Agosto 17th, 2019 Riccardo Fucile
“ROVINATO DALLA CRISI, FINO A 10 GIORNI FA ERO IL PADRONE DELL’ITALIA”
Marco Travaglio oggi si dà alla satira e, partendo dalla boutade di Di Maio presidente del
Consiglio, circolata ieri e smentita dal MoVimento 5 Stelle, sfotte Matteo Salvini che è talmente disperato dopo aver aperto una crisi senza saperla chiudere come voleva lui da essere diventato ormai amico di tutti:
Poi ha chiamato Di Battista: “Ehilà Dibba! Ho appena finito il tuo libro: capolavoro! E il tuo reportage dal Sudamerica, io e la Francesca non riusciamo a smettere di riguardarlo. Pure mio figlio, io gli dico sempre ‘Fatti un giro sull’acqua scooter della Polizia’. Ma lui niente, solo il tuo reportage!”. Clic.
Allora ha tentato con Fico: “Compagno Roberto, parla il comunista padano! Buona questa. Ma lo sai che non ne sbagli una? Quella sul 2 giugno dedicato ai rom m’ha commosso! E l’uscita dall’aula per quella cagata del Sicurezza bis (che non so a chi è venuto in mente: dev’essere lo stesso fenomeno della Flat Tax, della legittima difesa e delle autonomie): uno spettacolo! Sai che mi sto fidanzando con Caro la? ”. Clic.Ultimo tentativo con Bonafede: “Grande Alfonso! Allora siamo d’accordo: prescrizione abolita già dalle indagini, ergastolo per l’abuso d’ufficio , sequestro preventivo del Papeete, Siri e Savoini al gabbio. Ok?”. Clic.
In attesa di essere ricevuto da qualcuno, s’è seduto sul marciapiede sotto Palazzo Chigi fra due cartoni, cappello in mano e cartello al collo: “Rovinato dalla crisi. Fino a 10 giorni fa ero il padrone dell’Italia”.
Ma è subito arrivata la polizia: “Lei è in arresto per accattonaggio molesto, ai sensi dei decreti Sicurezza uno e bis”. E l’ha portato via.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 17th, 2019 Riccardo Fucile
LO FACEVA LAVORARE 11 ORE AL GIORNO SENZA DIRITTI E GIORNO DI RIPOSO, FACENDOLO VIVERE IN UN CONTAINER FATISCENTE… SONO QUESTI GLI IMMIGRATI CHE PIACCIONO AI SOVRANISTI: FUORI DAI CENTRI DI ACCOGLIENZA PER FORNIRLI A IMPRENDITORI SENZA SCRUPOLI
I carabinieri di Bari hanno arrestato a Casamassima un pregiudicato 46enne per sfruttamento del lavoro e favoreggiamento all’immigrazione clandestina. L’uomo, titolare di un’impresa agricola e di un allevamento di ovini, pagava 1,80 euro l’ora un giovane pastore bengalese, trattandolo come un vero e proprio schiavo.
Il ragazzo, privo di permesso di soggiorno e senza fissa dimora, lavorava in media 11 ore al giorno.
Il contratto collettivo nazionale, per le stesse mansioni, ne prevede almeno 10: tra l’altro erano due mesi che il suo datore non lo pagava.
Fin dalle prime luci dell’alba, usciva dalla masseria per condurre al pascolo un gregge di pecore, rientrando solo al tramonto. Era impiegato come autentico factotum, occupandosi di tutte le attività inerenti gli animali, ovvero mungitura, pulizia, pascolo.
All’operaio non era riconosciuto il diritto del riposo o delle ferie, praticamente mai fruiti, e veniva impiegato senza aver mai conseguito la minima formazione sui rischi per la salute e sicurezza ai quali si espone il lavoratore per simili carichi, nè era stato nemmeno sottoposto alla prescritta visita medica, finalizzata ad accertare le condizioni di salute in relazione all’incarico.
Al bengalese era riservato un alloggio fatiscente ed in cattive condizioni igieniche, come certificato dai medici dell’Asl. Si trattava di un container, costruito assemblando le cabine di un camion, nel quale la cucina era costituita da un fornello alimentato da una bombola di gas, mentre per i servizi igienici si serviva di un pozzo, lo stesso utilizzato dagli animali per abbeverarsi.
Il datore di lavoro aveva imposto le sue volontà , rifiutando qualsiasi aumento di stipendio e approfittando dello stato di difficoltà della vittima, costretta d accettare qualsiasi condizioni, pur di inviare quanto guadagnato a moglie e figli nel Paese di origine.
Inoltre all’imprenditore sono state contestate altre violazioni connesse quali: l’omessa formazione dei dipendenti sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro e mancata valutazione delle condizioni di salute in relazione all’impiego (artt. 18, 36, 37, d.lgs 81/2008); l’impiego di lavoratori subordinati ‘in nerò (art. 3 d.l. 12/2002), la violazione delle disposizioni per il contrasto del lavoro (art. 14 d.lgs 81/2008), e il divieto di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno (art. 12, 22 d.l. 298/1998).
Su disposizione della competente autorità giudiziaria, il 46enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Contestualmente sono state elevate sanzioni amministrative e ammende per quasi 60mila euro e la sospensione dell’attività produttiva.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2019 Riccardo Fucile
“LA PRATICA DI RICORSO E’ STATA TRATTATA IN MODO TROPPO BUROCRATICO”
“In merito al caso della signora Federica”, colta da doglie e multata per aver preso
sprovvista di biglietto il bus diretto all’ospedale Cardarelli di Napoli, l’Anm (Azienda napoletana mobilità ) “intende porgere pubblicamente le proprie scuse”.
Il gesto della società di trasporto pubblico cittadino arriva dopo la denuncia di “Repubblica”.
“I controllori dell’Anm – spiega Nicola Pascale, amministratore Unico di Anm – elevano quasi tremila verbali di contravvenzione al mese, svolgendo un’attività complicata che l’azienda sta intensificando per migliorare il servizio ai cittadini. Gli errori possono capitare e in questo caso si è verificato un evidente eccesso di zelo nei confronti della signora, che andava invece aiutata e confortata. Sarà mia personale cura riprendere e riesaminare la pratica del suo ricorso che è stata trattata in modo troppo burocratico. Intanto alla signora e alla sua famiglia esprimo le nostre più vive scuse e le felicitazioni per la nascita del piccolo”.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2019 Riccardo Fucile
IL COMUNICATO DEL VESCOVO NON BASTA… LASCI LA TONACA CHE INDOSSA INDEGNAMENTE E FACCIA POLITICA SENZA TRAVESTIRSI DA PRETE
Con un comunicato, il vescovo di Sora, monsignor Gerardo Antonazzo, ha preso le distanze dai concetti espressi da don Donato Piacentini durante l’omelia a Sora.
“Nella ricorrenza della festa di s. Rocco il vescovo mons. Gerardo Antonazzo ha celebrato l’eucarestia in piazza s. Rocco, in Sora, davanti ad una gremita assemblea di fedeli — si legge nel comunicato — nell’omelia il pastore della Diocesi, attingendo alla ricchezza dei testi della Parola di Dio proclamata durante la liturgia, ha sottolineato come uno dei cardini fondamentali della vita di San Rocco è stata la scelta evangelica del “prima gli altri” per amore di Cristo povero e sofferente, presente negli appestati, contagiati, ammalati e moribondi che san Rocco ha abbracciato, servito, amato più di se stesso.
La testimonianza di san Rocco incoraggia ancor più l’operato della nostra Chiesa, soprattutto attraverso la Caritas, sempre impegnata nell’accoglienza e nel servizio amorevole delle antiche e nuove forme di povertà .
Tale accoglienza è stata rivolta in particolare agli immigrati giunti sul nostro territorio, in perfetta collaborazione con la Prefettura di Frosinone, con le Istituzioni civili locali, con le Associazioni di volontariato impegnate nel processo di integrazione.
Questa è la scelta pastorale che non potrà cambiare perchè il cristiano obbedisce al Vangelo della Carità nei confronti di chiunque, senza distinzioni nè esclusioni.
Qualunque pensiero in senso contrario espresso da chiunque non esprime la volontà della Chiesa diocesana, e si deve addebitare esclusivamente a discutibili scelte personali di ogni singolo soggetto.
Nel prossimo mese di settembre il direttore della Caritas diocesana sarà presente in Turchia all’incontro internazionale delle Caritas impegnate nell’accoglienza degli immigrati”.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2019 Riccardo Fucile
SORA, DURANTE LA SUA FARNETICANTE OMELIA MOLTI FEDELI PROTESTANO E LASCIANO LA FUNZIONE
Il 16 agosto il parroco di San Rocco a Sora, in provincia di Frosinone, si era lasciato andare
a un’omelia anti-migranti. «Dove sono queste persone bisognose?» si era chiesto durante la cerimonia in piazza. «Non sono le persone che hanno telefonini oppure catenine catene al collo e dice che vengono dalle persecuzioni. Quale persecuzioni?».
Ma sembra che il parroco non sia nuovo a queste esternazioni. Il 6 agosto aveva condiviso sulla sua pagina Facebook una foto ritoccata di Matteo Salvini con l’appello: «Se vuoi che continuo a fermare gli barchi CONDIVIDI e scrivi FALLO»!.
Un appoggio alle politiche del ministro dell’Interno che Don Donato Piacentini aveva mostrato già un anno fa.
Un interesse tale che aveva spinto il parroco di Sora, in provincia di Frosinone, a scrivere sulla pagina «Lega — Salvini Premier», per chiedere il numero di telefono diretto del leader del Carroccio.
«Esprimo la mia profonda solidarietà a tutto il suo operato e con me ce ne sono migliaia che lo seguono e sono contenti di quanto sta facendo. Mai mollare!!! Aspetto numero sul cellulare, grazie». Con queste parole Don Piacentini aveva chiesto un contatto diretto con il ministro dell’Interno.
(da agenzie)
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Agosto 17th, 2019 Riccardo Fucile
GUARDIA COSTIERA CONTRO SALVINI… LA PROCURA STA RICOSTRUENDO LA CATENA DI COMANDO CHE HA BLOCCATO ILLEGALMENTE LO SBARCO … IL COMANDANTE: “LA OPEN ARMS E’ UNA BOMBA A OROLOGERIA”
“La Open Arms è una bomba ad orologeria. Se non si interviene immediatamente la prima miccia la farà esplodere”.
Il comandante della nave Marc Reig e il suo equipaggio non hanno chiuso occhio per controllare che la sedicesima notte con i 134 migranti rimasti a bordo passasse senza incidenti, atti di autolesionismo o di violenza, come molte delle persone ormai allo stremo ieri hanno minacciato.
Oggi potrebbe essere la giornata della svolta. Nella sede della Guardia costiera a Roma è arrivata la polizia giudiziaria, inviata dal procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella, che coordina l’inchiesta (al momento senza indagati) che da ieri — dopo la presentazione di un esposto da parte della Open Arms — procede anche per le ipotesi di reato di sequestro di persona, violenza privata e abuso d’ufficio.
Tra i documenti acquisiti anche la comunicazione con cui il centro di ricerca e soccorso di Roma scrive al ministero dell’Interno che “non vi è impedimento alcuno” e che si può “procedere senza indugio” all’attracco della nave in banchina .
L’MRCC di Roma chiede al Viminale una risposta urgente per l’eventuale assegnazione di un POS, ovvero di un porto sicuro.
Prima di decidere una eventuale ispezione sulla nave, ancora alla fonda a mezzo miglio da Lampedusa, il magistrato attende di mettere in fila tutte le carte acquisite per ricostruire la catena di comando che ha portato a bloccare lo sbarco.
L’autorizzazione all’approdo formalmente spetta al prefetto di Agrigento Dario Caputo che, inevitabilmente, attende ordini dal Viminale ma la responsabilità penale è personale e quindi è necessario ricostruire tutti i passaggi. Chi ha dato l’ordine di non far sbarcare la nave e con quali motivazioni.
Oggi gli agenti della squadra mobile di Agrigento sentiranno tutti i migranti sbarcati per motivi sanitari che sono stati portati nell’hot spot di contrada Imbriacola, ma anche i medici che li hanno visitati: quelli della Cisom e di Emergency sulle cui relazioni si sono basate le evacuazioni di emergenza per motivi psicologici o per la necessità di cure specialistiche ma anche quelli dell’ambulatorio di Lampedusa che avrebbero fatto una valutazione differente comunicando al responsabile del presidio, Francesco Cascio (assente dall’isola) che stavano tutti bene e che solo una donna aveva un’otite.
Il responsabile dell’ambulatorio sarà ascoltato probabilmente a breve o al suo rientro a Lampedusa, la prossima settimana.
Messe insieme tutte le carte e fatta una prima valutazione della situazione se ancora oggi dal Viminale non dovesse essere autorizzato lo sbarco, i pm potrebbero decidere di intervenire con una ispezione a bordo e anche forzare la mano e disporre il sequestro della nave e la conseguente discesa a terra di tutti i migranti.
Intanto Open Arms continua a porre l’accento sulla situazione di emergenza a bordo. “Giorno 16. Il mondo è testimone di quello che hanno dovuto sopportare le 134 persone che attendono di scendere sul ponte della #OpenArms. Solo la mancanza di volontà dei politici che hanno il potere di decidere li separa da un porto sicuro.#unportosicurosubito”, è il post che la ong ha pubblicato sui social insieme a un video che testimonia le difficoltà di convivere in uno spazio ridotto, sotto il sole cocente e con un solo bagno per tutti.
(da agenzie)
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