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ALTRO CHE MADE IN ITALY, I SOVRANISTI AMICI DEI BALNEARI I TURISTI LI FANNO SCAPPARE ALL’ESTERO

Giugno 28th, 2024 Riccardo Fucile

LE VACANZE AL MARE COSTANO TROPPO, BOOM DEI PREZZI IN DUE ANNI… E GLI ITALIANI SCAPPANO IN ALBANIA, GRECIA E SPAGNA

Le spiagge registrano un calo di presenze italiane, in parte ripianato dall’incremento di stranieri. Lo rivela un’analisi dell’osservatorio “Panorama Turismo – Mare Italia di Jfc”
Un’estate al mare. Sì, ma all’estero. In Italia le tariffe sono salite alle stelle, + 7,9 per cento rispetto al 2023. Per questo motivo, le spiagge nostrane registrano un calo di presenze italiane, in parte ripianato dall’incremento di stranieri. A renderlo noto è l’analisi dell’osservatorio “Panorama Turismo – Mare Italia di Jfc”, che l’Ansa ha pubblicato in anteprima. Più nello specifico, su un totale di 407 milioni di presenze nel comparto balneare (-1,1 per cento sull’estate 2023 e -1,2 per cento sul 2019) quelle italiane saranno 312 milioni 511mila con un calo del 4,4 per cento. Ciò significa una perdita di 14 milioni 511mila sul 2023. Al contempo, però, le presenze straniere toccheranno i 94 milioni 513mila con un +11,6 per cento (cioè 9 milioni 823mila) sul 2023. Mentre le spese che gli italiani dovranno sostenere per poter trascorrere le ferie al mare hanno visto un incremento in ogni settore: +7,4 per cento nell’hospitality con picchi del +14,1 per cento nell’extralberghiero; +4,9 per cento nei servizi di spiaggia, +6,2 per cento nella ristorazione, +11,9 per cento nei costi del viaggio; +9,3 per cento nelle spese per lo svago (visite, escursioni, divertimento, parchi tematici, etc) e +8,8 per cento negli altri consumi (bar, gelaterie, etc).
L’incremento rispetto al 2022
Più in generale, rispetto all’estate 2022 si deve pagare il +20,5 per cento in più per fare una vacanza balneare in Italia, con indici di incremento ben superiori se si valuta il solo settore della ristorazione, che ha avuto una crescita – sempre nel biennio – pari al +24,5 per cento. Per quanto riguarda gli incrementi di prezzo relativi all’ospitalità, ai bar/gelaterie, al costo del viaggio, alle opportunità di svago e divertimento ed ai servizi pubblici presenti nelle località balneari, nel biennio questi servizi hanno visto – tutti in maniera similare – aumenti attorno ai 20 punti percentuali. L’unico settore che ha apportato un aumento inferiore, pari al +16,6 per cento sempre nel biennio, è stato quello dei servizi di spiaggia.
Gli italiani in partenza per Spagna, Grecia e Albania
Dato l’aumento dei prezzi, calano le presenze italiane sui lidi italiani: oltre 312 milioni con un -4,4 per cento sul 2023, ma non la voglia di sole, mare e vacanze. La rilevazione dell’osservatorio Panorama Turismo – Mare Italia di Jfc mostra un incremento dei viaggi estivi degli italiani verso destinazioni balneari straniere, ovvero Grecia, Spagna e Albania. Al contrario nel Belpaese le destinazioni balneari segneranno indicatori altalenanti sia tra le località degli stessi ambiti balneari come pure tra le varie settimane, rendendo ancora più complessa l’attività degli operatori della filiera. «Con un allarme rosso – dice ancora Feruzzi – che è quello del mese di agosto, che rischia di non essere più il classico mese delle “vacanze degli italiani”: troppo alti i prezzi, pienone solo dal 9 al 18 agosto e soggiorni sempre più brevi in questo mese, con una durata media che si riduce di ben 2,1 notti».
Stabile il fatturato per il comparto balneare grazie alla presenza di stranieri
Per quanto riguarda, invece, il fatturato per il comparto balneare nazionale nella sua complessità, le previsioni indicano una cifra pari a 33 miliardi 191milioni di euro in sostanziale stabilità (+0,4 per cento) rispetto a un ano fa e in aumento del 4,2 per cento rispetto alla stagione estiva 2019 (in epoca pre-Covid). «È importante considerare – spiega Massimo Feruzzi, responsabile di Jfc e dell’Osservatorio – che tali incrementi di fatturato non sono lineari con l’aumento dei prezzi della vacanza, a significare come vi sia, da parte dei nostri connazionali e anche degli ospiti stranieri, una più forte attenzione alla spesa». Nel dettaglio, per la stagione estiva 2024 l’analisi prevede un fatturato generato dalla clientela italiani pari a oltre 23 milioni con un decremento del 4,2 per cento sui dati dell’estate 2023. Mentre il fatturato generato dalla clientela straniera sarà di 9 miliardi 484 milioni di euro, con un incremento del +14,3 per cento sui dati consuntivi dell’estate 2023.
(da agenzie)

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VITTORIO SGARBI INDAGATO PER INDUZIONE INDEBITA: “PRESSIONI SUL MIBAC PER UN QUADRO”

Giugno 28th, 2024 Riccardo Fucile

L’INCHIESTA A ROMA SULLA COMPAGNA E SU DI LUI

L’ex sottosegretario e candidato bocciato alle elezioni europee Vittorio Sgarbi è indagato a Roma per induzione indebita. Al critico d’arte, fa sapere il Fatto Quotidiano, sono contestate le pressioni tra 2020 e 2021 nei confronti di alcuni funzionari del ministero della Cultura. Con l’obiettivo di convincere il dicastero a non trattenere, esercitando il diritto di prelazione su beni non vincolati, il quadro di Vittorio Zecchin Il Giardino delle Fate. L’opera era stata acquistata dalla compagna di Sgarbi, Sabrina Colle, per 148 mila euro nell’ottobre 2020. Per questo i pm ipotizzano il reato di induzione indebita. L’acquisto del quadro è già costato ai due una richiesta di rinvio a giudizio per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Il Mibac
Perché Sgarbi avrebbe mascherato l’acquisto e Colle avrebbe fatto da prestanome. L’ex sottosegretario aveva un debito di 715 mila euro con l’Agenzia delle Entrate. Secondo le carte dell’inchiesta il Mibac aveva esercitato l’interesse all’acquisto. Il Nucleo di polizia Economico-finanziaria di Roma ha sentito come testimoni due funzionari del ministero. Che avrebbero parlato di telefonate insistenti e concitate da parte di Sgarbi, all’epoca deputato e quindi pubblico ufficiale. Il critico d’arte avrebbe ribadito più volte la sua riconoscibilità mediatica, anche sui social. Alla fine, secondo i funzionari, la rinuncia al diritto di prelazione sarebbe arrivata per “sfinimento”.
(da agenzie)

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DOMENICA SI VOTA IN FRANCIA AL PRIMO TURNO: COME SI PROSPETTA IL VOTO

Giugno 28th, 2024 Riccardo Fucile

LE PEN CON ALLEATI DATA AL 35.5%, FONTE SINISTRA AL 29,5%, LIBERALI DI MACRON AL 19% MA I COLLEGI SONO UNINOMINALI E SARA’ DECISIVO IL SECONDO TURNO

Le elezioni legislative francesi indette a sorpresa dal Presidente Emmanuel Macron sono ormai alle porte. Si voterà infatti domenica 30 giugno 2024 per il primo turno e una settimana dopo – il 7 luglio – ci saranno i ballottaggi.
I cittadini francesi voteranno per rinnovare l’Assemblea nazionale, una delle due camere (la più importante) del parlamento, sciolta anticipatamente da Macron in virtù del successo elettorale dell’estrema destra alle recenti elezioni europee e del pessimo risultato del partito del Presidente, che si è fatto doppiare dal Rassemblement National. Se i francesi dovessero confermare la fiducia al partito guidato da Marine Le Pen, si verrebbe a ricreare la cosiddetta cohabitation, vale a dire la situazione per cui il Presidente e la maggioranza di governo appartengono a due orientamenti politici opposti. In Francia, questa possibilità si è verificata solo tre volte, l’ultima tra il 1997 e il 2002.
Secondo gli ultimi sondaggi, i francesi sono intenzionati a confermare la fiducia a Marine Le Pen e ai suoi alleati. Una rivelazione di Ipsos pubblicata sul quotidiano Le Parisien e Radio France stima il blocco guidato dal Rassemblement National al 35,5%, avanti di sei punti percentuali sull’alleanza di sinistra formatasi apposta per queste elezioni – il Nuovo Fronte Popolare – dato al 29,5%.
La coalizione centrista di Macron sarebbe così solo al terzo posto e sotto il 20% (è data al 19,5%).
La speranza del Presidente francese è che le sfide nei singoli collegi elettorali possano comunque premiare i suoi candidati e che quindi la forza del suo partito nella prossima Assemblea nazionale possa comunque essere superiore al 20% che gli assegnano i sondaggi. Non sarà facile, però, visto che in circa 100 collegi (su 577 totali) Renaissance non si presenta nemmeno.
La scelta di Macron di indire elezioni anticipate ha sorpreso l’opinione pubblica francese e creato un vero e proprio terremoto politico, fatto di espulsioni dei leader di partito, alleanze strette in fretta e furia, appelli al voto e all’unità del Paese. Il trambusto ha toccato persino la nazionale francese di calcio, con la stella della squadra attualmente impegnata agli Europei – Kylian Mbappé – che insieme ad altri calciatori ha chiesto ai suoi connazionali di votare “contro gli estremisti” per difendere i valori “della tolleranza, del rispetto e della diversità”. L’esito delle elezioni francesi è atteso da tutta Europa, visto che il Presidente Macron, pur indebolito, rimane un protagonista della scena politica internazionale. E poi, sullo sfondo, c’è da capire come reagiranno i mercati finanziari, il cui comportamento riguarda da vicino anche l’Italia e l’andamento del nostro spread.
Proprio l’economia è un tema centrale nel dibattito politico francese e, stando ai sondaggi, ciò che sta premiando Marine Le Pen. Secondo le rivelazioni di Ipsos il 25% degli intervistati ha fiducia nelle potenzialità del Rassemblement National di compiere i giusti interventi in campo economico, mentre solo il 22% premia il Nuovo Fronte Popolare. Anche in questo caso il Presidente Macron è terzo: solo il 20% degli intervistati si fida della sua politica economica. E sempre su questi temi si sono scontrati, nel recente dibattito televisivo, i candidati premier per tutta la durata del loro confronto. Quando l’attuale primo ministro, il macronista Gabriel Attal, ha rivendicato alcuni suoi successi, il suo sfidante e grande favorito Jordan Bardella (Rassemblement National) gli ha risposto: “Ma certo, mi faccia pure la lezione di economia, professor Attal, con tutto il debito pubblico che abbiamo accumulato grazie al suo governo”. Il Nuovo Fronte Popolare, invece, non ha ancora sciolto le riserve su chi sarà il suo candidato premier; di certo Jean-Luc Mélenchon, leader di France Insoumise, ha più volte manifestato il desiderio di essere scelto per questo ruolo.
Sempre stando al sondaggio di Ipsos, oltre un francese su tre sarebbe intenzionato a votare per Marine Le Pen questa domenica: il RN è infatti dato al 35,5%. Il Nuovo Fronte Popolare sarebbe secondo con il 29,5% delle preferenze e l’alleanza centrista Renaissance inseguirebbe con il 19,5% dei voti.
Rispetto ai risultati definitivi delle recenti elezioni europee, Le Pen guadagnerebbe quindi quattro punti percentuali: sembrerebbe funzionare l’accordo con il leader dei Repubblicani Éric Ciotti, che pur non essendo riuscito a stringere un’alleanza vera e propria tra il suo partito (che l’ha sfiduciato subito dopo) e il Rassemblement National, appoggerà Le Pen in alcuni collegi. Lo stesso farà Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen ed ex leader di Reconquête, anche lei espulsa dal partito appena dopo il suo annuncio di voler appoggiare l’RN.
Come si vota alle elezioni francesi 2024
Le elezioni legislative francesi si svolgono in due turni: il primo il 30 giugno e il secondo il 7 luglio. I collegi elettorali sono in tutto 577: 558 per la Francia metropolitana; 8 per la Nuova Caledonia e le collettività d’oltremare; 11 per i Francesi all’estero. In ciascuno di questi collegi si terrà il ballottaggio tra i due (o più) candidati più votati.
Per accedere al ballottaggio occorre però che gli aspiranti deputati ottengano il voto di almeno il 12,5% considerando tutti gli elettori iscritti. Motivo per cui – pur essendo un caso raro – possono verificarsi ballottaggi anche a tre o quattro candidati.
Il secondo turno può essere evitato solo in un caso: quello in cui uno dei candidati più votati ottenga la maggioranza assoluta dei voti espressi e, allo stesso tempo, un numero di voti pari ad un quarto del numero degli elettori iscritti. Detto della soglia minima del 12,5% dei voti, va ricordato che questo speciale quorum non si riferisce alla percentuale dei voti espressi, ma al numero degli elettori iscritti. Per questo motivo, la percentuale di voti da ottenere è inversamente proporzionale al dato dell’affluenza. Quindi, se come alle Europee andrà a votare poco più del 50% dei francesi, la soglia minima sarà del 25% circa dei voti validi. Se questa quota dovesse essere superata solo da un candidato, ci sarà ugualmente il ballottaggio contro il candidato “sotto soglia” più votato. Se il 12,5% non viene raggiunto da nessuno dei candidati, al secondo turno si scontreranno i due candidati più votati.
(da Fanpage)

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QUATTRO MILITARI ITALIANI ACCUSATI DI CONTRABBANDO DI SIGARETTE SULLA NAVE DELLA MARINA

Giugno 28th, 2024 Riccardo Fucile

ARRESTATO UN LIBICO DELLA GUARDIA COSTIERA

Sono accusati di aver fatto contrabbando di sigarette a bordo di una nave della Marina Militare quattro militari italiani indagati dalla procura di Brindisi. Un ufficiale libico è stato invece arrestato.
Si tratta di tre ufficiali e un sottufficiale della Marina, mentre il militare libico è in servizio alla Guardia costiera libica. Al termine delle indagini della Guardia di Finanza portate avanti dalla procura brindisina, per i quattro militari italiani è stato disposto l’obbligo di dimora. Per il militare libico è stato disposto invece l’arresto in carcere. I cinque sono accusati a vario titolo di contrabbando di sigarette, imbarco arbitrario di merci di contrabbando sulla nave militare Capri, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falso ideologico.
Il traffico di sigarette da Tripoli a Brindisi
Il traffico di sigarette sarebbero avvenuti tra il dicembre 2018 e il marzo 2018, durante la missione internazionale «Mare sicuro» dal porto di Tripoli a quello di Brindisi. Nel corso della missione, sulla nave Capri gli indagati svolgevano ruoli di rilievo: uno era ufficiale in seconda, un altro capo operazioni dell’unità navale Capri e il terzo era ufficiale tecnico capo del team impegnato nel ripristino della nave ceduta dall’Italia alla Libia per potenziare il contrasto all’immigrazione clandestina. I militari sono accusati di aver portato in Italia illegalmente 300 chilogrammi di sigarette, che sarebbe stato poi rivenduto sia ad altri militari della Marina che a persone estranee al corpo. La merce sarebbe stata acquisita dal mercato locale. Operazione di cui si occupava l’ufficiale della Guardia costiera libica.
Le fatture false
Uno degli indagati è accusato di aver fornito il denaro necessario per comprare le sigarette da contrabbandare. Fondi ottenuti grazie alle fatture false relative a operazioni in parte o del tutto inventate per l’acquisto di beni e servizi per la nave Capri e il suo equipaggio. Le fatture riguardavano per esempio il vitto di bordo. Gli acquisti fittizi risultavano fatti da società libiche, che avrebbero fatto sulla carta da fornitrici per le necessità della nave. Società che sarebbero riconducibili all’ufficiale libico arrestato.
(da agenzie)

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UN REPORTER SOTTO COPERTURA DI “CHANNEL FOUR” SVELA IL RAZZISMO DEGLI ATTIVISTI PRO NIGEL FARAGE

Giugno 28th, 2024 Riccardo Fucile

IL GAY PRIDE VIENE BOLLATO COME “MERDA”, LA BANDIERA ARCOBALENO COME UN SIMBOLO DA “DEGENERATI” E I MILITANTI LGBQ COME “PEDOFILI”

Nuova polemica su Reform UK, partito populista del redivivo Nigel Farage, già tribuno della Brexit, dato in ascesa a meno di una settimana dalle elezioni in calendario nel Regno Unito il 4 luglio.
Stavolta ad alimentarla sono le affermazioni di sapore “razzista e omofobo” raccolte da un giornalista sotto copertura di Channel 4 infiltratosi fra simpatizzanti e attivisti impegnati a far campagna nel collegio elettorale di Clacton-on-Sea, città portuale dell’Inghilterra profonda a sud dell’isola, dove sono forti i sentimenti anti immigrazione e dove Farage concorre in prima persona per cercare di conquistare un seggio di deputato alla Camera dei Comuni di Westminster (cosa mai riuscitagli in passato).
Nel reportage di Channel 4 si riportano commenti fatti da tre individui anonimi, uno dei quali descritto come un attivista locale di primo piano di Reform, in cui il Gay Pride viene bollato come “merda”, la bandiera arcobaleno come un simbolo da “degenerati” e i militanti Lgbq come “pedofili”. Mentre l’immigrazione illegale viene denunciata come una minaccia “ai veri inglesi” e Londra, per il suo carattere multietnico, come una città i cui ci si sente “stranieri nel proprio Paese”.
Parole che Farage e i vertici del suo partito si sono affrettati a condannare come “inaccettabili”, assicurando d’aver escluso le persone identificare dalla campagna elettorale.
Ma che sono destinate a proiettare ulteriori ombre su Reform UK – già finito nella bufera per episodi analoghi, oltre che per dichiarazioni controverse di politica estera dello stesso leader, come quella sulle “provocazioni” dell’occidente alla Russia che a suo dire hanno contribuito a scatenare la guerra in Ucraina – sullo sfondo di sondaggi i quali confermano peraltro come questa formazione appaia in grado di far concorrenza a destra (in termini di consensi proporzionali, seppure non di seggi) al declinante Partito conservatore del premier uscente Rish Sunak.
(da agenzie)

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