Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
OCCUPAZIONE DEL POTERE STILE REGIME PUTINIANO, MOLTI I VOLAGABBANA E I CONVERTITI
Non solo Roberto Poletti. L’ex direttore di RadioPadania e biografo di Salvini arriverà a breve
alla conduzione di Unomattina ma, spiega oggi Giovanna Vitale su Repubblica, l’intuizione portata avanti da Salvini, pronta a brillare sotto il solleone, è quella di impadronirsi dell’intera programmazione, così da garantire alla narrazione sovranista una copertura full time.
Puntando, in particolare, sulle trasmissioni pop, quelle a metà tra intrattenimento e informazione: i cosiddetti “contenitori”, da Unomattina alla Vita in diretta, campioni d’ascolto e vero motore del consenso.
Insomma, Salvini sta costruendo il consenso a viale Mazzini non puntando sulle trasmissioni politiche, ma su quelle di intrattenimento.
Una strategia che non sembra nuovissima, a dirla tutta, visto che la stessa cosa ha fatto Berlusconi ogni volta che vinceva le elezioni (e ciò non gli ha impedito di perdere quelle successive.
Intanto Repubblica racconta anche di un botta e risposta tra Poletti e un cittadino extracomunitario che risale a qualche anno fa: un extracomunitario chiama la radio e dice di avercela col Carroccio «perchè non rispetta gli immigrati». Risposta del giornalista Mediaset destinato a restare a Unomattina anche nella stagione invernale: «Ti posso dire una cosa? A naso mi stai sui coglioni». §
L’occupazione della Rai quindi è pronta e saranno i palinsesti estivi a descriverla:
Capo-autore resterà un altro sovranista doc, Marco Ventura, che è anche portavoce di Foa: doppio incarico che non intende mollare.
Ad affiancarlo sarà Alessandro Banfi, ex del Biscione chiamato da Ventura, che però è in pensione e sta incontrando qualche problema.
In squadra pure Paola Bacchiddu, ex portavoce della Lista Tsipras ormai convertita al verbo salviniano.
Neanche il tempo del Tg1 flash che toccherà a un’altra osservante di recentissimo conio officiare il credo leghista: dalle 10,30 alle 11,30 Monica Marangoni, moglie di Cristiano Ceresani, capo di gabinetto del ministro alla Famiglia Fontana, condurrà Tuttochiaro, talk sulla salute.
Seguita dopo il notiziario delle 13,30 dall’ultimo salito sul carro dei vincitori: PierLuigi Diaco presidierà il primo pomeriggio col varietà dei sentimenti Io e te, insieme a Sandra Milo (pure lei convertita) e la comica di Zelig Valeria Graci.
Perchè questo è il bello: gran parte degli autori e dei “nuovi” volti provengono dalla scuderia avversaria. E nemmeno il programma successivo sfugge alla morsa sovranista: sebbene il timone de La vita in diretta venga retto da Beppe Convertini, considerato in quota 5S, capo del progetto è un fedelissimo del ministro dell’Interno.
Quel Casimiro Lieto che per anni ha curato i programmi di Elisa Isoardi e che lui voleva alla vicedirezione di Rai1. Deciderà scaletta e ospiti, difficile che possa tradire l’amico vicepremier.
(da “NextQuotidiano“)
argomento: denuncia | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
QUALCUNO RICORDA QUANDO IL SINDACO LEGHISTA DI GENOVA PROMETTEVA 30.000 POSTI DI LAVORO IN PIU’?
A venticinque anni Davide Acquanita ha scoperto l’America in Spagna. «Mi ero appena laureato in ingegneria e sono andato a Madrid per un master sulle energie rinnovabili».
La Spagna ha conosciuto una crisi peggiore di quella italiana, ma ne sta uscendo più in fretta. Il suo Pil cresce a un ritmo doppio del Pil italiano, e le sue aziende diventano approdo per giovani da tutta Europa. Giovani come Acquanita.
«Dopo il master a Madrid in energie rinnovabili, ho trovato impiego in un’azienda spagnola, Vector Cuatro». Vector Cuatro fa parte del gruppo Falck, ragione per cui oggi Acquanita è tornato a lavorare e vivere in Italia. Ma non nella sua città .
«Come tanti genovesi, vivo a Milano. In un certo senso, continuo a riempire le fila dei migranti».
Una media di 37 mila liguri, circa il 2,5% dei residenti, sposta ogni anno la propria residenza altrove, in un’altra regione o all’estero.
Da Genova, solo nel 2017, se ne sono andati in più di 11200; l’Ufficio statistico comunale ci dice che la maggior parte di loro, il 79%, si è trasferita verso altri comuni del Nord Italia, in gran parte nelle regioni del Nord Ovest, a farla da padrone soprattutto Piemonte e Lombardia e che un 10% è andato all’estero.
Di quel 10% che nel 2017 ha oltrepassato i confini italiani – in totale 1206 persone – la maggioranza si è diretta verso i paesi dell’Unione Europea, principalmente Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, ma tra i paesi nella top ten delle preferenze dei giovani in fuga spuntano anche il Belgio e, tra gli Stati non comunitari, la Svizzera.
L’America, invece, resta un sogno un po’ troppo lontano.
Nel 2017 le persone che hanno scelto di trasferirsi negli Stati Uniti sono state appena 54, con una crescita minima rispetto agli ultimi anni, basti pensare che nel 2009 a migrare oltre oceano sono stati in 48.
Tra i genovesi che hanno scelto di cercare fortuna fuori dall’Italia molti sono nati e cresciuti nei quartieri più fortunati della città .
Su 1207 persone che nel 2017 hanno spostato la residenza da Genova all’estero, 119 sono partite dal quartiere di Prè-Molo-Maddalena, che comprende strade dagli alti o altissimi valori immobiliari, come via Cairoli, via Garibaldi, salita Santa Caterina; altre 113 hanno lasciato Albaro, mentre 98 sono partite da Castelletto e 93 da Sturla e Quarto.
Giuseppe Campo Antico rientra alla perfezione in questa casistica. «Sono cresciuto ad Albaro. Mi sono trasferito a Milano per l’Università e da lì, dopo la laurea triennale, ho proseguito l’università a Rotterdam dove poi ho lavorato per un anno in uno studio di architettura».
(da “il Secolo XIX”)
argomento: Genova | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
BALLOTTAGGIO A FERRARA, PATRIZIA MORETTI CONTRO LA LEGA: “NON CEDETE ALLE FACILI LUSINGHE”
“Federico piange per le ferite alla testa. L’ho appena sognato. Chi applaude gli omicidi è al
potere nella nazione e nelle fila di chi va al ballottaggio a Ferrara”.
Il tweet di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo ucciso nel 2005 proprio a Ferrara durante un controllo di polizia, è durissimo.
Un messaggio pubblicato oggi che è un appello al voto per il ballottaggio di domenica. “Italia ti prego no, non cedere alle facili lusinghe dell’uomo forte al comando. Chiunque sia. Quella forza è cattiva”, chiude il tweet
Il riferimento di Patrizia Moretti è all’applauso tributato ormai cinque anni fa in favore dei poliziotti condannati per l’omicidio di Aldrovandi durante il congresso del Sap, il sindacato autonomo di polizia guidato da Gianni Tonelli, eletto alla Camera con la Lega alle ultime politiche.
Da qui anche l’accenno della mamma di Federico al ballottaggio a Ferrara, dove si sfideranno proprio l’aspirante sindaco leghista Alan Fabbri e il candidato del centrosinistra Aldo Modonesi.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
IN EUROPA NON CONTA UNA MAZZA, IN ITALIA RAPPRESENTA SOLO RAZZISTI E RICCHI CHE VOGLIONO DIVENTARE SOLO PIU’ RICCHI GRAZIE ALL’EVASIONE FISCALE
«Il voto dei cittadini italiani e dei cittadini europei chiede un cambio di marcia» dice subito Matteo Salvini appena prende parola ad Otto e Mezzo.
Ma qualcosa si è rotto, perchè dopo quindici giorni in cui il ministro dell’Interno ripete ossessivamente che gli italiani gli hanno dato il mandato per cambiare le cose in Europa e che quindi ora “le cose” cambieranno, il gioco non funziona più.
E non funziona perchè in Europa il gruppo di deputati di Salvini non conta nulla
Glielo ricorda Lilli Gruber: «lei ha vinto le elezioni in Italia ma i sovranisti suoi amici non le hanno vinte in Europa».
Perchè sarà anche vero che la Lega ha preso il 34,4% ma lo ha preso in Italia. Il gruppo parlamentare dei sovranisti vale all’incirca il 7% a livello europeo.
Ma Salvini, quel gran genio della matematica che si appresta a spiegarci le sue ricette economiche per far ripartire l’Italia non è convinto: «siamo il triplo rispetto a prima, veda lei se la matematica non è un’opinione».
Ed è vero, la matematica non è un’opinione, basta guardare il grafico dove ENL è il gruppo della Lega.
Salvini è convinto che le regole cambieranno, non si sa come matematicamente parlando visto che sono in minoranza.
L’importante per lui è che «la gente ha votato, purtroppo anche per qualcuno ha votato Lega in Italia, la Le Pen in Francia, Farage a Londra» e via con l’elenco di tutti i deputati euroscettici che sono entrati all’Europarlamento.
Non ci sono i numeri? Non è un problema. Non potendo votare a debito (chissà un giorno potrebbe pure pensarci) il leader della Lega spiega di essere disposto a parlarne con tutti. In fondo tutti vogliono un cambiamento.
Peccato che non tutti vogliano quel cambiamento che propone la Lega. O meglio nessuno sa quale cambiamento vuole proporre la Lega al di là di un generico appello a “rivedere i Trattati”.
Anche gli amici europei non sembrano pensarla come Salvini; ad esempio Farage, Orbà¡n e Seeehofer hanno già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di mettersi assieme alla Lega e agli altri sovranisti.
Salvini però ha le idee chiare: «negli anni del governo Monti e del Governo Letta che sono stati i campioni del rigorismo, dei tagli, dell’austerità , della legge Fornero, delle ricette europee il debito pubblico è cresciuto di 170 miliardi di euro».
È esattamente lo stesso discorso che faceva Francesca Donato a Di Martedì, peccato che il debito abbia continuato a salire non per le politiche messe in atto da quei due governi ma per il cosiddetto effetto snowball del debito pregresso (quando al governo c’erano Berlusconi e la Lega Nord).
C’è in ogni caso un problema fondamentale: finchè quelle regole non cambiano vanno rispettate. Ed è chiaro che le regole non potranno cambiare entro l’anno. Questo significa che la nuova Legge di Bilancio dovrà essere redatta secondo le attuali regole europee. Ed è per questo che la Commissione minaccia la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Salvini dice che lui conta di farlo «rispettando i vincoli e rispettando le regole» eppure quando propone di fare altri 30 miliardi di euro di debito non sembra stia rispettando le regole europee nè che voglia farlo. Forse perchè dimentica che il nostro Paese ha un debito pubblico nettamente maggiore della media europea.
Salvini è preoccupato che con “l’austerità ” (presunta) che ci vuole imporre la Commissione non avremo la possibilità di assumere medici, infermieri, poliziotti e insegnanti. Non dice però che con la Flat Tax quei soldi non ci saranno lo stesso, visto che lo Stato incasserà meno. «Vogliamo chiedere all’Europa di usare per gli italiani i soldi degli italiani sotto forma di riduzione delle tasse» annuncia Salvini che per un attimo dimentica la matematica e parte con la fantasia: «l’evasione fiscale la combatti se abbassi le tasse». In effetti se vogliamo azzerare l’evasione fiscale possiamo decidere di abolire del tutto le tasse, che problema c’è
Se Salvini intende rispondere alla Commissione come risponde ai giornalisti siamo fritti
Dopo venti minuti di programma Salvini non ha detto sostanzialmente nulla, forse le domande sono troppo difficili e Gruber prova con una più semplice. «Di Maio chiede a gran voce un vertice, quando ci sarà questo vertice?». La “risposta” di Salvini è fantastica: «ancora con questa storia! Non funziona, Gruber, non funziona. L’hanno provata per mesi anche in questa trasmissione Salvini razzista, fascista, nazista, troglodita, usa il rosario, toglie gli striscioni, e non è in ufficio. Gli italiani non sono stupidi!».
Eppure la conduttrice le aveva semplicemente chiesto quando ci sarebbe stato il vertice con l’altro vicepremier. Il disco della propaganda di Morisi però imponeva di fare il solito elenco vittimista sugli insulti e sui progetti “pronti a posto” ma non ancora approvati oppure alla promessa di “intervenire” sulle accise. Quelle che Salvini aveva detto di voler abolire e che il suo governo ha scritto che aumenteranno.
Il ministro dell’Interno dice che in America le tasse sono basse e tutti le pagano. Ma non dice che negli Stati Uniti non esiste un servizio sanitario Nazionale come il nostro.
Salvini vuole per caso far diventare l’Italia un Paese dove se non hai l’assicurazione sanitaria privata non vieni curato perchè non hai i soldi per pagarti il ricovero, la chemioterapia o il gesso al braccio?
La Lega deve dire chiaramente agli italiani cosa comporta utilizzare il modello americano per la tassazione: poveri sempre più poveri (e malati) e ricchi sempre più ricchi.
Chissà se è questo il mandato che gli hanno dato gli elettori. Lui sembra non preoccuparsene troppo perchè dice che in fondo gli italiani detengono una notevole ricchezza privata tra conti correnti e proprietà immobiliari. Una ricchezza che però non vogliono dilapidare per sostenere i capricci di potere dei sovranisti.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
“LE REGOLE EUROPEE VALGONO PER TUTTI, NON SI PUO’ RISPONDERE CHE NON LE RICONOSCIAMO”
Giuseppe Conte parla oggi con Ilario Lombardo della Stampa per mandare qualche messaggio
a Matteo Salvini, visto che evidentemente è impossibile per lui parlarci di persona.
Conte dice che non vuole essere il premier che porterà l’Italia alla procedura d’infrazione e sollecita il Capitano a presentare qualcosa di scritto sulla flat tax, visto che ancora non lo ha fatto:
L’Europa soffia un alito di realismo su Conte. Lo sfidante è Matteo Salvini, ovvio. Ma il premier di suo non nomina nè lui nè Di Maio. Dalla capitale vietnamita parte un comunicato per replicare all’annunciato avvio della procedura, firmato dalla Presidenza del Consiglio, non dal ministero del Tesoro. Il capo del governo vuole un mandato pieno per trattare con l’Ue. E non basta il trasporto sentimentale del premier convinto che «in una famiglia sia possibile dialogare per persuadere anche i più scettici».
L’Italia ha meno di un mese per convincere l’Europa della bontà delle sue ragioni. E allora? «Nella lettera e nel comunicato non diamo i dettagli dei conti, è un elemento che non sottovaluterei» replica Conte misterioso. Non è escluso che da qui ai prossimi giorni volerà lui personalmente a Bruxelles. «Se necessario ci vado anche dieci volte. Sono disposto a fare qualsiasi cosa…». Conte tenta di spegnere i ruggiti di Salvini: «La procedura è parte delle regole Ue. Per un Paese che è nell’Unione non è sufficiente dire “non le riconosco”, perchè quelle regole ci sono anche a prescindere dalla volontà del singolo Paese che subisce la contestazione».
Ora, bisognerebbe segnalare che nel discorso su Facebook con cui ha festeggiato la vittoria alle Europee il Capitano a più riprese ha segnalato che “gli economisti della Lega” hanno pronta la proposta della flat tax. Ma questa proposta non è stata presentata nè a Conte nè a Tria:
E dunque? «Io lavoro per modificare quelle regole. Ma la buona volontà non è sufficiente se non lavoriamo al loro interno per neutralizzare la procedura. Cosa faremo quando scatterà ?». Il ragionamento fila ma come la mettiamo con Salvini che continua a tambureggiare sulla tassa piatta e 30 miliardi calcolati di deficit per finanziarla? «In questo momento non posso parlare di flat tax e delle sue ricadute economiche visto che non ho nulla sul tavolo, e neanche Tria ce l’ha».
E quindi? Quando Salvini ci mostrerà come coprire una spesa da una trentina di miliardi? Considerando che ci sono anche 24 miliardi di clausole di salvaguardia sull’IVA da annullare, non sarebbe il caso di cominciare a lavorarci?
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
LA STESSA RISPOSTA DATA ANCHE DA GIORGETTI AI LEGHISTI CHE VOGLIONO ROMPERE L’ALLEANZA
Augusto Minzolini sul Giornale oggi racconta le confessioni di Denis Verdini, vecchio leone della politica del centrodestra italiano la cui figlia è fidanzata con il Capitano della Lega, a proposito del rapporto tra Di Maio e Salvini.
L’altro giorno mentre andava in scena l’ennesima giravolta della politica italiana, con i giornali che al mattino davano per certa la crisi di governo proprio mentre al telefono Matteo Salvini e Giggino Di Maio siglavano la pace, i poveretti che chiedevano lumi a Denis Verdini, già consigliere politico del Cav e sulla carta attuale suocero di Salvini, si sono sentiti dare una risposta a prima vista poco politica, ma molto antropologica, visto che per spiegare certe scelte ricorre alla sfera politico-sentimentale: «Che volete che vi dica? Matteo è innamorato di Di Maio».
Eh già . A volte, per spiegare decisioni che per alcuni rasentano l’inspiegabile, alle categorie della politica bisogna affiancare la psicologia. Verdini non è il solo.
La vulgata del Palazzo vuole che pure il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ricorra in questi giorni con i suoi interlocutori a questa particolare analisi per dare un senso al Salvini pensiero: «Dopo l’esperienza terribile di questi mesi con i grillini — sono le osservazioni che dispensa il plenipotenziario del Carroccio — non ci sarebbe neppure da discutere: bisognerebbe andare alle elezioni senza pensarci due volte. Ma Matteo è innamorato di Di Maio».
E sono due. In fondo è storia vecchia, dato che tutti rammentano il murale del bacio tra Matteo e Giggino nel centro di Roma dell’artista di strada Tvboy, ma rimettere in piedi un rapporto politico dopo tutto quello che i due si sono detti in due mesi di campagna elettorale, non è cosa di poco conto.
Siamo davvero all’attrazione fatale, ovviamente — è pleonastico precisarlo-squisitamente politica.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
LA CAUSA? “VARIAZIONI DEL QUADRO MICROECONOMICO”… LE BALLE DEL GOVERNO VENGONO A GALLA
Appena cinque giorni fa, in un bilancio sugli obiettivi raggiunti in un anno di mandato
pubblicato sull’imprescindibile Facebook, la ministra alla Salute Giulia Grillo parlava dell’aumento dei finanziamenti per la sanità .
“Abbiamo finalmente ricominciato a investire sulla sanità pubblica: +4,5 miliardi di euro per il Fondo sanitario nazionale nel triennio 2019-2021”, scriveva sulla sua pagina del social network. I soldi dovrebbero essere così ripartiti: 1 miliardo in più nel 2019, 2 nel 2020 e 1,5 nel 2021.
Oggi però le Regioni hanno scoperto che l’incremento più sostanzioso potrebbe saltare. Quando si sono riuniti con il ministero per discutere del “Patto per la salute”, documento che stabilisce una serie di regole per l’assistenza sanitaria e che doveva essere approvato già nel marzo scorso, hanno avuto una sorpresa inaspettata.
A proposito del tanto atteso incremento del 2020, il ministero di Grillo, insieme al Mef, avevano infatti inserito questo passaggio.
I soldi arriveranno “salvo eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblia e a variazioni del quadro macro economico”.
Come dire, molto probabilmente quei soldi non arriveranno mai, visto che nello stesso patto si parla di una crescita del Pil già più alta di quella attesa adesso. Così gli assessori alla Salute delle Regioni hanno detto che non firmeranno quel testo.
“Si sta preparando il taglio di 2 miliardi al fondo sanitario nazionale. Un colpo mortale alla sanità ed al diritto alla salute. Le Regioni nel documento di avvio del Patto hanno sempre sostenuto l’esigenza di avere un quadro certo dei finanziamenti senza condizionamenti. Il testo proposto dal Ministero apre la strada al taglio del Fondo sanitario nazionale. È necessario che il Governo chiarisca”, ha detto l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato.
Nel Patto si parla del payback farmaceutico (cioè che l’industria deve rendere quando la spesa per i medicinali supera certe soglie) e si ipotizza di chiudere a 2,3 miliardi di euro. “Non vorrei che il Governo pensasse che visto che alle Regioni arrivano quei soldi allora non c’è bisogno dell’incremento del fondo – dice sempre D’Amato – Quel denaro infatti lo dobbiamo ricevere già da anni, ed è stato già inserito nei bilanci”.
Anche l’Emilia-Romagna si è molto innervosita per la novità introdotta nel Patto. “Se per caso il Governo vuole rimettere in discussione l’accordo firmato con presidente della Conferenza delle Regioni alla vigilia di Natale, nel quale appunto si prevedevano gli aumenti dell’anno prossimo e del 2012, noi tronchiamo tutte le relazioni con l’esecutivo. E non solo sulla sanità “.
A parlare è Sergio Venturi, l’assessore alla Salute Emiliano. “Su questo aspettiamo un chiarimento urgente, visto che stiamo parlando di un passaggio della bozza di un documento del ministero alla Salute”.
In serata il segretario del Pd Nicola Zingaretti in un post su Twitter ha promesso battaglia se il Governo dovesse ridurre le risorse alla sanità
Ma le Regioni hanno anche da ridire sul fatto che nella bozza del Patto non ci siano modifiche alle norme sulla nomina dei commissari delle Regioni in piano di rientro come promesso. Grillo così continua a scontrarsi con gli amministrazioni locali, cosa che ha praticamente fatto fin dall’inizio del suo mandato. Di solito, tra l’altro, il ministro alla Salute dava battaglia per mantenere gli incrementi del fondo invariati malgrado le richieste del Mef nelle settimane della manovra. In questo caso invece si mettono subito le mani avanti.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
L’EPISODIO DURANTE UNA FINALE REGIONALE AD AGRIGENTO… NONOSTANTE ALTRI GIOCATORI LO INVITASSERO A SMETTERLA, CONTINUAVA A INSULTARLO, INDAGA LA DIGOS
Insulti razziali molto pesanti verso un giocatore, ma l’arbitro non sospende la partita, perchè l’autore degli insulti è proprio lui.
E’ quanto sarebbe avvenuto durante la finale regionale di calcio Juniores tra la squadra palermitana Parmonval – Mondello e Camaro Messina, disputata a Ravanusa nel maggio scorso.
Un giovane calciatore di colore del Gambia che gioca nel Parmonval, Kabila Colley, è stato insultato dall’arbitro che gli avrebbe detto “Sporco negro” e “Negro di m…”. L’episodio è stato denunciato dal presidente della squadra, l’avvocato Giovanni Castronovo.
“Kabila piangeva alla fine della partita – ha spiegato il legale all’Adnkronos – Perchè quelle offese razziste lo hanno davvero molto colpito. Era devastato”.
Secondo il racconto del giovane giocatore, che ha 18 anni e vive in una comunità per minori stranieri a Palermo, l’arbitro lo avrebbe più volte insultato durante la partita. “E me lo hanno confermato anche altri giocatori – ha detto ancora Castronovo – uno di loro si è avvicinato all’arbitro e gli ha detto di smetterla di insultarlo ma ha continuato”.
In seguito alla denuncia è stata aperta una indagine condotta dalla Digos di Palermo e Agrigento. Gli investigatori stanno sentendo, su delega della procura di Agrigento, i compagni di squadra della vittima. L’arbitro, un 22enne di Licata, Cristian De Caro, se dovesse essere accertato che quanto denunciato corrisponde a vero, rischia il Daspo e una denuncia.
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
IL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA CHIEDE SUBITO UNA MANOVRA BIS
Dombrovskis parla a Repubblica e spiega la decisione dell’esecutivo comunitario:
“L’approccio in politica economica del governo italiano non ha funzionato, anzi, sta danneggiando l’economia del Paese. Il governo ha cercato di usare spesa in deficit per rilanciare l’economia. E invece vediamo crescere il disavanzo e il debito e assistiamo ad un rallentamento dell’economia. L’Italia è l’ultima della zona euro con un Pil che cresce appena dello 0,1%. Se aumenti il deficit quando non hai lo spazio di bilancio per farlo, vengono danneggiati gli investimenti e scende la fiducia, con il risultato di indebolire l’economia”.
Bruxelles, spiega Dombrovksis, si spetta un cambio di traiettoria.
“Serve una correzione sostanziale del deficit 2019 e sul 2020, anni in cui ci sono rischi di una nuova deviazione significativa rispetto agli obiettivi”… “Un primo passo sarebbe quello di non fare marcia indietro sulle riforme già avviate, come sta avvenendo. L’Italia deve facilitare gli investimenti, fare le riforme e tenere i conti in ordine”… “Se non viene compensata all’interno di un riequilibrio del sistema fiscale la Flat tax potrebbe costare molto e in tal caso avrebbe un alto impatto peggiorativo sul bilancio con ulteriori conseguenze negative sulla fiducia, sulla tenuta dei conti e sulla crescita”.
Pierre Moscovici rilancia un’intervista al Sole 24 Ore e assicura che è stata condotta una “analisi accurata, precisa, multifattoriale” sull’Italia, i conti sono “pessimi”, per cui ora “spetta al Governo italiano dimostrare che la procedura può essere evitata”. Secondo il commissario francese quanto fatto finora è preoccupante:
“La decisione è stata serena, rapida e unanime. E’ vero che in passato non è sempre stato così. Per 5 anni questa Commissione ha sempre scelto la flessibilità , non ha mai aperto nuove procedure. Anzi le abbiamo tutte archiviate, compresa quella ai danni della Spagna appena chiusa. Ma essere favorevoli alla flessibilità non significa negare le regole. Non è possibile andare oltre una certa soglia. I casi borderline non giustificano casi disciplinari. Nei casi oltre la linea bisogna applicare le regole”…. “Nessuno si auspica sanzioni o vuole creare conflitti con l’Italia. Nessuno vuole mettere l’Italia in un angolo. Ma mi sembra che tutti vogliano che l’Italia osservi le regole”.
(da agenzie)
argomento: Europa | Commenta »