tre, al portone della sua abitazione in un comune del Riminese e non appena ha aperto l’uscio hanno cominciato ad aggredirlo urlando frasi come ‘io odio i negri’ e ‘non finisce qui’ mentre uno lo ha colpito al volto con un pugno.
Vittima dell’aggressione – così riporta la stampa locale riminese – un ragazzino 17enne, mamma italiana e papà  africano, nato e cresciuto nella cittadina romagnola.
In casa, all’arrivo dei tre – di cui il giovane conosce volti e nomi – con il 17enne c’era anche la madre.
Dopo averlo colpito, gli autori sono scappati mentre la donna ha soccorso il figlio caduto a terra.
Ferito, con un labbro spaccato e un occhio che gli fa male, il giovane è stato medicato al Pronto Soccorso: oggi presenterà  denuncia verso i ragazzi, coetanei, che lo hanno aggredito.
Da quanto riferito dalla mamma ai quotidiani pare che non fosse la prima volta che era stato raggiunto da insulti razzisti.

(da agenzie)

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BERLUSCONI PREPARA LA TRAPPOLA A SALVINI E DI MAIO

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

APRE AL M5S E PROPONE UN ACCORDO DI PROGRAMMA TRA CENTRODESTRA E M5S, MA SE I GRILLINI DICONO DI NO…

Silvio Berlusconi apre all’accordo con la Lega e il MoVimento 5 Stelle e Forza Italia potrebbe ottenere la presidenza del Senato.
Ieri la svolta decisiva per la trattativa sulle presidenze delle Aule (in ballo anche il candidato governatore in Friuli Venezia Giulia, dove Fedriga ha sorpassato Tondo) che a questo punto potrebbe preludere a un accordo tra centrodestra e M5S per il governo.
Dopo giorni di stallo nelle trattative Berlusconi ha incontrato in privato Salvini alla vigilia del vertice esteso del centrodestra.
Carmelo Lopapa su Repubblica scrive che l’ex premier e il capo leghista si trovano d’accordo sulla necessità  di far valere e dar peso al 37 per cento che fa del centrodestra la coalizione vincente. Allo stesso tempo, come va ripetendo da tempo Salvini, Berlusconi riconosce che non si possano chiudere le porte al primo partito, il M5S, e così raccoglie la sfida e rilancia.
«Noi non abbiamo preclusioni nei confronti del Movimento e pensiamo si possa trovare un’intesa su un governo di programma», conferma nel colloquio col capo leghista e poi nelle ore successive agli altri dirigenti di Forza Italia. Si tratterebbe di un accordo basato su alcuni punti fondamentali in tema di economia, lavoro, sicurezza, immigrazione.
Se poi saranno i grillini a dire no — è il ragionamento del leader forzista — allora il quadro si ribalterà : si assumeranno loro la responsabilità  del mancato accordo, Salvini non potrà  più rompere per accordarsi da solo con Di Maio e, in caso di ritorno alle urne, la colpa ricadrebbe su chi ha fatto saltare il tavolo.
A quel punto, secondo Berlusconi, il no del M5S all’accordo di programma con il centrodestra aprirebbe spazio a un’altra alleanza, quella che il Cavaliere considera più fattibile: con il Partito Democratico.
Che però non potrebbe certo gestire in prima persona Salvini. Così la “sua” Forza Italia tornerebbe al centro dell’agone politico come garante dell’accordo tra centrodestra e PD.
Per il candidato a Palazzo Madama si fanno i nomi di Paolo Romani e Annamaria Bernini. Il primo però è già  stato bocciato dai grillini che si appellano a un processo in cui è coinvolto per peculato per aver lasciato utilizzare un telefono di servizio alla figlia.
Il punto però sarà  l’accordo e non il nome su cui si farà . Perchè il MoVimento 5 Stelle si troverà  così costretto a votare un candidato dell’odiato Berlusconi per rispettare il patto che porterà  uno dei loro alla Camera.
E già  questo sarebbe di per sè abbastanza shockante. Ancora di più però lo sarebbe l’apertura a un accordo di programma con il centrodestra: i grillini sanno che nessuno a destra vuole il loro candidato presidente del Consiglio e non ci sono possibilità  nemmeno per i nomi del governo che Di Maio ha anticipato alla fine della campagna elettorale.
Su chi si può fondare un accordo con il centrodestra? Quando Gianni Letta ha chiesto un incontro ai grillini o una telefonata con Silvio Berlusconi è arrivato in risposta un no secco. Ma se non vogliono sporcarsi con il telefono, come potrebbero sporcarsi con un governo?
Per questo Claudio Tito su Repubblica sostiene invece che il tutto faccia parte di una trappola tesa da Berlusconi a Salvini e Di Maio.
Perchè se i grillini risponderanno con un no alle avance del Cavaliere, Salvini dovrà  decidere cosa fare della sua coalizione.
Tagliare i ponti con Forza Italia significa infatti allearsi con Di Maio in posizione subalterna. Adesso può dire di rappresentare il 37 per cento degli italiani, da solo ne vale il 17. I pentastellati quasi il doppio.
Qualsiasi governo di quel tipo, vedrebbe Di Maio a Palazzo Chigi. Il capo lumbard può certo alzare ancor di più il tiro: minacciare una riforma elettorale con un premio di maggioranza che curvi il sistema politico in senso bipolarista. Ma si tratta di una scommessa terminale: deve puntare a conquistare il restante 20 per cento del centrodestra per essere competitivo con i grillini.
Salvini dovrebbe poi mettere nel conto la crisi in tutte le giunte regionali e comunali a guida leghista, a cominciare dalla Lombardia. E forse fronteggiare la scissione della corrente maronian-bossiana. E alla fine misurarsi anche con un altro centrosinistra.
Che a quel punto diventerà  l’unico ed esclusivo punto di riferimento di tutti gli elettori impauriti dalla svolta destrorsa e anti-europea impressa da M5S e Lega.
Il bipolarismo, insomma, potrebbe assumere un altro carattere. Non quello immaginato tra grillini e leghisti, ma tra populisti e antipopulisti.
Ecco la trappola del Cavaliere, pensata ad uso e consumo di Salvini e del fronte filoleghista dentro Forza talia.
L’agnellino Berlusconi insomma potrebbe fregare tutti ancora una volta. E intanto anche nel M5S c’è chi si prepara a un’evenienza del genere. Tentando ancora la strada del dialogo con il Partito Democratico. Che potrebbe passare per la candidatura alla presidenza della Camera di Roberto Fico, che è l’ala “sinistra” del M5S e potrebbe aiutare il dialogo e il compattamento delle fila di chi tra i grillini non vuole assolutamente un accordo con il centrodestra e con Salvini.
Oppure, se proprio questo dovesse arrivare, si troverebbe nel ruolo di garanzia che non gli permetterebbe di sabotarlo.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Berlusconi | Commenta »

“LA LOBBY GAY” DI DI MAIO E I “SEGRETI” DI SALVINI

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

IL GIORNALE PUBBLICA PER ORA SOLO STRANI TITOLI E PEZZI DI BISIGNANI

Marco Travaglio oggi tira fuori nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano un’ipotesi interessante riguardo alcuni strani articoli pubblicati in questi giorni sui giornali e sul web, che mettono sotto accusa Luigi Di Maio perchè sarebbe circondato da una lobby gay.
Travaglio prima ricorda tutti i metodi non cristallini utilizzati da Berlusconi negli anni, compreso il dossieraggio nei confronti di Gianfranco Fini e Antonio Di Pietro. Poi fa un passo avanti:
Ora ci risiamo. B. invita ciascuno dei suoi a “farsi amico un grillino e a portarlo dalla nostra parte”, perchè i 5Stelle “vanno cacciati”o comprati. Intanto possiamo immaginare quanti dossier circolino nei palazzi del potere, per ricattare i vincitori affinchè non si scordino dei vinti e diventino leader a sovranità  limitata.
Soprattutto di uno. Il Giornale pubblica strani titoli su “I segreti di Salvini”, sotto i quali non c’è scritto (ancora) nulla.
E strani pezzi a firma Luigi Bisignani (ex P2) sulla “lobby gay” che circonderebbe Di Maio. Si spera che Salvini e Di Maio, diversamente dai precedenti oggetti delle attenzioni della Banda B., non abbiano scheletri nell’armadio nè in proprio nè attorno. Altrimenti farebbero bene a controllare l’armadio: di solito, insieme agli scheletri, c’è un fotografo di B.
L’articolo originale di Luigi Bisignani in realtà  è uscito sul Tempo e non sul Giornale, ma proprio per questo è ancora più significativo che il quotidiano di Sallusti abbia ripreso il pezzo di un quotidiano concorrente.
Lo stesso Bisignani in una lettera inviata proprio al Giornale è tornato sulla vicenda in modo ancora più allusivo:
Il mio ragionamento, sulla base di informazioni circostanziate, è diverso, forse ancora più ampio, coinvolge tutti i partiti e soprattutto quei simpatici «nuovi mostri» che dalla provincia arrivano a Roma con ruoli da protagonisti. Mi vengono in mente Renzi, Lotti e la Boschi nel Pd, che di certo sono allegramente etero, ma hanno sentito il bisogno di schiudere il loro giglio magico a giovani gay, quasi tutti in carriera nelle istituzioni e nelle aziende. E così è stato per Di Maio.
Roma atterrisce e spaventa, ma è come una vecchia maà®tresse che ammalia. E i professionisti gay hanno una loro efficienza tutta particolare, si riconoscono al volo, sono trasversali, riservati seppur social, e riescono più facilmente ad ottenere la fiducia dei nuovi leader infrangendo quel muro di diffidenza verso tutte le lobby, dai farmaci ai giochi.
Forse perchè forniscono, in un colpo solo, un network potente e trasversale, fondamentale per chi nel Palazzo non c’ è mai stato prima e non sa come orientarsi, oltre che una certa benevolenza mediatica perchè, si sa, di certi argomenti si sussurra soltanto. Il prezzo da pagare, poi, è quello dell’ impegno sul fronte dei «diritti civili», anche se i grillini sulle unioni civili hanno fatto un passo avanti e due indietro.
La sensazione è che Bisignani parli, come suo costume, per inviare segnali.
Utilizza il fatto oggettivo della vicinanza di Vincenzo Spadafora a Di Maio per costruire una teoria del complotto contro il candidato premier del MoVimento 5 Stelle senza però avere nessuna prova di quanto racconta e portando all’attenzione del pubblico un dettaglio che, anche se fosse vero, sarebbe irrilevante per Di Maio come per qualunque altro politico in sè. A meno che non si dimostri il contrario.
Finora invece, come riconosce lo stesso Bisignani, sulle unioni civili il M5S si è comportato in maniera contraria al fatto che fosse influenzato o ricattato da oscure lobby gay.
Insomma, Bisignani spara nel mucchio perchè conosce bene l’Italia: sa che prima o poi qualcuno abboccherà .

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

LA DIFFIDA DI MILENA GABANELLI ALL’EURODEPUTATA M5S CHE HA MANIPOLATO IL SUO VIDEO

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

AVEVA TAGLIATO LA PARTE DELL’INTERVENTO IN CUI LA GIORNALISTA CRITICAVA IL REDDITO DI CITTADINANZA DEL M5S

L’europarlamentare del MoVimento 5 Stelle Laura Ferrara ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video di Dataroom del Corriere della Sera in cui Milena Gabanelli parlava del reddito di cittadinanza manipolandolo ed emendandolo delle parti critiche.
«Si chiama manipolazione ed è scorretta — ha detto la stessa Gabanelli in un video pubblicato sulla pagina Facebook di Dataroom — che cosa è scomparso? Il fatto che i poveri sono 4 milioni e 700mila e molti di loro votano, il fatto che l’aumento delle tasse previste per banche, assicurazioni e concessioni potrebbe scaricarsi sui cittadini, ma soprattutto il discorso complessivo: in molti paesi d’Europa vengono adottate misure ben più corpose all’interno di piani strutturati in cui è prevista la lotta all’evasione fiscale e la crescita di posti di lavoro. Ecco, questo piano complessivo nessun partito lo ha presentato: il rischio è quindi che qualunque misura vada ad aumentare il debito. Senza queste considerazioni, il significato del messaggio cambia», conclude la Gabanelli.
Milena Gabanelli è stata la vincitrice delle prime Quirinarie del MoVimento 5 Stelle anche se poi non ha accettato la candidatura alla presidenza della Repubblica.
Dopo il commento la Ferrara ha pubblicato un altro messaggio su Facebook nel quale sostiene di aver trovato il video già  tagliato in rete e sostiene che i tagli non snaturino il senso del video.
Al contrario di quello che dice l’autrice del video stessa, la quale — a questo punto — forse ne sa di più della Gabanelli su quello che la Gabanelli ha registrato.
Il fatto che gli unici tagli abbiano riguardato le critiche del Dataroom al reddito di cittadinanza dev’essere senz’altro una coincidenza.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

CASALEGGIO PARAGONA I SOLDI SPESI PER OGNI VOTO RISPETTO A QUELLI DI +EUROPA MA I CONTI NON TORNANO

Marzo 21st, 2018 Riccardo Fucile

SUL WASHINGTON POST CASALEGGIO CITA CIFRE A CASACCIO

Ieri Davide Casaleggio ha scritto un articolo pubblicato sul Washington Post nel quale parla del successo del MoVimento 5 Stelle alle elezioni italiane. La prima parte interessante dell’articolo è il titolo dato dal Blog delle Stelle all’intervento: “Il successo del MoVimento 5 Stelle raccontato al Washington Post”.
Ricorderete infatti che nel novembre scorso, quando uscirono una serie di articoli sul New York Times a firma di Beppe Severgnini i grillini gridarono al fallo plateale in area di rigore perchè quello non era un pezzo del NYT, ma il pezzo di un giornalista italiano che odiava il M5S e quindi non era valido.
Ebbene, sappiano i grillini che invece se è Davide Casaleggio a scrivere su un giornale americano è tutto in regola.
È interessante poi una frase dell’articolo di Casaleggio che riguarda i voti e le spese elettorali di +Europa
Il MoVimento 5 Stelle ha ottenuto circa 11milioni di voti lo scorso 4 marzo. E ogni singolo voto ci è costato 8 centesimi di euro. Un costo sostenuto da microdonazioni arrivate da migliaia e migliaia di cittadini: circa 19mila cittadini hanno donato per un totale di 865mila euro, sostenendo tutti i costi della nostra campagna elettorale. E fa specie pensare che ai partiti tradizionali, invece, ogni singolo voto è costato fino a cento volte di più (+Europa ha un costo stimato di 7 euro a voto)
C’è da segnalare che la frase sul Washington Post è diversa:   «Ai partiti tradizionali, secondo il gruppo politico+Europa, ogni singolo voto è costato quasi cento volte di più, circa 8,50 dollari (8,1 euro, ndr)».
Come fa Casaleggio a conoscere la spesa per voto di +Europa se le spese elettorali non sono ancora state presentate e certificate?
Federico Fubini sul Corriere della Sera fa sapere oggi che «non esiste uno studio di +Europa sulle spese sostenute da tutti i partiti (come invece sembra di evincere dal testo di Casaleggio sul Washington Post).
Quanto alla sola forza di Emma Bonino, a quanto pare in campagna elettorale ha speso poco più di 1,5 milioni di euro e ha ricevuto circa 900 mila voti. Il costo per voto è dunque di circa 1,7 euro, non sette o otto, applicando le stime di Casaleggio».
E quindi da dove Casaleggio ha preso i dati che ha presentato a uno dei giornali più importanti del mondo?
Posto che quello che dice Fubini sul Corriere non rappresenta una stima puntuale e verificata (e quindi potrebbe essere a sua volta falso), a parlare di finanziamenti elettorali per +Europa è stato qualche tempo fa Marco Travaglio:
Travaglio ha parlato di sei milioni di euro spesi da +Europa per la campagna elettorale: diviso 900mila voti si arriva a 6,66 euro ovvero vicini a quei sette euro a voto che Davide Casaleggio dichiara nell’articolo sul Washington Post.
Com’è piccolo il mondo, vero?

(da “NextQuotidiano”)

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