Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
LA PENOSA ARRAMPICATA SUGLI SPECCHI DI CHI SOSTENEVA CHE “IL VIRUS E’ CLINICAMENTE MORTO”
Ieri sera, a Piazza Pulita, abbiamo assistito all’ennesima maldestra acrobazia con tonfo finale sul
dorso di un elefante del professor Alberto Zangrillo.
Con la sua consueta faccia bronzea (a proposito, dove trova il tempo di abbronzarsi?), è riuscito ad aggiustare il tiro per l’ennesima volta, dopo che i fatti avevano smentito la sua dichiarazione precedente.
Per chi non l’avesse capito infatti, il suo “Berlusconi a marzo-aprile sarebbe morto, con la carica virale che ha”, è stato un goffo aggiustamento della sua famosa linea precedente, ovvero “Il virus è clinicamente morto, lo dicono i numeri dei ricoveri attuali” (per giunta ha detto la stessa cosa il professor Bassetti in tv due giorni fa, guarda caso).
Del resto, nel giro di due settimane Zangrillo si è ritrovato i suoi due pazienti più famosi (Berlusconi e Briatore) clinicamente ricoverati, dunque che poteva dire?
Che sì, sono ricoverati, ma almeno uno dei due a marzo sarebbe morto, per cui oggi è tutto in discesa, avevo ancora ragione io. Si lancia insomma in una previsione retroattiva, di quelle con solide basi scientifiche, tipo la nota: “Se mia nonna c’aveva le ruote era una bicicletta”.
In base a quale ragionamento deduca che il povero Berlusconi (che si starà grattando retroattivamente le palle) a marzo sarebbe senz’altro schiattato, non mi è chiaro. Proprio Zangrillo, infatti, ci aveva più volte spiegato che la ragione per cui il virus è diventato meno aggressivo è che ormai ha una carica virale bassa. E anche i primi di settembre aveva ricordato: “Con bassa carica virale meno rischio intubazione e morte”.
Il ricovero di Berlusconi “con una carica virale molto alta” lo ha smentito però su tutti i fronti.
Il primo è, appunto, che evidentemente il virus può avere ancora una carica virale alta. Il secondo è che se, con la stessa carica virale di settembre, a marzo Berlusconi sarebbe morto come sostiene lui, allora la carica virale non ha affatto un ruolo determinante nella lotteria della sopravvivenza al Covid.
Seguendo, con fatica, i rimaneggiamenti alle sue teorie precedenti, non si riesce a capire nulla, se non il fatto che Zangrillo cerca di coprire l’imbarazzo con l’imbarazzante.
Zangrillo comprende che la faccenda della carica virale è diventata un casino da gestire, non può dire che il virus è mutato perchè non è in grado di dimostrarlo e allora, sempre ieri sera, aggiunge: “Il virus PROBABILMENTE si sta adattando all’ospite in maniera differente”.
Insomma, imbocca una strada nuova, come chi è nel traffico e colto dalla disperazione si infila in una via che non conosce pur di vedere se magari sbuca nel posto giusto.
“Magari a parità di carica virale sono cambiate le cure”, direte voi. Neanche.
Come raccontato da Zangrillo stesso, Berlusconi viene curato con protocolli simili se non identici a quelli che si utilizzavano a marzo, certo non con il plasma.
Si parla al limite di Remdesivir, che comunque non è ritenuto “La Cura” e che uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association ha dichiarato inefficace. Insomma, si va ancora a tentativi, come ieri. Come in tutto il mondo.
Quindi, come al solito, la nuova tesi di Zangrillo serviva solo a salvargli la faccia. Detto ciò, come gli ho fatto notare ieri sera in un tweet a cui lui ha risposto che sono cattiva e volgare gnegnè, se nessuno, neppure lui (se ne faccia una ragione) può dire che Berlusconi a marzo sarebbe morto (se vuole gli presento alcuni ottantenni con patologie pregresse che a marzo sono sopravvissuti), di sicuro si può dire che Berlusconi a marzo avrebbe avuto al contrario più possibilità di sopravvivere di un ottantenne qualunque.
E per una ragione semplice, che a Zangrillo non sfuggirà : a Berlusconi, pure con le terapie intensive sature, pur con la gente ammassata nei corridoi del pronto soccorso, pur coi numeri dei centralini intasati e le ambulanze occupate, un posto in terapia intensiva si sarebbe trovato. E ci mancherebbe pure, visto che il san Raffaele a momenti è casa sua.
Berlusconi non avrebbe subito la sorte di tanti ottantenni che a marzo, quando si è dovuto decidere a chi dare il casco, hanno ceduto il posto a pazienti più giovani.
E parliamo già degli ottantenni che in un ospedale sono riusciti ad entrarci. Che sono riusciti a fare un tampone. Avrebbe potuto ascoltare, ieri sera, prima di lui a Piazza Pulita la giovane Asia che ha perso suo papà a marzo.
Lui sì che a marzo è morto con certezza. Lui che in un ospedale non ci è mai entrato ed è spirato boccheggiando come un pesce, senza neppure il pietoso ausilio della morfina.
Avrebbe potuto ascoltare e poi, magari, dire che quel papà lì a marzo forse si sarebbe potuto salvare, non che Berlusconi sarebbe morto. O che forse sarebbero morti entrambi, ma uno dei due in una suite del San Raffaele.
Ignorare questo, e scegliere la solita narrazione politica di una storia nonostante si sia medici e non politici, è sì cattivo e volgare. Anzi, ignobile.
(da TPI)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA CONTRO IL SUO COMPAGNO E UN AMICO DI LUI, ENTRAMBI DI BUONA FAMIGLIA E LAUREATI IN GIURISPRUDENZA (QUELLI CHE SALVINI CHIAMA “PERSONE PERBENE”)
Lei ha 19 anni e proveniente da un quartiere popolare romano, con la prova dell’esame di maturità appena superata e la gioia di una vacanza al Circeo.
Lui appena laureato in giurisprudenza, ugualmente in vacanza e con una vita nel quartiere dell’Eur.
Un incontro, una simpatia che nasce tra un bagno all’ombra del promontorio e uno Spritz a due passi dal mare, ed è subito amore. Almeno questo pensa la ragazza. Il tempo della passione passa però drammaticamente in fretta e alle tenerezze la notte di Ferragosto sulla spiaggia si sostituisce lo stupro.
Violentata da quello che pensava fosse il suo uomo e da un amico di quest’ultimo, un coetaneo anche lui dell’Eur, anche lui appena laureato in giurisprudenza, anche lui in vacanza, ma senza freni.
Il quadro su cui si stanno muovendo gli inquirenti è questo. Da verificare, da riscontrare, ma la denuncia presentata dalla 19enne al commissariato di San Basilio è dettagliata. La violenza descritta pesante. Tanto che la 19enne ha sostenuto di essere rimasta sotto shock e di aver impiegato del tempo per trovare la forza di presentarsi al pronto soccorso dell’ospedale di Fondi per farsi visitare. Abusi sessuali consumati su un tratto di spiaggia libera, quello di Paglia Verde.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Martina Taglione, ha aperto un’inchiesta e i due neolaureati, di 25 e 24 anni, sono indagati a piede libero con l’accusa di violenza sessuale.
Una storiaccia che che riporta sinistramente indietro le lancette dell’orologio a 45 anni fa quando venne compiuto quello che è passato alle cronache come il massacro del Circeo.
Anche in quell’occasione due giovani romane di borgata, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti, pensavano di aver trovato l’amore con un gruppo di ragazzi romani di buona famiglia, i pariolini.
In una villa sul promontorio, in via della Vasca Moresca, vennero invece sequestrate e sottoposte ai peggiori abusi da parte di Andrea Ghira, in base alle ultime indagini morto di overdose a Melilla senza aver trascorso un giorno in carcere, Gianni Guido, da tempo tornato in libertà con una bella casa sulla Nomentana, e Angelo Izzo, ancora detenuto nel carcere di Velletri dopo essersi reso protagonista di altri due omicidi in un periodo in cui gli era stata concessa la semilibertà . Rosaria venne uccisa e Donatella, fino al giorno della sua morte, non si è mai ripresa da quell’incubo. Ora si torna a parlare di stupro del Circeo.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
GLI AUGUZZINI ITALIANI ERANO FORSE IN DIECI, QUATTRO SONO IN CARCERE… I GIOVANI CRIMINALI IDENTIFICATI GRAZIE A UNA BRILLANTE INDAGINE DI POLIZIA
Orrore. Il racconto di quanto accaduto nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorso, in una villa nelle
campagne di Marconia, poco lontano dal mare di Pisticci, è impossibile anche soltanto da immaginare.
Due ragazzine inglesi di 15 anni – “due bambine” come le chiama, davanti agli investigatori, lo zio, non riuscendo a trattenere le lacrime – violentate, nel corso di una festa, da un branco di diciottenni nell’indifferenza più generale.
Anzi: “Non chiamate la polizia, altrimenti rovinate la festa!” gridava una ragazza a chi cercava di aiutare le due inglesi appena violentate.
Gli aguzzini erano in cinque almeno, forse dieci. Quattro di loro sono in carcere grazie a un’indagine lampo condotta dalla squadra mobile di Matera coordinata dal questore, Luigi Liguori, un poliziotto di grandissima esperienza che ha voluto seguire personalmente le indagini.
La storia, per come la racconta il gip di Matera, è andata così. Da circa un mese due ragazzine inglesi erano in vacanza in Basilicata, regione di origine di una delle due. Il 6 decidono di partecipare, con la sorella più grande di una delle due – sulla base dell’invito ricevuto da un’amica conosciuta in zona che chiameremo Francesca – a una festa nelle campagne di Pisticci: era un compleanno ma “si trattava di una festa allargata – si legge nei verbali – era consentito portare anche altri invitati”.
Intorno all’una di notte a questa festa arriva anche la cugina “di una delle due ragazzine inglesi”. “Al mio arrivo sul posto – mette a verbale la ragazza – vedo una cinquantina di persone invitate a bere e a ballare nella parte centrale. Cerco le mie cugine e vedo mia cugina più grande, seguita dalle due minorenni, sconvolte: piangevano. Mi hanno detto in inglese, parchè parlano soltanto inglese: “Help. Help, them they took us behind”, che singifica, “Aiuto aiuto, ce n’erano tanti lì dietro”. Non capendo bene cosa fosse successo cercavo di calmarle. A quel punto è intervenuta mia cugina più grande. Che mi ha detto: “Le hanno violentate entrambe”.
Era così. Un gruppo di ragazzi, arrivati dalla vicina Pisticci, avevano abusato di loro. Le avevano portate sul retro della villa e avevano abusato di loro, probabilmente dopo averle drogate. I dettagli sono agghiaccianti. Impossibili anche soltanto da pensare. “Mi hanno chiamato e sono arrivato subito” racconterà lo zio. Erano tutti ubriachi tranne un ragazzo, di nome Stefano, che si è fatto avanti e mi ha detto che se avessi avuto bisogno si sarebbe messo a mia disposizione. Poco dopo si è avvicinata Francesca, la ragazzina con cui le mie nipoti erano andate a quella festa. La ragazza esordiva con questa frase: “Non rovinate la festa, non chiamate la polizia, questa è la festa di un mio amico. Le ho detto di dirmi immediatamente chi erano i ragazzi che avevano abusato di mia nipote e della sua amica. Mi ha detto che erano ragazzi di Pisticci e che non conosceva i loro nomi”.
Non sapeva che una volta a casa, ancora stravolte, le ragazze avrebbero riconosciuto i primi di loro in alcune foto su Instagram: ci sono quelle mentre sollevavano pesi, ostentavano bottiglie di champagne, oppure tenerezza con una nipotina in braccio. Poche ore dopo, mentre uno di loro ancora pubblicava storie su Instagram, gli agenti della polizia di Matera erano fuori dalle parte delle loro case. Ora sono in carcere. Ma l’indagine, dicono, è appena cominciata.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
DOMANI MATTINA I FUNERALI DEL RAGAZZO ALLA PRESENZA DEL PREMIER CONTE… CHIUSA PER 5 CINQUE GIORNI LA PALESTRA FREQUENTATA DAI FRATELLI BIANCHI PER VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE
La procura di Velletri, sulla base degli accertamenti autoptici, ha cambiato capo imputazione per i 4 arrestati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di Colleferro: da omicidio preterintenzionale in omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
Intanto, sempre oggi, 11 settembre, gli inquirenti hanno disposto la chiusura per cinque giorni della palestra Millennium Sporting Center di Lariano frequentata di fratelli Bianchi, tra gli arrestati per l’omicidio di Willy.
Il motivo? «Gravi violazioni di natura amministrativa».
Sono queste le anomalie riscontrate e che renderanno la struttura inagibile fino a nuovo ordine. Il provvedimento è scattato in seguito ai controlli amministrativi di polizia, carabinieri e Asl di zona. Nel frattempo sono al vaglio ulteriori contestazioni relative a diverse violazioni riscontrate in materia di sicurezza igienico-sanitaria.
I funerali
Domani, sabato 12 settembre, si terranno i funerali del ragazzo. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto sapere che sarà presente durante la funzione. Due giorni fa il premier aveva commentato la vicenda dicendo di essere «sotto shock». «Che messaggio diamo ai nostri figli?», aveva detto. Oggi, poi, in un’intervista rilasciata a la Repubblica, il papà di Willy ha chiesto alla cittadinanza di indossare un indumento bianco in occasione dei funerali
Il sindaco di Artena
«Vogliamo costituirci parte civile contro i nostri concittadini che hanno commesso un delitto così efferato». Felicetto Angelini, sindaco di Artena, spiega all’Ansa che il gesto di cui è rimasto vittima Willy non può essere dimenticato. «Lavorava ad Artena e vogliamo ricordarlo nel modo migliore, si è messo in mezzo pur essendo gracile, e ha pagato per questo. Chi ha compiuto un gesto così non può essere dimenticato». E ha poi aggiunto: «Domani sarò al funerale di Willy — ha aggiunto — e questa sera alle 18 faremo un Consiglio comunale straordinario per commemorarlo, insieme ai sindaci di Colleferro e Paliano: tra noi non c’è nessuna divisione».
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
L’EPISODIO E’ AVVENUTO A MONTECCHIO MAGGIORE, IN VENETO… LA MELONI NON HA NULLA DA DIRE?
L’utilizzo improprio del gel igienizzante, l’atteggiamento intimidatorio contro chi stava
semplicemente facendo campagna elettorale.
Il candidato di Europa Verde in Veneto Jacopo Giraldo è stato aggredito da alcuni militanti di Fratelli d’Italia che, nello stesso momento, stavano promuovendo il proprio candidato alle elezioni regionali in un gazebo a pochi passi, nella piazza Guglielmo Marconi a Montecchio Maggiore.
Il giovane esponente di Europa Verde stava distribuendo volantini e stava spiegando le proposte del partito a proposito di inclusione e integrazione a una famiglia straniera, quando è stato raggiunto da alcuni militanti di Fratelli d’Italia che lo hanno cosparso di gel igienizzante, rovinando anche manifesti e volantini di Europa Verde.
Il coordinatore nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli ha anche scritto una lettera al prefetto di Vicenza per segnalare quanto accaduto e per dare notizia della sua presenza, questo pomeriggio, proprio accanto al candidato Jacopo Giraldo a Montecchio Maggiore.
Bonelli ha chiesto al prefetto di adoperarsi affinchè ci possa essere uno svolgimento regolare della campagna elettorale per le regionali in Veneto.
In un video, invece, Jacopo Giraldo ha spiegato nel dettaglio l’accaduto: «Mentre stavo facendo campagna elettorale, una famiglia di stranieri si è avvicinata al banchetto di Europa Verde per saperne di più su politiche di integrazione e coabitazione. Le persone che avevo di fronte e che facevano parte del banchetto elettorale di Fratelli d’Italia si sono arrogate il diritto di venire presso il mio banchetto e di gettare del gel disinfettante su tutto il materiale elettorale, tra cui volantini e bandiere.
Resto attonito da questo atteggiamento che sembra abbia a che fare con quei modi discriminatori di cui ormai non se ne può più e che rievocano episodi di pulizia razziale appartenenti ai tempi bui della storia».
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
LE FAMIGLIE DELLE RAGAZZE: “GLI INDAGATI CONFESSINO”… IL GIP: “MODALITA’ BRUTALI ED EFFERATE”…ASPETTIAMO SEMPRE IL POST DI CONDANNA DEI LEADER SOVRANISTI
“Assumetevi le vostre responsabilità e confessate tutto, anche i nomi degli altri violentatori“. A parlare, tramite l’avvocato Giuseppe Rago, sono le famiglie delle due inglesi minorenni violentate durante una festa in una villa a Marconia di Pisticci, in provincia di Matera, la notte tra il 7 e l’8 settembre scorso.
I familiari si rivolgono ai quattro ragazzi che questa mattina sono stati arrestati per la violenza di gruppo. Ma i quattro non erano da soli mentre commettevano lo stupro: il branco era composto da otto persone. Ci sono quindi altri indagati e altre persone da identificare. I dettagli sono stati illustrati dal procuratore capo di Matera Pietro Argentino durante la conferenza stampa in Questura.
Gli agenti della Polizia hanno eseguito le misure cautelari, arrestando il 23enne Michele Masiello, il 22enne Alberto Lopatriello, il 21enne Alessandro Zuccaro e il 19enne Giuseppe Gargano, tutti residenti a Pisticci.
Successivamente, la Questura ha precisato che sono indagati in stato di libertà tre degli altri quattro giovani che hanno partecipato alla violenza di gruppo.
Il procuratore Argentino ha specificato che le indagini proseguono anche per fare chiarezza sul ruolo avuto nella vicenda da queste altre quattro persone.
Secondo gli inquirenti, la violenza sessuale è avvenuta nel giardino della villa dove era in corso una festa privata. Le ragazze sono state picchiate, poi costrette ai rapporti sessuali.
È stato il più giovane, Gargano, a spingere con forza una delle due minorenni in una zona buia sul retro della villa, seguito da Masiello, Zuccaro, Lopatriello e dall’altra ragazza che seguiva la sua amica. Poi sono iniziate le violenze a cui hanno partecipato anche gli altri quattro giovani.
Le ragazze si sono difese con tutte le loro forze, ma sono state picchiate e costrette alle violenze. Le indagini, coordinate dalla Procura di Matera, hanno messo in mostra “la brutalità , la gravità ed efferatezza delle violenze commesse con modalità subdole“, che avrebbero potuto essere reiterate nei confronti di altre donne. Per questo il gip Angelo Onorati ha disposto le quattro misure cautelari in carcere.
(da Open)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
UN POLITICO NON PUO’ PENSARE DI DIFFAMARE LIBERAMENTE IL PROSSIMO, SE CERCA UNO CHE HA PRECEDENTI GUARDI QUELLI DI SALVINI
Dopo l’episodio di strattonamento nei confronti del leader leghista, la figura della ragazza di
Pontassieve è stata protagonista di notizie infondate. Una è stata diffusa da Susanna Ceccardi
Secondo Susanna Ceccardi, candidata Presidente della regione Toscana per la Lega, la donna che aveva aggredito Matteo Salvini a Pontassieve (Firenze) avrebbe avuto un passato dedito alla criminalità dal quale non ne sarebbe uscita.
Una dichiarazione, fatta in diretta a Mattino 5 il 10 settembre 2020, che non trova alcun fondamento e basata sulle dicerie senza fondamento diffuse il giorno stesso dell’aggressione attraverso social: “Condannata per spaccio, favoreggiamento dell’immigrazione illegale e sfruttamento della prostituzione. Assunta come mediatrice culturale nel comune di Pontassieve (dopo aver collaborato con la Kyenge). Solo in Italia può capitare…”
La bufala diffusa anche da un leghista noto sui social, Nicola Costanzo.
Ecco la trascrizione dell’intervento televisivo di Susanna Ceccardi:
“Un episodio sicuramente brutto che non rappresenta la nostra Toscana che invece è una Toscana piena di civiltà , di persone civili, di persone accoglienti, di persone laboriose e purtroppo quella signora che ha avuto un passato dedito alla criminalità . Sembrava che ne fosse uscita, adesso lavora per il Comune di Pontassieve, come mediatrice culturale assunta nel Comune di Pontassieve, però a quanto pare non si è redenta dalla sua violenza che ha dimostrato di avere in passato”
La donna, Auriane Fatuma Bindela, non risulterebbe operare come mediatrice culturale — come afferma in televisione anche Susanna Ceccardi — ma impegnata nel servizio civile nel progetto “La scuola, l’ambiente e la comunicazione istituzionale” del comune di Pontassieve.
Laureata nel 2016 alla triennale in Economia dello Sviluppo, conosciuta dagli abitanti del Comune fiorentino (dove aveva lavorato come cameriera in una piccola enoteca del centro storico), nessuno — nemmeno i politici locali — l’avevano identificata come una delinquente con precedenti penali, inoltre ogni volontario che voglia partecipare ai progetti del servizio civile nazionale non può riportare condanne anche non definitive, pena l’esclusione secondo l’articolo 3 del D.Lgs 77 del 2002:
“Costituisce causa di esclusione dal servizio civile l’aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici, o di criminalità organizzata.”
Un’ulteriore conferma arriva in seguito all’intervento della candidata presidente leghista. Infatti, la questura fiorentina ha dichiarato che non risultano precedenti penali a carico della donna congolese che aveva aggredito Matteo Salvini il 9 settembre scorso.
Una fedina penale pulita fino allo strattonamento di ieri.
(da Open)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
DOPO POCHI MINUTI COSTRETTO A RISALIRE IN AUTO PROTETTO DA DECINE DI AGENTI: “E’ UN FOMENTATORE DI ODIO”
Il leader della Lega Matteo Salvini, durante il suo intervento in piazza a Torre del Greco è stato pesantemente contestato.
Centinaia di contestatori sommergono di urla e fischi Matteo Salvini nella tappa di Torre del Greco del suo tour elettorale. Il comizio a ridosso del mercato la Piazzetta, nel grosso centro ai piedi del Vesuvio, va per aria, dura pochi minuti.
I cori hanno la meglio sulla voce al microfono del senatore leghista, costretto poco dopo a risalire velocemente in auto con la scorta e allontanarsi per raggiungere altri centri del Napoletano.
Saranno stati almeno mille, in tarda mattinata. Alcuni ragazzi dei tanto “detestati” centri sociali, ma come si nota dai video per la gran parte persone comuni, anche anziani. Armati di fischietti e cori al grido di “razzista”. Altissima la tensione tra gli uomini della scorta, dopo l’aggressione di tre giorni fa a Pontassieve.
Le sue parole erano diventate ormai impossibili da ascoltare a causa dei fischi e delle urla indirizzate a lui. Alcune persone si sono anche presentate con degli striscioni.
Si aspettava un’accoglienza decisamente diversa, più calorosa, Matteo Salvini durante il suo comizio a Torre del Greco. Le cose però sono andate diversamente.
A parte una decina di seguaci a ridosso del suo stand, la piazza era gremita di mille contestatori. Per questo motivo erano presenti decine di agenti della polizia per scongiurare qualsiasi tipo di contatto.
Urla, fischi e cori hanno infatti reso vane le parole del Matteone nazionale. Addirittura dal video realizzato dai nostri inviati si può ascoltare che molti dei presenti gli hanno più volte intonato un coro: “Scemo, scemo”.
Dopo qualche minuto di parole al vento infatti si è inchinato al suo pubblico per ringraziarlo. oggi lo si attende anche nel centro della città¡ di Napoli dove potrebbero esserci nuove contestazioni dopo le tante polemiche legate alla campagna elettorale sui mezzi pubblici dell’ANM.
(da agenzie)
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Settembre 11th, 2020 Riccardo Fucile
“AFRICANI DI MERDA, DOVETE MORIRE”, POI L’AGGRESSIONE… E’ ORA DELLA LEGITTIMA DIFESA
Due ragazzi di origine africana sono stati aggrediti lo scorso sabato notte nel centro storico di
Marsala da un gruppo di italiani: le vittime, stando a quanto rivela la testata Tp24, stavano passeggiando insieme a due ragazze, una delle quali incinta.
I fatti sono avvenuti intorno alle tre del mattino, mentre le due coppie si accingevano a tornare a piedi verso casa. In via Garibaldi, a due passi dal Municipio, si è consumata l’aggressione improvvisa e immotivata da parte di un gruppo di marsalesi che dapprima hanno scagliato una sedia e il tavolo di un bar contro la giovane incinta, che è stata colpita ad un fianco, quindi hanno infranto delle bottiglie e inseguito i due stranieri raggiungendoli all’incrocio con Via Abele Damiani.
Al grido di “africani di merda, dovete morire!” i due giovani sono stati malmenati. Anche chi ha tentato di prendere le loro difese è stato picchiato.
“Non capivo nulla di quello che succedeva, mi tiravano di tutto”, ha raccontato una delle vittime a Tp24, mentre un’altra ha parlato di un’aggressione che ha visto il coinvolgimento di almeno venti picchiatori.
I due ragazzi africani hanno fatto ricorso alle cure mediche del Pronto Soccorso di Marsala: uno ha riportato contusioni mentre l’altro un profondo taglio a una mano. Determinante è stato l’intervento delle volanti della polizia che hanno scongiurato il peggio.
Quello di sabato scorso è stato l’ennesimo episodio di razzismo a Marsala, città storicamente accogliente che tuttavia negli ultimi mesi è stata protagonista di svariate aggressioni. Circa un mese fa un ragazzo africano è stato accerchiato da un gruppo di giovani italiani: uno di loro lo avrebbe preso a calci e pugni, lasciandolo a terra in una pozza di sangue. Il pestaggio sarebbe stato molto violento e la vittima non ha avuto il coraggio di sporgere denuncia: attorno a lui si sarebbe formato persino un “cordone” di sicurezza per evitare che qualcuno potesse intervenire per soccorrerlo.
(da Fanpage)
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