Giugno 26th, 2024 Riccardo Fucile
ALER DEVE PROVARE L’OCCASIONE ABUSIVA NELL’ARCO TEMPORALE ALTRIMENTI NON HA DIRITTO A UN BEL NULLA E CHI CHIEDE IL PIGNORAMENTO DELLO STIPENDIO DI EUROPARLAMENTARE RISCHIA UNA QUERELA … MA I SOVRANISTI “LEGALITARI” PERCHE’ NON CHIEDONO ANCHE IL PIGNORAMENTO PER I BENI DEGLI ESPONENTI DI CASAPOUND CHE HANNO OCCUPATO L’IMMOBILE PER 20 ANNI?
Aler, l’istituto case popolari di Milano, sulla base di un rapporto di polizia del 2008 che certificava di aver trovato in un appartamento occupato dal Movimento di lotta per la casa, l’attuale eurodeputata Ilaria Salis, avrebbe forse ora avviato la procedura per rientrare della cifra dell’affitto mancato, quantificandolo in 90.000 euro.
Quello che non torna:
1) Se un giorno del 2008 trovi Tizio in una casa occupata puoi solo leggere il rapporto di polizia che ne attesta la presenza: se non chiedi lo sfratto ad opera della forza pubblica parti già con il piede sbagliato. Non solo: dovresti intimare subito lo sgombero all’interessato avviando le procedure di notifica degli atti. Cosa che non è stata fatta, come da attestazione del legale della Salis: mai ricevuta alcuna richiesta in tal senso.
2) Le occupazioni “politiche” funzionano così: gli attivisti occupano e poi cedono subito l’appartamento (quasi sempre fatiscente) a chi è senza un tetto, in base a quanti si fanno avanti o hanno partecipato alla iniziativa.
3) Se ritieni che Tizio dal 2008 continui a risiedere abusivamente in quei locali LO DEVI DIMOSTRARE attraverso prove, sopralluoghi mensili ad opera di autorità delegate, fotografie e testimonianze, altrimenti la richiesta NON VALE NULLA.
4) Sarà un giudice a stabilire se esistono i presupposti per la richiesta dell’Aler: se Tizio dimostrerà di aver abitato altrove nell’arco di questi 14 anni chi l’ha accusato potrà essere querelato per diffamazione aggravata.
5) I sovranisti che strepitano per “pignorare lo stipendio da parlamentare europeo” di Ilaria Salis sono gli stessi che non chiedono lo stesso trattamento per l’occupazione PROVATA di almeno cinque elementi di Casapound che nell’arco di 20 anni hanno vissuto nei locali della sede romana, pur avendo un reddito che avrebbe permesso loro di pagare un affitto regolare altrove?
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Giugno 26th, 2024 Riccardo Fucile
“I MOVIMENTI PER LA CASA NON TOLGONO NIENTE A NESSUNO”… LA STOCCATA A VANNACCI E A FRATELLI D’ITALIA: “MI FANNO SCHIFO”… “NON CREDEVO NEANCHE CHE RAGGIUNGESSIMO IL QUORUM”
Finalmente libera da ceppi e guinzagli, Ilaria Salis, anzi l’eurodeputata Ilaria Salis, si
presenta all’appuntamento sorridente e ansiosa. Ha voglia di parlar bene, di argomentare, di spiegare. Di mostrarsi pronta per l’avventura che l’aspetta a Bruxelles, dove per la prima volta si recherà domani.
Nove giorni sono passati dal ritorno a Monza, dopo quindici mesi di carcere preventivo a Budapest per via di un’accusa per la quale si è dichiarata innocente, una campagna elettorale vincente condotta in suo nome dal padre Roberto Salis, i domiciliari, il voto, la libertà.
Lei e suo padre in politica la vedete in maniera diversa. Litigate?
«Vero, mio padre è un liberale ma non abbiamo mai litigato per questo. L’antifascismo è il nostro comune denominatore».
Ha fatto di tutto per farla uscire dal carcere di Budapest, compreso prestarsi alla campagna elettorale per la sinistra.
«L’ha fatto col cuore e con convinzione. Ero chiusa in fondo al pozzo, nessuno sentiva la mia voce, è stato lui a portarla fuori»
Sedici giugno 2024, il ritorno a Monza. Come è stato?
«È stato…rapido. Sono arrivata che sotto casa c’erano già giornalisti e carabinieri. Volevo prendermi una settimana di riposo ma le cose hanno preso a girare a una velocità vertiginosa, soprattutto rispetto alla monotonia sfinente della cella».
Come sono le sue giornate ora?
«Studio il funzionamento tecnico del parlamento europeo, leggo, rispondo al telefono, mando mail».
Quindici mesi fuori dal mondo, come si recuperano?
«Sto cercando le notizie sui siti. Non è facile seguire a ritroso il filo della cronaca, mi mancano ancora dei pezzi».
Quasi 176 mila preferenze, se l’aspettava?
«Non pensavo neanche che avremmo raggiunto il quorum!»
Perché l’hanno votata?
«In molti per la questione della mia carcerazione e per sostenere i diritti dei detenuti. Altri per la voglia di portare sulla scena politica qualcosa che provenisse dal basso, perciò manterrò i legami coi movimenti. Porterò tutte quelle esperienze con me a Bruxelles».
Come si fa?
«Attraverso proposte di legge, mozioni e gli altri strumenti degli europarlamentari. Mi batterò per la difesa dei detenuti, del lavoro precario, dei migranti per i quali ci dobbiamo assumere la responsabilità storica dei morti in mare, e del diritto alla casa».
La criticano per l’occupazione di un alloggio popolare a Milano. Lei ci ha vissuto o no?
«La famosa casa dello scandalo… la polizia mi ha trovato lì nel 2008, quando avevo 24 anni. Oggi ne ho 40. Da allora non sono più andati a fare verifiche per vedere chi ci abitasse, però l’Aler mi contesta lo stesso un debito di 90 mila euro».
Fin dove si può spingere la lotta alla casa senza che essa stessa diventi un abuso?
«Prendiamo Milano, 12.000 appartamenti popolari sfitti e 10.000 nuclei familiari in lista di attesa. I movimenti per la casa non tolgono niente a nessuno, cercano di risolvere con altre modalità un problema che le istituzioni non risolvono».
Stava per candidarsi col Pd?
«In carcere mi era arrivata voce di un interessamento, ma alla fine ho scelto Avs. È stata una decisione tormentata. Chiusa in cella non avevo il quadro della situazione politica e non sapevo con chi confrontarmi».
Andare alle udienze in catene e al guinzaglio come la faceva sentire?
«Come un animale. Ho autorizzato la diffusione delle immagini per far vedere cosa capita ai detenuti in Ungheria, anche se rivedermi così sui giornali non mi piaceva».
È diventata un simbolo di un certo modo di fare lotta politica
«Non mi sento un simbolo. Sento di essere una donna in carne ed ossa con una storia. Non sono sola, attorno ho una comunità che ha combattuto insieme a me, che ha dato prova della forza della solidarietà».
È lei l’anti-Vannacci?
«Non sono l’anti di nessuno. Trovo svilente ridurre la politica a un talk show. Non mi interessa diventare un personaggio».
Ha letto degli esponenti di Fratelli d’Italia che fanno battute sulla sostituzione etnica, i forni crematori, gli omosessuali?
«Mi fanno schifo. È preoccupante e pericoloso che siano tollerate in un Paese come il nostro, emanano da un’ideologia di morte».
L’Ungheria potrebbe chiedere di revocare la sua immunità per rispedirla in carcere.
«Nel caso, mi auguro che l’europarlamento decida di difendere lo stato di diritto e la presunzione di innocenza».
Orban è venuto a Roma per incontrarsi con Giorgia Meloni. Che effetto le fa?
«Non mi tange, sono affari della destra»
In carcere si è sentita tutelata dal governo italiano?
«Non ho capito bene quale partita si stesse giocando e su quale scacchiere, ero tagliata fuori da tutto».
(da La Repubblica)
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