Marzo 1st, 2023 Riccardo Fucile
“MIO MARITO E’ STATO UCCISO DAI TALEBANI E SONO DOVUTA FUGGIRE DALL’AFGHANISTAN PER PROTEGGERE I MIEI TRE FIGLI”
L’Italia doveva essere solo un luogo di passaggio, voleva raggiungere la
Germania dove iniziare una nuova vita con i suoi figli dopo che i talebani avevano ucciso il marito ma la speranza di Leila, madre afghana di tre minori, si è infranta tragicamente domenica notte davanti alle coste della Calabria dove il barcone carico di migranti su cui si trovava si è schiantato contro gli scogli a Cutro causando decine di morti tra cui le due figlie della donna.
“Mio marito è stato ucciso dai talebani e io sono dovuta fuggire dall’Afghanistan per proteggere i miei tre figli ma non avrei mai pensato di vedere morire sotto i miei occhi le mie bambine” ha raccontato all’Adnkronos la donna in lacrime dall’ospedale di Crotone, dove è ricoverata insieme all’unico sopravvissuto della sua famiglia oltre a lei, il figlio di 10 anni. L’Italia nei suoi occhi sarà ora per sempre il luogo che ha portato via le due figlie, Mariam di 17 anni e la piccola Niyayesh di 7 anni.
Un dolore immenso, reso ancora più terribile dall’impossibilità di trovare il corpicino della piccola di famiglia, considerata ancora tra i dispersi della tragedia. “Mi spiace dirlo ma non ci hanno aiutato. Sono arrivati e per almeno venti minuti non hanno fatto nulla perché non avevano i mezzi per aiutarci, nel frattempo le mie figlie sono annegate. Ho provato a salvarle ma il mare me le ha strappate dalle mani” è la drammatica ricostruzione di quei terribili momenti.
“Mia zia voleva raggiungere me in Germania non voleva restare in Italia, potete dirlo ai politici. Voleva solo raggiungere i miei familiari in Germania” ha raccontato il nipote della donna che si è precipitato nel lungo viaggio dal Nord Europa al sud Italia per raggiungerla dopo essere stato avvertito della tragedia.
L’uomo aveva ricevuto una prima chiamata alle 3.40 di domenica in cui la donna lo aveva rassicurato che erano in vista dell’Italia. La mattina dopo la scoperta del dramma: “Mi ha chiamata alle 10.45 gridando dalla disperazione ‘Le mie bambine sono morte!’”.
(da Fanpage)
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Marzo 1st, 2023 Riccardo Fucile
DALLA PRIMA SEGNALAZIONE DI FRONTEX AL NAUFRAGIO DELLA BARCA SONO PASSATE MOLTE ORE… LA GUARDIA COSTIERA E’ STATA ATTIVATA SOLO DOPO IL NAUFRAGIO
Il naufragio di Crotone che ha portato alla morte di 66 persone migranti, tra cui 14 bambini, è avvenuto nella notte tra sabato 25 e domenica 26 febbraio. Nei giorni successivi, sono arrivate le reazioni della politica – anche con le frasi controverse del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – e delle organizzazioni umanitarie. Non è stato immediatamente chiaro come si fossero svolte le operazioni di salvataggio: il governo Meloni ha ribadito più volte che “non c’è stato alcun ritardo” nei soccorsi, ma dalle ricostruzioni sembra che la questione sia più complessa.
Quando è arrivata la prima segnalazione e perché non sono partiti i soccorsi
La barca che portava a bordo circa duecento persone migranti è partito nella notte tra il 21 e il 22 febbraio da Cesme (Smirne), in Turchia. Dopo tre giorni, attorno alle ore 22 di sabato 25 febbraio, un aereo di Frontex l’ha intercettata a circa 40 miglia dalle coste italiane.
Frontex è l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e, per regola, non interviene nei soccorsi ma segnala le imbarcazioni alle autorità competenti.
Secondo le ricostruzioni, verso le 22 di sabato Frontex ha avvisato diverse autorità di polizia che compongono l’Internation coordination centre. Tra queste c’è anche la Guardia di finanza italiana. Non c’è, invece, la Guardia costiera, come comunque è stata messa in copia. Secondo quanto comunicato dalla Guardia costiera, la segnalazione di Frontex parlava di una imbarcazione che navigava “regolarmente” e che si trovava “in buone condizioni di galleggiabilità, con una persona sola visibile sulla coperta”. Frontex, però, ha detto tramite un suo portavoce di aver segnalato anche “possibili altre persone sottocoperta”, individuate grazie ai suoi sensori termici, e “nessun giubbotto di salvataggio visibile”. In più, ha riscontrato che a bordo c’era anche un telefono in contatto con la Turchia. Era evidente, quindi, che si trattasse di traffico di persone migranti.
Dopo aver lanciato la segnalazione, però, l’aereo di Frontex non ha seguito l’imbarcazione ma è tornato alla base, perché non aveva abbastanza carburante. Da parte sua, la Guardia costiera non è intervenuta perché la Guardia di finanza aveva già annunciato un suo intervento.
Questo sarebbe, secondo le ricostruzioni disponibili finora, un punto cruciale: a segutio della segnalazione di Frontex non si sarebbero attivate operazioni di Sar, ricerca e salvataggio, ma solo una missione per intercettare i trafficanti.
La Guardia costiera attivata solo dopo il naufragio
La Guardia di finanza ha inviato la Vedetta V5006 da Crotone e il Pattugliatore veloce PV6 Barbarisi da Taranto. Per le condizioni meteo, le due vedette non sono riuscite a raggiungere la barca, e si sono attivate le ricerche a terra: ci si aspettava, sostanzialmente, che l’imbarcazione sarebbe riuscita ad arrivare sulla costa e lì si sarebbero potuti intercettare scafisti e migranti.
La Guardia costiera, però, ha a sua disposizione delle motovedette dette Classe 300, che sono specializzate nel soccorso di persone e possono affrontare un mare anche fino a forza 8.
Visto che non è stata attivata una missione di ricerca e salvataggio, però, quelle navi non sono mai partite. Circa sette ore dopo la segnalazione di Frontex, la barca è naufragata vicino alle coste di Steccato di Cutro. È stato il secondo naufragio più letale nella storia recente italiana, dopo quello del 3 ottobre 2013 dove al largo delle coste di Lampedusa morirono 368 persone migranti. Anche se, ovviamente, si tratta solo dei morti che si riescono a registrare.
Solo dopo il naufragio, attorno alle 4.30, sarebbe arrivata alla Guardia costiera una “informazione di emergenza”, la prima, anche dai Carabinieri che stavano pattugliando le coste in attesa dello sbarco.
Solo dopo le segnalazioni telefoniche si sono attivate le operazioni di soccorso, ma era evidentemente troppo tardi.
(da Fanpage)
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