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CHI E’ IL FRATELLO DI ANDREA PISCINA, LO SPEAKER DI RTL CHE ADESCAVA RAGAZZINI ON LINE: SI CHIAMA SAMUELE ED E’ IL CONSIGLIERE DELLA LEGA CHE SOSTENEVA CHE “TRANS SPUTAVANO SANGUE INFETTO SUGLI AGENTI”

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

UNO TRANSFOBICO E L’ALTRO CHE ADESCAVA RAGAZZINI FINGENDOSI DONNA

«In via Mosso c’erano transessuali che sputavano sangue infetto alle forze dell’ordine». Questa la frase pronunciata mesi fa dal consigliere comunale e segretario provinciale della Lega, Samuele Piscina, in Consiglio comunale a Milano durante un suo intervento.
Parole che provocaromo la dura reazione del consigliere del Pd e attivista Lgbtq+ Michele Albiani, che gli ha urlato in aula; «Fai schifo, vergognati!»
Oggi al disonore della cronaca sale il fratello Andrea Piscina per produzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale. Queste le accuse che hanno portato all’arresto del conduttore radiofonico Andrea Piscina, 25 anni, un programma su Rtl 102.5. Stando a quanto anticipato sul Corriere della Sera on line e confermato da fonti qualificate, sui dispositivi dello speaker sono state rintracciate oltre mille immagini e chat di contenuto pedopornografico.
L’uomo, stando alle indagini del pm Giovanni Tarzia e dell’Unità investigazioni e prevenzione Nucleo Crimini Informatici e Telematici della Polizia Locale di Milano, avrebbe intrattenuto rapporti, anche attraverso videochiamate, con bambini tra i 9 e i 14 anni, adescati sul web fingendo di essere una ragazzina di nome Alessia. Una delle vittime, stando agli accertamenti, sarebbe stata agganciata da Piscina non sul web, ma nella sua attività in una polisportiva.
Da quanto si è saputo, Piscina era stato già perquisito dal Nucleo specializzato della Polizia locale nelle scorse settimane. Avrebbe cancellato poco prima tutte le chat e le videochiamate, ma gli investigatori sono riusciti a recuperare le immagini, che hanno portato alle contestazioni dei reati. La madre di una delle vittime aveva già presentato una denuncia nell’estate 2023.
“RTL 102.5 ha appreso con incredulità e sgomento la notizia dell’arresto di Andrea Piscina. La dirigenza di RTL 102.5 non era a conoscenza dell’indagine in corso a Milano sullo speaker”. E “ha deciso di sospendere in via cautelativa Andrea Piscina da ogni attività legata all’emittente, in attesa del lavoro della Magistratura, in cui RTL 102.5 ripone piena fiducia”. Lo ha comunicato l’emittente radiofonica, a seguito dell’arresto a Milano su ordine della Gip Ileana Ramundo con l’accusa di pedopornografia e violenza sessuale del giovane venticinquenne conduttore radiofonico sui dispositivi sequestrati del quale sono stati rinvenuti dagli investigatori contenuti materiali pedopornografici consistenti.
(da agenzie)

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“DIRITTI LGBT, ABORTO E COMPAGNIA CANTANTE”: GIORGIA MELONI SI INNERVOSISCE E DI FRONTE AI GIORNALISTI DI TUTTO IL MONDO LIQUIDA LA DISCUSSIONE SULLE CONCLUSIONI DEL G7 PROVOCANDO QUALCHE BRUSIO IN SALA

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

LA RICOSTRUZIONE UN PO’ STIRACCHIATA SULLA QUESTIONE “ABORTO”: LA PREMIER SOSTIENE CHE SAREBBE STATO RIDONDANTE RIPETERE PARI PARI LE DECISIONI PRESE NEL SUMMIT PRECEDENTE

«Diritti Lgbt, aborto e compagnia cantante». Giorgia Meloni scivola su una frase che svela tutta la sua irritazione quando durante la conferenza stampa – mezz’ora di sua introduzione e poco meno di domande contingentate – le chiedono per la seconda volta un commento sul passaggio delle conclusioni del summit sui diritti , depotenziati rispetto al comunicato dell’ultimo G7, quello giapponese di Hiroshima, del maggio 2023.
L’espressione è risentita, e quando in modo liquidatorio pronuncia «compagnia cantante» nella grande sala del villaggio di Borgo Egnazia, si leva qualche brusio. La premier non vuole restare inchiodata a una scelta che alla fine non rivendica. E non racconta tutto quello che le fonti diplomatiche a lei più vicine hanno raccontato in questi giorni.
Che c’è stata una trattativa con i francesi, sospettati dagli sherpa italiani di voler creare un incidente durante il G7, che i canadesi hanno spalleggiato i diplomatici di Parigi, e che anche gli americani hanno fatto pressione.
Qualcosa non torna nella ricostruzione di Meloni. Non quadra con quanto riferito dagli emissari inviati da Palazzo Chigi per dare una spiegazione sul perché la parola aborto non era stata inclusa esplicitamente nelle dichiarazioni finali.
La premier sostiene che sarebbe stato ridondante ripetere alcune decisioni prese e formalizzate dai sette leader nell’edizione precedente del summit. Ma, a confrontare i due testi finali, quello di Borgo Egnazia e quello di Hiroshima (cosa che La Stampa ha fatto), su altri argomenti si ritrovano identici interi blocchi. Mentre nel capitolo che impegna i grandi a tutelare i diritti, diverse locuzioni che risultano problematiche per la destra italiana (da «aborto» a «identità di genere») sono scomparse.
E poi, resta un’altra incongruenza: se tutto poteva considerarsi implicito e deducibile dal vecchio comunicato di Hiroshima, perché il presidente francese Emmanuel Macron si è detto rammaricato con la scelta italiana di non includere il termine «aborto»?
Quando durante la conferenza stampa le chiedono un’ulteriore precisazione, Meloni allude a qualcuno che «alimenta» polemiche «costruite in maniera artefatta» che «non sono mai esistite tra le nostre (dei leader, ndr) discussioni».
Allo stesso modo, riferita all’inviato del Washington Post risponde sarcastica che forse erano «le sue aspettative…», prima di correggersi e spiegare che forse erano «state deluse le aspettative di alcuni» perché il racconto della destra italiana che viola i diritti, dopo due anni di governo, «non corrisponde alla verità».
(da agenzie)

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IL 24 MARZO SCORSO GIOVANNI TOTI ERA A MONTECARLO E DOPO UN PRANZO CON ALDO SPINELLI SCRIVE ALLA SUA SEGRETARIA: “MI HA DETTO CHE FA 10 POSTI. POI IL RESTO CI AGGIUSTIAMO”

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

QUELL’ALLUSIONE FAREBBE EMERGERE “L’OMBRA DI UTILITÀ OGGETTO DI ACCORDI CORRUTTIVI”… LA RICHIESTA DI REVOCA DEI DOMICILIARI È STATA RIFIUTATA ANCHE PER QUESTO: “IL GOVERNATORE POTREBBE REITERARE IL REATO, “PRESSATO DALLA NECESSITÀ DI REPERIRE FONDI”

Montecarlo, 24 marzo. Giovanni Toti e Aldo Spinelli sono a pranzo insieme. Il giorno stesso Toti scrive su Whatsapp alla segretaria Marcella Mirafiori per annunciare nuovi soldi in arrivo dall’imprenditore. Una parte sarebbe in chiaro, per gli investigatori, attraverso una cena di finanziamento; un’altra, “in modo allusivo”, verrebbe invece offerta in altro modo: “Spinelli mi ha detto che fa 10 posti. Poi il resto… ci aggiustiamo”. La cena di cui si parla si terrà a Villa Lo Zerbino, il 14 aprile, “a beneficio del Comitato Giovanni Toti, in vista delle elezioni regionali del 2024”. Spinelli, annotano gli inquirenti, “corrisponde l’importo di 10 persone, 4.500 euro”. Da questa conversazione, secondo il giudice Paola Faggioni, emerge l’ombra di “utilità oggetto di accordi corruttivi”.
Ed è uno dei passaggi chiave dell’ordinanza con cui il tribunale ha rigettato la richiesta di revoca dei domiciliari presentata da Toti. Il governatore, “pressato dalla necessità di reperire fondi”, potrebbe reiterare il reato, e rimettere “a disposizione la propria funzione in favore di interessi privati”.
Un modus operandi ripetute per quattro elezioni: Savona 2021; Genova 2022; elezioni politiche, 2022; Ventimiglia e Sarzana. Resta “elevato e attuale rischio di inquinamento probatorio” […] A pesare è anche il comportamento del governatore, che ritiene le condotte di cui è accusato “pienamente legittime e corrette”. Il difensore di Toti, Stefano Savi, ha già annunciato un ricorso al Riesame.
L’ordinanza riporta nuovi elementi emersi dagli interrogatori e da una prima analisi dei telefoni effettuata dalla Finanza: “Evidentemente, sulla base di accordi preventivi con Spinelli – scrive il gip Faggioni, parlando della chat su Montecarlo – Toti faceva riferimento a una partecipazione a una cena elettorale, utilizzando un’espressione (‘il resto’) di frequente usata sia da Toti che da Spinelli”.
Il giudice definisce il comportamento di Toti “elusivo”: “Ha sempre cercato di scegliere luoghi ‘riservati’ (la barca o la casa di Spinelli) al fine di scambiarsi reciproche richieste di favori (…)”. E a titolo di esempio cita un’intercettazione in cui Toti invita il presidente dell’Autorità portuale Paolo Signorini in un bar, Le Cicale Bistrot di Albaro, scelto per la discrezione: “C’è spazio, non ci rompe il cazzo nessuno e si può parlare… passano le macchine, c’è rumore di fondo…”.
(da agenzie)

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IL DISCORSO DI DRAGHI IN SPAGNA, DOVE HA RICEVUTO IL PREMIO CARLO V, È UNA SVEGLIA AI LEADER EUROPEI CHE FANNO GLI GNORRI DI FRONTE ALLA GRANDE SFIDA DEL NOSTRO TEMPO: L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

“IL 70% DEL DIVARIO CON GLI STATI UNITI È DOVUTO PRINCIPALMENTE AL SETTORE TECNOLOGICO. E POTREBBE AUMENTARE ULTERIORMENTE CON LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. È NECESSARIA UNA SERIE DI AZIONI POLITICHE PER INIZIARE A COLMARE QUESTO DIVARIO”… L’ABBASSAMENTO DEL COSTO DELL’ENERGIA E LA MOBILITAZIONE DEI PRIVATI

L’economia europea deve crescere più velocemente e meglio. E per fare questo servirà una nuova politica industriale europea mirata ad aumentare la produttività, la capacità di difesa, la decarbonizzazione, a realizzare la transizione verde, a riorientare l’economia, a ridurre le dipendenze, ad adattarsi al rapido cambiamento tecnologico, impostando un approccio diverso nell’industria dello spazio, nelle materie prime e farmaceutica.
Tutto quello che andrà fatto per colmare il divario sulla produttività che continua ad allargarsi nei confronti degli Stati Uniti e per competere con una Cina, lo ha illustrato ieri Mario Draghi, nel discorso tenuto al monastero di San Jeronimo de Yuste, in Estremadura, nei pressi di Madrid, dove ha ricevuto il prestigioso Premio europeo Carlos V.
Draghi ha proposto un articolato mix di politiche, strategie, strumenti e interventi: un vero e proprio vademecum su come rilanciare l’economia europea, anticipando i contenuti del suo atteso rapporto (lungo 400 pagine) che sarà pubblicato a metà o verso fine luglio. La differenza nella crescita della produttività tra le economie Ue e Usa «è dovuta principalmente al settore tecnologico e alla digitalizzazione più in generale».
Secondo Draghi questo divario potrebbe aumentare ulteriormente con il rapido sviluppo e la diffusione dell’intelligenza artificiale. «Circa il 70% dei modelli fondamentali di AI vengono sviluppati negli Stati Uniti e solo tre aziende statunitensi rappresentano il 65% del mercato globale del cloud computing», ha sottolineato. […]».
La Ue […] deve ridurre il prezzo dell’energia. Le industrie che usano energia in Europa hanno un grande svantaggio competitivo rispetto alle imprese statunitensi, con prezzi 2-3 volte superiori per l’elettricità. Bisogna quindi investire di più nelle reti e nelle infrastrutture. Va riqualificata la forza lavoro, rafforzando istruzione e formazione, incoraggiando l’apprendimento degli adulti e facilitando l’ingresso di lavoratori altamente qualificati provenienti da Paesi terzi. Draghi ha citato come modello la Svezia, che ha un settore tecnologico più che doppio rispetto alla media dell’Ue.
Con uno spazio fiscale limitato in Europa sia a livello nazionale che, almeno finora, a livello europeo, le risorse necessarie dovranno essere fornite principalmente dal settore privato. «Quindi, dovremo mobilitare il risparmio privato su una scala senza precedenti, e ben oltre quello che può fornire il settore bancario». La Ue deve sviluppare anche una capacità industriale di difesa e una politica commerciale in grado di ridurre le dipendenze geopolitiche «da Paesi su cui non possiamo più contare» ricorrendo anche a sussidi e dazi per massimizzare la crescita della nostra produttività, nell’ambito di un approccio generale «pragmatico, cauto e consistente»
(da agenzie)

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ROMA PRIDE, VANDALIZZATI DAGLI ESTREMISTI DI MILITIA CHRISTI I VASI ARCOBALENO

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

“SCRITTE VANDALICHE E GESTO VILE”

Sono stati vandalizzati i vasi decorati con i colori della bandieraarcobaleno, a sostegno della comunità lgbtqia+, posizionati a piazza dell’Esquilino dal Servizio Giardini del Dipartimento Tutela Ambientale, in occasione del Roma Pride.
I responsabili sono stati alcuni militanti del movimento politico cattolico Militia Christi, secondo quanto reso noto dal Campidoglio in un comunicato. «Questa mattina, i cittadini dell’Esquilino e la comunità Lgbtqia+ si sono svegliati con i vasi imbrattati, un modo per dire no al Pride», ha dichiarato l’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi. «Da tre anni salutiamo il passaggio del Pride con i vasi rainbow in segno di amicizia e vicinanza alla comunità Lgbtqia+. Un simile atto non era mai successo. Si tratta di un gesto vile compiuto di notte, figlio di un clima che si sta inasprendo ma che respingiamo con forza», ha aggiunto.
L’assessora Alfonsi ha aggiunto che il personale del Servizio Giardini è già al lavoro per rimuovere le scritte vandaliche sui vasi arcobaleno. Un episodio infelice proprio nel giorno in cui a Roma sta sfilando il Pride tra le strade della Capitale. Non è la prima operazione che la città svolge in sostegno della comunità lgbtqia+. Nelle scorse settimane, l’Atac ha realizzato una metro interamente con i colori della bandiera intersezionale lgbtqia+, provocando qualche polemica tra gli ambienti più conservatori.
(da agenzie)

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GLI SPETTATORI CHE NON PAGANO, IL CROLLO DEGLI ASCOLTI, I VERI CONTI IN ROSSO

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

I GUAI DELLA RAI CHE PERDE CON LA TV E SI SALVA CON LE ANTENNE

Nei comunicati ufficiali dai conti Rai 2023 emergevano solo il bilancio in pareggio e il primato nello share di prima serata. Dati veri, ma entrambi incompleti. Ecco perché-
Quando a marzo il consiglio di amministrazione della Rai e a fine maggio l’assemblea degli azionisti hanno approvato i conti 2023 della media company di Stato nei comunicati diffusi sulla stampa sono stati forniti solo due dati: il bilancio in pareggio e il primato delle reti della tv pubblica nello share di prima serata. Entrambi sono dati veri, ma incompleti. Il pareggio è stato ottenuto solo nel bilancio consolidato grazie ai buoni dividendi, ma il bilancio 2023 di Rai spa si è chiuso in rosso per quasi 40 milioni di euro che è come dire che in Rai va tutto bene salvo la tv e la radio, che sarebbero il core business. Gli ascolti 2023 hanno ottenuto la testa della classifica nella prima serata, ma l’hanno persa a favore di Mediaset nell’intera giornata. Anno bruttino dunque il 2023, assai peggio di quello precedente che pure non aveva brillato.
Nonostante le bollette della luce il canone torna ad essere evaso
Secondo la documentazione allegata al bilancio che porta la firma dell’amministratore delegato, Roberto Sergio, la perdita di esercizio, che peggiora di 9,5 milioni di euro il già negativo risultato del 2022, deriva anche da un calo delle entrate da canone che proveniva dalle bollette elettriche private. Un buco di 38,7 milioni di euro rispetto all’anno precedente «per i minori incassi conseguenti alle proroghe dei termini di pagamento concesse ai Comuni alluvionati, ai ritardi nei tempi di fatturazione riconducibili ad alcune imprese fornitrici di energia elettrica e a un sensibile incremento della morosità (stimato nell’ordine dell’1,5%) provocato dalle difficoltà delle famiglie considerata la complessità del contesto socioeconomico». Adesso parte di questa somma manca per rinvii concessi nel pagamento di tasse e imposte, e probabilmente avrà solo un ritardo di cassa. Ma è la prima volta che la Rai segnala che così tanti italiani non sono stati in grado di pagare la bolletta della luce e quindi con essa anche il canone che incassa la tv di Stato.
Entrate da canone sotto il dovuto di 2,6 miliardi di euro in 17 anni
Sergio sostiene che l’azienda si trascina da oltre tre lustri un problema rilevante sotto il profilo delle entrate legato appunto agli incassi da canone: «I conti annuali separati», scrive, «finalizzati a determinare il costo di fornitura delle attività di servizio pubblico che deve essere coperto dalle risorse da canone, evidenziano una carenza di finanziamento pubblico per il periodo 2005-2022 per un importo pari a 2,66 miliardi di Euro». Pur in condizioni finanziarie così difficili e con le preoccupazioni espresse per il futuro, la Rai nel 2023 è riuscita ad aumentare ancora un organico che già era rigonfio. Il personale è cresciuto di ulteriori 165 unità, arrivando per la sola Rai spa a 11.146 dipendenti e a 12.605 per tutto il gruppo.
I guai della tv compensati dagli utili delle antenne di Rai Way
A consentire il pareggio in bilancio consolidato sono soprattutto i dividendi di Rai Way, percepiti solo in parte dalla tv di Stato che ha poco più del 65% delle azioni (il resto dopo la quotazione è in mano a risparmiatori e investitori internazionali). Va bene anche Rai.com che cura le attività web del gruppo, ma ci sono non pochi guai anche da qualche società controllata. Come la San Marino TV di cui sono forniti pochi particolari, ma la partecipazione è stata integralmente svalutata in bilancio «in relazione alla situazione di crisi economica e finanziaria in cui versa la società e in attesa di interventi straordinari di riequilibrio della gestione».
(da agenzie)

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“IL SOLE 24 ORE” TRACCIA LA MAPPA EVASIONE DISEGNATA DALLE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DELLE PARTITE IVA: FRA LE ATTIVITÀ CHE PIÙ SONO PROPENSE AL “NERO” CI SONO LE LAVANDERIE, SEGUITE DA AUTONOLEGGI, RISTORANTI E IMPIANTI SPORTIVI

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

NELL’84% DELLE CATEGORIE MONITORATE DALLE PAGELLE FISCALI PIÙ DI METÀ DEI CONTRIBUENTI HA PRESENTATO DICHIARAZIONI “INAFFIDABILI”

Nelle 7.645 lavanderie italiane oltre alle macchie sulle camicie sembrano sparire anche molti redditi, almeno agli occhi del Fisco. Che pure sulle strade percorse dalle auto a noleggio perde parecchio imponibile, insieme a quello lasciato in ristoranti, panetterie, bar, pasticcerie, macellerie, ma anche negli impianti sportivi e nei centri che gestiscono l’assistenza domiciliare di anziani e disabili.
La mappa del rischio evasione disegnata dalle dichiarazioni dei redditi delle partite Iva è vastissima e piena di dettagli. Dalle tabelle sterminate pubblicate nei giorni scorsi dal dipartimento Finanze (Sole 24 Ore del 30 maggio) emerge una sorta di classifica della tendenza al nero, costruita in base alla quota di contribuenti che in ogni categoria non riesce a raggiungere nelle pagelle fiscali il voto «8»: cioè la soglia minima che secondo l’amministrazione finanziaria indica l’«affidabilità» della dichiarazione.
L’anno scorso a presentare dichiarazioni traballanti sono stati 1,53 milioni di autonomi, con un aumento del 14% che ha corso ancora più veloce dell’incremento complessivo (13%) degli interessati dalle pagelle fiscali. Il mondo degli autonomi è diviso dai parametri Isa in 175 categorie: di queste, 147 (l’84%) sono composte in prevalenza da pagelle fiscali inferiori a 8, che mediamente riportano un reddito da 22.165 euro. La distanza rispetto all’imponibile medio di chi ha i voti migliori, 78.142 euro, è del 71,6%, ma non mancano casi di differenze superiori al 100% perché il reddito degli «inaffidabili» raggiunge medie negative.
Per limitarsi alle categorie più numerose, chi per mestiere affitta o compravende immobili raggiunge i 63.307 euro di lordo annuo fra chi ha un voto da 8 in su, mentre si ferma a 12.339 fra gli «inaffidabili». Nelle costruzioni si passa da 90.626 a 27.049 euro, e negli studi medici si va da 94.428 a 39.249. Nasce da questi spread reddituali larga parte dell’evasione Irpef degli autonomi, in un tax gap che secondo i calcoli del ministero dell’Economia (dati medi 2019-2021, allegati all’ultima NaDef) toglie alle entrate statali 30,2 miliardi all’anno, il 68,5% dell’imposta potenzialmente dovuta.
Con una mole di questo genere, per mettere sotto esame tutti i titolari di dichiarazioni potenzialmente infedeli l’agenzia delle Entrate dovrebbe completare poco meno di 6mila controlli al giorno. Sfida ovviamente impossibile anche con un organico 10 o 100 volte superiore ai 29.520 dipendenti dell’Agenzia, che però si occupano anche di rimborsi, interpelli e di tutta l’attività amministrativa. Con il risultato che secondo gli ultimi dati del dipartimento Finanze la probabilità annuale per una partita Iva di inciampare in una verifica è sotto l’1%: non altissima.
È esattamente questo lo snodo chiave per il concordato preventivo biennale, l’accordo con cui il Fisco proporrà, in cambio dell’adesione al reddito calcolato dall’amministrazione finanziaria, proprio l’esclusione dalle verifiche per i successivi due anni. Ma se l’eventualità di incappare in una verifica è remota, il calcolo costi/benefici per favorire il «sì» del contribuente rischia di imporre una proposta di reddito particolarmente benevola.
In ogni caso i numeri dettagliati qui sotto mostrano che anche nella lotta all’evasione prevenire è meglio che curare. Per capirlo basta ribaltare la classifica, e vedere chi occupa le posizioni di fondo dove si concentrano le poche categorie in cui le pagelle fiscali brillanti sono la maggioranza.
A staccare tutti sono farmacie e studi medici, con un tasso di affidabilità al 75% alimentato anche dal contrasto di interessi che aumenta il valore dei pagamenti tracciabili grazie agli sconti fiscali. Certo, il meccanismo non è generalizzabile perché una detrazione per tutte le spese tracciabili farebbe crollare il gettito; ma lì, come in molte delle attività paramediche, funziona.
Fra i professionisti è da segnalare anche la performance di dottori commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro, il gruppo con la quota minore (42,5%) di pagelle fiscali opache seguiti in questa graduatoria da professionisti dell’informatica, geologi, veterinari e dentisti. Ma più in generale è il dato complessivo delle professioni ordinistiche a segnare tassi di «affidabilità» un po’ più elevati della media, e a essere quindi surclassato dal commercio nella partita del rischio evasione.
(da agenzie)

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FRANCIA, LA RIVOLTA DELLA SINISTRA CONTRO LE PEN, 182 MANIFESTAZIONI IN TUTTO IL PAESE, 640.000 PARTECIPANTI, 250.000 SOLO A PARIGI

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

SONDAGGIO DI OGGI DI LES ECHOS: RN DI LE PEN 33%, FRONT POPULAIR DI SINISTRA 25%, BLOCCO PRO MACRON 20%… MA IN DUE SETTIMANE TUTTO E’ ANCORA POSSIBILE, CONTA ANCHE LA PARTECIPAZIONE AL VOTO

A Parigi e in tutta la Francia è il giorno delle manfiestazioni di piazza del popolo della sinistra e dei sindacati contro lo spettro dell’arrivo al potere del Rassemblement national.
A sei giorni dall’exploit elettorale del partito di Le Pen e Bardella, che ha spinto Emmanuel Macron alla decisione improvvisa di sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate, centinaia di migliaia di persone hanno sfilato in tutto il Paese per urlare il loro «no» allo sdoganamento degli eredi dei collaborazionisti coi nazisti.
Ma anche per ribadire, in molti casi, la loro rabbia contro lo stesso Macron – avversato da sindacati e militanti di sinistra per le sue ricette politiche su pensioni, welfare e immigrazione.
Secondo la Cgt, il principale sindacato francese, in tutta la Francia sarebbero scese in piazza nella giornata di sabato qualcosa come 640mila persone in 182 diversi raduni: 250mila soltanto a Parigi. Raduni colorati e multiformi, in cui si sono dati appuntamento un po’ tutte le principali sigle della sinistra che negli scorsi giorni hanno siglato il patto elettorale per correre insieme sotto le insegne del «Nouveau Front Populaire»: dai comunisti agli ecologisti, dai radicali de La France Insoumise al Partito socialista e alla formazione alleata di Place Publique guidata da Raphael Glucksmann.
Tante, nei cortei, anche le bandiere della Palestina e gli slogan in solidarietà a quella causa.
Chi correrà per un seggio nel prossimo Parlamento, a sorpresa, è l’ex presidente della Repubblica François Hollande, che pure terminò il suo quinquennio all’Eliseo a picco nella popolarità e lasciando un Partito socialista ai minimi storici di consenso. Ora torna in campo nella circoscrizione di Corrèze. Lo ha confermato lui stesso: «Se ho preso questa decisione, è perché la situazione non è mai stata così grave», ha detto Hollande, aggiungendo che «l’unione della sinistra è necessaria, ma è l’unione della popolazione che è indispensabile». Secondo un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano Les Echos, l’RN è accreditato di un terzo esatto delle preferenze (33%), davanti al Nouveau Front Populaire (25%) e al blocco che sostiene Macron (20%). Ma in una settimana il panorama politico è già stato stravolto e nelle due che restano prima del voto molto potrebbe ancora cambiare.
(da agenzie)

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ILARIA SALIS E’ ARRIVATA IN ITALIA, IL PADRE ROBERTO: “LA FINE DI UN INCUBO”

Giugno 15th, 2024 Riccardo Fucile

L’EUROPARLAMENTARE E’ ARRIVATA A MONZA DOPO ESSERE PARTITA OGGI DA BUDAPEST INSIEME AL PADRE

Più di 16 mesi nelle carceri ungheresi, poi otto ore di viaggio in auto da Budapest a Monza. Ilaria Salis è finalmente tornata in Italia, più precisamente nella casa dei genitori. “Finito un incubo” commenta il padre Roberto, che questa mattina era partito per andare a prendere la figlia in Ungheria.
Ad aspettarli c’erano decine di giornalisti, carabinieri e agenti della Digos. A tutti l’eurodeputata ha rivolto un sorriso. Il viaggio “è andato molto bene. Ilaria è molto stanca, provata. Non parlerà oggi”, ha spiegato il padre. Adesso, però, “do le dimissioni da suo portavoce ed esco completamente di scena”, ha aggiunto.
Subito dopo l’arrivo, la famiglia ha scattato una foto davanti al cartello che segnalava l’ingrasso a Monza. Già in programma per lunedì, invece, ci sono “due feste di compleanno perché deve recuperare quella dell’anno scorso”.
(da La Repubblica)

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