Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
LA COMPAGNIA SOVRANISTA DI GIRO NON HA LIMITI
Il sobrio (e non si usa mai a caso questo aggettivo) titolo di stamattina di Libero accusa il governo di
stare attuando “prove tecniche di strage” tramite COVID-19 e aggiunge che l’esecutivo “agevola la diffusione del virus”, che viene ribattezzato “Corona” in via confidenziale visto che è un vecchio amico dei redattori (e comunque non si mette la gente in galera per due foto, dai).
In più la compagnia di giro dice che adesso “l’esecutivo allerta l’esercito”, aggiungendo un dubbioso “Mah” per concludere la frase.
A pagina 2 invece il quotidiano auspica che la procura (quale?) indaghi “per delitto colposo contro la salute” mentre il ministro Speranza “dovrebbe dimettersi”: ovviamente prima si premette che l’uso politico della magistratura è sbagliato, poi si auspica un processo politico perchè “pòro Salvini” (che non c’entra niente ma non si sa mai…).
Si è mandato a processo Salvini per aver ritardato di alcuni giorni lo sbarco di qualche decina di immigrati, accusandolo di sequestro di persona, e in quel caso non è morto nessuno, e non si mandano a processo Speranza e Conte per verificare se sussistono delitti colposi contro la salute pubblica, in presenza già di due vittime e di decine di contagiati?
E via, di sciacallaggio in sciacallaggio.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
“CHIUDERE I VOLI NON HA BASE SCIENTIFICA, QUESTO NON CI HA PERMESSO DI TRACCIARE GLI ARRIVI PERCHE’ SI E’ POTUTO FARE SCALO ALTROVE E POI ARRIVARE IN ITALIA”
“Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perchè a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località ”, dice il professor Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Oms, intervistato da La Stampa.
“Inoltre – aggiunge -, quando vengono contagiati i medici significa che non si sono messe in campo le pratiche adatte, oltre al fatto che il virus è molto contagioso. Francia, Germania e Regno Unito seguendo l’Oms non hanno bloccato i voli diretti e hanno messo in quarantena i soggetti a rischio” e “hanno una catena di comando diretta, mentre da noi le realtà locali vanno in ordine sparso”.
“C’è il forte rischio che i focolai diventino un’epidemia. Lo sapremo tra due settimane”, avverte, spiegando che l’aumento, di colpo, del numero dei contagiati ”è un caso da manuale, in cui una o più persone vengono contagiate da chi arriva da un luogo di epidemia, e poi ci sono dei contagiati secondari con lo stesso tempo di incubazione”. Rischiamo numeri asiatici? “Il trend è chiaro, ma in Cina c’è stato un mese di sottovalutazione mentre da noi, pur con qualche svista, stiamo reagendo”.
Intervistato anche dal Sole 24 Ore, osserva che “potremmo essere di fronte alla punta dell’iceberg e quindi potrebbero esserci altri focolai in Italia come nel resto del mondo”, ora, “se metteremo in atto tutte le precauzioni del caso come si sta facendo ora isolando i casi e circoscrivendo le aree a rischio l’allarme potrebbe finire verso maggio-giugno come accade con la Sars, visto che il caldo ne rende più difficile la diffusione”
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
PARLA IL DIRETTORE PER L’EUROPA DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’
“Quello che preoccupa della situazione italiana è che non tutti i casi registrati sembrano avere una
chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati”.
Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità in Europa, sta seguendo minuto per minuto l’evoluzione della crisi da coronavirus in Lombardia e Veneto.
Ieri ha parlato con il ministro Roberto Speranza e con il direttore generale della Sanità del Veneto Domenico Mantoan. Inoltre l’Oms ha organizzato una teleconferenza con gli esperti del ministero della Salute e della Regione Lombardia.
“Gli sforzi delle autorità italiane sono ammirevoli”, dice il numero uno dell’Oms nel continente. “Noi ci siamo offerti di lavorare insieme per dare il nostro supporto, per il bene dei cittadini italiani e della comunità internazionale”.
Come valuta l’esplosione di casi di Covid-19 nel Nord Italia?
“Non è una sorpresa. Lo abbiamo già osservato in altri paesi diversi dalla Cina. Però ora è molto importante capire come si sono svolti gli eventi, identificare e tracciare i contagi: occorre che le autorità sanitarie italiane si focalizzino su questo aspetto”.
Pensa che qualcosa sia andato storto nelle misure adottate finora per limitare la diffusione del coronavirus dalla Cina all’Europa e in particolare all’Italia?
“La Cina ha adottato una strategia di contenimento nell’epicentro dell’epidemia, inclusa una grande enfasi sui controlli di chi esce dall’area. Il risultato è impressionante: solo il 2% dei casi totali è stato registrato fuori dalla Cina. Tuttavia gli spostamenti globali delle persone sono ormai tali che c’era da aspettarsi casi anche in altre aree del pianeta, Europa compresa. Ora dobbiamo limitare la trasmissione da persona a persona, attraverso misure di mitigazione. Il che significa una maggiore igiene delle mani e delle vie respiratorie”.
Cosa si sente di raccomandare agli italiani?
“Capisco la loro preoccupazione. È la stessa di mia moglie e delle mie figlie. Per questo invito tutti a documentarsi sul Covid-19 su canali informativi affidabili, quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto superiore di sanità , dell’Organizzazione mondiale della Sanità . Sicuramente non ci proteggerà dal contagio la discriminazione di chi ha un’origine diversa dalla nostra. È il tempo della solidarietà e della cooperazione. E poi non dobbiamo mai dimenticare il contesto: il 98% dei casi sono in Cina, in più dell’80% dei casi le persone infettate hanno avuto sintomi lievi, mentre meno del 15% sono in condizione serie e solo nel 5% dei casi si registra una patologia grave. Al momento osserviamo una mortalità di poco sopra il 2%, la maggior parte persone anziane con patologie pregresse. Detto questo, nelle aree italiane colpite il rischio di infezione può essere più alto e per questo i residenti devono seguire le raccomandazioni delle autorità , compreso il non frequentare luoghi affollati”.
Ci si può mettere in viaggio, per esempio su un treno affollato?
“Nei luoghi affollati, oltre all’igiene delle mani, è sempre bene tenere una distanza di uno o due metri tra gli individui per evitare il contagio”.
L’influenza fa centinaia o migliaia di morti ogni anno in Italia. Perchè allora il Coronavirus preoccupa così tanto gli esperti che oggi lo considerano il nemico pubblico numero uno?
“Lo prendiamo molto sul serio perchè è un virus nuovo: questo significa che nessuno di noi è immune. L’influenza invece è una malattia stagionale per la quale le persone a più rischio posso essere protette adeguatamente. Eppure fa 50mila morti ogni anno in Europa. Tuttavia il vaccino esiste e funziona, e noi lo raccomandiamo agli anziani, alle donne in gravidanza, ai malati cronici e al personale sanitario. Covid-19 è un virus nuovo e noi stiamo facendo ricerca per arrivare a una cura e per predisporre un vaccino. Che però richiederà del tempo. Dunque dobbiamo puntare su misure di salute pubblica che possono essere adottate già oggi per salvare delle vite”.
Cosa intendeva dire il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus quando ha dichiarato: “Si sta chiudendo la finestra che avevamo per contenere i focolai”? Stiamo perdendo la battaglia col coronavirus?
“Intendeva dire che il basso numero di casi al di fuori della Cina ci ha finora offerto l’opportunità di contenere la diffusione internazionale. Ora, anche se i casi in altri paesi restano relativamente bassi, cominciamo a essere preoccupati per il numero di contagi che non hanno un chiaro legame con viaggi dalla Cina o con persone già malate. Questo sta restringendo la finestra. Il contenimento però è ancora possibile. A patto che ci si prepari adeguatamente, soprattutto nei paesi con sistemi sanitari vulnerabili. Ma la comunità internazionale non sta ancora agendo in questa direzione”.
(da agenzie)
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Febbraio 23rd, 2020 Riccardo Fucile
54 RICOVERATE CON SINTOMI, 26 IN TERAPIA INTENSIVA, 29 IN ISOLAMENTO DOMICILIARE
Nuovi casi di positività al coronavirus. In Italia si supera quota 130. Le stime sono del presidente della Lombardia Attilio Fontana che, parlando a SkyTg24, ha detto che le persone contagiate nella sola regione lombarda sono al momento 89.
Due le persone decedute finora, una in Lombardia e una in Veneto. Aggiungendo i 24 casi in Veneto (stamane primi due contagiati a Venezia, dove è in corso il carnevale che per il governatore è a rischio) annunciati dal presidente della regione Luca Zaia, in 9 in Emilia Romagna e 6 in Piemonte, si arriva a 131 infettati. Ventisei dei quali, fa sapere il capo della Protezione civile Angelo Borrelli, sono in terapia intensiva.
Questo conto non include le due vittime e le persone colpite colpite dal virus a Roma: la coppia cinese è in via di guarigiorne e il ricercatore italiano è stato già dimesso.
Si mettono in pratica, intanto, le misure di contenimento. Sono undici i comuni del lodigiano e del Veneto in quarantena, interessati dall’emergenza coronavirus e dai relativi provvedimenti delle autorità per impedire la diffusione del virus. Sono Vò Euganeo, Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano.
In Lombardia sono state chiuse con un’ordinanza tutte le scuole. Ma non solo. Il governatore della Lombardia Fontana ha deciso “la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”, in seguito all’emergenza per il coronavirus. Sospesa anche l’apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.
In Friuli Venezia Giulia da domani fino al 1 marzo compreso saranno sospese tutte le attività didattiche e gli esami, e le conferenze e i dibattiti delle Università di Trieste e di Udine e della Scuola internazionale superiore di Studi avanzati del capoluogo giuliano. Saranno inoltre chiuse biblioteche e sale studio. Lo hanno deciso concordemente la Regione Fvg e le autorità accademiche regionali.
Oggi sarà una domenica diversa oggi in Lombardia, Veneto e Piemonte. Annullate le manifestazioni sportive nelle tre regioni colpite da coronavirus comprese le quattro gare di serie A Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo, Torino- Parma e Verona-Cagliari. Non solo. Una task force dei medici della federazione per analizzare la situazione dell’emergenza Coronavirus e dare indicazioni precise sull’attività delle squadre nazionali: è questa la decisione del presidente della Figc, Gabriele Gravina, che dopo aver ufficializzato il rinvio delle gare in Lombardia e Veneto ha convocato la riunione per domani mattina alle 10 in via Allegri. Intanto sono stati rinviati gli stage delle nazionali Under 19 maschi e femminile.
Territori dove vivono oltre 50 mila persone, trasformati in zone rosse a tutti gli effetti: non si entra e non si esce. Non solo: all’interno delle zone focolaio “l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità è condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale”. E a tutti coloro che hanno avuto “contatti stretti con casi confermati” dovrà essere applicata la “misura della quarantena con sorveglianza attiva”.
Sempre in applicazione delle direttive del governo, il Ministero dell’Istruzione informa che, “in attesa dell’adozione formale dell’ordinanza prevista dal decreto approvato in Consiglio dei Ministri, per motivi precauzionali i viaggi di istruzione vanno comunque sospesi a partire già da oggi domenica 23 febbraio 2020”. Lo stop alle uscite didattiche e ai viaggi di istruzione, sottolinea il Miur, riguarda sia le mete in Italia sia all’estero.
“Siamo in attesa di ulteriori disposizioni da parte della Prefettura di Lodi che pubblicheremo appena possibile”, si legge sul sito del Comune di Codogno, uno dei principali centri del lodigiano, diventato una città fantasma dopo le disposizioni del governo prese ieri sera per contenere la diffusione del virus. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, oggi non sarà oggi a Bari alla giornata conclusiva dell’incontro ‘Mediterraneo frontiera di pace’ organizzato dalla Cei, per seguire l’emergenza che vede l’Italia prima tra i paesi europei per numero di contagi
Il premier Giuseppe Conte, che nella serata di sabato ha illustrato il decreto legge con le misure per contenere l’emergenza dell’epidemia, ma ha escluso al momento la sospensione di Schengen (“Non trasformeremo l’Italia in un lazzaretto”, ha detto), ha anche annunciato che nei prossimi giorni il governo varerà un altro decreto contenente le misure economiche e di ristoro che dovranno essere messe in campo per far fronte alla sospensione di tutte le attività nelle aree focolaio.
Si calcola che le imprese di Codogno e Casalpusterlengo, due dei Comuni finiti in quarantena in Lombardia, fatturano da sole 1,5 miliardi l’anno. E ogni giorno di stop, pallottoliere alla mano, rischia di mandare in fumo 4 milioni di entrate. Il conto salirebbe a 18 milioni al giorno se la serrata fosse estesa a tutta la provincia di Lodi.
Con il provvedimento straordinario di ieri, è stato deciso il divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree focolaio del virus, che saranno presidiate dalle forze di polizia e, in caso di necessità , anche dai militari, con sanzioni penali per chi viola le prescrizioni. Scatta il divieto per gite scolastiche in Italia e all’estero ma anche per le manifestazioni pubbliche.
Saranno chiuse scuole, negozi e musei, stop a concorsi, attività lavorative private e degli uffici pubblici, fatti salvi i servizi essenziali, limitazione per la circolazione di merci e persone. “Abbiamo adottato un decreto per tutelare la salute degli italiani, che è quella che ci sta più a cuore e che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto” ha spiegato il premier ripetendo più volte che gli italiani “devono avere fiducia” della politica e delle istituzioni scientifiche, che stanno facendo tutto il possibile.
(da agenzie)
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Febbraio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
IL GOVERNO VARA LE MISURE DI CONTRASTO: LIMITAZIONE DI CIRCOLAZIONE NEI COMUNI CON FOCOLAI DEL VIRUS, ANNULLAMENTO EVENTI SPORTIVI IN LOMBARDIA E VENETO, STOP A GITE SCOLASTICHE… IMPIEGO FORZE DELL’ORDINE PER IMPEDIRE INGRESSI E USCITE
“Nel decreto legge ci sono provvedimenti per il contenimento del contagio nelle aree del focolaio.
Siamo in condizioni di innalzare la soglia di tutela delle comunità direttamente interessate”.
Le misure per fronteggiare l’emergenza coronavirus vengono ufficializzate dopo le 23 dal premier Conte, al termine di una giornata di riunioni e di un cdm durato ore.
“Nelle aree considerate focolai non sarà consentito l’ingresso, nè l’allontanamento. Già disposto lo stop delle attività lavorative, educative e gli eventi pubblici”.
Le aree saranno presidiate dalle forze dell’ordine: “Ma confidiamo nella collaborazione dei cittadini”.
Nel giorno in cui si sono registrate due vittime e oltre 70 contagi, il presidente del Consiglio parla di provvedimenti presi sulla base dell’“adeguatezza e della proporzionalità ”, considerando che “la situazione è in continua evoluzione”. Non scende nello specifico il premier, non dà dettagli, e passa la parola al ministro Speranza: “Le istituzioni lavorano per contenere l’epidemia”, ha detto il titolare della Salute.
Nel decreto legge, ha spiegato Speranza, ci sono misure che consentono lo stop delle gite scolastiche o degli eventi sportivi. La ministra Azzolina ha già disposto lo stop alle gite scolastiche in Italia e all’estero. Nei prossimi giorni probabilmente, ha spiegato il titolare della Salute, una delegazione dell’Oms raggiungerà l’Italia.
La maggioranza ha deciso di coinvolgere le opposizioni nella messa a punto del provvedimento.
Il commissario straordinario, Angelo Borrelli, ha fatto il punto sulla diffusione dell’epidemia: 79 contagi totali, compresi la coppia di coniugi cinesi e il ricercatore ricoverati allo Spallanzani. La maggior parte dei casi positivi (54) si è registrata in Lombardia, 17 i casi in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 1 in Piemonte.
(da “Huffingtonpost“)
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Febbraio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
“NEL 50% DEI CASI IL VIRUS SI TRASMETTE DANDO LA MANO O ABBRACCIANDO LA PERSONA GIA’ CONTAGIATA”… IL PERIODO DI INCUBAZIONE POTREBBE ESSERE SUPERIORE A 14 GIORNI”
In questo clima di incertezza sul Covid-19 che sta facendo paura all’Italia l’unica certezza è che i fatti di queste ore stanno sollevando dubbi su molti punti fermi fino a ieri considerati tali da mondo scientifico e istituzioni sanitarie.
Perchè il racconto di come il virus si è propagato nella Bassa sembra smentire quanto fin qui affermato circa la sua improbabile trasmissione da persone asintomatiche, sul periodo di incubazione, sul fatto che la sua pericolosità fosse limitata a persone anziane e con altre malattie. Dubbi iniziano a sorgere anche sulle sue modalità di trasmissione.
«Attraverso goccioline di saliva trasmesse da colpi di tosse e starnuti», si è sempre sostenuto. Salvo scoprire ora che le persone contagiate al bancone di un bar o al tavolo di un ristorante sono entrare in contatto con chi il virus lo portava con se senza tossire o starnutire.
Ma facciamo parlare i fatti e gli uomini di scienza.
Il periodo di incubazione potrebbe essere più lungo di 14 giorni
Se, come sembra, il “paziente 0” di Cologno è il giovane manager rientrato dalla Cina il 21 gennaio e Mattia, il 38enne ricoverato ora in rianimazione, si sarebbe visto con lui a cena più volte tra il 4 e 5 febbraio, allora sarebbe la riprova che il periodo di incubazione del virus potrebbe essere più lungo dei 14 giorni indicati fino ad oggi da tutti, Oms compreso, come limite massimo e raro, poichè nella larga maggioranza dei casi i disturbi si manifesterebbero dopo già 5 o 6 giorni. Se, al contrario, i contatti tra il “paziente 0” e Mattia fossero avvenuti dopo (e non è escluso, visto che le ricostruzioni sono quelle della moglie perchè lui è intubato e non può parlare) sarebbe invece più lungo dei 14 giorni il tempo tra il contagio degli altri infettati e la manifestazione dei sintomi. E che sia così non lo conferma uno qualunque, ma Walter Ricciardi, componente dell’executive board dell’Oms e massimo esperto di epidemiologia e sanità pubblica. Anche se, precisa, «sono casi rari, che non penso rendano opportuno prolungare oltre i 14 giorni il periodo di quarantena per le persone a rischio di contagio».
Gli asintomatici posso trasmettere il virus anche innestando una carica virale alta
Fino ad ora la trasmissione del virus da parte di asintomatici era ritenuto un evento raro. E che ancora più raramente poteva provocare danni seri alla persona contagiata perchè la carica virale di chi è senza sintomi, da quel che si è sempre detto, è bassa. Ma il presunto “paziente 0” non era sintomatico, e a guardare le gravi condizioni in cui versa Mattia e il numero di persone da lui contagiate si direbbe tutto il contrario. A rafforzare i dubbi arriva anche uno studio cinese pubblicato nella prestigiosa rivista “New England of Medicine Journal”. «I pazienti ammalatisi con il virus monitorati dallo studio —spiega il virologo Roberto Burioni- stavano ancora relativamente bene pur avendo livelli già elevati di virus nelle prime vie respiratorie.
E questo è un dato drammaticamente diverso rispetto alla Sars, dove il picco virale si raggiungeva dopo 10 giorni dai primi sintomi, quando il paziente stava già molto male e spesso in rianimazione, dove non poteva trasmettere a nessuno l’infezione se non ai sanitari. Ma l’altro aspetto che emerge è che anche il soggetto asintomatico aveva livelli di virus nel naso e nella gola analoghi a chi i sintomi li aveva»..
Conclusione: «lo studio dimostra senza ombra di dubbio che anche chi non ha sintomi può trasmettere l’infezione e l’unico modo per evitarlo è mettere in quarantena chi ha avuto contatti con le aree a rischio».
Il virus potrebbe trasmettersi anche non solo attraverso starnuti e tosse
«La trasmissione del virus può verificarsi solo con contatti prolungati e a distanza non superiore a due metri con persone che trasmettano goccioline di saliva attraverso starnuti o colpi di tosse». Anche questo è stato un mantra fino a ieri. Ma la diffusione del virus nel lodigiano inizia a far sollevare dei dubbi. E anche qui a sollevarli sono i fatti. Mattia è ancora in forze quando va a correre con il suo amico che contrae il virus e poi, senza sintomi, va al bar dei genitori, dove in un colpo solo contagia tre anziani avventori. Dalle prime ricostruzioni non ha tossito ne starnutito.
Non se ne stupisce Ricciardi che spiega: «nel 50% dei casi il virus si trasmette dando la mano o abbracciando la persona già contagiata, che magari senza starnutire o tossire si è passata prima una mano sul naso o in bocca». Per cui la raccomandazione è sempre la stessa: “lavarsi spesso e bene le mani”.
L’aggressività del virus in Italia è il segnale che sta mutando?
«No perchè le mutazioni richiedono mesi se non anni», afferma senza ombra di dubbio Ricciardi. Come spiegare allora il fatto che, nel giro di 24 ore abbiamo 46 casi certificati, due morti e più di un paziente grave? «Il tasso di letalità —spiega sempre Ricciardi- è in questo momento superiore a quello della provincia dell’Hubei, fulcro dell’epidemia. Ma è comunque medio-basso rapportato a quello di altre epidemie, come la Sars. Ma è invece alto in termini di contagiosità . Noi in Europa stiamo ora studiando da vicino il virus. Fino ad oggi ci siamo basati sui dati cinesi che sono da prendere con le molle». Come dire che dobbiamo attrezzarci a fronteggiare un nemico più insidioso di quel che sembrasse prima di sbarcare a casa nostra.
(da “La Stampa”)
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Febbraio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
SUI SOCIAL GLI VA MALE: “DOVREBBERO BLINDARTI IL CERVELLO”
Ci sono due modi di interpretare il vergognoso comportamento di Matteo Salvini in queste ore
drammatiche in cui il Coronavirus è scoppiato in Italia: o una totale mancanza di umanità mista a un istinto di sciacallaggio, oppure (ma una non esclude l’altra) una disperata mancanza di argomenti.
Perchè è veramente indegno che, nonostante l’invito da tutte le autorità mediche a evitare polemiche per non fomentare il panico, nonostante il virus sia arrivato in Italia non dall’Africa, Salvini continui ad attaccare il governo per non aver chiuso i porti (“Al posto di chiudere i porti per l’emergenza virus, il governo della vergogna pensa al “ripristino del sistema di accoglienza”. Follia” scrive su twitter) e sciacalla anche sull’uomo morto ieri notte, prima vittima italiana del Coronavirus.
È un gioco rischioso, perchè accanto a chi pende dalle labbra del Capitano, in molti altri sono stufi di questo vociare scomposto.
E in tanti stanno attaccando Salvini a loro volta:
“Ma questo superpotere che lei ha, cioè di non provare mai un briciolo di vergogna, lo ha acquisito dopo essere stato morso da qualche insetto?”
“Dovrebbero blindarti il cervello e la lingua per evitarti sproloqui inappropriati.#citofonaazaia”
“L’unico che dovrebbero chiudere sei proprio tu. Sciacallo!”
(da Globalist)
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Febbraio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
E’ QUESTA LA DISPOSIZIONE CHE ARRIVA DALLE PREFETTURE
Le formule sono diverse. E possono essere concordate, caso per caso, con l’azienda di appartenenza. Ma in assenza di disposizioni precise, il dipendente costretto a rimanere a casa per motivi precauzionali, viene messo automaticamente in malattia.
E’ questa la disposizione che arriva dagli incontri con le prefetture interessate.
E’ il caso dei comuni del Lodigiano, attorno ai centri di Codogno e Casalpusterlengo. I sindaco hanno invitato i loro cittadini restare a casa e gli studenti a non andare a scuola. I lavoratori vengono considerati in malattia.
A meno che le singole imprese non decidano diversamente: è il caso di Eni, Snam e Saipem stanno contattando uno a uno i dipendenti che risiedono nei comuni in provincia di Lodi indicati tra quelli a rischio. La formula per il congedo che scatta da lunedì potrebbe essere quella del lavoro agile (smart working), ma non è escluso anche il ricorso al permesso retribuito.
Cassa integrazione per le imprese
Il Governo studia interventi per le imprese. La prima riguarda la cassa integrazione come strumento per aiutare le aziende che avranno problemi per l’assenza dei dipendenti.
Lo ha anticipato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. “Uno strumento sarà concedere la Cassa integrazione ordinaria: trattandosi di un evento imprevedibile, non c’è bisogno di una norma ad hoc. E’ un primo ma tempestivo intervento che possiamo mettere in campo e siamo pronti a predisporne altri qualora ve ne fosse la necessità “. Del resto, lo ha chiesto anche Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio: “Sarebbe importante estendere la cassa integrazione prevista dal Fondo integrativo salariale (fis) alle piccole e micro imprese coinvolte dalla crisi. E per farlo basterebbe un decreto legge”.
Sospendere tasse e tributi
Sospendere i versamenti e gli adempimenti tributari per i contribuenti e per i professionisti che abbiamo la sede dell’attività oppure la residenza di titolari, soci, professionisti, associati, amministratori esecutivi, collaboratori o dipendenti nelle aree interessate dalle misure di quarantena introdotte per contrastare la diffusione del coronavirus. à‰ quanto chiede il Consiglio nazionale dei commercialisti al Ministero dell’Economia.
Stop alle assemblee in banca
Le rupercussioni nel mondo del lavoro sono le più varie. Sempre da lunedì saranno sospese le assemblee per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei bancari nelle regioni Lombardia e Veneto. Lo riferiscono in una nota i segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin: “Solidarietà e sostegno a tutte le lavoratrici e ai lavoratori delle zone colpite”. I sindacati “lavoreranno in intesa con Abi per attuare tutte le misure possibili a tutela della salute e sicurezza sul lavoro” per far fronte all’emergenza.
Milano, gli alberghi si svuotano
Sangalli, lancia l’allarme nei settori, legati a turismo, ristorazione, accoglienza e trasporti: “Sono in difficoltà e registrano perdite di fatturato già rilevanti. Negli alberghi milanesi in questi giorni si registra un calo dell’occupazione fra il 5 e il 10% con una diminuzione del fatturato stimabile nel 15% per il rallentamento della clientela fieristica. Percentuali destinate a salire sensibilmente”.
(da agenzie)
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Febbraio 22nd, 2020 Riccardo Fucile
EMANATE DISPOSIZIONI A TUTELA DELLE FORZE DELL’ORDINE
Il funzionario medico della Polizia di Stato anche in assenza di sintomi di malattia» può «adottare
nei confronti del personale che abbia avuto contatti a rischio, anche solo sospetti, provvedimenti medico-legali di temporanea astensione dall’attività lavorativa, al termine dei quali, per il rientro in servizio, formulerà il relativo giudizio di idoneità »
La direzione centrale Sanità del ministero dell’Interno, dipartimento Pubblica Sicurezza, ha previsto nuove, ulteriori disposizioni, dopo quelle emanate il 24 gennaio e il 1° febbraio, per la gestione dell’emergenza coronoavirus «in considerazione della diffusione dell’infezione in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio».
Si tratta di «misure precauzionali possibili di prevenzione e protezione del personale, nei diversi contesti di operatività , anche tenuto conto dei compiti istituzionali e dell’esigenza di garantire la massima tutela della popolazione delle comunità interessate» di cui si forniscono «più dettagliate informazioni e indicazioni».
Nello specifico, per quanto riguarda i comportamenti da adottare da parte degli operatori della Polizia di Stato la nota, di cui si prega di dare ampia diffusione, sottolinea l’importanza dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) «anche in considerazione della attuale difficoltà degli stessi», che dovranno essere resi disponibili «in base a diversi e potenziali profili di esposizione per il personale che svolge servizi operativi o che comportano l’esposizione diretta al rischio di contagio, come nel caso di servizi ad immediato contatto con il pubblico».
Si raccomanda inoltre di evitare il sovraffollamento degli uffici per il ricevimento del pubblico e di assicurare la frequente areazione degli stessi, oltre che curare che venga effettuata, dalle ditte incaricate «un’accurata pulizia e disinfezione degli ambienti e delle superfici con comune candeggina». Dove non esistono agli sportelli vetri di protezione si invita gli operatori a «mantenere un’adeguata distanza di 1,5 metri dall’utente».
In casa di sintomi collegabili al coronavirus, anche per le forze dell’ordine, così come per i comuni cittadini si invita a non fare ricorso al Pronto Soccorso, ma di contattare il 112 o il numero verde 1500 del Ministero della Salute. I medici in servizio presso gli Enti e i Reparti, fra le altre cose sono invitati a sconsigliare il personale a intraprendere viaggi, se non strettamente necessari.
Il ministero ritiene inoltre «opportuno dare indicazioni di limitare, per quanto possibile, le occasioni che comportino condizioni di permanenza di più persone in ambiti circoscritti, quali attività addestrative ed esercitative, convegni, etc». In personale addetto al controllo del territorio, qualora entri in contatto con «soggetti non immediatamente identificabili» sarà dotato dei «DPI previsti (guanti e maschera facciale FFFP3)».
Infine, «nel principio di massima precauzione, in rapporto all’evoluzione dell’epidemiologia, il funzionario medico della Polizia di Stato anche in assenza di sintomi di malattia» può «adottare nei confronti del personale che abbia avuto contatti a rischio, anche solo sospetti, provvedimenti medico-legali di temporanea astensione dall’attività lavorativa, al termine dei quali, per il rientro in servizio, formulerà il relativo giudizio di idoneità ».
(da agenzie)
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