Giugno 14th, 2020 Riccardo Fucile
UNA ESECUZIONE IN PIENA REGOLA, COLPITO ALLE SPALLE
Venti giorni dopo la morte di George Floyd a Minneapolis, un altro caso di afroamericano ucciso dalla polizia rischia di scatenare una nuova ondata di incidenti in tutto il Paese. Rayshard Brooks, 27 anni è stato ucciso venerdì notte ad Atlanta.
La pattuglia era intervenuta dopo che dal ristorante Wendy’s, poi messo a fuoco, avevano segnalato la presenza di un uomo, addormentato in macchina, fermo in mezzo al parcheggio del locale, al punto che gli altri automobilisti avevano dovuto fare manovre per aggirarlo.
Dopo essere risultato positivo al test sull’alcol — ma alcuni testimoni negano sia stato fatto -, per Brooks è scattato l’arresto, ma l’uomo si è ribellato.
Dalle immagini girate col il cellulare da una donna a bordo di un’auto, e trasmesse dalla Cnn, si vede Brooks azzuffarsi con i due agenti, poi strappare dalle mani di uno di loro il “teaser” paralizzante e tentare la fuga a piedi. A quel punto i poliziotti lo inseguono. Le immagini, per un attimo, perdono di vista Brooks, ma si sentono chiaramente i tre colpi che uno dei due agenti spara all’indirizzo dell’uomo.
Subito dopo nell’immagine riappare l’afroamericano: è a terra, agonizzante. Poi Brooks è morto in ospedale. Secondo gli agenti, l’uomo aveva puntato il teaser verso uno di loro, finendo per essere abbattuto, ma secondo un legale della famiglia della vittima non c’era nessun motivo per sparare: Brooks sarebbe finito in una zona senza vie di fuga.
Il dipartimento di polizia di Atlanta ha diffuso i nomi e le foto degli agenti coinvolti nell’uccisione, durante un arresto, dell’afroamericano Rayshard Brooks. Si tratta di Devin Bronsan, assunto il 20 settembre 2018, e che è stato trasferito in servizio amministrativo, e di Garrett Rolfe, nel dipartimento dal 24 ottobre 2013, che è stato licenziato.
Intanto migliaia di manifestanti invadono pacificamente le strade della città della Georgia per manifestare la loro rabbia contro l’uso eccessivo della forza da parte della polizia.
I manifestanti si radunano nel luogo in cui Brooks è stato ucciso e bloccano l’autostrada intorno alla città . Nella notte centinaia di manifestanti hanno bloccato un’autostrada e incendiato il ristorante fast-food Wendy’s vicino al quale il giovane e’ stato ucciso.
La sindaca di Atlanta, Keisha Lance Bottoms, il cui nome era nella lista dei papabili per affiancare Joe Biden nella corsa alla Casa Bianca, ha annunciato le dimissioni di Erika Shields che aveva guidato la polizia di Atlanta per oltre 20 anni.
Poi le improvvise dimissioni del capo della polizia di Atlanta, Erika Shields, e la dura presa di posizione della sindaca, Keisha Lance Bottoms, che ha commentato: “C’è una certa differenza tra ciò che puoi fare e ciò che dovresti fare. Qui non c’erano le giustificazioni per un uso mortale della forza”.
(da agenzie)
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Giugno 14th, 2020 Riccardo Fucile
SI MARCIA A 30.000 CONTAGIATI AL GIORNO PER LA FOLLIA DEL GOVERNO
Senza cambiamenti significativi nelle misure preventive, il Brasile potrebbe diventare il
Paese al mondo con il maggior numero di morti per coronavirus.
Lo dice uno studio dell’istituto di metrica dell’Università di Washington, il cui modello matematico è usato dalla Casa Bianca per monitorare i dati sulla pandemia.
C’è anche una data, che potrebbe diventare il triste simbolo di questo primato: 29 luglio. Se le cose non cambieranno, in quel giorno il gigante del Sud America potrebbe arrivare a contare 173.500 morti, contro i 137mila degli Usa, con un record negativo di oltre 4mila decessi in sole 24 ore.
Augurandosi che il modello matematico possa essere smentito, l’aumento vertiginoso dei casi in Brasile è sotto gli occhi di tutti: il 9 maggio c’erano 10mila decessi, il 9 giugno questi sono diventati 39mila.
Peraltro sui dati resta una incertezza quasi assoluta, anche dopo che il Governo aveva rimosso i numeri dalla rete. Al 13 giugno il Brasile ha raggiunto i 41.828 morti dall’inizio della pandemia di Covid-19 e ha superato al secondo posto il Regno Unito per numero di vittime al mondo, secondo dati del ministero della Salute brasiliano. Nelle ultime 24 ore i morti in Brasile sono stati 909 e i nuovi contagi 25.982, per un totale di 828.810.
Per la Folha de Sà£o Paulo, uno dei giornali più autorevoli del Paese, le cifre ufficiale ritrarrebbero solo un 44 per cento della realtà , perchè nel bilancio del Ministero non si contano i morti a cui il test di positività viene fatto dopo il decesso.
E mentre il presidente della Repubblica Bolsonaro dice che basta uno spicchio di aglio al giorno, c’è chi prega perchè arrivi un vaccino.
E uno di quelli in fase più avanzata è proprio “Made in Brasile”. Nelle ultime ore infatti il governatore dello Stato di San Paolo, Joà£o Doria, ha annunciato che l’Istituto Butantan produrrà un vaccino, in collaborazione con la farmaceutica cinese Sinovac Biotech. “Oggi è un giorno storico per San Paolo e il Brasile. Gli studi dicono che il vaccino sarà disponibile nel primo semestre del 2021”, ha detto il Doria, specificando che il CoronaVac (questo il nome di battesimo del vaccino) è entrato nella terza fase di sperimentazione scientifica, ovvero quella dei test sugli umani. Secondo l’Oms di oltre 130 vaccini che sono in fase di sviluppo attualmente nel mondo, solo una decina sono in questa fase e il CoronaVac è uno di questi
Si cercano ora 9mila volontari per i test, in tutto il Paese ma soprattutto a San Paolo. In Brasile si avvierà anche la sperimentazione di un altro vaccino, quello dell’università di Oxford, anch’esso nella terza fase di test: 2mila volontari (mille nella capitale paulistana e mille a Rio de Janeiro) si sommeranno a quelli inglesi, sotto il coordinamento della Unifesp, l’Università Federale di San Paolo. Oxford punta sul Brasile proprio perchè ancora non è stato raggiunto il cosiddetto picco. E nonostante questo il Paese sta “riaprendo”, unico caso al mondo: si tornerà presto a volare e nelle maggiori città i centri commerciali sono tornati in funzione.
A San Paolo, per esempio, gli shopping si sono rianimati per la prima volta dopo quasi 3 mesi l’11 giugno, e il web è stato invaso di foto che mostrano decine di casi di negozi presi d’assalto dalla folla, senza distanziamento sociale.
Si riapre in nome della crisi economica, come vorrebbe lo stesso Bolsonaro: nel 2019 circa 170 mila persone, in Brasile, sono scivolate in condizione di estrema povertà nel 2019. Lo scorso anno si è chiuso con un numero di 13,8 milioni di persone che vivono con meno di 1,9 dollari al giorno, equivalenti a 6,7 per cento della popolazione del paese. Questi sono i dati dell’istituto brasiliano di geografia e statistica (Ibge), che certificano che per il quinto anno consecutivo il numero di brasiliani in condizioni di estrema povertà cresce. Nelle ultime ore uno studio di due atenei, uno inglese e uno australiano, condotto per l’Onu, ha fatto sapere che la pandemia può far salire la quota di poveri fino a 14,4 milioni.
(da agenzie)
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Giugno 14th, 2020 Riccardo Fucile
UNA CRESCITA SECCA DEL 7,2%… CONTE STRAVINCE SIA CON DI MAIO CHE CON DIBBA…ATTUALMENTE LEGA 23,5%, PD 21,3%. FDI 17,5%, M5S 17,1%, FORZA ITALIA 7%, CALENDA 2,7%,LEU 2,4%, ITALIA VIVA 2,3% VERDI 1,5%, + EUROPA 1,2%
I sondaggi di IPSOS illustrati oggi da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera si concentrano sulla propensione a votare sia per un nuovo soggetto politico fondato da Conte, sia per il M5S sotto la guida dell’attuale premier.
Per entrambe le ipotesi abbiamo successivamente chiesto ai soli elettori intenzionati a votare «sicuramente» o «probabilmente» per il soggetto con a capo Conte se avrebbero modificato il voto dichiarato alla domanda precedente.
Sulla base di queste stime un eventuale partito di Conte oggi è accreditato del 14,1%, si collocherebbe al quarto posto dopo la Lega (23,2%), FdI (16,6%), Pd (15,8%), precedendo il M5S (12,7%).
Analizzando i flussi elettorali si osserva che i voti per la lista Conte proverrebbero in larga misura (62%) dal M5S, dal Pd ed alle altre liste del centrosinistra, in subordine dall’astensione (20%), quindi dal centrodestra e da altre liste minori(18%).
Quanto alla possibile leadership del M5S, Conte prevale tra i pentastellati con il 42% delle preferenze, precedendo l’ex capo politico Di Maio (27%), quindi Di Battista (19%) e Crimi (2%).
E nella scelta secca tra Conte e Di Battista, il primo prevale in misura netta sul secondo sia sulla totalità della popolazione (43% a 13%) sia tra gli attuali elettori pentastellati (67% a 17%).
Ne consegue che l’elettorato potenziale del M5s dal 19,8% attuale, con la guida di Conte, passerebbe al 29,9%, colmando il gap con la Lega e FdI che hanno un elettorato potenziale compreso tra il 25% e il 30%.
Qualora il premier fosse a capo del M5s, il Movimento farebbe segnare una crescita del 7,2% rispetto allo scenario attuale, passando dal 17,1% al 24,3%, scavalcando la Lega al primo posto. La stima tiene conto di un elevato tasso di fedeltà degli attuali elettori (88%) e della capacità di attrazione di nuovi provenienti soprattutto dall’astensione e in subordine dal Pd. Insomma, la leadership Conte potrebbe rappresentare un nuovo inizio per il M5S, ma il ritrovato slancio rischierebbe di aprire una frattura con il Pd che appare penalizzato da una non trascurabile cessione di voti.
(da agenzie)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
PROTESTE SUI SOCIAL PER I DELIRI SOVRANISTI
Questo individuo si chiama Giovanni Ceccaroni.
È un leghista, odiatore di professione e confezionatore seriale di insulti sui social, al punto che sono in molti a chiedere che i suoi profili stracolmi di commenti razzisti, sessiti e omofobi vengano bloccati.
Alcuni esempi di questi insulti, passatempo preferito del leghista Ceccaroni: “Le donne? Diversamente femministe, in una parole cagne”. “I gay sono culattoni, checche isteriche, pedofili” Le persone di colore, invece, le definisce così: “scimmie, dovrebbero stare solo in Africa. Trump, rimettili nelle gabbie”.
Ceccaroni di se stesso scrive questa breve biografia: “Amo la famiglia, la Lega, credo in Dio ma non in Papa Francesco e odio tutta la merda liberal europeista”.
Ce ne ha un po’ per tutti il seguace del Carroccio, ma i suoi bersagli preferiti sono gli omosessuali, a cui dedica migliaia di tweet infamanti. “Litighi con un culattone e te lo ritrovi a capo di un’associazione gay finanziata dal solito Soros che ti scaglia contro una ricchionstorm” scrive tale divulgatore scientifico, che definì le unioni civili questioni “di checche isteriche”.
Tra un appellativo “cagna” a una ragazza che aveva partecipato alla manifestazione per George Floyd, e domande del tipo “i vostri padri a che età hanno cominciato a schifarvi?” rivolte ai gay, il nostro arbiter elegantiae trova il tempo di insultare anche gli ebrei e i neri, inneggiando al presidente degli Stati Uniti: “Grande Trump rimetti le scimmie nelle gabbie e libera l’America dal caos”. E ancora: “l’ebraismo italiano è una potente lobby che va contro gli interessi del nostro Paese”.
Giovanni Ceccaroni si candidò alle elezioni capitoline come consigliere al municipio XIV di Roma nella lista di Alfio Marchini, dopo un breve passaggio in Fli.
Già allora i suoi deliri crearono più di un imbarazzo.
Non certo alla Lega, partito in cui ora Ceccaroni milita oggi attivamente. L’approdo ideale per chi santifica Putin e insulta il presidente Mattarella, definito “complice di una magistratura corrotta”.
Il prototipo ideale dell’adepto della Lega.
Filippo Rossi
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
GIORNATA PIENA DI OSPITI MA VUOTA DI IDEE… VISCO: “CIO’ CHE CI DIFFERENZIA DALLE ECONOMIE AVANZATE SONO L’EVASIONE FISCALE E IL SOMMERSO”
“Gli Stati generali sono stati così generali che la notizia è stata il vaccino”. La sintesi al fulmicotone arriva da un membro del governo che raggiunto al telefono sembra quasi sconsolato nel commentare quanto visto al giorno uno dei dieci previsti per la kermesse voluta da Giuseppe Conte.
“Se queste sono le premesse – continua – rischiamo di passare dieci giorni a confrontarci sul nulla. Non si è capito che piano abbiamo: oltre alle enunciazioni del premier non abbiamo un cronoprogramma, un piano dettagliato. Rischiano di essere solo un’arma di distrazione di massa”.
E così a prendersi la scena è stato Roberto Speranza. Seduto attorno al lungo tavolo di Villa Pamphili con tutti gli altri ministri, si è tolto la mascherina: “Insieme ai Ministri della Salute di Germania, Francia e Olanda, dopo aver lanciato nei giorni scorsi l’alleanza per il vaccino, ho sottoscritto un contratto con Astrazeneca per l’approvvigionamento fino a 400 milioni di dosi di vaccino da destinare a tutta la popolazione europea”.
Nemmeno Giuseppe Conte sapeva della firma, apprende la notizia sul momento. Il premier decide al volo di rilanciarla, consapevole che avrebbe oscurato la giornata inaugurale del suo programma, ma occasione troppo ghiotta per rilanciare un successo del governo intero. Quasi come se ancora una volta gli scienziati avessero voluto riprendere il timone dalle mani dell’economia, un’immagine paradossalmente descrittiva di quel che è stato il paese durante i mesi del lockdown.
Intorno al vaccino si susseguono interventi che invitano a fare in fretta e a dare risposte concrete e in tempi rapidi, e che segnalano problemi e difficoltà di questo contesto politico e dell’intero sistema paese, mettendo in luce l’ovvio e le fragilità .
La sferzata più dura arriva da Ignazio Visco. Il governatore della Banca d’Italia è l’unico a partecipare in presenza, tutti gli altri, da Ursula von der Leyen a Paolo Gentiloni, si materializzano dietro lo schermo della videoconferenza.
Christine Lagarde, data fino all’ultimo come in forse, alla fine non c’è, ma solo perchè la connessione non va, e regge solo il tempo per qualche scambio di battute con il premier.
L’intervento preparato dalla presidente della Bce viene diffuso, dentro ci sono i compiti a casa: “Il Recovery fund raggiungerà il suo pieno potenziale solo se sarà saldamente radicato in riforme strutturali concepite e attuate a livello nazionale”.
Ma è grazie al collega alla guida di via Nazionale che la cruda realtà si introduce quasi con violenza nel susseguirsi di grandi affreschi e ottimi propositi tratteggiati nelle stanze di Villa Pamphili.
Bankitalia chiede un profondo ripensamento fiscale, perchè “ciò che più ci differenzia dalle altre economie avanzate è l’incidenza dell’economia sommersa, dell’illegalità e dell’evasione fiscale, che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata per chi rispetta pienamente le regole”.
“L’incertezza” in cui si naviga nel post emergenza per il governatore non deve essere “una scusa per non agire”, e il monito finale è che gli Stati generali si concludano dando il via a “degli atti concreti che ci consentano di compiere quei passi avanti di cui il Paese ha più che mai bisogno”.
E’ questo il punto che fa fibrillare la maggioranza. Il Pd continua a dare segni di insofferenza. Un dirigente del Nazareno ironizza: “Sembra una gigantesca terapia di gruppo”. Anche i 5 stelle mordono il freno.
Vito Crimi la settimana scorsa ha dovuto riunire in tutta fretta capigruppo e vertici parlamentari per buttare giù delle proposte da mettere sul tavolo, “ma non sappiamo nemmeno se verranno discusse e da chi”, dice uno di loro. Che aggiunge: “Abbiamo sempre fatto una battaglia feroce contro la Troika e quel modello di gestione delle crisi, mai avrei pensato che il nostro presidente addirittura la invitasse quasi tutta insieme”
E a nessuno in quel mondo è sfuggita l’intervista molto politica – una rarità – concessa da Davide Casaleggio al Corriere della Sera. Un vero e proprio controcanto al premier nel giorno dell’inaugurazione dell’evento di Villa Pamphili, con strascico di veleni che lo vogliono in asse con Alessandro Di Battista per il Movimento che verrà .
Luigi Di Maio si è fermato a lungo a parlare con Dario Franceschini prima dell’inizio dei lavori, e al termine i due sono stati visti andare via insieme.
L’irritazione del ministro della Cultura non è un caso, l’ex capo politico M5s ha rilanciato la sua originaria proposta di riformare il fisco. Una sottolineatura che, dopo le parole di Visco, assume una colorazione affatto neutra.
Conte ha chiuso i lavori spiegando di aver scelto Villa Pamphili “perchè vogliamo richiamare l’attenzione del mondo sul patrimonio della bellezza italiana”. Un oscuro presagio, a sentire un esponente dell’esecutivo: “Anche Berlusconi e Renzi, nei loro momenti più difficili, si sono appellati alla retorica della bellezza del paese”.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
ALLE AZIENDE VA IL TRIPLO DI QUANTO STANZIATO PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
Incentivi a fondo perduto, contributi all’export, agevolazioni fiscali e contributive, sostegni
alla produzione.
Sono solo alcuni degli strumenti pubblici che portano denaro nelle casse degli industriali italiani.
Un fiume di denaro difficile da quantificare con precisione e che, nella migliore delle ipotesi, supera di quasi tre volte il budget stanziato a favore del reddito di cittadinanza. Ciononostante, Confindustria continua a battere cassa e il suo presidente, Carlo Bonomi, critica le misure del governo a sostegno dei redditi delle fasce più deboli della popolazione.
E chiede insistentemente che tutto lo sforzo pubblico sia concentrato sul sistema produttivo.
Ma la formula di Bonomi e della Confindustria può davvero salvare il Paese dalla peggiore crisi dal Dopoguerra? Ha un suo fondamento economico o serve solo a tirare l’acqua al mulino di imprenditori italiani, storicamente troppo dipendenti dalla mano pubblica?
“Da una situazione come quella attuale si esce non facendo la guerra a chi prende più soldi, ma cercando di avere una posizione lungimirante — spiega Ugo Marani, professore di economia all’Università L’Orientale di Napoli — Cosa che raramente Confindustria ha fatto sull’economia italiana”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
LO STUDIO COORDINATO DAL PREMIO NOBEL MOLINA DELL’UNIVERSITA’ DELLA CALIFORNIA
Grazie all’uso delle mascherine in Italia sarebbero stati evitati oltre 78mila contagi tra il 6 aprile e il 9 maggio.
Questi i risultati di uno studio americano coordinato dal premio Nobel per la chimica Mario J. Molina dell’Università della California a San Diego.
La ricerca, pubblicata sulla rivista dell’accademia americana delle scienze (Pnas), mette a confronto le strategie di contenimento del nuovo coronavirus attuate nel nostro Paese con quelle di New York e Wuhan, dimostrando che l’obbligo della mascherina nei luoghi pubblici è lo strumento più efficace per fermare la diffusione di Covid-19.
“La trasmissione aerea del virus è molto aggressiva e rappresenta la via principale di diffusione della malattia”, scrivono gli autori dello studio. “La nostra analisi rivela che l’obbligo di schermare la faccia è determinante nel modellare la curva della pandemia nei tre epicentri”.
Il solo utilizzo delle mascherine “ha ridotto in maniera significativa il numero di infezioni di oltre 78.000 unità in Italia tra il 6 aprile e il 9 maggio, e di oltre 66.000 nella città di New York tra il 17 aprile e il 9 maggio. Le altre misure di mitigazione, come il distanziamento sociale implementato negli Stati Uniti, da sole non sono sufficienti a proteggere la popolazione”.
Gli esperti raccomandando quindi l’utilizzo di una strategia combinata che preveda non solo l’indosso delle mascherine ma anche il distanziamento sociale, la quarantena e il tracciamento dei contatti.
(da agenzie)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
HA MINACCIATO LA COPPIA PER COSTRINGERLI A CAMBIARE CASA, NONOSTANTE IL REGOLARE CONTRATTO DI AFFITTO
A Matera il proprietario di un’abitazione è stato denunciato dalla Polizia poichè, dagli
accertamenti compiuti dagli agenti, e’ emerso che avrebbe minacciato due inquilini omosessuali per obbligarli ad andar via dall’appartamento.
L’abitazione, secondo gli accertamenti, era stata affittata dal proprietario ad un uomo di Matera, che quando ha scoperto che nella casa l’inquilino viveva con il compagno già da alcuni mesi, ha minacciato la coppia per costringerli a cambiare casa. I due, però, si sono rivolti alla Polizia.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il proprietario e l’affittuario non vi erano stati problemi fino alla minacce, arrivate dopo la scoperta della relazione omosessuale.
I due uomini continuano a vivere nella casa presa in affitto nei mesi scorsi. Ulteriori indagini sono in corso da parte degli agenti della Squadra Volanti della Questura materana, coordinati dalla Procura della Repubblica della città dei Sassi.
(da agenzie)
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Giugno 13th, 2020 Riccardo Fucile
RICERCA SWG: UNA STORIA STABILE SU 10 COMPROMESSA DAL LOCKDOWN
Le fotografie dei baci appassionati nelle stazioni italiane dopo i mesi di lockdown hanno fatto il giro dei social e l’apertura dei confini regionali si è trasformata in un’occasione per celebrare il trionfo dell’amore che vince sempre e comunque, capace di sconfiggere perfino una pandemia. Ma le cose non stanno proprio così: la realtà ce la racconta una rilevazione SWG molto gustosa ed anche assai significativa.
Tanto per cominciare: il periodo di “clausura” ha portato cambiamenti importanti nella vita sentimentale di molti italiani e non per tutti c’è un lieto fine. Anzi per un gruppo tutt’altro che insignificante di donne e uomini questa fase ha portato a rotture probabilmente insanabili.
È infatti è entrato in forte crisi (fino in alcune occasioni a sfasciarsi definitivamente) il 10% delle relazioni stabili, un numero tutt’altro che trascurabile.
Se poi andiamo a contare le persone che hanno comunque attraversato qualche turbolenza, pur meno grave e gestibile, vediamo che esse sono il 33 % della popolazione, il che ci permette di concludere che ben il 43 % degli italiani ha vissuto tensioni sentimentali negli ultimi mesi.
Ma la sorpresa non finisce qui, perchè si potrebbe pensare (sbagliando) che i problemi più grossi sono arrivati per le coppie conviventi. I dati però dicono il contrario, poichè sono pochi quelli che vivono sotto lo stesso tetto ad essere entrati in crisi durante il lockdown (meno del 3%).
A spezzare i cuori degli italiani non è stata dunque la convivenza 24 ore su 24, bensì un altro fattore killer, vale a dire la lontananza.
Se infatti si osservano le risposte di coloro che non condividono la stessa casa vediamo che ben il 25% del campione afferma di non sapere se la propria relazione andrà avanti e per quasi il 6% è già terminata. Quindi il 31 % degli italiani non conviventi ha finito per “pagare” sul fronte sentimentale il distanziamento sociale.
Comunque, per alcuni che si lasciano ci sono altri che trovano l’amore. Galeotto fu il lockdown per ben il 14% degli italiani che dichiara di avere iniziato una relazione sentimentale durante la fase dell’emergenza.
Dato già di per sè interessante, ma che diventa “esplosivo” se consideriamo che il 58 % del campione afferma di averlo fatto con una persona conosciuta proprio nell’ultimo periodo, quella della pandemia (quindi solo il 42 % l’ha fatto con persona già nota).
Un dato per certi versi stupefacente, se consideriamo la versione italiana (assai rigida) del lockdown, che però appare più comprensibile se rammentiamo che ormai anche il pianeta dei sentimenti è totalmente dipendente da device, chat e social network.
Insomma, come è stato detto più volte, dopo COVID-19 niente sarà più come prima: vale per la geopolitica, per il lavoro e anche per la vita di coppia, con un certo carico di tensioni che non mancheranno di pesare sul bilancio complessivo dell’autunno.
(da “Huffingtonpost”)
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