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DISASTRO OPEN TO MERAVIGLIA: I NOVE MILIONI E L’AMICA DELLA SANTANCHE’

Aprile 26th, 2023 Riccardo Fucile

L’AD ENIT FEDELISSIMA DEL MINISTRO… TANTI FONDI E POCO PERSONALE… IL PORTALE DA 114 MILIONI CON TRADUZIONI COMICHE

“Open to meraviglia”, lo spot del ministero del Turismo con la “Venere influencer”, ha messo d’accordo tutti. Criticato da Stefano Accorsi (“ma ve la facevo io la pubblicità!”), da Dario Nardella, da Chiara Ferragni – utilizzata a sua insaputa come modello per la foto-copertina della campagna, sul lago di Como -, da politici, dai tecnici.
Deriso per l’uso dell’inglese, per gli account Twitter, Facebook, YouTube registrati da altri, per il dominio web dello slogan principale non registrato, per le foto inviate via WhatsApp, e perché alcune immagini dello spot si riferivano alla Slovenia. La ministra Daniela Santanchè ha risposto alle critiche: “Abbiamo utilizzato strumenti e linguaggi vicini ai giovani”.
Ma i “giovani” da giorni ne ridono sul web con meme a tema. Come si è arrivati al disastro “Open to Meraviglia”?
L’investimento sulla campagna è noto: 9 milioni di euro, spesi per farla arrivare in tutti “gli aeroporti, le fiere, le televisioni del mondo”. La campagna è a cura del gruppo Armando Testa, che non ha mai risposto alle nostre domande su genesi e costi. Enit, invece, ci spiega di aver pagato 138 mila euro al gruppo per la “creatività”. I 9 milioni erano in realtà stati stanziati l’anno scorso con un bando per “concessione di contributi” per migliorare la “comunicazione digitale e l’attrattività del Sistema Paese”: prevedeva decine di progetti diversi.
Ma dopo la nomina della commissione giudicante, a giugno 2022 – composta di persone senza competenze in pubblicità e comunicazione – scompare dal sito web del ministero per ricomparire venerdì scorso, con una maxi campagna globale. Qualcosa è andato storto.
A promuovere la campagna è Enit, agenzia nazionale per il turismo, che ha cambiato forma tre volte in meno di 20 anni e tre amministratori delegati in meno di due. Ora è guidato da Ivana Jelenic, rapporto assai saldo con la ministra, proprietaria di un’agenzia viaggi nel Perugino con zero dipendenti e presidente della Fiavet, l’associazione delle agenzie di viaggio fisiche.
Non proprio un’esperta di big data né di grosse campagne social. Nomina a sorpresa: preceduta da Roberta Garibaldi, in carica per 18 mesi, che a sua volta sostituiva Giuseppe Albeggiani, rimasto in carica solo 3 mesi e 21 giorni e poi ha fatto causa ottenendo un risarcimento per danno d’immagine e mancati guadagni.
Cambi continui che colpiscono il poco personale presente, meno di 50 persone in Italia, per un costo annuo di meno di 3 milioni sui 30 totali di finanziamento statale annuo, a cui vanno aggiunti sostanziosi avanzi di cassa del biennio Covid: l’instabilità dell’istituto – che con il decreto Pnrr Santanchè punta a trasformare per l’ennesima volta, in una s.p.a. – era il contesto perfetto per un errore. Enit al Fatto spiega che “stimolare il confronto e la vitalità è uno degli obiettivi della comunicazione” e che “la strategia di promozione social, che ha come fine principale quello di convogliare e sviluppare traffico sul portale Italia.it, non è stata frutto di casualità, ma di una pianificazione studiata”.
Lo diceva prima che Italia.it rimuovesse le traduzioni errate in tedesco, dopo la denuncia di Selvaggia Lucarelli: ora è tornato solo in italiano, inglese, spagnolo, con contenuti banali e scarni. È il sito lanciato nel 2007 da Francesco Rutelli con il celebre “plis, visit Italy”, chiuso nonostante 45 milioni investiti e poi riaperto, oggi gode di un investimento monstre di 114 milioni di euro del Pnrr: per ora lo mandiamo in tutto il mondo così.
Che altro? Per usare l’immagine della Venere del Botticelli, Enit avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione alle Gallerie degli Uffizi: i regolamenti sono chiari, ma non è accaduto. Anche perché l’immagine della Venere è già abusatissima.
Da notare infine che il lancio di “Open to meraviglia” era anche il lancio della campagna per Expo Roma 2030, il cui logo campeggia alla fine dello spot, mostrato alla fine della settimana di presentazione della candidatura. Poteva andare meglio.
(da Il Fatto Quotidiano)

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OPEN TO MERAVIGLIA, ORA IL MINISTERO RISCHIA PURE LA DENUNCIA PER I DIRITTI D’IMMAGINE

Aprile 26th, 2023 Riccardo Fucile

UNA DELLE MODELLE SI E’ RIVOLTA A UN LEGALE: “PUBBLICATA  A MIA INSAPUTA”

Il progetto per la promozione del turismo in Italia continua a darci grandi soddisfazioni. Dopo la Venere influencer che mangia la pizza sul lago di Como, i brindisi girati in una cantina slovena e la città di Brindisi tradotta “Toast” (brindisi in tedesco) nel sito Italia.it, cos’altro potrebbe succedere? Potrebbero piovere denunce. In effetti sta accadendo anche questo.
Nell’ormai famoso passaggio del video promozionale della campagna “Open to meraviglia” in cui un gruppo di ragazzi brinda con un vino sloveno in una cantina slovena, diretto da un regista olandese che ha venduto il materiale a una piattaforma israeliana (alla faccia del Made in Italy), una delle ragazze protagoniste è italiana.
Si chiama Chiara ed è una giovanissima modella triestina che si è rivolta a un legale. Mi racconta: “Avevo girato questo video dopo la pandemia, quando tornare alla normalità sembrava un miraggio. Ero appena maggiorenne, doveva essere un semplice dare una mano a dei ragazzi a creare dei contenuti, ma nessuno ci aveva detto che saremmo finiti su piattaforme stock, non siamo stati pagati e non abbiamo mai firmato nulla, nessuna liberatoria o cessione dei diritti di immagine. Quindi mi sono rivolta a un avvocato”.
Insomma, ci mancava anche questa. La prossima potrebbe essere un asteroide sul Colosseo. O una improvvisa autocombustione del quadro con la Venere.
Intanto è venuta fuori la cifra destinata all’agenzia pubblicitaria Armando Testa: 138mila euro per realizzare il lato creativo del progetto commissionato dal ministro del Turismo, Daniela Santanchè. Il resto verrà speso in affissioni, hub aeroportuali, sui canali digitali e così via. Insomma, l’idea non è stata pagata una cifra folle. Del resto, non brillava non solo per genialità, ma neppure per originalità: consiglio di andare a dare un’occhiata alla recente campagna per la promozione turistica in Danimarca. Il claim è “The Land of Everyday Wonder”, ovvero “la terra della meraviglia quotidiana”. I testimonial sono alcuni dei più noti capolavori dell’arte, come la Gioconda o l’autoritratto di Van Gogh, che raccontano di esserci andati e spiegano perché visitare la Danimarca. Vi ricorda qualcosa? Ecco, c’è una sola differenza: che la campagna fa venire voglia di andare a Copenaghen, non in Slovenia.
(da Il Fatto Quotidiano)

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OPEN TO MERAVIGLIA, L’ULTIMA GAFFE DEL MINISTERO DELLA SANTANCHE’: I FOLLOWER DEL PROFILO INSTAGRAM SONO FAKE

Aprile 26th, 2023 Riccardo Fucile

I PROFILI FALSI ACQUISTATI ATTRAVERSO APPOSITI SERVIZI

Non si arrestano le critiche (e soprattutto le gaffe) sulla campagna social Open to Meraviglia, del valore di 9 milioni di euro e incentrata sulla scelta della ministra del Turismo Daniela Santanché di utilizzare la Venere di Botticelli in versione influencer per la promozione turistica dell’Italia.
Dopo la mancata registrazione del dominio e pure il video-spot ritraente un gruppo di amici che brinda in onore del Belpaese girate in una cantina in Slovenia, ora al centro delle “critiche” è finito il profilo Instagram ufficiale di @VenereItalia23 (collegato al sito www.Italia.it).
Secondo alcuni utenti, infatti, i followers del profilo ufficiale della campagna social sarebbero tutti fake e di fatto, dunque, acquistati da terzi.
A spiegarlo in un lungo post sui social media è Iacopo Melio. Dopo aver suggerito agli utenti di aprire la lista dei follower del profilo di “Venere”, scartare i primi poiché persone connesse con noi o con la nostra cerchia e infine sondare quelli successivi, Melio ribadisce come i seguaci della pagina Instagram abbiano tutti le stesse caratteristiche.
Ovvero: «sono stati creati di recente; non hanno molte foto, o se ne hanno sono state caricate nell’arco di pochissimi giorni (se non lo stesso giorno); alle loro foto, se ci sono, troviamo commenti fasulli (tutti uguali, standard, di circostanza che non creano interazioni vere); questi profili seguono tantissime persone, ma hanno pochi follower (a volte addirittura zero); hanno a loro volta dei follower che rispondono ai punti precedenti», scrive.
Cosa significa tutto questo? In sintesi, si tratterebbe tutti di «profili fake e i profili fake – continua Melio – non piovono dal cielo (o almeno non in una quantità così importante) ma vengono acquistati attraverso servizi appositi (accessibili a chiunque) per “gonfiare” il numero dei follower di un certo account», conclude.
(da agenzie)

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IL 25 APRILE DI FDI, SPUNTA DONZELLI CONTESTATO A FIRENZE: “NON CANTO BELLA CIAO”

Aprile 26th, 2023 Riccardo Fucile

IN PIAZZA A BOLOGNA RIECCO PURE BIGNAMI

Non l’avrebbe detto nessuno, eppure c’era. A sorpresa spicca il volto di Giovanni Donzelli alla celebrazione del 25 Aprile in piazza Unità d’Italia a Firenze.
Dopo aver assistito alla cerimonia si è unito al corteo aperto dal sindaco Dario Nardella. Assieme al deputato di Fratelli d’Italia c’era anche il senatore di Fdi Paolo Marcheschi. Una presenza che non è passata inosservata. Ha attirato gli occhi su di lui. E anche qualche contestazione. «Vai a Casa Donzelli!», urla con rabbia una signora. «Grazie, buon 25 aprile anche a lei», risponde il deputato con fare ironico.
«L’Italia deve essere unita in questa data che ricorda la riconquistata libertà e democrazia», ha poi spiegato. Ma la sua non sembra esser stata una partecipazione molto attiva.
«Bella Ciao? Non sono intonato»
«Non ho cantato Bella Ciao», dice cercando una giustificazione. «Perché? Non sono intonato», risponde il deputato. E qualcuno dei presenti ironizza: «Quanto starà soffrendo?». Poi si è fatto strada nel corteo, dove hanno sfilato tantissime realtà. «Ma che bandiera sono quelle, Palestina?», storce il naso Donzelli. E ancora: «C’è una falce e martello, vedo bene?». L’assessore all’Ambiente Andrea Giorgio lo intercetta: «Donzelli, guarda è semplice, devi dire che sei antifascista», gli dice. Ma il deputato sembra non voler assecondarlo. «Bravo ciao, divertiti», gli risponde. Ma c’è anche chi ha apprezzato. Sindaco in testa, che l’ha ringraziato per essere venuto.
Galeazzo Bignami: dai travestimenti da Ss al fianco di Prodi
Anche a Bologna spiccano volti riconoscibili. Accanto all’ex premier Romano Prodi e alla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, spunta il volto del viceministro Galeazzo Bignami. Noto per i suoi travestimenti giovanili da gerarca nazista, per le sue posizioni contro contro le libertà e i diritti delle persone, ad esempio aborto e comunità Lgbtqia+, è anche lo stesso che è stato portato in una foto a Sanremo da Fedez. Che ha poi strappato l’immagine.
«Credo che il 25 aprile sia una data importante perché è stata uno spartiacque che ha costituito la fine della guerra, dell’occupazione nazista, dal Ventennio fascista, delle infami leggi razziali». Con queste parole ha spiegato la sua presenza.
Ad aprire le danze a Bologna è stato il sindaco dem Matteo Lepore che dal palco ci ha tenuto a dire: «La memoria è il nostro orgoglio e la difendiamo contro attacchi palesi o nascosti dietro a un velo di revisionismo e ipocrisia. L’antifascismo deve combattere i nuovi fascismi».
Parole che non scompongono Bignami: «Questa Repubblica è fortunatamente la sede in cui le opinioni di tutti possono essere accolte, evidentemente entro certi limiti che però oggi non credo che in questa occasione siano stati intaccati».
(da Open)

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25 APRILE, IL PRESIDENTE DELL’ANPI DI VITERBO SI RIFIUTA DI STRINGERE LA MANO A SGARBI

Aprile 26th, 2023 Riccardo Fucile

“NON LO STIMO, PUNTA SOLO ALLA POLTRONA”… FINALMENTE UNO COERENTE

Non manca Vittorio Sgarbi tra le tante figure contestate alle diverse celebrazioni della festa della Liberazione in giro per Italia.
Nel corso del saluto alle autorità il presidente della sezione di Viterbo dell’Anpi, Enrico Mezzetti, si è rifiutato di stringere la mano al sottosegretario alla Cultura.
Un gesto che il critico d’arte non ha digerito. Dal palco ha, infatti, commentato l’accaduto: «Da quando è finito il Covid ci si dà la mano, ma il presidente dell’Anpi ha preferito non darmela».
«Mi sono rifiutato di stringere la mano a Vittorio Sgarbi perché è una persona che non stimo. Ha fatto un discorso perfettamente antifascista, ma perché non lo va a fare anche al governo di cui fa parte? Devo pensare che stiamo parlando solo di opportunismo e di una persona che punta solo alla poltrona».
(da agenzie)

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I CUCCIOLI DELL’ORSA JJ4 SOPRAVVIVERANNO? PARLA L’ETOLOGA

Aprile 26th, 2023 Riccardo Fucile

“AVER SMESSO DI DIPENDERE DALLA MADRE NON VUOL DIRE NON AVERNE PIU’ BISOGNO”

Ad una settimana dalla sua cattura, è ancora incerto il destino di JJ4, l’orsa che il 6 aprile scorso ha ucciso il runner Andrea Papi. Attualmente risiede presso il centro faunistico di Casteller, dove attende l’esito della decisione del Tar che l’11 maggio si esprimerà sulla possibilità di abbatterla o trasferirla presso un rifugio adeguato.
Nel frattempo, però, in molti stanno sollevando preoccupazione per la sorte dei tre cuccioli dell’orsa, separati dalla madre nel momento della cattura.
Secondo gli esperti, i cuccioli dell’orsa Jj4 hanno circa 15 mesi e sono in fase di svezzamento. Ma, generalmente, quanto restano i piccoli di orso con la madre? “Indicativamente gli studi scientifici ci indicano intorno ai 2 anni: tra l’anno e mezzo e i due anni e mezzo”, spiega in un post su Facebook la dottoressa Chiara Grasso, etologa, giornalista, divulgatrice e docente di ecoturismo.
In realtà, “un recente articolo pubblicato su Nature evidenzia che la strategia ‘2,5 anni’, con cura parentale molto prolungata, in Svezia sta aumentando di frequenza, e di molto, favorita dal tipo di gestione dell’attività venatoria”, prosegue
Il punto centrale, infatti, è fino a che punto i cuccioli di orsa abbiano appreso le tecniche di sopravvivenza dalla madre. “Considerando che è solo dal secondo anno che le mamme iniziano a muoversi su aree più vaste”, prosegue, “incrementando l’insegnamento e la trasmissione di conoscenze, necessarie al definitivo svezzamento (ad esempio, come localizzare un frutto che si trova solo ad agosto), capirete bene che l’apprendimento non era ancora concluso e l’orso, essendo un animale straordinariamente complesso, ha un bisogno basilare di apprendimento e imitazione. Come noi”
I rischi riguardano la convivenza in un futuro tra i cuccioli dell’orsa e l’essere umano. “Mancando la madre nei momenti cruciali di apprendimento sociale e alimentare, quanto influirà questo sulla capacità dei piccoli di cercare cibo adeguato o piuttosto di optare per quello più semplice (umano) rischiando di diventare confidenti?”, si chiede Grasso. “E poi, quindi, essere anche loro eliminati perché troppo umanizzati?…e poi di chi sarà la colpa? Sempre dell’orso cattivo, vero?”.
Inoltre, “avendo visto la madre portata via dall’essere umano, e avendo vissuto episodi di aggressività da ambe parti, quanto influirà questo sulla loro aggressività e paura nei confronti dell’essere umano? (E poi, di chi sarà, la colpa?)”.
Secondo Grasso, “l’apprendimento culturale non è meno importante di quello trasmesso geneticamente, eppure i grandi scienziati se lo scordano quando devono affermare che va beh, tanto ormai erano già svezzati. Come se l’apprendimento etologico di un orso dipendesse solo dalle tette e non da avere una guida”.
L’etologa conclude con una riflessione. “Aver smesso di dipendere dalla madre non vuol dire non averne più bisogno”
(da Agenzia Dire)

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MILANO, 100.000 PERSONE IN CORTEO PER IL 25 APRILE, L’AFFONDO DI SALA: “MELONI DICA CHIARAMENTE CHE E’ ANTIFASCISTA”

Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile

LA SCELTA DI STILE DI ELLY SCHLEIN: NIENTE TESTA DEL CORTEO, COME UNA MILITANTE DIETRO LO STRISCIONE DEL PD E RINUNCIA A COMMENTARE SULLA MELONI: “SONO QUA PER CELEBRARE IL 25 APRILE”

Sono oltre i 100 mila i manifestanti che oggi, 25 aprile, hanno sfilato per le strade di Milano per festeggiare il giorno della Liberazione dal nazifascismo: questo il bilancio diffuso dal palco dal presidente Anpi del capoluogo lombardo, Roberto Cenati. Partito da corso Venezia sulle note di «Bella Ciao», la canzone simbolo della resistenza, il lungo corteo ha raggiunto piazza Duomo dove si sono susseguiti come da tradizione dal palco i diversi interventi istituzionali.
Tra questi, quello del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha ricordato il momento culminante del recente viaggio del presidente della Repubblica in Polonia. «L’altro giorno ho visto un grande uomo camminare sui sentieri infami di Auschwitz, ho visto il suo sguardo duro e commosso e le sue parole, era Sergio Mattarella. Questo grande padre per noi ha ristabilito la storia», ha detto Sala, tra gli applausi dei partecipanti. «Dobbiamo fare memoria perché lo vediamo bene cosa succede a non vigilare – ha aggiunto -, lo abbiamo visto a Capitol Hill e Brasilia e a Bucha». Poi l’affondo rivolto alla premier Giorgia Meloni: «Certe cose se si sentono bisogna dirle ad alta voce, mettendoci la faccia. Meloni in alcune occasioni pubblicamente ha mostrato una faccia decisa, ha urlato certe parole e certi slogan. Quello che dovrebbe fare è mettere la faccia e dire con chiarezza e in maniera definitiva: “Siamo antifascisti”».
La prima volta di Elly Schlein
Anche Elly Schlein, ha preso parte alle sue prime celebrazioni del 25 aprile da segretaria del Pd: al suo arrivo Schlein ha raggiunto in testa al corteo il primo cittadino di Milano per salutarlo e poi ha sfilato dietro lo striscione del Partito democratico. Ma non ha voluto parlare dell’avversaria politica n° 1: «Oggi siamo qui a onorare la Resistenza», ha detto Schlein, ricordando che di Meloni e del suo rapporto con la storia del Ventennio «ho già detto cosa penso».
Anpi: «Servono unità e mobilitazione democratica»
Contro questo «tempo di revisionismo» in cui c’è chi vuole «riscrivere la storia e ridimensionare il valore della resistenza» occorre «la più ampia unità e mobilitazione di tutti i democratici» secondo il presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo secondo il quale «persino Fini e Berlusconi prendono le distanze da chi si rifiuta di pronunciare la parola antifascismo, eppure ho letto oggi un lungo articolo della premier sul Corriere della Sera e quella parola non c’è, non è mai scritta». E «aggiungo una preoccupazione – ha detto dal palco del 25 aprile in piazza Duomo a Milano -. Si sta andando a tappe forzate a una revisione dei poteri delle Regioni, la cosiddetta autonomia differenziale che potrebbe dividere il Paese in due parti: la Serie A e la serie B, ad esempio sulla sanità e sulla scuola e ci si prepara a una riforma presidenzialista che può cambiare i fondamentali della Costituzione del ’48, col pericolo di far saltare la divisione dei poteri e di relegare il Parlamento al ruolo di Cenerentola. Questo è il tempo del nostro 25 aprile». «È il tempo – ha spiegato – in cui ritrovare e promuovere la più ampia unità e mobilitazione di tutti i democratici, le associazioni, i sindacati, i movimenti e il popolo nelle mille forme di aggregazione sociale, laici e cattolici, ragazzi di Greta Thunberg, una grande rete unitaria affinché sia finalmente rispettata e applicata pienamente la Costituzione antifascista», conclude.
(da Open)

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QUANTI VLADIMIR PUTIN CI SONO IN CIRCOLAZIONE?

Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile

IL GIORNALE TEDESCO “BILD” SOSTIENE CHE IL PRESIDENTE RUSSO ABBIA ALMENO TRE SOSIA: SAREBBERO LORO A ESSERE STATI IN VISITA AI MILITARI IN UCRAINA, A SEBASTOPOLI E MARIUPOL… LE ANALISI BIOMETRICHE SUL VOLTO, IN PARTICOLARE SUL MENTO

«Chi è Vladimir Putin e quanti sono?». La tedesca Bild non è la prima e non sarà l’ultima testata giornalistica ad avanzare dubbi sull’autenticità del Putin che abbiamo visto alla tv, nel web o sui giornali a Mariupol o a sud di Kherson, nell’Ucraina occupata. Zone di guerra.
Oppure in un incontro ravvicinato con gli studenti a Mosca, nonostante la sua paura del contagio da Covid e l’abitudine di far attendere anche settimane prima di stringere la mano a un visitatore, testato se non “quarantenato”.
La Bild pubblica le immagini che mostrerebbero le differenze tra Putin e i suoi doppi.
Il capo dei servizi segreti ucraini Kyryll Budanov, intervistato dal britannico Daily Mail, ne ha contati tre che, dice, «si sono sottoposti a interventi di chirurgia plastica per assomigliare all’originale». Addirittura, vi sarebbero specialisti dell’intelligence a Kiev in grado di riconoscerli ormai a prima vista.
I sosia verrebbero usati raramente, ma in situazioni di rischio come una guerra e possibili attentati il loro impiego avrebbe una maggiore frequenza. E una maggiore probabilità che il trucco venga smascherato. La Bild cita parole degli ucraini: «Se c’è Putin, raramente è Putin».
I sosia diventerebbero importantissimi proprio in caso di morte, per nasconderla settimane oppure mesi. Ma su cosa si basano le illazioni dei media più sospettosi?
Anzitutto sul confronto tra un’immagine di Putin in un evento istituzionale a Mosca il 21 febbraio 2023, e altre due invece a Sebastopoli e Mariupol, tra il 18 e il 19 marzo.
Le posta su Twitter Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell’Interno ucraino, rilanciato da canali Telegram dell’opposizione russa come “Vatneo Boloto”. «Qual è quello vero?», chiede Gerashchenko.
Altre foto controverse ritraggono lo Zar per strada a Mariupol con un gruppo di residenti filo-russi, e a Mosca con gli universitari dell’ateneo di Lomonosov il 25 gennaio.
Fotogrammi che sembrano mostrare diversità e dettagli rivelatori: mento e sottogola, la forma e l’attacco delle orecchie (secondo Bodanov, sono come impronte digitali), il naso allungato o compatto, il taglio dei capelli, i dati biometrici che indicano la distanza e la posizione relativa di orecchie, naso e occhi, il disegno delle rughe e l’orientamento delle sopracciglia.
(da il Messaggero)

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IN RUSSIA E’ PIENO DI CIMITERI DEI MERCENARI DELLA WAGNER

Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile

NE E’ SPUNTATO UN ALTRO IN SIBERIA

La Russia è immensa e in moltissimi luoghi centrali o sperduti si stanno allestendo cimitari per i combattenti della Wagner che, adesso, in patria sono considerati come eroi.
Decine di nuove tombe dove sono state seppelliti i mercenari della milizia privata Wagner morti in battaglia in Ucraina sono state scoperte a Novosibirsk, nel sud-ovest della Siberia: lo riferisce radio Svoboda Sibir.Realii che fa riferimento a un video girato da una persona del luogo.
Le immagini mostrano decine di nuove tombe di persone morte, secondo le date sulle lapidi, tra novembre 2022 e gennaio 2023.
Quasi tutte le tombe hanno ghirlande con una stella gialla e una croce nera, uno dei simboli di Wagner .
Complessivamente Sibir.Realii è riuscito a identificare circa 200 tombe. Nelle scorse settimane, i giornalisti russi hanno mostrato due luoghi di sepoltura vicino a Irkutsk, in Siberia centrale.
(da agenzie)

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