Maggio 9th, 2019 Riccardo Fucile
E POI RICAMBIA IDEA
Sebastiano Messina su Repubblica oggi elogia la sindaca Virginia Raggi per la scelta di andare a Casal Bruciato a prendersi fischi e contestazioni dai fascisti e poi punta il dito su Luigi Di Maio, che ieri ha scaricato la sua prima cittadina al grido virtuale di “Prima i Romani” per evidenti ragioni elettorali:
Eppure, proprio nel giorno in cui persino chi l’ha sempre criticata loda il coraggio civile di Virginia Raggi, Di Maio prende le distanze dalla sua protetta. La lascia sola. Fa sapere di essere «irritato» da quel gesto, perchè «prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri».
Parole che non stonerebbero certo in bocca a Matteo Salvini, ma che risultano stupefacenti se a pronunciarle è l’uomo che si proclama paladino della legalità (e che occupa una delle cariche più importanti della Repubblica).
Il vicepresidente del Consiglio dovrebbe infatti sapere che le case popolari – quando non vengono occupate abusivamente con la torbida regia di CasaPound, che a sua volta si è illegalmente impadronita di un intero stabile a Roma – vengono assegnate secondo le norme e i regolamenti.
Se quella famiglia ne ha ottenuta una, vuol dire che ne ha pieno diritto, per la legge italiana. Sarebbe singolare – e sarebbe grave da parte di un vicepremier – invocare una legalità selettiva, valida per i romani (e per gli italiani) ma non per tutti gli altri, una legalità a denominazione di origine controllata nella quale diritti e doveri cambiano a seconda del consenso che procurano a chi governa.
Ma evidentemente la paura di perdere voti fa perdere anche la testa, se il capo dei cinquestelle arriva a sconfessare una sindaca che ha osato portare a Casal Bruciato – secondo lui alla famiglia sbagliata e nel giorno sbagliato – la bandiera della Legge.
Di Maio dopo non aver smentito in alcun modo le indiscrezioni da “fonti 5 Stelle” che circolavano ieri oggi ha ritrovato la parola oggi su Radio 1:
“Mi si attribuiscono parole del genere che ‘sono irritato e arrabbiato’: nulla di tutto questo. Io credo che quando si minaccia di stupro una donna o si costringe un bambino a stare chiuso in casa e li si minaccia solo perchè hanno ottenuto un alloggio per legge, è giusto dare la massima solidarietà a una donna che viene minacciata di stupro da Casapound ”
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 9th, 2019 Riccardo Fucile
“LA PROSSIMA VOLTA SIA ACCANTO A LEI A CASAL BRUCIATO, LA LEGALITA’ E L’UMANITA’ VALGONO PIU’ DI QUALCHE VOTO RAZZISTA”
La puntura di Marco Travaglio, oggi, tocca addirittura a Luigi Di Maio. 
Quest’ultimo è stato descritto infatti come furente perchè contrario alla presenza di Virginia Raggi a Casal Bruciato, a tutela di quella famiglia rom di 14 persone entrata nelle graduatorie per l’assegnazione dell’alloggio popolare da parte del Comune di Roma.
Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, infatti, l’iniziativa della sindaca non sarebbe stata gradita a Luigi Di Maio perchè «gli avrebbe rovinato la vittoria sul caso Siri a 18 giorni dal voto, dando modo a Salvini di attaccare la solita solfa sui rom».
Per Marco Travaglio, invece, l’azione della sindaca Virginia Raggi, così come quella di Chiara Appendino — che insieme a Chiamparino ha denunciato per apologia di fascismo l’editore Francesco Polacchi di Altaforte, pregiudicando così la sua partecipazione al Salone del Libro di Torino — sono delle vere e proprie manifestazioni concrete di antifascismo, molto di più delle discussioni, ad esempio, sul fatto che Casapound possa avere una propria casa editrice.
Per questo motivo, Travaglio non ha gradito il disappunto di Luigi Di Maio nei confronti dell’iniziativa di Virginia Raggi definita dal direttore del Fatto Quotidiano una «sindaca senza Stato».
E nella chiusura del suo editoriale, riesce anche a dare un consiglio al vicepremier: «La prossima volta — scrive Travaglio — accanto ai rom onesti e alla sindaca che difende i principi della legalità e di umanità contro il sopruso e il razzismo, dovrebbe esserci anche Luigi Di Maio. Anche a costo di perdere qualche voto. Perchè la legalità e l’umanità sono più importante di qualsiasi elezione».
(da agenzie)
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Maggio 9th, 2019 Riccardo Fucile
NELL’UDIENZA CON 500 PERSONE DELLA COMUNITA’ UN DURO ATTACCO A “ORGANIZZAZIONI CHE DIFFONDONO ODIO”
Il Papa abbraccia idealmente i rom che sono arrivati in udienza a San Pietro, ribadendo gli ideali della fratellanza.
“E’ vero, ci sono cittadini di seconda classe, ma i veri cittadini di seconda classe sono quelli che scartano la gente, perchè non sanno abbracciare, sempre con gli aggettivi in bocca, e scartano, vivono scartando, con la scopa in mano buttano fuori gli altri”.
Lo ha affermato papa Francesco durante l’incontro di preghiera in Vaticano con 500 rom e sinti. “Invece la vera strada è quella della fratellanza – ha aggiunto il Pontefice – con la porta aperta”.
Francesco ha continuato:- “Lasciarsi dietro il rancore. Il rancore ammala tutto, ammala la famiglia. Ti porta alla vendetta, ma la vendetta io credo che non l’abbiate inventata voi. In Italia ci sono organizzazioni che sono maestre di vendetta, voi mi capite bene. Un gruppo di gente che è capace di creare la vendetta, di vivere l’omertà : questo è un gruppo di gente delinquente, non gente che vuole lavorare”
(da agenzie)
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Maggio 9th, 2019 Riccardo Fucile
“NON LASCEREMO LE PIAZZE IN MANO A RAZZISTELLI CON IL ROSARIO IN MANO”
“Quando ero ragazzo, da figlio di operai, vivevo in una famiglia in cui era considerato un
disonore non rispettare gli impegni presi e non pagare in tempo le spese di casa. Oggi invece ci sono ministri che hanno rubato decine di milioni e nessuno dice niente”.
Gino Strada, il medico che 25 anni fa ha fondato Emergency, parla a tutto tondo ad Avvenire e senza indugio prende posizione. Sia sul clima politico, sia sull’aria che si respira nella società civile
“Quando Salvini apre bocca, gli si dovrebbe dire ‘restituisci i 49 milioni’, invece tutti si accodano al potente di turno. Per non parlare degli esponenti Cinque Stelle, i nuovi giganti del pensiero, e di quel che resta del Pd e della sinistra, che hanno dato per primi il cattivo esempio”.
Anche perchè, secondo Strada, è stato proprio il centrosinistra a generare il clima d’odio che respiriamo in questi giorni:
“Per essere chiari: la criminalizzazione delle organizzazioni non governative è cominciata con i governi di centrosinistra. È stato Minniti a spianare la strada a Salvini. Però, di quest’ultimo anno, mi ha sorpreso la capacità tutta italiana di mandare al macero in pochissimo tempo i principi fondanti della nostra società ”.
E questo ha portato a risultati per lui inattesi
“Non mi aspettavo che si arrivasse a teorizzare il rifiuto dell’altro, a fare propaganda in modo becero soffiando sul fuoco dell’indifferenza totale ai bisogni”.
Strada è d’accordo con chi sostiene che sia una politica che si fonda sul rifiuto e sul disprezzo del più povero: “Si sta sdoganando tutto: l’uso delle armi a scopo personale, la logica della violenza dell’uomo contro un altro uomo, persino le aberrazioni della tortura. Stiamo tornando indietro nel tempo”.
″ C’è il ritorno a pratiche di discriminazione e sopraffazione che non solo non vengono più condannate, ma che oggi vengono osannate in vario modo”.
Ma non tutto è nero:
“C’è molta voglia di una nuova resistenza nella società civile. […] La vedo nel mondo laico e non solo. Mi trovo regolarmente d’accordo con le posizioni assunte da papa Francesco a favore degli ultimi. Mi chiedo perchè non lo si ascolti mai abbastanza. Anche tra i cattolici, e perchè non nasca da questa predicazione una mobilitazione di popolo, quasi che le piazze siano diventate il monopolio soltanto di qualche razzistello con il rosario in mano”.
(da agenzie)
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Maggio 9th, 2019 Riccardo Fucile
“LA PAGANO ANCHE PER ESSERE EDUCATO”… E SUI CONTENUTI SALVINI ANNASPA DISPERATO
L’altro ieri Matteo Salvini si lamentava che gli toccava andare dalla Gruber ad Otto e Mezzo. Difficile questa volta adottare la tattica usata con Fazio per l’intervista a con Che tempo che fa.
A chiedere di andare a Otto e Mezzo però era stato proprio lui e per questo il ministro dell’Interno ha giocato la carta del mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente.
Alla fine, ovviamente, ci è andato ma intanto credeva di aver già vinto, perchè aveva dimostrato ai suoi elettori di saper affrontare le sfide più difficili.
Se Salvini è andato dalla Gruber, avranno pensato i suoi fan e i suoi elettori, di sicuro è uno che non avrà problemi a sconfiggere la mafia.
In fondo il Capitano ha chiuso i porti con un tweet e con una dichiarazione ha smentito sè stesso dicendo che gli immigrati irregolari in Italia non sono 500mila ma appena 90mila.
Sicuramente quindi gli elettori della Lega sono rimasti soddisfatti dalla performance di Salvini, ma hanno visto lo stesso programma che hanno guardato gli altri? Probabilmente no.
Altrimenti avrebbero alzato quantomeno un sopracciglio quando il ministro ha detto che in Italia «ci sono sessanta milioni di presunti innocenti, che sono colpevoli se qualche giudice li giudica colpevoli». Questa frase è stata pronunciata per difendere Armando Siri, che essendo solamente indagato è innocente. Ma è una frase sintomatica della tattica adottata da Salvini ieri. Quella che identifica la Lega con gli italiani e Salvini con il suo elettorato.
Non si può muovere una critica politica a Salvini — ad esempio rinfacciargli una certa contiguità con CasaPound — che Salvini ribatte che così si sta dicendo che i milioni di italiani che lo votano sono neofascisti. Ma non è così, perchè Salvini sa bene che quando dice certe cose — oppure quando si affaccia a certi balconi — si rivolge proprio ad un certo tipo di elettorato, quello di ultradestra.
Ed in ogni caso quando si dice a Salvini che ha detto, scritto o fatto una cosa è perchè è stato Salvini a dirla, scriverla o farla, non il suo elettorato o il popolo italiano che gli paga lo stipendio.
A meno che non si pensi che il ministro in virtù del consenso e del suo ruolo istituzionale sia investito da un non meglio precisato spirito della Nazione che parla, scrive e agisce attraverso di lui.
Salvini ieri si è lamentato che riceve minacce e insulti quotidianamente. Nessuno però in studio gli ha fatto notare che proprio lui è uno dei politici che ha fatto degli insulti e della rabbia contro gli altri uno strumento di lotta politica.
Il ministro dice di essere preoccupato per i suoi figli, è comprensibile. Ma era preoccupato per i figli di Laura Boldrini quando durante la scorsa legislatura la paragonava ad una bambola gonfiabile oppure quando ha definito “una sciocchezza” il rogo di un pupazzo con la faccia della Presidente della Camera da parte di alcuni aderenti al movimento dei Giovani Padani?
Salvini sa giocare bene la carta della vittima, ma sa anche scegliersi bene i suoi bersagli, altrimenti da bravo papà preoccupato per i suoi figli, non metterebbe alla gogna ragazzine minorenni e ragazzi autistici.
Quando poi si passa ai fatti però Salvini scompare.
Ad esempio ieri sera parlando di Quota 100 non ha tirato fuori i cartelli portati da casa sul numero di nuovi assunti. Non ha nemmeno detto quanti sono quelli che sono andati in pensione fino ad ora e soprattutto ha accuratamente evitato di parlare di quanti nuovi assunti prenderanno il posto di chi sta andando in pensione con Quota 100. Fino a qualche settimana fa Salvini diceva che il rapporto era di
uno a uno, ieri sera ha detto che «se l’Inps indica in circa 300mila gli italiani che andranno in pensione è chiaro che al posto di questi italiani, magari non 300mila ma migliaia di italiani troveranno lavoro». Anche quando Salvini dice che con i sindaci della Lega si chiudono i campi Rom racconta una mezza balla, perchè a volte non succede affatto così ed altre semplicemente i Rom si spostano in un altro comune.
Chissà che faccia avrebbe fatto Salvini se gli fosse stato ricordato che i campi Rom della Capitale sono stati finanziati da un ministro dell’Interno leghista.
La grande medicina di Salvini è sempre il voto popolare, il consenso. Come se bastasse avere un consenso ampio per cambiare magicamente la realtà . E visto che siamo a meno di venti giorni dal voto per le europee il ministro dell’Interno ha detto che «l’Europa col voto del 26 maggio cambia, cambieranno i parametri» perchè «il bello della democrazia è che non decidono i burocrati a Bruxelles».
Ma come gli fa notare Lilli Gruber non funziona così «non è che con il voto si possono cambiare i conti e i numeri». Salvini racconta che dal 26 maggio finalmente la Commissione Europea andrà a casa e quindi ci saranno nuovi parametri anche per il bilancio.
La realtà però è diversa perchè il mandato dell’attuale Commissione scade il 31 ottobre 2019 quindi significa che per almeno altri cinque mesi il nostro Paese dovrà avere a che fare con l’attuale Commissione e con gli attuali parametri (che in ogni caso non cambieranno entro la fine dell’anno). Quindi sarà con l’attuale Commissione che il governo dovrà lavorare per presentare quest’autunno il Documento programmatico di bilancio e la legge di bilancio. Salvini invece racconta che dando il voto alla Lega sarà possibile sforare il tetto del 3%, fare più deficit e finanziare così la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull’Iva e pure la Flat Tax.
(da “NextQuotidiano”)
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