Maggio 28th, 2020 Riccardo Fucile
JORG MEUTHEN DI AFD FA PARTE DELLO STESSO GRUPPO EUROPEO DELLA LEGA … I SEDICENTI SOVRANISTI ITALIANI ZITTI MENTRE LUI CI INSULTAVA TRATTANDOCI COME LADRI
Pensiamo per un attimo cosa sarebbe successo a parti invertite. Immaginiamo che un deputato
europeista tedesco avesse pronunciato in Parlamento a Bruxelles delle frasi contro l’Italia.
Sicuramente, tutta la pattuglia sovranista sarebbe insorta, come già successo in passato. Meme, video, pubblicazioni sui social network. Niente di tutto questo, invece, dopo l’intervento in aula — alla presenza della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen — di Jà¶rg Meuthen di Alternative fà¼r Deutschland.
Eppure, le sue parole — che si possono ascoltare in questo video — sono davvero forti sul ruolo che l’Europa avrà attraverso il pacchetto di aiuti da 750 miliardi di euro del Recovery Fund:
«Il danno per l’Unione Europea sarà enorme — ha detto Jà¶rg Meuthen -. I contribuenti pagheranno tutto questo, come se domani non esistesse. È irresponsabile, è una presa in giro, è un suicidio politico. Molti non lo capiscono perchè non si ragiona in questo ordine di grandezza e lei sfrutta questa ignoranza per convincerci di cose che non esistono in nome della solidarietà . Quindi, i governi di Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e dell’Austria dovranno aiutarci a scongiurare questa situazione».
Insomma, il Recovery Fund — lo abbiamo ampiamente detto ieri — aiuterà l’Italia a uscire dalla crisi economica post coronavirus: dei 750 miliardi di euro, al nostro Paese spetteranno 172 miliardi, tra finanziamenti a fondo perduto e prestiti ampiamente garantiti. Insomma, un vero e proprio toccasana per le casse dello Stato e per tutti quei cittadini e quelle imprese che sono usciti molto provati dall’emergenza coronavirus.
Va da sè che il discorso di Jà¶rg Meuthen sia contro gli interessi dell’Italia. L’eurodeputato tedesco, tuttavia, fa parte del gruppo Identità e Democrazia, all’interno del quale siedono anche i parlamentari della Lega eletti lo scorso 26 maggio 2019. Da loro non è arrivata nessuna parola di condanna rispetto al termine ‘suicidio politico’ utilizzato dal collega tedesco. Sovranisti a corrente alternata, insomma.
(da agenzie)
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Maggio 28th, 2020 Riccardo Fucile
UNA GRANDE LEADER CHE SA PARLARE AL SUI POPOLO E CITTADINI CHE USANO IL CERVELLO E IL CUORE… IN ITALIA LA MAGGIORANZA NON AIUTEREBBE NEANCHE UNO STRANIERO CHE STA AFFOGANDO, FIGURATEVI “DARE I NOSTRI SOLDI” AGLI ALTRI
Angela Merkel ha preso un grosso rischio politico nel suo paese accettando una settimana fa con sorpresa di tutti gli osservatori l’idea, finora tabù, della mutualizzazione del debito in Europa (anche se limitato a una quota pari al 27% dei 500 miliardi di euro) per rilanciare l’economia di fronte al coronavirus.
Segno che dopo il terremoto provocato dalla pandemia, la cancelliera tedesca sembra, almeno a casa propria, sul punto di vincere la scommessa paragonabile a quella del sì all’accettazione di un milione di migranti nel settembre 2015: il suo partito conservatore la sostiene compatto e la maggioranza dei tedeschi approva questa iniziativa, lanciata con il presidente Francese Emmanuel Macron e impensabile solo fino a qualche anno fa.
Anche se la proposta di Parigi e Berlino ha trovato l’opposizione di quattro paesi europei mercantilisti più che frugali, guidati da Austria e Paesi Bassi, le controindicazioni nel dibattito in Germania sulla solidarietà finanziaria europea sono state per ora respinte.
“Non ho alcun dubbio sul fatto che in Parlamento vi sia un ampio sostegno a questa proposta“, ha dichiarato il presidente della Camera dei deputati tedesca, Wolfgang Schà¤uble, in un’intervista all’AFP, un pezzo da novanta della CDU della cancelliera tedesca.
Wolfgang Schà¤uble è una voce che conta in Germania. Pro-europeo per convinzione da sempre, l’ex ministro delle finanze tedesco incarna tuttavia il rigore e persino l’ortodossia di bilancio nel suo paese. Quando era ministro delle Finanze al culmine della crisi dell’eurozona nel 2015, provocò l’ira di molti paesi per la sua forte riluttanza a salvare la Grecia dal fallimento proponendo di farla uscire dall’euro con una dote.
E non è mai passato per un grande sostenitore della mutualizzazione dei debiti. Anzi. Ma oggi, di fronte al nuovo coronavirus, applaude “una proposta necessaria e importante nel periodo che stiamo attraversando. L’Europa deve usare questa crisi per rafforzarsi”, ha dichiarato Wolfgang Schà¤uble, che il 26 maggio ha firmato una dichiarazione congiunta in tal senso con il suo omologo francese Richard Ferrand.
Lunedì, l’intero organo di governo del partito CDU ha approvato l’idea franco-tedesca, puntando a far sì che l’Unione europea possa prendere in prestito 500 miliardi di euro per rimborsarli sotto forma di sussidi (grants e non loans) ai paesi più colpiti dall’impatto dell’epidemia, come l’Italia e la Spagna in particolare, senza che quest’ultimi debbano poi rimborsare individualmente facendo aumentare il loro debito pubblico.
Non è escluso che la Confindustria tedesca abbia premuto sul Governo di coalizione tra CDU-CSU e SPD perchè si adottasse questa soluzione filo-europea.
“La Germania starà bene solo se l’Europa starà bene“, ha dichiarato la cancelliera in questa occasione, secondo quanto ha riportato un partecipante alla riunione a porte chiuse. Le voci non sono unanimi all’interno del movimento conservatore.
La sua ala più a destra, soprannominata “Unione dei valori”, ha espresso la sua insoddisfazione. Uno dei suoi leader, Alexander Mitsch, ha denunciato all’AFP “un ulteriore passo verso la creazione di un’Unione (europea) di debiti e di uno stato centralizzato“. Ha invitato i parlamentari tedeschi ed europei a opporvisi. Questi critici, che provengono anche dall’estrema destra e dal piccolo partito liberale FDP in Germania, rimangono per ora in minoranza.
Circa il 51% dei tedeschi è a favore del piano di risanamento del Cancelliere e del Presidente francese, che tuttavia finanzierà da solo fino al 27%, secondo un sondaggio dell’Istituto Civey per il settimanale Der Spiegel. Al contrario, circa il 34% è contrario.
Come è potuto accadere tutto questo? Probabilmente ha pesato molto la grande popolarità acquisita dalla Merkel nella gestione della pandemia nel suo paese, La Merkel dovrebbe uscire di scena alla fine del 2021.
“La Merkel si è dimostrata sensibile a riaffermare l’impegno europeo della Germania di fronte alle dure critiche dell’Italia e della Spagna” sulla mancanza di solidarietà europea al culmine della pandemia di Covid-19, ha detto un membro dell’ entourage di Emmanuel Macron. “La Merkel pensa anche al momento in cui la Germania assumerà la presidenza a rotazione dell’Ue a luglio. Vuole lasciare una traccia nella storia”, ha spiegato la fonte.
Forse pesa l’esperienza dell’ex cancelliere Helmut Kohl, il suo mentore che non avrebbe avuto incertezze a prendere la via europea. Kohl ha sempre preferito una Germania europea a un’Europa tedesca.
Naturalmente la mutualizzazione del debito potrebbe portare con sè una maggiore cessione di sovranità verso l’Unione europea, almeno nel momento in cui si tratterà di controllare i fondi del bilancio europeo che potrebbero non più, come ipotizzato dall’ex primo ministro italiano Enrico Letta, passare attraverso gli Stati come avvenuto finora ma gestiti dalla Commissione e poi distribuiti direttamente a imprese e famiglie.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 28th, 2020 Riccardo Fucile
DECINE DI ARRESTI DI UOMINI DELLA ‘NDRANGHETA, SMANTELLATO UN CARTELLO CRIMINALE PER PILOTARE GLI APPALTI, SEQUESTRATI 103 MILIONI DI EURO
Con la benedizione del clan Piromalli, un cartello di 57 imprenditori per quasi dieci anni si è
spartito tutti i lavori pubblici realizzati a Gioia Tauro e nelle zone limitrofe.
E non si tratta solo di imprese calabresi. Che il board sedesse a Roma, in Toscana, in Sicilia o in Campania, poco importava.
Tutti — ha svelato l’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dalla procura antimafia di Reggio Calabria – si conformavano alle regole dettate dai Piromalli, che tramite i loro bracci economici e con la complicità di 11 funzionari comunali aggiustavano gare, assegnavano i lavori a ditte amiche, “dirigevano il traffico” in un sistema che prima o poi garantiva a tutti il suo pezzo di torta.
Fra gli imprenditori coinvolti c’è anche il deputato leghista calabrese, Domenico Furgiuele, ex amministratore e titolare della maggioranza delle quote della Terina costruzioni, che si è affrettato ad abbandonare due mesi dopo l’elezione in Parlamento. Proprio per questo, la misura del divieto di esercitare attività imprenditoriale per 12 mesi chiesta dai magistrati della procura antimafia di Reggio Calabria è stata revocata. Tuttavia, Furgiuele rimane indagato per due gare d’appalto, quella per l’eliporto dell’Ospedale di Polistena e quella per il ripristino della viabilità a Bandina, nei pressi di San Giorgio Morgeto
In entrambi i casi – affermano il procuratore aggiunto Gaetano Paci e il pm Gianluca Gelso, che con il coordinamento del procuratore capo Giovanni Bombardieri hanno diretto l’indagine – avrebbe messo la sua società a disposizione delle manovre ordite dai Bagalà , espressione economica del clan Piromalli, per “aggiustare” le gare d’appalto.
Il metodo messo a punto variava, ma il risultato era sempre lo stesso. Per ogni lavoro messo a gara, le 60 imprese del cartello, riunite in Ati o Rti, presentavano offerte già in precedenza concordate, in modo da far aggiudicare i lavori a una di quelle del gruppo. Oppure le buste venivano consegnate in bianco e compilate da chi di dovere. Quando l’appalto toccava ad una delle imprese direttamente controllate dai Piromalli, o dal loro braccio operativo, il clan Bagalà , erano loro stessi a eseguire i lavori, altrimenti subentravano con i classici noli o attraverso le procure speciali rilasciate ai loro uomini di fiducia.
(da agenzie)
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