Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
“CONTRO DI ME MACCHINA DEL FANGO, CON FALSO ACCOUNT FB CON FOTO E MIO NOME”
Avrebbe realizzato un falso profilo Facebook intestato al consigliere regionale del Pd Stefano
Graziano, inserendo messaggi da cui emergeva la promessa di un posto di lavoro in cambio di voti fatta nei suoi confronti dal politico, che ha poi denunciato per voto di scambio.
È quanto accertato dal pm della Procura di Napoli Nord Patrizia Dongiacomo, che ha chiesto l’archiviazione per Stefano Graziano e altre due persone che erano state coinvolte nella denuncia presentata da Luigi Comparone, ovvero il consigliere del Comune di Aversa Pasquale Fiorenzano e Nicola Tirozzi.
Comparone rischia ora un’indagine per calunnia. La denuncia riguardava le elezioni comunali tenutesi ad Aversa nel 2019, e vinte dall’attuale sindaco Alfonso Golia. Comparone raccontò ai magistrati della Procura di Napoli Nord di aver avuto contatti, durante la campagna elettorale, con Graziano e Fiorenzano, e di aver ricevuto la promessa di superare il concorso per operatore socio-sanitario nel caso in cui avesse portato voti a Fiorenzano, candidato al consiglio comunale; Comparone tirò in ballo come “intermediario” un altro soggetto, Nicola Tirozzi, e consegnò agli inquirenti dei messaggi che erano nel profilo facebook di tal “stefano.graziano.940″; messaggi dal contenuto esplicito, in cui Comparone ribadiva lo scambio: “Buongiorno, io come ho promesso faccio il mio dovere, però si ricordi che domani mio cognato ha la prova”. Molto chiara anche la risposta: “Sta tranquillo, pensa a fare i voti, per il resto ci penso io, abbiamo chiesto anche per lui il 30″.
La Procura ha delegato la Polizia Postale alle indagini sui messaggi: Facebook ha così fornito l’Ip relativo alla connessione utilizzatrice del profilo, ovvero Windtre, mentre quest’ultima ha fornito i numeri telefonici collegati all’Ip, e tra questi è emerso quello Comparone.
Il cerchio di è così chiuso, e il pm ha chiesto al Gip di archiviare l’indagine. Per Graziano potrebbe trattarsi della seconda archiviazione in altrettanti indagini penali, dopo quella ottenuta per il procedimento per corruzione elettorale. Anche allora uscì indenne e pulito, ricevendo anche il plauso dell’allora premier Matteo Renzi.
“Oggi il mio legale, l’avvocato Vittorio Giaquinto, ha ritirato la richiesta di archiviazione, firmato dal Pubblico Ministero del Tribunale di Napoli Nord, per l’inchiesta su un presunto caso di voto di scambio in occasione delle ultime elezioni comunali ad Aversa”. Lo scrive su Facebook il consigliere regionale del Pd Stefano Graziano.
“Avevo scelto – racconta Graziano – di non divulgare la notizia in attesa che il giudice per le indagini preliminari firmasse il provvedimento rendendolo definitivo. Volevo che anche arrivasse la parola fine su questa brutta vicenda, ma di fronte alla solita macchina del fango che puntualmente si è messa in moto ho cambiato idea. Non c’è stata alcuna richiesta di rinvio a giudizio ma una richiesta di archiviazione. Chi è ossessionato da me se ne faccia una ragione. L’inchiesta di Aversa era basata su un grande falso costruito ad arte per danneggiare la mia figura politica. Un falso account Facebook con la mia fotografia e il mio nome e cognome nella cui chat di Messenger si parlava di impegni non mantenuti circa un concorso nella sanità ”.
“Un falso, fatto male come abbiamo dimostrato anche con l’ausilio di Facebook che ha riscontrato gli indirizzi ip dei soggetti coinvolti. Questi mesi – conclude – sono stato in silenzio perchè ho sempre avuto rispetto e fiducia nella magistratura, rispetto e fiducia che ribadisco anche oggi con l’auspicio che adesso si vada a fondo di questa vicenda attorno cui ci sono tante ombre che non riguardano me e le altre persone vicine a me che erano state coinvolte ingiustamente”.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
IL FATTO E’ SUCCESSO DUE ANNI FA IN FRANCIA AD OPERA DI DUE RAGAZZINI FRANCESI PER PURO VANDALISMO… ORA SI CERCA DI FARLA PASSARE PER ATTENTATO ISLAMICO, MA NESSUNO VA A CERCARE CHI ISTIGA ALL’ODIO E DIFFONDE INFAMITA’
L’undici giugno 2020 l’utente Andry.w (@AdryWebber) pubblica un tweet con la foto della statua di una Madonnina distrutta con il seguente commento: «Provincia di #Brescia Madonnina ridotta così a sassate i nostri simboli vengono distrutti e deturpati prova a farlo in una moschea».
La foto e il commento erano stati pubblicati in precedenza, il 9 giugno 2020, nella pagina Facebook di Andrea Carrino
“Orrendo gesto di inciviltà nel Bresciano dove una Madonnina di terracotta è stata distrutta a sassate. Scommetto che se fosse stata una moschea ad essere rovinata tutti sarebbero indignati. Invece no, i simboli della nostra cultura e della nostra religione possono essere deturpati. !!Adesso Basta!!”
La foto della stessa Madonnina la troviamo pubblicata in un tweet del primo giugno 2020 dell’utente Virginio (@Juventino1810) in lingua francese:Voilà le respect pour les chrètiens en France. La statue de la Vierge Marie dètruite à Kedange-sur-Canner en Moselle…
Non c’è alcun riferimento al bresciano. Non solo, in un tweet successivo, l’utente Virginio specifica: «En Mai 2018 à Saint-Gemmes-d’Andignè».
A questo punto non si tratterebbe soltanto di una foto scattata in Francia, ma persino del
2018. La conferma arriva grazie a un articolo del 2 giugno 2020 del sito Republicain-lorrain.fr dal titolo «Non, la grotte à la Vierge n’a pas ètè vandalisèe». Non fatevi ingannare dal titolo, l’articolo è di fatto un «fact-checking». La foto stava circolando nei giorni precedenti, come possiamo vedere dal tweet dell’utente Virginio, e il sindaco di Kèdange-sur-Canner si era recato sul posto per verificare la statua alla quale si faceva riferimento fosse stata realmente vandalizzata: di fatto no, anche perchè non è nemmeno la statua appartenente al proprio comune. Il sito francese, oltre a ricondurre il tutto al 2018, cita anche la cittadina di Sainte-Gemmes-d’Andignè dove era avvenuto il fatto:
Après vèrification, il s’avère que la photo de ce « post », diffusè sur facebook et partagè plusieurs fois avec èmotion voire indignation, est celle illustrant un article paru en mai 2018 par le quotidien règional Ouest-France. Ce fait divers faisait effectivement ètat de dègradations dans un sanctuaire marial de type grotte mais à … Sainte-Gemmes-d’Andignè, dans le Maine-et-Loire, en règion Pays de la Loire. Pas vraiment la porte d’à cà’tè. Une fausse information, infox ou vous si vous prèfèrez fake news, comme les rèseaux sociaux en gènèrent hèlas quotidiennement. Mèfiez-vous.
La stessa foto la troviamo sul sito Angers.maville.com (22 maggio 2018) e in un post Facebook del 25 maggio 2018 della pagina Gendarmerie dèpartementale de Maine et Loire — 49 dove leggiamo che gli autori del gesto erano due ragazzini di 17 anni:
Le prèjudice pour la Paroisse Saint-Renè est estimè à environ 1000 euros. Les constatations rèalisèes sur les lieux et les investigations menèes par les gendarmes de la communautè de brigades de Segrè-en-Anjou Bleu ont permis de mettre en cause deux mineurs qui ont reconnu les faits. Les deux mineurs, à¢gès de 17 ans, sont convoquès le 06 juillet 2018 devant la Justice.
La foto non era circolata erroneamente soltanto in Italia, era stata pubblicata il 3 giugno 2020 dalla pagina Facebook Kuya CFD (che si presenta come “organizzazione religiosa”) la quale sostiene che sia una statua situata nella Parrocchia Our Lady of Lourdes. I
Conclusioni
Come possiamo ben notare, la foto non ha nulla a che vedere con Brescia o la provincia di Brescia, inoltre non riguarda un fatto avvenuto nel 2020 ma due anni fa in Francia.
(da Open)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
“LA MELONI? PRENDE 15.000 EURO AL MESE PER RIPETERE QUELLO CHE SENTE NEL BAR SOTTO CASA”
“Salvini non è pericoloso per il Paese perchè è fascista, ma perchè è un totale incapace”. Lo ha detto Carlo Calenda, leader di Azione, durante la registrazione di ‘Accordi e Disaccordi’, il talk show politico in onda sul Nove tutti i venerdì alle 22:45. “Io penso – ha detto l’ex ministro dello Sviluppo economico – che bisogna spiegare agli italiani che devono applicare alla politica i valori che applicano alla loro vita. Uno come Matteo Salvini, che non ha mai fatto il suo lavoro in tutta la sua vita, che non ha nessuna competenza dimostrata in nulla, che è stato poco serio in tutte le cose che ha fatto, non lo voti a prescindere, che tu sia di destra, di sinistra, di estrema destra o centro”.
Calenda ha dedicato i suoi giudizi anche alla presidente di Fratelli d’Italia: “Quando Giorgia Meloni va in tv riporta le conversazioni da bar”, ha detto
“Il problema – ha aggiunto – non è di Giorgia Meloni, il problema è dei cittadini che la votano. Perchè tu Meloni prendi 15mila euro al mese e quindi, o mi spieghi come risolvere il problema, oppure che tu mi ripeta quello che senti nel bar sotto casa tua, non lo accetto”.
(da Globalist)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
IL RISCHIO DI ULTERIORI PROVVEDIMENTI
L’indice di contagio nelle regioni italiane vede tre situazioni preoccupanti: Lombardia, Lazio
e Puglia. Le tre regioni sono vicine alla soglia di rischio che equivale a 1 e quindi rischiano di trovarsi in una situazione difficile e di tornare alle prime fasi dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19.
Il periodo di riferimento riguarda i casi con data prelievo/diagnosi settimana dell’1-7 giugno (aggiornati al 9 giugno) confrontati con la settimana del 25-31 maggio. In testa con zero contagi resta la Basilicata mentre in coda c’è la Puglia con un Rt a 0,94 contro lo 0,78 della settimana precedente, seguita dal Lazio a 0,93 contro lo 0,75 della scorsa settimana e la Lombardia con lo 0,9 (0,91). Con pochi contagi anche la Calabria a 0,09. Questo è l’indice di contagio nelle regioni italiane raffrontato a quello della settimana precedente come comunicato dall’Istituto Superiore di Sanità :
SETTIMANA 25-31/05 SETTIMANA 1-7/06 Abruzzo, 0,76 0,7 Basilicata 0 0 Calabria 0,37 0.09 Campania 0,58 0,28 Emilia Romagna 0,58 0,75 Friuli Venezia Giulia 0,76 0,67 Lazio 0,75 0,93 Liguria 0,48 0,53 Lombardia 0,91 0,9 Marche 0,86 0,76 Molise 0,59 0,48 Provincia Autonoma di Bolzano 0,86 0,84 Provincia autonoma di Trento 0,86 0,65 Piemonte 0,58 0,54 Puglia 0,78 0,94 Sardegna 0,14 0,1 Sicilia 0,55 0,59 Toscana 0,72 0,68 Umbria 0,65 0,3 Valle d’Aosta 0,47 0,49 Veneto 0,61. 0,59
«Persistono in alcune realtà regionali numeri di nuovi casi segnalati elevati seppur in diminuzione», è scritto nella relazione. In particolare l’indice Rt, che misura il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure di prevenzione, sfiora in tre regioni quota 1, considerata la soglia di rischio dagli epidemiologi: in Lombardia, che continua ad avere il numero più alto di casi, è a 0,9, nel Lazio a 0,93, mentre in Puglia è addirittura a 0,94, ma su un numero di casi molto basso e quindi non desta allarme. «In quasi tutta la penisola», continua il report, «sono stati segnalati nuovi casi di infezione», anche se «tale riscontro in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening» ed «è essenziale mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di testing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai».
Anche il dato giornaliero dei contagi da Covid continua a salire, con un incremento di 393 casi rispetto a ieri, quando si era registrata una crescita di 379.
Il dato più corposo resta in Lombardia, dove i nuovi contagiati sono 272 in più, pari al 69,2% per cento dell’aumento giornaliero in Italia. Il numero dei casi totali è arrivato a 236.305.
Numeri a cui si aggiungono quelli più drammatici sui decessi, arrivati 34.223: 56 vittime nelle ultime 24 ore, di cui 31 in Lombardia. Il governo intanto si prepara a combattere il Covid in tutta Italia potenziando i mezzi già messi in campo.
Oltre alla app Immuni — disponibile da lunedì in tutta Italia e che oggi, per la prima volta, ha fatto partire l’alert da tre positivi in Liguria — nei prossimi mesi potrebbe abbassarsi ulteriormente il costo di ‘mascherine di Stato’, attualmente al prezzo calmierato di 50 centesimi.
Nel Lazio nella sola giornata di ieri sono stati dichiarati altri 27 casi, di cui 22 riferibili al focolaio nell’istituto di riabilitazione e cura San Raffaele alla Pisana, a Roma. Ma non solo, spiega oggi il Corriere della Sera:
Le autorità sanitarie regionali stanno cercando di ricostruire la catena del contagio e temono che la casa di cura possa aver innescato una sorta di detonatore. Sempre nella Capitale preoccupano 11 casi (più uno in corso di verifica) in un palazzo occupato alla Garbatella. Diminuisce invece a livello nazionale il numero delle persone attualmente positive: 28.997 (1.640 in meno rispetto al precedente), mentre in terapia intensiva ieri risultavano 227 pazienti (giovedì erano 9 in più).
Purtroppo si allunga l ‘elenco dei morti: ieri i decessi sono stati 56 (giovedì erano stati 53) per un totale di 34.223 vittime. Le persone infettate dall’inizio dell’epidemia sono 236.305 (compresi i morti, ma anche i 173.085 pazienti dimessi).
Il Messaggero spiega oggi che il rischio di un nuovo focolaio è forte e riguarda lo stabile della Asl ora occupato in piazza Attilio Pecile alla Garbatella dove trovano riparo a centinaia senzatetto, stranieri, immigrati.
Ebbene una famiglia di origine peruviana è risultata positiva al covid. Il piccolo della famiglia, di appena 7 mesi è stato ricoverato al centro covid Palidoro dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Positivi anche il padre, la madre e la sorella di 12anni. A preoccupare sono le condizioni dello stabile e la situazione igienico- sanitaria in cui vivono molti degli inquilini. Il palazzo è isolato e circondato dagli agenti del commissariato Colombo. La Asl Roma 2 fa sapere «che sono già stati eseguiti i tamponi e i test sierologici a tutti i presenti nella struttura e che la situazione è sotto controllo, monitorata anche grazie alla presenza delle forze dell’ordine».
Per il momento, altre 8 persone sono state trovate positive, ma l’indagine epidemiologica va avanti. In tutto, però, nella struttura ci sono un centinaio di persone, una quarantina di famiglie in tutto. Circoscrivere il fenomeno non sarà così semplice: molti degli “ospiti” non sono tornati nello stabile, altri si sono resi irreperibili. Una vicenda che, una volta di più, riaccende il tema dei palazzi occupati, che possono trasformarsi in una “bomba” epidemiologica.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
PER IL “CORRIERE” CONTE E’ STATO CONVINCENTE… LE OPZIONI DELLA PROCURA DI BERGAMO
Fabio Martini sulla Stampa di oggi parla della possibilità di un avviso di garanzia a Giuseppe Conte per la zona rossa ad Alzano e Nembro. Secondo il quotidiano si tratta di una possibilità remota che porterebbe con sè un’ulteriore eventualità : l’iscrizione nel registro degli indagati coinvolgerà non soltanto il presidente del Consiglio ma anche il ministro della Salute Roberto Speranza e le due figure apicali della sanità lombarda, il Presidente della Regione Attilio Fontana e l’assessore Giulio Gallera.
Il presidente del Consiglio è convinto di aver scongiurato la “grana” della quale nessuno parla, ma che per lui sarebbe anche la più fastidiosa: l’iscrizione nel registro degli indagati.
Certo, un’eventualissima iscrizione si configurerebbe come un atto dovuto, tanto più per chi — come Conte — conosce il combinato disposto tra l’articolo 40 del Codice penale («Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo») e il 438 che individua il reato di epidemia.
L’ipotesi di reato sulla quale si muove la Procura di Bergamo è quella di epidemia colposa, reato assai meno incisivo di quello di procurata epidemia che prevede una pena massima eloquente: l’ergastolo.
Conte è convinto di aver allontanato da sè un passaggio fastidioso più dal punto di vista dell’immagine che da quello giudiziario. Anche perchè se davvero la Procura di Bergamo dovesse accertare i prodromi di un’indagine che veda coinvolta rappresentanti di governo, sarebbe costretta a passare immediatamente la mano, trasmettendo le carte al Tribunale dei ministri.
A quel punto l’apposita sezione, formata dal Tribunale di Bergamo, dovrebbe svolgere una vera e propria indagine e, là dove dovesse individuare ipotesi di reato, dovrebbe chiedere l’autorizzazione a procedere alle Camere e nel caso di Conte (che non è parlamentare) ad essere competente sarebbe il Senato.
Anche il Fatto Quotidiano spiega oggi che la situazione è per tutti simul stabunt, simul cadent:
Il fascicolo è incardinato a modello 44 cioè con il reato di epidemia colposa ma contro ignoti. Tre i filoni: la zona rossa, i morti nelle Rsa e la mancata chiusura dell’ospedale di Alzano. Sul tavolo il procuratore ha un’opzione. Se iscriverà lo farà per tutti, rappresentanti del governo e della Regione.
Dopodichè però bisognerà capire la competenza territoriale: Bergamo, Milano, Roma e come spiegare il nesso di causalità tra il numero di morti e la mancata zona rossa. Insomma non è facile.
Secondo il Corriere della Sera invece l’audizione di Conte è stata convincente.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
AGLI ATTI NON RISULTANO RICHIESTE DELLA REGIONE LOMBARDIA PER L’ISTITUZIONE DI ZONE ROSSE… PROPRIO IN QUEL PERIODO CONTE AVEVA RICEVUTO LA RICHIESTA DELLA REGIONE DI PROROGARE QUELLA DI CODOGNO, MA MAI GLI FU CHIESTO DI INCLUDERE QUELLA DI ALZANO E NEMBRO
Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera oggi racconta cosa ha detto Conte sulla zona rossa
in Val Seriana alla procuratrice di Bergamo Maria Cristina Rota nell’audizione in cui il presidente del Consiglio è stato ascoltato in qualità di testimone:
Ricostruisce quanto accadde tra il 3 e l’8 marzo e spiega che in quel momento «i contagi erano ormai estesi a numerosi paesi, quindi sarebbe stato inutile limitarsi a due sole aree». E assicura che il governatore Attilio Fontana e l’assessore Giulio Gallera «furono costantemente informati di ogni mossa». Saranno i magistrati a dover stabilire se questo ritardo di cinque giorni abbia provocato un aumento dei contagi da coronavirus, ma la sensazione che si ricava al termine di una giornata segnata anche dagli interrogatori dei ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e della Salute Roberto Speranza — tutti come persone informate dei fatti — è che la difesa del governo sia stata convincente. […]
Nel corso dell’interrogatorio viene affrontato anche il rapporto tra scienziati e politici e Conte ribadisce quanto è ormai stato acclarato dalle verifiche svolte nei giorni scorsi ascoltando la versione del professor Brusaferro e quella del consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi: il parere del Comitato è consultivo ma non vincolante. Convocati dai magistrati anche i due scienziati hanno infatti ribadito che le loro «valutazioni servono a dare un indirizzo, ma alla fine l’ultima parola deve essere del decisore politico».
Del resto, come Conte ha detto più volte, «i virologi hanno come obiettivo soltanto l’effetto contenitivo, dunque giustamente dal loro punto di vista sollecitano un lockdown, noi dobbiamo affrontare le vicende nel loro complesso».
Agli atti dell’indagine non risultano richieste formali presentate dalla Lombardia per l’istituzione di “zone rosse”. Quando i pm ne chiedono conferma a Conte il premier dichiara: «Proprio in quel periodo avevo ricevuto dalla Lombardia la richiesta di prorogare la “zona rossa”a Codogno, ma mai mi fu chiesto di includere nell’area interdetta anche Alzano e Nembro. In ogni caso quando abbiamo fatto le nostra valutazioni le abbiamo condivise con la Regione».
Una linea confermata da Speranza quando ha spiegato che «i contatti con le Regioni e in particolare con la Lombardia sono stati costanti e continui nell’affrontare l’emergenza».
Ecco perchè, quando i pm chiedono al presidente di ricostruire quanto avvenne la notte fra il 7 e l’8 marzo, lui non ha esitazione a sottolineare che «anche in quell’occasione ci fu condivisione prima di arrivare alla decisione.
(da agenzie)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
SI LAMENTA PERCHE’ IL CATERING E’ SOBRIO E CON MINI PIATTINI, SOLO TARTINE MA “NIENTE BUCATINI”… CHE SIA QUESTO IL REALE MOTIVO PER CUI NON HA PARTECIPATO?
E insomma, si era capito che era stata Giorgia Meloni a trascinare Matteo Salvini e Antonio Tajani verso il no del centrodestra agli Stati Generali, ma non si era ancora compreso il vero motivo del diniego. Però ieri la leader di Fratelli d’Italia ci ha fornito un interessante indizio: il menù. La Meloni in un tweet ha infatti spiegato che Conte ha chiesto un “catering molto leggero e sobrio con mini piattini”, ovvero “tartine, papaya e maracuja” ma “niente bucatini”. In effetti un’amatriciana avrebbe sicuramente ben disposto tutti i presenti, altro che queste robe radical chic di voi di sinistra.
Poi la Meloni ha deciso di contestare un’altra circostanza dell’organizzazione dell’evento, notando che gli Stati Generali ” si aprono con i rappresentanti di Commissione Europea, BCE e Fondo Monetario, cioè la Troika. Conte vuole dare un messaggio agli italiani e ai mercati finanziari o è solo dilettantismo?”.
Ora, a parte che dilettantismo è affermare che il ministro dell’Economia Gualtieri “ha firmato il MES”, come hanno fatto lei, Salvini e Casapound qualche tempo fa non sapendo, per evidente ignoranza, che la procedura non è quella e che quello che stavano affermando è impossibile.
Ma in effetti chiamare la Commissione Europea e la BCE oltre al FMI quando si deve parlare di come investire i soldi è un chiaro segnale o messaggio oscuro.
Se Conte invece avesse voluto fare le cose perbene, avrebbe chiamato la Banca della Sgurgola, Alvaro Vitali e Il Petomane.
E allora sì che sarebbe stata tutta un’altra cosa
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
QUANDO I GIORNALI SOVRANISTI IN PRIMA PAGINA SI FACEVANO INTERPRETI DELLE PRESSIONI DEGLI INDUSTRIALI CHE NON VOLEVANO CHIUSURE E ZONE ROSSE… SOVRANISTI SERVI DELLA FINANZA E DEI POTERI FORTI
Tommaso Rodano sul Fatto Quotidiano oggi è protagonista di un’operazione-verità su
Alzano Lombardo e sulla Lombardia, ricordando cosa dicevano a febbraio e a marzo i giornali sovranisti come Il Giornale, Libero e La Verità che oggi imputano al governo Conte le chiusure in ritardo nella bergamasca.
All’epoca tutti accarezzavano le proteste di Confindustria e dei settori produttivi: quelli che volevano restare aperti a oltranza. E scrivevano questo.
Il Giornale, 28 febbraio. Titolone bold: “Isolato Conte. Il Nord riparte”. Catenaccio: “Riaprono musei e duomo, scuole in forse”.
Il virus era arrivato in Italia una settimana prima, il 21 febbraio. Nei giorni successivi erano arrivate le prime chiusure e le zone “gialle” a Milano, Torino, Veneto e mezzo nord.
A una settimana dal “paziente zero”, Sallusti si è già stufato. Altro che chiudere: il premier è finalmente lasciato solo in questa idea malsana, il Nord può riaprire.
Nel suo editoriale il direttore è assertivo: “Il Paese non è fragile. Chi lo guida invece sì”. La soluzione: “Adesso bisogna velocemente andare oltre e tornare alla piena normalità , che è poi l’unica ricetta per sconfiggere paure irrazionali e falsi allarmismi”. Un vero profeta.
Libero, 28 febbraio. Titolone: “La normalità è vicina” (come no!). Occhiello rosso: “Il virus ci ha stufati: si torni a vivere”. Il pezzo principale è firmato Renato Farina, alias “agente Betulla”: “Non è la peste, è un’influenza”. E ancora: “Non montiamogli la testa a questo Coronavirus. Se ha la corona non è quella del re, e neanche quella del rosario, ma è un pirla di virus qualsiasi”. Due volte profeta. Nella stessa edizione c’è anche un prezioso fondo del direttore Vittorio Feltri, dal titolo: “Quando per paura di avere l’Aids ci si ammazzava”
Libero, 27 febbraio. Il giorno prima il quotidiano di Feltri aveva una linea ancora più pirotecnica. Titolo: “Virus, ora si esagera”. Occhiello: “Diamoci tutti una calmata”. Catenaccio: “No n possiamo rinunciare a vivere per la paura di morire. I pochi deceduti erano soggetti debilitati, gli altri contagiati guariscono in fretta. Non ha senso penalizzare ogni attività ”. Ricordiamolo : sono gli stessi che oggi dicono che il governo avrebbe dovuto chiudere tutto prima.
La Verità , 27 febbraio. Anche Belpietro attacca il governo che con le prime chiusure e una “dissennata gestione della crisi, provoca danni economici ingenti e ci pone nella incredibile posizione di ‘untori’ ”. Libero, 1 marzo. Qui siamo in pieno deliri oalcolico. Titolo: “Reclusione continua”. Occhiello: “Il virus è una condanna”. Editoriale di Feltri: “Ma quale crisi? Facciamo finta che sia Ferragosto”.
E così via…
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
DECINE DI AGENTI A DIFENDERE UN SEQUESTRATORE DI PERSONE
Matteo Salvini è stato contestato a Barcellona Pozzo di Gotto e a Milazzo ieri durante la sua visita in Sicilia che aveva visto anche proteste a Capaci e a Bagheria, dove un gruppo di Sardine aveva organizzato un flash mob con striscioni: “La Sicilia non si lega”, “Slega la Sicilia”, “Salvini giù le mani dalla Sicilia”.
Il Capitano è stato accolto con la canzone siciliana ‘Ciuri ciuri’ alternata a fischi da un gruppo di contestatori a Milazzo, nel messinese. “A casa”, gli gridano i contestatori. Oppure “Fuori la Lega dalla Sicilia”. E ancora: “Milazzo non si Lega”.
Prima una contestazione più dura era andata in scena a Barcellona Pozzo di Gotto, dove le proteste sono andate in scena durante la diretta sulla pagina della Lega. L’arrivo di Matteo Salvini a Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, è stato accolto da una contestazione verbale che per qualche tempo non ha consentito al capo della Lega di parlare.
“Sono fischi di dieci sfigati”, ha detto, tra l’altro, Salvini. Ad accoglierlo, in una piazza gremita, sostenitori che lo hanno applaudito scandendo il suo nome e contestatori che hanno esposto anche un cartello con la scritta ‘La Sicilia accoglie i migranti, ma non Salvini’.
(da “NextQuotidiano”)
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