Marzo 24th, 2023 Riccardo Fucile
LA CONTORSIONISTA COSTRETTA A FARE UN’ALTRA INVERSIONE
“Ma cosa vuole davvero l’Italia?”. La domanda è risuonata per tutta la giornata di ieri nel corso del Consiglio europeo.
Nelle sale dell’Europa Building, leader e soprattutto sherpa si interrogavano su quali fossero i reali obiettivi del governo di Roma. Le cui posizioni appaiono sempre oscillanti tra le parole d’ordine del sovranismo populista e l’adeguamento alle regole europee. E anche il colloquio avuto ieri sera con il presidente francese, Emmanuel Macron, è stato l’ultimo cambio di rotta di Palazzo Chigi.
Lo scontro con Parigi nelle ultime settimane era stato portato dalla premier fin quasi alle estreme conseguenze. Le difficoltà incontrate in questi mesi anche a causa delle incomprensioni con l’Eliseo, hanno però costretto la leader della destra italiana a compiere un’altra inversione.
Del resto, anche il faccia a faccia che si è svolto a tarda sera in una sala dell’Hotel Amigo, a due passi dalla centralissima Grand Place, è stato organizzato e guidato dal presidente francese. Da lui è partito un messaggio whatsapp nella giornata di mercoledì. Ed è stato sempre Macron a impostare il confronto non come un momento di riappacificazione ma come un “ordinario” incontro con uno dei 26 alleati europei. Neanche la lite avvenuta a febbraio scorso a causa dell’invito rivolto dalla Francia al presidente ucraino Zelenski senza coinvolgere la Meloni, è stata messa sul tavolo. “Per noi – è la sintesi dell’Eliseo – non c’è stato alcun malinteso. Quindi si parla di tutti i temi all’ordine del giorno del Consiglio europeo”. Nessuna concessione, insomma, neppure formale alla necessità di superare l’incomprensione di un mese e mezzo fa. Come se non ci fosse stata.
Per Meloni, invece, la necessità di provare a superare un isolamento sempre più evidente doveva passare anche da un incontro a quattr’occhi con il presidente francese. L’esito dell’attesissima discussione sui migranti ne è stato l’ultima dimostrazione. Era stata presentata come un crocevia fondamentale. E’ durata mezz’ora. Risultati zero.
Nell’Unione europea, infatti, è difficile conquistare risultati senza la Francia e la Germania. L’idea di allearsi con tutti gli altri non è mai stata vincente. Meloni, dunque, ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Anche perché l’emergenza migratoria potrebbe presto assumere una dimensione e una gravità superiore. È stata la stessa premier italiana a sottolineare la situazione critica in Tunisia facendo notare che che gli arrivi da questo Paese sono triplicati. “Se questo trend continuerà – ha avvertito – questa estate la situazione sarà fuori controllo”. E di questo ha parlato direttamente con l’inquilino dell’Eliseo chiedendo collaborazione. Un discorso collegato anche alle tensioni che segnano un’altra regione africana, il Sahel da cui parte una delle più sostanziose rotte dei migranti.
Insomma, la presidente del consiglio ha dovuto fare i conti con il principio di realtà. Comprendendo, in questa occasione, che affrontare alcune delle principali crisi che attraversano l’Ue e l’Italia senza il sostegno di alleati storici come Francia e Germania risulta piuttosto complicato.
Ovviamente la disponibilità francese non è gratuita. Macron ha sul tappeto due dossier che considera vitali. II primo riguarda l’energia nucleare. La Francia ha bisogno che questa fonte venga considerata a tutti gli effetti sostenibile negli accordi e nei provvedimenti dell’Ue. Averla inserita l’anno scorso nella cosiddetta “tassonomia” (l’elenco delle fonti energetiche considerate ecologiche) non basta all’Eliseo. Insiste perché venga inserita anche nel recente “Zero Industrial Act”, la proposta della Commissione che punta ad aumentare la produzione europea di tecnologie “green” strategiche.
Ma anche su Piano industriale che deve far fronte alla concorrenza americana che ha messo sul piatto 300 miliardi di dollari di sussidi alle imprese, Parigi vorrà la sponda italiana. Gli aiuti di Stato autorizzati da Bruxelles favoriscono soprattutto la Germania. La Francia, anche se ne usufruisce in larga misura, vuole comunque porre un limite allo strapotere tedesco. Meloni deve dunque decidere per l’ultima volta se confrontarsi con i ” big” e tentare di rimanere nella Serie A d’Europa o retrocedere in B con i “piccoli” e i “sovranisti”.
(da La Repubblica)
argomento: Politica | Commenta »
Marzo 24th, 2023 Riccardo Fucile
“TI PORTEREMO IN COLLEGIO E VERRAI ADOTTATO”: NON C’E’ LIMITE A UN REGIME INFAME… “UN GRUPPO DI RAGAZZINI HA URLATO “GLORIA ALL’UCRAINA” E LI HANNO FATTI SPARIRE”
“Se parlavamo di casa e dell’Ucraina ci picchiavano con
bastoni e fruste”, è uno dei drammatici racconti fatti dai bambini ucraini deportati in Russia e riconsegnati nelle scorse ore a Kiev dopo mesi di allontanamento forzato dai loro famigliari.
Dopo che la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d’arresto per il presidente russo Vladimir Putin accusandoli di crimini di guerra per le deportazioni forzate di bambini ucraini, la Russia ieri ha riconssegnato alcune decine di minori che erano tenuti in Crimea.
Uno degli adolescenti tornato a riabbracciare i genitori ha raccontato di come i bambini venivano picchiati con bastoni e fruste se venivano sorpresi a parlare dell’Ucraina. “Ci dicevano ‘Ti porteremo in un collegio e lì e capirai tutto” ha raccontato il ragazzino, spiegando che le persone che lo controllavano hanno minacciato di portarlo a Pskov, una città russa vicino al confine estone.
“Ci dicevano lì c’è un collegio e verrai adottato”, ha raccontato ancora il ragazzino, rivelando: “Un gruppo di ragazzi ha urlato ‘Gloria all’Ucraina!’ ma sono stati portati via e non li ho più visti. Non so cosa gli sia successo”.
Tutti i ragazzini descrivono un indottrinamento politico filorusso. “Nei campi se non cantavamo l’inno nazionale russo ci punivano. Durante il nuovo anno abbiamo dovuto anche sentire il discorso di Putin” ha raccontato una ragazzina undicenne, anche lei tornata casa.
Un indottrinamento politico sui ragazzini che vige anche sui bimbi russi in patria. La riprova arriva dalla storia di una ragazzina 12enne russ di Yefremov, alLontanata da casa sua e dai genitori solo perché aveva fatto un disegno per la pace con le bandiere dell’Ucraina insieme a quella russa e la scritta “no alla guerra”. Come racconta l bbc, L’immagine è stata disegnata nell’aprile 2022 e da allora della dodicenne Masha Moskaleva non si sa più nulla, portata via da casa mentre il padre è finito ai domiciliari
Secondo Kiev, più di 16.000 bambini ucraini sono stati deportati in Russia dall’invasione del 24 febbraio 2022con molti presumibilmente collocati in istituti e case famiglia. La Russia nega le accuse, affermando invece di aver salvato i bambini ucraini dagli orrori della guerra.
“Ben 16.200 bambini sono stati rapiti. È un crimine di guerra e giustifica pienamente il mandato d’arresto spiccato dall’Aja” ha dichiarato anche la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, aggiungendo: “È una storia che ci ricorda i momenti bui di un nostro oscuro passato”.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »
Marzo 24th, 2023 Riccardo Fucile
RECUPERATI NELLA NOTTE DALLA NAVE DI MEDICI SENZA FRONTIERE… OLTRE 200 ARRIVATI A LAMPEDUSA… DISPERSI 40 MIGRANTI AL LARGO DELLA TUNISIA
Un nuovo salvataggio di migranti in mare è stato effettuato dalla nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere. Ne dà notizia la stessa organizzazione umanitaria, che in un tweet fa sapere che l’imbarcazione ha recuperato in mare 190 persone, dopo aver ricevuto una segnalazione dal call center per i migranti in difficoltà nel Mediterraneo, Alarm Phone. Ora le persone si trovano al sicuro sulla nave della Ong, assistite dal team di MSF.
“Durante la notte i team di MSF a bordo della Geo Barents hanno soccorso 190 persone, in seguito alla segnalazione di Alarm Phone. Geo Barents di Medici senza frontiere è arrivata dopo che la Louise Michel ha stabilizzato la barca in difficoltà e ha distribuito i giubbotti di salvataggio. Poi i migranti sono stati trasbordati sulla nave di Msf. Tra loro una dozzina di minori non accompagnati”, ha comunicato Msf.
Ci sono quaranta persone a rischio annegamento nel Mediterraneo centrale. È l’allerta lanciata da Alar Phone, che spiega: “Un parente ci ha informato di una barca in pericolo che cercava di scappare Tunisia. Le persone riferiscono che le cosiddette guardie costiere tunisine hanno rimosso il loro motore, picchiato alcuni di loro e li hanno abbandonati in mare”.
A Lampedusa si è verificato invece un maxi sbarco di migranti: un barcone con 202 persone, fra cui 45 donne e 4 minori, è arrivato nella maggiore delle Pelagie. A soccorrerlo è stato il pattugliatore Cp324 della Guardia costiera. L’imbarcazione di circa 8 metri, partita ieri mattina da Sfax in Tunisia, era alla deriva. I migranti, originari di Congo, Camerun e Nigeria, sono stati trasbordati e portati a molo Favarolo. Hanno riferito di aver pagato 3mila dinari tunisini per il viaggio. Fra la notte e l’alba, a Lampedusa, erano già sbarcati altri 167 migranti.
Nel frattempo ci sono le navi Aringhieri e Diciotti della Guardia costiera sarebbero impegnate su due obiettivi a Sud Est delle coste della Sicilia orientale, in un’operazione per salvare un migliaio di migranti a bordo di due pescherecci sovraccarichi
Si attendono informazioni che riguardino il coinvolgimento di altre unità navali o eventuali porti di destinazione, una volta completati i salvataggi.
(da Fanpage)
argomento: Politica | Commenta »